HyperHouse

NeXT Hyper Obscure

Archivio per Giuseppe Iannozzi

Giovanni Agnoloni e il suo “Viale dei silenzi” (Arkadia editore). Intervista di Iannozzi Giuseppe | Iannozzi Giuseppe – scrittore e giornalista


Bella intervista di Giuseppe Iannozzi a Giovanni Agnoloni; uno stralcio della chiacchierata:

Giovanni Agnoloni, è da poco uscito Viale dei silenzi (Arkadia editore), un romanzo decisamente diverso rispetto ai tuoi precedenti lavori. Sei passato dai romanzi distopici a una letteratura decisamente realistica, con poche incursioni visionarie. Quale necessità ti ha spinto a cambiare la tua rotta letteraria, in maniera quasi drastica?

– In realtà era da tempo che avevo “in corpo” questa svolta. A prescindere dal fatto che ho sempre considerato i miei lavori distopici non tanto come una manifestazione di uno spirito fantascientifico – o fantastico in senso lato – ma come una forma di “realismo arricchito” (arricchito per l’appunto da alcuni stilemi non appartenenti al realismo tout court, allo scopo di enucleare contenuti attinenti ai rischi di un’evoluzione tecnologica fuori controllo). Certamente ora, a parte qualche pagina dai tratti lievemente surreali, l’impianto è realistico al 100%. A ben vedere, però, è imbevuto di tante atmosfere e di una sensibilità metafisica che impregnava di sé già i miei romanzi della quadrilogia della “fine di internet”, editi da Galaad Edizioni. Tanto lì quanto in Viale dei silenzi, infatti, il fil rouge sottile ma inossidabile è quello dell’energia sottile dei luoghi e degli ambienti, che riverbera e amplifica le note caratteristiche dell’interiorità dei personaggi, alimentando una trama intimistica – e sia pur riflessa su uno scenario sociale ampio e differenziato – che viene formandosi proprio seguendo l’ispirazione di quei temi di fondo.

Leggendo il tuo Viale dei silenzi, non ho potuto fare a meno di pensare a certi lavori di Arthur Schnitzler. In sintesi, Viale dei silenzi è un romanzo che racconta destini che si incrociano e si scontrano, non è forse così?

– Quando scrivo, non penso (per lo meno non a livello cosciente) a un “modello” letterario, né (se non nella fase di editing, quando subentra il labor limae anche a scopo di chiarezza) a chi mi leggerà. Cerco piuttosto di attenermi con la massima onestà possibile a una sorta di tema o melodia interiore, o comunque a un’armonia di temi, atmosfere e situazioni che germinano da sole dentro di me, traendo alimento dalle mie letture, dai miei viaggi e dai miei percorsi interiori. Poi, chiaramente, le risonanze con questo o quell’autore si possono anche individuare, e se guardiamo al tema dell’incrociarsi e dello scontrarsi di diversi destini (che è un tratto ricorrente nei miei lavori), certamente ti do ragione (anche perché Schnitzler era pure un drammaturgo, e Viale dei silenzi, pur non concepito a tale scopo, ha uno spirito tutto sommato “teatrale” e si presterebbe a una trasposizione in tal senso – procede per scene, è scritto in prima persona e contiene parti in seconda, dove il mio protagonista Roberto si rivolge a suo padre).

I tuoi personaggi sono sempre molto realistici, e quelli de Il viale dei silenzi lo sono in modo particolare. Come ti regoli per modellare i tuoi soggetti?

– Prima di iniziare a scrivere un romanzo (e magari mentre scrivo altre cose) seguo sempre un percorso di gestazione intima, in cui il mio mondo interiore e le suggestioni provenienti da persone che ho conosciuto si fondono e si differenziano in una miscela a densità variabile e dagli esiti imprevedibili. Sono come i mattoni elementari della costruzione di una personalità che, via via che scrivo, mi si rivela – come del resto fa la trama – nella sua logica inequivocabile: tanto che potrebbe essere solo quella e nessun’altra. Quindi non seguo proprio un metodo, ma semmai mi fido di una sensibilità musicale (alimentata anche dai miei studi di chitarra classica) che è utile non solo dal punto di vista stilistico, ma prima di tutto da quello armonico e psicologico. Ogni tratto del carattere, così come ogni atmosfera di luoghi, infatti, ha una sua frequenza specifica, ovvero è fondamentalmente un accordo – ora minore, ora maggiore – che deve inserirsi in un discorso “musicale” coerente.

I tuoi personaggi non possono fare a meno di subire l’influenza dei luoghi in cui si trovano. «Ci vuole la ricchezza d’esperienze del realismo e la profondità di sensi del simbolismo. Tutta l’arte è un problema di equilibrio fra due opposti.»: così scriveva Cesare Pavese ne Il mestiere di vivere. Giovanni Agnoloni, in questo tuo ultimo romanzo ravviso dei chiari elementi pavesiani oltre a una più o meno marcata lanterninosofia.

Pavese è senza dubbio un autore a me caro, anche per la vivida delicatezza (per quanto possa – erroneamente – sembrare un ossimoro) con cui descrive gli ambienti. E trovo che questa tua citazione da Il mestiere di vivere sia perfetta per fotografare una delle mie convinzioni più profonde. Il simbolo è insito nella realtà, dunque non vi è realismo che ne sia privo, o rappresentazione surreale/alterata della realtà che non si radichi, appunto, nel reale. Certo, l’equilibrio tra queste due componenti può essere più o meno efficace: troppo realismo, ed ecco che il racconto può perdere di forza di suggestione; troppo simbolismo, e può mancare di concretezza. In me, per la mia storia e il mio percorso di scrittore, c’è sempre stata una sorta di baricentro intuitivo che, se nei miei romanzi distopici era un po’ più spostato verso il “polo” del simbolo, in Viale dei silenzi tende più verso il realismo. Ma la verità è che le due componenti sono coessenziali l’una all’altra.

 

Sandro Pertini – Sul fascismo e sulla libertà | Iannozzi Giuseppe – scrittore e giornalista


Dal blog di Giuseppe Iannozzi. In tema con la giornata; un estratto di alcuni frasi di Sandro Pertini:

– Il fascismo per me non può essere considerato una fede politica. Sembra assurdo quello che dico, ma è così: il fascismo a mio avviso è l’antitesi delle fedi politiche, il fascismo è in contrasto con le vere fedi politiche. Non si può parlare di fede politica parlando del fascismo, perché il fascismo opprimeva tutti coloro che non la pensavano come lui.

Mussolini si comportò come un vigliacco, senza un gesto, senza una parola di fierezza. Presentendo l’insurrezione si era rivolto al cardinale arcivescovo di Milano chiedendo di potersi ritirare in Valtellina con tremila dei suoi. Ai partigiani che lo arrestarono offrì un impero, che non aveva. Ancora all’ultimo momento piativa di aver salva la vita per parlare alla radio e denunciare Hitler che, a suo parere, lo aveva tradito nove volte.

– L’Italia desidera riaffermare la sua totale opposizione ai principi dell’”apartheid” tuttora vigenti, con attenuazioni sino ad ora del tutto insufficienti. (dal discorso in occasione del “Giorno dell’Africa”, 5 giugno 1984)

– La borghesia nostrana – la più gretta, egoistica e meschina di tutte le borghesie d’Europa, ostile a ogni rinnovamento sociale, aggrappata ai residui della feudalità – non esita a spingere il fascismo, uscito da una sanguinosa avventura nazionalistica, contro la classe operaia nella insensata idea di arrestarne l’ascesa.

– Oggi, dopo le tristi esperienze subite, noi tutti sappiamo che la società contemporanea rimane sempre esposta al virus totalitario: l’arco dei mezzi di persuasione e di dominio del consenso a disposizione del potere è amplissimo, le possibilità di corruzione delle libere coscienze sono infinite, la tecnologia più raffinata consente ora l’uso della violenza dolce e silenziosa, laddove nell’evo antico e nell’età più prossima funzionava la violenza bruta e l’annientamento fisico del dissidente.

– Per me libertà e giustizia sociale, che poi sono le mete del socialismo, costituiscono un binomio inscindibile: non vi può essere vera libertà senza giustizia sociale, come non vi può essere vera giustizia sociale senza libertà. Ecco, se a me socialista offrissero la realizzazione della riforma più radicale di carattere sociale, ma privandomi della libertà, io la rifiuterei, non la potrei accettare. […] Ma la libertà senza giustizia sociale può essere anche una conquista vana. Mi dica, in coscienza, lei può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha lavoro, che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli e educarli? Questo non è un uomo libero. Sarà libero di bestemmiare, di imprecare, ma questa non è la libertà che intendo io. (da un’Intervista – Centro Espositivo Sandro Pertini)

– Oggi la nuova resistenza in che cosa consiste. Ecco l’appello ai giovani: di difendere queste posizioni che noi abbiamo conquistato; di difendere la Repubblica e la democrazia. E cioè, oggi ci vuole due qualità a mio avviso cari amici: l’onestà e il coraggio. L’onestà… l’onestà… l’onestà. […] E quindi l’appello che io faccio ai giovani è questo: di cercare di essere onesti, prima di tutto: la politica deve essere fatta con le mani pulite. Se c’è qualche scandalo. Se c’è qualcuno che da’ scandalo; se c’è qualche uomo politico che approfitta della politica per fare i suoi sporchi interessi, deve essere denunciato! (dal discorso del 31 dicembre 1983)

“L’ULTIMO ANGOLO DI MONDO FINITO” AL SALONE DEL LIBRO | Giovanni Agnoloni – Writing and Travelling


Sul blog di Giovanni Agnoloni la segnalazione della presentazione del suo Ultimo angolo di mondo finito alla Fiera del Libro di Torino, la settimana prossima; ecco i dettagli:

Sabato 20 maggio, alle ore 18,00, a Torino, presso il Salone Internazionale del Libro (Padiglione Cartacanta – Pad. 3 – Spazi S51-R32), presenterò il mio romanzo L’ultimo angolo di mondo finito (Galaad Edizioni) insieme allo scrittore e critico letterario Giuseppe Iannozzi, e contestualmente presenterò la sua raccolta poetica Donne e parole (Ass. Culturale Il Foglio).

Giovanni, siamo tutti con te. Auguri intensi…

 

Luigi Milani – Il demone di carta – Graphe.it edizioni – uscita: 26 maggio 2017 | Iannozzi Giuseppe – scrittore e giornalista


Il demone di carta - Luigi MilaniDal blog di Giuseppe Iannozzi una bella segnalazione sulla pubblicazione Il demone di carta, racconto di Luigi Milani edito da Graphe.it per la collana eTales. Eccovi uno stralcio del post:

Una storia noir venata di horror onirico, con più di un omaggio al maestro Tiziano Sclavi e al suo celeberrimo Dylan Dog. Non a caso Il demone di carta è ambientato nel mondo del fumetto.

Alessio Notte non è mai riuscito ad accettare la separazione dalla fidanzata Erica. Per questo l’ha sottoposta a un intenso stalking, pratica odiosa di cui oggi si macchiano purtroppo molti uomini.
Sottoposto a misure restrittive da parte del Tribunale, Alessio ha ripreso a lavorare presso la Distortion, uno studio d’animazione della Capitale. Qui conosce Hugo Voss, un tempo affermato cartoonist, oggi tossicomane perso dedito alla realizzazione di fumetti epic-fantasy che hanno per protagonisti divinità sanguinarie, nemiche giurate della razza umana.
Notte e Voss divengono amici, e quest’ultimo coinvolge l’amico nei suoi deliri artistici al limite della schizofrenia: l’artista è infatti convinto che le sue creazioni vivano davvero, sia pure nella dimensione delle tavole a fumetti.
Ma a volte realtà e finzione possono confondersi, in un gioco di ruoli che può rivelarsi fatale…

Luigi Milani. Un altro futuro – Intervista all’autore | Iannozzi Giuseppe – scrittore e giornalista


Intervista a Luigi Milani, valente editor e persona squisita, nonché amico e autore raffinato. Sul blog di Giuseppe Iannozzi, qui sotto un estratto della chiacchierata.

Che cosa ha da offrire la fantascienza rispetto ad altri generi letterari, Luigi Milani? Oggi non sono pochi gli scrittori che, con cognizione di causa o no, amano contaminare i loro romanzi con degli elementi fantascientifici. A tuo avviso, questo accade solo per essere più commerciali, o c’è forse una ragione più profonda, di sostanza?

Domanda vieppiù acuta la tua, caro Beppe. Non credo che le contaminazioni cui ti riferisci rispondano tanto a logiche commerciali, anche perché la fantascienza “scritta” non è che se la passi granché bene, quanto piuttosto alla maggiore duttilità narrativa che questo genere offre rispetto ad altri. Da un punto di vista strettamente autoriale poter ricorrere a tecniche ed elementi tipiche della letteratura diciamo fantastica in senso lato offre certamente una marcia in più per sviluppare trame e storie che diversamente stenterebbero a decollare.

“La notte che uccisi Jim Morrison” e “Scommessa a Menphis” – Luigi Milani e Mirko Giacchetti – intervista agli autori di Iannozzi Giuseppe | Iannozzi Giuseppe – scrittore e giornalista


Bella intervista a Luigi Milani, di Giuseppe Iannozzi. Tema della chiacchierata è il romanzo uscito per Dunwich La notte che uccisi Jim Morrison, che Luigi ha dedicato alla leggenda che vuole Morrison inscenare la sua morte per liberarsi dall’oppressione dello Star System. Un estratto della chiacchierata:

Jim Morrison era uno spirito dionisiaco, come del resto Jimi Hendrix. In La notte che uccisi Jim Morrison, tra le righe, lasci a intendere che a un certo punto il Re Lucertola abbia avuto paura di sé stesso, di quello che era diventato. A tuo avviso, Luigi Milani, è possibile che uno spirito profondamente dionisiaco, dopo averle provate un po’ tutte, dopo esser arrivato vicinissimo al punto di non-ritorno, riesca a cavarsela per un pelo e per questo decida di mettere la testa a posto?

Ti dirò che questa eventualità non mi pare poi così remota. Tieni presente che il successo planetario raggiunto da Jim l’aveva proiettato in una difficile situazione emotiva. Personalità complessa ma anche molto fragile a causa della grandissima sensibilità, “l’uomo” Jim si sentiva schiacciato dalla rockstar, dall’idolo delle folle. Voleva essere apprezzato per le sue qualità artistiche, non per il suo viso o i suoi capelli. E chissà che la sua progressiva discesa nell’autodistruzione non rispondesse anche a una inconscia cupio dissolvi alla ricerca di una difficile, forse addirittura impossibile, rinascita.

Quando Luigi Milani scrisse Rockstar. Intervista all’autore | Iannozzi Giuseppe – scrittore e giornalista


Ecco una vecchia intervista a Luigi Milani, realizzata da Giuseppe Iannozzi. L’argomento è il romanzo di Luigi, Rockstar, uscito circa dieci anni fa. Un breve estratto dall’intervista:

C’è un messaggio sociale in “Rockstar”, e se sì, quale?

La domanda è impegnativa, e non so neppure se il lettore di un romanzo come il mio sia disposto a sorbirsi lezioni di morale da un parolaio come me… Posso solo risponderti che nel romanzo ho tentato di rappresentare la falsità – di più – l’indecenza di certi meccanismi tipici del mondo dei mass-media. Quanto sia riuscito nell’intento, beh, come direbbe il buon Lucarelli, questo è un altro discorso…

Il muro di luce di Emiliano Grisostolo. Un tuffo nella fantascienza umanistica | Iannozzi Giuseppe – scrittore e giornalista


Sul blog di Giuseppe Iannozzi la recensione all’ultimo lavoro di Emiliano Grisostolo, Il muro di luce, edito da CiesseEdizioni. Se ne parla poco in giro, ma è un titolo interessante; ecco una stralcio della rece:

L’abusato cliché dei viaggi spaziotemporali, serve allo scrittore per introdurre il lettore nella realtà sociale degli anni della Guerra Fredda; nel tentativo di mascherare la tensione fra URSS e USA, molti scrittori adottarono i marziani (e gli alieni, provenienti da un po’ tutti i pianeti del sistema solare e non), che nei loro romanzi (perlopiù da edicola) finivano con l’essere i nemici dell’umanità. Impossibile non ricordare L’invasione degli ultracorpi di Jack Finney, la Guerra dei mondi di Herbert George Welles, I figli dell’invasione di John Wyndham;  ma meglio di tutti, le contraddizioni della società americana, le evidenziò Philip K. Dick in alcuni romanzi, che non è possibile definire a pieno titolo di fantascienza: L’uomo dai denti tutti uguali, Il paradiso maoista, Voci dalla strada, Mary e il gigante.

Il muro di luce di Emiliano Grisostolo è molto più vicino alla letteratura mainstream dickiana che non alla fantascienza;  ed è questo un pregio della storia narrata e non, come qualcuno potrebbe pensare, un punto a sfavore del romanzo. Grisostolo compara la società degli anni Sessanta con quella odierna, arrivando alla conclusione che nulla è veramente cambiato, vale a dire che la società è rimasta ferma, non si è socialmente evoluta, né l’etica è cambiata d’una virgola: sempre le forze governative usano la violenza e la tortura contro chi vorrebbe dare inizio a un mondo ideale, se non perfetto comunque prossimo a sfiorare una democrazia reale, per una parità di diritti e di possibilità uguali per tutti.

Lanfranco Fabriani: Lungo i vicoli del tempo. Intervista all’autore di Iannozzi Giuseppe | Iannozzi Giuseppe – scrittore e giornalista


Sul blog di Giuseppe Iannozzi una bella intervista a Lanfranco Fabriani, Premio Urania 2001 con il romanzo Lungo i vicoli del tempo, uscito nuovamente in queste settimane per i tipi della DelosBooks.. Persona squisita e valente autore di SF, in quest’intervista esce fuori la personalità di Lanfranco; vi allego qui sotto un sample della chiacchierata:

Dopo “Lungo i vicoli del tempo”, i progetti per il futuro: qualche anticipazione, se puoi…

I progetti sono propri dell’autore, ma il futuro non firma opzioni. In realtà c’è un secondo romanzo della stessa serie con qualche problema strutturale da aggiustare. Non perché io sia partito con un ciclo ma perché mi sono ritrovato con molto materiale a disposizione e personaggi piuttosto tignosi che non vogliono lasciarsi zittire. Il problema del secondo romanzo, il grosso problema, è che bisogna evitare che il pubblico scuota la testa dicendo: “Sì, carino, però il primo era meglio”. Sto aspettando di capire cosa è piaciuto e cosa no. Ci sarebbe poi un’idea per un terzo romanzo della stessa serie che mi sta stuzzicando da un bel po’ ma qui stiamo veramente parlando del futuro remoto.

Una domanda a carattere squisitamente politico: c’è un messaggio politico, sociale, nel tuo romanzo? E se sì, quale?

Non ci sono messaggi nel senso che non ce ne ho voluti mettere. Possiamo però dire che in parte il romanzo è giocato sulla mancanza di controllo democratico. Mentre l’Ucci vive e prospera in zone d’ombra dove il controllo non arriva, la democrazia vive e prospera se c’è controllo. E non dobbiamo mai permettere che qualcuno, chicchessia, a prescindere dalle ragioni che adduce, possa credere di potersi sottrarre ad esso.

Partita di anime, interviste e recensioni | Giovanni Agnoloni


Sul blog di Giovanni “Kosmos” Agnoloni esce una recensione al suo ultime lavoro Partita di anime, edito da Galaad, e un’intervista a cura di Giuseppe Iannozzi. Un estratto della chiacchierata.

Partita di anime accoglie una introduzione in forma di lettera e due racconti a sé stanti, il primo piuttosto lungo mentre il secondo molto breve. Qual è il fil rouge che lega Partita di anime a Sentieri di notte?”

– Apparentemente le due opere sono molto slegate tra loro. E questo serve, da diversi punti di vista. Si tratta, senza dubbio, di una serie, la serie “della fine di internet”, appunto, che ipotizza, tra il 2025 e il 2029, il collasso e tentativi imperfetti di ripristino della Rete. E, infatti, la lettera di Emanuela (uno dei personaggi del sequel di Sentieri di notte, che uscirà a fine 2014) a John Myers (che compariva in Sentieri di notte), oltre a legare i due racconti che compongono Partita di anime, introduce a personaggi che saranno al centro del sequel: su tutti, Kasper van Der Maart, autore olandese (che, nella finzione narrativa, è colui che ha scritto il primo dei due racconti, appunto Partita di anime) e G.A., l’autore semi-anonimo del secondo racconto, Il sepolcro del nuovo incontro, che saranno entrambi presenti nel sequel. Detto questo, ogni libro della serie, compreso questo breve ma denso interludio, ha una sua natura e consistenza autonome, e come tale può essere letto e apprezzato. Di fatto, è una serie-non-serie, nella misura in cui non solo le opere che la compongono sussistono pressoché perfettamente anche da sole, ma hanno pure, ciascuna, una propria chiave stilistica e un proprio nucleo di riflessione indipendente. Esiste un fil rouge, come tu ben sottolinei, allo stesso modo in cui, tanto per fare un esempio cinematografico (scevro da qualunque intenzione di confronto, sia chiaro), esiste tra i tre film Blu, Bianco e Rosso della celebre Trilogia dei colori di Krzysztof Kieślowski, ma resta il fatto che ognuno ha – come in quel caso – un suo mood di fondo, che ne fa una tappa a sé lungo il percorso. Del resto, stiamo parlando di un mondo che cambia, anche radicalmente, in poco tempo: come potrebbero non cambiare le atmosfere e le soluzioni stilistiche atte a rappresentarle?

AERIA VIRTUS

"L'unico uccello che osa beccare un'aquila è il corvo. Si siede sulla schiena e ne morde il collo. Tuttavia l'aquila non risponde, nè lotta con il corvo, non spreca tempo nè energia. Semplicemente apre le sue ali e inizia ad alzarsi piu'in alto nei cieli. Piu' alto è il volo, piu' è difficile respirare per il corvo che cade per mancanza di ossigeno".

ONLINE GRAPHIC DESIGN MARKET

An Online Design Making Site

Sanguinarie Principesse

E del viaggio nulla mi resta se non quella nostalgia. (N. Hikmet)

Cavallette neanche tanto Criptiche

it takes a fool to remain sane

CARTESENSIBILI

Colui che non riesce a trovare spazio per gli altri manca di comprensione, e a chi manca di comprensione tutti risultano estranei.- Zhuāngzǐ

ADESSO-DOPO

SCIVOLO.

Jakob Iobiz

Scrittore

Unclearer

Enjoyable Information. Focused or Not.

Free Trip Downl Hop Music Blog

Free listening and free download (mp3) chill and down tempo music (album compilation ep single) for free (usually name your price). Full merged styles: trip-hop electro chill-hop instrumental hip-hop ambient lo-fi boombap beatmaking turntablism indie psy dub step d'n'b reggae wave sainte-pop rock alternative cinematic organic classical world jazz soul groove funk balkan .... Discover lots of underground and emerging artists from around the world.

Mágica Mistura✨

Uma mistura mágica de poesia, imagens, música, citações, atualidades e velharias do Brasil e do mundo,sempre com um toque de inconformismo ...

boudoir77

"Scrivete quel che volete scrivere, questo è ciò che conta; e se conti per secoli o per ore, nessuno può dirlo." Faccio mio l'insegnamento di Virginia Woolf rifugiandomi in una "stanza", un posto intimo dove dar libero sfogo - attraverso la scrittura - alle mie suggestioni culturali, riflessioni e libere associazioni.

MITOLOGIA ELFICA

Storie e Leggende dal Nascondiglio

Stories from the underground

Come vivere senza stomaco, amare la musica ed essere sereni

Luke Atkins

Film, Music, and Television Critic

STAMPO SOCIALE

Rivista di coscienza collettiva

La Ragazza con la Valigia

Racconti di viaggi e di emozioni.

simonebocchetta

Qui all'ombra si sta bene (A. Camus, Opere, p. 1131)

TRIBUNUS

Duemila anni di Storia Romana

Alessandro Giunchi

osirisicaosirosica e colori

Dreams of Dark Angels

The blog of fantasy writer Storm Constantine

Bagatelle

Quisquilie, bagatelle, pinzillacchere...

HORROR CULTURA

Letteratura, cinema, storia dell'horror

Oui Magazine

DI JESSICA MARTINO E MARIANNA PIZZIPAOLO

Eleonora Zaupa • Writer Space

Una finestra per un altro mondo. Un mondo che vi farà sognare, oppure...

Paesaggi dell'Anima

Gallerie da Vinci

Through the Wormhole

“Siamo l’esperimento di controllo, il pianeta cui nessuno si è interessato, il luogo dove nessuno è mai intervenuto. Un mondo di calibratura decaduto. (…) La Terra è un argomento di lezione per gli apprendisti dei.” Carl Sagan

AI MARGINI DEL CAOS

un blog di Franco Ricciardiello

Tra Racconto e Realtà

Guardati intorno

Roccioletti

Arte altra e altrove.

Sharing

NEUTRALIZE THE FREE RADICALS

Novo Scriptorium

ἀνθρώποισι πᾶσι μέτεστι γινώσκειν ἑωυτοὺς καὶ σωφρονεῖν.

Arte Macabra

per gli amanti del macabro e del grottesco nell'arte moderna

CineFatti

Almeno un film al giorno, come il caffè.

Alessandro Rolfini

ESPLORA L’AVVENTURA

Pmespeak's Blog

Remember! Once warmth was without fire.

L'edera

e le altre poesie in ordine sparso by MerMer

anche-ombre

percorsi ombreggiati, riflessioni esauste, alcooliche, liberatorie

Giacomo Ferraiuolo

Avevo un sogno e l'ho realizzato.

- GIORNALE POP -

Per informarsi su fumetti, film, serie tv, cartoni, musica e tutto ciò che è pop

Inchiostro e Sanguenero

È impossibile non comunicare. (Primo assioma della comunicazione. Scuola di Palo Alto)

Stregherie

“Quando siamo calmi e pieni di saggezza, ci accorgiamo che solo le cose nobili e grandi hanno un’esistenza assoluta e duratura, mentre le piccole paure e i piccoli pensieri sono solo l’ombra della realtà.” (H. D. Thoreau)

La Sindrome del Colibrì

The more you know, the less you fear (Chris Hadfield)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: