HyperHouse

NeXT Hyper Obscure

Archivio per Gothic

Psichedelici animati


Sono animati psichedelici sulla tua camicia e scorrono davanti a ogni occhio che li percepisce, in quest’inferno di luce oscura la beatitudine che assorbi è un piano siderale di bellezza inumana.

Paralysed Age – Dawn of Life


Cantando alla complessa oscurità lunare.

MEMORIE DEL FUTURO – Videointervista a Mariano Equizzi


Prendo dal tubo questa datata videointervista a Mariano Equizzi, al tempo un filmmaker che stava cominciando a emergere nel panorama nostrano SF. La prima evidenza che ravviso è che al tempo all’interno del genere si era molto avanti con la speculazione culturale e sociale (o forse adesso ci si è fermati?); la seconda constatazione è invece più articolata e prescinde dall’icona classica del cultore o autore SF: si può notare nel flusso di Equizzi una netta scissione del background culturale di una parte degli appassionati, che non fa capo a missili asteroidi e guerre cosmiche, ma segue le suggestioni della controcultura radicata fin dagli anni ’60, e specializzatasi poi nel filone alternative musicale, quale l’industrial, o il noise, o il gothic o la psichedelia, fino a giungere all’electro o perché no, al punk.

Cosa vuol dire ciò? Molto, perché i filamenti di una cultura altra sono penetrati in un genere che è la quintessenza della tecnologia e del nerdismo, ricavandoci una significativa nicchia in cui la visione di un mondo al limite dell’anarchico e comunque trascendentale appare come una visione di un concerto alternativo, dove il diverso è di fatto una risorsa e non uno stato quasi inutile, o pittoresco.

SAD SONGS FOR SAD GOTHS: Darkwave – Coldwave – Postpunk


È indubbio – almeno a me appare così – che il gothic & dark oldschool degli ’80 sia inarrivabile dagli artisti di genere attuali, sia come guglie emozionali ed espressive che come inventiva, però c’è qualcosa ancora oggi che, pur realizzato con i dettami di quattro decenni fa, coinvolge ancora. Eccone una.

Who Saw Her Die? – With a Knife


Danzi con un senso di mesta consapevolezza, mentre la notte viene giù implacabile.

NOKTVA – You Left Me Hanging


Le proporzioni di una narrazione sul filo delle emozioni contorte ti toglie ogni fastidio del lucore.

Lifeless Past – Going nowhere (Official Video)


Su sentieri battuti, dimenticati, scoperti.

Seraphin Twin – Rebirth (Live 1996)


Immerso nelle ombre acide di surrealtà occulta.

Old Moon – Stranger


Nel ritmo di un’aspettativa riversa sui suoi stessi tessuti.

Pornography: The Cure’s darkest hour


Un articolo focalizzato sull’album Pornography dei Cure, che l’anno prossimo festeggerà i 40 anni dall’uscita. Un estratto significativo (e tradotto):

Nel 1982, i Cure pubblicarono Pornography, il quarto album del gruppo e, per quanto riguarda Smith all’epoca, sarebbe stato il loro ultimo LP. Durante tutto il periodo di registrazione di Pornography, il gruppo era stato in subbuglio. Smith e Gallup avevano fatto scintille come fili incrociati in studio, dissentendo a ogni occasione sulla direzione artistica dell’album. Questa lotta per il potere mischiata alla depressione di Smith che peggiorava e all’indulgenza nell’abuso di droghe e alcol era radicata nel tono dell’album. L’effetto dell’LSD sulla musica degli anni ’60 è generalmente associato alle immagini degli hippy gioiosi e colorati dell’epoca della British invasion. La pornografia, se vista come un esperimento scientifico, è il risultato della somministrazione di droghe psichedeliche ai goths invece che agli hippies. Il risultato è ugualmente bello nel merito artistico, ma qualcosa di molto più scuro, più introspettivo e, beh, un po’ deprimente.
L’intento era quello di usare il primo album dei The Psychedelic Furs come punto focale per le strumentali dell’album con un tocco di art-of-darkness per rivaleggiare con artisti come Bauhaus e Siouxsie and the Banshees. Smith ricorda che, per entrare nello spazio mentale di depravazione e cupezza, il gruppo aveva persino preso a registrare alcune delle tracce nei bagni invece che in studio per un po’, un periodo che ha descritto come “tragico”.

L’album fu pubblicato nel maggio 1982 e fu accolto da critiche per le canzoni inesorabilmente autoironiche che coprivano temi di dipendenza e dolore. Nonostante questo, l’album rimase in classifica per nove settimane ed ebbe più successo commerciale del previsto, con l’unica canzone considerata passabile come singolo, “The Hanging Garden” con il suo ritmo veloce e orecchiabile. L’album è stato da allora etichettato come uno dei migliori della band ed è un perfetto esempio di un gruppo che spreme emozioni nude e fragili in un pezzo di plastica da 12 pollici – un’impresa coraggiosa ma artisticamente rispettabile.
Nonostante siano riusciti a finire l’album, i Cure erano sull’orlo del collasso. Il gruppo era in tour in Europa nel giugno 1982 quando la continua faida tra Smith e Gallup arrivò al culmine, con le parole che cedettero il passo ai pugni, con il risultato che entrambi lasciarono Strasburgo per tornare nel Regno Unito, interrompendo il tour. Gallup aveva lasciato la band e Smith era sul punto di farla finita, mentre si dirigeva verso la casa dei suoi genitori nel Sussex per districare la sua mente tormentata e depressa.
Al suo ritorno a casa, Smith fu affrontato da suo padre, che gli disse che era suo dovere intrattenere gli europei che avevano comprato i biglietti. Smith e Gallup tornarono con riluttanza al loro tour, ma non passò molto tempo prima che avessero ancora una volta uno scontro di opinioni che portò ad una performance scombussolata a Bruxelles con tutti e tre i membri che suonavano gli strumenti l’uno dell’altro; Smith alla batteria, Gallup alla chitarra e Tolhurst al basso. Durante il concerto, un amico di Gallup corse sul palco urlando insulti a Smith attraverso il microfono. Smith rispose lanciando le sue bacchette a Gallup, concludendo una brutta notte e un capitolo ancora più brutto nella storia della band.

 

SUSANNE LEIST

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