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Le Storie perdute di Neil Gaiman e DOUbLe SHOt contro COVID-19 | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione di una pubblicazione i cui ricavati andranno alla Protezione Civile per la lotta al Covid. Ecco di cosa si tratta:

Finalmente ci siamo! Ve le avevamo promesse e dunque eccole qui, le Storie Perdute di Neil Gaiman: memorabili, leggendarie e introvabili… fino a oggi! Da venerdì 31 luglio, fino al 31 ottobre, potrete acquistare in formato digitale il volume che contiene i primissimi racconti a fumetti del grande Neil Gaiman, oltre a una vasta sezione di extra che approfondiscono gli inizi della carriera dello scrittore inglese, a partire dalle prime graphic novel realizzate con Dave McKean per arrivare agli appunti iniziali per Sandman. E in questi racconti, oltre che storie con al centro un Antico Testamento ricco di violenza, universi fantascientifici e risposte a domande fondamentali sul senso della vita e della creatività, ammirerete la passione e la follia di un giovane giornalista che trovò nel fumetto la forma d’espressione più adatta a lui. Quel giornalista, oggi, è uno dei più affermati autori a livello mondiale di fumetti, libri e serie tv. E al prezzo di sette euro non solo avrete modo di fare la sua conoscenza, ma anche di contribuire direttamente alla lotta contro il Covid-19. Tutti i proventi del volume verranno devoluti al Fondo istituito dal Dipartimento della Protezione civile per l’acquisizione di dispositivi di protezione individuali, respiratori, ventilatori, presidi medico-chirurgici, allestimenti per stanze di terapia intensiva.  Spesso, quando accadono cose del genere, crisi globali e pandemie letali, le storie vengono messe in secondo piano perché ritenute “non essenziali”. Per certi versi, è sicuramente così ma con questo volume l’Associazione Culturale DOUbLe SHOt vuole dare una risposta, un segnale. Ed è proprio per questo che ci teniamo a ringraziare Neil Gaiman, gli artisti coinvolti, Tony Bennett della Knockabout Comics, Ben Smith della Rebellion e tutti voi lettori che ci seguite e che deciderete di rendere sempre più vasto e visibile questo segnale.

Delos Digital presenta “Il bestiario di Lovecraft” | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di Il bestiario di Lovecraft, una sorta di saggio che indaga il pantheon lovecraftiano per disegni a cura di Antonella Romaniello con le illustrazioni di Pietro Rotelli.

Questo Bestiario cerca di mettere ordine in una mitologia spesso caotica, raccontando solo le creature nate dall’immaginifica mente di Lovecraft o entrate a far parte del canone attraverso il lavoro del “circolo Lovecraft” formato da Robert Bloch, Clark Ashton Smith, Robert E. Howard, Frank Belknap Long e Derleth, con il quale intratteneva un fitto carteggio.

Un lavoro che si sforza quindi di dare una caratura scientifica al Mito, tra dei e creature che non hanno nessuna valenza simbolica ma che vengono descritte attraverso le parole di Lovecraft e, solo in rari casi, facendo ricorso alle descrizioni dei suoi contemporanei. Un Bestiario abitato da creature inconsuete e lontane dalle logiche degli uomini, ma che ci piace pensare siano reali.

Intervista a Stefano Cardoselli | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine un’intervista a Stefano Cardoselli, anima grafica del progetto Lovecraft Experience, una graphic novel edita da Independent Legions, un progetto editoriale che vuole proporsi come un viaggio attraverso i migliori racconti di H.P. Lovecraft. A guidare il cammino tra le opere del solitario di Providence, le chine e le illustrazioni di Stefano che daranno vita alle sceneggiature di vari autori e interpreti, in primis di Alessandro Manzetti.

Molti dei nostri lettori ti conoscono per le tue importanti pubblicazioni all’estero, ma negli ultimi anni hai iniziato a lavorare molto anche in Italia? Cosa è cambiato?

Sicuramente la scoperta di realtà indipendenti, che sviluppano idee originali senza badare alle mode del momento. Cosa è cambiato? L’incontro con Stefano Fantelli di Cut Up Publishing e Alessandro Manzetti di Independent Legions Publishing è stato decisivo.

Com’è nata la collaborazione con Independent Legions?

Il mondo del fumetto è veramente piccolo, comunque se ricordo bene Alessandro Manzetti aveva visto dei miei lavori, e dopo 10 minuti già stavo lavorando su alcune illustrazioni per Independent Legions.

È la prima volta che ti confronti con la trasposizione di un’opera di Lovecraft? E perché hai scelto di iniziare proprio con Herbert West, rianimatore?

Si, assolutamente la prima volta. Herbert West, rianimatore è forse il racconto che preferisco di Lovecraft.

Nello scrivere l’adattamento hai avuto le idee chiare fin da subito o le immagini e i testi hanno preso forma un po’ alla volta?

Non è stato facile visto che il mio processo creativo è decisamente non convenzionale… generalmente disegno prima le tavole e poi scrivo i testi senza seguire uno storyboard, così da essere totalmente libero di andare avanti e indietro senza schemi.

Quali caratteristiche ha il tuo Herbert West?

Sicuramente psichedelico!

Nameless – Neonomicon in space | PostHuman


Su PostHuman un articolo complesso, articolato tra immani interpretazioni cabalistiche, occulte, Lovecraft vs. weird, graphic novel contro il rock colto e stratificato nelle linee cognitive delle conoscenze arcaiche… Vi lascio a un brano della recensione di Mario Gazzola, tanto per dirvi che dovete leggere dalla prima all’ultima parola per precipitare nell’abisso del non reale, che io non saprei rendervi meglio.

Addentrarsi nel geniale e labirintico graphic novel di Grant Morrison disegnato da Chris Burnham (riedito da Saldapress in una lussuosa versione hard cover arricchita di tavole originali e ‘making of’, di cui a lato vedete la copertina e sopra una vignetta originale) è un po’ come dare l’assalto all’asteroide Xibalba al centro della trama, che minaccia di schiantarsi sul nostro triste pianeta (un po’ come nel “ciclo della meteora” che va a concludersi coll’attesissimo numero 400 di Dylan Dog): si rischia fortemente di smarrire senso della logica e senno del lettore in “un tesseratto ricorsivo di mille realtà convergenti, un ipercubo di cui ogni faccia porta con sé molteplici alternative potenziali”, definizione che prendiamo in prestito dalla recensione (a firma di Davide Scagni) pubblicata dal sito specializzato Fumettologica.

È un articolo piuttosto articolato e completo, solo non fatevi ingannare dalla frase all’inizio del terzo capoverso: “La trama in realtà è piuttosto semplice”, è ironica! Niente di più falso: in realtà quella trama è un vertiginoso gioco di specchi mentali, che conviene affrontare con l’aiuto delle chiavi di lettura inserite dall’autore medesimo nell’appendice intitolata Lavori Notturni, e che chiamano in causa l’immancabile Lovecraft (la remota guerra fra arcani dei affonda le radici nelle sue oscure cosmogonie), ma anche Arthur Machen (la ‘Pietra Sessanta’), l’altrettanto immancabile Burroughs (la sua Dreamachine sviluppata coll’amico Gysin), gli occultisti John Dee ed Edward Kelly, Castaneda, Piranesi e Le Corbusier, la cabala, l’epica Maya di Popul Vuh e non meno oscure divinità della mitologia babilonese e sumera, come Marduk, patrono della città di Babilonia e dio del Caos dai quattro occhi, da cui tra l’altro prende il nome l’omonima black metal band scandinava.

Il Senzanome del titolo è un “enigmatico e sfrontato esperto di occultismo in grado di muoversi a piacimento nella dimensione onirica” (definizione che invece viene dalla recensione di Pulp, scoperta grazie all’amico Giovanni De Matteo), sboccato e dalla moralità non cristallina come un John Constantine/Hellblazer, che “viene assoldato da alcuni eccentrici miliardari per guidare una squadra di dodici apostoli/astronauti nella missione di tentare di salvare il mondo dalla collisione col gigantesco asteroide” di cui sopra. Ascensione nello spazio che – spiega sempre Davide Carnevale su Pulp Libri – “rapidamente si capovolge in una vera e propria catabasi, una discesa agli inferi e nella profondità della psiche umana che non prevede ritorno”.

Ma in cui i fantarocker fra voi anche non iniziati alle delizie esoteriche di Alan Moore (con il cui ciclo Neonomicon/Providence la storia di Morrison presenta diverse assonanze) e Alejandro Jodorowsky (ciclo de L’Incal) scopriranno non poche chicche di occultismo musicale, ben oltre l’origine del band name degli svedesi Marduk e dai progressivi teutonici Popol Vuh, autori negli anni ’70 di diverse colonne sonore per film di Herzog (tra cui Nosferatu), ma anche dei loro colleghi doom Tiamat, pure svedesi, dal nome ispirato alla dea madre del cosmo e degli oceani, sempre nella mitologia babilonese.

L’ultima chicca si collega invece all’innesco stesso della vicenda: dice infatti il protagonista Nameless che sul mondo “ha iniziato a «piovere merda” nel 2001, “quando le Torri Gemelle sono crollate e Malkuth è saltato su Yesod” (ovvero la Terra è saltata sulla Luna, per tradurre gli elementi dell’Albero della Vita della cabala ebraica). “A quel punto si è rotto il confine tra realtà e immaginazione”, spiega ancora Scagni su Fumettologica.
Ma allora in questa storia, definita non a caso un mix di “Apollo 13 + L’Esorcista“, il viaggio spaziale s’è svolto davvero o è stato solo un’allucinazione, un tuffo nell’inconscio del povero Nameless, manipolato a propria insaputa dalla minacciosa Dama Velata?

Edizioni NPE presenta “La tomba” | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di una nuova pubblicazione della NicolaPesceEditore: La tomba, adattamento in graphic novel del racconto omonimo di HP Lovecraft.

L’introverso Jervas trascorre la sua infanzia nella solitudine, trovando sollievo in antiche letture e solitarie escursioni nei campi e nei boschi che circondano le proprietà della sua ricca famiglia. Un giorno s’imbatte in una tomba di granito appartenente agli Hyde, una famiglia decaduta e dal passato oscuro di cui egli pare sia l’ultimo lontano discendente.
Jervas comincerà così a frequentare spesso quel luogo, che diventerà per lui una vera e propria ossessione.
Gli arcani e oscuri segreti di quell’antico lignaggio cominceranno a segnarne per sempre la personalità, così come l’innato terrore del fuoco e dei temporali che svilupperà sarà preludio di una angosciante scoperta, che lo abbandonerà in un oblio di paranoie e visioni di morte.

Delos Comics presenta “The Miskatonic Diaries 1” | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di una graphic novel che ha come tema le fascinazioni che tuttora HP Lovecraft esercita sul mondo contemporaneo. Ecco il dettaglio:

Nelle Spire di Medusa e altre storie è il primo titolo della serie The Miskatonic Diaries, un’antologia a fumetti tratti dai racconti di H.P. Lovecraft, uno dei più grandi autori della narrativa fantastica, a cura di Luigi Boccia. I fumetti sono firmati da Nicola Lombardi, Marco Mastroianni, Stefano Scagni, Gino Carosini, Giorgia Matarese, Massimo Rosi, Tommaso Campanini, Roberto Donati, Gianluca Borgogni.

Edizioni NPE presenta “Incubi” di Michele Penco | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di Incubi, graphic novel di Michele Penco edita da Nicola Pesce Editore. La sinossi:

L’orrore ignoto e cosmico delle pagine di H.P. Lovecraft tradotto dallo stile meticoloso ed evocativo di Michele Penco.

Un artista vittima di un incubo senza fine, un villaggio che si popola di creature mostruose, una macabra verità che si cela dietro alla realizzazione di un dipinto, un uomo errante ossessionato da una figura che gli appare in sogno: quattro storie originali, ispirate ai racconti del solitario di Providence, accompagneranno il lettore in un viaggio ai confini del sogno: una dimensione oscura e indefinibile, entrata nelle mente e nelle mani dell’autore, quasi a guidarne la penna sul foglio.

Edizioni Inkiostro presenta: Zilf. Zombie I’d like to fuck | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di una graphic novel assai particolare: Zilf. Zombie I’d like to fuck, realizzata da Giancarlo MarzanoGiuseppe Guida, con la copertina di Maurizio Rosenzweig.

Elmwood, Stati Uniti. Ray, Chucky e i loro amici, un gruppetto di teenager come tanti, hanno un unico obiettivo: perdere la verginità, possibilmente entrando nelle grazie della milf definitiva, che nei loro sogni dovrebbe prosciugarli fino al midollo come succede nei porno su cui passano le loro giornate. Finché a Elmwood non arriva lei, Brenda O’Bannon, la nuova vicina di casa di Ray. Una superbionda, supersexy, superprovocante quarantenne che pare uscita dal sogno adolescenziale più sfrenato. Ma Ray non impiegherà molto per scoprire che Brenda è una vera mangiauomini… nel senso letterale del termine!

Cut-Up Publishing presenta “Cadaveri & Polpette: Anche gli zombie si sposano” | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione del nuovo lavoro di Paolo Di Orazio: Cadaveri & polpette, anche gli zombie si sposano. Un estratto del gustoso lavoro di graphic novel uscito per Cut-Up.

Un manipolo di ragazzini zombie forma una micro-società in cui si vivono i drammi che affliggono gli esseri umani normali. Affetti, amore, invidia, rivalità, cinismo e aggressività. Tutto ruota attorno a Giulietta e Romero, la coppia del gruppo in continua crisi: lui, innamorato e idealista, lei aggressiva e dominante. L’amore in tutte le sue sfumature di humour nero, prima, durante e dopo il tanto (in)desiderato matrimonio.

Con Jugband Blues la vita psichedelica di Syd Barrett diventa una graphic novel | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione di una bella graphic novel dedicata al folle genio di Syd Barrett: Jugband blues, titolo anche dell’ultima song che il Nostro cantò con i Pink Floyd nel secondo disco della band, nel ’68. La graphic novel di Matteo Regattin e Simone Perazzone edita da NPE, attraverso una narrazione ordinata ma psichedelica, ripercorre la vita di Syd Barrett e il suo progressivo scivolare nelle droghe e nella pazzia. Regattin racconta la vita di Barrett, che non fu solo cantante ma anche un pittore, con un albo cartonato dal formato orizzontale e disegni in un bianco e nero molto suggestivo e ricco di sfumature.

A volte, mentre il resto della band suonava un pezzo, Syd si andava a sedere vicino a un amplificatore, scordava le corde della chitarra sino a quando era impossibile suonare e stava per tutta la durata del concerto fermo ad agitare il plettro su una nota…

Roger Keith “Syd” Barrett, giovane pittore in erba nell’Inghilterra del secondo dopoguerra, ha una visione rivelatoria in mezzo ai prati della campagna inglese. Alcuni anni dopo, la band che ha fondato e battezzato con il nome di Pink Floyd Sound si ritrova all’apice della scena underground nella Swingin’ London degli anni Sessanta.

Syd, da studente d’arte, diventa l’incarnazione dello spirito dell’epoca: una figura in grado d’incanalare il flusso degli eventi e dargli una forma, per quanto provvisoria ed effimera. C’è sempre qualcuno che lo cerca, c’è sempre qualcuno che lo aspetta, c’è sempre qualcuno al suo tavolo o nel suo letto. La sua mente, iperstimolata, brilla come una foresta in fiamme.

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