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Archivio per Greg Egan

I quattromila e gli ottocento, un nuovo romanzo breve di Greg Egan in Odissea Argento | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di un nuovo romanzo breve per Greg Egan, I quattromila e gli ottocento, evento sempre massimo per la SF mondiale che, questa volta, ha anche implicazioni sociali dirette col nostro mondo e modo di vivere. La quarta:

Camille è chiusa nel suo bozzolo. Una bara metallica poco più grande del suo stesso corpo, ancorata a una roccia che viaggia nello spazio in direzione di Cerere. È il modo in cui i rappresentanti dell’organizzazione chiamata Giusta Parte hanno dovuto scegliere per fuggire dalla loro casa, da Vesta, dopo che le cose si sono messe al peggio. Qualcuno ce l’ha fatta. Altri sono ancora in viaggio, e i loro nemici sono decisi a impedirgli di arrivare in salvo. Gli abitanti di Cerere si vantano della loro democrazia e della loro libertà, ma sono davvero al riparo dal pericolo che anche da loro possa accadere ciò che è accaduto su Vesta?

Interi oscuri, la nuova matematica di Greg Egan | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di Interi oscuri, racconto di Greg Egan che ci pone, come sempre fa lui, su un mondo alternativo al nostro, dove valgono altre regole, dove l’umano deve considerare diversi modi di concepire le cose. La quarta:

Bruno, Alison, e Yuen sono in contatto da anni con i matematici di una Terra parallela dove esistono assiomi e leggi della matematica differenti da quelli che regolano la nostra esistenza: un universo fondato sugli “interi oscuri”, numeri anomali che la nostra scienza non è in grado di spiegare, come avviene per la “materia oscura” presente nel cosmo e al di fuori delle teorie da noi accettate. I tre studiosi comunicano con “Sam”, un esperto analogo dell’altro lato, e sono riusciti per molto tempo a mantenere uno stato di pace tra i due mondi, anche se dall’altra parte nulla è mai stato condiviso in termini di conoscenza. La trasparenza e sincerità dei nostri eroi viene tuttavia messa in pericolo dall’intervento di un nuovo fattore: un fisico australiano spinto da una straripante ambizione, che viene a scoprire l’esistenza dell’universo parallelo e a intromettersi in un gioco assai più grande di lui. Riusciranno i tre studiosi a salvare la Terra e i buoni rapporti con gli abitanti del “lato oscuro”?

Un racconto di “hard sf” di straordinaria intensità, che ribadisce ancora una volta l’originalità di un grande scrittore dei nostri tempi.

Cold revelation


Il gelo si rivela mostrando le propaggini di una surrealtà inumana, espressioni di un lungo corso impossibile da colmare con la biologia.

Infiniti universi, la migliore fantascienza del 2017 (parte 2) | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione del nuovo MilleMondi di Urania, Infiniti universi, dedicato alla parte 2 dell’ultima raccolta di Gardner Dozois, curatore maximo della SF mondiale che è scomparso abbastanza di recente.

Eccoci al secondo volume, dei tre in cui la abbiamo suddivisa, della Year’s Best Science Fiction n. 35, la selezione annuale della migliore narrativa breve del 2017 effettuata dal più stimato editor della sf. Dodici racconti lunghi che compongono un altro tassello dell’ultima antologia curata dal compianto Gardner Dozois. Da Greg Egan a Nancy Kress, da Harry Turtledove alle più promettenti penne della fantascienza internazionale, non c’è davvero modo di annoiarsi, in queste mirabolanti avventure nel tempo, nello spazio e nei meandri dell’innerspace umano. Buona lettura a tutti!

L’ultima sfida del cinema quantistico di Nolan: Tenet – Quaderni d’Altri Tempi


Su QuaderniAltriTempi una lunga e articolata recensione/esegesi di Giovanni De Matteo a Tenet, ennesimo capolavoro – e forse il supremo – di Christopher Nolan. Un eloquente estratto:

Tenet è un film impossibile da condensare in una sinossi. È una storia di spionaggio in cui, come viene spiegato al Protagonista (nessun nome nel copione per lui, vedremo meglio perché) interpretato da un ottimo John David Washington, già fattosi apprezzare per BlacKkKlansman (Spike Lee, 2018), nel corso del suo training ultrarapido, l’obiettivo è scongiurare la Terza Guerra Mondiale. Ma si tratta di un tipo di intrigo molto particolare, in cui la fantascienza irrompe fin da subito in maniera preponderante: infatti la spada di Damocle sospesa sulla sopravvivenza dell’umanità non è una guerra come le altre, combattuta con ordigni nucleari in un teatro geografico, ma un inedito conflitto temporale in cui un piccolo gruppo di uomini reclutati da Tenet (vedremo anche qui di cosa si tratta) rappresenta l’ultima linea di difesa per la nostra epoca contro una minaccia catastrofica sferrata dal futuro.
Il futuro che minaccia il presente è un tempo in cui la Terra è ormai allo stremo, devastata dagli effetti del cambiamento climatico che l’hanno resa quasi inabitabile, per cui i suoi signori hanno deciso di eliminarci cercando in questo modo di azzerare gli effetti delle nostre azioni e, soprattutto, delle nostre omissioni. I paradossi alla base di ogni storia di viaggi nel tempo non colgono alla sprovvista il Protagonista, che infatti ci mette poco a far notare al suo partner l’inconsistenza delle mire della posterità: in che modo, cancellandoci, gli uomini del futuro riuscirebbero ad annullare i nostri effetti sull’ecosistema? Non si originerebbe una diramazione dalla linea del tempo originale, in cui inevitabilmente i posteri non potrebbero beneficiare dell’esito del loro intervento? Neil, l’agente interpretato da Robert Pattinson che assiste il Protagonista nella sua missione, istruendolo su come destreggiarsi tra le insidie del tempo, glielo spiega laconicamente, liquidando la questione senza addentrarsi in uno degli infodump a velocità supersonica che puntellano le pellicole di Nolan (e nemmeno Tenet, in altri passaggi, fa eccezione): non dobbiamo convincerci che sia vero, è sufficiente che ci credano loro… Tra proiettili che viaggiano dal bersaglio alla canna, inseguimenti su automobili lanciate in retromarcia e colluttazioni in cui ogni colpo sembra poter essere previsto e parato, inizia così un viaggio che è allo stesso tempo un’iniziazione sulle peculiarità dell’entropia e una corsa contro il tempo per disinnescare l’Algoritmo, un congegno in grado di “invertire” l’intero pianeta, scongiurando in questo modo la fine del mondo.

Di guerre nel tempo la letteratura di fantascienza ha saputo fornire un variegato campionario, a partire da Il Grande Tempo di Fritz Leiber (1957) e dai racconti di Poul Anderson dedicati alla Pattuglia del Tempo (1955-1960), fino all’incursione di Charles Stross con Palinsesto (2009), diversi dei quali insigniti dei maggiori premi del settore: storie di agenti temporali e di organizzazioni segrete create per preservare la coerenza storica dalle ingerenze di fazioni rivali o, come nel caso del capostipite di Leiber, storie di vere e proprie guerre combattute per il controllo della storia, un’ispirazione poi ripresa in Italia da Lanfranco Fabriani e Sandro Battisti con le storie dei rispettivi cicli dell’UCCI (Ufficio Centrale Cronotemporale Italiano) e dell’Impero Connettivo.
È una suggestione tornata recentemente alla ribalta anche con il pluripremiato romanzo breve Così si perde la guerra del tempo di Amal el-Mohtar e Max Gladstone (2019), incentrato sullo scambio epistolare tra le agenti rivali Rossa e Blu, emissarie di due fazioni in lotta per l’egemonia sul futuro attraverso il controllo del passato. Ma in Tenet rileviamo, incidentalmente e con ogni probabilità al di là delle intenzioni di Nolan, anche interessanti punti di contatto con due pietre miliari degli anni Novanta: la prima corrispondenza, del tutto fortuita, è con Cherudek di Valerio Evangelisti (1997), quinto romanzo della sua acclamata serie dell’Inquisitore Eymerich, che ancor prima di Tenet menziona diffusamente il quadrato del Sator e sviluppa il concetto di entropia negativa; e poi La Terra moltiplicata di Greg Egan (1992), in cui il protagonista si ritrova invischiato, durante le ricerche di una donna scomparsa, in una cospirazione incentrata sulla possibilità di sfruttare le applicazioni della meccanica quantistica per provocare effetti macroscopici sulla realtà: una delle organizzazioni segrete coinvolte nell’intrigo è il Canon e Tenet, oltre a essere una parola palindroma presa in prestito dal latino e dal quadrato sopra menzionato, è anche un termine che in inglese indica in un contesto religioso il dogma, la dottrina, il canone.

Movimenti di prossimità


Potessi muovermi su superfici criogeniche del dominio Kelvin, arriverei a comprendere con la psiche le prossimità dimensionali e l’oltre.

L’Alone di Greg Egan, in ebook su Robotica | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di Alone, racconto di Greg Egan pubblicato da DelosDigital e ambientato nell’universo del romanzo Incandescence. Chi ama Egan, sa cosa lo attende, e onestamente anche io non vedo l’ora di tuffarmi in quella vertigine hardSF.

Ci sono due tipi di specie nella Galassia: i Cercatori e gli Spargitori. Le prime sono quelle che indagano, studiano, approfondiscono la conoscenza. Le seconde sono quelle che la usano per espandersi, diffondere la loro presenza ovunque possibile.

I Niah erano una specie di Cercatori. Nei tre milioni di anni la loro civiltà aveva approfondito in modo straordinario la conoscenza della matematica; poi erano scomparsi. Sul loro mondo ora prosperava una specie di Spargitori, i Noudah. Due studiose terrestri, Joan e Anne, vanno sul pianeta per cercare di salvare i resti di quell’antica civiltà. Ma riusciranno a superare la diffidenza dei Noudah?

Intervista a Giuseppe Lippi | Mangialibri


Un’altra intervista per tenere vivo il ricordo di Giuseppe Lippi, morto due settimane fa, tra lo sconcerto e l’incredulità di tutto il mondo del Fantastico italiano (e non solo di quello nazionale). Da MangiaLibri.

A quali autori o anche opere sei particolarmente legato?
Gli autori della mia vita tornano costantemente nel lavoro che faccio. Negli Oscar ho tradotto o ripresentato scrittori come Fredric Brown, Fritz Leiber, Richard Matheson, Theodore Sturgeon, Robert Bloch, Isaac Asimov, H.P. Lovecraft e Robert E. Howard. Passando a Urania sono tornato su questi nomi, che a mio avviso meglio di altri mostrano il profondo legame che esiste tra sf e letteratura fantastica tout-court, e vi ho aggiunto Jack Finney, Shirley Jackson, Amanda Prantera, Valerio Evangelisti, John Crowley, Harlan Ellison, Greg Egan, Michael Swanwick, Bruce Sterling, Robert J. Sawyer… È stato come evolvermi insieme alla science fiction moderna.

Svelaci qualche curiosità: come è organizzata la tua giornata lavorativa?
Comincia con un’occhiata sospettosa alla scrivania di marmo su cui riposa, dopo una notte di aggiornamenti, il mio vecchio computer portatile. Guardo con affetto il bello studio al primo piano di casa, sfoglio qualcuno degli ultimi libri o fumetti e poi, con un sospiro, accendo il computer. Il sospetto, la reticenza e il pudore insiti nel dover intaccare una così bell’alba con mansioni lavorative è fugato; entro nel vivo della giornata, che però non esiste in quanto giornata-tipo, perché le esigenze del lavoro cambiano nell’arco del mese. Diciamo che entro la prima decade devo fornire quarte di copertina e indicazioni per l’illustratore, mentre entro il 15-20 le chiusure dei fascicoli e cioè biografie, bibliografie, interviste e rubriche d’appendice. Ogni giorno devo leggere il blog per dare eventuali risposte in tempo reale; sbrigata la corrispondenza, passo a vagliare nuovi racconti, romanzi e recensioni. Bisogna tenere aggiornati i contatti con gli agenti e gli autori, fare le mie schede di lettura, risolvere eventuali problemi della redazione, eccetera. Tra gli eccetera ci sono le traduzioni o revisioni dei testi di cui mi occupo personalmente. In determinati momenti vado in questo o quel posto d’Italia a tenere dibattiti, incontri o conferenze. Ultimamente l’università si è interessata molto del nostro lavoro e sono stato a tenere “lezioni” a Varese, a Roma e alla Cattolica di Milano. Come ho accennato, comincio a lavorare verso le otto o al massimo le nove del mattino, interrompo a mezzogiorno e riprendo per alcune ore nel pomeriggio. Se posso, evito di lavorare fino a sera tardi.

Il razzo a orologeria | Recensione su BibliotecaGalattica


Cosa contiene un romanzo di Greg Egan? Su BibliotecaGalattica la risposta, con una recensione all’ultimo suo romanzo edito in Italia, su Urania: Il razzo a orologeria.

Il romanzo è ambientato in un universo dalla leggi fisiche profondamente diverse dal nostro. La velocità della luce non è costante ma proporzionale alla sua frequenza: la luce rossa è sempre “in ritardo” rispetto ai rami blu-violetti dello spettro. La protagonista principale, Yalda, è l’equivalente alieno di Einstein: è lei a scoprire il parallelo alieno di quella che conosciamo come relatività ristretta, denominata qui fisica rotazionale, scoprendo ed esplorando il concetto di spazio-tempo; uno spazio-tempo dalle proprietà completamente differenti da quello che Einstein ha illustrato sulla Terra…
Il mondo in cui il romanzo è ambientato ha un livello tecnologico pari all’incirca a quello dell’Occidente a cavallo tra XIX e XX secolo. La specie intelligente che domina il pianeta, cui Yalda appartiene, è radicalmente diversa dall’uomo, a partire dall’anatomia e dalla fisiologia: gli alieni hanno due paia di occhi, sono in grado di modificare quasi a piacimento il proprio corpo mutando forma o estroflettendo nuovi arti per esempio. Ma una radicale differenza, con profonde ripercussioni sulla società aliena, è dovuta alla differente modalità di riproduzione: ogni femmina della specie muore, infatti, dando vita, nella norma, a due coppie di individui maschio-femmina, tradizionalmente destinati a diventare futuri partners. La filiazione è associata alla morte della partner femmina, sono i padri ad allevare in forma esclusiva la prole.
Una minaccia incombe sul mondo di Yalda, rappresentata dalle “stelle ortogonali”; quelle che sembrano all’apparenza semplici meteore, possono in realtà rappresentare un pericolo molto più serio, mortale per la sopravvivenza stessa del pianeta e della civiltà, per motivi che Yalda inizia a comprendere svelando le basi fisiche del suo universo.
La trama del romanzo è basata sulle battaglie di Yalda su due fronti, che si intrecciano tra loro nella vita della scienziata. Il primo è quello scientifico-accademico, nel quale il lettore ripercorre le geniali intuizioni, l’affermazione della nuova fisica rotazionale fino all’epopea del primo viaggio nello spazio alla ricerca della salvezza per il proprio pianeta. Il secondo è invece una sorta di scenario femminista alieno, basato sulla lotta affinchè ogni donna possa decidere autonomamente quando terminare la propria vita, in un mondo dove invece è incessante la spinta alla riproduzione nei tempi più rapidi possibili.

Il tempo e lo spazio secondo Greg Egan | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione dell’Urania di questo mese: Greg Egan, Il razzo a orologeria.

Lo scrittore australiano ha infatti dedicato la trilogia detta Orthogonal a un universo dove le tre dimensioni spaziali e il tempo sono sostituite da quattro dimensioni uguali tra loro; questo comporta che il tempo non è una strada a senso unico ma può essere percorsa in entrambe le direzioni. Il cosmo di Orthogonal differisce dal nostro per molti altri aspettia, per esempio la velocità della luce, differente a seconda della lunghezza d’onda, pertanto le stelle non sono puntini luminosi ma strisce multicolori, più lunghe maggiore è la distanza dell’astro dall’osservatore.

Come logico aspettarsi da una premessa del genere anche la vita si è evoluta in forme strane e bizzarre, Il razzo a orologeria, primo romanzo della serie, racconta la storia di una razza di mutaforma minacciata da una catastrofe imminente. A dispetto dai dettagli scientifici e dai grafici, presenti in buon numero, Egan è riuscito a incentrare la storia sui personaggi, in primis la protagonista Yalda e sulla disperata soluzione che l’aliena escogita per evitare la catastrofe terminale.

Egan è un autore che ritengo controverso, estremamente portato a discorsi matematici, astrofisici e inumani, difetta un po’ nel diffondere le sue visioni, assai criptiche, quasi delle formule matematiche aliene. Sono altresì incuriosito da questa sua nuova prova, ci vediamo in edicola…

AERIA VIRTUS

"l'unico uccello che osa beccare un acquila è il corvo. Si siede sulla schiena e ne morde il collo. Tuttavia l'acquila non risponde, nè lotta con il corvo, non spreca tempo nè energia. Semplicemente apre le sue ali e inizia ad alzarsi piu'in alto nei cieli. Piu' alto è il volo, piu' è difficile respirare per il corvo che cade per mancanza di ossigeno".

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Sanguinarie Principesse

E del viaggio nulla mi resta se non quella nostalgia. (N. Hikmet)

Cavallette neanche tanto Criptiche

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CARTESENSIBILI

Colui che non riesce a trovare spazio per gli altri manca di comprensione, e a chi manca di comprensione tutti risultano estranei.- Zhuāngzǐ

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