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Con Estasi e tormento a Montmartre torna Ulysse Bonamy | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione della quarta puntata della saga, scritta da Ivo Torello, dedicata a Ulysse Bonami e i suoi strani casi, edita da Edizioni Hypnos: Estasi e tormento a Montmartre.

Con Estasi e tormento a Montmartre, ambientato nel medesimo universo narrativo de La casa delle conchiglie, Ivo Torello ci trasporta in un mondo di stregonerie e malavita, equivoci e spaventi, un’intricata matassa di segreti e sotterfugi che solo Ulysse Bonamy, figura a metà tra Arsenio Lupin e Simon Templar, investigatore suo malgrado, potrà risolvere.

La Ville Lumière è sull’orlo della guerra! Una misteriosa catena di suicidi, preludio di guai ben peggiori, insanguina le intricate strade della Parigi segreta. Artisti decadenti, modelle procaci e potenze occulte si fronteggiano e s’inseguono in una corsa sfrenata che sembra condurre a un baratro di follia e distruzione. Per Ulysse non sarà facile tenere testa a nemici senza volto e insidie letali.

È online il bando per il Premio Hypnos 2021 | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione del nuovo Premio Hypnos, contest indetto da HypnosEdizioni e riservato ai racconti weird italiani. Eccolo qui:

Premio Hypnos  per il miglior racconto inedito di letteratura fantastica e weird – Bando VIII edizione (2021)

– La partecipazione al concorso è gratuita.
– Tutte le opere devono essere presentate in lingua italiana, e devono essere inedite, ovvero non devono mai essere state pubblicate, neppure on-line.
– La lunghezza massima delle opere dev’essere di 60.000 battute (spazi compresi).
– Ogni autore può partecipare con un massimo di DUE opere.
– I racconti devono appartenere al genere weird o fantastico, o comunque contenerne elementi identificativi.
– I racconti devono essere inviati esclusivamente on-line all’indirizzo concorsi@edizionihypnos.com in formato .rtf o .doc, e devono riportare nome, cognome, indirizzo e recapito telefonico dell’autore.
– La giuria esaminerà tutte le opere pervenute e alla fine eleggerà i racconti finalisti ed eventuali segnalati, di cui verrà data notizia presso la pagina Facebook e il sito delle Edizioni Hypnos. Le scelte della giuria sono insindacabili.
– La giuria sceglierà tra i finalisti un racconto vincitore, che sarà pubblicato sulla rivista Hypnos Magazine.
– La giuria si riserva il diritto di non assegnare il premio in caso il livello dei racconti non sia soddisfacente e di squalificare eventuali racconti non attinenti al genere fantastico.
– La giuria è composta da Andrea Gibertoni, Francesco Lato, Laura SestriAndrea Vaccaro.
– Il limite ultimo per l’invio dei racconti è il 31 marzo 2021.

Relazioni interspecie di Anders Fager – Club GHoST


Sulle pagine del Club G.Ho.S.T. una recensione di Cesare Buttaboni a Relazioni interspecie, raccolta di racconti di Anders Fager edita da Hypnos; un estratto:

In questa raccolta (Relazioni interspecie) la presenza delle entità del pantheon “lovecraftiano” è diventata più pervasiva e presente sulla Terra e lo spettro di HPL, anche se sullo sfondo, appare maggiormente rispetto al primo volume. Dico subito che le storie qui presenti mi sono piaciute di più rispetto a quelle di Culti svedesi, sono più centrate e meno fumose e mi sembrano di livello superiore: Fager è concreto e ha uno stile secco e asciutto. Lo schema è il solito e vede l’alternarsi di racconti a dei frammenti il cui scopo rimane abbastanza oscuro. Nel primo racconto (Quando la morte arrivò a Bodskär) troviamo una spedizione di soldati inviata sull’isola di Bodskär in Svezia per non meglio specificati compiti militari. La missione ha il compito di debellare una fantomatica minaccia russa ma la verità che emerge dai fondali del mare si rivela molto più spaventosa e inquietante. Sembra che gli abitanti anfibi di Inssmouth si siano trasferiti nelle fredde lande svedesi per mantenere culti innominabili. Con Giocare con Liam ci troviamo invece di fronte a una storia horror che ha per protagonista Liam, un bambino. Al di là dell’incontro che Liam ha con il mostro (da lui denominato Deinonychus in omaggio alla sua passione per i dinosauri ma che è una divinità dell’universo “lovecraftiano”) Fager è molto abile nel descrivere la solitudine e l’ingenuità dell’infanzia che si scontrano con l’indifferenza e la grettezza del mondo degli adulti i quali non sono in grado di capire i propri figli. In Il manufattodel signor Göring, Fager mette in scena l’originale commistione fra il nazismo e i Miti di Cthulhu facendo diventare Hermann Göring un collezionista e un adepto di Dagon. Si tratta di un racconto molto evocativo: anche qui in pratica viene accennato all’esistenza di una razza ibrida di esseri mezzi uomini e mezzi pesce che vivono nel mare al largo della Svezia. Göring non smentisce la sua fama di grande collezionista di arte acquistando una statua raffigurante il dio Dagon! Viene anche citato il culto di Yog-Shogoth: il nome sembra un gioco di parole fra Yog-Sothoth e uno Shoggoth! In Tre settimane di felicità assistiamo alla presa di consapevolezza della protagonista Malin, proprietaria di un negozio di acquari, del suo appartenere ad un’altra specie, un po’ quello che succedeva con il protagonista del finale del racconto La maschera di Innsmouth. L’ultima storia Un punto sul Västerbron è la mia preferita: la narrazione è apocalittica e descrive il suicidio apparentemente immotivato di diversi individui che si recano di notte sul ponte Västerbron buttandosi in acqua. Il tema mi ha fatto venire in mente il racconto di Richard Matheson, Lemming,dove si narrava dei lemming, piccoli roditori che, secondo la leggenda, si suiciderebbero in massa. In ogni caso la metafora è perfetta secondo Matheson e anche per il gruppo prog dei Van Der Graaf Generator (nel brano Lemmings da Pawn Hearts) per descrivere le nevrosi e le pulsioni di autodistruzione che sono parte della razza umana e verrà usata anche dagli Amon Düül II (band di Krautrock) nel disco Dance of the Lemmings.

Se vi era piaciuto Culti svedesi anche questo volume non vi deluderà e anzi, come dicevo, a mio avviso gli è superiore. Se invece siete dei “lovecraftiani” talebani, andateci con i piedi di piombo.

Filmhorror.com – Filmhorror.com intervista ANDERS FAGER!


Su FilmHorror un’interessante intervista ad Anders Fager, autore di new weird edito recentemente in Itala da Hypnos. Un estratto:

Sono rimasto colpito dall’originalità dei tuoi racconti e dall’efficacia del tuo stile: la struttura delle storie, i personaggi, le voci dei narratori… tutto funziona alla perfezione. Quasi dimentichiamo che stiamo leggendo dei racconti horror: non ci sono stereotipi, sembra proprio vita reale. Quali autori hanno avuto più influenza sul tuo modo di scrivere? Si tratta di autori horror o anche di altri generi (giallo, weird, mainstream, dark fantasy, sci-fi)?

Sono contento che i racconti ti siano piaciuti. Da un punto di vista tecnico penso di essere influenzato da autori come James Ellroy e William Gibson. Credo comunque che sia importante per uno scrittore avere degli input che vengano da fuori del suo campo di interesse principale, se vogliamo chiamarlo così. Se scrivi horror lovecraftiano non ha senso leggere molti altri autori di horror lovecraftiano; ti condizioneranno. (Pensa a tutte quelle stupide battute sui tentacoli che vanno avanti all’infinito nei gruppi Facebook su Lovecraft. Fanno venir voglia di ammazzarsi. Possiamo trovarci qualcosa di stimolante? Assolutamente no). Leggo molti saggi storici. Cerco di espormi a opere artistiche con cui non ho familiarità. Mia moglie lavora in una scuola di arti dello spettacolo a Stoccolma: vado là appena fanno qualcosa di nuovo e di strano. Mi interessano le opere che stimolano la curiosità.

Quante ore al giorno passi a scrivere? Hai un piano giornaliero?

Scrivere è il mio lavoro. Per cui: sì, pianifico le mie giornate. Il tempo che impiego a scrivere in opposizione a quello che passo a occuparmi di altre cose collegate alla scrittura varia sempre. Dipende anche dal tipo di progetto a cui sto lavorando. Alcuni racconti richiedono di controllare qualcosa o fare ricerche ogni due o tre righe che scrivi. Questo prende tempo. Su alcuni personaggi, poi, è più difficile concentrarsi rispetto ad altri.

Lavori su un solo racconto alla volta o scrivi più cose contemporaneamente?

Lavoro a molti progetti in contemporanea. Editare un racconto, fare ricerche per un altro, scriverne un terzo… Sapersi muovere tra differenti progetti mi risparmia un sacco di fastidi. Se a un certo punto non so cosa fare con una cosa, posso sempre lavorare a un’altra.

Acque profonde – William H. Hodgson – recensione


Recensione di Cesare Buttaboni alla seconda raccolta di racconti di William H. Hodgson, uscita per Hypnos, dal titolo Acque profonde. Ecco uno stralcio della valutazione:

Secondo lo psichiatra e filosofo svizzero Carl Gustav Jung “L’acqua in tutte le sue forme – in quanto mare, lago, fiume, fonte ecc. – è una delle tipizzazioni più ricorrenti dell’inconscio, così come essa è anche la femminilità lunare che è l’aspetto più intimamente connesso con l’acqua”. Il simbolismo del mare non ha mancato di influenzare la letteratura migliore: da Melville a Conrad fino a Stevenson, Jules Verne ed Edgar Allan Poe con il suo celeberrimo Gordon Pym sono numerosi gli esempi in questo senso. Ma forse colui che ha saputo evocare in maniera più efficace il senso di solitudine, di mistero e di minaccia incombente delle infinite distese marine è stato il grande William Hope Hodgson.

L’editore Hypnos, dopo il primo, pubblica anche il secondo volume di “Tutti i racconti di mare” ovvero Acque profonde, un volume curato, con grande passione e competenza, da Pietro Guarriello. La nuova traduzione è della brava Elena Furlan. Ogni racconto viene introdotto e inquadrato da Guarriello con molta precisione e ricchezza di riferimenti bibliografici mentre la sua lunga postfazione Perduto nei mari stregati: William Hope Hodgson e il mistero dei Sargassi è un contributo realmente importante per capire la genesi di quello che, a ragione, può essere definito come il “Ciclo del Mar dei Sargassi”. In definitiva siamo di fronte ad un altro tassello importante per conoscere la produzione di una figura fondamentale nell’ambito della letteratura soprannaturale.

In preordine Relazioni Interspecie di Anders Fager | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione della seconda parte su tre del ciclo che Hypnos dedica allo svedese Anders Fager, autore weird che ora si può preordinare per il volume dal titolo Relazioni Interspecie. Ecco la quarta:

Dopo il successo di Culti svedesi, torna Anders Fager con Relazioni interspecie, la seconda raccolta di racconti che va a comporre la trilogia del “Mondo dei Culti”. Storie forti dalle tinte fosche e cupe, un miasma che non lascia spazio a compromessi, una nuova visione dei Miti di Cthulhu, in un mondo in cui le entità del pantheon lovecraftiano si sono ormai insinuate sulla Terra, nascoste agli occhi dei comuni mortali, a definire la follia, la violenza, la corruzione della società moderna.

Anders Fager reinterpreta l’horror moderno con uno stile del tutto personale definito: “cosa accadrebbe se James Ellroy incontrasse H.P. Lovecraft”.

Incubi al femminile: la Strange Fiction di Lisa Tuttle – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine un importante approfondimento e recensione di Walter Catalano sulla figura di Lisa Tuttle, autrice recentemente pubblicata in Italia da Edizioni Hypnos. Un estratto:

Texana trapiantata da decenni in Scozia, Lisa Tuttle si può considerare una delle principali eredi dirette contemporanee della grande tradizione femminile anglosassone della weird fiction, quella lunga e gloriosa traiettoria che dai Gothic novel di Anne Radcliffe, attraverso il Frankenstein di Mary Shelley, il romanticismo oscuro delle sorelle Bronte, le inquietudini vittoriane di Charlotte Riddell o Edith Nesbit, e quelle primo novecentesche di Edith Warthon, Elizabeth Bowen o Vernon Lee, giunge tortuosa e troppo spesso ingiustamente sottovalutata, fino al magistero di Shirley Jackson e Flannery O’Connor. Una prospettiva sul disagio femminile e una testimonianza di emancipazione letteraria, filosofica e sociale dal dominio patriarcale che, procedendo dai territori impervi e trasgressivi del gothic, dell’horror e del weird a quelli altrettanto ribelli della fantascienza e del fantasy, arriverà a includere, con la Tuttle stessa, anche Ursula K. Le Guin, Margaret Atwood, Octavia E. Butler, Alice Sheldon, Joanna Russ, Joyce Carol Oates, e decine di altre. Nel campo del fantastico, come in molti altri, è evidente quanto le autrici siano state, oltre che più presenti, anche decisamente più rilevanti degli autori.

Lisa Tuttle ha brillantemente praticato tutte le declinazioni e i sottogeneri della narrativa fantastica, ha pubblicato una Encyclopedia of feminism, ha curato come editor varie antologie miscellanee tra cui Skin of the Soul: New Horror Stories by Women (1990), raccolta horror di sole scrittrici, e Crossing the Border: Tales of Erotic Ambiguity (1998), stessa formula ma applicata a testi erotici. La sua lunga carriera letteraria inizia nel 1981, a fianco di George R.R. Martin – di cui è stata per qualche tempo compagna – con cui ha scritto il romanzo Windhaven (da noi Il pianeta dei venti); a questo sono seguiti una decina di altri romanzi, altrettante raccolte di racconti e vari testi per l’infanzia, oltre alla saggistica femminista di cui abbiamo detto. La scrittrice ha lasciato l’America fin dagli anni ’80 per trasferirsi prima a Londra, dove è stata sposata per qualche anno con il noto autore britannico Cristopher Priest, poi in Scozia dove risiede tutt’ora.

L’efficacia di questo procedimento è testimoniata nell’antologia appena pubblicata dall’infaticabile Hypnos Editore, Il profumo dell’incubo: tredici storie selezionate dalla scrittrice stessa appositamente per il pubblico italiano e che ripercorrono la sua intera carriera, da “La casa degli insettidel 1980, a “L’ultima sfida” del 2017, passando per “Sostituti” del 1992, uno dei suoi testi più apprezzati. I racconti sono tutti, senza eccezione, di straordinaria qualità: si parte sempre da una situazione apparentemente ordinaria, da problemi e conflitti di ordine naturale che, quasi inavvertitamente scivolano lentamente verso un bizzarro e un abnorme che raramente si manifestano in sovrannaturale esplicito ma restano sempre elusivi ed enigmatici. Non si può parlare a questo proposito esattamente di ghost stories, proprio come avveniva nel caso di Robert Aickman, che definiva infatti i suoi racconti strange tales. Anche la Tuttle parla di strange fiction più che di horror per dare un’idea della sua narrativa. Come ci spiega l’autrice nell’introduzione al volume, autobiografia e deriva fantastica non sono incompatibili ma complementari: così in “Il volo per Byzantium”, la partecipazione a una improvvisata convention fantascientifica in Texas diventa la porta d’ingresso nell’incubo; in “Gli oggetti nel sogno potrebbero essere più vicini di quanto sembrano”, un appuntamento con l’ex-marito vent’anni dopo la separazione per cercare una casa fantasma nel Devon con l’aiuto di Google Earth e GPS, produrrà risultati imprevedibili quanto sgraditi; la cameretta della prima infanzia o dell’adolescenza diventerà la trappola di “Sogni nell’armadio” o “L’uomo di cibo”; l’angoscia della gravidanza partorirà il delirio di “La mia malattia” o “A cavallo dell’incubo”. Non mancano gli omaggi espliciti: a Walter de la Mare in “L’ultima sfida” e soprattutto a Robert Aickman in “Il libro che ti trova”, una delle storie forse più terribili e commoventi della raccolta, in cui ispirandosi all’incontro mancato a Londra fra la Tuttle e lo scrittore ormai morente per un male incurabile, si evoca il fantasma tragico dell’amore tormentato e infelice fra Aickman e la scrittrice Elizabeth Jane Howard, spettro di tutti gli amanti respinti.

La giovane vampira e altri misteri | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione di La giovane vampira e altri misteri, raccolta edita da Hypnos Edizioni dedicata a J.H. Rosny aîné, autore belga vissuto a cavallo tra il XIX e XX secolo. La quarta:

La giovane vampira e altri misteri presenta il lato più weird e fantastico del celebre scrittore francese, uno dei grandi precursori francesi della fantascienza, a partire dal romanzo breve La giovane vampira, una delle più originali elaborazione del tema del vampiro.
Il volume, curato da Elena Furlan, propone oltre al romanzo altre quattordici storie, scelti tra il meglio della produzione macabro fantastica dell’autore.

Lisa Tuttle: Il profumo dell’incubo – Ver Sacrum


Su VerSacrum la recensione a Il profumo dell’incubo, raccolta di racconti di Lisa Tuttle, pubblicazione uscita per la puntuale Edizioni Hypnos. Un estratto:

Si tratta di un’antologia di alto livello che offre un’esauriente panoramica della sua particolare arte. Ci sono sicuramente delle connessioni con la narrativa di Robert Aickman (nona caso la Tuttle definisce la sua narrativa “strange fiction”) per il senso di spaesamento ingenerato nel lettore che spesso, proprio come accade con lo scrittore inglese e le sue “strange stories”, rimane spiazzato dall’evoluzione di questi racconti in cui il finale rimane di difficile interpretazione. Questa caratteristica in qualcuno può generare una certa frustrazione e il rischio concreto è quello di lasciar perdere. In realtà ci troviamo di fronte alle patologie della mente e ai fantasmi dell’inconscio.

Ci sono dei veri e propri gioielli come l’iniziale La casa degli insetti, un inquietante incubo horror “kafkiano che assurge allo status di classico. Non poteva poi non essere inserita una storia straordinaria come Sostituti (presentata anche nel citato numero della rivista Hypnos) in cui il protagonista incontra in pieno giorno l’orrore sotto la forma di una sorta di animaletto dalle strane sembianze che gli suscita immediatamente una forte ripugnanza (finirà con l’ucciderlo). All’opposto la moglie ne raccoglie un altro esemplare che, dal suo punto di vista, trova adorabile tanto da considerarlo più importante dello stesso marito che sarà invitato ad andarsene. Alla fine emerge il conflitto fra uomo e donna (uno dei temi portanti della femminista Lisa Tuttle) che viene esemplificato dall’apparizione di queste bizzarre creature (simbolo dei“mostri della ragione”). Il nido è invece un racconto che narra dei difficili rapporti fra Sylvia e Pam, due litigiose sorelle che vanno a vivere in una nuova casa dopo la morte della madre. Sylvia sembra nascondere in soffitta un segreto inquietante tanto da allarmare Pam che finirà per intervenire. Sylvie reagirà andandosene da casa: il finale non spiega niente (un po’ alla Aickman) e lascia un velo di inquietudine psicologica sull’intera vicenda. Il volo per Byzantium è divertente in quanto ci spiega le vicissitudini di una scrittrice di fantascienza (proprio come successo alla Tuttle che d’altra parte sostiene come la narrativa horror sia autobiografica) non molto famosa invitata ad una convention. Più crudo e disturbante risulta essere La mia malattia che tratta il tema della maternità (qui vista come una patologia) sotto la luce dell’alchimia e della ricerca della Pietra Filosofale. Gli ultimi due racconti sono a mio avviso stupendi: Il libro che ti trova è un vero e proprio omaggio alla figura sfuggente di Robert Aickman mentre L’ultima sfida rilegge una storia di Walter de la Mare riconsegnando la Tuttle a quella tradizione gotica da cui proviene.

Lisa Tuttle descrive il profumo dell’incubo | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di Il profumo dell’incubo, raccolta di racconti di Lisa Tuttle, in uscita per Edizioni Hypnos. La sinossi:

Cosa si nasconde nella soffitta della casa dei sogni delle litigiose sorelle Sylvia e Pam? Sino a che punto si è disposti ad arrivare per raggiungere la tanto bramata Pietra Filosofale? Quali insidie può nascondere un’innocua convention di fantascienza? Cosa succederebbe se avessimo a disposizione un’ora in più tutta per noi?

Il profumo dell’incubo presenta tredici storie di Lisa Tuttle, scelte dall’autrice stessa, che ne ripercorrono la straordinaria carriera, dal classico dell’horror La casa degli insetti, sino al terrificante Sogni nell’armadio, racconto vincitore nel 2007 dell’International Horror Guild Award, un lungo viaggio nei meandri dell’incubo, dalla penna di una delle più importanti autrici weird moderne.

In alto, sopra la città addormentata galoppava l’incubo, innalzandosi con angoli impossibili, schivando barriere invisibili, e di quando in quando piegando le zampe sotto il corpo per cadere a peso morto. Presto i sussulti e le grida della cavallerizza cessarono. Alla donna, concentrata nel restare aggrappata con tutte le sue forze, non rimanevano energie per manifestare paura.
L’incubo non riportò la donna fino all’alba, saltando attraverso la finestra della camera da letto in una sfida alla logica e gettandola sull’immobile sicurezza del suo letto, accanto al marito ancora addormentato.

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