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È in libreria La casa delle conchiglie, il nuovo romanzo di Ivo Torello | FantasyMagazine


FantasyMagazine segnala l’uscita, del nuovo romanzo di Ivo Torello, per Edizioni Hypnos, intitolato La casa delle conchiglie. Intrigante, come sempre, il contenuto:

Dopo il successo di Predatori dall’abisso, torna Ivo Torello con un romanzo ambientato nella Parigi di metà Ottocento, in cui alchimia, esoterismo, creature mostruose, libri magici, arte ed eros si incontrano nel luogo protagonista del romanzo, il bordello parigino condotto dalla maîtresse Madame Sabatière, la Maison des Coquillages. Saldamente ancorato alla realtà storica, La casa delle conchiglie è popolato di personaggi realmente esistiti (Courbet, Manet, Dumas, Nadar, Flammarion, Kardec, ecc.) e offre al lettore eventi celebri come quello del Salone dei Rifiutati nel quadro di una narrazione in cui l’arte, l’amore sensuale e la libertà di espressione si contrappongono in una vera e propria guerra contro censori e adoratori della morte.

Un romanzo per molti versi “acido” e torbido, genuinamente weird, che deve tanto ai classici del fantastico europeo come Maupassant ed Ewers quanto al weird d’oltreoceano di Lovecraft, e in cui il sense of wonder si manifesta nell’immagine di una vagina dischiusa e dove il pessimismo cosmico viene, spesso e volentieri, seppellito con una dissacrante risata. La prefazione è di uno dei guru dell’horror, Paolo Di Orazio, e il volume è impreziosito da una serie di tavole a colori fuori testo con alcune tra le più importanti opere d’arte erotica dell’epoca.

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Edizioni Hypnos pubblica due inediti di Arthur Machen | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di due inediti per Arthur Machen in uscita per Edizioni Hypnos; Machen, scrittore weird a cavallo del ‘900 di elevato valore, è molto conosciuto dagli amanti del genere. Imperdibile appuntamento, quindi, anche per me.

Sarà presto disponibile il nuovo volume della collana Biblioteca dell’Immaginario di Edizioni Hypnos, dedicato a due opere di Arthur Machen: si tratta di Frammento di Vita, finora inedito in Italia, e Il Popolo Bianco, considerato uno dei più grandi capolavori dell’autore. Il volume comprende anche il racconto breve Un doppio ritorno, anch’esso inedito in Italia.

Il volume sarà ufficialmente reperibile nelle librerie dal 28 di febbraio ma è già disponibile per il preorder, con uno sconto del 15%.

Il libro sarà presentato ufficialmente sabato 3 marzo (in occasione del 155° anniversario della nascita di Arthur Machen), alle ore 16.00 presso il Mondadori Store di Pavia, con l’Editore Andrea Vaccaro e un ospite davvero speciale, Giuseppe Lippi.

L’ora degli spettri – Edizioni Hypnos | Ver Sacrum


Su VerSacrum la recensione a L’ora degli spettri, antologia di autori e racconti weird sconosciuti in Italia, edita dalla sempre eccellente Edizioni Hypnos. Un estratto.

Per l’occasione si è scelto di selezionare storie che non erano comparse in precedenti antologie in Italia. Ne è venuta fuori una raccolta di grande interesse che copre un lasso temporale che va dal 1944 al 1943 facendo una sorta di carrellata su un secolo di “storie di fantasmi”. Gli autori presentati, a conferma della teoria di cui si parlava, sono tutti anglosassoni: provengono in maggioranza del Regno Unito ma ci sono anche alcuni autori americani. Alcuni dei nomi presentati sono conosciuti e importanti come Algernon Blackwood – un maestro riconosciuto del”weird” classico – John Buchan, Marie Corelli – una scrittrice all’epoca molto famosa che “seppe vendersi bene” costruendo un personaggio artefatto – l’americano Stephen Crane, Edith Nesbit, Oliver Onions, W.W. Jacobs –  in realtà noto in Italia in quanto il suo racconto La zampa di scimmia è stato più volte antologizzato e R.H. Malden. Gli altri sono invece più oscuri e qui sta il grande pregio di questo libro: aver disseppellito dall’oblio una serie di storie di grande livello e per niente banali che fanno vedere la grande ricchezza e vitalità di un genere meno scontato di quel che si può pensare.

Clark Ashton Smith: Atlantide e i mondi perduti – Ver Sacrum


Su VerSacrum la recensione ad Atlantide e i mondi perduti , raccolta di Clark Ashton Smith edita da Hypnos. Cose mooolto weird.

Sicuramente siamo di fronte ad uno scrittore particolare: il suo punto di vista è cosmico e antiantropocentrico, è dotato di una genuina vena poetica, di un tocco macabro e decadente ed è in possesso di un monumentale e bizzarro vocabolario. Può essere considerato come uno degli ultimi esponenti di un fantastico “outré”: la sua prosa decadente, barocca e “visionaria” trasporta la mente del lettore in un’altra dimensione in reami al di fuori del tempo e dello spazio. È stato una delle colonne del fantastico americano degli inizi del secolo scorso assieme a H.P. Lovecraft e R.E. Howard. Lyon Sprague De Camp lo definì uno dei “Tre Moschettieri” della celeberima rivista pulp Weird Tales diretta all’epoca da Farnsworth Wright.

La sua carriera letteraria, in realtà, incomincia nell’ambito della poesia e non è poi trascurabile anche la sua attività di scultore con cui raffigurava le malefiche divinità “evocate” nei suoi scritti.

Nel 1922 fu determinante la conoscenza con H.P.Lovecraft. Lo scambio epistolare fra i due scrittori si rivelò fondamentale tanto che Clark Ashton Smith, sulla falsariga del “solitario di Providence”, inventò nuove divinità (fra cui Tsattogua e Ubo-Sathla) e “Il libro di Eibon”, un cosiddetto “pseudobiblium” come il famigerato Necronomicon.

Fra il 1928 e il 1935 apparvero sulla rivista Weird Tales i suoi leggendari racconti. La fervida immaginazione dello scrittore californiano non aveva limiti: nacquero in questo modo gli indimenticabili cicli di racconti ambientati nei continenti immaginari di Atlantide, Hyperborea e Zothique.

Atlantide è il primo ciclo di questo volume ed è basato sul concetto di “mondi perduti” e, nello specifico, si riferisce al mitico e mitologico continente di Atlantide di cui parlò Platone. Sono racconti che ci trasportano in ere dimenticate e in continenti sepolti in cui si pratica ancora l’arte della negromanzia come nell’affascinante “La morte di Malygris”. Da segnalare “La doppia ombra” una storia di orrore cosmico che piaceva molto a Lovecraft. Un altro affascinante ciclo di racconti che abbiamo modo di leggere in Atlantide e mondi perduti è “Averoigne”, ambientato nel Medioevo nell’antica regione francese di Averoigne dominata da oscure leggende e potenti magie. Si tratta di racconti non privi di un certo fascino gotico, erotico e grottesco che ne fanno un ciclo di culto fra gli appassionati del fantastico. Si viene immersi, in racconti come “Il colosso di Ylourgne”, “La bestia dell’Averoigne” o “La fine della storia”, in un’atmosfera arcaica medievaleggiante ricca di echi fantastici e mitici in cui abbondano figure tipiche della letteratura del terrore come vampiri e demoni assieme ad elementi dei “Miti di Cthulhu”.

Il ciclo di “Zothique”, ambientato in un futuro remotissimo (come nell’incredibile romanzo di William Hope Hodgson, La terra dell’eterna notte da cui forse ha tratto ispirazione) in cui il sole si è oscurato e sono rinate le antiche arti della negromanzia, è considerato il suo capolavoro e viene qui presentato in un’edizione integrale. I racconti di questo ciclo costituiscono forse l’essenza della sua scrittura lussureggiante influenzata da BaudelaireVerlaine: una prosa caratterizzata dall’uso di vocaboli ricercati che creano un’atmosfera di estetizzante decadentismo come nello splendido racconto “L’impero dei Negromanti”. La chiusura è affidata al breve ciclo di “Xiccarph”: in quest’ultimo emerge la sua attitudine verso una fantascienza nera e apocalittica.

Le traduzioni di Giuseppe Lippi sono nuove e sono basate sull’edizione in 6 volumi pubblicata da Night Shades Books fra il 2007 e il 2011. Si tratta in pratica della prima edizione italiana integrale in quanto sono stati integrati diversi tagli che gli erano stati richiesti all’epoca dalle riviste. Il volume è inoltre corredato da una dettagliata bibliografia, da 4 cartine disegnate da Greta Grendel e dalle immagini raffiguranti 6 sculture dell’autore.

Arriva L’ora degli spettri, antologia da brivido di Edizioni Hypnos | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione di una nuova uscita per Edizioni Hypnos:  L’ora degli spettri, 29 storie di fantasmi di autori dell’Ottocento e Novecento.

Può un vecchio monastero adibito a locanda dalle dubbie frequentazioni essere la dimora del diavolo? Quale sinfonia possono ordire i fantasmi per l’ignaro ospite di un attico? Che cosa succede quando le fantasie dell’ombra sembrano materializzarsi? Quale oggetto può destare i fantasmi più di un libro? E se per una volta fosse un vivente a fare la sua apparizione nel mondo degli spiriti? E chi ci dice che noi, per qualcun altro, non siamo i fantasmi?

Un antico detto recita che i trapassati devono restarsene in pace nelle loro tombe. E guai incolgano gli incauti che osino disturbare il sonno dei morti…

Doppelgänger, case infestate e infestanti, incarnazioni della paura, spiriti allegorici, fantasmi assenti, invadenti, innamorati, vendicativi, mistificazioni, false mistificazioni, istanti cristallizzati nel tempo infinito…

Le storie qui proposte percorrono un secolo di narrativa spettrale, che va dalla metà dell’Ottocento alla metà del Novecento e presentano una carrellata di quei fantasmi che popolarono le pagine delle riviste e dei libri dell’epoca d’oro della ghost story.

Tra i tanti autori selezionati, c’è anche Algernon Blackwood, mio personale idolo.

Nottuario, l’universo oscuro di Ligotti | Posthuman


Su PostHuman un bell’articolo di Mario “Black M” Gazzola che indaga l’universo di Thomas Ligotti e lo mette in relazione con HP Lovecraft, in un delirio weird che fa sempre bene, oltreché esser colto. Un estratto del corposo e sempre preciso excursus di Mario, sempre affilato e ben documentato, oltre che di buon gusto:

Alla fine è arrivato anche il momento di Thomas Ligotti: fino a pochissimo tempo fa autore “per pochi”, che nulla ha fatto per farsi conoscere, men che meno trasformarsi in “personaggio” (come deve fare oggi uno scrittore per vendere), della sua vita si sa pochissimo, di foto sue ne circoleranno in rete tre o quattro al massimo (una la vedete qui a lato) e non certo di quelle che fan pensare a una glam star, ma del resto neanche a un tenebroso poète maudit. Tanto che la postfazione di Poppy Z. Brite alla sua antologia The Nightmare Factory del 1996 s’intitolava Are you out there, Thomas Ligotti?.

Mistero ben custodito come i suoi racconti oscuri e raffinati quanto spesso eterei e criptici, Ligotti è rimasto autore per pochi ancor più nel nostro Paese, dove per anni non è stato disponibile in italiano che la raccolta I Canti di un Sognatore Morto edita da Elara, più qualche racconto tradotto dalla rivista Hypnos e le versioni a fumetti de La Fabbrica degli Incubi.

Tutto cambia nel 2014, quando scoppia il caso True Detective: lo sceneggiatore Nic Pizzolatto (che ha peraltro disseminato la prima serie di citazioni goth del Re Giallo, come la capanna nel bosco chiamata “Carcosa”, per cui il libro di Robert W. Chambers è stato prontamente ristampato da Vallardi, nonostante l’edizione di Hypnos già disponibile) riconosce d’essersi ispirato a Ligotti per alcuni dialoghi. In realtà l’enfant gaté di Hollywood non ha preso dai racconti dello scrittore di Detroit (impossibili da filmare), bensì dal saggio filosofico La Cospirazione contro la Razza Umana (edita dal Saggiatore) per nutrire i dialoghi ultra nihilisti del detective Rust Cohle (Matthew McConaughey), effettivamente uno dei punti di forza drammaturgici della (bellissima) prima stagione della serie.

Inizia così la riscoperta di Ligotti: Il Saggiatore pubblica in italiano l’antologia di racconti Teatro Grottesco e poco dopo il citato saggio (che altrimenti mai avrebbe visto la luce nella nostra lingua), mentre Elara risponde con una terza antologia, Lo Scriba Macabro, per la gioia degli amanti del weird gotico moderno. Amanti che oggi possono ulteriormente esultare per l’uscita – sempre dal Saggiatore, tradotta da Luca Fusari e sempre illustrata da un’inquietante copertina freaky dell’artista/performer francese Olivier De Sagazan (in apertura) – di Nottuario, in originale del 1994, quarta antologia di racconti ligottiani in italiano: racconti che confermano la definizione del loro autore come del più autentico epigono di H.P. Lovecraft che la letteratura contemporanea ci abbia sinora offerto.

Cos’è infatti la “lovecraftianità”, quest’impalpabile caratteristica più spesso evocata a riferimento di tanti narratori dell’orrore sovrannaturale che realmente corrisposta? Secondo me si tratta di una componente in realtà assai fuori moda dello scrivere, antimoderna, per niente “pulp” e perciò anche minimamente cinematografica (a dispetto dei molti film ispirati ad HPL, su cui contiamo di tornare in futuro): oggi la trama di un horror (su carta o pellicola) prevede in genere parecchia azione e punta tutto sul colpo di scena per farci saltare sulla sedia. In Lovecraft quasi mai: il Solitario riduce al minimo l’azione, non ci sono inseguimenti né lotte col mostro, che il più delle volte non viene nemmeno descritto, fedele alla sua storica massima sulla paura dell’ignoto. L’orrore in HPL sta nella conoscenza, nella consapevolezza che può farci impazzire di cosa ignoravamo si celasse dietro le apparenze del mondo come lo conoscevamo prima.

Edizioni Hypnos presenta “Lacerazioni” | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione della nuova pubblicazione per Edizioni Hypnos: Lacerazioni, di Anne-Sylvie Salzman. Ecco la sinossi:

Cosa si nasconde nelle desolate e oscure lande della Highlands scozzesi? E se Kitsune, la donna volpe della tradizione giapponese, non fosse solo una leggenda? Quale verità celate all’occhio umano si rivelano agli occhi di vetro? Potrebbe forse bastare uno squarcio nella pelle per varcare le soglie di un’altra realtà? Quali strane creature albergano nel misterioso circo Glück? E se le città all’improvviso si assopissero, chi sopravvivrebbe nel mondo selvaggio?
Quindici racconti che scavano all’interno delle più profonde paure e angosce dell’animo umano, del rapporto dell’uomo stesso con le sue radici più profonde, più viscerali, lacerazioni nel tessuto della realtà, nel corpo e nell’animo dei suoi, spesso inconsapevoli, protagonisti.

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