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La montagna morta della vita | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione del romanzo La montagna morta della vita, di Michel Bernanos, uscito per la collana Novecento Fantastico dell’editrice Hypnos. Di cosa parliamo?

Torna finalmente in Italia dopo oltre cinquant’anni il capolavoro di Michel BernanosLa montagna morta della vita. Composto nel 1963, pubblicato postumo nel 1967, il romanzo si presenta nella sua prima parte come una classica avventura marinaresca, in perfetto stile hodgsoniano, per poi approdare, con la scoperta di una terra incognita, alla miglior tradizione lovecraftiana, in un’atmosfera visionaria degna della celebre Montagna di Jodorowski.
Il volume, presentato in una nuova traduzione a cura di Elena Furlan, è arricchito da un corposo saggio di Juan Asensio e da una nota al testo di Michele Mari.

“Il mio sguardo fu allora attratto dalla montagna più alta, in fondo, in lontananza. Era rossa come una brace di fucina. E il battito, che per un attimo si era attenuato, cominciò all’improvviso a risuonare con una violenza infernale. Seguì un lungo sospiro, poi la luce livida ridivenne ombra, e la foresta riprese il suo posto, sistemando per bene le foglie nel cielo nero. Il silenzio regnava di nuovo”.

 

Strane Visioni Digital torna con Fiori dal patibolo di Elia Gonella | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione della pubblicazione di Fiori dal patibolo, di Elia Gonella, nuova uscita per la collana Strane Visioni Digital, che contiene il meglio del Premio Hypnos 2022. La quarta:

Ogni grande artista ha una debolezza.
Ogni grande artista ha la propria ossessione.
Ogni grande artista ha una musa.
Ma cosa succede se queste cose coincidono? Cosa può accadere se il desiderio di realizzare l’opera definitiva, il capolavoro di una vita intera, scivola nel morboso fino a tramutarsi in una vera e propria maledizione?

“Ed eccolo, il famoso artista, la figura tozza e un po’ curva, l’unto sui capelli grigi, il volto di pietra ispido di barba, gocce di vernice incrostate sul maglione da marinaio, le mani ruvide e spesse con le quali, senza alcuna delicatezza, strattonava le ragazze per il braccio, per il mento, esponendole in favore della luce. Alcune si sforzavano di sorridergli, ma ogni moina cessava davanti ai suoi occhi nerissimi, abissi che sapevano fissare senza rivelare altro che il terrore di una profondità insondabile”.

La nostra recensione di “Zothique 11” dedicato a Grabinski | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la recensione di Cesare Buttaboni a Zothique11, la rivista weird che ha dedicato in questo numero uno speciale a Stefan Grabinski, edito da Edizioni Hypnos con la pubblicazione Il villaggio nero ma, anche, autore segnalato da altre realtà di genere nostrane. Un estratto della recensione:

Il critico Karol Irzykowski lo ha definito, forse un po’ forzatamente, il “Poe polacco”, ma indubbiamente dal punto di vista del valore il paragone non suona blasfemo. Grabinski è un autore modernissimo, contemporaneo di H.P. Lovecraft. Assieme a quest’ultimo, e ad altri scrittori weird come William Hope Hodgson e Jean Ray, ha contribuito a svecchiare i topos della letteratura gotica sulla base delle nuove scoperte scientifiche di Einstein che hanno ridimensionato l’importanza dell’uomo nel tempo e nello spazio.
Un’altra importante influenza deriva dalla psicanalisi e dalla scoperta dell’inconscio da parte di Freud. Non a caso Francesco Corigliano, nel suo ottimo La letteratura weird. Narrare l’impensabile, ha paragonato l’opera di Lovecraft e Jean Ray a quella di Stefan Grabinski, tutti autori che hanno saputi cogliere le pulsioni della modernità. Ora, dopo Il villaggio nero – edito da Edizioni Hypnos  e tradotto da Andrea Bonazzi, che è stato anche un pioniere nel far conoscere lo scrittore polacco in un numero della fanzine Hypnos ormai introvabile – e Il demone del moto edito da Stampa Alternativa, la rivista Zothique (curata dall’instancabile Pietro Guarriello) dedica uno speciale all’autore.

Come sempre gli interventi sono molto approfonditi: Michols Magnolia in Vita di Stefan Grabinski: dalla Polonia alla Fantasia ci parla della biografia dello scrittore e dei suoi temi, individuando anche un possibile parallelo con H.P. Lovecraft (le affinità tra i due sono evidenti, tanto che Stanislaw Lem ha definito Grabinski “il Lovecraft polacco”).
Sicuramente i due hanno punti in comune, ma bisogna stare attenti alle forzature. La narrativa di Grabinski è molto originale e assomiglia solo a se stessa, come ben mette in luce Obsidian Mirror nel suo articolo Il villaggio nero. Obsidian Mirror analizza alcuni dei racconti migliori di Grabinski mettendo in relazione gli agganci con la filosofia di Bergson e il suo concetto di tempo.

Sulla letteratura fantastica è invece un saggio dello stesso Grabinski in cui vengono messi in luce i suoi gusti e la sua idea di fantastico. Sostanzialmente l’autore divide il fantastico in “moderno” (diretto, esteriore e convenzionale) e “di ordine superiore” (interiore, psicologico o metafisico) da lui definito “psicofantastico” o “metafantastico”. Nel primo tipo fa rientrare E.T.A. Hoffmann, autore da lui non particolarmente apprezzato, mentre del secondo fa parte ovviamente Edgar Allan Poe. Molto interessante anche l’intervista a Grabinski in cui l’autore ribadisce proprio la sua affinità con Poe piuttosto con E.T.A. Hoffmann. Dice inoltre di apprezzare Alfred Kubin e Gustav Meyrink mentre, un po’ a sorpresa, non nasconde il suo disprezzo per Hanns Heinz Ewers da lui ritenuto un ciarlatano e dichiara il suo orrore per i critici che lo paragonano alla sua opera.

Da certe conchiglie non è il mare a sentirsi – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine la recensione di Franco Pezzini a La casa delle Conchiglie, di Ivo Torello, con prefazione di Paolo Di Orazio ed edito da Edizioni Hypnos; un estratto:

Impensabile banalizzare in un riassunto le infinite avventure offerte da questo tripudio gotico e romantico, in un brillante e originalissimo mix di arte, magia nera, sessuologia e storia della cultura dove il fantastico esonda, compreso quello dell’erotica che ne ricorda le dimensioni teatrali, antinaturalistiche e fittizie, in sostanza fantastiche. Un libro scritto per il puro piacere della scrittura, alieno dal desiderio di compiacere chicchessia, e che dunque si lascia andare al divertimento e allo sberleffo (in chiave erotica, perché no), con una sincerità rara: sberleffo anche a un certo horror alla moda dell’oggi, che celebrando e banalizzando Ligotti e altri alfieri del Nero, celebra l’iperviolenza sterile, il maledettismo ripiegato su se stesso, un certo uso gratuito dell’angoscia e – fuori tempo massimo – dello splatter. Comprese le sacrestie dei finti outsider fitte di devoti a un Lovecraft premasticato: e in effetti qui troviamo – con benvenuta vis polemica – entità paralovecraftiane adorate dai beceri cultisti dell’Ordine del Dio Dormiente o Confraternita di Dagon, evolianamente maschilisti, compiaciuti nella messa in scena distorta e distorcente di copioni che hanno preteso di arraffare, credendo di celebrare il politicamente scorretto e corteggiando solo un modaiolo grottesco. Non è forse un caso che gli odierni cultisti di HPL sminuiscano la carica critica di questo bel romanzo. Regolarmente penalizzato anche dall’algoritmo bacchettone dei social, cieco e idiota come certe entità lovecraftiane: il seno all’aria sulla copertina (“L’orrore. L’orrore…”) sembra recare problemi più gravi agli uomini di Zuckerberg di certi repellenti post o gruppi neofascisti. Il che, diciamolo, stupisce moderatamente.

I demoni del mare: la nostra recensione del volume di racconti di William Hope Hodgson | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la recensione, a cura di Cesare Buttaboni, del terzo volume che Hypnos ha dedicato a William Hope Hodgson: I demoni del mare; eccone un breve estratto:

La cura dei tre volumi è di Pietro Guarriello, uno de maggiori esperti di fantastico in Italia, che introduce con passione e competenza ogni racconto. Guarriello firma inoltre l’interessante postfazione in cui analizza Naufragio nell’’ignoto e I pirati fantasma, i due romanzi sempre attinenti agli orrori provenienti dal mare.

Ho trovato molto interessante e calzante il paragone di Guarriello che accosta gli “uomini-alga” evocati da Hodgson in Naufragio nell’’ignoto alle creature marine di L’ombra su Innsmouth di H.P. Lovecraft.
Il livello delle storie qui presenti è alterno: a racconti splendidi e ricchi di una forte immaginazione ne corrispondono altri che, pur non essendo disprezzabili, sono meno significativi all’interno del “corpus” della sua opera. Lo stesso vale per lo stile che non sempre si mantiene su livelli alti e alle volte risulta addirittura sciatto. La voce nell’alba è senza dubbio un capolavoro. La vicenda è ambientata nel Mar dei Sargassi e va a completare i cosiddetti “Racconti del Mar dei Sargassi” in cui il nostro era un maestro (lo conosceva per esperienza personale). L’avvistamento di un’isola formata dalle alghe e la sua conseguente perlustrazione rivelano qualcosa di straordinario. Il senso di mistero soprannaturale è notevole e Hodgson è al suo meglio nel descrivere, così come sottolineava H.P. Lovecraft in L’orrore soprannaturale in letteratura“la vicinanza di forze innominabili e di mostruose entità incombenti”.

 

Le mini recensioni di Horror Magazine – L’anno delle volpi


Su HorrorMagazine una piccola recensione a L’anno delle volpi, di Cristiano Demicheli, recentemente uscito per i tipi Hypnos; un estratto:

Chi già aveva apprezzato Cronache dalla Val Lemuria troverà in questo nuovo capitolo un’atmosfera ancora più intima e rurale, molto lontana dall’horror classico, ma anche dal weird. Demicheli mette in scena un fantastico trasfigurato in una dimensione quotidiana, a tratti onirica, tanto da rendere la sua Val Lemuria un luogo – forse a tratti un po’ inquietante e popolato da leggende macabre e paurose – a noi molto familiare.
La tradizione a cui fa riferimento Demicheli è sicuramente più vicina a scrittori italiani come Tommaso Landolfi, Achille Campanile e Giovannino Guareschi che non a quella anglosassone e nordamericana in particolare. Il romanzo è diviso in dodici capitoli, uno per ogni mese dell’anno. Trascorriamo così un anno in compagnia di una serie di personaggi a cui diventa difficile non affezionarsi, non sentirli vicini.
Non c’è una trama vera e propria ma una serie di avvenimenti in cui si alternano momenti di vita prosaica e banale ad altri in cui la leggenda penetra nella scorza del reale per mezzo di creature mitiche e spaventose o più semplicemente attraverso antiche superstizioni (un po’ alla Dino Buzzati o alla Montague Rhodes James). Non mancano inoltre i riferimenti anche alla nostra storia, in particolare al periodo del fascismo.

L’anno delle volpi è una lettura piacevole anche grazie allo stile particolare di Demicheli che spesso usa anche una terminologia dialettale, non sempre facile da comprendere, conducendoci per mano a visitare la Val Lemuria.

Le mini recensioni di Horror Magazine – Notte di nozze | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la piccola recensione a Notte di nozze, di Marco Spelgatti, edito da Edizioni Hypnos; un estratto:

Si racconta L’Orrore di Dunwich di H.P. Lovecraft dal punto di vista del personaggio Lavinia Whateley. Spelgatti non vuole certo imitare o fare il verso al buon HPL, anzi se ne allontana e scava nei sentimenti, rimesta nella rabbia e nella tristezza e nelle speranze tirando fuori tutto quanto di non detto c’è in Lovecraft. Perché sono le cose taciute che creano aspettativa e sciupano il presente. E così Lavinia ci racconta com’è essere diversi e soli, cosa vuol dire non essere abbastanza per gli altri, quello che si prova a non avere posto in nessun luogo e in nessun tempo. Ma allo stesso tempo racconta che è possibile bastare a se stessi e che la vita risiede anche nel compromesso. Con Notte di nozze, Marco Spelgatti ci racconta una storia che da conosciuta si fa inedita con uno linguaggio che è carezza e furia. 

Edizioni Hypnos presenta “Un buio diverso. Voci dai Necromilieus” | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di Un buio diverso, antologia di Luigi Musolino edita da Hypnos, imperdibile:

Esistono geografie del macabro, luoghi in cui il Male ristagna e prolifera, varchi sull’inconcepibile. Necromilieus. Nelle cantine dei palazzi di periferia, nelle campagne infestate di cascinali, negli uffici, nelle scuole, nelle fabbriche, negli appartamenti dove consumiamo i riti quotidiani, gli araldi dell’ignoto premono sul reale e i loro volti hanno i lineamenti delle nostre paure, delle nostre mancanze e delle nostre nevrosi.

Hypnos Day: pronti per un sabato weird? | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione dell’HypnosDay, che si terrà domani 11 giugno a Milano, alla UESM Casa dei Giochi, in via Sant’Uguzzone 8. Un estratto:

Si potrà trascorrere un intero pomeriggio all’insegna del weird. Il fulcro nonché l’atto finale della manifestazione sarà rappresentato dalla proclamazione dei vincitori della IX edizione del Premio Hypnos, indetto annualmente dalla CE milanese; prima del piatto forte della giornata però si potrà assistere a una serie di “aperitivi” davvero stuzzicanti e non meno attraenti.

Come al solito l’evento sarà suddiviso in più fasi e comprenderà anche le presentazioni delle ultime opere pubblicate da Edizioni Hypnos, vale a dirsi L’anno delle volpi di Cristiano Demicheli e Un buio diverso di Luigi Musolino, non a caso due autori che in passato sono risultati entrambi trionfatori del Premio Hypnos; vi saranno anche importanti annunci quali il programma delle uscite previste per l’autunno/inverno e la possibilità di acquistare l’antologia “Strane Visioni Digital 3”, già uscita in formato digitale nei mesi scorsi nell’ambito della collana Strane Visioni Digital. Da notare che per chi ha effettuato l’abbonamento alla collana in questione in e-book la propria copia cartacea sarà in omaggio.
Dulcis in fundo, il curatore Andrea Gibertoni annuncerà quali saranno gli altri 6 racconti che andranno a unirsi agli 8 già selezionati (i finalisti del Premio vengono inclusi automaticamente) per comporre la griglia della seconda stagione di Strane Visioni Digital.

Una conclusione: la quattordicesima uscita Strane Visioni Digital | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione dell’uscita, per Edizioni Hypnos, di Una conclusione di Giulia Massini, nella collana Strane Visioni Digital a cura di Andrea Gibertoni. Ecco la sinossi:

Al risveglio da un pauroso incidente, per Silvia si aprono nuove strade, nuove porte. Una nuova vita. Ma sottili inquietudini si insinuano nella mente della protagonista, frammenti di un’esistenza che si credeva dimenticata per sempre ritornano per esigere quanto gli spetta, fino a giungere, inevitabilmente, a una conclusione.
Una conclusione, ultima uscita della prima serie di Strane Visioni Digital, offre l’ennesima testimonianza del talento di Giulia Massini, autrice già vincitrice del premio Hypnos.

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