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Archivio per Hypnos

Per una lettura antropologica del “Viaggio nella Matamonia di Esagro Noroi”, di Lucio Besana


Su AxisMundi una recensione o lettura antropologica degli scritti di Luciano Besana, uno degli autori italiani del nuovo weird più in vista del momento. Vi lascio a un breve estratto della trattazione:

Credo, a rischio di equivoci, sia possibile attribuire al nome Esagro Noroi una precisa volontà autoriale sottesa a evidenziare la natura di questo particolare personaggio. È bene quindi scomporre il nome in due parti, Es + Agro, ed analizzarli entrambi. L’Es nella psicologia freudiana rappresenta la voce della natura dell’uomo, l’istinto primordiale non assimilabile dalle leggi della società. Rappresenta il nucleo primitivo, che nel caso del Reggente è sinonimo della suo essere quasi divino, capace di rappresentare una furia primordiale in contrasto con la razionalità, rappresentata dall’avanzata tecnologia, della vecchia Matamonia: «Terrorizzati all’idea di perdere il privilegio e la vita, i reggenti di allora avevano inviato le loro macchine da guerra nel vano tentativo di impedire la sua avanzata».

Il contrasto natura/progresso è sintetizzato anche nel secondo composto, Agro, derivato dal latino, e di cui ci possono essere numerose traduzioni: campo, terreno, podere, terra, territorio. Il cognome Noroi, toponomastico preso dal villaggio di nascita, ad una ricerca in rete, corrisponde all’equivalente di fango in lingua rumena, materiale d’eccellenza per la costruzioni dei villaggi primitivi. E in effetti è quello che è il Reggente, un costruttore di senso. Infine, la connotazione naturale è insita nello stesso nome della Matamonia che rimanda, per un gioco di allitterazioni, alla nostra reale Patagonia, instillando fin da subito nel lettore l’aspettativa di un viaggio esotico, magari utilizzando cronotopi narrativi simili a quelli de Le Montagne della Follia di H.P. Lovecraft, per innestare un cornice horror/weird. Invece fin dall’arrivo, essa si presenta come una città di grattacieli uniformi e spettrali, dove l’unica impronta della natura, lasciata dallo stesso reggente, è il Sentiero dei Fiori Rossi.

Strane Visioni Digital presenta “Visioni simultanee di un ispettore e di un assassino” | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di Visioni simultanee di un ispettore e di un assassino, racconto di Lucio Besana in uscita per la nuova collana Strane Visioni di Hypnos, diretta da Andrea Gibertoni. La quarta:

Un giovane studente straniero viene ritrovato cadavere nel proprio appartamento, dopo esser stato brutalmente torturato. Il caso viene affidato all’Ispettore, e l’indagine lo conduce nei meandri più nascosti della città, con il compito di scovare l’Assassino. Deve assolutamente arrestarlo, a qualsiasi costo, ne va del suo prestigio, della sua carriera, e qualcuno lo esige.

Il solito thriller… Ne siete proprio sicuri?

Nasce Strane Visioni Digital, la collana digitale dedicata ai racconti del premio Hypnos | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di una nuova collana per Hypnos: Strane Visioni Digital, curata da Andrea Gibertoni, sarà interamente dedicata ai racconti del premio Hypnos. Quattordici uscite annuali, quattordici autori con il meglio del Premio Hypnos, un’occasione unica per poter esplorare i meandri tentacolari del weird italiano.

Ci sono nomi prestigiosi del weird italiano sono coinvolti; scrivendo a caso, nomino Francesco Corigliano, Valeria Barbera, Lucio Besana e altri ancora. Un’occasione succulenta e weird.

Il segreto del ventriloquio | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la recensione di Cesare Buttaboni a Il segreto del ventriloquio, raccolta di racconti weird di Jon Padgett edita dalla sempre attenta Edizioni Hypnos. Un estratto:

Jon Padgett probabilmente non è ancora molto conosciuto in Italia dagli appassionati di letteratura weird.
Ha esordito nel 2016 con l’antologia Il segreto del ventriloquo, considerata dalla rivista Rue Morgue Magazine “Best Fiction Book Of The Year”. Ora le Edizioni Hypnos la rendono disponibile con 2 racconti in più.

Padgett negli ultimi anni ha in realtà avuto un ruolo sotterraneo ma, allo stesso tempo, molto importante nella diffusione del weird. È stato fra i fondatori del leggendario sito web di Thomas Ligotti oltre a essere redattore capo della Grimscribe Press. Inoltre cura anche la rivista di critica letteraria Vastarien: A Literary Journal in cui tratta di scrittori non necessariamente afferenti all’horror ma che hanno in ogni caso influenzato l’immaginario “ligottiano”.
Padgett ha raccontato come proprio I canti di un sognatore morto di Ligotti sia stato il libro che lo ha spinto a scrivere letteratura weird. Non a caso Il segreto del ventriloquo è introdotto proprio da Ligotti.

Interessanti le sue riflessioni sugli aspetti della qualità e della quantità all’interno della produzione horror. Ligotti cita T.E.D. Klein, secondo cui basterebbe un solo racconto per garantire a un autore l’immortalità, e anche Borges che sosteneva che il meglio di un autore lo si ritroverebbe in una mezza dozzina di racconti circa. Forse sono esagerazioni ma è indubbio che, delle volte, la moneta buona scaccia quella cattiva.

A questo punto qualcuno potrebbe anche pensare, visto i numerosi riferimenti, di trovarsi di fronte a una copia, magari sterile e poco ispirata, dello stesso Ligotti invece Padgett ha una sua voce originale. Imitare la scrittura “ligottiana” è un rischio, in quanto riprodurne lo stile barocco non è facile se non si ha il suo talento, ma Padgett dimostra di avere un suo linguaggio personale piazzando almeno un paio di racconti (confermando quanto si diceva nell’introduzione) che possono essere considerati da subito come dei classici dell’horror contemporaneo. La sua è una scrittura melmosa e sporca che ci porta in una zona nebbiosa. Si avverte come un’atmosfera di lenta decomposizione nei suoi scritti. Una delle caratteristiche di questa raccolta è quella di essere una sorta di concept: tutti i racconti sono infatti collegati in qualche modo fra di loro tramite riferimenti più o meno oscuri.

Lucio Besana: Storie della serie Cremisi – Ver Sacrum


Su VerSacrum la recensione di Cesare Buttaboni a Storie della serie Cremisi, raccolta weird di Lucio Besana uscita per Edizioni Hypnos. Un estratto (mirabile, come l’opera):

Non si tratta di storie di presa immediata tuttavia, una volta entrati nell’universo “besaniano”, le soddisfazioni sono assicurate. Besana scrive molto bene: il suo stile onirico e ipnotico deve sicuramente qualcosa a Thomas Ligotti. Lo stesso autore ha dichiarato di recente come proprio Teatro Grottesco di Ligotti gli abbia aperto molte porte. Questo non significa in ogni caso che ci troviamo di fronte ad una copia sterile o di maniera dello scrittore di Detroit. Per la verità l’influenza “ligottiana” l’ho notata in particolare nella prima parte dei racconti della serie Cremisi. In Un viaggio nella Matamonia di Esagro Noroi e nel successivo Subotica (che i più attenti già conoscono per averlo letto sulla rivista Hypnos) siamo dalle parti, a mio avviso, di una fantascienza distopica che deve qualcosa a un film come Stalker. Ci ritrovo infatti l’ossessione per la presenza di uno “spazio” irreale (come “la zona” nel citato Stalker) ma che, nello stesso tempo, è reale e connesso alla realtà circostante. Una stagione al Teatro della Scena Rossa è forse il capolavoro di questa raccolta. Non mancano i riferimenti al Ligotti più evanescente con la sua ossessione per i manichini e per le maschere. Ma rimane una storia che si regge in piedi da sola al di là dei possibili paragoni con Teatro Grottesco. La vicenda narra la storia di un uomo che viene assunto al Teatro della Scena Rossa, un luogo non-luogo che forse esiste solo nella sua testa ma che potrebbe fa parte di un universo parallelo. Non è dato sapere quale sia la verità ma il brivido metafisico che rimane nel lettore alla fine non lascia indifferenti. La primavera della Città itinerante è molto onirico e pazzesco nel suo svolgimento: la comparsa di una città mobile che invade lo spazio circostante è qualcosa di realmente perturbante così come non si possono dimenticare i becchini, strani figuri che bussano alle porte delle abitazioni reclamando sempre qualcosa e portando sconforto e disperazione negli abitanti. Ronda è invece un racconto più classicamente horror (ma sempre un horror “sui generis”): la protagonista è una bambina che si troverà a mettere in discussione i confini della sua quotidianità: la casa in cui abita diventa una sorta di labirinto “borgesiano” in cui entrare in un’altra dimensione. L’autore ci mette in guardia di come la realtà prosaica che viviamo tutti i giorni nasconda delle crepe e delle fessure in cui è possibile guardare in faccia l’Abisso. Veglia ha un’atmosfera apocalittica da fine del mondo: un padre scava ossessivamente una fossa dopo la morte della figlia mentre all’esterno il mondo circostante muta in maniera inquietante. Il conclusivo Zucchero (ispirato ai fatti accaduti nella cittadina di Dryden in America) è un altro piccolo gioiello horror: la vicenda descrive una donna che, giunta in una cittadina dove tutto sembra tranquillo e quasi irreale, finisce per stabilirvisi dimenticandosi della sua esistenza precedente. Ma le apparenze sono in realtà ingannevoli: un sogno ossessivo ed inquietante costituisce la chiave per farle capire la vera natura di quel posto inesplicabile che nasconde una serie di orribili segreti in apparenza dimenticati. Un racconto da cui si potrebbe trarre un film horror notevole.

Edizioni Hypnos presenta “Storie della Serie Cremisi” | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di Storie della Serie Cremisi, racconti di Lucio Besana editi da EdizioniHypnos. Interessante la descrizione che se ne fa nell’articolo:

Siete pronti ad assistere allo spettacolo che vi attende nel Teatro della Scena Rossa? Riuscirete a ritrovare l’imprevedibile Città Itinerante, la città che compare e scompare all’improvviso? Vi siete procurati un biglietto valido per l’ingresso al Museo dei Neri Crateri di Subotica? Quali disturbanti scenari ci aspettano nel viaggio nell’arida Matamonia di Esagro Noroi? Chi sono i misteriosi Becchini?
Dall’autore dei film The Nest e A Classic Horror Story, ecco Storie della Serie Cremisi, una raccolta di racconti interconnessi, storie dal carattere weird in una cornice distopica, tappe di un percorso unitario in cui si incontrano orrore, stupore e malinconia, in un mondo dove la realtà e l’identità sono fragili e aleatorie, dove la deformità è normale e la normalità deforme, ai confini dell’apocalisse.

 

Edizioni Hypnos presenta “Il segreto del ventriloquio” | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di Il segreto del ventriloquio, racconti di Jon Padgett in uscita per Edizioni Hypnos, instancabile e sempre molto attiva sul territorio weird. La quarta che descrive bene le emozioni di questo autore che, sincero, non conoscevo.

Il segreto del ventriloquio esplora i misteri della sofferenza e dell’angoscia umana, un lungo percorso, che parte dalla meditazione dell’Orrore, attraverso 20 semplici lezioni sull’arte del ventriloquio, sino ad arrivare ai sogni di Origami e agli indicibili segreti dei giorni della cartiera. E quella voce inquietante che parla attraverso tutti quanti.

Rispetto all’edizione originale, il presente volume contiene una prefazione di Thomas Ligotti e due nuovi racconti.

Il segreto del ventriloquio di Jon Padgett è una rivelazione nel campo dell’horror. Le storie, interconnesse tra loro, sono spaventose, ingegnose, ironicamente acute ma anche intensamente e profondamente paurose e inquietanti. Di sicuro, prima di leggerle, ero già impaurito dai burattini dei ventriloqui, ora sono spaventato a morte da Jon Padgett.

Tom Reamy: una carriera troppo breve. – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine una breve nota critica di Walter Catalano sulla pubblicazione di Edizioni Hypnos dedicata all’opera di Tom Reamy: San Diego Lightfoot Sue. Un estratto:

I dieci racconti inclusi, più un progetto di romanzo incompiuto, pur non tutti dello stesso livello qualitativo, mostrano una coerenza tematica, immaginativa e stilistica davvero straordinaria e fanno rimpiangere che Lachesi non abbia concesso a questo sfortunato autore tempo sufficiente per confermare e sviluppare ulteriormente le sue esuberanti attitudini visionarie.

Come rileva giustamente Vaccaro nella ben calibrata postfazione al volume, dai testi di Reamy sprigiona soprattutto un sense of Weird, più che un sense of Wonder, che rendono lo scrittore sostanzialmente estraneo alla fantascienza anche quando – come in almeno due dei racconti presenti, Dinosauri e 2076: Blue Eyes – apparentemente ne condivide le forme. Di questi aspetti caratteristici della peculiare declinazione del fantastico praticata da Reamy era perfettamente consapevole anche il suo principale estimatore e mentore, Harlan Ellison, che già li metteva in risalto nella sua accorata prefazione all’edizione originale della raccolta.
Per tematiche, situazioni e ambienti – e questo vale non soltanto per lo scenario circense del suo romanzo Voci cieche, ma soprattutto per la ricorrente, quasi ossessiva, attenzione per il rito di passaggio tra l’infanzia e l’adolescenza, per il bildungsroman in chiave fantastico-allucinatoria – l’opera di Reamy è stata accostata a testi come Il circo del Dr. Lao di Charles Finney, Cristalli sognanti di Theodore Sturgeon o Il popolo dell’autunno di Ray Bradbury. In realtà Reamy è segnatamente una sorta di anti Bradbury perché la perdita dell’innocenza viene vissuta dai suoi personaggi più che altro come una liberazione e un riscatto in cui la brama e la curiosità prevalgono senza dubbi sulla nostalgia. Il malinconico sense of loss bradburiano si trasforma in un molto più vitalistico sguardo su nuovi orizzonti: è comprensibile come Ellison meglio di altri abbia pienamente colto e apprezzato questa prospettiva. Ovviamente è il sesso la soglia principale da attraversare per compiere il transito.
Smaniose di farlo e facendolo nei modi e con i partner meno convenzionali possibili – come angeli e mostri – le fanciulle adolescenti di Voci cieche antepongono la sperimentazione alla precauzione; così i giovani maschi di San Diego Lightfoot Sue e di Insetti nell’ambra cercano e trovano fuori dal nido familiare l’auspicata iniziazione da parte di accoglienti e più mature compagne.

Sesso e violenza, così come la descrizione della mostruosità, sono rappresentati sempre in termini piuttosto espliciti, almeno per l’epoca, senza reticenze, anche nel caso dell’omosessualità, affrontata apertamente in Sotto la scritta di Hollywood e San Diego Lightfoot Sue. Non è un caso che l’esordio di Reamy come sceneggiatore cinematografico – sua seconda occupazione oltre alla letteratura – sia stata la partecipazione alla sceneggiatura (attribuita a Michael Benveniste) del film del 1974 Flesh Gordon, gradevole parodia erotica del classico del fumetto fantascientifico Flash Gordon, circolato in Italia come Andata e ritorno dal pianeta Porno (adattamento italiano in cui si perdevano, oltre alle scene più hard, le caricaturali deformazioni dei nomi dei protagonisti: Flesh – carne – invece di Flash Gordon, Dale Ardor per Dale Arden, il Dott. Jerkoff – to jerk off corrisponde al nostro “farsi le seghe” – per il Dott. Zarkoff, reso goffamente come Dott. Vaffa, ecc.…).

Un altro aspetto rilevante, che Vaccaro ben evidenzia in chiusura al suo pezzo, è la quasi totale assenza del male nell’immaginario di Reamy. Il mostro, per quanto orribile e letale, non è mai completamente cattivo: spesso schiavo delle circostanze, a sua volta atterrito, vittima di un fraintendimento o di un eccesso, prigioniero di un ingranaggio di cui non ha colpa, troverà talvolta, se non l’indulgenza e il perdono, almeno la comprensione, forse, anche da parte delle sue vittime. Così perfino la micidiale Twilla, apparente adolescente perfetta; così i bambini assassini di Oltre la gola; così gli incomprensibili “bluebaby” alieni di Dinosauri; così il “vampiro” body horror di Il giovane Detweiler; così l’entità che infesta la classica casa maledetta di Insetti nell’ambra. Anche questo così particolare approccio al negativo contribuisce a delineare una vivida costruzione psicologica e caratteriale dei personaggi che rende originali e attendibili anche le trame più trite e improbabili confermando la piena attualità di un autore molto in anticipo sui tempi, tendenzialmente manichei, in cui e di cui ha scritto.

Premio Hypnos 2021: “Chiaro di Luna” è il racconto vincitore | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione del vincitore del Premio Hypnos. Vi lascio al testo del post – complimenti ai vincitori e alla casa editrice:

È stato assegnato sabato, 26 giugno, il Premio Hypnos 2021 dedicato ai racconti di genere weird e fantastico. Vincitrice di questa VIII edizione è Valentina Ramacciotti con il racconto Chiaro di Luna.
Sul podio, al secondo posto Lucio Besana con Visioni simultanee di un ispettore e di un assassino. Chiude al terzo posto Mario Boffo con il racconto Ludmilla.

Quest’anno la giuria è stata composta da Andrea Gibertoni, Francesco Lato, Laura Sestri e Andrea Vaccaro.

Edizioni Hypnos presenta la sua estate weird con Lucio Besana e Jon Padgett | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione dell’Hypnos Day, sabato 26 giugno dalle 16 in poi presso la Casa dei Giochi, in via Sant’Uguzzone 8 a Milano, in cui verrà reso noto il vincitore del Premio Hypnos e presentati due volumi della collana “Modern Weird”, Storie della Serie Cremisi di Lucio Besana, e Il segreto del ventriloquio di Jon Padgett. Ecco le sinossi del libro di Besana e di Padgett:

Siete pronti ad assistere allo spettacolo che vi attende nel Teatro della Scena Rossa? Riuscirete a ritrovare l’imprevedibile Città Itinerante, la città che compare e scompare all’improvviso? Vi siete procurati un biglietto valido per l’ingresso al Museo dei Neri Crateri di Subotica? Quali disturbanti scenari ci aspettano nel viaggio nell’arida Matamonia di Esagro Noroi? Chi sono i misteriosi Becchini?
Dall’autore dei film The Nest e A Classic Horror Story, ecco Storie della Serie Cremisi, una raccolta di racconti interconnessi, storie dal carattere weird in una cornice distopica, tappe di un percorso unitario in cui si incontrano orrore, stupore e malinconia, in un mondo dove la realtà e l’identità sono fragili e aleatorie, dove la deformità è normale e la normalità deforme, ai confini dell’apocalisse.

l segreto del ventriloquio esplora i misteri della sofferenza e dell’angoscia umana, un lungo percorso, che parte dalla meditazione dell’Orrore, attraverso 20 semplici lezioni sull’arte del ventriloquio, sino ad arrivare ai sogni di Origami e agli indicibili segreti dei giorni della cartiera. E quella voce inquietante che parla attraverso tutti quanti.
Sulla scia di autori come Shirley Jackson, Bruno Schulz e Thomas Ligotti, Jon Padgett si è rivelato come una delle più forti e originali voci del panorama horror contemporaneo e Il segreto del ventriloquio è stato salutato sin dal suo apparire come un classico del genere.
Rispetto all’edizione originale, il presente volume contiene una prefazione di Thomas Ligotti e due nuovi racconti.

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"L'unico uccello che osa beccare un'aquila è il corvo. Si siede sulla schiena e ne morde il collo. Tuttavia l'aquila non risponde, nè lotta con il corvo, non spreca tempo nè energia. Semplicemente apre le sue ali e inizia ad alzarsi piu'in alto nei cieli. Piu' alto è il volo, piu' è difficile respirare per il corvo che cade per mancanza di ossigeno".

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