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Intervista ad Alessandro Fambrini | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine c’è una bella intervista ad Alessandro Fambrini, traduttore e curatore dei testi usciti per Hypnos di autori weird tedeschi di circa un secolo fa. Uno stralcio della chiacchierata:

Ciao Alessandro, prima di tutto grazie mille per la tua disponibilità.
Partiamo innanzitutto ricordando che Lemuria è la terza opera che appartiene a un trittico che le Edizioni Hypnos hanno deciso di dedicare al fantastico tedesco; trittico che comprende anche l’antologia collettiva Der Orchideengarten e il romanzo Alraune di H.H. Ewers, tutti tradotti e curati da te, con la collaborazione di Walter Catalano che ha scritto per ciascun volume degli interessantissimi saggi.
Premesso che molti di questi autori non godono – e non godettero – della popolarità dei loro colleghi anglosassoni, trovo però che il loro approccio al fantastico sia piacevolmente atipico e, per certi versi, anche più audace.
Cosa ne pensi a riguardo?

AF: Diciamo subito, intanto, che il “trittico” di cui parli si inserisce in un progetto di più vasta portata, teso a una riscoperta del fantastico di lingua tedesca di inizio Novecento. Speriamo di avere le forze e l’opportunità di continuarlo e di allargare il panorama fino a comprendere altri autori e altre opere che sono lì, in attesa di essere riportate alla luce. E in effetti, per venire alla tua domanda: sì, il fantastico tedesco di quegli anni non è “popolare” nel senso in cui lo furono gli autori angloamericani e le riviste che li ospitavano. È, piuttosto, ambizioso, raffinato, sperimenta con la scrittura (gli anni Dieci del Novecento sono gli anni dell’Espressionismo, un movimento di avanguardia e di grande rivoluzione formale) oppure, al contrario, prende a modello i classici ottocenteschi o le ricercatezze del decadentismo. È questo il caso di Strobl, un autore che, nel suo periodo di maggiore vivacità creativa, più o meno fino al 1920, costruisce le sue opere su una nota di sensibilità estenuata, di maniacalità ossessiva, che funziona – quando funziona – come una musica ipnotica tesa a indurre uno stato stuporoso simile all’effetto dell’oppio. In questi spazi che si aprono al fantastico, in effetti, non ci sono confini: perciò l’impressione di audacia, che tu hai colto benissimo.
Le visioni di Strobl sono vertiginose, sfrenate, e non soggette a censura, piene di un erotismo traboccante: si pensi a un racconto giustamente famoso come ‘La testa’, in cui i cadaveri di un uomo e di una donna si fondono, e la coscienza maschile rivive con voluttà le esperienze amorose della sua partner. Ma non solo Strobl: la rivista ‘Der Orchideengarten’ (che peraltro vedeva proprio Strobl come direttore responsabile, benché il suo fosse un ruolo quasi puramente formale) presenta numerosi racconti sperimentali, molti dei quali estremamente trasgressivi, e ‘Alraune’ di Ewers scandalizzò il pubblico dell’epoca (e forse lo scandalizza ancora) per la sua sensualità esplicita al limite della pornografia, le scene di stupro, il sadismo, la pedofilia.
Comunque, a correggere parzialmente la tua affermazione, vi è da dire che alcuni autori tedeschi specializzati nel fantastico – tre in particolare: i già rammentati Ewers e Strobl, e Gustav Meyrink – godettero all’epoca di una notevole popolarità, anche al di fuori della Germania, e sono rimasti ancora oggi nel canone. Nel canone del fantastico, almeno.

Karl Hans Strobl: Il nazista della letteratura del terrore: Lemuria – Ver Sacrum


Su VerSacrum è uscita una recensione di Cesare Buttaboni a Lemuria, di Karl Hans Strobl ed edito da Hynos. Un estratto:

Karl Hans Strobl (1877-1946) è uno dei grandi autori del fantastico europeo del secolo scorso: lo scrittore austriaco si inserisce nel fermento letterario che ebbe luogo in Austria e in Germania fra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900. La sua figura si pone al fianco di quelle di Gustav Meyrink ed Hanns Heinz Ewers. In particolare le affinità maggiori sono con Ewers soprattutto per quanto concerne un certo gusto per la perversione e per tematiche decadenti. Manca in effetti in Strobl la visione “esoterica” che aveva Meyrink ma questo non è necessariamente un difetto in quanto non sempre è facile maneggiare con risultati apprezzabili tematiche occulte come si nota in alcune tarde opere “meyrinkiane”. Pende poi su Strobl la “damnatio memoriae” causata dalla sua adesione al nazismo (in questo si trova in compagnia del citato Ewers ma, rispetto a quest’ultimo, la sua adesione risulta essere in ultima analisi molto più convinta ed entusiasta). Si trova in questo modo in buona compagnia con Ewers a essere definito come scrittore nazista dell’orrore. Non si dovrebbe mai giudicare un letterato o un artista per le sue idee per quanto sgradevoli esse siano (pensiamo a Céline o a Sironi).

Il citato Lemuria è forse la sua raccolta più riuscita e viene finalmente reso ora disponibile al lettore italiano dalle Edizioni Hypnos. Quel che emerge leggendo questi racconti è la varietà di temi e l’eclettismo di uno scrittore che sapeva giocare con diversi registri stilistici. A mio avviso le storie migliori sono quelle in cui emerge la sua vena perversa e “sadiana” che spesso porta a risultati visionari in cui la realtà sfuma nel delirio. In questo senso il primo racconto qui presente, il famoso La testa, è esemplificativo. La vicenda narra dell’esecuzione di un condannato a morte con la ghigliottina durante la Rivoluzione francese. Dopo il suo decesso diventiamo partecipi del punto di vista distorto della testa recisa e della sua volontà di fondersi con il corpo di una donna anch’essa ghigliottinata. Raramente mi è capitato di leggere una vicenda così estrema nella sua perversione. La suora cattiva è invece un capolavoro fin dal titolo: siamo di fronte ad un vero classico della letteratura del terrore ed è un vero peccato che la fama di Strobl sia rimasta così circoscritta. Possiamo assistere come, nelle rovine di un vecchio edificio dei gesuiti, sia sopravvissuto il corpo di una suora (raffigurata anche in un inquietante ritratto) che si era resa protagonista di un’esistenza dissoluta scandalizzando i benpensanti con vere e proprie orge avvenute all’interno del convento. Il protagonista assiste ogni notte a uno strano cerimoniale in cui la suora viene seguita da un corteo e finirà, dopo le sue insistite ricerche, per perdere la ragione. La tomba di Père Lachaise è un altro dei picchi espressivi di Lemuria: qui il personaggio principale, per ottenere un lascito di 200000 franchi promessogli dalla defunta madame Wassilska, si reclude per 1 anno intero nella tomba del celebre cimitero parigino. È una storia di vampirismo in cui ritorna ancora la tematica della “femme fatale”, una delle ossessioni di Strobl. Altro racconto delirante è L’omino dei salassi in cui un redivivo Saint-Simon nelle vesti di un vampiro crea scompiglio all’interno di un convento di suore: non si può certo negare la mancanza di fantasia a Strobl! Indubbiamente emerge qui la sua critica contro il pensiero moderno e la sua “visione” conservatrice. Qui però i risultati sono notevoli a differenza di storie come Take Marinescu e soprattutto Busi-Busi dove traspare un razzismo neanche troppo velato nei confronti della “minaccia dell’amorfo” rappresentata dalle popolazioni degli zingari dell’Europa dell’est e dei negri dell’Africa profonda. Ma uno scrittore lo si giudica per il suo meglio e non per il suo peggio e allora gustatevi lo stile e le pulsioni decadenti di Strobl in La mia avventura con Jonas Barg in cui riecheggia un capolavoro come La maschera della morte rossa di Poe e godetevi una storia pervasa da un’atmosfera onirica come Ombre cinesi.

Roger Zelazny: Notte d’ottobre – Ver Sacrum


Sulle pagine di VerSacrum Cesare Buttaboni fa una bella recensione a Notte d’ottobre, romanzo di Roger Zelazny edito dalla sempre attenta Edizioni Hypnos. Un estratto della valutazione:

Le Edizioni Hypnos inaugurano la nuova collana “Novecento fantastico” con un volume (inedito in Italia) di Roger Zelazny ovvero Notte d’ottobre (in originale A Night In The Loneseme October, titolo che omaggia la poesia Ulalume di Edgar Allan Poe). Si tratta del suo maggior contributo alla narrativa “weird” e, secondo il parere dello stesso Zelazny, una delle sue 5 opere più riuscite. Zelazny è considerato uno degli scrittori più importanti nel panorama letterario della fantascienza e del fantasy, generi che ha saputo miscelare con grande maestria. Ha vinto 6 premi Hugo e 3 Nebula e anche questo Notte d’ottobre è stato candidato al Nebula. Personalmente ricordo, in particolare, il suo Il signore della luce dedicato alle divinità del pantheon indù. Zelazny con Notte d’ottobre ha omaggiato molti suoi amori letterati e cinematografici (alcuni dei quali citati nella dedica iniziale) e ha creato un romanzo ad incastro composto da diverse tessere. Uno dei piaceri del lettore sarà proprio quello di ricomporre il “puzzle” che l’autore mette in scena. Gli amanti del romanzo gotico e delle atmosfere vittoriane (la vicenda è ambientata in un villaggio nei pressi di Londra a fine ‘800) troveranno di che sbizzarrirsi nel riconoscere il Conte Dracula, Jack lo Squartatore, il barone Victor Von Frankenstein, l’uomo lupo Larry Talbot impersonato da Lon Chaney Jr. nei celebri film della Universal e il Grande Detective Sherlock Holmes creato dalla penna di Sir Arthur Conan Doyle. Ma anche i seguaci di H.P. Lovecraft troveranno pane per i loro denti con l’evocazione del suo Ciclo Onirico (le “Dreamlands”) in cui ancora forte era l’influenza di Lord Dunsany.

I Figli di Hypnos. Intervista ad Andrea Vaccaro – Pulp libri


Bella intervista ad Andrea Vaccaro di Hypnos su PulpLibri. Un estratto, che è poi l’incipit, perché Andrea di cose ne dice tante, molto belle, davvero interessanti:

Hypnos ormai rappresenta una realtà piccola ma ben consolidata nel panorama dell’editoria specializzata. Come è nata la casa editrice, come hai mosso i primi passi? È stato difficile farsi strada e quanto è cambiata la situazione nel corso degli anni?

L’idea della casa editrice nasce in seguito all’esperienza della fanzine Hypnos, in cui avevo convogliato la mia passione per il fantastico e la consapevolezza della pletora di opere e autori ancora in attesa di pubblicazione in questo campo. L’esigenza era di andare “al di là di Lovecraft”, non perché non amassi questo autore, tutt’altro, ma perché mi rendevo conto di tutto il materiale ancora in attesa di pubblicazione in Italia. La vera scintilla scoppiò quando lessi su una vecchia rivista Psyco il racconto “I ciceroni” di Robert Aickman (recentemente ristampato in Sub Rosa, 2018). Com’era possibile che un autore come Aickman fosse ancora quasi del tutto inedito in Italia? Io pubblicherò Aickman! E così è nata l’idea del progetto, che poi pian piano si è concretizzato nei primi due volumi della collana Biblioteca dell’Immaginario, Il Re in Giallo di , e Il Gran Notturno di Jean Ray. L’idea era di puntare immediatamente a colmare le più importanti lacune del panorama editoriale italiano, e così ai primi due sono seguiti nella stessa collana i volumi dedicati a Fitz-James O’Brien, Stefan Grabiński e Aickman. Grazie al progressivo affermarsi dei social network e anche al pur ristretto pubblico conquistato negli anni precedenti con la fanzine, siamo andati avanti, prima inserendoci nel circuito delle fiere, poi nella vendita on line, prima con IBS e poi Amazon, sino a ottenere, dopo qualche anno, una distribuzione anche nelle librerie, non solo specializzate. L’altro grande passo è stata la collana Modern Weird, che per noi ma soprattutto per il nostro pubblico ha rappresentato una vera e propria sfida e novità. Il notevole abbassamento dei costi della stampa digitale (le prime stampe dei due volumi di esordio erano di tipografia, ma il passo alla stampa digitale è stato quasi immediato, vista anche la qualità di resa) e l’esplosione dei social network hanno portato negli ultimi anni a dare la possibilità a nuove realtà di affermarsi, creando così una cerchia di appassionati sempre più ampia, fattore di cui tutti attualmente beneficiamo. A ottobre festeggeremo il decennale della casa editrice, un traguardo comunque importante vista l’aleatorietà di molti progetti che nel tempo sono nati e morti nel giro di pochi anni. Si parla molto di professionalità o meno all’interno dell’ambiente della micro e piccola editoria, ed è in effetti un discorso importante, in quanto purtroppo spesso è proprio questa a mancare, nell’aspetto puramente letterario e artistico, o in quello più prettamente di gestione, nel marketing, e via dicendo. È difficile trovare nella microeditoria una vera professionalità in tutti questi aspetti insieme. Credo che oggi, ancor più di prima, due fattori siano fondamentali: il senso critico e il gusto. Nella pletora di pubblicazioni che oggi affollano il mercato, è importante impiegare il più possibile il proprio senso critico e fornire un prodotto che sia figlio di scelte ben precise e non un caotico assemblaggio di titoli. Al mese di giugno arriveremo al sessantesimo titolo cartaceo pubblicato, direi un bel traguardo, soprattutto per una casa editrice così specializzata come la nostra.

Edizioni Hypnos presenta “Lemuria” di Karl Hans Strobl | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di una nuova per Edizioni Hypnos: Lemuria, antologia di racconti di Karl Hans Strobl.

Come afferma nella sua introduzione Alessandro Fambrini, traduttore e curatore del volume, i racconti di Strobl (autore anche di romanzi fantastici) «contribuirono a porre l’autore in un trio ideale di “maestri” insieme a Hanns Heinz Ewers e Gustav Meyrink in quella che Marco Frenschkowski definisce “la seconda ondata del fantastico tedesco tra il 1890 e il 1930”».

Lemuria raccoglie quattordici storie del tedesco Karl Hans Strobl, originariamente pubblicate tra il 1902 e il 1917, qui presentate per la prima volta in Italia, e considerate tra le massime vette nella produzione fantastico-orrorifica di quegli anni. Tra questi La testa, definito da Mike Mitchell un capolavoro del genere macabro, Laerte, una sorta di sorprendente anticipazione di un capolavoro weird degli anni a venire, Four Ghosts in Hamlet di Fritz Leiber, La mia avventura con Jonas Barg, che con le sue architetture distorte e impazzite precede di una decina di anni le visioni espressioniste del Dottor Caligari, e il claustrofobico tour de force di La tomba di Père Lachaise.

Il volume sarà presentato in anteprima in diretta sulla pagina Facebook di Edizioni Hypnos il 16 maggio alle ore 17:00. Interverranno il curatore e traduttore del volume, Alessandro Fambrini, e Walter Catalano, co-curatore e autore della postfazione.

Filmhorror.com – “Culti Svedesi” di Anders Fager (recensione)!


Su FilmHorror la recensione a Culti Svedesi, raccolta di racconti di Anders Fager uscita per le Edizioni Hypnos. Uno stralcio della critica:

Fager non vuole un lettore passivo. Dobbiamo seguirlo riga dopo riga. Senza perderlo di vista mentre, per mezzo di frasi tozze e squadrate come mattoncini Lego, costruisce con estrema precisione lo scenario su cui si affacceranno gli Antichi. Come in un plastico, un diorama, o un presepe (se preferite) vediamo delle piccole riproduzioni di città svedesi (e non solo). Estremamente realistiche. L’arrivismo. La TV spazzatura. La piccola criminalità. Le droghe. Le comunità di immigrati che vengono messe ai margini. Artisti che guardano più ai follower su Instagram che al significato di quello che realizzano. L’egoismo. La competizione. La solitudine.

Non c’è bisogno di grandi sforzi per riconoscere la sua Svezia come un pezzetto del mondo in cui viviamo. Uno scenario perfetto per l’evocazione di mostri stellari. Che possono impunemente gettare la loro ombra malata sulle pareti dei palazzi, sulle strade, sui boschi e sul mare. Che si fanno sentire in modo sempre più deciso, finché si affacciano, come da dietro le quinte, da dietro l’apparenza “normale” dell’esistere. E incarnano un rimosso oscuro, eterno, che mette a dura prova la fragile ragione degli uomini.

Non amo particolarmente gli scrittori che usano un solo stile: penso che ogni storia dev’essere raccontata col mezzo più preciso e adatto. Fager però non cade nemmeno in questo difetto: ha l’abilità di declinare il suo “motore narrativo” ogni volta in diversi modi e gusti.

Cosa altro dire? Culti Svedesi, coi suoi alti e i suoi bassi, è nel complesso un ottimo libro horror e spero vivamente che l’editore Hypnos voglia tradurre gli altri libri del ciclo.

Hypnos racconta | Weirdiana


La Hypnos cavalca questi tempi virali e lancia la sua campagna “Hypnos racconta”. Ecco i dettagli dal suo blog:

Per tenere compagnia ai propri lettori in questo difficile momento, Edizioni Hypnos lancia l’iniziativa “Hypnos racconta”, mettendo a disposizione gratuitamente sul proprio sito un racconto ogni due giorni, a partire da oggi, tratto dalle sue pubblicazioni.

Il racconto potrà essere acquistato a costo zero attraverso la piattaforma e-commerce del sito della Casa Editrice.

Il primo racconto, disponibile da oggi fino alle 7.59 di domenica 15 marzo, è “L’orrore delle altezze” di Sir Arthur Conan Doyle, tratto dal volume Mostri e altre meraviglie nascoste.

Buona lettura a tutti: in Weird we trust!

Notte d’ottobre di Roger Zelazny | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la notizia dell’uscita un inedito di Roger Zelazny, edito da Hypnos: Notte d’ottobre. Novità fulminante; ecco la descrizione:

Alla fine dell’Ottocento, nel mese di ottobre, in un anno in cui la luna piena cade la notte di Halloween, strane forze si stanno radunando in un piccolo villaggio fuori Londra. Un mal assortito gruppo di iconici personaggi, familiari agli appassionati della letteratura vittoriana e ai classici cinematografici dell’orrore, creano mutevoli alleanze, raccolgono erbe, strumenti di potere, uno strano bulbo oculare e un femore, preparandosi per un evento avvolto dal mistero che si svolgerà proprio la notte di Halloween.

Gli eventi del romanzo, diviso in trentadue capitoli uno per ogni notte del mese più uno introduttivo, sono narrati da Snuff, il cane famiglio di Jack. Non è un semplice animale domestico in quanto aiuta il suo padrone a raccogliere gli ingredienti per il misterioso Gioco che si svolgerà la notte del 31 ottobre, sorveglia le varie cose maledette intrappolate all’interno della casa e traccia linee tra le abitazioni dei diversi giocatori per creare un diagramma che aiuterà Jack nell’attuazione del loro piano per la notte di Halloween. Snuff comunica anche, ma sempre con molta cautela, con gli altri animali famigli del vicinato: Quicklime, il serpente nero di proprietà di un monaco pazzo; Graymalk, la gatta di una perfida strega; Bubo il topo del “buon dottore”; Needle, il pipistrello del conte; e altri ancora. Nel frattempo, un grande detective, che sta conducendo un’indagine molto importante, si nasconde nella zona con il suo compagno, apparendo di tanto in tanto sulla scena camuffato con abili travestimenti, che però non imbrogliano Snuff.

L’identità dei personaggi che si susseguono durante la narrazione di questo insolito diario sarà per alcuni facile ed immediata, ma per altri molto più ardua. I fan statunitensi di A Night in Lonsome October, infatti, hanno dedicato intere pagine web all’analisi dell’identità e dell’ispirazione dei vari personaggi minori. Se l’opera ha notevoli spunti e influenze derivate dallo scrittore di Providence, i debiti di Zelazny sono anche verso innumerevoli altri autori, Mary Shelley, Bram Stoker, Sir Arthur Conan Doyle, Robert Bloch e Albert Payson Terhune, i cui personaggi più famosi compaiono nel libro.

L’evocativa copertina è disegnata da Ivo Torello, scrittore, curatore editoriale, illustratore e art director delle Edizioni Hypnos, con le quali ha pubblicato anche tre romanzi (Predatori dall’abisso, La casa delle conchiglie e La gorgiera della contessa sanguinaria). Nato a Genova, attualmente vive e lavora nella terraferma veneziana.

Il romanzo è l’ultimo scritto da Zelazny e ha un significato assai profondo, visto che tra l’altro era tra i figliocci preferiti dell’autore. Imperdibile!

Gli strani casi di Ulysse Bonamy continuano con L’harem delle vergini dannate | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione del nuovo romanzo di Ivo Torello: L’harem delle vergini dannate, romanzo facente parte del ciclo Gli strani casi di Ulysse Bonamy, pubblicato da Edizioni Hypnos. La quarta, già molto bella:

Quali segreti si nascondono nel collegio femminile Ecole des filles? Chi sono i misteriosi adepti del Tempio di Anin-horsan, tra i cui tesori si cela una preziosa copia dei Cultes innomables di Friedrich Von Juntz? Perché un famoso occultista come Barthel Pirjevic ne è così spaventato? Sarà Ulysse Bonamy a dover venire a capo di una faccenda tanto ingarbugliata, dove ognuno sembra avere una doppia identità, una maschera mostruosa, e su cui aleggia un intenso odore di zolfo. Dopo La gorgiera della contessa sanguinaria torna Ulysse Bonamy, il mascalzone dal cuore d’oro protagonista della nuova rutilante serie di romanzi di Ivo Torello.

Hypnos 10, stranezze francofone | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com l’annuncio di Hypnos 10, la rivista della Edizioni Hypnos dedicata al weird e al fantastico in genere. Ecco cosa c’è dentro – slurp!

Il numero è dedicato al fantastico francofono. Tra i protagonisti il duo Émile Erckmann e Alexandre Chatrian, meglio noti con il nome di Erckmann-Chatrian, con due racconti, La ladra di bambini Lo schizzo misterioso. Altro autore che nell’Ottocento mise il suo marchio anche come autore fantastico fu indiscutibilmente Jean Lorrain, personaggio eccentrico e anticonformista, poeta, giornalista, autore di numerosi romanzi e racconti, che qui ritroviamo con due storie, La principessa sotto vetro La principessa Fior di neve.

A rappresentare il fantastico francofono del Novecento è invece una delle sue voci più autorevoli, Claude Seignolle, con il racconto Il mannaro, un vero gioiello della letteratura sul tema della licantropia. Attraversando l’Oceano approdiamo in Canada, e più precisamente in Quebec, dove ci attende Claude Lalumière, autore del fantastico a tutto tondo, con il racconto L’oggetto di venerazione, profonda riflessione sul concetto di devozione.

Ma l’occhio speciale nei confronti della letteratura francofona non si esaurisce con la narrativa: un ampio excersus su di essa viene fornito da Cesare Buttaboni, che ripercorre le tappe fondamentali della letteratura del terrore in Francia dall’Ottocento sino a oggi, mentre Tarek Bouaziz introduce al mondo di uno degli scrittori più interessanti della letteratura algerina contemporanea, Rachid Boudjedra, la cui opera viene accostata a uno dei più importanti romanzi della letteratura italiana del Novecento, Il deserto dei Tartari, di Dino Buzzati. A chiudere il numero la seconda parte della Strana storia dell’Arte, che ci conduce nelle spire dell’ammaliante Medusa, a cura di Ivo Torello.

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