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Strane Visioni Digital: due racconti di Mario Boffo per la settima uscita | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione, in uscita per la collana “StraneVisioni” di Hypnos, di Ludmilla / Il faro, racconti weird di Mario Boffo. La quarta:

Crimea, 1942. Nell’inferno del secondo conflitto mondiale un soldato tedesco riflette sulle circostanze che lo hanno portato lì e alle conseguenze delle proprie azioni, nel costante terrore che quelli potrebbero essere i suoi ultimi pensieri.

Uno scrittore in cerca di pace arriva su uno sperduto promontorio della Galizia, ospitato in un vecchio faro solitario in compagnia di un anziano pescatore e dei suoi demoni.

Due storie differenti tra loro, ma entrambe affascinanti e coinvolgenti, nate dalla penna di Mario Boffo, terzo classificato all’ottava edizione del Premio Hypnos.

Chiaro di luna: la sesta uscita della collana Strane Visioni Digital | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione della nuova uscita per la collana ebook di Hypnos: Chiaro di luna, di Valentina Ramacciotti, vincitrice del Premio Hypnos e uscita per la collana “Strane Visioni Digital”, a cura di Andrea Gibertoni. La quarta:

Sono notti solitarie e interminabili quelle dell’agente scelto Zolin, quando gli astri deformano uomini e donne in bestiali caricature indemoniate e l’acqua invade le strade, trasformando la città in un’allucinata Venezia futuribile. È una vita fatta di turni massacranti, di dure e pericolose azioni di intervento, di alcol e di farmaci assunti in dosi massicce per reprimere le pulsioni più ancestrali, ma il destino potrebbe avere qualcosa in serbo per lui. Forse proprio stanotte.

“La prima coppia era scesa dal veicolo ancora in movimento per raggiungere il ricercato numero uno che urlava dal terrazzo di un palazzo di lusso, sparando pallottole alla luna e creando il panico nel quartiere. Il gommone del Pronto Soccorso, ormeggiato a un palo della luce, faceva piroettare la sua luce blu sulla superficie dei palazzi e sulle facce spaurite dalla gente, mentre i medici soccorrevano le vittime del folle arrampicato alla balaustra come un King Kong in miniatura”.

Il cadavere del signor Tek e Il ragno Baba | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione dell’uscita per Edizioni Hypno di Il cadavere del signor Tek  e Il ragno Baba, due racconti di Emanuele Maggio. La quarta:

Cosa pensereste se un giorno vi venisse recapitato un voluminoso pacco che contiene una salma che vi somiglia in modo impressionante? E come vi sentireste se, dopo un’intera giornata passata a disinfestare casa dalle formiche, vi accorgereste che proprio da voi dimora un parassita ben più antico e pericoloso?

Due storie ai confini della follia che vanno a braccetto ora con il surreale, ora con l’orrore; ulteriormente arricchite da un umorismo stralunato.

Quando il signor Tek tornò nell’ingresso armato di coltello, era seguito dai passi svelti e ravvicinati dell’anziana signora Maz, sua moglie. La scatola nera era ancora sul pavimento, esattamente nel punto in cui era stata lasciata, inerte e silenziosa.

Edizioni Hypnos presenta “La mia morte” | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di La mia morte, romanzo breve di Lisa Tuttle uscito per Hypnos Edizioni. La quarta:

Un dipinto. Un’isola. Una tragedia dal passato. La Mia Morte ripercorre le vicende di Helen Ralston, modella negli anni Venti nei panni di Circe del famoso pittore W.E. Logan, e scrittrice di romanzi di successo, nonché pittrice ella stessa. In questo romanzo breve, finalista al World Fantasy Award, Lisa Tuttle, sulle tracce di Robert Graves, ci fornisce ancora una volta un’indimenticabile storia intrisa di mito e mistero.

“Qualunque teoria sostenessi, la vista di quell’immagine mi faceva ritrarre con un fremito di disgusto, persino paura. Come se fosse qualcosa che non avrei dovuto vedere, qualcosa che non avrebbe dovuto essere rivelato. Era più profondo della ragione; avevo semplicemente la sensazione che ci fosse qualcosa di sbagliato e pericoloso in quel dipinto”.

La funzione silvestre: la quarta uscita della collana Strane Visioni Digital | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di La funzione silvestre, racconto di Francesco Corigliano edito da Edizioni Hypnos in ebbok, nella collana Strane Visioni a cura di Andrea Gibertoni.

Qualcosa di strano si annida tra gli aspri monti della Sila, qualcosa che atterrisce e che fa paura. Ci sono forze primordiali che non bisognerebbe mai disturbare: appartengono a un’epoca lontanissima, un tempo in cui l’uomo era tutt’uno con la natura e nulla più che un animale come tutti gli altri. Case fatiscenti in luoghi solitari, rituali incomprensibili, cinghiali e altre creature del bosco che improvvisamente assumono comportamenti sconvolgenti, persone scomparse misteriosamente nel corso degli anni…
La canzone del bosco sta per essere intonata, stanotte stessa; sta solo a te decidere se prendervi parte.
Francesco Corigliano raccoglie ataviche angosce e antiche superstizioni e le rielabora in una melodia a più voci o a più grida, come forse sarebbe più corretto dire.

“Ero intento a soffermarmi sull’odore bizzarro che emanava da quel luogo assurdo – un sentore acidulo, non dissimile da quello del bosco ma in qualche modo da esso diverso – quando ebbi l’impressione che dall’interno della casa giungesse un suono. Dato che il tetto non era crollato, all’interno doveva esserci ancora un po’ di spazio, e forse qualche animale aveva deciso di farci la tana. Qualsiasi pensiero fu però cancellato dalla mia mente, quando sentii un altro rumore provenire dall’interno: il tintinnio inequivocabile di un vetro che si rompeva”.

Per una lettura antropologica del “Viaggio nella Matamonia di Esagro Noroi”, di Lucio Besana


Su AxisMundi una recensione o lettura antropologica degli scritti di Luciano Besana, uno degli autori italiani del nuovo weird più in vista del momento. Vi lascio a un breve estratto della trattazione:

Credo, a rischio di equivoci, sia possibile attribuire al nome Esagro Noroi una precisa volontà autoriale sottesa a evidenziare la natura di questo particolare personaggio. È bene quindi scomporre il nome in due parti, Es + Agro, ed analizzarli entrambi. L’Es nella psicologia freudiana rappresenta la voce della natura dell’uomo, l’istinto primordiale non assimilabile dalle leggi della società. Rappresenta il nucleo primitivo, che nel caso del Reggente è sinonimo della suo essere quasi divino, capace di rappresentare una furia primordiale in contrasto con la razionalità, rappresentata dall’avanzata tecnologia, della vecchia Matamonia: «Terrorizzati all’idea di perdere il privilegio e la vita, i reggenti di allora avevano inviato le loro macchine da guerra nel vano tentativo di impedire la sua avanzata».

Il contrasto natura/progresso è sintetizzato anche nel secondo composto, Agro, derivato dal latino, e di cui ci possono essere numerose traduzioni: campo, terreno, podere, terra, territorio. Il cognome Noroi, toponomastico preso dal villaggio di nascita, ad una ricerca in rete, corrisponde all’equivalente di fango in lingua rumena, materiale d’eccellenza per la costruzioni dei villaggi primitivi. E in effetti è quello che è il Reggente, un costruttore di senso. Infine, la connotazione naturale è insita nello stesso nome della Matamonia che rimanda, per un gioco di allitterazioni, alla nostra reale Patagonia, instillando fin da subito nel lettore l’aspettativa di un viaggio esotico, magari utilizzando cronotopi narrativi simili a quelli de Le Montagne della Follia di H.P. Lovecraft, per innestare un cornice horror/weird. Invece fin dall’arrivo, essa si presenta come una città di grattacieli uniformi e spettrali, dove l’unica impronta della natura, lasciata dallo stesso reggente, è il Sentiero dei Fiori Rossi.

Strane Visioni Digital presenta “Visioni simultanee di un ispettore e di un assassino” | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di Visioni simultanee di un ispettore e di un assassino, racconto di Lucio Besana in uscita per la nuova collana Strane Visioni di Hypnos, diretta da Andrea Gibertoni. La quarta:

Un giovane studente straniero viene ritrovato cadavere nel proprio appartamento, dopo esser stato brutalmente torturato. Il caso viene affidato all’Ispettore, e l’indagine lo conduce nei meandri più nascosti della città, con il compito di scovare l’Assassino. Deve assolutamente arrestarlo, a qualsiasi costo, ne va del suo prestigio, della sua carriera, e qualcuno lo esige.

Il solito thriller… Ne siete proprio sicuri?

Nasce Strane Visioni Digital, la collana digitale dedicata ai racconti del premio Hypnos | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di una nuova collana per Hypnos: Strane Visioni Digital, curata da Andrea Gibertoni, sarà interamente dedicata ai racconti del premio Hypnos. Quattordici uscite annuali, quattordici autori con il meglio del Premio Hypnos, un’occasione unica per poter esplorare i meandri tentacolari del weird italiano.

Ci sono nomi prestigiosi del weird italiano sono coinvolti; scrivendo a caso, nomino Francesco Corigliano, Valeria Barbera, Lucio Besana e altri ancora. Un’occasione succulenta e weird.

Il segreto del ventriloquio | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la recensione di Cesare Buttaboni a Il segreto del ventriloquio, raccolta di racconti weird di Jon Padgett edita dalla sempre attenta Edizioni Hypnos. Un estratto:

Jon Padgett probabilmente non è ancora molto conosciuto in Italia dagli appassionati di letteratura weird.
Ha esordito nel 2016 con l’antologia Il segreto del ventriloquo, considerata dalla rivista Rue Morgue Magazine “Best Fiction Book Of The Year”. Ora le Edizioni Hypnos la rendono disponibile con 2 racconti in più.

Padgett negli ultimi anni ha in realtà avuto un ruolo sotterraneo ma, allo stesso tempo, molto importante nella diffusione del weird. È stato fra i fondatori del leggendario sito web di Thomas Ligotti oltre a essere redattore capo della Grimscribe Press. Inoltre cura anche la rivista di critica letteraria Vastarien: A Literary Journal in cui tratta di scrittori non necessariamente afferenti all’horror ma che hanno in ogni caso influenzato l’immaginario “ligottiano”.
Padgett ha raccontato come proprio I canti di un sognatore morto di Ligotti sia stato il libro che lo ha spinto a scrivere letteratura weird. Non a caso Il segreto del ventriloquo è introdotto proprio da Ligotti.

Interessanti le sue riflessioni sugli aspetti della qualità e della quantità all’interno della produzione horror. Ligotti cita T.E.D. Klein, secondo cui basterebbe un solo racconto per garantire a un autore l’immortalità, e anche Borges che sosteneva che il meglio di un autore lo si ritroverebbe in una mezza dozzina di racconti circa. Forse sono esagerazioni ma è indubbio che, delle volte, la moneta buona scaccia quella cattiva.

A questo punto qualcuno potrebbe anche pensare, visto i numerosi riferimenti, di trovarsi di fronte a una copia, magari sterile e poco ispirata, dello stesso Ligotti invece Padgett ha una sua voce originale. Imitare la scrittura “ligottiana” è un rischio, in quanto riprodurne lo stile barocco non è facile se non si ha il suo talento, ma Padgett dimostra di avere un suo linguaggio personale piazzando almeno un paio di racconti (confermando quanto si diceva nell’introduzione) che possono essere considerati da subito come dei classici dell’horror contemporaneo. La sua è una scrittura melmosa e sporca che ci porta in una zona nebbiosa. Si avverte come un’atmosfera di lenta decomposizione nei suoi scritti. Una delle caratteristiche di questa raccolta è quella di essere una sorta di concept: tutti i racconti sono infatti collegati in qualche modo fra di loro tramite riferimenti più o meno oscuri.

Lucio Besana: Storie della serie Cremisi – Ver Sacrum


Su VerSacrum la recensione di Cesare Buttaboni a Storie della serie Cremisi, raccolta weird di Lucio Besana uscita per Edizioni Hypnos. Un estratto (mirabile, come l’opera):

Non si tratta di storie di presa immediata tuttavia, una volta entrati nell’universo “besaniano”, le soddisfazioni sono assicurate. Besana scrive molto bene: il suo stile onirico e ipnotico deve sicuramente qualcosa a Thomas Ligotti. Lo stesso autore ha dichiarato di recente come proprio Teatro Grottesco di Ligotti gli abbia aperto molte porte. Questo non significa in ogni caso che ci troviamo di fronte ad una copia sterile o di maniera dello scrittore di Detroit. Per la verità l’influenza “ligottiana” l’ho notata in particolare nella prima parte dei racconti della serie Cremisi. In Un viaggio nella Matamonia di Esagro Noroi e nel successivo Subotica (che i più attenti già conoscono per averlo letto sulla rivista Hypnos) siamo dalle parti, a mio avviso, di una fantascienza distopica che deve qualcosa a un film come Stalker. Ci ritrovo infatti l’ossessione per la presenza di uno “spazio” irreale (come “la zona” nel citato Stalker) ma che, nello stesso tempo, è reale e connesso alla realtà circostante. Una stagione al Teatro della Scena Rossa è forse il capolavoro di questa raccolta. Non mancano i riferimenti al Ligotti più evanescente con la sua ossessione per i manichini e per le maschere. Ma rimane una storia che si regge in piedi da sola al di là dei possibili paragoni con Teatro Grottesco. La vicenda narra la storia di un uomo che viene assunto al Teatro della Scena Rossa, un luogo non-luogo che forse esiste solo nella sua testa ma che potrebbe fa parte di un universo parallelo. Non è dato sapere quale sia la verità ma il brivido metafisico che rimane nel lettore alla fine non lascia indifferenti. La primavera della Città itinerante è molto onirico e pazzesco nel suo svolgimento: la comparsa di una città mobile che invade lo spazio circostante è qualcosa di realmente perturbante così come non si possono dimenticare i becchini, strani figuri che bussano alle porte delle abitazioni reclamando sempre qualcosa e portando sconforto e disperazione negli abitanti. Ronda è invece un racconto più classicamente horror (ma sempre un horror “sui generis”): la protagonista è una bambina che si troverà a mettere in discussione i confini della sua quotidianità: la casa in cui abita diventa una sorta di labirinto “borgesiano” in cui entrare in un’altra dimensione. L’autore ci mette in guardia di come la realtà prosaica che viviamo tutti i giorni nasconda delle crepe e delle fessure in cui è possibile guardare in faccia l’Abisso. Veglia ha un’atmosfera apocalittica da fine del mondo: un padre scava ossessivamente una fossa dopo la morte della figlia mentre all’esterno il mondo circostante muta in maniera inquietante. Il conclusivo Zucchero (ispirato ai fatti accaduti nella cittadina di Dryden in America) è un altro piccolo gioiello horror: la vicenda descrive una donna che, giunta in una cittadina dove tutto sembra tranquillo e quasi irreale, finisce per stabilirvisi dimenticandosi della sua esistenza precedente. Ma le apparenze sono in realtà ingannevoli: un sogno ossessivo ed inquietante costituisce la chiave per farle capire la vera natura di quel posto inesplicabile che nasconde una serie di orribili segreti in apparenza dimenticati. Un racconto da cui si potrebbe trarre un film horror notevole.

SUSANNE LEIST

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