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Archivio per Immaginifico

Il cinema dei Pink Floyd, Parts 1 – 2


Su OndaMusicale due puntate (1 e 2) per dettagliare il concetto di arte espresso dai Floyd nella loro parabola lunga più o meno mezzo secolo. Dagli inizi ai discorsi espressi anche dopo lo split degli artisti coinvolti in particelle a loro volta seminali, una frattalizzazione ideologica che segue ogni intuizione e la rende creazione, visione artistica che connette ogni sapere.
Questo è l’incipit della parte 1, e basta a definire ogni contorno.

Questo è Pink Floyd. Senza l’articolo determinativo, per non fare riferimento a un maschile plurale bensì a una entità creativa ed astratta, quale Syd Barrett, David Gilmour, Nick Mason, Roger Waters, Richard Wright volevano che fosse la loro creatura quando scomparivano sul palco oscurati dai giochi di luce, quando sparivano dalle copertine dei dischi, quando si nascondevano dietro un muro. Syd, David, Nick, Rog, Rick volevano che Pink Floyd, la loro creatura, fosse arte: dunque, sette note ma anche immagini, luci, grafica, pittura, scultura, danza, cinema, letteratura, storia, architettura, politica, archeologia… e allora tecnologia – la più avanzata, sempre; palcoscenici – anche naturali; teatri di posa e teatri veri; design astratto e applicato.
Tutto questo è l’arte della creatura Pink Floyd, che ovviamente è i suoi creatori Syd, Nick, David, Rog, Rick ma è anche Storm Thorgerson, Peter Winne-Wilson, Mark Fisher, Alan Parker (e tantissimi altri si potrebbero citare) quando i loro do-re-mi-fa-sol-la-si, variamente intrecciati, vengono tradotti in grafica, luci, architettura da palcoscenico, immagini filmiche.

Nell’esplosione creativa degli anni Sessanta-Settanta del sec. XX, moltissimi furono i gruppi che innovarono ed allargarono i confini della musica pop(olare); pochissimi furono quelli che dettero carattere transitivo al proprio verbo musicale, riuscendo con naturalezza a coniugarlo nell’incontro con le altre arti. Fino al punto da farne una riconosciuta e riconoscibile cifra stilistica della propria musica; fino al punto da declinarla con naturalezza nella lingua assoluta dell’arte al di là del dialetto d’origine, intendendo come tale la musica, appunto. La musica Pink Floyd ha conseguito questa cifra stilistica, le è coessenziale. Si può a ragion veduta parlare di “arte PinkFloydiana” (lingua universale) quale approdo, coniugazione e declinazione della “musica PinkFloydiana” (dialetto locale). Leggi Pink Floyd e intendi arte, ovvero rappresentazione multidisciplinare dell’intuizione creativa.

Folli, sciamani, folletti: la liminalità, l’alterità e l’inversione rituale – A X I S m u n d i


Su AxisMundi un lungo articolo che esamina le assonanze tra i fairies della leggenda nord europea – ma non solo – e gli sciamani, i buffoni di corte e altre figure del folklore magico, passando quindi per la psichedelia. Vi lascio alla chiosa:

Si potrebbe dunque ipotizzare, avendo fornito questi dati, una discendenza iconografica della figura del Folle/Giullare da figure mitiche ben più arcaiche, entità sottili ben conosciute dal foklore. Da questo punto di vista, il Buffone medievale sembra essere, in ultima analisi, una antropomorfizzazione e una profanizzazione paradigmatica di figure altre in un’epoca in cui, dominando la concezione cristiana, esse erano state estromesse dall’ambito immaginale e sacrale collettivo e quindi, di conseguenza — come detto — profanizzate e per tale via reinterpretate a un livello comprensibile per la nuova concezione dominante.

Dai profondi abissi


Lovecraft domina da ogni profondo abisso dell’immaginario reale.

Widowmaker


Dettagli cyberpunk esasperati, policromatismi dell’immaginario collettivo.

I limiti della narrazione per immagini | L’indiscreto


Su L’indiscreto un articolo che analizza le differenze tra il narrato a parole e quello per immagini, sottolineando che il primo media porta il lettore a sforzarsi per costruire la scena, le espressioni, le emozioni dei protagonisti attraverso la propria mente e l’immaginazione, mentre il secondo ha caratteristiche più passive, dovendo lo spettatore fruire immagini ed emozioni strettamente veicolate dalle immagini stesse; in altre parole, con le immagini c’è poco da immaginare, con le parole bisogna farlo in toto. Anche la definizione del fruitore (lettore nel primo caso, spettatore nel secondo) indica quale sia la forma di passività che si sviluppa attraverso le immagini.

Quello che resta unico e incontrovertibile della letteratura è la possibilità di immaginare, che permette al singolo di non sentirsi quasi mai veicolato attraverso un’impressione troppo forzata. Se l’arte è comunicazione in quanto rende universale un’esperienza percettiva individuale, la letteratura continua a essere in prima fila, perché la comunicazione può avvenire solo attraverso la compenetrazione con l’alterità, attraverso il riconoscimento delle infinite somiglianze che intercorrono fra essere umano ed essere umano, e che consiste nel guardare insieme e cercare di possedere i nodi cruciali dell’esistenza. Perché se una narrazione per immagini può suggerire in chi la fruisce un sentimento di immedesimazione e procurare impagabili suggestioni, la narrazione scritta – essendo tanto incisiva quanto neutra e lasciando spazio all’immaginazione – ha in sé la possibilità di essere davvero posseduta sino in fondo. Ed è forse in questo possesso conoscitivo, in questa forma profonda della comprensione, lo scarto della letteratura in cui continuiamo a credere.

Il reale delle/nelle immagini. Effetto Sherlock. Il romanziere Conan Doyle, l’illustratore Paget ed il cineasta Hitchcock – Carmilla on line


Su CarmillanLine, nell’ambito di una breve disquisizione su come le immagini possano raccontare molto, copio questo stralcio che riguarda Blow Up, il famoso film di Michelangelo Antonioni che, tra l’altro, ho potuto apprezzare quest’estate in un’arena all’aperto (stupendo film, davvero stupendo).

In ambito cinematografico l’irrisolvibilità delle immagini è ottimamente messa in scena da Blow Up (1966) di Michelangelo Antonioni, non a caso indicato da Stoichita come una sorta di replica di Rear Window di Hitchcock. Anche il protagonista di Blow Up è un fotografo che sospetta di aver scoperto un crimine e anche lui ricorre al dispositivo fotografico ma mentre Jeff, immobilizzato, utilizza il teleobiettivo come strumento di intrusione senza scattare fotografie, Thomas (David Hemmings) è invece un personaggio dinamico che scatta a ripetizione. «Se La finestra sul cortile tematizza il vano di una finestra, che definisce e indica un divario, in Blow Up Antonioni cala il protagonista – e, insieme a lui, lo spettatore – nel cuore dello spazio fotografico. La trama di questo film a colori, infatti, ruota attorno a una serie di fotografie in bianco e nero che Thomas scatta durante una passeggiata» (pp. 158-159) e, continua Stoichita, soltanto quando sviluppa queste foto ha l’impressione di aver individuato un crimine. Ma fino a che punto si può essere certi di ciò che attesta una fotografia? Ingrandita ed analizzata in maniera maniacale la fotografia conduce ad un’immagine astratta ed indefinita. L’incertezza regna assoluta. È il trionfo dell’illusorietà dell’immagine. Il film di Antonioni mostra come «l’immagine non ci permette mai di penetrarla fino a svelarne i segreti più reconditi. Nell’orizzonte dell’immagine si trova l’indefinito e l’indefinibile, il vago, il cavo, l’assente, il vuoto, il nulla».

Iconografia


La desinenza che preferisci è una sintassi iconografica simile ai geroglifici: al momento della nascita l’alfabeto più potente è forse anche il più raffinato e completo.

Solstizio d’Estate |Haiku | Matsuo Basho


Da BooksBlog rubo alcuni haiku di Matsuo Basho dedicati all’estate, che spingono l’arte della poesia oltre ogni potenza immaginifica pensabile. Li riposto qui sotto, splendidi, e ringrazio per avermeli fatti conoscere.

Il fiume Mogami ha tuffato
le fiamme del sole
nel mare.

___________________________________

Le rovine di Takadachi
Erba d’estate!
i guerrieri
vestigia di un sogno.

___________________________________

La brughiera d’estate
Il mio cavallo cammina
per la pianura d’estate:
mi vedo in una pittura.

AERIA VIRTUS

"l'unico uccello che osa beccare un acquila è il corvo. Si siede sulla schiena e ne morde il collo. Tuttavia l'acquila non risponde, nè lotta con il corvo, non spreca tempo nè energia. Semplicemente apre le sue ali e inizia ad alzarsi piu'in alto nei cieli. Piu' alto è il volo, piu' è difficile respirare per il corvo che cade per mancanza di ossigeno".

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Sanguinarie Principesse

E del viaggio nulla mi resta se non quella nostalgia. (N. Hikmet)

Cavallette neanche tanto Criptiche

it takes a fool to remain sane

CARTESENSIBILI

Colui che non riesce a trovare spazio per gli altri manca di comprensione, e a chi manca di comprensione tutti risultano estranei.- Zhuāngzǐ

ADESSO-DOPO

SCIVOLO.

Jakob Iobiz

Scrittore

Unclearer

Enjoyable Information. Focused or Not.

Free Trip Downl Hop Music Blog

Free listening and free download (mp3) chill and down tempo music (album compilation ep single) for free (usually name your price). Full merged styles: trip-hop electro chill-hop instrumental hip-hop ambient lo-fi boombap beatmaking turntablism indie psy dub step d'n'b reggae wave sainte-pop rock alternative cinematic organic classical world jazz soul groove funk balkan .... Discover lots of underground and emerging artists from around the world.

Mágica Mistura✨

Uma mistura mágica de poesia, imagens, música, citações, atualidades e velharias do Brasil e do mundo,sempre com um toque de inconformismo ...

boudoir77

"Scrivete quel che volete scrivere, questo è ciò che conta; e se conti per secoli o per ore, nessuno può dirlo." Faccio mio l'insegnamento di Virginia Woolf rifugiandomi in una "stanza", un posto intimo dove dar libero sfogo - attraverso la scrittura - alle mie suggestioni culturali, riflessioni e libere associazioni.

MITOLOGIA ELFICA

Storie e Leggende dal Nascondiglio

Stories from the underground

Come vivere senza stomaco, amare la musica ed essere sereni

Luke Atkins

Film, Music, and Television Critic

STAMPO SOCIALE

Rivista di coscienza collettiva

La Ragazza con la Valigia

Racconti di viaggi e di emozioni.

simonebocchetta

Qui all'ombra si sta bene (A. Camus, Opere, p. 1131)

TRIBUNUS

Duemila anni di Storia Romana

Alessandro Giunchi

osirisicaosirosica e colori

Dreams of Dark Angels

The blog of fantasy writer Storm Constantine

Bagatelle

Quisquilie, bagatelle, pinzillacchere...

HORROR CULTURA

Letteratura, cinema, storia dell'horror

Oui Magazine

DI JESSICA MARTINO E MARIANNA PIZZIPAOLO

Eleonora Zaupa • Writer Space

Una finestra per un altro mondo. Un mondo che vi farà sognare, oppure...

Paesaggi dell'Anima

Gallerie da Vinci

Through the Wormhole

“Siamo l’esperimento di controllo, il pianeta cui nessuno si è interessato, il luogo dove nessuno è mai intervenuto. Un mondo di calibratura decaduto. (…) La Terra è un argomento di lezione per gli apprendisti dei.” Carl Sagan

AI MARGINI DEL CAOS

un blog di Franco Ricciardiello

Tra Racconto e Realtà

Guardati intorno

Roccioletti

Arte altra e altrove.

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NEUTRALIZE THE FREE RADICALS

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ἀνθρώποισι πᾶσι μέτεστι γινώσκειν ἑωυτοὺς καὶ σωφρονεῖν.

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per gli amanti del macabro e del grottesco nell'arte moderna

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Almeno un film al giorno, come il caffè.

Alessandro Rolfini

ESPLORA L’AVVENTURA

Pmespeak's Blog

Remember! Once warmth was without fire.

L'edera

e le altre poesie in ordine sparso by MerMer

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percorsi ombreggiati, riflessioni esauste, alcooliche, liberatorie

Giacomo Ferraiuolo

Avevo un sogno e l'ho realizzato.

- GIORNALE POP -

Per informarsi su fumetti, film, serie tv, cartoni, musica e tutto ciò che è pop

Inchiostro e Sanguenero

È impossibile non comunicare. (Primo assioma della comunicazione. Scuola di Palo Alto)

Stregherie

“Quando siamo calmi e pieni di saggezza, ci accorgiamo che solo le cose nobili e grandi hanno un’esistenza assoluta e duratura, mentre le piccole paure e i piccoli pensieri sono solo l’ombra della realtà.” (H. D. Thoreau)

La Sindrome del Colibrì

The more you know, the less you fear (Chris Hadfield)

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