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Archivio per Impero Romano

Tutta «culpa» del climate change, così è caduto l’Impero Romano – Il Sole 24 ORE


Sul Sole24Ore una recensione a un libro storico particolare, che indaga le cause della caduta dell’Impero romano d’Occidente e le individua – non è la prima volta che sento ciò – nei cambiamenti climatici dell’epoca, alternanze tra freddo e caldo che pare siano state effettivamente riscontrate nei carotaggi in giro per l’Europa e non solo. Kyle Harper, autore di Il destino di Roma, sembra trovare tra le pieghe nascoste della Storia e delle dinamiche sociopolitiche ed economiche di quell’era il senso delle costrizioni dettate, alla popolazione umana, dagli sconvolgimenti climatici e dalle relative carestie e pestilenze. Un estratto:

L’Impero Romano progredì demograficamente ed economicamente fino al 150 d.C., grazie a un optimum climatico iniziato intorno al 200 a.C. Una fase di breve durata, quasi perfetta, con un clima caldo e umido che consentiva un ciclo economico virtuoso. I raccolti erano abbondanti e sempre più terreni messi a coltura. La popolazione poteva crescere e sfamarsi. L’estensione e la pacificazione delle rotte di navigazione e del sistema viario consentì un incremento del commercio che fece aumentare i redditi reali, tenendo in scacco la trappola malthusiana.
L’intensificazione degli scambi commerciali, con il flusso verso Roma di persone e animali esotici, e l’addensarsi nella città di un milione di abitanti, in condizioni igieniche precarie, generava anche l’opportunità per la diffusione di nuovi e aggressivi agenti infettivi.
L’esplosione di aggressività degli agenti infettivi coincise con l’inizio, intorno al 150 d.C. di una fase climatica di «transizione», che arrivò fino al 450, durante la quale si verificarono siccità, raffreddamenti, aridità e interruzioni nelle inondazioni del Nilo. I cristiani/pagani (a scelta) erano messi sotto accusa. Ma le cause furono i sistemi meteorologici nell’Atlantico, El Nino, l’effetto monsonico e l’attività solare. Intorno al 450 arrivò una piccola glaciazione, che proseguì fino all’ottavo secolo, con diversi anni senza stagione estiva, in coincidenza di un minimo di attività solare e un massimo di attività vulcanica. Le temperature crollarono e le inondazioni aumentarono. La dea Fortuna aveva voltato le spalle a Roma.

Quante analogie riuscite a trovare con la nostra epoca, così progredita, come mai è capitato nella storia dell’umanità, e quel periodo lontano e non così lontano dall’oblio? È una domanda che mi faccio spesso: sarà vero che siamo soltanto noi la causa del riscaldamento globale? E se fosse, invece, un ripetersi ciclico di variazioni e il business verde risultasse soltanto, quindi, un solo nuovo modo di far business? Il Liberismo sarebbe capace di ciò…

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La foresta è pronta ad avvolgere col suo nero psichico e schiacciante…

Fields Of The Nephilim – Dead To The World


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Ciò che Sensorium


Le parole giungono perverse, ma hanno un sostrato di pura devastazione semantica, esperimenti di energia sessuale racchiusa in un involucro di evanescenza estetica, e trascendenza siderale nella Storia. Sensorium.

“Giuliano. L’imperatore filosofo e sacerdote che tentò la restaurazione del paganesimo” di Arnaldo Marcone | Letture.org


Su Letture.org la segnalazione di un’intervista ad Arnaldo Marcone, autore di una biografia su Giuliano l’Apostata, l’imperatore nipote di Costantino che tentò, fuori tempo massimo, la restaurazione del paganesimo e la rivitalizzazione del cadente Impero Romano, prima che il definitivo split in Oriente e Occidente decretasse la dissoluzione della pars occidentale. Cognizioni interessanti di un periodo storico decadente, da tenere sempre a mente soprattutto quando i segni di una decadenza simile sembrano scorrere sull’orizzonte degli eventi.

Prof. Arnaldo Marcone, Lei è autore della biografia di Giuliano. L’imperatore filosofo e sacerdote che tentò la restaurazione del paganesimo edito da Salerno: qual è l’importanza storica dell’imperatore Giuliano?
L’importanza storica del regno di Giuliano è inversamente proporzionale alla sua brevità. Nipote di Costantino, regnò infatti come unico imperatore per soli diciotto mesi, tra il dicembre del 361 e il giugno del 363. Uomo di profonda cultura lasciò un segno profondo nella letteratura greca e nel pensiero filosofico del suo tempo. Contribuì anche, indirettamente, alla riflessione critica e autocritica dei Padri della Chiesa. Il suo tentativo di riforma dell’organizzazione imperiale rivela una notevole capacità di messa a fuoco delle sue criticità. Fu tra l’altro l’ultimo imperatore romano a guidare un esercito in una campagna militare offensiva in grande stile. La sua morte in Persia, il plurisecolare nemico di Roma, vi pose fine.

Qual era il progetto di governo di Giuliano?
Il progetto di governo di Giuliano va senz’altro al di là della questione religiosa anche se questa è predominante nelle nostre fonti. Era fortemente animato da un sincero interesse per la tutela delle finanze pubbliche che erano state messe a repentaglio dalle spese eccessive dei suoi predecessori, del cugino Costanzo oltre che di Costantino. La tutela degli interessi delle città per certi aspetti si combina con la sua politica anticristiana. Una delle vie privilegiate per sottrarsi agli oneri legati al governo delle comunità cittadine era, a seguito della cristianizzazione dell’Impero promossa da Costantino, entrare a far parte del clero. Si tratta di un caso esemplare di come la tutela dell’interesse statale si saldi in Giuliano con la sua politica religiosa. Gli organismi fondamentali di autogoverno delle città, ormai non erano più organismi vitali. La responsabilità dell’amministrazione e della gestione tributaria era diventata un onere pesantissimo che, reso ereditario, si cercava di sfuggire. Tanto minore era il numero dei decurioni (i membri dei consigli comunali), tanto maggiore era evidentemente l’onere delle imposte che gravava su ciascuno di loro. Giuliano richiamò alle curie chi si era sottratto al proprio dovere, a cominciare dagli ecclesiastici. Tra l’altro era proprio sulle città che ricadevano gli oneri, particolarmente gravosi, di mantenimento del cursus publicus, del servizio postale di Stato.

L’imperatore dannato (Newton Compton 2019) | Gli Archivi di Uruk


Lucius l’Etrusco segnala quest’intrigante opera di S.J.A. Turney, L’imperatore dannato, dedicato alla figura di Caligola. Ecco la quarta – che per me, che ho appena letto l’ultimo lavoro di Andrea Carandini dedicato ad Agrippina Minore, risulta assai veritiera:

37 d.C. l’imperatore sta morendo. Nessuno sa quanto tempo gli resti da vivere, ma la lotta per il potere è già cominciata. Quando Tiberio, sempre più debole, investe Caligola del titolo imperiale, sperando di ristabilire l’ordine, non sa che sta decretando l’ascesa di uno dei tiranni più malvagi della storia. Il ragazzo spensierato di un tempo si trasformerà presto in un uomo astuto e calcolatore. Costretto a difendersi dai complotti dei suoi alleati politici, a guardarsi dai tradimenti di amici e familiari più stretti, Caligola diventerà a poco a poco un imperatore cinico, astioso e vendicativo: ogni traccia del ragazzo timido e gentile di un tempo è scomparsa. E lentamente – mentre la sua violenza aumenta – il contatto con la realtà si fa sempre più debole. C’è un’unica decisione da prendere, se non si vuole che la grandezza di Roma venga irrevocabilmente compromessa…

Imperdibili romanzi per gli amanti del giallo storico | SherlockMagazine


Su SherlockMagazine la segnalazione dei romanzi di Ben Pastor, ovvero di Maria Verbena Volpi. Dalla sua penna escono romanzi storici di due epoche lontanissime, eppure accomunate da alcuni tratti: uno tratta di Martin Bora, ispirato al personaggio realmente esistito di Claus von Stauffenberg, famoso per il suo ruolo di primo piano nell’esecuzione del fallito attentato contro Adolf Hitler il 20 luglio 1944; l’altro di Elio Sparziano, autore di un’ampia e complessa raccolta di biografie imperiali che copre il periodo storico che va dal 117 al 284 d.C. ed è nota sotto il nome di Historia Augusta. Un estratto del post:

Il successo di Lumen spinge Ben Pastor a scrivere nuovi romanzi con Martin Bora come protagonista, seguendolo nel corso della sua carriera militare. Bora è innanzitutto un soldato integro e di solidi valori. Cattolico e discendente da una famiglia aristocratica, studia Filosofia presso l’Università di Lipsia, distinguendosi per i suoi ottimi risultati in ambito accademico. Tuttavia, dopo la laurea preferisce la carriera militare alla vita dello studioso. Anche qui le sue particolari doti personali e la sua intraprendenza lo conducono sulla strada del successo e di una rapida carriera all’interno dell’esercito tedesco.

Ben Pastor si dedica anche a una seconda serie di gialli storici, incentrata sul personaggio di Elio Sparziano. Anche in questo caso l’autrice prende ispirazione da una figura storica, vissuta forse nella tarda antichità romana, ma sulla cui reale esistenza molti studiosi nutrono diversi dubbi. Elio Sparziano sarebbe stato l’autore di un’ampia e complessa raccolta di biografie imperiali che copre il periodo storico che va dal 117 al 284 d.C. ed è nota sotto il nome di Historia Augusta. A differenza del personaggio storico, l’Elio Sparziano creato da Ben Pastor non è soltanto uno scrittore, ma anche un soldato e un uomo di corte, dove le sue doti intellettuali vengono alquanto apprezzate. Spesso si ritrova costretto a indagare su casi di omicidi, ritrovandosi coinvolto quasi sempre per caso in qualche nuovo mistero.

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percorsi ombreggiati, riflessioni esauste, alcooliche, liberatorie

There was a vision…

… of an outstanding and individual concept, which would last for many years hence.

Giacomo Ferraiuolo

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