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Archivio per Industrial

Ri-Cognizione – Un tributo ai Franti


Mercoledì 9 agosto, presso il Club CUEVA ROCK di Quartucciu (CA), si svolgerà un concerto tributo ai Franti, storica band Alternative italiana dei primi ’80, impegnata politicamente e seminale nelle sue visioni anarchiche. Il tributo coinvolge Stefano Giaccone, membro fondatore dei Franti e Brigata Stirner, prevede un’intro con la presentazione del libro di Carlo Birocchi, edito dalla Nautilus – “FRANTI: PERCHÈ ERA LÌ antistorie di una band non classificata”.

Chi può vada!

Fuorionda per Alan D | Magnetica Ars Lab


Un omaggio bellissimo, sentito e assolutamente in linea con ciò che Sergio Altieri: un video che quelli di Magnetica Ars Lab hanno voluto comporre.
Ormai Sergio è profondamente in tutti noi che lo abbiamo amato, e questo modo di ricordarlo mi fa pensare a lui che avrebbe visto il clip con il suo ghigno e approvazione immensa. Grazie…

Evento 18 Giugno a Milano con ODRZ – presenta Antonello Cresti


Una grande serata tributo ai mondi di Claudio Rocchi, visionario, musicista, poeta, nel quarto anniversario della sua scomparsa.

Cinque live set

FRANCESCO ZAGO (chitarrista di formazioni come Yugen Empty Days e continuatore della epopea R.I.O in Italia)

MAURIZIO MARSICO (protagonista della scena elettronica dagli anni ottanta)

VINCENZO ZITELLO (il “bardo” della musica italiana, arpista apprezzatissimo e autore di numerosi album da solista)

TAI No-ORCHESTRA (collettivo di performers e improvvisatori che vedono coinvolto anche il fotografo Roberto Masotti)

ODRZ (esponenti di punta del sottomondo noise-industrial)

Presenta: ANTONELLO CRESTI, saggista e giornalista musicale

Stand a cura del team Solchi Sperimentali Discografici / crac edizioni – Spazio Ligera – Via Padova, 133 – Milano – dalle 22,00 Ingresso 8,00= euro /// no tessera necessaria

ODRZ legge “Limbo” (da “Nessuno nasce pulito”) | N I G R I C A N T E


Sul blog di Michele “DottoreInNiente” Nigro è apparsa la segnalazione di una rivisitazione di una sua poesia da parte degli ODRZ; lascio alle sue parole e al video sottostante la descrizione minuziosa del tutto. Bravi, tutti.

Rispondendo all’appello “Leggi una poesia: in regalo una copia del libro…”, lanciato tempo fa su questo blog e su altri social, il gruppo musicale Industrial Noise degli ODRZ ha allestito un video reading, in perfetto stile noise music, della poesia “Limbo” tratta dalla raccolta “Nessuno nasce pulito” (ed. nugae 2.0) pubblicata nel 2016.

È sempre interessante, oltre che emozionante, assistere alla reinterpretazione artistica e alla decostruzione mediale di un proprio componimento: infatti ad essere “messi in discussione” non sono le singole parole o i versi che compongono la poesia, che restano sostanzialmente invariati, bensì i supporti comunicativi classici della poesia. Non più solo lettura lineare ma rimodulazione in chiave futurista del testo: il differente ritmo dei versi, il tono della voce adulterato dagli strumenti, la ripetizione di alcune parole (a volte anche gridate!) come a volerle sottolineare e incidere nell’acciaio, il tutto su un tappeto sonoro “rumoroso”.

Grazie ODRZ per questa esperienza!

ODRZ53

ODRZ interpretano Limbo, poesia di Michele Nigro tratta dalla sua raccolta Nessuno Nasce Pulito. Avvolti in un ambiente industriale e accompagnati da una colonna sonora cupamente incantatrice, ODRZ affrontano il testo esprimendosi in una intrigante visione schizofrenica, sottolineando alcuni passaggi in maniera ipnotica. Un Limbo assoluto.

Musiche: ODRZ

Regia: Edoardo Deluca

Industrialità


Corro lungo le distese di un deposito di ardesia a cielo aperto, a ricostruire le vittorie empatiche di perversioni lasciate essiccare in atmosfere protette.

The Void* – Values | Neural


[Letto su Neural]

Il nome The Void* (si pronuncia “The Void Pointers”) è un omaggio al C ++, linguaggio di programmazione la cui semantica è relativamente minimalista ma che è anche versatile, potente e ricorsivo. Similarmente composito, questo trio – che è formato da Roald van Dillewijn, Tijs Ham ed Eric Magnée – è forte d’un muro di suoni fatto di strumenti ed elettronica modificati ma anche di eleganti strati, tagli e sequenze melodiche, iterate e dissonanti. L’impostazione di fondo è principalmente post-rock ma l’atipico combo recupera anche attitudine free form, soundscapes e suggestioni della musica seriale e classica. Il contrasto è quello d’un suono organico ed anche astratto, estetizzato ma ricco di momenti dilatati e ipnotizzanti. Anche l’artwork dell’uscita in vinile segue questa ispirazione ed è molto prezioso, con un cartonato opaco trafitto in circolari e geometriche aperture di varie dimensioni che lasciano intravedere una texture colorata sottostante. Infine, è da sottolineare come questo album dei The Void* sia collegato contemporaneamente a ben tre etichette: la Lomechanik, la Esc.rec e la Shipwrec, tutte “made in Netherlands”, così come la band è anche coinvolta nel modding di alcuni strumenti (chitarre e flauti modificati per la creazione di un insieme di sei elementi per archi ed elettronica) al fine di dar vita a sonorità non convenzionali. L’uscita è composta da sei tracce, la prima molto ambientale e insistente, plasmata da un drone di chitarra e radio frequenze, spuri elementi ed effetti, poi nella successiva è il pianoforte ad essere in evidenza, in maniera molto melanconica e rarefatta, sospesa e profonda, mentre la terza esibisce sperimentali orchestrazioni, un puntinismo sonico poi deviato in congiunzioni meditative e influenze di musica da camera. “Abstract” è più elettronica, marziale e inquietante – successivamente – e “E AB EF B” è ancora una stilizzata composizione pianistica appena solcata da altri strati di risucchi e hum. Con “Dereference” – che parte quasi silente – i The Void* ricalibrano l’attenzione per l’infinitesimale, chiudendo l’album splendidamente e lasciandoci nelle malie suscitate da cotante multiformi espressioni.

“Solchi Sperimentali Italia”, dal volume al DVD: intervista ad Antonello Cresti – CRITICA IMPURA


Sul blog di SoniaCaporossi una bella intervista ad Antonello Cresti, indagatore della musica sperimentale in Italia e all’estero, con tutto il corollario di culture e subculture che tutto ciò si trascina appresso. Da non perdere! Un estratto:

Da più di tre anni Antonello Cresti, saggista, compositore, scrittore e giornalista, sta lavorando al progetto Solchi Sperimentali, che si è manifestato finora nella forma di due volumi pubblicati dalla Crac Edizioni, uno dedicato alla musica sperimentale proveniente dal mondo, di cui abbiamo già parlato QUI, e un altro alla musica di ricerca italiana, libro che a sua volta abbiamo recensito QUI in virtù delle ampie analisi musicologiche di Roberto Franco. Adesso, Cresti sta lavorando di buona lena alla realizzazione di un  DVD dedicato al panorama underground delle nostre sponde, intitolato, come il secondo volume, Solchi Sperimentali Italia. Il documentario, intorno al quale è già viva l’attesa degli appassionati, conterrà interviste e brani, fra gli altri, di Ataraxia, Mare di Dirac, Abdominaux Dangereux, Orghanon, Le Forbici di Manitù, Wuornos Aileen, Adern X, Bathory Legion, Capricorni Pneumatici, Confusional Quartet, DECA, Girolamo De Simone, Antonio Siniscalchi, Giacomo Salis, Infection Code, Riccardo Sinigaglia, Camerata Mediolanense, Paolo Tofani, Juri Camisasca & Rosario Di Bella, Officine Schwartz, Yosonu, Colloquio, Ascanio Borga, Antinoja, My Cat is an Alien, Francesco Paolo Paladino, Terra Di Benedetto, IN/ELEKTRA, Hikikomori,  Vacuum Templi, AV-K, Menimals, QUADRAPHONIC…

A quali artisti e correnti musicali, per gusti e percorsi personali, ti senti particolarmente legato?

Sono affezionato a tutti gli artisti di cui ho parlato nei libri, la mia predilezione assoluta, però, anche per motivi di “empatia filosofica” va a tutti coloro che ricercano dalla musica effetti psichedelici. Per questo mi sento affine a tutti i mistici del suono, che si parli di raga rock, come di minimalismo, di musica cosmica, etc… In Italia per me tantissimo ha significato la scena freak degli anni settanta (Battiato, Camisasca, Rocchi, etc.)

Dalla carta stampata al video il passo, a livello di concezione e progettazione, è stato breve. Da quali impulsi creativi è nata l’idea di realizzare un documentario sui suoni del sottosuolo italiano?

Come accennavo prima Solchi Sperimentali Italia è oramai divenuta una cornice concettuale che contiene gli sforzi più vari per la valorizzazione di un modo di far musica altro nel nostro Paese. Abbiamo creato un canale Youtube, una serie di minifestival, una webradio www.duradio.net , una etichetta discografica che ha debuttato con un tributo a Claudio Rocchi… Col regista Francesco Paladino spesso ci vediamo e lui mi buttò l’idea di far diventare il progetto un prodotto audiovisivo. Immediatamente convenimmo che – per essere anche noi “sperimentali” e per intercettare un pubblico diverso dal solito – avremmo fatto un vero e proprio film, non un documentario. Ed è ciò che stiamo facendo. Per la parte documentaristica vera e propria ci sarà un secondo DVD che fungerà da enciclopedia interattiva. Noi siamo molto contenti e divertiti da quello che sta venendo fuori e credo sarà una sorpresa per tutti.

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