HyperHouse

NeXT Hyper Obscure

Archivio per Industrial

Il sito dei Duplex Ride


Duplex Ride è una realtà multimediale genovese, un collettivo di cui ho già parlato in passato che sperimenta molteplici forme musicali, arte visiva, scrittura. Questo è il loro punto di riferimento in Rete, seguiteli assiduamente anche tramite il mio BlogRoll, il loro campo di azione coincide col concetto stesso di arte e avanguardia, di sperimentazione e stravolgimento dei limiti. Andateli a vedere ovunque vi capiti, principalmente a Genova e dintorni, ma anche altrove, non è raro vederli performare un po’ ovunque, in gruppo o da soli; sono davvero una legione di artisti, leggete la loro line-up tra i quali potrete trovare anche sorprese legate a Kipple e alla correlata Nazione Oscura. Seguiteli, non è facile trovare un collettivo simile non solo in Italia, ma anche all’estero.

Annunci

Dive – Crosses are Burning | Concrete Jungle | Welcome to Hell IV


Visto ieri sera al Traffic di Roma. Terrific, mi verrebbe da dire, poderoso e granitico, oscuro, psicotico, inossidabile. Da amare oscuramente. Questi sono tra i pezzi che ho più interiorizzato nel tempo, perfetta colonna sonora del romanzo La casa degli invasati, di Shirley Jackson; pensateci, i riverberi industrial-EBM sono perfette dissonanze weird.

Jim Haynes – Electrical Injuries | Neural


[Letto su Neural]

Fanno subito capolino frequenze sofferenti, volatili, eteree ma anche lancinanti, in questa uscita di Jim Haynes per la Aussenraum, Electrical Injuries, composizione divisa in sei distinte tracce e densa di texture intricate, atmosfere malsane e suoni corrotti. Queste concatenazioni auditive possono essere grezze oppure frutto di ben articolati interventi manipolativi: non fa molta differenza – ci sembra – in relazione a ciò a cui tiene l’autore. Quello che stavolta pare significativo per Haynes è esprimere l’intensità della corrosione del suono senza troppi filtri e abbellimenti formali, con cesure che rispetto al passato sembrano più decise, vibranti ed efferate. Haynes ha una maniera tutta sua di conquistare l’attenzione, senza eccedere, ma tenendo alto il climax della narrazione, dando vita a trasalimenti sempre ricomposti e quasi armoniche ripetizioni, che s’insinuano all’ascolto modulando onde vibrazionali ipnotiche e penetranti. L’ispirazione può contare su molti degli stilemi tipici delle culture industrial e noise, eppure l’impressione è che nulla sia “già sentito” e che le abrasive evoluzioni elettroniche, potenziali strumenti d’offesa, emanino un’accorata impellenza. Haynes – che è ancora attivo anche come multimedia installation artist e sta di base a San Francisco – tiene a ricordare che la sua passione nel manipolare le catture auditive lo porta spesso al punto di non ricordare i procedimenti di trasformazione di quegli stessi elementi. Naturalmente questo presuppone d’utilizzare un gran numero di tecniche ed artifici, che in Electrical Injuries hanno a che fare con l’elettricità e l’attrito, con la disintegrazione ed altre forme di consunzione, quali strappi, rotture, ossidazioni, raschi e decadimenti, parti ben organizzate che trovano una giusta e precisa collocazione nel continuum dell’album. Se nelle lesioni elettriche reali la persona diventa parte di un circuito e sono riconoscibili i punti di entrata e di uscita della corrente, qui la tensione è più modulata, sopportabile, continua e insistita, cela percorsi più subdoli nel colpire la sensibilità dell’ascoltatore, evocando infine un danno solo apparente, che rivela essere – invece – una nuova linfa per il nostro sistema percettivo, continuamente all’erta nella rimodulazione di nuovi dati e informazioni.

Graeme Truslove – Intuited Architectures | Neural


[Letto su Neural]

Tocca al glasgowiano Graeme Truslove di essere sotto i riflettori per la Crónica Electrónica e lo fa con un album, Intuited Architectures, diviso in sei distinte tracce, tutte imperniate su elementi elettroacustici ed improvvisativi. Il limite e l’integrazione fra questi due differenti approcci sono alla base della ricerca dell’autore, avvezzo anche a composizioni audio-visual e che non disdegna – con il suo laptop – partecipazioni in differenti progetti collaborativi. In tutte le composizioni presentate, costante è l’attenzione per la successione di un dato numero di suoni, timbri sintetici che in una doppia azione performativa-algoritmica sono integrati in passaggi temporali più complessi e sostenuti. Altrettanto importanti, oltre alle scale tonali, sono anche gli intervalli, i momenti di vuoto, le pastosità granulari di molti trattamenti, i risucchi e le riprese, i cigolii e i tramestii, le spigolosità più sintetiche e i sibili: tutto l’armamentario elettroacustico, insomma, comprensivo anche di tappeti sonori digitali e lirismi ultra-contemporanei e space. L’andamento è piuttosto dinamico e l’utilizzo puntuale di svariate sorgenti sonore rende ariose e gradevoli all’ascolto la totalità delle composizioni presentate, non del tutto inedite per chi segue l’attività dello scozzese in manifestazioni, concorsi e festival experimental. Le dissonanze, i suoni organici ed elettronici, le modulazioni abrasive e tutto il bagaglio di processi manipolativi agiti in tempo reale hanno dato origine a una serie di possibilità espressive e combinazioni in principio non esattamente previste, mentre il meticoloso posizionamento dei singoli impulsi sonori pure è partecipe della successione continua, delle ambientazioni agite e della congruenza delle trame. Queste Intuited Architectures rappresentano per Truslove una specie di quadratura del cerchio, il rincorrersi di due estremi, che ad esempio in “Strata”, pezzo finale nonché più lungo ed interessante di tutto l’LP, vedono aggiungere anche lo stridere delicato ma nervoso delle corde di una chitarra – strumento del quale è specialista il maestro – e i cui suoni sono dispensati poi in sequenze mobilissime e liquide, che non mancano d’energetica passione nella corrispondenza d’elementi ben codificati e stile performativo.

Zavoloka – Transmutatsia | Neural


[Letto su Neural]

Arriva ancora a marchio Kvitnu, etichetta di casa per l’artista, l’ultima fatica di Zavoloka, Transmutatsia, excursus sonoro dagli accenti industrial e noise, composizione di quasi sei minuti che echeggia d’atmosfere space e oniriche digressioni dai toni assai suggestivi ed inneggianti, ambientali ed ellittici. Gli immaginari che sono agitati in questo EP non risuonano quietisti e rassicuranti come in altre occasioni per questa sperimentatrice che ama la commistione fra antiche tradizioni e moderne tecnologie elettroniche. Stavolta l’approccio risulta più cibernetico e distopico, decisamente vorticoso e tecnoide, tutti elementi che comunque non sono affatto estranei al background multisfaccettato di questa manipolatrice sonora, musicista free form e performer. Non è un caso allora che per un congruo remix sia chiamato Cluster Lizard, musicista che abbiamo sentito ultimamente su Le Cabanon, sempre a suo agio nell’apparecchiare un sound-design crudo e vibrante, dalle evoluzioni science fiction e techno, per l’occasione rese molto evocative, scure e cinematiche. Come al solito per Zavoloka – che è anche una valente graphic designer – è elegantemente curato anche l’artwork dell’uscita, impressivo nella sua scarlatta guisa cartonata che sottolinea l’ispirazione ipnotica e concentrica dei suoni. Mutazioni e accumulo, la creazione di nuove forme espressive, trattamenti cangianti e risucchi, maggiormente serrate armonie ed accenti lo-fi: anche il titolo sembra alludere ad un perenne divenire ma non ci è dato di sapere se per la sperimentatrice ucraina di base a Vienna questo rappresenterà l’inizio di un nuovo corso o solo un momento di passaggio, un ritorno occasionale ad ispirazioni d’inizio carriera. Il risultato è nel complesso interessante e i suoni distorti, assieme alle frequenze urticanti e iterate danno vita a nuove ibride evoluzioni musicali, in bilico fra non convenzionali strutture ritmiche e un viaggio ad alta tensione, a tratti sussurrante e dalle trame analogiche che sottendono ad un approccio piuttosto mentale e raffinato. Entrambe queste due produzioni sono downloadabili liberamente ma oltre la CD version era anche disponibile una limitatissima tiratura in 10” vinile con annessa t-shirt e sticker della Kvitnu (acquisto che dava diritto anche a uno speciale sconto del 95% sull’intera produzione della label valido per tutto il 2017).

Cosey Fanni Tutti ‎– Time To Tell


Il momento sperimentale, lungo e terso nella sua oscurità animale e psichica. I simboli si alienano e rimane soltanto l’abisso mentale disincarnato a far da turbine nella discesa avvitata verso il Nulla Senziente.

THROBBING GRISTLE – hamburger lady (live Turin 2005.06.29)


Semplicemente divino, sperimentale, oscuro, altro

Duplex Ride

electronic music & video

di Ruderi e di Scrittura

Il blog di Gaetano Barreca

ORME SVELATE

la condivisione del dolore è un dono di amore da parte di chi lo fa e di chi lo riceve

Flavio Torba

Scrittore con predilezione per l'horror.

francesca del moro

La differenza tra prosa e poesia è che la prosa dice poco e ci mette molto tempo, la poesia dice molto in pochissimo tempo. C. Bukowski

Istanze & Fantasmi

poesie seminate, di Martina Campi

Astro-Sirio

Astra inclinant non necessitant

The Twittering Machine

Racconti di fantascienza (e altro) di Piero Schiavo Campo

Quel cinema invisibile...

Cinema was made to reunite the Visible and the Invisible

Crudo e Cotto

Blog di cucina vegana

Il Calamaio Elettrico

Versi di Mauro De Candia e influenze varie

ON THE ROAD

Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, altrimenti diventa un ostacolo che impedisce di andare avanti

Evelyn

🌛🌓🌜 Artistic spirit ✨ I draw, therefore I am. ✨ 👩‍🎨 Drawing artist 📚 Cover books and Wattpad covers for authors 🇮🇹 26 ♍️ 📨 evelynartworks@virgilio.it

Sull'amaca blog

Un posto per stare, leggere, ascoltare, guardare, ricordare e forse sognare.

Espedienti Editoriali

parlo di editoria e creo eBook

A X I S m u n d i

Rivista di cultura, studi tradizionali, antropologia del sacro, storia delle religioni, folklore, esoterismo.

Chiara Prezzavento

editing, scrittura, lettura

patrizia arcari

LIFESTYLE BLOG - appunti e brevi considerazioni su economia circolare, slow life, trasporto sostenibile, cucina del riuso e ... quantistica

PAROLE LORO

«L'attualità tra virgolette»

Ottobre

giornale dei lavoratori

Arte&Cultura

Arte, cultura, beni culturali, ... e non solo.

bertolinometalartist

GIACOMO BERTOLINO

Diario Esoterico

Un diario non è altro che un registro di viaggio.

mayoor

Con me, nell’universo!

kyleweatwenyen

Come un angelo da collezione.

Come mi va...

E si femò a raccontare le sue storie al mare e il vento

eliomarpa

Scrittore fantasma

Maelstrom

Un moto ondulatorio nel fluido e lineare scorrere dei miei pensieri

La Biblionauta

Chiacchiere sui libri e altre amenità

Archeocake

Torte del passato riviste in chiave moderna

VERDE RIVISTA

protolettere, interpunzioni grafiche e belle speranze

Il Canto delle Muse

"C’è una sola cosa che si scrive solo per se stesso, ed è la lista della spesa. Serve a ricordarti che cosa devi comperare, e quando hai comperato puoi distruggerla perché non serve a nessun altro. Ogni altra cosa che scrivi, la scrivi per dire qualcosa a qualcuno." Umberto Eco

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: