HyperHouse

NeXT Hyper Obscure

Archivio per Industrial

Einstürzende Neubauten – Haus der Lüge


L’apoteosi della melodia del rumore. L’intonarumori in evoluzione esponenziale.

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Grazie, Einstürzende Neubauten


Ho lasciato che la porta si aprisse un attimo prima dell’irreparabile e m’illustrasse la grandezza dell’arte avulsa da ogni merda Pop. Grazie, Einstürzende Neubauten.

Dave Gahan, Soulsavers – All of This and Nothing


Qualcosa, nella linea melodica, lascia trasparire rumori insoliti della psiche; poi si librano altrove.

Various Artists – Asian Meeting Recordings #1 | Neural


[Letto su Neural]

Sono otto le tracce registrate al GOK Sound di Tokyo sotto la supervisione di Dj Sniff e Yuen Chee Wai e gli artisti coinvolti – possiamo affermarlo con cognizione di causa – sono a tutti gli effetti fra le realtà più interessanti della scena asiatica, un vero e proprio network centrato su musicisti e organizzatori indipendenti, un ambito che prescinde alquanto dai tradizionali generi autoctoni ma che pure mantiene distintiva la comprensione di quelle che sono le contingenze ed i bisogni culturali delle molteplici regioni di quel continente, dove svariate problematiche sono intrecciate in maniera spesso difficilmente valutabile senza una precisa contestualizzazione. The Asian Meeting Festival – che è la fucina di questo operare – fu inaugurato nel 2005 da Otomo Yoshihide e le speranze ben riposte di promuovere una solida interazione creativa lo hanno portato rapidamente a diventare uno dei più importanti festival di musica sperimentale, improvvisazione e noise di quella vasta e affascinante area geografica. Dj Sniff (Takuro Mizuta), che è conosciuto in Europa principalmente per la sua maestria nel turntablism, è stato anche il direttore dello STEIM di Amsterdam, un centro focalizzato sulla ricerca e lo sviluppo di nuovi strumenti musicali per le arti performative elettroniche, istituzione che sotto la sua guida ha prodotto oltre un centinaio fra concerti e progetti artistici di residenza. Adesso, in questa raccolta che sintetizza l’edizione 2017 dell’evento asiatico, c’è da perdersi nell’intreccio di collaborazioni messe in atto, con musicisti come Ryoko Ono, Ko Ishikawa, Son X, KΣITO, Yuji Ishihara, Tavito Nanao, Yong Yandsen, Jojo Hiroshige, Kimiya Sato, Ai Watanabe, Kok Siew-Wai, Nguyen Hong Giang, Krisna Widiathama e &c. &c, oltre ai tre già citati curatori, che si prestano altrettanto proficuamente anche per vitalissime session. Per nulla influiscono le barriere linguistiche o le tensioni politiche tra i differenti stati di appartenenza degli artisti, quello che conta è proprio l’incontro delle multiformi esperienze, che in particolare nell’ottica di una libera improvvisazione riescono a far coesistere anche eterogenee estrazioni musicali. La sperimentazione contemporanea in Oriente forse non procede su un’unica via – e come potrebbe? – ma sicuramente la forte unità d’intenti favorisce una sua positiva diffusione fuori dei singoli confini nazionali.

Exo_C – Laboyatta | Neural


[Letto su Neural]

Con un raffinatissimo e questa volta anche tattile artwork alla Kvitnu possono essere fieri dell’entrata in catalogo di Exo_C, inedita collaborazione fra Fan Yau – aka Exoterrism – e Carl Cock, quest’ultimo artisticamente noto come c_c. I due manipolatori elettronici sono entrambi attivi nella scena techno-experimental belga e per l’occasione sono forti di nove aspre composizioni di taglio industriale e macchinico, ricche di suoni ronzanti, metallici e sghembi, accompagnati da ritmiche altrettanto sbilenche, cangianti, utili nell’infondere un climax bizzarro di poesia noisey, vibrante e sintetica. L’album, che è stato registrato a On Fait Du L’Art!, a Losanna, un’associazione principalmente dedita a progetti di fotografia, cinematografia e mixed-media, è infuso da frequenze radioattive e percezioni extra sensoriali, esibendo nel complesso un aplomb che rimanda ad ambientazioni vagamente post-apocalittiche. Siamo in quelle zone mutoidi, infatti, nelle quali la techno-electro è in combutta con lo sperimentalismo più estremo e queste sonorità le immaginiamo spendibili in live assai scenografici e notturni, per dei semplici ascolti casalinghi o addirittura mixate in oltranzisti dj set. Tutti gli algoritmi e le funzioni caotiche per produrre fenomeni instabili tra le dimensioni sono utilizzati al fine di creare allucinazioni a breve termine o esperienze extrasensoriali: ancora una volta il concetto d’interazione spazio-tempo appare centrale ma labile nei suoi esiti e la ripetizione di certi modelli attraverso un sistema dinamico in espansione multidimensionale è solo un riscontro di quella che potremmo tranquillamente definire empirica poetica autoriale. Eppure l’operazione riesce in maniera perfetta, con le distorsioni che producono i loro crudi effetti e infine con il flusso che diventa quasi regolare, cadenzato, sidereo e fascinoso. A queste latitudini, tuttavia, è difficile stendere ulteriori trame interpretative nell’analizzare una simile uscita discografica: tutto è molto interconnesso, frutto d’un personalissimo e intricato coinvolgimento, in un misto d’attitudini diversissime che sembrano infine non avere una finalizzazione certa. Quando fascinazione esoterica e audio-abuso tecnologico vanno assieme non serve affidarsi a troppo razionali intendimenti: quello che la fa da padrone è sempre la sintonia infinitesimale e la passione per il non-maistream.

Il sito dei Duplex Ride


Duplex Ride è una realtà multimediale genovese, un collettivo di cui ho già parlato in passato che sperimenta molteplici forme musicali, arte visiva, scrittura. Questo è il loro punto di riferimento in Rete, seguiteli assiduamente anche tramite il mio BlogRoll, il loro campo di azione coincide col concetto stesso di arte e avanguardia, di sperimentazione e stravolgimento dei limiti. Andateli a vedere ovunque vi capiti, principalmente a Genova e dintorni, ma anche altrove, non è raro vederli performare un po’ ovunque, in gruppo o da soli; sono davvero una legione di artisti, leggete la loro line-up tra i quali potrete trovare anche sorprese legate a Kipple e alla correlata Nazione Oscura. Seguiteli, non è facile trovare un collettivo simile non solo in Italia, ma anche all’estero.

Dive – Crosses are Burning | Concrete Jungle | Welcome to Hell IV


Visto ieri sera al Traffic di Roma. Terrific, mi verrebbe da dire, poderoso e granitico, oscuro, psicotico, inossidabile. Da amare oscuramente. Questi sono tra i pezzi che ho più interiorizzato nel tempo, perfetta colonna sonora del romanzo La casa degli invasati, di Shirley Jackson; pensateci, i riverberi industrial-EBM sono perfette dissonanze weird.

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