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IL KASO KREMO


Nell’estate scorsa, sul blog della NazioneOscuraKaotica sono andati online una serie di filmati e post in cui raccontavo le varie fasi del rapimento di Lukha B. Kremo, in cui presto si mischiavano eventi inesplicabili con evidenze sconvolgenti. Il tutto era stato raggruppato sotto il tag WhereIsKremo, e ora è uscito il film completo.
Il Kaso Kremo, scritto e diretto da Mariano Equizzi, in cui mi racconto apertamente, sconvolto dal rapimento di Lukha B. Kremo.
Per me, un’esperienza molto coinvolgente, un continuo concentrarsi sugli eventi e sulle implicazioni del Kaso.

La nave di Teseo presenta “I morti viventi” di George Romero | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di I morti viventi, romanzo postumo di George Romero uscito per i tipi della Nave di Teseo. Ecco di cosa si tratta:

Per molti anni, Romero ha lavorato a questo romanzo, che considerava un’espansione contemporanea dell’universo zombie creato nei suoi film. Purtroppo, è scomparso prima di completare l’opera. Nei mesi successivi alla morte del regista, i suoi eredi hanno contattato Daniel Kraus, grande ammiratore di Romero, perché concludesse questa storia.

Sinossi: Comincia con un solo corpo. Due medici legali si imbattono in un cadavere che non resterà morto a lungo. Poi si diffonde rapidamente.In un villaggio di case mobili del Missouri, un’adolescente deve difendersi da amici e parenti appena resuscitati.Su una portaerei americana, i marinai devono nascondersi dai commilitoni morti,mentre un fanatico predica il vangelo di una nuova religione della morte.In uno studio televisivo, l’unico giornalista sopravvissuto continua a trasmettere senza sapere se c’è ancora qualcuno a guardarlo, mentre i suoi colleghi non-morti minacciano di irrompere in diretta.A Washington, un dipendente federale autistico traccia quest’epidemia, raccogliendo i dati per un futuro che potrebbe non arrivare mai.Dovunque, le persone sono prese di mira sia dai vivi che dai morti. Pensate di sapere come finisce questa storia?  Vi sbagliate.

Closed Mouth – A Void


Cose gothic, un valzer di Mefisto, all’alba della notte.

Incubi al femminile: la Strange Fiction di Lisa Tuttle – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine un importante approfondimento e recensione di Walter Catalano sulla figura di Lisa Tuttle, autrice recentemente pubblicata in Italia da Edizioni Hypnos. Un estratto:

Texana trapiantata da decenni in Scozia, Lisa Tuttle si può considerare una delle principali eredi dirette contemporanee della grande tradizione femminile anglosassone della weird fiction, quella lunga e gloriosa traiettoria che dai Gothic novel di Anne Radcliffe, attraverso il Frankenstein di Mary Shelley, il romanticismo oscuro delle sorelle Bronte, le inquietudini vittoriane di Charlotte Riddell o Edith Nesbit, e quelle primo novecentesche di Edith Warthon, Elizabeth Bowen o Vernon Lee, giunge tortuosa e troppo spesso ingiustamente sottovalutata, fino al magistero di Shirley Jackson e Flannery O’Connor. Una prospettiva sul disagio femminile e una testimonianza di emancipazione letteraria, filosofica e sociale dal dominio patriarcale che, procedendo dai territori impervi e trasgressivi del gothic, dell’horror e del weird a quelli altrettanto ribelli della fantascienza e del fantasy, arriverà a includere, con la Tuttle stessa, anche Ursula K. Le Guin, Margaret Atwood, Octavia E. Butler, Alice Sheldon, Joanna Russ, Joyce Carol Oates, e decine di altre. Nel campo del fantastico, come in molti altri, è evidente quanto le autrici siano state, oltre che più presenti, anche decisamente più rilevanti degli autori.

Lisa Tuttle ha brillantemente praticato tutte le declinazioni e i sottogeneri della narrativa fantastica, ha pubblicato una Encyclopedia of feminism, ha curato come editor varie antologie miscellanee tra cui Skin of the Soul: New Horror Stories by Women (1990), raccolta horror di sole scrittrici, e Crossing the Border: Tales of Erotic Ambiguity (1998), stessa formula ma applicata a testi erotici. La sua lunga carriera letteraria inizia nel 1981, a fianco di George R.R. Martin – di cui è stata per qualche tempo compagna – con cui ha scritto il romanzo Windhaven (da noi Il pianeta dei venti); a questo sono seguiti una decina di altri romanzi, altrettante raccolte di racconti e vari testi per l’infanzia, oltre alla saggistica femminista di cui abbiamo detto. La scrittrice ha lasciato l’America fin dagli anni ’80 per trasferirsi prima a Londra, dove è stata sposata per qualche anno con il noto autore britannico Cristopher Priest, poi in Scozia dove risiede tutt’ora.

L’efficacia di questo procedimento è testimoniata nell’antologia appena pubblicata dall’infaticabile Hypnos Editore, Il profumo dell’incubo: tredici storie selezionate dalla scrittrice stessa appositamente per il pubblico italiano e che ripercorrono la sua intera carriera, da “La casa degli insettidel 1980, a “L’ultima sfida” del 2017, passando per “Sostituti” del 1992, uno dei suoi testi più apprezzati. I racconti sono tutti, senza eccezione, di straordinaria qualità: si parte sempre da una situazione apparentemente ordinaria, da problemi e conflitti di ordine naturale che, quasi inavvertitamente scivolano lentamente verso un bizzarro e un abnorme che raramente si manifestano in sovrannaturale esplicito ma restano sempre elusivi ed enigmatici. Non si può parlare a questo proposito esattamente di ghost stories, proprio come avveniva nel caso di Robert Aickman, che definiva infatti i suoi racconti strange tales. Anche la Tuttle parla di strange fiction più che di horror per dare un’idea della sua narrativa. Come ci spiega l’autrice nell’introduzione al volume, autobiografia e deriva fantastica non sono incompatibili ma complementari: così in “Il volo per Byzantium”, la partecipazione a una improvvisata convention fantascientifica in Texas diventa la porta d’ingresso nell’incubo; in “Gli oggetti nel sogno potrebbero essere più vicini di quanto sembrano”, un appuntamento con l’ex-marito vent’anni dopo la separazione per cercare una casa fantasma nel Devon con l’aiuto di Google Earth e GPS, produrrà risultati imprevedibili quanto sgraditi; la cameretta della prima infanzia o dell’adolescenza diventerà la trappola di “Sogni nell’armadio” o “L’uomo di cibo”; l’angoscia della gravidanza partorirà il delirio di “La mia malattia” o “A cavallo dell’incubo”. Non mancano gli omaggi espliciti: a Walter de la Mare in “L’ultima sfida” e soprattutto a Robert Aickman in “Il libro che ti trova”, una delle storie forse più terribili e commoventi della raccolta, in cui ispirandosi all’incontro mancato a Londra fra la Tuttle e lo scrittore ormai morente per un male incurabile, si evoca il fantasma tragico dell’amore tormentato e infelice fra Aickman e la scrittrice Elizabeth Jane Howard, spettro di tutti gli amanti respinti.

La giovane vampira e altri misteri | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione di La giovane vampira e altri misteri, raccolta edita da Hypnos Edizioni dedicata a J.H. Rosny aîné, autore belga vissuto a cavallo tra il XIX e XX secolo. La quarta:

La giovane vampira e altri misteri presenta il lato più weird e fantastico del celebre scrittore francese, uno dei grandi precursori francesi della fantascienza, a partire dal romanzo breve La giovane vampira, una delle più originali elaborazione del tema del vampiro.
Il volume, curato da Elena Furlan, propone oltre al romanzo altre quattordici storie, scelti tra il meglio della produzione macabro fantastica dell’autore.

“In Lombardia non si poteva fermare la produzione”. In Lombardia si poteva solo crepare – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine, Sandro Moiso recensisce Il focolaio. Da Bergamo al contagio nazionale, saggio di Francesca Nava che analizza la situazione Covid nel Nord Italia dell’inizio di quest’anno. Vi lascio a stralci del post.

Il titolo scelto per questa recensione è tratto dalla frase che chiude, come un macigno, il penultimo capitolo del bel saggio-reportage della giornalista di origini bergamasche Francesca Nava, appena pubblicato dagli Editori Laterza. Un saggio imprescindibile per tutti coloro che vogliano parlare o discutere, a ragion veduta, dell’inferno pandemico scatenatosi a partire dalla Val Seriana alla fine di febbraio di quest’anno.
Un inferno sanitario e sociale che più ancora che nel virus, classificato per semplicità come Covid-19, affonda le sue radici in un autentica infamia economica, politica e istituzionale generalizzata, nei confronti della quale, nel corso degli ultimi mesi, si sono mossi i parenti delle vittime raccolti nel Comitato Noi denunceremo. Verità e giustizia per le vittime da Covid-19. Infamia che sta alle spalle anche di una gestione opaca sia dei provvedimenti che dell’informazione riguardanti la pandemia.

Un’opacità che, in questi giorni di ripresa, altamente prevedibile, dei contagi, ancora caratterizza tutti gli atti e le notizie che riguardano una situazione sociale e sanitaria destinata a peggiorare nel corso dell’autunno-inverno (così come l’epidemia di influenza “spagnola” avrebbe dovuto insegnare ai soloni della scienza, dell’informazione e della politica istituzionale). Una linea d’ombra determinata dalla necessità strumentale, soprattutto economica e politica, di non diffondere il panico che già tanto ha contato fin da gennaio qui in Italia e che ancora sembra essere l’unica autentica strategia, insieme all’uso della forza pubblica e dell’esercito, di mantenimento dell’ordine produttivo. A qualsiasi costo.
Ordine produttivo che fin dagli ultimi giorni di febbraio, in Val Seriana e nella bergamasca, è diventato il vero e unico fattore di determinazione delle scelte sanitarie e sociali che avrebbero dovuto essere prese. Sia dal governo regionale che da quello nazionale. Ed è proprio in questa dipendenza delle decisioni politiche dalla volontà imprenditoriale, che ha finito coll’accomunare le scelte dei rappresentanti della Lega e del Centrodestra a quelle dei partiti e del governo di area giallo-rossa, che l’autrice affonda il rasoio del suo ragionamento e della sua implacabile ricostruzione dei fatti.

Nel sottolineare, a più riprese, come la sanità pubblica lombarda sia stata fatta letteralmente a pezzi da due riforme «improvvide, illegittime e di dubbia costituzionalità, quella del 1997 di Roberto Formigoni e l’altra di Roberto Maroni del 2015»1, Francesca Nava non dimentica mai di rammentare al lettore come lo spettacolo del rimpallo di responsabilità tra governo nazionale e governo regionale sulla gestione della pandemia, così come si è sviluppato anche davanti alla Procura di Bergamo che indaga sulle stesse, sia del tutto funzionale alle politiche effettivamente adottate e dettate quasi esclusivamente dalla voce del padrone.
Padrone che assume le fattezze precise della Confindustria lombarda e del suo rappresentante più importante, il presidente Marco Bonometti, che fin dai primi giorni (quelli che si sarebbero rivelati poi fatali per la diffusione dell’epidemia) si rivelò sintonizzato soltanto «sul fatto che, se l’Italia si fosse fermata e altri paesi gli avessero fottuto le commesse, lui avrebbe avuto un danno irreparabile»2.

A capo di Confindustria Lombardia dal novembre del 2017, Bonometti è presidente e amministratore delegato delle Officine Meccaniche Rezzatesi (Omr): colosso delle componenti per auto, con 3.600 dipendenti, sedici stabilimenti nel mondo e quasi 800 milioni di fatturato l’anno. La sua società, con oltre cent’anni di storia alle spalle e a capitale privato posseduto al 100% dalla famiglia Bonometti, vanta nella lista dei clienti le principali case automobilistiche, con la Ferrari come fiore all’occhiello. Nella città-contea cinese dello Huixian, a oltre 600 chilometri di distanza dal focolaio epidemico del coronavirus, si trova Omr China Automotive Components, lo stabilimento verticalizzato (dagli impianti di fusione del rottame al pezzo finito) […] specializzato nella produzione di assali e componenti per mezzi speciali che occupa oltre 600 dipendenti. Alla fine gennaio l’Omr fa rientrare dalla Cina dieci suoi lavoratori: tra questi ci sono cittadini italiani, tedeschi e cinesi. Vengono messi tutti in quarantena3.

Il 28 febbraio, nel corso di un’intervista radiofonica, Bonometti dichiara: «Bisogna rimediare cercando di abbassare i toni e far capire all’opinione pubblica che la situazione si sta normalizzando. Giustamente si son prese delle misure drastiche prima, ma oggi bisogna gestire la situazione in modo diverso. Bisogna far capire che la gente può ritornare a vivere come prima, salvaguardando sempre il problema della salute». Il giorno seguente, 29 febbraio parla anche di “danno di immagine” con una eventuale zona rossa che «crea danni economici anche alle altre aziende»4.

È ovvio che il bisogno del LiberoMercato viene completamente prima di qualsiasi necessità umana. Ed è questo l’unico, incontrovertibile, fondamentale e semplice punto su cui tutti dovremmo ragionare a fondo per rottamare poi il regime economico in cui ci troviamo immersi, responsabile di questo virus.

L’attesa delle distanze psichiche


Aspetto di essere adeguato alle distanze psichiche per contemplare l’angoscia di un delirio, di una complessità estremamente inumana.

Esce il primo fumetto Kipple, Lovecraft from beyond | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Lovecraft from Beyond è la graphic novel in collaborazione con Electric Sheep Comics – completamente a colori – scritta da Claudio Fallani e Alessandro Zanieri, magistralmente disegnato da Sascha Ciantelli e colorato da Maurizio Toccafondi.
Inauguriamo così la collana “kgrrraffi”, a cura di Roberto Bommarito e Alessandro Napolitano, e una serie di preziosi volumi cartonati – a colori e in grande formato – tutti da collezionare. Dal 14/10 su www.kipple.it, nei principali store online e nelle librerie.

In questo prezioso albo ripercorriamo la vita dello scrittore, in una discesa immaginifica attraverso il reale e i personaggi immaginari partoriti dalla mente di Lovecraft, resi immortali nelle sue opere.

LA QUARTA

Nella graphic novel “Lovecraft from Beyond” si ripercorre la vita dello scrittore raccontando le vicende fondamentali della vita reale, combinandole con i personaggi immaginari, partoriti dalla mente di Lovecraft e resi immortali nelle proprie opere.

SINOSSI

Lovecraft si reca da Willet, un alienista, personaggio immaginifico descritto nel racconto “The Case of Charles Dexter Ward” e con lui si mette a nudo, raccontando gli incubi che lo tormentano. È un tentativo di dare un significato alle proprie angosce, di comprendere verità sconcertanti che sembrano essere a portata di mano, ma sfuggono inesorabilmente portandolo giorno dopo giorno in un abisso senza luce né riscatto.
Se nel graphic novel le confidenze più intime vengono rivolte a un personaggio immaginario, è simbolico che uno dei primi sogni narrati vedano come protagonista Samuel Loveman, poeta amico di Lovecraft che in questa opera muore tragicamente dopo essersi avventurato all’interno di una cripta nelle viscere della terra per svelare un mistero innominabile. Allontanatosi dagli amici, persa la moglie e i legami familiari, Lovecraft si ammala di cancro e il deterioramento oltre che mentale si manifesta anche a livello fisico. L’unica via di fuga è rifugiarsi nella scrittura e nei racconti da cui trae forza per un processo di rinascita per essere consegnato per sempre alla Storia. Questo processo è affidato ancora una volta a Wilcox, che gli riporta un messaggio di speranza: “Ha trasceso la morte, signor Lovecraft. Adesso si trova nel luogo dove dimorano i miti, ide moni e gli dei. Gli archetipi formanti dell’universo. Lei stesso è assurto a mito e potrà vivere in ogni uomo. Il massimo al quale uno scrittore possa aspirare. Non crede?”

GLI AUTORI

Una storia completamente a colori di Claudio Fallani e Alessandro Zanieri, magistralmente disegnato da Sascha Ciantelli e colorato da Maurizio Toccafondi.

LA COLLANA

Kgrrraffi è la collana di comics dedicata all’immaginario Weird e Fantastico in tutte le sue declinazioni, a cura di Roberto Bommarito e Alessandro Napolitano. Una serie di preziosi volumi cartonati, a colori e in grande formato, tutti da collezionare.

Lovecraft from beyond AA.VV.
– Storia di Claudio Fallani e Alessandro Zanieri
– Disegni di Sascha Ciantelli
– Colorazione a cura di Maurizio Toccafondi

Kipple Officina Libraria
Albo di fumetti, 2020 — Pag. 88 – € 25,00 — 978-88-32179-40-8

Link

Il ritorno dei Grandi Antichi, ecco la doppia storica antologia | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di un’opera magna per Gianfranco De Turris: Il ritorno dei Grandi Antichi, antologia dedicata ovviamente alla seminale visione di HP Lovecraft. Magna perché l’opera è divisa in due tomi, cartacei o digitali, dove ventotto autori italiani si sono misurati sull’impegnativo tema. In uscita per DelosDigital.

Il pantheon alieno (nel senso etimologico e fantascientifico del termine) creato dal Maestro di Providence, di cui il Grande Cthulhu, che giace sognando nella sommersa R’lyeh, è l’espressione simbolica e conosciuta per eccellenza, è ancora oggi popolarissimo. Mi sembrava il caso, dopo tanti anni, di trarre una specie di bilancio di questa potente fonte ispirativa, e ho chiesto di cimentarvisi sia ad autori vecchi che nuovi, non intendendo i due termini solo dal punto di vista dell’età anagrafica, ma anche di quella letteraria. Le idee dei ventisette autori che fanno parte di questa antologia, divisa in due parti, sono le più diverse, direi soprattutto le più inaspettate, al di fuori dei luoghi comuni e dei cliché che per decenni hanno caratterizzati i racconti “alla Lovecraft”, ma anche quanto a “genere” non si cade nella ovvietà: non ci sono soltanto le storie di puro orrore, non mancano le storie poliziesche, le storie d’amore, la pura cronaca e addirittura il grottesco, l’umoristico, il sorprendente e il surreale, lo psicologico e il metaletterario. Non si rabbrividisce soltanto, si sorride anche, e spesso ci sono ipotesi che ti lasciano interdetto, sollevano dubbi e inquietudini. Non faccio nomi esemplificativi per non far torto a nessuno e per lasciare il gusto della scoperta e della sorpresa, ma tutti meritano, e lo dice uno che è diretto interessato, avendoli scelti! (dall’introduzione di Gianfranco de Turris)

Cut-Up Publishing presenta “Il Corvo e tutte le poesie” di Edgar Allan Poe | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di una nuova pubblicazione per CutUp: Il Corvo e tutte le poesie, di Edgar Allan Poe. Un grimorio dei versi di quest’artista che non smette, a 170 e più anni dalla morte, di essere seminale.

Sono state qui raccolte tutte le opere in versi di Poe, da Tamerlano e Altre Poesie (1827), Al Aaraaf, Tamerlano e Poesie Minori (1829), Poesie (1831) fino a Il Corvo e Altre Poesie (1845), tradotte dal Premio Elgin Award e due volte Premio Bram Stoker Award Alessandro Manzetti.
Non mancano contenuti extra sorprendenti: libere interpretazioni di quattro delle poesie di Poe da parte dei poeti Linda D. Addison (Premio Bram Stoker Award alla Carriera) e Alessandro Manzetti. Il volume è arricchito inoltre da illustrazioni interne tematiche realizzate dal disegnatore Stefano Cardoselli. Un libro magnifico da collezionare e conservare con cura.

La Ragazza con la Valigia

Ironia e parodie, racconti di viaggio e di emozioni…dentro, fuori e tutt’intorno !!

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Qui all'ombra si sta bene (A. Camus, Opere, p. 1131)

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“Siamo l’esperimento di controllo, il pianeta cui nessuno si è interessato, il luogo dove nessuno è mai intervenuto. Un mondo di calibratura decaduto. (…) La Terra è un argomento di lezione per gli apprendisti dei.” Carl Sagan

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