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Le mini recensioni di Horror Magazine – Nostra signora delle scaglie


Su HorrorMagazine una piccola recensione a Nostra signora delle scaglie, di Francesco Corigliano, uscito per la collana weird di DelosDigital. Eccola qui sotto:

Nostra signora delle scaglie di Francesco Corigliano è un piccolo gioiello. Asciutto, senza inutili divagazioni, il racconto segue una trama lineare che costringe il lettore a continuare nella lettura perché la verità ci venga finalmente presentata. Pagina dopo pagina, l’incredibile si mescola a una realtà così ben delineata da risultare familiare: un Sud assolato e polveroso che è in realtà ogni luogo e che una volta riconosciuto, lo si afferra perché rimanga impresso nella memoria.

Tra donne che hanno scelto di prendere il verde e una comunità legata a più riconoscibili – ma non per questo meno oscuri – culti, si compie infine quel che non può essere raccontato. Nostra signora delle scaglie è un weird delizioso che non deluderà gli appassionati del genere.

Epifanie | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione di una nuova uscita per la collana InnsMouth di Delos Digital, diretta da Luigi Pachì e dedicata al weird: Epifanie, di Ian Delacroix. La quarta:

Epifanie è una storia ambientata (e scritta) a Praga e ricrea le atmosfere di Kafka e Gustav Meyrink, strizzando l’occhio anche ai poeti francesi. È divisa in cinque capitoli, con storie che si intrecciano (un uomo sconfitto dalla vita apre una porta del proprio palazzo che non deve aprire e si trova catapultato suo malgrado a Praga; un collezionista di oggetti strani mette le mani sulla Collana di Unghie citata in un racconto antico; una donna – morta ma sognante – si vendica dell’uomo che l’ha lasciata per scegliere gli abiti talari; un pittore porta la sua ispirazione e l’amata perduta dentro un quadro…) sino all’epilogo finale tutto da scoprire.

Ultimo estratto da “Il sigillo imperiale”, di Sandro Battisti (InnsMouth, Delos Digital)


Ultimo breve estratto dalla mia recente pubblicazione Il sigillo imperiale, racconto weird/SF ambientato nell’Impero Connettivo e uscito per la collana InnsMouth diretta da Luigi Pachì, per i tipi DelosDigital; qui potrete trovare l’incipit e il seguito:

– Abbiamo bisogno di un riscontro pratico.
Il plenipotenziario Sillax era in piedi e il fruscio della sua divisa connettiva, mentre si era voltato verso Andronico, ingannava per gli apparenti fremiti della seta naturale; si trovavano nel salone di una prefettura remota, le suppellettili erano lontanamente parenti del sontuoso olografico che impreziosiva ogni ufficio dell’Impero Connettivo, di quello Stato che imperava sullo spazio e sul tempo alla maniera dell’antico Impero Romano e al cui comando c’era l’alieno nephilim, Totka_II. Sillax era il postumano più vicino all’imperatore, la genia umana era stata sostituita da una stirpe di uomini aumentati e la popolazione imperiale, decine di miliardi di individui dalla longevità estrema, aveva preso a riempire ogni piega dell’impero, spazio profondo compreso.
– Che tipo di riscontro, Potente? – chiese garbatamente Andronico.
– Oh, è semplice – si schernì Sillax – informazioni, alla fine.
Un breve sorriso comparve sulle labbra di Andronico, una piega che sembrava amara: – Ogni cosa è informazione, mio signore.
– Certo! – confermò l’anziano plenipotenziario, si narrava che i suoi ringiovanimenti quantici dovevano essere giunti all’invidiabile ammontare di cinque iterazioni – Ogni nostra transazione economica è informazione, ma non è questo il punto che c’interessa: il nostro imperatore ha individuato alcune anomalie nello spaziotempo di un luogo che, ormai, dovrebbe essersi consolidato dal punto di vista energetico, ma che a quanto pare in qualche modo ci sfugge; è, questo, un territorio che ha visto svilupparsi in epoca arcaica e preistorica, così gli umani chiamavano i momenti in cui non potevano risalire ad alcuna informazione cronologica accertabile, tribù e villaggi sempre più complessi, che si allontanavano dalla semplicità atavica dei primi insediamenti spontanei per scalare, via via, le sofisticazioni delle società sempre più complesse, in cui la ragione di Stato cominciava a inglobare i dialoghi con i luoghi sacri, rendendoli sempre di più distretti del potere…
“Perché mi sta facendo una lezione sociopolitica?”, si chiese a un certo punto Andronico.
– …e perciò, sapendo che lei è già giunto alla saturazione della sua attenzione, vengo al punto – sintetizzò Sillax, donando all’altro un’acuta sensazione di telepatia. La stanza della prefettura era gremita di graduati dell’esercito imperiale, le loro divise da connessione ridondavano di broccati in fibre connettive che assicuravano un ampio utilizzo dei comandi olografici d’interfaccia, con innumerevoli dimensioni matematiche in danza che, in quel momento, li stavano sovrastavano di overflow grafici.
– Mi dica, Potente, l’ascolto attentamente – rispose asciutto Andronico, smettendo di farsi domande.
– Ecco, c’è bisogno di un sopralluogo, potremmo definirlo così, per monitorare lo stato dell’energia psichica dove un tempo sorgevano i boschi sacri degli antichi Italici, chiamiamoli in questo modo per semplificare le varie popolazioni etrusche romane, latine, umbre e quant’altro presenti nel settore tridimensionale, un tempo identificabile come Centro Italia.
– Perché? – chiese fermo il funzionario Andronico.
– Non deve conoscere i dettagli del perché il nostro imperatore necessita di tali informazioni, non così a fondo: per aiutarla, però, le dirò che il nostro sistema olografico, in cui esistiamo ed elaboriamo le strategie di espansione, ha bisogno della coordinazione di ogni vettore dimensionale, in particolare delle forme illusorie del passato, del presente e del futuro, che insieme costituiscono comunque una nervatura fondamentale del nostro sistema informativo. Ciò le deve bastare: lei, in ogni caso, dovrà mappare le variazioni empatiche ed energetiche locali e, soprattutto, la scala della sacralità che incontrerà nei quadranti che le segnalerò di volta in volta.
– È un lavoro immenso, credo – balbettò il funzionario.
– Certo, ma non si preoccupi, avrà dei validi aiuti…

Secondo estratto da “Il sigillo imperiale”, di Sandro Battisti (InnsMouth, Delos Digital)


Di seguito potrete leggere un secondo, breve estratto dalla mia recente pubblicazione Il sigillo imperiale, racconto weird/SF ambientato nell’Impero Connettivo e uscito per la collana InnsMouth diretta da Luigi Pachì, per i tipi DelosDigital; qui potrete trovare l’incipit:

– Ci osservano? – in quel modo Xendra aveva rotto il silenzio della selva, del loro cammino sui sentieri appena visibili che, Andronico, implementava nella propria visione olografica da impianto. Si voltò verso lei mentre piegava un ramo che ostruiva il loro cammino, in direzione di un picco roccioso che poteva rivelare al meglio il territorio intorno.
– Sì, loro sono sempre qui. Le antenne che usano sono questi alberi, antichi esseri vegetali in cui si annidano frotte di energie disincarnate, in agguato, come bande di briganti.
Xendra era rimasta alcuni istanti in silenzio; Andronico sapeva che lei era ancora in ascolto, valutava ciò che aveva intorno.
– Sembra quasi che ci scherniscano – disse a un certo punto la donna, quasi trasalendo. La luce del sole era diventata obliqua, il pomeriggio era ormai maturo. Lei indicava le fronde.
– Potresti aver ragione – rispose neutro lui, sapeva che la sensazione dell’altra era giusta: il luogo che stavano trapassando era ciò che rimaneva di un antico bosco sacro; i Latini, gli Etruschi e le popolazioni arcaiche precedenti vi avevano officiato riti cruenti, vi avevano seppellito orrende epifanie che, intatte, avevano attraversato l’enorme arco dell’entropia per giungere fino a loro due.
Ogni angolo di quel bosco narrava sottilmente una strana forma di magia. Più antica del tempo.

– Dove andiamo, quindi? – chiese Xendra osservando, a sua volta desolata, il laghetto e le piccole alture di pietra grigia che li abbracciavano.
– La domanda giusta direi che è quando andiamo. Sembra si debba attendere il momento giusto per oltrepassare questi luoghi, mi pare un percorso iniziatico più che un viatico verso qualcosa, o qualcuno.
La donna postumana rimase immota nell’ascoltare il vibrare indistinto della paura; era succube di una forma di curiosità, di dovere e di conoscenze estreme, di tipo militare.
– La cosa corretta da fare, dopo aver provato la triangolazione con gli avamposti imperiali, è attendere i segnali giusti per poter carpire il senso di questa missione. So che capisci ciò, ma credo in modo diverso da me… – aggiunse infine Andronico, quasi a scusarsi che non potesse dire altro, o che non sapesse spiegare meglio.
– Se rimaniamo qui per la notte dovremo allora schermarci da tutto il caos cognitivo del tempo arcaico… – affermò lei con una certa sicurezza; non attese troppo tempo per dirlo e pensò che il silenzio tra loro potesse essere più orribile dell’assenza dei rumori antropici nel bosco, e verso il laghetto prospiciente.
– Certo, in quel modo la paura non falserà la nostra missione – confermò asciutto il postumano, assentendo col capo. Poi si rannicchiò su sé, in una posizione che sembrava una forma di comunicazione col cosmo soprastante e, contemporaneamente, un tipo di testuggine romana da combattimento; sembrava impegnato in un estremo tentativo di proteggersi, intelligente ed efficace. – La notte potrebbe essere nostra alleata, nonostante le apparenze – sentenziò subito dopo; pensò che dovesse essere dogmatico per scacciare via la paura dalla sua compagna, che s’insinuava subdola anche in lui, che rischiava di far fallire la loro missione e, soprattutto, di perderli in quel continuum.

Estratto da “Il sigillo imperiale”, di Sandro Battisti (InnsMouth, Delos Digital)


L’incipit della mia recente pubblicazione Il sigillo imperiale, racconto weird/SF ambientato nell’Impero Connettivo e uscito per la collana InnsMouth diretta da Luigi Pachì, per i tipi DelosDigital.

Emerse dall’intricato del bosco e si affacciò su una piccola altura; un lago irregolare grigio e placido si estendeva sotto di lui e amplificava il bigio crepuscolare sopra di lui. Intorno altre balze, il terreno sassoso tra i suoi piedi sembrava franare da un momento all’altro verso lo specchio d’acqua ma, in realtà, non faceva altro che amplificare il senso di cinereo dell’intero paesaggio. Il verde degli alberi era spento, ma vivo di quelle tonalità virili che narrano dell’autunno inoltrato; Andronico provò un brivido intenso e un senso di freddo lo prese allo stomaco, gli si allungò fin nelle viscere: era in piedi ad ammirare fintamente il paesaggio, ma il suo mondo interiore era in fermento, viveva un disagio che affondava dicotomico nella sua psiche e nel bosco alle sue spalle.
– Dove siamo? – chiese Xendra, uscendo pure lei sulla radura; il respiro delle fronde le era ancora addosso.
– Dove non dovremmo – rispose asciutto lui, lo sguardo aggrottato di un preoccupato che sezionava l’orizzonte.

Quello che non potevano più sentire, sul limitare della selva, era un basso respiro inerziale del mondo vegetale. Quella vibrazione li aveva accompagnati fino alla pietraia sul lago, cullandoli di messaggi a basso livello, mostrando loro un lato del reale che gli tormentava inconsapevolmente i pensieri con disturbi esatti, trigonometrie di continuum adiacenti lasciate sedimentare, crescere, svilupparsi secondo percorsi sbagliati, alcune volte orrendi, altre sconosciuti, altre ancora falsamente banali da risultare ingannevoli: un Cavallo di Troia gettato subdolamente nella loro psiche per farli abboccare a dinamiche aberranti, che quando te ne accorgi è davvero troppo tardi…
Nel bosco, i lecci si erano disposti e ordinati secondo logiche apparentemente vegetali, interpretando leggi della Natura che non avrebbero convinto nemmeno un pagano: geometrie scalene risaltavano del loro abominio strisciante e rilucevano di nero corticale sui fusti più vecchi, si agitavano al vento più insidioso e nuovi arbusti crescevano sui crinali di creta che, d’estate, crepavano al calore della canicola e d’autunno, e d’inverno si gonfiavano di marcescenti punti di vista animistici; genius loci imponevano il loro culto alle energie più prossime, ed erano le divinità di un pantheon talmente arcaico che provenivano dai tempi dei Neanderthal.

L’ultima stanza | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione di L’ultima stanza, racconto di Giorgia Simoncelli uscito in ebook per la collana weird InnsMouth, diretta da Luigi Pachì. La quarta:

Luca si è appena trasferito e nella nuova casa scopre qualcosa di incredibile: nell’ultima stanza, quella che ha scelto per ammassare gli scatolini con i pezzi della sua vita di prima, il tempo si ferma. All’inizio sembra solo un’assurdità, un guasto del cellulare che rimane fisso sulla solita ora, ma poi, giorno dopo giorno, Luca capisce che non è così, che la stanza è realmente fuori dal tempo. Che fare adesso? Cosa significa avere d’improvviso più tempo, tutto il tempo? Luca pensa sia una benedizione, quello di cui, come scrittore, ha sempre avuto bisogno, ma forse non è così.

Delos Digital presenta “Tentacoli” | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di Tentacoli, racconto di Roberto Guarnieri uscito per la collana weird InnsMouth di Delos Digital. La quarta:

Un incidente, un trauma cranico e per Roberto Spada inizia un lungo incubo fatto di angoscia e allucinazioni. Ma le creature tentacolari che invadono le vie della città sono solo le visioni di una mente malata o un reale pericolo da affrontare prima che sia troppo tardi?

Il sigillo imperiale | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione dell’uscita di un mio racconto in ebook per la collana weird InnsMouth, Delos Digital, diretta da Luigi Pachì. Il titolo è Il sigillo imperiale e narra di vicende weird nell’Impero Connettivo; la quarta:

Andronico e Xendra sono degli psiconauti postumani al servizio dell’Impero Connettivo. La loro missione è sul filo delle dimensioni e dei riti sciamanici che i popoli arcaici del Centro Italia officiavano, evocando energie dei luoghi, della natura e soprannaturali. Si troveranno a interagire con le entità dei boschi sacri, lì dove il senso di realtà è labile; ma cos’è, esattamente, la realtà?

Il libro digitale è acquistabile sul market di DelosBooks al prezzo di 1.99€ e su altri store, come Kobo e Amazon. Buona lettura!

Delos Digital presenta “Il Dio rosso” | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di Il dio rosso, libro digitale di Jack London uscito per la collana InnsMouth, diretta da Luigi Pachì per DelosDigital, dove si esplora a 360° il weird. La quarta:

Bassett, uno scienziato naturalista, si trova impegnato nell’Oceano Pacifico in una spedizione nell’oscura giungla dell’isola di Guadalcanal per raccogliere farfalle. Qui sente un suono magnifico e struggente che si propaga dalla foresta fin sulla spiaggia dove è sbarcato. Bassett si mette così alla ricerca dell’origine di quel suono ma viene catturato dai nativi, spietati cacciatori di teste. Qui scopre che i selvaggi adorano un qualcosa di misterioso di origine sconosciuta e al quale compiono sacrifici umani. Così Bassett scopre l’esistenza del Dio Rosso, ne diventa ossessionato tanto che alla fine rischierà tutto per scoprire la verità celata al centro della giungla.

Muco di fata | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione della nuova uscita per la collana weird di DelosDigital, InnsMouth diretta da Luigi Pachì: Muco di fata, di Tamara Deroma. La quarta:

Roberto vive in un condominio alla periferia di Milano. È un tipo tranquillo, sfuggente. Si accontenta di vivere le vite altrui in maniera indiretta, come se leggesse un libro. Una sostanza sconosciuta permette a Roberto di penetrare nei muri del suo condominio, gli permette di estendere la sua volontà all’intera struttura in cui vive. Attraverso muri e tubature, Roberto ascolta i discorsi degli altri condòmini. Conosce ogni segreto; è un osservatore silenzioso, discreto. Poi entra in scena Salvo, il cafone della porta accanto.

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