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Archivio per Interrogazioni sul reale

Regole matematiche antropiche


Ascolto la complessità matematica del cosmo tradursi in suoni e immagini, altre regole di matematica esoterica che descrivono l’utopia di una comprensione staticamente antropica.

Cose che non…


Lasciando andare le onde del tempo ti ritrovi a cercare istanti, domande, odori di un momento che non doveva accadere.

Ecco il secondo Odissea Argento, In un altro paese di Robert Silverberg | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione dell’Urania Odissea Argento numero 2, In un altro paese di Robert Silverberg, un’opera che non conosco ma che ha subito catturato la mia attenzione. Ecco la quarta:

“L’estate la trascorsero a Capri, nella villa di Augusto, nel cuore della stagione più fulgida dell’imperatore all’apice del suo regno, mentre in autunno ci fu il pellegrinaggio alla dorata Canterbury. Dopo sarebbero andati a Roma per Natale, per vedere l’incoronazione di Carlo Magno. Ma adesso era primavera nel loro meraviglioso viaggio, era quel glorioso mese di maggio verso la fine del Ventesimo Secolo, destinato a finire con un improvviso ruggito di morte e un cielo rosso fumante.”

Così inizia In Another Country, il magnifico romanzo breve (finora inedito in Italia) che Robert Silverberg scrisse per la collana della Tor che riuniva in un unico volume un classico della fantascienza (in questo caso lo splendido Vintage Season del duo C.L.Moore/H.Kuttner) e un seguito composto da un autore contemporaneo.

Come dice lo stesso Silverberg nell’introduzione, lui preferì riscrivere la stessa storia da un altro punto di vista piuttosto che un seguito, ma cercò (a nostro modesto parere con grande successo) di riproporre lo stile lirico della Moore, riuscendo a ricreare un’atmosfera di pathos che ha pochi eguali nella sua immensa produzione.

IL KASO KREMO


Nell’estate scorsa, sul blog della NazioneOscuraKaotica sono andati online una serie di filmati e post in cui raccontavo le varie fasi del rapimento di Lukha B. Kremo, in cui presto si mischiavano eventi inesplicabili con evidenze sconvolgenti. Il tutto era stato raggruppato sotto il tag WhereIsKremo, e ora è uscito il film completo.
Il Kaso Kremo, scritto e diretto da Mariano Equizzi, in cui mi racconto apertamente, sconvolto dal rapimento di Lukha B. Kremo.
Per me, un’esperienza molto coinvolgente, un continuo concentrarsi sugli eventi e sulle implicazioni del Kaso.

Le novità di Dario Abate Editore | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione delle prossime uscite editoriali della Dario Abate Editore; tra le tante, mi incuriosisce molto questa:

LUCIA CARLUCCIO – IL CIGNO E LA BALLERINA: Romanzo vincitore della II Edizione del Premio Letterario Internazionale DAE

Caroline, una ragazza irrequieta e creativa, è perseguitata da continue allucinosi che la terrorizzano. La memoria che emerge riguarda l’incubo infantile di quando aveva la febbre alta e ora quelle percezioni investono anche gli oggetti reali che la circondano. Le immagini emblematiche del cigno e della ballerina ci parlano dell’entanglement e, così, fisica quantistica e narrativa, pur viaggiando parallele, si incontrano: è un’esplorazione che va al di là del tempo e dello spazio.

Tryhm – Chamber Of Mirrors


Nelle catacombe del Nulla senziente.

Sensorio liquido


Asciutto, come un sensorio che sa di esangue, mentre la notte si appresta a divenire liquida.

Alessandro Gatti vince il Premio ShortKipple 2020 | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]
E il vincitore del Premio SHORT-KIPPLE 2020 è 🏆 ALESSANDRO GATTI 🏆 con il racconto “Il concorso che non vincerò”.
La motivazione: “Alessandro Gatti ha vinto il #Premio #ShortKipple con un racconto sorprendente, una delusione d’amore che prende una piega inattesa; un bellissimo omaggio alla SF, al pop, all’ucronia, al ricordo di un’artista che non c’è più. Una storia commovente.”

Incubi al femminile: la Strange Fiction di Lisa Tuttle – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine un importante approfondimento e recensione di Walter Catalano sulla figura di Lisa Tuttle, autrice recentemente pubblicata in Italia da Edizioni Hypnos. Un estratto:

Texana trapiantata da decenni in Scozia, Lisa Tuttle si può considerare una delle principali eredi dirette contemporanee della grande tradizione femminile anglosassone della weird fiction, quella lunga e gloriosa traiettoria che dai Gothic novel di Anne Radcliffe, attraverso il Frankenstein di Mary Shelley, il romanticismo oscuro delle sorelle Bronte, le inquietudini vittoriane di Charlotte Riddell o Edith Nesbit, e quelle primo novecentesche di Edith Warthon, Elizabeth Bowen o Vernon Lee, giunge tortuosa e troppo spesso ingiustamente sottovalutata, fino al magistero di Shirley Jackson e Flannery O’Connor. Una prospettiva sul disagio femminile e una testimonianza di emancipazione letteraria, filosofica e sociale dal dominio patriarcale che, procedendo dai territori impervi e trasgressivi del gothic, dell’horror e del weird a quelli altrettanto ribelli della fantascienza e del fantasy, arriverà a includere, con la Tuttle stessa, anche Ursula K. Le Guin, Margaret Atwood, Octavia E. Butler, Alice Sheldon, Joanna Russ, Joyce Carol Oates, e decine di altre. Nel campo del fantastico, come in molti altri, è evidente quanto le autrici siano state, oltre che più presenti, anche decisamente più rilevanti degli autori.

Lisa Tuttle ha brillantemente praticato tutte le declinazioni e i sottogeneri della narrativa fantastica, ha pubblicato una Encyclopedia of feminism, ha curato come editor varie antologie miscellanee tra cui Skin of the Soul: New Horror Stories by Women (1990), raccolta horror di sole scrittrici, e Crossing the Border: Tales of Erotic Ambiguity (1998), stessa formula ma applicata a testi erotici. La sua lunga carriera letteraria inizia nel 1981, a fianco di George R.R. Martin – di cui è stata per qualche tempo compagna – con cui ha scritto il romanzo Windhaven (da noi Il pianeta dei venti); a questo sono seguiti una decina di altri romanzi, altrettante raccolte di racconti e vari testi per l’infanzia, oltre alla saggistica femminista di cui abbiamo detto. La scrittrice ha lasciato l’America fin dagli anni ’80 per trasferirsi prima a Londra, dove è stata sposata per qualche anno con il noto autore britannico Cristopher Priest, poi in Scozia dove risiede tutt’ora.

L’efficacia di questo procedimento è testimoniata nell’antologia appena pubblicata dall’infaticabile Hypnos Editore, Il profumo dell’incubo: tredici storie selezionate dalla scrittrice stessa appositamente per il pubblico italiano e che ripercorrono la sua intera carriera, da “La casa degli insettidel 1980, a “L’ultima sfida” del 2017, passando per “Sostituti” del 1992, uno dei suoi testi più apprezzati. I racconti sono tutti, senza eccezione, di straordinaria qualità: si parte sempre da una situazione apparentemente ordinaria, da problemi e conflitti di ordine naturale che, quasi inavvertitamente scivolano lentamente verso un bizzarro e un abnorme che raramente si manifestano in sovrannaturale esplicito ma restano sempre elusivi ed enigmatici. Non si può parlare a questo proposito esattamente di ghost stories, proprio come avveniva nel caso di Robert Aickman, che definiva infatti i suoi racconti strange tales. Anche la Tuttle parla di strange fiction più che di horror per dare un’idea della sua narrativa. Come ci spiega l’autrice nell’introduzione al volume, autobiografia e deriva fantastica non sono incompatibili ma complementari: così in “Il volo per Byzantium”, la partecipazione a una improvvisata convention fantascientifica in Texas diventa la porta d’ingresso nell’incubo; in “Gli oggetti nel sogno potrebbero essere più vicini di quanto sembrano”, un appuntamento con l’ex-marito vent’anni dopo la separazione per cercare una casa fantasma nel Devon con l’aiuto di Google Earth e GPS, produrrà risultati imprevedibili quanto sgraditi; la cameretta della prima infanzia o dell’adolescenza diventerà la trappola di “Sogni nell’armadio” o “L’uomo di cibo”; l’angoscia della gravidanza partorirà il delirio di “La mia malattia” o “A cavallo dell’incubo”. Non mancano gli omaggi espliciti: a Walter de la Mare in “L’ultima sfida” e soprattutto a Robert Aickman in “Il libro che ti trova”, una delle storie forse più terribili e commoventi della raccolta, in cui ispirandosi all’incontro mancato a Londra fra la Tuttle e lo scrittore ormai morente per un male incurabile, si evoca il fantasma tragico dell’amore tormentato e infelice fra Aickman e la scrittrice Elizabeth Jane Howard, spettro di tutti gli amanti respinti.

La giovane vampira e altri misteri | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione di La giovane vampira e altri misteri, raccolta edita da Hypnos Edizioni dedicata a J.H. Rosny aîné, autore belga vissuto a cavallo tra il XIX e XX secolo. La quarta:

La giovane vampira e altri misteri presenta il lato più weird e fantastico del celebre scrittore francese, uno dei grandi precursori francesi della fantascienza, a partire dal romanzo breve La giovane vampira, una delle più originali elaborazione del tema del vampiro.
Il volume, curato da Elena Furlan, propone oltre al romanzo altre quattordici storie, scelti tra il meglio della produzione macabro fantastica dell’autore.

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