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Strano il destino, no?


Ti ricordi delle frecciate lanciate sull’onda delle parole, ci tenevi sempre a blandire e poi irridere, in qualsiasi momento o situazione avevi sempre da ridire; e ora, che sei nella possibilità di farlo con cognizione di causa, non hai più la possibilità cerebrale di riuscirci.

Depeche Mode – Strangelove


Un clip che avevo dimenticato dei DepecheMode, sensuale ed elettropop_ironico.

Nella collana eAvatar esce “Capitalpunk”, di Lorenzo Davia, finalista Premio Urania 2019 | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

coverCapitalpunk di Lorenzo Davia, romanzo finalista al Premio Urania 2019, esce oggi per la collana eAvatar. In un mondo dove il Capitalismo è l’unica religione, la risorsa postumana Captain Capitalism si batte per il trionfo del Libero Mercato. Ma tra gli Esuberi e i disoccupati sorge una nuova minaccia: Democrazy, che conosce i più oscuri segreti dell’economia mondiale. L’ebook è disponibile su www.kipple.it e nei principali store online. Copertina di Ksenja Laginja.

SINOSSI
Lorenzo Davia ha trovato una ricetta per destrutturare il nostro modo di vivere, il mondo governato dal capitale, le sue regole, i suoi assunti, le sue disumanizzazioni e i risvolti più deliranti che ci sembrano la normalità: lo ha fatto per mezzo dell’ironia, con le salaci immagini dei rapporti umani retti dal Libero Mercato e la vertigine di quello che può essere la società del futuro dove il capitale ha già gettato le sue fondamenta. Un gioiello di visionarietà anticapitalistica, per avere ancora un appiglio che ci salvi dall’affondamento sistemico.

ESTRATTO / Capitolo 1

Non esiste altra economia che quella capitalista,
e Adam Smith è il suo Profeta
(Primo Comandamento)

Captain Capitalism si fermò a osservare il tramonto dal ponte di volo della Ayn Rand.
Il sole era una sfera giallo McDonald’s che tinteggiava il cielo all’orizzonte di arancione Etsy, mentre il mare era una pacifica distesa blu Facebook.
Rupee Giordano attendeva, il casco in mano, l’inizio della gara di appalto.

Il portello della torre di controllo si aprì: ne uscirono due corporate ninja.
Giacche Armani corazzate, occhiali da sole avvolgenti con visione a 360 gradi, pantaloni in muscolo sintetico, scarpe in pelle di disoccupato.
Sulla fronte si vedevano i tatuaggi delle compagnie che avevano mandato in fallimento. Portavano ciascuno una bandoliera di taglienti AmEx, Maestro e Visa scoperte da usare con il lanciacarte di credito.
I due ninja controllarono il ponte di volo, uno dei due si affacciò al portello.
— Via libera.
Arrivò Diego Maritossi, vicepresidente Divisione Risorse Postumane della Banca Solare.
Il capo di Rupee.
Completo di crespo di lana, camicia di cotone jacquard di Charivari e cravatta Armani. Sulla giacca i nastrini delle onorificenze commerciali, le medaglie delle acquisizioni ostili, i distintivi delle operazioni finanziarie completate con successo.
Captain Capitalism s’inchinò al suo capo.
Diego gli porse una chiavetta usb.
— Questa è la nostra offerta.
Rupee mise al sicuro la chiavetta in una tasca della sua tuta.
— Con chi mi dovrò battere?
— La Banca Vaticana è il nostro unico concorrente. La loro Risorsa, Angelo Benedetti, partirà da un incrociatore della Netflix posto a dieci chilometri a ovest della nostra posizione.
Rupee annuì. Non si era mai scontrato con Angelo ma avevano lavorato assieme per sconfiggere degli Esuberi, alcuni anni prima. Era veloce.
Sarebbe stata una bella gara d’appalto.

LA QUARTA
In un mondo dove il Capitalismo è l’unica religione, la risorsa postumana Captain Capitalism si batte per il trionfo del Libero Mercato. Ma tra gli esuberi e i disoccupati sorge una nuova minaccia: Democrazy, che conosce i più oscuri segreti dell’economia mondiale.
L’elemento destabilizzante dà l’avvio a una carrellata di eventi, personaggi e supereroi che immergono la storia in un immaginario pop capitalistico a tratti delirante e spassoso.

L’AUTORE
Lorenzo Davia (Trieste, 1981) è ingegnere, giramondo e topo di biblioteca. Suoi racconti sono apparsi in varie antologie: Ascensione Negata si è classificato secondo alla prima edizione del Premio Urania Shorts mentre Il Tempo che Occorre a una Lacrima per Scendere ha vinto il Premio Viviani 2019. In Delos Digital è uscito il romanzo cyberfantasy New Camelot con protagonista la Fata Mysella, cinica protagonista di molti suoi racconti. Ha creato con Alessandro Forlani il progetto di scrittura condivisa “Crypt Marauders Chronicles”, il primo universo fantasy open source italiano, per il quale è uscita l’antologia Thanatolia (Watson). Assieme al Collettivo Italiano di Fantascienza ha pubblicato l’antologia Atterraggio In Italia (Delos). Il suo romanzo Capitalpunk è arrivato finalista all’edizione 2019 del Premio Urania.

LA COLLANA
eAvatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali. Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

Lorenzo Davia | Capitalpunk
Copertina di Ksenja Laginja

Kipple Officina Libraria
Collana eAvatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 182 – € 3.95 — ISBN 978-88-32179-39-2

Link

L’armata Brancaleone: Recensione e trama del film


Su OcchioDelCineasta la scheda relativa a L’armata Brancaleone. Un caposaldo del nostro patrimonio culturale, ci parla di come eravamo e, per forza di cose, di come siamo rimasti.

È un medioevo straccione e malandato, quello che il regista Mario Monicelli narra attraverso le avventure dell’impavido cavaliere Brancaleone da Norcia e della sua armata. Presentato in concorso al diciannovesimo Festival di Cannes e vincitore di tre Nastri d’Argento, il film è il frutto della stretta collaborazione fra il cineasta romano e il binomio Age & Scarpelli, i quali già avevano cooperato alla stesura delle sceneggiature di capolavori come Padri e Figli (1957), I soliti ignoti (1958), La grande guerra (1959) e I compagni (1963). Per il progetto de L’armata Brancaleone, viene concepito uno script caratterizzato da un linguaggio immaginario, frutto dell’incrocio fra un latino maccheronico, espressioni dialettali e l’idioma volgare medievale; una scelta destinata non solo a rimanere negli annali della storia del cinema italiano, ma anche a permeare e sedimentarsi nella cultura del Belpaese.

Le basi per il futuro


Shortstories raccontate in punta di lingua fino alla complessiva decostruzione ironica dei sensi, dei significati, delle occorrenze legali atte a rendere il presente abile al futuro.

La causa della disgregazione


Il riscatto della tua linea genetica passa per le costrizioni isteriche del tuo commento, tutto è in mano tua, tutto dipende da te.

Presto, giustizia


Lasci entrare un fiotto lucente di otto armoniche sinestetiche, mostrate in sequenze inalterabili di viscose sentenze iconografiche; giustizia sarà fatta.

What We Do in the Shadows: la serie comedy-horror arriva su Rai4 | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di What We Do in the Shadows, sit-com sui vampiri odierni.

Cosa farebbero dei vampiri centenari se fossero costretti a convivere in un appartamento nella New York dei giorni nostri? Probabilmente quello che farebbe qualsiasi coinquilino, tra divergenze personali e la costrizione a collaborare per un obiettivo comune. È quello che accade a Nandor, Laszlo, Nadja e Colin, quattro succhiasangue al centro di un bizzarro progetto atto a documentare proprio la vita quotidiana dei non-morti. Seguiti 24 ore su 24 da una troupe televisiva, i quattro dovranno anche vedersela con un Maestro della Notte, risorto proprio a New York, che chiede loro fedeltà assoluta con l’obiettivo della conquista della Grande Mela.

Frutto di un mix di linguaggi che va dalla sitcom all’horror grandguignolesco, utilizzando la tecnica del falso documentario, What We Do in the Shadows nasce come adattamento televisivo del film cult Vita da vampiro – What We Do in the Shadows, scritto, diretto e interpretato nel 2014 da Taika Waititi e Jamaine Clement.

La serie, ideata e in parte diretta dagli stessi Waititi e Clement, espande il concept del film mostrandoci un inedito gruppo di vampiri alle prese con i problemi di tutti i giorni e annovera nel ricco cast Kayvan Novak, Matt Berry, Natasia Demetriou e Mark Proksch.

Tutti i lunedì sera su RAI4, in seconda serata.

Jojo Rabbit | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la recensione a Jojo Rabbit, film di Taika Waititi. Lascio alle parole del recensore la meraviglia che penso sia questo film:

Un film umoristico ambientato durante la seconda guerra mondiale, il cui protagonista è un nazista che denigra il popolo ebraico e in cui Hitler è un simpaticone: Jojo Rabbit ha tutti gli ingredienti per essere una commedia a la Per favore non toccate le vecchiette, ma decide di inoltrarsi su un percorso tortuoso che lo eleva in una direzione diversa.

Johannes “Jojo” Betzler (Roman Griffin Davis) ha appena compiuto dieci anni ed è pronto a intraprendere il rito di passaggio che segnerà la fine della sua infanzia: entrare nella gioventù hitleriana. Gracile, di buon cuore e non particolarmente brillante, Jojo è l’antitesi dei valori attribuiti alla “razza ariana” e soffoca le sue insicurezze con una venerazione zelota della mitologia nazista. Il suo indottrinamento è tanto rigido che, nei momenti di debolezza, si confida con un Hitler immaginario (Taika Waititi) che considera il suo migliore amico.

Vittima di un incidente, Jojo rimane confinato in casa per il periodo della convalescenza, incappando fortuitamente in Elsa (Thomasin McKenzie), una ragazza ebrea che si nasconde nelle intercapedini dell’edificio. Incuriosito e disgustato allo stesso tempo, il piccolo nazista inizia a intavolare un progetto etnografico che lo porterà irrimediabilmente a confrontarsi con il diverso, scoprendo in esso molte più affinità di quante i suoi preconcetti gli lasciassero intendere.

Difficilmente Jojo Rabbit entrerà nella storia del cinema: è troppo ridicolo per essere serio ed è troppo serio per essere ridicolo. Al suo interno si possono identificare le scintille di un regista in grado di fare grandi cose, ma che fatica a rinunciare al suo lato ironico anche quando va a demerito del suo lavoro. La pellicola verrà inoltre accusata di aver umanizzato i soldati nazisti, di averli “deresponsabilizzati” dalle loro azioni o per averli rappresentati come vittime di un sistema soverchiante, di aver infranto dei taboo sacri.

Credo che la lettura opportuna sia quella diametralmente opposta. Vedo Jojo Rabbit come una lettera di speranza lanciata contro i nuovi fascismi, contro i sovranismi spietati che aizzano le folle, contro la xenofobia. Taika Waititi si affida alla fondamentale bontà delle persone, suggerendo che l’odio verso l’alterità sia frutto dell’ignoranza, della distanza tra umani e del cieco desiderio di appartenenza. I nazisti non sono brave persone, ma le brave persone possono agire da naziste quando agiscono codardamente.

Il lunedì dei fratelli Strugatskij | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di ironia e SF, dilagante nel Fantastico tutto: Il lunedì inizia sabato, dei fratelli russi Strugatskij. La quarta:

Pubblicato per la prima volta in Russia nel 1964, Lunedì inizia sabato in patria è considerato il romanzo più popolare dei fratelli Strugatskij; poggia saldamente sulla tradizione nazional-popolare russa, ed è pervaso da un’aura fiabesca di schietto ottimismo e comicità.

È una fantascienza che sconfina nel fantasy, giocosamente visionaria e ricca di ottimismo, quella che scorre nelle pagine di Lunedì inizia sabato, romanzo del 1964 dei fratelli russi Arkadij e Boris Strugatskij (1925-1991; 1933-2012): un autentico bestseller in patria, che per la prima volta approda in Italia, tradotto e curato da Andrea Cortese, come nuovo titolo di Attravèrso, la neonata collana di narrativa contemporanea firmata da Ronzani Editore (a pochi giorni appena dall’uscita del giallo Il diavolo d’estate di Giovanni Accardo).

Fin dal sottotitolo “Favola per collaboratori scientifici di livello base”, il libro degli Strugatskij prepara il lettore a un viaggio fuori dagli schemi, da assaporare con il sorriso sulle labbra; e con in più il piacere unico di leggere una “storia” calata nella “Storia”: scoprendo, cioè, una Russia che non ti aspetti, qual è quella che fa da scenario alle pagine dei due fratelli ebrei scampati all’assedio di Leningrado, l’uno astronomo, l’altro studioso di cultura cinese, che insieme furono – e continuano a essere – uno straordinario caso editoriale, autentiche icone per gli appassionati della fantascienza, dal primo libro del 1959 fino all’ultimo, datato 1988, tradotti in tutto il mondo e ispiratori di film e videogames.

Tra umorismo e ideologia, filosofia e fantascienza, gli Strugatskij creano i loro mondi immaginari a metà strada fra Star Wars e la saga di Harry Potter. Lo sa bene Sasha Privalov, giovane programmatore di Leningrado che, mentre guida tra le foreste della Russia settentrionale per raggiungere alcuni amici e godersi una vacanza, raccoglie un paio di autostoppisti. I due lo convincono a lavorare all’Istituto di Ricerca Scientifica e Tecnologica per la Magia e la Stregoneria, dove incontrerà ogni genere di creatura fantastica e avrà a che fare con oggetti animati e aggeggi stravaganti.

ADESSO-DOPO

SCIVOLO.

J. Iobiz

Scrittore. In realtà, sono solo un personaggio di fantasia, ma di quale fantasia non ricordo più

Unclearer

Enjoyable Information. Focused or Not.

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