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Archivio per Isaac Asimov

Stross omaggia Asimov ed Heinlein: I figli di Saturno | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione dell’Urania di questo mese: I figli di Saturno, di Charles Stross. Intrigante, come ogni libro dell’autore:

Con la morte dell’ultimo essere umano avrebbe fine anche il retaggio dell’umanità? Non secondo Charles Stross.

Ne I figli di Saturno la razza umana si è estinta da tempo, lasciando il Sistema Solare del XXIII secolo in mano a una complessa società di intelligenze artificiali intente a replicare vizi e virtù della specie che li ha creati.

Oggi non siamo rimasti che noi robot. È questa la piccola sporca bugia ipocrita che sta alla base della nostra società: loro, i nostri defunti Creatori, ci hanno costruiti per servirli, e si sono dimenticati di affrancarci prima di morire.

Freya Nakamichi-47 è un’androide di vecchia generazione, una concubina robotica progettata per compiacere una razza che neanche esiste più. Modello di perfetta, obsoleta bellezza in un mondo dominato dagli aristo, sofisticate intelligenze artificiali che intendono la parola “robot” come un insulto, Freya accetta una missione apparentemente semplice: portare un misterioso pacchetto da Mercurio a Marte. Sarà questo l’inizio dei suoi guai…

Il romanzo, primo capitolo della serie Freyaverse, è dedicato alla memoria di Robert A. Heinlein e di Isaac Asimov ed è un dichiarato omaggio al lavoro dei due giganti della fantascienza, in particolare a Friday(Operazione domani, Classici Urania n. 227) di Heinlein, di cui è ritenuto una riscrittura in chiave satirica.

Humor e azione non mancano in questa space opera post apocalittica costellata di memorabili personaggi non umani.

Davvero, questo mese è particolarmente ghiotto per Urania, più del solito voglio dire…

Isaac Asimov: un profilo | Delos 213


Su Delos213 un sunto assai significativo delle opere e della vita di Isaac Asimov, nel centenario della sua nascita. Un estratto:

A partire dal 1938, quando aveva diciott’anni, Isaac Asimov iniziò a tenere un diario. Era una cosa piuttosto comune in quell’epoca, ma il diario di Asimov non lo era: per prima cosa, lo portò avanti per tutta la vita, non solo negli anni della post-adolescenza; in secondo luogo, Asimov si rifiutò di annotarvi pensieri intimi e ne fece una sorta di “giornale di bordo” pubblico della sua esistenza. Da qui poteva attingere quei particolari di cui infarciva i suoi scritti autobiografici, per esempio quanto aveva guadagnato per un singolo racconto o articolo, cosa aveva mangiato in un determinato giorno e persino le mosse delle sue partite di scacchi. Non meraviglia, com’egli ammetteva autoironico, che nessuno, dopo una prima occhiata ai diari, avesse voglia di darne una seconda.

I diari di Asimov sono una sorta di sintesi della sua vita. All’apparenza del tutto ordinaria, noiosa, banale, puntigliosa fino allo sfinimento. Non fece grandi viaggi, con l’eccezione di una crociera in Africa occidentale nel 1973 per tenere conferenze in vista di un’eclissi solare e un viaggio in Inghilterra nel 1974 a bordo di un transatlantico. Non prese mai l’aereo, di cui aveva paura, e a partire dagli anni Ottanta limitò al minimo anche i viaggi in macchina fuori da New York, dove abitava. La sua routine giornaliera era tipica di un uomo meticoloso che pubblicò a suo nome oltre quattrocento libri. Si alzava alle sei, abitudine che aveva preso negli anni dell’infanzia quando faceva i turni al candy store del padre; si sedeva al tavolo di lavoro intorno alle sette e mezza e finiva di scrivere alle dieci di sera, interrompendosi solo per mangiare e, nel tardo pomeriggio o in prima serata, per guardare qualcosa alla televisione (era un patito di Star Trek, di cui fu anche consulente). Benché, diventato celebre, potesse godere di un appartamento a Manhattan con vista sul Central Park, preferiva lavorare con la luce artificiale, chiudendo le tapparelle, perché era agorafobico. Davanti alla macchina da scrivere teneva solo una parete bianca, perché nulla potesse distrarlo.

Cent’anni di Isaac Asimov | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la celebrazione del centenario di Asimov che cade proprio oggi, un autore che è un pilastro della letteratura di genere fantascientifico. Auguri, Maestro.

La fantascienza di Asimov è forse la rappresentazione più pura del genere. Coerente, fortemente basata sulla scienza ma senza risultare mai pesante o incomprensibile: uno stimolo continuo a pensare, ad apprezzare la conoscenza e l’intelligenza. Intere generazioni hanno imparato ad amare la fantascienza sulle sue pagine, ma anche la scienza stessa.

Asimov era un progressista, un convinto sostenitore del Partito Democratico, un femminista, un sostenitore dei diritti degli omosessuali. Sosteneva il diritto all’esistenza di Israele ma era preoccupato che l’eccessivo nazionalismo potesse portare a un conflitto con le popolazioni arabe. Si preoccupava anche dei primi problemi ambientali, come il buco nell’ozono e l’effetto serra. Tutte queste idee le portava avanti con vigore e convinzione, ma mai polemicamente. Era brillante, arguto, divertente e sensibile, così lo descriveva tra gli altri Sheila Williams, curatrice della rivista da lui fondata, Asimov’s Science Fiction, che con Asimov aveva lavorato a stretto contatto.

Oggi, 2 gennaio 2020, Isaac Asimov compirebbe cent’anni, e non possiamo fare a meno di pensare che il mondo, proprio oggi, avrebbe disperatamente bisogno di tante persone come lui.

Noi Robot di Roby Guerra | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di una pubblicazione dell’Asino Rosso, a cura di Roberto Guerra: è un ebook cui anche io ho dato il mio contributo selezionando uno dei miei articoli comparsi nella rubrica Pillole del basso futuro della ezine Delos. Il volume elettrico si chiama, nella fattispecie, Noi Robot, ed ecco la scheda riassuntiva dell’opera. Complimenti, come sempre, a Roberto per aver radunato autori e idee su un tema così prossimo alla barriera umana.

Io Robot (I Robot) è una raccolta di racconti di fantascienza di Isaac Asimov, del 1950. … hanno per protagonisti i robot positronici.  Sono basate sul tema delle tre leggi della robotica…”. A cura dello stesso Guerra, futurista, in questo eBook, ispirato liberamente al celebre maestro della Fantascienza, diversi futuribili italiani omaggiano la nuova era robotica, i nostri amici intelligenti del futuro prossimo… salvo possibili errori umani…

Gli scrittori e i testi inclusi nell’antologia sono: Lorenzo Barbieri, La Zettabyte Era; Sandro Battisti, La sconfitta fluisce nella rete; Pierluigi Casalino, Dopo Golem Aleph; Vitaldo Conte, Robot invisibili; Angelo Giubileo, Una mente discreta; Roby Guerra, Robot di tutta Italia unitevi!; Davide Longoni, Un esercito di robot; Bruno V. Turra, Robot Revolution.

Futuro criminale, quando il delitto è fantascienza | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di una nuova antologia curata da Gian Filippo Pizzo: Futuro criminale.

“A. si voltò di scatto, tendendo l’orecchio. Il rumore si ripeté.” Una storia che contenga una frase come questa, teoricamente può essere dì qualsiasi genere; ma in pratica si può scommettere che sarà o poliziesca, o di fantascienza. E già questo dimostra l’affinità tra i due generi di narrativa.

Con questa citazione tratta dalla prefazione di Carlo Fruttero e Franco Lucentini a Universo a sette incognite (Mondadori, 1963) si apriva l’introduzione di Gian Filippo Pizzo a Delitti dal futuro, una raccolta di fantagialli che aveva curato per Istos nel 2016 e da noi già recensita.

Seguendo e anzi ampliando il concetto di affinità evidenziato dai due noti curatori di Urania, Pizzo aveva proposto dei racconti che avessero contemporaneamente le caratteristiche del poliziesco e della SF, che rispettassero l’essenza stessa dei due generi. Non quindi semplicemente delle storie di fantascienza che celavano un qualche mistero né dei gialli truccati da science fiction mediante una semplice ambientazione nel futuro, ma dei racconti che seguissero gli stilemi della classica detection – delitto, occasione, movente, alibi, indagine – e fossero al contempo veramente fantascientifici. Operazione ovviamente molto difficile, tanto è vero che opere di questo tipo sono assai rare e solo pochi scrittori, anzi forse il solo Isaac Asimov, possono vantarsi di avere raggiunto questo equilibrio. Ma operazione che può dirsi riuscita, tanto che Pizzo ha pensato di riprovarci e propone adesso questa Futuro criminale che è stata costruita con le stesse caratteristiche e la cui introduzione è un vero e proprio saggio storico sull’argomento.

Da questa introduzione riportiamo un passaggio che esprime bene il concetto alla base della raccolta:

Quando si parla di giallo o di poliziesco si possono intendere storie affatto diverse l’una dall’altra. I cultori di questo genere amano suddividerlo in varie categorie: ci sono i racconti di semplice ambientazione poliziesca e c’è il giallo classico, quello nel quale il lettore “partecipa” con i personaggi alla scoperta del colpevole; c’è il giallo all’americana degli investigatori ubriaconi, nel quale non conta l’enigma ma la rappresentazione di un ambiente e la psicologia dei personaggi. C’è il “nero” in cui il protagonista è il delinquente e non il detective, ci sono le storie al confine con l’orrorifico o con lo spionaggio, c’è il thrilling e c’è il suspense. C’è il cosiddetto giallo d’indagine, in cui il poliziotto di turno va continuamente alla ricerca di indizi e testimonianze, fino a risolvere il caso, e quello di ambientazione forense, che si svolge praticamente in tribunale (Perry Mason). Tutte queste categorie hanno le loro versioni fantascientifiche. Speriamo tuttavia che i lettori siano d’accordo con noi nel ritenere per “gialle” per eccellenza quelle storie nelle quali c’è un mistero, sovente un delitto, da risolvere, e il lettore procede di pari passo con l’investigatore nell’acquisire elementi che portino alla soluzione, tentando di scoprire il colpevole prima dell’ultima pagina. Scrivere gialli fantascientifici in senso così stretto è molto difficile, perché gli elementi inconsueti — robot e macchinari superscientifici, alieni, poteri paranormali, viaggi nel tempo e simili, insomma tutti gli aspetti sociali e tecnologici del presunto futuro — portano disomogeneità e spesso lo stesso autore non riesce a padroneggiarli, finendo per tradire l’esigenza di unità di trama e di consequenzialità logica tipica della detective story. Ciò nonostante c’è un discreto numero di opere che sono connubi se non proprio perfetti almeno ben riusciti tra i due generi.

Pizzo ha raccolto intorno a sé un nutrito gruppo di eccellenti autori, ne enuncio qualcuno: Donato Altomare, Mauro Antonio Miglieruolo, Antonino Fazio, Giovanni Agnoloni, Giulia Abbate, Alessandra Cristallini (in collaborazione con Andrea Pomes), Monica Serra.

Intervista a Giuseppe Lippi | Mangialibri


Un’altra intervista per tenere vivo il ricordo di Giuseppe Lippi, morto due settimane fa, tra lo sconcerto e l’incredulità di tutto il mondo del Fantastico italiano (e non solo di quello nazionale). Da MangiaLibri.

A quali autori o anche opere sei particolarmente legato?
Gli autori della mia vita tornano costantemente nel lavoro che faccio. Negli Oscar ho tradotto o ripresentato scrittori come Fredric Brown, Fritz Leiber, Richard Matheson, Theodore Sturgeon, Robert Bloch, Isaac Asimov, H.P. Lovecraft e Robert E. Howard. Passando a Urania sono tornato su questi nomi, che a mio avviso meglio di altri mostrano il profondo legame che esiste tra sf e letteratura fantastica tout-court, e vi ho aggiunto Jack Finney, Shirley Jackson, Amanda Prantera, Valerio Evangelisti, John Crowley, Harlan Ellison, Greg Egan, Michael Swanwick, Bruce Sterling, Robert J. Sawyer… È stato come evolvermi insieme alla science fiction moderna.

Svelaci qualche curiosità: come è organizzata la tua giornata lavorativa?
Comincia con un’occhiata sospettosa alla scrivania di marmo su cui riposa, dopo una notte di aggiornamenti, il mio vecchio computer portatile. Guardo con affetto il bello studio al primo piano di casa, sfoglio qualcuno degli ultimi libri o fumetti e poi, con un sospiro, accendo il computer. Il sospetto, la reticenza e il pudore insiti nel dover intaccare una così bell’alba con mansioni lavorative è fugato; entro nel vivo della giornata, che però non esiste in quanto giornata-tipo, perché le esigenze del lavoro cambiano nell’arco del mese. Diciamo che entro la prima decade devo fornire quarte di copertina e indicazioni per l’illustratore, mentre entro il 15-20 le chiusure dei fascicoli e cioè biografie, bibliografie, interviste e rubriche d’appendice. Ogni giorno devo leggere il blog per dare eventuali risposte in tempo reale; sbrigata la corrispondenza, passo a vagliare nuovi racconti, romanzi e recensioni. Bisogna tenere aggiornati i contatti con gli agenti e gli autori, fare le mie schede di lettura, risolvere eventuali problemi della redazione, eccetera. Tra gli eccetera ci sono le traduzioni o revisioni dei testi di cui mi occupo personalmente. In determinati momenti vado in questo o quel posto d’Italia a tenere dibattiti, incontri o conferenze. Ultimamente l’università si è interessata molto del nostro lavoro e sono stato a tenere “lezioni” a Varese, a Roma e alla Cattolica di Milano. Come ho accennato, comincio a lavorare verso le otto o al massimo le nove del mattino, interrompo a mezzogiorno e riprendo per alcune ore nel pomeriggio. Se posso, evito di lavorare fino a sera tardi.

Filmhorror.com – In uscita “Lost Tales Andromeda” numero 2!


Su FilmHorror la segnalazione dell’uscita del secondo numero di Lost Tales Andromeda, rivista fantastica che vede con gli occhi di Asimov l’occulto e il soprannaturale. Eccellenti scrittori e saggisti coinvolti, vi lascio alle note della quarta:

Occulto e soprannaturale visti con gli occhi di Asimov a cura di Tea C.Blanc
– Un nuovo appuntamento con lo speciale Kaiju a cura di Omar Serafini
I pulp: Storia di una rivoluzione cartacea a cura di Zeno Saracino
– l’articolo vincitore del Premio Italia: Octavia Butler, l’allegoria dell’empatia, una visione necessaria a cura di Giulia Abbate.

Come al solito vi proponiamo anche ottimi racconti (Tutti illustrati dall’immancabile Gino Carosini e Michela De Domenico):

Breve manuale di conversazione con i morti di Davide Del Popolo Riolo (Racconto vincitore del premio Viviani)
Inserti di Giovanna Repetto
La sfera Metidrica di Ezio Amadini e Gino Carosini
Odiazon di Graziano Delorda
Kafka Reloaded di Stefano Spataro
Palladio di Claudio Secci

All’interno anche illustrazioni di Alex Reale e Pietro Rotelli. La bellissima copertina è opera di Tiziano Cremonini.

Asimov, la Fondazione e la filosofia della storia ∂ Fantascienza.com


Isaac Asimov

Un bell’articolo nell’ambito di Delos 163, la webzine di Fantascienza.com, che fissa assai bene il legame che intercorre, nei casi colti, tra la SF e la Storia, nonché la Filosofia. Si parte da Asimov per continuare con l’Impero Romano, passando per alcuni capisaldi filosofici. Imperdibile.

«Non  c’è dubbio  che  la ragione fondamentale del successo della “Trilogia” sta nel fatto che si tratta di un libro di storia. Chi vi si addentra, può non conoscere GibbonToynbee o Marx,  ma la sua  reazione  sarà  certamente  quella  dell’amatore di storia che si aspetta dallo “specialista” un racconto e insieme una spiegazione  del racconto:   lieto  abbandono  al  possente  fiume  degli  avvenimenti, ammirata gratitudine per l’autore che ha capito tutto e ci conduce con mano esperta nel labirinto,  piacere per ogni nuovo groviglio  che  si forma  dopo  lo  scioglimento  del precedente,  assoluta fiducia nella plausibilità delle connessioni, delle corrispondenze, degli incastri». Così Fruttero e Lucentini, due dei maggiori esperti di fantascienza italiani, introducono la saga della Fondazione (o Trilogia galattica) nella sua ultima edizione pubblicata (Mondadori 2004).

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TRACCE SONORE: The Alan Parsons Project – I Robot | NeoRepubblica Kaotica di Torriglia


Dal blog della NeoRepubblicaKaotica di Torriglia una recensione fantascientifica a un disco che richiama molto il concetto classico della SF: The Alan Parsons ProjectI Robot.

I Robot non è un concept album (o non è riuscito bene). Qual è infatti il concetto che lega assieme i brani? Il mondo dei robot di Asimov compare solo nella title track, il resto è una serie di generici riferimenti al cosmo o addirittura alla Genesi. I robot di Asimov abitavano altri pianeti, ma anche la Terra, ma sopratutto la questione principale era l’etica dei robot: cioè sono vivi, senzienti? che diritti hanno? come si devono comportare nei confronti degli uomini? da cui nascono le famose Tre Leggi della Robotica di Asimov. Invece no. Alan associa i Robot al cosmo, mette insieme argomenti diversi che fanno parte del mondo fantascientifico: secondo me “la fantascienza” come tema di concept album, è un argomento troppo vago, e lo conferma il fatto che The Alan Parsons Project qualche anno dopo incidono l’album The Eye In The Sky, titolo tratto dallo scrittore di fantascienza Philip K. Dick (che recensiremo più avanti).

Quanto basta per incuriosire, direte voi. E in effetti è quello che è successo a me: incuriosito da questa chiave di lettura, ho letto il post e ne attendo altri sullo stesso artista.

Kipple.it: Gli occhi non vedono soltanto, un microracconto di Isaac Asimov


Su KippleBlog riprendono le pubblicazioni divulgative a cura di Roberto Bommarito. Si ricomincia con un breve e fulminante racconto di Isaac Asimov, dal titolo Gli occhi non vedono soltanto. Ecco l’incipit:

Dopo centinaia di miliardi di anni improvvisamente egli si pensò come Ames. Non la combinazione di lunghezze d’onda sparse nell’universo che era ora l’equivalente di Ames – ma solo il suo suono. Improvvisamente riemerse in lui il ricordo appena percettibile delle onde sonore che non sentiva più e non poteva più sentire.
Il nuovo progetto stava aguzzando la sua memoria per molte altre vecchie cose, vecchie di interminabili ore cosmiche. Regolò il vortice di energia che costituiva l’intera sua individualità, e le sue linee di forza si estesero attraverso le stelle.Alla fine arrivò il segnale di risposta di Brock.
Certo, pensò Ames, poteva dirlo a Brock. Certamente poteva dirlo a qualcuno.
Il mobile schema energetico di Brock comunicò, in quel suo peculiare modo intimo: «Non sei tu che arrivi, Ames?»
«Naturalmente.»
«Prenderai parte alla gara?»
«Sì!» Le linee di forza di Ames pulsarono capricciosamente.
«Assolutamente sì. Ho pensato a una forma d’arte del tutto nuova. Qualche cosa di veramente insolito.»
«Che spreco di energia! Come puoi pensare che una nuova variazione non sia già stata pensata in duecento miliardi di anni? Non ci può essere nulla di nuovo.»
Vi invito a leggere tutto il racconto, che gronda di freschezza e arditi embrioni inumani, come è raro leggere anche di questi tempi.
Sanguinarie Principesse

E del viaggio nulla mi resta se non quella nostalgia. (N. Hikmet)

Cavallette neanche tanto Criptiche

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Buxus

(Bretella Seduta)

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Colui che non riesce a trovare spazio per gli altri manca di comprensione, e a chi manca di comprensione tutti risultano estranei.- Zhuāngzǐ

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Scrittore. In realtà, sono solo un personaggio di fantasia, ma di quale fantasia non ricordo più

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