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Archivio per James Ballard

Sigillum S: Bardo Thos Grol – Ver Sacrum


Su VerSacrum la recensione a uno dei dischi cardine del SigillumS – e di conseguenza alla loro discografia. Un estratto:

I Sigillum S sono uno dei gruppi fondamentali della scena post industriale italiana. Si formano alla fine del 1985 dopo che Paolo Bandera risponde a un annuncio di Eraldo Bernocchi e Luca Di Giorgio appeso sulle pareti di un negozio di dischi di Milano. L’anima “matematica” dei Sigillum S è costituita da Paolo Bandera mentre Eraldo Bernocchi rappresenta il lato occulto e spirituale (ha fatto parte per breve tempo del T.O.P.Y.). Il contributo di Di Giorgio (almeno fino al 2007) va in ogni caso considerato essenziale. All’inizio della loro carriera l’influenza più forte è sicuramente quella della scena esoteric-industrial inglese rappresentata da gruppi come Psychic Tv, Current 93 e Coil. In particolare sono soprattutto i primi Current 93, quelli di dischi come Nature Unveiled e Dogs Blood Rising, ad avere un forte impatto estetico nella loro filosofia compositiva. Indubbiamente non sono i soli in Italia a sfruttare il filone del post industrial esoterico: impossibile in questo senso non citare nomi come Rosemary’s Baby e Ain Soph. Ma, in realtà, i loro orizzonti sono molto più ampi e riguardano anche la letteratura e, in particolare, autori come Philip K. Dick, James Graham Ballard e William S. Burroughs. Da quest’ultimo mutuano la tecnica del cut-up.

La strada perduta per lo spazio interiore | L’INDISCRETO


Su L’indiscreto un articolo che ripercorre intensamente l’opera di J.G. Ballard, il suo innerspace e il senso che oggi se ne può dare. Un estratto:

Il rinnovato interesse per l’opera di J.G. Ballard seguito alla pubblicazione in Italia di Ballardismo applicato di Simon Sellars (NOT, 2019) può essere facilmente spiegato con quanto scritto da Simon Reynolds: Ballard, soprattutto quello degli anni Settanta (quello, cioè, dei lavori che seguono il grande spartiacque costituito dalla Mostra delle atrocità del 1969) è stato un profeta dei nostri tempi ossessionati dal controllo, in cui la distinzione tra umano e macchina è diventata tanto sottile da essersi persa e il soggetto alienato è sempre sul punto di scatenare una violenza apocalittica. Nel suo libro, Sellars esplora ampiamente questi aspetti della poetica ballardiana e lo fa con una miscela unica di drug memoir alla Burroughs, theory-fiction e scrittura di viaggio allucinata che lo rendono uno dei testi più originali pubblicati in Italia nel 2019.

C’è però un tema su cui il libro di Sellars continua a tornare, sia nella forma che nel contenuto, e che si colloca in maniera più problematica nel quadro della nostra ipermodernità: il fatto che al centro della poetica di Ballard ci fosse una dimensione, quella dell’“inner space”, lo “spazio interiore”, che con i nostri tempi estroversi sembra aver poco a che vedere. Possiamo facilmente riconoscere il carattere profetico di Ballard quando parliamo di ibridazione cyborg tra uomo e macchina o di estremizzazione radicale delle logiche tardocapitaliste (c’è una parola che Sellars non pronuncia mai, ma a cui allude sempre e che non stonerebbe nel contesto del suo libro, e quella parola è “accelerazionismo”) ma faremmo sicuramente più difficoltà a definire “profetico” il Ballard surrealista per cui il mondo inconscio è l’unico che conta e il desiderio ne è, freudianamente, il motore. Questo perché storici, filosofi e psicologi non fanno altro che ripeterci che la nostra epoca crede sempre meno nell’idea di inconscio e, forse di conseguenza, è sempre più a disagio con il problema del desiderio.

 

Mostra del Presente


Sospiri mostrati alle diffrazioni quantiche dei molti Presente che discerni: cosa si sussegue in una mostra atroce del reale che è oltre se stesso?

JG Ballard: il documentario | Kipple Officina Libraria


[Letto su KippleBlog]

In passato abbiamo avuto modo di segnalare qui la videointervista rilasciata da J.G. Ballard per Feltrinelli Editore. Oggi vi presentiamo invece il documentario, realizzato nell’ormai lontano 1991, andato in onda sull’ente televisivo pubblico del Regno Unito BBC. Il documentario in lingua inglese traccia tutte le tappe fondamentali che hanno determinato la vita del grande autore britannico. Buona visione!

I traguardi


Ho estratto i tuoi sensi estesi sulla definitiva mostra delle atrocità interiori. Un altro traguardo tagliato e superato…

Bellaria connettivista


Filippo Tommaso Marinetti (1876-1944)

Chi era a Bellaria nel week-end scorso, alla Starcon, avrà avuto modo di impattare con strani momenti situazionisti, reading improvvisati da parte di noi connettivisti che abbiamo enunciato, grazie a un megafono, brandelli lirici di Marinetti, di Ballard e di alcuni statuti della Nazione Oscura.

Qui sotto riporto il testo rielaborato di Marinetti, nato da una lettera che il fondatore del Futurismo scrisse ai Veneziani; ne abbiamo approntate di versioni simili per i Milanesi e per i Fiorentini, ma questa di Bellaria ha un sapore tutto particolare, da Istituto Luce (chi ha ascoltato la performance, capirà). Per voi, il testo integrale:

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Corpi spenti: input #8 | Holonomikon


Uno dei punti-chiave del romanzo è la colonizzazione spaziale. Il che potrebbe sembrare paradossale, per un future noir che si svolge interamente per le strade di una metropoli e nei suoi bassifondi. Ma la Nuova Frontiera incombe sui personaggi e sulle loro storie. Tra i principali spunti che ho voluto approfondire nel libro c’è appunto l’approccio dell’umanità allo spazio: il modo in cui ci si arriva, il modo in cui la conquista dello spazio ci cambia. L’outer space si riversa nell’inner space, e come insegna J.G. Ballard il terreno di battaglia sono prima di tutto la nostra psiche e i nostri corpi.

Tre parole-chiave per l’approccio alla tecnologia in Corpi spenti: nichilismo, alienazione, paranoia.

Questo è l’incipit del nuovo post di Giovanni “X” De Matteo dedicato al suo nuovo Urania Corpi spenti, in uscita nei prossimissimi giorni in tutte le edicole italiane. Siete pronti a prenderlo? Nessun dubbio negativo è ammesso 😉

La televisione cattiva maestra | false percezioni


Dal blog del bravo Luigi Milani prendo la segnalazione di una recensione al suo lavoro Reality Show, racconto in ebook per i tipi della Mela Avvelenata. Ecco l’estratto:

Il tema trattato in Reality Show, inoltre, colpisce per la sua attualità e verità: viviamo nel mondo del trash, indottrinati da una “tv verità” tutt’altro che vera, ma così affascinante nel suo presentarci situazioni grottesche e fuori dal comune.. che la guardiamo, per quanto razionalmente ci rendiamo conto che non può darci nulla di concreto. Ed ecco che, una volta dentro al tubo, i valori di tutti i giorni acquistano un significato differente.

L’inganno del mondo pilotato dei Reality è chiarissimo e agghiacciante, un controllo sociale subdolo da cui rifuggire.

Kipple.it: Crash! Il cortometraggio tratto dal racconto di J.G. Ballard


[Letto su Kipple.it]

J.G. Ballard, senza dubbio uno dei più importanti autori della scena letteraria inglese, ha lasciato un’impronta indelebile nella storia della fantascienza e non solo. È stato infatti spesso accostato agli scrittori postmoderni, in quanto le sue opere riflettono le narrative sociali predominanti della società occidentale contemporanea.
Ed è proprio ciò che fa in uno dei suoi racconti più importanti: Crash. Il mito dell’automobile e i temi della violenza e della condizione umana postmoderna vengono affrontati da Ballard con il solito coraggio, la schiettezza e la profondità che lo hanno sempre contraddistinto.
Nel 1971 la BBC 2 trasmise un cortometraggio tratto per l’appunto dal racconto breve Crash!, che anticipò il romanzo di qualche anno, pubblicato nel 1970 all’interno dell’antologia The Atrocity Exhibition. Segue il corto, diretto da Harley Cokliss, che include anche lo stesso Ballard.

CALL CENTER: METAFORA E METAMORFOSI DEL LAVORO PARA-SUBORDINATO! | N I G R I C A N T E


Recensione al racconto Call center di Michele “Dottore in Niente” Nigro, segnalata sul suo blog. La redenzione è leggibile qui mentre la segnalazione del racconto è qui. Uno stralcio:

Da un forte disvelamento del proprio non essereè il lavoratore che, sopprimendo ogni forma di velleità individualista, deve sincronizzare la propria esistenza interiore e fisica con i tempi della Produzione… l’individuo è morto, il lavoratore trova la chiave di volta e la via d’uscita al suo disagio ed alla sua condanna.

Analizzando così i suoi “corsivi mentali” coglie quale sia il vero ed efficace strumento di difesa contro i “kapo imprenditoriali…che attuano una costante azione di disturbo psicologico nei confronti di noi, piccoli ingranaggi in bilico tra il bisogno materiale e la mancanza di un sogno. Credono, così facendo, di spronarci, di aizzarci contro i consumatori indecisi e di renderci produttivi”.

Alla cieca devozione ai dogmi di un capitalismo freddo e malato si sostituisce la naturalezza e la spontaneità dell’essere umano troppo spesso sacrificate alle logiche del profitto, restituendo dignità e ragion d’essere all’errore “l’errore è la pausa dalla regola, la distrazione dal Piano, è l’aberrazione che sfida la Noia, è la fuga dello Spirito dall’impegno del Materialismo, è il fiore che spacca l’asfalto, è le “Tredici variazioni sul tema” di Jill Sprecher… È la vita.

Dreams of Dark Angels

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“Siamo l’esperimento di controllo, il pianeta cui nessuno si è interessato, il luogo dove nessuno è mai intervenuto. Un mondo di calibratura decaduto. (…) La Terra è un argomento di lezione per gli apprendisti dei.” Carl Sagan

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Laudabunt alii claram Rhodon aut Mytilenem...

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