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Archivio per Jim Jarmusch

Avanti barbari! Il ritorno del grande cinema di serie B – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine lo stato dell’arte attuale sul paradigma degli zombies. Non male, direi.

Finalmente la carica politica e critica tipica del cinema di serie B, horror e splatter, degli anni Settanta e Ottanta è tornata. Alla grande direi.
Una serie come Zombie Nation (giunta alla sua quinta e ultima stagione), il film Hotel Artemis di Drew Pearce e soprattutto l’ultima prova cinematografica di Jim Jarmusch (The Dead Don’t Die I morti non muoiono), tutti piuttosto snobbati dalla critica, dimostrano che la lezione di Brian Yuzna, Wes Craven e, naturalmente, di George Romero non è andata perduta. Mentre il cinema dell’”assedio” di John Carpenter dimostra di avere ancora qualche cartuccia da sparare attraverso l’ultima prova del suo emulo Drew Pearce.

Pare anzi che la lezione originale si sia arricchita di una nuova consapevolezza e di una ferocia critica che sembrano perfino sopravanzarla.
Lo schema delle trame legate ai morti viventi, alla rivolta e ai suoi archetipi sembra ormai essersi liberato da qualsiasi pastoia narrativa tradizionale per dare vita, in tutti gli esempi citati, quasi sempre distanti mille miglia dalla tradizionale drammatizzazione tipica di una serie come Walking Dead, a una distruzione radicale di qualsiasi giustificazione dell’esistente e dell’immaginario che lo sorregge.

Famiglia, Stato, Proprietà, Democrazia (rappresentativa), Ordine, Consumo, Lavoro, Patria non esercitano più alcun fascino su coloro che ne hanno compresa l’intima essenza e che sanno di poterne fare a meno. Anche soltanto per giustificare i meccanismi di trame narrative (cinematografiche e non) morte e sepolte.
Lo sguardo lucido impone di porsi al di fuori dei rimasugli hollywoodiani e perbenisti, in cui troppo spesso quei contenuti fingono di uscire dalla porta per poi rientrare alla grande da finestre panoramiche che mostrano sempre lo stesso paesaggio: datato e consunto. Non più adatto ai tempi.

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Solo gli amanti sopravvivono. I vampiri esangui di Jim Jarmush | Words Social Forum


Su WSF altra segnalazione per Solo gli amanti sopravvivono, film che ho già trattato qui e qui. Ecco uno stralcio del parere emotivo trovato sul link:

Quasi tutta la pellicola é incentrata sull’approccio apatico che i due amanti hanno nei confronti dello scorrere del tempo. Il ripetersi sempre uguale dei giorni e delle notti che passano. I loro viaggi in macchina dentro ad una Detroit post crisi sempre più abbandonata e decadente, mentre sullo sfondo scivolano le grandi personalità del mondo dell’arte che si muovono come fantasmi ormai dimenticati tra le pieghe della storia.

Due fiori rotti, per sempre uniti come atomi storti dentro all’equazione di Dirac.

All’interno del quale: “Se due sistemi interagiscono tra loro per un certo periodo di tempo e poi vengono separati, non possono più essere descritti come due sistemi distinti, ma in qualche modo, diventano un unico sistema. In altri termini, quello che accade a uno di loro continua ad influenzare l’altro, anche se distanti chilometri o anni luce”.

Una riflessione acutissima ed amara quella di Jarmush sul viaggio lunghissimo e breve che accompagna la lenta morte.

Jim Jarmusch: solo i malinconici sopravvivono – Carmilla on line ®


Recensione, su CarmillaOnLine, del nuovo film di Jim Jarmusch, Solo gli amanti sopravvivono. Ho già parlato di questo film che mi incuriosisce, qui e qui, e un altro parere (positivo) mi sembra giusto riportarlo. Urge vedere la pellicola.

Fin dalla prima inquadratura Jim Jarmusch segnala allo spettatore la poetica dominante di questa sua ultima opera: il cielo stellato che si trasforma in una panoramica dall’alto su un disco in vinile che ruota su un piatto; un vinile non a 33 giri, ma addirittura un 45 giri. La nostalgia per un passato analogico che si scontra con un presente digitale, un passato dove i rapporti umani non eran mediati dalla freddezza della tecnologia digitale, e a tal proposito si noti come i vampiri protagonisti del film si ostinino a chiamare gli esseri umani “zombie”. Avviso ai possibili futuri spettatori del film: non cercate un intreccio narrativo, né tanto meno vampiri di moda in questi tempi, non troverete atmosfere alla Twilight o alla True Blood; in compenso troverete vampiri che si nutrono di vero sangue umano (seppur i protagonisti lo comprino corrompendo medici e infermieri, i quali non possono far altro che rivender loro sangue inevitabilmente ‘corrotto’ da droghe e medicinali, segni artificiali dei tempi correnti), vampiri archetipici che escono solo di notte, non a caso i due protagonisti si chiamano Adam ed Eva.

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Only lovers left alive – Solo gli amanti sopravvivono | Lankelot


Bella recensione a Solo gli amanti sopravvivono, film di Jim Jarmusch già recensito qui e che riscuote forte curiosità – e bellezza – ovunque. Ora è la volta di Lankelot, qui sotto vi incollo un breve estratto:

Con malinconica flemma e sprazzi di lapidaria ironia, Jarmusch mette in scena il vampirismo come controcultura, proprio mentre infuria nel mainstream letterario e cinematografico, e si diverte a operare più di un ribaltamento concettuale: i veri vivi sono i non-morti, che si circondano di quanto di meglio la vita possa offrire, amore e bellezza, gentilezza e amicizia; zombie sono invece gli esseri umani, avidi e rapinosi, da cui i vampiri devono tenersi a distanza per non venirne infettati. Romanticismo-decadente, ma senza eccessi autolesionistici, fascino della sottrazione e della sobrietà messi in scena, chi l’avrebbe mai detto, attraverso l’estetica rock. Jarmusch presta ai suoi vampiri indie un understatement che viene dal loro naturale preferire l’ombra alla luce, tanto quella naturale quanto quella artificiale dei riflettori; perciò Adam che nel corso della sua secolare esistenza ha conosciuto Schubert e gli ha regalato un suo Adagio, pregandolo di non rivelarne il vero autore, ora compone il suo rock underground lontano dalle case discografiche e coltiva gelosamente la sua arte come un fatto esclusivamente privato. In tempi di autoproduzione frenetica e self-publishing, quasi un invito, deliziosamente perverso, al no-publishing at all.

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www.posthuman.it – Solo gli amanti sopravvivono, nel mondo al tramonto di Jarmusch


Su PostHuman.it una bella recensione a un bel film di vampiri che sta imperversando nelle sale in questi giorni: Solo gli amanti sopravvivono, di Jim Jarmusch.La consueta verve di Mario “Black M” Gazzola sottolinea la bontà della pellicola, come si può evincere dal passo sottostante: ho davvero voglia di vedere quest’ennesima interpretazione del mondo vampiresco.

L’amore fra i due secolari vampiri Adam (Tom Hiddleston) ed Eve (Tilda Swinton, ma notate i nomi!), inseparabili dal Medioevo o giù di lì, anche se oggi lui è un cripto rocker a Detroit e lei cultrice di libri a Tangeri, spinge Eve a tornare dal tenebroso coniuge sentendolo più depresso del solito, temendone le tendenze suicide (vedi foto a sinistra). Non fa a tempo a tirarlo su, che la di lei sorella minore, Ava (Mia Wasikowska, l’Alice di Burton, nella foto sotto a destra), vampirella scapestrata e indocile alle regole del clan, mette in pericolo il loro anonimato succhiando a morte il sangue di un conoscente di lui. Bisogna far sparire il suo corpo e, poi, anche il proprio, prima che qualcuno cominci a far troppe ricerche…

Come in ogni film di Jarmusch, la trama è – oltre che lenta e narcolettica – tutto sommato secondaria rispetto al quadro d’ambiente e all’atmosfera, finanche ai dettagli “di stile”, che veicolano il vero significato del film: una struggente nostalgia per un mondo che pare al tramonto, quello della bellezza e di emozioni sottili, che la società degli “zombie” (nulla di classicamente orroristico, nel film non sono diversi dagli esseri umani, anzi siamo proprio noi gli zombie, infatti significativamente la qualifica viene applicata alla gente di Los Angeles, Mecca del cinema mainstream USA, e ai discografici!) sta progressivamente corrompendo e distruggendo.

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