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Archivio per Lanfranco Fabriani

Il ciclo dell’Ufficio Centrale Cronotemporale Italiano | Fantascienza.com


Su Delos 216 è uscito un mini special – qui, qui e qui – dedicato alla creazione più famosa di Lanfranco Fabriani, un concept spaziotemporale in cui l’UCCI – Ufficio Centrale Cronotemporale Italiano – manovra le dimensioni per fini di controllo – in definitiva, chi controlla il passato poi controlla il futuro. Per DelosDigital è nel frattempo disponibile la terza puntata della seria intitolata Il lastrico del tempo – ricordo che la prima vinse il Premio Urania nel 2001 proprio con Lungo i vicoli del tempo e la seconda confermò il Premio nel 2004 con Nelle nebbie del tempo – e quale occasione migliore ora di parlare degli aspetti del metamondo di Lanfranco?

In principio fu Leonardo Da Vinci. Il geniale scienziato e inventore scoprì il principio del trasferimento temporale, ma a Leonardo mancavano sia una matematica più raffinata sia una tecnologia adeguata per poter realizzare una vera e propria macchina del tempo. Così si limitò a descrivendolo nel Codice d’Aquitania, un testo che successivamente finì nelle mani di alcune nazioni, compresa l’Italia, dando così vita ad altrettanti servizi segreti temporali. Gli agenti italiani sono molto fieri di quest’invenzione, proprio per il fatto che sia stata inventata da un italiano e anche per il fatto che le macchine del tempo vengono per l’appunto chiamate Macchine di Leonardo.

Ecco come Fabriani descrive una macchina di Leonardo nel racconto Vent’anni dopo:

La macchina sembrava un grosso parallelepipedo, con una vaga forma umana leggermente scavata sulla faccia superiore. Si protese verso la piccola console dei comandi su un lato, con le quattro manopole per impostare le coordinate spaziali e temporali e un paio di pulsanti, e controllò che le coordinate selezionate sullo schermo digitale fossero corrette.

Alcune di queste macchine, tuttavia, nel corso del tempo sono state per così dire, “acquisite” illecitamente anche da soggetti diversi dalle nazioni e negli stessi apparati ufficiali non mancano corruzione e tentativi per cambiare gli eventi storici: da qui la necessità di salvaguardare il più possibile la Storia con la S maiuscola, dando vita a veri e propri servizi segreti con tanto di agenti che scorrazzano nel tempo, fondi economici creati ad hoc e tutto l’apparato burocratico che occorre per tenere in piedi un ufficio cronotemporale segreto. Già perché, ovviamente, a qualcuno può saltare in mente di andare indietro nel tempo per impedire la scoperta dell’America, oppure di uccidere la madre dell’imperatore Federico II e impedire la nascita di quest’ultimo. In pratica di cambiare la vita di una singola persona o di un’intera nazione e, perché no, dell’intero Occidente.

In Italia a preservare la Storia italiana c’è l’UCCI, Ufficio Centrale Cronotemporale Italiano, la cui sede si trova nel centro di Roma, a due passi dal Ministero della Giustizia, tra il Ghetto e il Vaticano e tra il Monte di Pietà e Campo de’ Fiori, in un palazzo eretto nel 1590 dai principi Barberini. Ufficialmente è la sede dell’Ufficio per il Controllo dei Combustibili Inquinanti, che fa capo al Ministero dell’Ambiente. L’UCCI è a tutti gli effetti un vero e proprio servizio segreto, ma più segreto degli altri. La sua esistenza e quella delle Macchine di Leonardo sono note a pochissimi politici e funzionari dello Stato Italiano.

Il servizio segreto temporale italiano ha sezioni e propri uomini dislocati in vari momenti cruciali della storia d’Italia e non solo. L’obiettivo è appunto tenere d’occhio personaggi importanti o fare in modo che certi eventi significativi della Storia si svolgano nel modo giusto. Ogni Sezione è composta da un capo e da vari agenti, che si infiltrano nella città e nella società scelta, diventando essi stessi soggetti attivi, quindi mercanti o appartenenti all’aristocrazia. Per questo vengono forniti di abiti o di soldi appropriati e non è inusuale che durante una missione uno o più agenti possano perdere una macchina di Leonardo, rendendo la missione ancora più complicata del normale.

Ogni agente, ovviamente, è sempre pronto all’azione e anche ad uccidere se è necessario.

Il lastrico del tempo: torna l’UCCI di Lanfranco Fabriani | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione dell’uscita, per la Delos Digital – Odissea, di Il lastrico del tempo, romanzo di Lanfranco Fabriani che chiude la trilogia dell’UCCI, vincitrice per ben due volte del Premio Urania. La sinossi:

Dirigenti che pensano solo alla carriera, donne brillanti bloccate dal muro di gomma del maschilismo, intrallazzi, favori, poca voglia di lavorare, e un vecchio direttore che ne sa una più del diavolo, sempre che siano due persone diverse. Insomma, un tipico, normalissimo ente statale italiano, come ce ne sono tanti. Salvo che l’UCCI è segreto, e ha il più delicato dei compiti: salvaguardare l’integrità della storia italiana.

Sì, perché da quando Leonardo da Vinci ha inventato la macchina del tempo e questa è stata messa a disposizione di tutte le potenze del pianeta, si combatte una guerra fredda temporale che va tenuta sotto controllo. E quando si cominciano a trovare agenti dell’UCCI brutalmente uccisi appare evidente che stia succedendo qualcosa di terribilmente pericoloso.

Anche questa volta il vicedirettore Mariani dovrà collaborare suo malgrado con la sua esuberante “segretaria” Savoldi per venire a capo di una cospirazione che corre sul lastrico del tempo.

La copertina è di Franco Brambilla. La sensazione p quella di un’altra opera che rappresenta bene il momento particolarmente felice della SF italica.

Robot 88 guarda all’oriente | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione del nuovo numero di Robot, l’88. Molta, moltissima carne al fuoco; ecco l’abstract:

Secondo gli osservatori più attenti la fantascienza del futuro non verrà (o non verrà solo) dall’Occidente ma anche e forse soprattutto dall’Oriente. Alcuni paesi come la Cina addirittura investono nella fantascienza, la promuovono, la insegnano nelle scuole. Su Robot abbiamo avuto diversi autori cinesi o cino-americani, questa volta un’autrice giapponese e una malese (che vive a Londra) con due splendidi esempi di come si possa combinare il fantastico tradizionale orientale con la fantascienza più pura. Fumio Takano racconta una storia di esperimenti di fisica nucleare e Zen Cho propone un racconto (premio Hugo) che parla di creature davvero aliene.

Tornando in Italia abbiamo una parata di grandissimi autori italiani: Dario Tonani col suo Mondo9, Franco Ricciardiello, Lanfranco Fabriani (sì, con il suo UCCI) e due tra le più promettenti nuove voci che stanno dando vita alla nuova età d’oro del fantastico italiano. Poi parliamo di nuove tendenze con Sandro Pergameno, di una grande autrice poco valorizzata con Salvatore Proietti, di una colonna del fantastico italiano con Gianfranco de Turris, di Good Omens e intervistiamo una grande artista: Galen Dara.

YouWorld, il sesso artificiale del futuro | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di una nuova edizione per YouWorld, il romanzo breve di Giovanni De Matteo e Lanfranco Fabriani già uscito anni fa su Urania e ora riveduto e ampliato per Delos Digital. Due Premi Urania assieme, e il risultato è deflagrante, disturbante.

Se l’apertura di una casa di tolleranza con donne di plastica vi ha sconcertato, aspettate di vedere cosa accadrà in futuro, quando pagando bene potrete avere le grandi dive del cinema, da Marilyn Monroe a Gwineth Paltrow, in versione artificiale ovviamente. Senza più freni, senza più limiti, come cambierà la società il mercato del sesso sintetico? Due grandi autori italiani, entrambi vincitori del Premio Urania, vi raccontano uno scenario tanto allucinante quanto plausibile.

Carmen e Amleto | ilcantooscuro


Sul blog di Alessio Brugnoli una riflessione postmoderna sulle rimappature cognitive proprie del Postmoderno. Tema dibattuto: Carmen e Amleto.

La mia piccola riflessione sulla Carmen, ha, in maniera inaspettata, scatenato un piccolo dibattito, con diversi interventi interessanti: il primo è di Lanfranco Fabriani, uno dei pezzi da novanta della fantascienza italiana. Tra l’altro, Lungo i vicoli del tempo è uno dei primi Urania che ho comprato..

Lanfranco affronta un tema molto importante, nel postmoderno, il rapporto tra originale e citazione.

Infatti, ci sono voluti quasi duecento anni per avere di nuovo uno Shakespeare fedele all’originale. Io vengo dall’epoca della filologia, in cui ci si danna per restituire l’esatto significato di ogni parola di un testo. Si può giocare con i testi, il postmoderno ce lo ha insegnato, lo faccio anche io, ma il gioco deve essere assolutamente riconoscibile e non coinvolgere l’originale.

Ragionando per assurdo, uno che non abbia mai visto la Carmen, e non ne conosca la storia (ed è possibilissimo che ciò accada, visto che si tratta di un’opera lirica) e l’avesse vista per la prima volta in quella circostanza, considererebbe ciò che ha visto come la vera vicenda illustrata dal testo di Meilhac e Halevy e musicata da Bizet?

E poi, proprio un appassionato di fantascienza che ha scoperto che per anni ha letto classici tagliati, parzialmente riscritti, a volte “migliorati” con traduzioni infiorettate e svolazzanti, tanto da non essere certo della paternità di quello che ha letto, dovrebbe condonare certe operazioni?

Torna Lanfranco Fabriani, e tornano gli agenti dell’UCCI Mariani e Savoldi | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di un’uscita editoriale per Lanfranco Fabriani che compendia ben diciannove racconti e che integra i suoi due Premi Urania, editi nuovamente, anch’essi, da Delos Books. Complimenti, Lanfranco, per questa nuova riedizione!

Tra le non numerosissime “serie” che sono state prodotte nella narrativa di fantascienza italiana, quella dell’«UCCI» è una tra le più riuscite. Probabilmente perché riesce a coniugare uno stile narrativo estremamente dinamico, trascinante, divertente, come si può trovare negli scrittori americani, con situazioni del tutto italiane: la burocrazia, il carrierismo, l’indolenza. Due i romanzi che compongono il ciclo fino a oggi, Lungo i vicoli del tempo e Nelle nebbie del tempo, entrambi vincitori del Premio Urania ed entrambi attualmente editi da Delos Digital. Ma ci sono anche alcuni racconti, due dei quali inclusi in questa antologia. Che però comprende molto altro: in tutto i racconti sono ben diciannove, e si possono apprezzare tutte le sfaccettature di questo scrittore.

Presentazione di Pulhagus®, Premio Urania 2015, a Roma oggi 20 novembre | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

14955951_10157723121430182_2144490979128473004_nOggi, domenica 20 novembre, alle ore 19.00 in Roma, Piazza di S. Egidio 10, nell’ambito della mostra Prof. Bad Trip “A saucerful of colours” Lesson#2, ci sarà la presentazione di Pulhagus®, il romanzo scritto dal nostro editore Lukha B. Kremo vincitore del Premio Urania 2015.

Parteciperanno altri due Premi Urania, Lanfranco Fabriani e Sandro Battisti, insieme alla finalista Premio Urania di quest’anno Emanuela Valentini, che modererà l’incontro. Ci vediamo lì?

Presentazione di Pulhagus®, Premio Urania 2015, a Roma il 20 novembre | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

14955951_10157723121430182_2144490979128473004_nDomenica 20 novembre, alle ore 19.00 in Roma, Piazza di S. Egidio 10, nell’ambito della mostra Prof. Bad Trip “A saucerful of colours” Lesson#2, ci sarà la presentazione di Pulhagus®, il romanzo scritto dal nostro editore Lukha B. Kremo vincitore del Premio Urania 2015.

Parteciperanno altri due Premi Urania, Lanfranco Fabriani e Sandro Battisti, insieme alla finalista Premio Urania di quest’anno Emanuela Valentini, che modererà l’incontro. Ci vediamo lì?

Torna l’inquisitore Eymerich, con dei nemici che non ti aspetti | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com interessante segnalazione che riguarda Lanfranco Fabriani, che torna  con la DelosBooks con un gioiellino davvero, come sottolineano i tipi della Delos. Parliamo de Il cerchio di paglia, un crossover davvero intrigante; vi lascio alle note del comunicato stampa:

L’inquisitore Nicholas Eymerich è uno dei personaggi di maggior successo della fantascienza italiana. Creato da Valerio Evangelisti e basato su un personaggio storico realmente esistito, è stato protagonista di undici romanzi, di fumetti, videogiochi, radiodrammi.

Mariani e la sua collega Savoldi sono invece protagonisti del ciclo del Servizio segreto temporale italiano, due romanzi (Lungo i vicoli del tempo e Nelle nebbie del tempo) e alcuni racconti.

In questa storia i due agenti temporali incroceranno la propria strada con quella dell’inquisitore. E l’incontro non sarà affatto amichevole.

Da aggiungere alla pila sul comodino… Felice di leggere ancora Lanfranco.

YouWorld: The Making Of… Il casting e la produzione | Holonomikon


La seconda parte del making of di YouWorld, il racconto lungo apparso su Urania del mese scorso scritto da Giovanni De Matteo e Lanfranco Fabriani, è online qui. A corredo del post che svela altri scenari che hanno fatto da impalcatura al racconto, vi ricordo la mia piccola rece.

Il nostro racconto è una storia dal gusto molto postmoderno, e già questa è una cosa che non si vede spesso nella scrittura italiana, specie se di genere. In effetti abbiamo saccheggiato a piene mani il nostro immaginario, non solo quello di fantascienza. E alla base, sotto l’epidermide cyberpunk e i tessuti muscolari da social sci-fi, c’è sicuramente un’ossatura pulp. Per certi versi è forse il racconto di fantascienza più tarantiniano che mi sia capitato di leggere.

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