HyperHouse

NeXT Hyper Obscure

Archivio per Language

Neocodici lessicali


Una serie di distorsioni si levano oltre le frontiere della percezione, senti che si agitano e le vedi come ombre mostrare segnali di vita, generare frattali come neocodici lessicali.

Orpelli estetici


Guardo le mie mani e trovo brandelli di piccoli mali con cui opero la modifica del continuum, espleto la Volontà e ricorro alle parole come orpelli estetici.

Il pascolo


Il lessico usato non esplora in nessun modo il dominio oltre la frontiera, non c’è alcun colpo d’occhio verso le lande psichiche disincarnate che, in qualche strano modo, vivono oltre le strette barriere in cui pascoliamo.

Yannis Kyriakides & Electra – Face | Neural


[Letto su Neural]

Yannis Kyriakides è un compositore e sound artist cipriota di nascita (classe 1969), emigrato in UK nella prima adolescenza e poi, dopo i vent’anni, trasferitosi definitivamente in Olanda, nella cui capitale adesso vive e lavora occupandosi principalmente di dar vita a nuove tipologie e ibridi di media che problematizzando l’atto dell’ascolto trovano le forme di raffinate e complesse esecuzioni e installazioni. Il rapporto tra percezione, emozione e linguaggio – e come quest’ultimo definisce la nostra esperienza del suono – è un elemento centrale del suo operare, adesso in particolare improntato alle relazioni che si creano tra parole e musica, soprattutto attraverso l’uso di sistemi di codifica delle informazioni, sintetizzando voci e proiettando testi musicati. L’idea di voci solo immaginate e idealmente interiori ha sempre appassionato Yannis Kyriakides, che torna sull’etichetta di casa, la Unsounds, per questo Face, un LP nel quale il viso e le espressioni facciali diventano il presupposto per poetici esercizi di stile assieme al quartetto Electra, composto da Diamanda Dramm, Susanna Borsch, Michaela Riener e Saskia Lankhoorn (tutte musiciste che utilizzano la voce e aggiungono strumenti quali pianoforte, tastiere e violino). A Kyriakides non rimane che strutturare meticolosamente i singoli brani e occuparsi dell’elettronica, qui non particolarmente spinta se non nelle robotizzazioni vocali e mantenuta tenue, invece, in tutto il resto delle stratificazioni, che non sono mai prevaricanti e che nella loro resa multimediale assommano anche registrazioni, scanner e proiezioni video. Naturalmente, le informazioni che sono tratte utilizzando appositi software di riconoscimento facciale, assumono opportuno valore come set di dati e non sono solo una manifestazione di emozione e identità, s’imprimono cioè in quanto dati che l’artista utilizza secondo parametri all’uopo impostati. Alla complessa realizzazione di Face hanno dato il loro apporto anche l’artista visivo Johannes Schwartz e la scrittrice Maria Barnas: l’artwork, che comprende fotografie e testi dei due, utilizzati anche nelle esibizioni dal vivo, è completato inoltre da un libretto di 12 pagine, il cui design si deve allo studio grafico Experimental Jetset. L’ascolto è decisamente piacevole, i suoni gentili e il contrasto fra arie cameristiche, voci e digitali emergenze auditive, mantenuto sempre assai vivido e non convenzionale.

IL FILO A PIOMBO DELLE SCIENZE: LA LINGUA DI R’LYEH


Marco Moretti articola, sul suo blog, un bellissimo post di lingua e fonetica lovecraftiana, ovvero quella pronunciata nei seminali scritti di Lovecraft dal pantheon dei Grandi Antichi. Vi lascio a un estratto delle sue parole, assai efficaci e belle.

L’antica lingua di R’lyeh, detta R’lyehian o Cthuvian, è documentata nell’opera del Solitario di Providence e di altri autori che hanno tratto ispirazione dal suo genio, come August Derleth e Brian Lumley. Spesso è definita “disturbante” (Jamnek, 2012), anche se non resco a capirne il motivo: io mi ci trovo perfettamente a mio agio.

Questa è una frase celeberrima, riferimento per tutti i Cultisti:

PH’NGLUI MGLW’NAFH CTHULHU R’LYEH WGAH’NAGL FHTAGN
(H. P. Lovecraft, Il richiamo di Cthulhu)

Traduzione:
“Nella sua dimora di R’lyeh, il morto Cthulhu attende sognando”, o meglio “Morto, ma ancora sognante, Cthulhu nel suo palazzo di R’lyeh attende”.
(originale: “In his house at R’lyeh, dead Cthulhu waits dreaming”)

Ci sono anche altre testimonianze, meno note ma non meno nobili, come questo incantesimo in grado di resuscitare i morti, riportato nel romanzo Il caso di Charles Dexter Ward (The Case of Charles Dexter Ward, scritto nel 1927, pubblicato postumo nel 1941):

Y’AI ‘NG’NGAH, YOG-SOTHOTH H’EE – L’GEB F’AI THRODOG UAAAH
(H. P. Lovecraft, Il caso di Charles Dexter Ward)

Traduzione:
“Io chiamo la Morte, Yog-Sothoth risponde – qui essi chiamano tremando.”

Per annullare questo processo di resurrezione è fornito un altro incantesimo, che è ottenuto invertendo l’ordine e la struttura morfologica delle parole del precedente:

OGTHROD AI’F GEB’L-EE’H YOG-SOTHOTH ‘NGAH’NG AI’Y ZHRO

Traduzione:
“Molto tremando chiamano essi qui – Yog-Sothot la Morte chiamo io.”

Fonetica

Il Solitario di Providence e i suoi emuli potevano soltanto usare le lettere dell’alfabeto latino per trascrivere quella che è una lingua aliena, prodotta da organi fonatori non umani, anche se da questi riproducibile in modo approssimativo. Riporto la mia ricostruzione dei fonemi, con la trascrizione IPA della pronuncia (tra le barre oblique //) e la soluzione ortografica adottata da Lovecraft per la trascrizione. Essendo il sistema di scrittura imperfetto, diversi suoni possono essere trascritti nello stesso modo.

Consonanti

Nasali

bilabiale: m /m/
alveolare: n /n/
velare: ng /ŋ/
labiovelare: mg /ɱ/

Occlusive

bilabiale: p /p/, b /b/
alveolare: t /t/, d /d/
velare: c /k/, k /kɣ/, g /g/
uvulare: q /q/
glottidale: ‘ /ʔ/, /ʔ/

Fricative

bilabiale: ph /φ/, bh /β/
labiodentare: f /f/, v /v/
dentale: th /θ/, dh /ð/
alveolare: s /s/, z /z/
postalveolare: sh /ʃ/, zh /ʒ/
velare/uvulare: ch /x/, kh /χ/, gh /γ/
glottidale: h /h/
faringale: h /ħ/ 

Cose antropologiche


La scrittura è un fenomeno di sintesi che riduce notevolmente la trascendenza a un semplice codice per semplici fruitori.

Inesprimibile abisso


Ho lasciato indietro le parole, tanto a cosa servono? Le ho ammantate di un dolore che non potrebbe mai emergere dalle lettere ed è così, attonito, che guardo l’inesprimibile abisso.

Fault postumani


Oscenità esadecimali da convertire in impulsi nervosi, letture attraverso le retine riconvertite – altri fault cognitivi stratificati su quelli nativi.

Linguaggi illusori


Ogni percezione che senti viva è un flusso di energia senziente che parla il tuo linguaggio illusorio.

Costruttori di realtà


Ogni istruzione è composta da volontà semplici, incise nel vibrare di quanti stratificati fino a raggiungere una solidità; generata l’istruzione, puoi aggregarne molte fino a formare un lessico genetico da riverberare molte e molte volte, per costruire archetipi e linguaggi, realizzare civiltà.

The Nefilim

Fields Of The Nephilim

AppartenendoMI

Ero roba Tua

AERIA VIRTUS

"L'unico uccello che osa beccare un'aquila è il corvo. Si siede sulla schiena e ne morde il collo. Tuttavia l'aquila non risponde, nè lotta con il corvo, non spreca tempo nè energia. Semplicemente apre le sue ali e inizia ad alzarsi piu'in alto nei cieli. Piu' alto è il volo, piu' è difficile respirare per il corvo che cade per mancanza di ossigeno".

ONLINE GRAPHIC DESIGN MARKET

An Online Design Making Site

Sanguinarie Principesse

E del viaggio nulla mi resta se non quella nostalgia. (N. Hikmet)

Cavallette neanche tanto Criptiche

Duff Beer, feeling no pain / Made from Canadian rain

CARTESENSIBILI

Colui che non riesce a trovare spazio per gli altri manca di comprensione, e a chi manca di comprensione tutti risultano estranei.- Zhuāngzǐ

ADESSO-DOPO

SCIVOLO.

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Enjoyable Information. Focused or Not.

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"Scrivete quel che volete scrivere, questo è ciò che conta; e se conti per secoli o per ore, nessuno può dirlo." Faccio mio l'insegnamento di Virginia Woolf rifugiandomi in una "stanza", un posto intimo dove dar libero sfogo - attraverso la scrittura - alle mie suggestioni culturali, riflessioni e libere associazioni.

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Come vivere senza stomaco, amare la musica ed essere sereni

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