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Archivio per L’orlo dell’Impero

Argyroprateia, una nuova storia dell’Impero Connettivo | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione dell’uscita di Argyroprateia, seconda puntata del ciclo “Nèfolm e dintorni”, affresco che ho costruito per illustrare cos’è Nèfolm, la capitale dell’Impero Connettivo. L’ebook esce nell’ambito della collana L’orlo dell’Impero per i tipi di DelosDigital, e queste sono la presentazione e la quarta citate nell’articolo:

A Nèfolm, la capitale dell’Impero Connettivo, c’è un quartiere che si chiama Argyroprateia, letteralmente “argenteria”. È il quartiere degli orafi dove lavora Claudemo, che però oltre all’arte del suo mestiere detiene anche i misteri dell’alchimia… Una nuova storia dell’Impero Connettivo dall’affascinante penna di Sandro Battisti. Copertina di Ksenja Laginja.

“Chi è Staurazia, l’ambiguo personaggio che entra nella bottega di Claudemo, l’orafo che lavora nel quartiere Argyroprateia posto a ridosso del palazzo imperiale di Nèfolm? Perché gli propone un patto alchemico, in cui l’occulto delle dimensioni dove l’Impero Connettivo esiste ha un giusto e misconosciuto compendio delle realtà tangibili ai postumani dell’ecumene connettivo? Cosa succederà a Claudemo mentre studia la realizzazione di un ologramma superiore a tutti gli altri, quando la Scala di Shepard delle rivelazioni arriverà a un punto finale dove tirar le somme?”.

Il libro digitale è scaricabile a 1,99€ cliccando sul DelosStore o sugli altri store online.

Cover reveal di Argyroprateia @Impero Connettivo, “Nèfolm e dintorni


Questa è la cover di Ksenja Laginja per la prossima uscita della collana L’orlo dell’Impero, DelosDigital editore: Argyroprateia, seconda puntata della serie “Nèfolm e dintorni”, dedicata alla capitale dell’Impero Connettivo, in cui vengono esplorati alcuni luoghi della metropoli che hanno lo stesso nome dei quartieri di Costantinopoli. L’ebook uscirà nei prossimi giorni, KeepTalking

Incipit di “Perama” @ “L’orlo dell’Impero”, Delos Digital


Vi incollo qui sotto l’incipit di Perama, il racconto che apre una lunga serie di racconti ambientati su Nèfolm, la capitale dell’Impero Connettivo; editore è Delos Digital, la label in cui esce è L’orlo dell’Impero. Il libro digitale (copertina di Ksenja Laginja) è scaricabile a 1,99€ cliccando sul DelosStore o sugli altri store online.

Eufrax, il capo di quello che era la perfezione organizzativa LogNCE – Logistic New Connective Empire – è fermo davanti a me e attende una mia risposta. – Axis, ho bisogno di quel dispaccio – mi sollecita; lui è il dirigente di ciò che rimane della struttura logistica della New Connective Empire, un organismo rimasto attivo anche dopo che la pars multidimensionale dell’Impero Connettivo di Sillax, il plenipotenziario dell’imperatore alieno Totka_II, e la pars più eterea dell’imperatore Totka_II, si erano riunite.
– Quale dispaccio? – chiedo allora sinceramente perplesso, scuotendomi dai miei pensieri, guardando l’ologramma della LogNCE che si agita sul mio petto, leggermente spostato da una boccola connettiva scapolare.
Raccontare la storia dello split imperiale sarebbe un atto di prolissità, ma quello che posso affermare è che l’imperatore, a un certo punto, era assurto a una trascendenza eterea più confacente al suo stato di alieno nephilim, mentre invece il plenipotenziario postumano Sillax teneva insieme l’NCE, la parte fisica dell’Impero. In un altro tempo successivo – perché l’Impero Connettivo è un’entità politica e imperiale che domina lo spazio, ma anche il tempo, rendendole illusioni – le due pars si sono ricongiunte, e io vivo proprio a valle di quella riunificazione, o se si preferisce “oltre la restaurazione”. Il concetto di valle o monte in relazione al tempo, me ne rendo conto, ha un senso davvero lasco nell’ambito dell’integrità referenziale imperiale, ma proprio per rendere le idee integre continuo a usare esempi deterministici, non relativi, con tutto quello che ne consegue se parliamo di un continuum che è indeterminato, governato dalla gravità quantistica, dalla somma delle innumerevoli slide di realtà quantiche che si solidificano in una sorta di tangibilità fisica, reale, come può essere il carapace di una tartaruga.
– Quello col glifo multidimensionale – mi risponde secco Eufrax. E da quella specifica si apre un mondo di visioni e connessioni che avevo accantonato con la recente dipartita di mio padre. Mi ci tuffo dentro, ho un brivido e rivedo il glifo di cui mi chiede conto.
È un sigillo, ma non imperiale, bensì sumero. L’energia accumulata da quel segno grafico ha attraversato l’illusione del tempo e si è presentato a noi della LogNCE come un maglio inalterato di potenza e lucida decisione; attraverso i suoi simboli cuneiformi v’intravedo i segni della vita, le dinamiche dei punti nodali da cui si dipana l’energia, le interconnessioni cognitive che hanno una loro multidimensionalità espressiva e rendono palese quanto l’uso delle parole umane sia una limitazione che rasenta il criminale, l’ignoranza più profonda data dalla mancanza di un metodo espressivo davvero complesso ed esaustivo comporta. Nessuno sembra rendersi conto di questa verità, solo chi conosce bene l’uso della parola capisce quanto sia limitante il suo uso.
Con il glifo la cosa è completamente diversa: non è un ologramma, che a sua volta è una sorta di tecnicismo interpretabile con artifici tecnologici, parliamo invece di un segno che ha radici nel magico e ha insiti nella sua semantica un vasto set di significati e istruzioni, filosofie intere che sanno di antico, di preumano, di inumano.
Eufrax mi guarda accigliato: – Allora? – sta esaurendo la pazienza.
– Lo lavoro subito, devo averlo iniziato e lasciato in qualche angolo operativo quando ho dovuto abbandonare l’operatività, perché mio padre…
Ricordo l’ultima volta che ho visto i tuoi occhi vivi. Li ho ancora dentro di me, come se si fossero appena chiusi; erano liquidi, stanchi, tu quasi non c’eri più: mi stavi salutando? O forse mi comunicavi che eri allo stremo, alla fine della corsa; che mi amavi, o che prendere il congedo non è mai semplice, né lineare, che l’enorme massa dei pensieri che si aggrovigliavano nella tua mente esausta e dolorante erano impossibili da raffinare, non potevano essere resi fluidi, e che la somma di tutte le tue azioni assumeva un enorme gusto amaro; il simbolo dell’epilogo era forse una matassa di emozioni che ti dilaniavano il cuore?

L’Impero restaurato | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com, nell’ambito di Delos 239, l’incipit di L’Impero restaurato, romanzo Premio Urania 2014 uscito nuovamente quest’estate come numero 1 della collana L’orlo dell’Impero, per i tipi DelosDigital. Ve lo riporto qui sotto, ricordandovi che il romanzo è in vendita in ebook sul DelosStore e sugli altri store online al prezzo di 3,99€; copertina di Ksenja Laginja:

Quarta: L’Impero Connettivo è governato da una stirpe di principi semieterni ed estende il suo dominio sullo spazio e sul tempo, fino a intrecciarsi con un antico impero umano, quello di Costantinopoli. Romanzo Premio Urania 2014.
L’Impero attraversa una fase di particolare espansione: mentre cerca di colonizzare nuovi territori spaziotemporali, strane visioni di un tempo proveniente dall’Impero Romano d’Oriente di Giustiniano I si coagulano, trascendendo il piano stesso della realtà. Tra atti di fondazione di metropoli e tangibili comprensioni olistiche, quale sarà il divenire dell’Impero Connettivo? Cosa sperimenteranno l’imperatore nephilim Totka_II e il potente attendente postumano Sillax nello scontro col vorace impero romano?

Nuvole livide si addensavano sull’orizzonte, attaccandosi allo sguardo come colla. Lembi di nubi restavano avvinghiati ai crinali e si avvitavano al suolo in spire di foschia. La potenza del cielo aveva iniziato a scaricarsi sulla terra lungo il fronte in avvicinamento di una tempesta.
– È il momento giusto – disse lo sciamano, rivolto alla piccola folla che attendeva la sua prima mossa. Benché avesse oltrepassato la condizione umana dei suoi avi, indossava paramenti rituali che risalivano all’antichità.
Si diresse verso il recinto e prelevò una pecora scalciante. La sgozzò con sicurezza e indifferenza, mentre il turbine che spazzava la terra si gonfiava e si abbatteva sugli edifici, infrangendosi sulle pareti rinforzate da lastre di metavetro. Il sangue lasciato sul terreno dalla bestia e il suo lugubre lamento, uniti alla tempesta in arrivo, provocarono in lui un moto sinistro.
Il postumano attese gli ultimi spasmi dell’animale, sotto lo sguardo immobile dei presenti, pietrificati dall’orrore del sacrificio. I belati si fecero sempre più tenui. Quando cessarono, lo sciamano incise la carne della vittima immolata, affondando il coltello intarsiato da scene rituali nel fianco ancora caldo.
Dallo squarcio sotto le costole fu estratto il fegato, con cura e mosse sapienti, attente a non danneggiarlo. Le mani imbrattate di sangue lo depositarono su un tavolo di marmo. Un taglio longitudinale lo divise in due parti uguali.
Uno dei presenti si allontanò dal cerchio intorno all’officiante e vomitò. Il vento si stava abbassando, ora che la tempesta si era spostata altrove, verso la campagna, sempre più lontano dal centro abitato.
– Ora possiamo presagire il futuro – disse l’aruspice con voce rituale, lasciando che il silenzio che gravava tra loro li avvolgesse nella solenne colonna sonora del momento. Il catapano dell’Impero Connettivo Claudius, che era prossimo al tavolo, si lasciò andare alla mistica del momento e gli sembrò che ombre melliflue, viscose come ectoplasmi, si stringessero attorno a lui, comunicandogli qualcosa di urgente che non riuscì a interpretare.
– Vedete queste linee, queste cavità? – le parole stentoree dello sciamano si sovrapposero al calare del vento. – Sono precisi segni dell’oltremondo, indicano le volontà delle forze imperscrutabili riguardo al vostro progetto.
Così dicendo fissò Claudius, ancora assorto dalle simbologie arcane che vedeva concretizzarsi, scaturire dalle pozze di sangue sul terreno, quasi fredde. Si scosse dall’impasse e guardò fermo l’aruspice, ritrovando la loquela e scacciando il nugolo d’impressioni occulte che lo stordivano.
– Sei stato interpellato per essere preciso, i miei alti superiori vogliono da te indicazioni dettagliate sul futuro dei nostri atti, delle nostre fondazioni coloniche.
– Guardate il cardo e il decumano, la pars familiaris e la pars hostilis; osservate la pars àntica e quella postica e ponete la vostra attenzione su questa cicatrice…
– Indovino, non abbiamo bisogno di una lezione sull’arte collegata all’augurio. Noi vogliamo da te un responso preciso sui nostri progetti – lo interruppe Claudius, illuminato dalle direttive esplicite che aveva ricevuto dal plenipotenziario Sillax, emanazione postumana dell’imperatore connettivo Totka_II, incontrastato signore di stirpe nephilim dell’Impero Connettivo.

𒍣


𒍣 – Il glifo sumero che imperversa in Perama, che significa vita.

Axis è un funzionario imperiale di stanza a Nèfolm, la sua casa è sita nel quartiere di Perama, il cui porto fluviale è animato da commerci di ogni tipo.
Eufrax, il superiore di Axis, esige da lui la redazione di un dispaccio assai importante per il riunito Impero Connettivo, il plenipotenziario Sillax pare stia spingendo molto per averlo. Ma Axis è ancora turbato dalla morte del padre e così le spire di un glifo sumero – il soggetto del dispaccio – sembrano avvolgerlo ovunque, facendo emergere in lui un senso di lutto in continua trasformazione.
Cos’è passato e cosa futuro, cos’è il reale che si vive a Perama?

Collana Orlo dell’Impero, Delos Digital, copertina di Ksenja Laginja, disponibile sul DelosStore e su tutti gli altri store online a 1,99€.

Prima tappa a Nèfolm con Perama | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione della personale nuova uscita, nell’ambito della collana L’orlo dell’Impero per i tipi di DelosDigital: Perama, prima puntata del ciclo “Nèfolm e dintorni”, ovvero l’esplorazione di Nèfolm, capitale dell’Impero Connettivo, in cui i quartieri rispecchiano i nomi dei rioni di Costantinopoli. Copertina, come sempre, a cura di Ksenja Laginja.

Axis è un funzionario imperiale di stanza a Nèfolm, la sua casa è sita nel quartiere di Perama, il cui porto fluviale è animato da commerci di ogni tipo.
Eufrax, il superiore di Axis, esige da lui la redazione di un dispaccio assai importante per il riunito Impero Connettivo, il plenipotenziario Sillax pare stia spingendo molto per averlo. Ma Axis è ancora turbato dalla morte del padre e così le spire di un glifo sumero – il soggetto del dispaccio – sembrano avvolgerlo ovunque, facendo emergere in lui un senso di lutto in continua trasformazione.
Cos’è passato e cosa futuro, cos’è il reale che si vive a Perama?

Il libro digitale è scaricabile a 1,99€ cliccando sul DelosStore o sugli altri store online.

Cover reveal di Perama, prossima uscita su “L’orlo dell’Impero” @ DelosDigital


Questa è l’anteprima della copertina di Perama, nuovo racconto in uscita nei prossimi giorni per i tipi di DelosDigital, nell’ambito della collana L’orlo dell’Impero; la cover è opera di Ksenja Laginja e introduce una serie narrativa (Nèfolm e dintorni) che ho ambientato a Nèfolm, la capitale dell’Impero Connettivo, urbanisticamente speculare a Costantinopoli e con i quartieri che hanno lo stesso nome e funzione. KeepTalking!

Estratto da “Il piano psichico”, di Sandro Battisti @ “L’orlo dell’Impero, Delos Digital


Il funzionario primario Cocles e il catapano Paleglo, esponenti dell’Impero Connettivo, sono chiamati a rapporto dal prefetto Valenxiano, amministratore della colonia nettuniana sigillata ai venefici eventi atmosferici sotto una cupola geodetica, per prevenire una non meglio precisata cospirazione: i tempi gloriosi dell’impero sono lontani e l’imperatore Totka_VIII si trova a fronteggiare una decadenza disperata, che agli osservatori esterni appare irrimediabile.
In un ambiente ostile di gelo e ammoniaca il flusso di un mondo alieno intrecciato agli aumenti mentali della colonia postumana sembra sbocciare in strani avvenimenti psichici, in cui la flessuosa amante del prefetto pare avere un qualche ruolo: ma quale? Chi sarà il dominus dello scacchiere nettuniano e chi, nell’ambito del dominio dell’Impero Connettivo, otterrà il precario dominio politico?

Per la collana L’orlo dell’Impero di DelosDigital è uscito poche settimane fa la novelette Il piano psichico, ambientata nell’Impero Connettivo di cui tratteggio un periodo  di decadenza estrema, posteriore all’età aurea dell’imperatore Totka_II e del suo attendente postumano Sillax; mi fa piacere, quindi, farvi un piccolo omaggio incollando qui sotto l’incipit, buona lettura:

La città si stendeva sotto di lui e sembrava accoglierlo nel suo infinito spleen. La notte come una piccola tepee proteggeva il suo stato d’animo, mentre dal basso salivano i vapori del ghiaccio d’ammonio che sapevano di conservazione inumana. “Troppe guglie sullo sfondo”, pensò Valenxiano: vedeva contorni di edifici che sfumavano nell’indefinito di un incendio sviluppato altrove, le ceneri della gelida combustione per scaldarsi le ossa che svolazzavano nell’aria e bruciavano i vestiti su cui si posavano: per quello lui si teneva al sicuro, ben sotto la loggia.
— Hai mai osservato questa scena fin nei dettagli più spinti? — chiese voltandosi verso un’ombra che gli era dietro, a qualche passo di distanza. Oltre la balaustra, oltre la cupola geodetica, l’inferno di Nettuno viveva di ammoniaca e metano mentre piccole nubi d’idrocarburi esalavano un senso di mefitico, di sintetico allo stesso tempo, una strana alchimia di attraente disagio che conquistava chiunque si spingesse nella città di frontiera, sede della Prefettura imperiale. — Hai mai pensato che sarei stato qui, stanotte — continuò Valenxiano — a respirare questo blastoma atmosferico, a cingere con la mia stessa psiche il fuoco kelvin che arde qui sotto? In questo lago d’idrogeno, non vorresti anche tu interpretare un incauto tuffatore, mio caro Essio?
Dal fondo oscuro dell’enorme salone dei discorsi salivano fruscii, come lo strusciare di abiti. — Pensare in questi contesti così lontani da ogni esigenza biologica non significa poi molto — rispose con una voce bassa da lì dietro l’altro, che evocava l’immagine di una caverna su un altopiano a dominare il basso sterminato di sentieri per carovane; l’icona del selvaggio West terrestre in chiave aliena, ma almeno tre o quattrocento volte più ostile, si fece rapidamente strada nella mente di entrambi.
— Rimani dove sei, alla fine è meglio che tu sia avvolto dall’ombra — intimò Valenxiano dal balcone rivolgendosi verso il fondo della sala, mentre con un gesto repentino inforcava la balaustra e si lasciava dondolare nel vuoto malsano, che minacciava di uccidere al solo alzarsi dei miasmi.
— Forse non è il caso, mio signore… — obiettò debolmente Essio, esponendosi a una lamella di luce che arrancava dal finestrone, mostrando una sorta di posa teatrale che firmava coreograficamente lo scavalcamento del balcone dell’altro.
— Perché? — domandò leziosamente allora il prefetto, osservando la gelida scena sottostante con un misto di concupiscenza e terrore ipnotizzato. Dal fondo del salone, per un’intera eccessiva sequenza di secondi, non giunse alcuna spiegazione; il silenzio strozzato che li stava dividendo era peggio di una qualsiasi finta risposta, invitava a perseguire ciò che si era minacciato.
— Guardami, Essio, e racconta a chi sai ciò che hai visto questa notte — salmodiò Valenxiano con una voce stentorea, teatrale, che rasentava una forma di lucida follia prossima al delirio di onnipotenza. Subito dopo si lasciò andare giù con un’eleganza da illusionista; istupidito dal momento, Essio se ne rese conto con un attimo di ritardo, poi corse immediatamente verso la ringhiera per un motivo che non poteva essere diverso dalla morbosa curiosità, obbediente all’ordine di testimoniare una fine che già sapeva di dignità, di un’onorabilità che si amplificò a dismisura non appena fu possibile apprezzare le eleganti giravolte che Valenxiano stava compiendo nel vuoto, avvitandosi nel nulla con una grazia sconosciuta: sembrava un saltimbanco divenuto improvvisamente poeta, i riflessi vellutati del buio e dell’atmosfera venefica di Nettuno ne rivestivano il corpo di un mantello che riluceva di eternità modificata mentre a peso morto, giù per la gravità modificata del pianeta alieno, era prossimo a esserne risucchiato. Essio capì che l’acrobata era pronto da molto per il suo numero più eclatante; osservò allora Valenxiano nell’istante precedente all’impatto quando, con un colpo di reni, raddrizzò la caduta e unì rigidamente le gambe affusolate: appariva come un ballerino del Bolshoi con la calzamaglia bianca e le calzature di tela leggera, dotato di un’eleganza raffinata che per un istante fluttuò parallela alla superficie del lago per un’eternità lunga quanto i ricordi premorte, tanto da farlo sembrare allineato per sempre al pelo dell’acqua da un’invisibile propulsione jet.

Il libro digitale è scaricabile a 1,99€ cliccando sul DelosStore o sugli altri store online.

Sandro Battisti, Il piano psichico @ “L’orlo dell’Impero”, Delos Digital


Da pochi giorni è disponibile in tutti gli store online una nuova puntata della personale saga dell’Impero Connettivo, Il piano psichico, novelette in uscita per la collana di DelosDigital L’orlo dell’Impero, dedicata proprio alla produzione imperiale.
Questo secondo numero – il primo era dedicato al Premio Urania 2014, L’impero restaurato – narra di eventi avvenuti su Nettuno, in un periodo decadente dell’Impero in cui l’imperatore è Totka_VIII; questa è la quarta:

Il funzionario primario Cocles e il catapano Paleglo, esponenti dell’Impero Connettivo, sono chiamati a rapporto dal prefetto Valenxiano, amministratore della colonia nettuniana sigillata ai venefici eventi atmosferici sotto una cupola geodetica, per prevenire una non meglio precisata cospirazione: i tempi gloriosi dell’impero sono lontani e l’imperatore Totka_VIII si trova a fronteggiare una decadenza disperata, che agli osservatori esterni appare irrimediabile.
In un ambiente ostile di gelo e ammoniaca il flusso di un mondo alieno intrecciato agli aumenti mentali della colonia postumana sembra sbocciare in strani avvenimenti psichici, in cui la flessuosa amante del prefetto pare avere un qualche ruolo: ma quale? Chi sarà il dominus dello scacchiere nettuniano e chi, nell’ambito del dominio dell’Impero Connettivo, otterrà il precario dominio politico?

Il libro digitale è scaricabile a 1,99€ cliccando sul DelosStore e sugli altri store online; la copertina è di Ksenja Laginja.

Il piano psichico e Amazon


Il piano psichico è uscito ieri, ma su Amazon già viaggia veloce: ecco lo screenshot che lo testimonia (Grazieeee!) 🙂

Il funzionario primario Cocles e il catapano Paleglo, esponenti dell’Impero Connettivo, sono chiamati a rapporto dal prefetto Valenxiano, amministratore della colonia nettuniana sigillata ai venefici eventi atmosferici sotto una cupola geodetica, per prevenire una non meglio precisata cospirazione: i tempi gloriosi dell’impero sono lontani e l’imperatore Totka_VIII si trova a fronteggiare una decadenza disperata, che agli osservatori esterni appare irrimediabile.
In un ambiente ostile di gelo e ammoniaca il flusso di un mondo alieno intrecciato agli aumenti mentali della colonia postumana sembra sbocciare in strani avvenimenti psichici, in cui la flessuosa amante del prefetto pare avere un qualche ruolo: ma quale? Chi sarà il dominus dello scacchiere nettuniano e chi, nell’ambito del dominio dell’Impero Connettivo, otterrà il precario dominio politico?

La novelette è uscita nell’ambito della collana di DelosDigital L’orlo dell’Impero, dedicata proprio alla produzione imperiale; è scaricabile a 1,99€ cliccando sul DelosStore e sugli altri store online. La copertina è di Ksenja Laginja.

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