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Archivio per Lucius Etruscus

Anticipazioni mondadoriane di ottobre 2021 | Gli Archivi di Uruk


Il buon Lucius Etruscus è sempre generoso nelle informazioni che dà; un esempio di quanto sia prezioso è quando fornisce le anticipazioni mondadoriane del mese. Per quello che mi riguarda ho fatto un salto sulla sedia leggendo che per Urania ci sarà la riedizione dell’indimenticato Massimo Mongai, Memorie di un cuoco d’astronave, e che uscirà in edicola anche I fuochi di Elysium, di Alastair Reynolds, ennesima incursione dell’autore nel ciclo della Rivelazione, saga che adoro oltre ogni dire.
Grazie, Lucius.

Urania Collezione n. 225: Memorie di un cuoco d’astronave di Massimo Mongai

Rudy “Basilico” Turturro è un giovane cuoco terrestre che da aiuto-chef si ritrova a dirigere la cucina di un’astronave. Attraverso ricette e avventure, nei tre anni di viaggio nello spazio, Rudy dovrà anche salvare la galassia dalla distruzione. Memorie di un cuoco d’astronave è un romanzo sull’esplorazione del cosmo attraverso l’esplorazione di se stessi, passando anche per la gola, la forza che muove ogni cosa. Un vero romanzo cult della fantascienza italiana.

Urania Jumbo n. 24 (68): I fuochi di Elysium di Alastair Reynolds

Diecimila città-stato orbitano intorno al pianeta Yellowstone, formando un paradiso democratico e quasi perfetto. Ma anche l’utopia ha bisogno di un corpo di polizia. A proteggere i cittadini della Cintura Scintillante c’è Panoplia con i suoi agenti, i prefetti. Tom Dreyfus è uno dei prefetti in servizio e si trova ad affrontare un’emergenza: gli abitanti degli habitat iniziano a morire, all’improvviso e in maniera casuale, vittime di un malfunzionamento dei loro impianti neurali che li fa sciogliere. Mentre il panico dilaga, sorge un movimento di rivolta per fondare nuove e indipendenti colonie. Un nuovo capitolo della grande saga della Rivelazione.

Il Professionista: terra del fuoco | ThrillerMagazine


Su ThrillerMagazine la segnalazione dell’ultima pubblicazione di Stefano Di Marino, uscita nelle edicole nei giorni in cui si è tolto la vita: Il Professionista: terra del fuoco, per Segretissimo Mondadori.

Quale trauma ha cancellato la memoria di Chance Renard? Alla deriva su una barca a vela approda in Malesia. Dopo pochi mesi lo ritroviamo a Malacca. Si fa chiamare Tuan Des, che significa Sconosciuto. Un avventuriero che ha scordato il mondo. Ma questo non ha scordato lui. Un gruppo di killer viene a cercarlo e si scatena l’inferno. Nel frattempo la Nuova Guinea è sconvolta da una rivolta sanguinosa guidata dal generale Kundu, che ha riunito le tribù antropofaghe e i guerriglieri Lokanga. Per scoprire chi è e che cosa gli ha stravolto la mente Chance deve accettare una missione. Una squadra di mercenari, una ragazza determinata, una vedova affascinante e pericolosa e l’ombra di un complotto internazionale sono lo sfondo per la più grande avventura del Professionista.

Una parola dell’autore (le parole che seguono sono state inviate all’estensore dell’articolo, Lucius Etruscus, da Stefano poco più di un giorno prima di togliersi la vita)

Un’avventura che sognavo da tempo di scrivere quella di Terra del fuoco. Prima di tutto, e lo noterete subito, Chance si trova in una situazione di grossa difficoltà. Cosa sarà mai accaduto da sconvolgerlo al punto da fargli perdere la memoria? Così lo ritroviamo a Malacca, un luogo che ho molto amato, in Malesia con un nome che non è il suo e significa… Sconosciuto. Vi suggerisce qualcosa? Sono certo che gli appassionati della serie coglieranno l’allusione e l’omaggio perché, credo che lo sappiate, l’intera serie è costruita come uno studio sulla narrativa pulp con riferimenti, omaggi, spunti che partono da un riferimento e poi si sviluppano in tutt’altro modo.

Qui mi piaceva omaggiare un libro e un film che apprezzai molto da ragazzo e che, ancora oggi restano per me una finestra su quell’Asia che ho amato moltissimo, un po’ indolente, sonnacchiosa, ricca di promesse sensuali. Ma non solo, c’erano anche altre sfaccettature di quel sogno che volevo sviluppare. Così ho infilato in un unico calderone Apocalypse Now, i film cannibalici e una leggenda che trovai, in forma diversa, in un altro libro sulla Seconda guerra mondiale nella giungla. E, ovviamente, alla fine del percorso Chance riuscirà a recuperare quella parte di se stesso che aveva perduto.

X-Files (5×15) Cavie (X-Lucius) | nonquelmarlowe


Lucius Etruscus da un po’ di tempo tiene, sul suo blog, una rubrica dove analizza alcune puntate chiave di X-Files. Vi segnalo, a mo’ di esempio, la suggestione di oggi: Cavie.
Vi lascio a un estratto della sua analisi, che per come l’ho messo io può apparire incongruente, ma se vi lasciate guidare vi guiderà verso una chiave di lettura quasi universale e politica, in cui il vomito delle sopraffazioni umane vi sembrerà la costante inutile di tutto l’antropocentrismo:

Gli “ultracorpi” (termine inventato nel 1957 dai famigerati titolatori italiani per rendere i body snatchers, “ruba-corpi”, della celebre pellicola del 1956) sono nati proprio nella Guerra fredda come simbolo del comunismo strisciante, che si insinuava tra le brave persone per modificarle dall’interno, quindi l’idea di accostare il maccartismo e gli ultracorpi è ispirata, peccato solo che la fretta dell’episodio lo abbia reso secondo me debole, perché non ha tempo di spiegare le parti più nebulose mentre perde molto tempo a spiegare quelle fin troppo ovvie, come l’FBI che nasconde i suoi “magheggi” con gli alieni. Spendere qualche minuto in più a spiegare che diamine sia quell’essere ragnoso e qualche minuto in meno a parlare di inghippi burocratici mi avrebbe fatto piacere di più l’episodio.

In coda al post, trovate tutte l’elenco di tutte le puntate analizzate.

Holmes e gli orrori del Miskatonic (Sherlock Apocrifi 82) | Gli Archivi di Uruk


Bella segnalazione di Lucius Etruscus su un GialloMondadori in uscita questo mese: Sherlock Holmes e gli orrori del Miskatonic, di James Lovegrove – se ne era già parlato su SherlockMagazine. È un incontro tra Sherlock Holmes e il pantheon di Lovecraft, seminale per le continue commistioni che ciò comporta – penso al ciclo della Lavanderia di Stross – e perciò assolutamente da seguire.

Quindici anni sono passati dal primo manifestarsi delle forze oscure. Sherlock Holmes e il dottor Watson – l’uno all’apice della sua dipendenza dalla droga, l’altro segnato dalla perdita dell’adorata moglie Mary – non hanno mai smesso di combattere un nemico che si cela al di là del visibile, presenze ultraterrene di cui il mondo non è ancora pronto a conoscere il segreto. A una nuova fase di questa lotta incessante sembra preludere la notizia che al Bedlam, il famigerato ospedale psichiatrico londinese, è ricoverato un paziente diverso da tutti gli altri. Nel suo delirio costui traccia geroglifici nella lingua arcana che rievoca ostili divinità arcaiche. Anche le condizioni fisiche, tra il volto sfigurato, le cicatrici diffuse e la mano sinistra troncata all’altezza del polso, testimoniano che qualcosa di terrificante debba essergli accaduto, forse durante un infausto viaggio sul fiume Miskatonic, nella Nuova Inghilterra, in cerca di una creatura mostruosa. Sfide sovrumane e fenomeni che sfuggono alla ragione si annunciano per i due inquilini di Baker Street, uniti come non mai nell’impresa di difendere la civiltà dall’assedio dei Grandi Antichi.

Il volume è impreziosito dal saggio: Sherlock Holmes e i miti di Cthulhu di Luigi Pachì.

Claudia Salvatori su Delos Digital (2021) | Gli Archivi di Uruk


Lucius Etruscus segnala sul suo blog una carrellata di titoli di Claudia Salvatori disponibili per l’editore DelosDigital; sono romanzi che lasciano filtrare l’insolito nella vita quotidiana, quella degradata noir, quella di personaggi che viaggiano verso il disperato.

A diffondere in rete il racconto Sublime anima di donna è stata Mariarita Fortis, intellettuale precaria, di professione ghost reader per un uomo politico. Dovrà scoprire per quali misteriose vie una storia scritta più di un secolo prima si sia materializzata nella realtà. E lo farà tornando indietro nel tempo e viaggiando nel cuore della bohème italiana insieme agli scapigliati Igino Tarchetti, Emilio Praga, Camillo e Arrigo Boito.
Insieme alla detective Stella del Fante formerà il duo delle Indagatrici dell’Immaginario: di quella linea di confine sospesa fra sogno e vita, pensiero e azione, ideale e reale.
Romanzo vincitore del Premio Scerbanenco 2001.

Anticipazioni mondadoriane di febbraio 2021 | Gli Archivi di Uruk


LuciusEtruscus in un suo post menziona tre uscite Urania di Febbraio che, sinceramente, non so quale scegliere per prima, trattandosi di romanzi che fanno della senzienza e del mind uploading la cifra stilistica. Vi lascio alle sue osservazioni.

 

Urania n. 1687: The Corporation Wars – Dissidenza di Ken MacLeod
Sono morte in missione più volte di quante possano ricordare. Ora devono lottare per vivere per se stesse. Le macchine senzienti lavorano, combattono e muoiono nell’esplorazione interstellare e nei conflitti scatenati dai loro proprietari, le società minerarie della Terra. Ma, inviati a centinaia di anni luce di distanza, gli ordini arrivano in ritardo e spesso sono difficili da attuare. Le macchine devono perciò prendere decisioni per poi cercare di farle aderire il più possibile alle indicazioni che arrivano. Ma la ritrovata autonomia fa sorgere in loro nuove domande. E i robot vogliono risposte. Mentre le aziende preferirebbero vederli morti.

Urania Collezione n. 217: Metropolitan di Walter Jon Williams
Un mondo senza nome, in un lontano passato.
L’universo racchiuso in una città. In una città perfetta, fondata su un’oscura energia, il plasma. Ma Aiah ha imparato che il plasma è più di una fonte di energia.
Agendo sulla mente dell’uomo, ha il potere di guarire e uccidere. E quando, per caso, ne trova un enorme quantitativo al di fuori del controllo dell’Agenzia, si rivolge a Constantine, un misterioso ribelle. Perché insieme potrebbero usare il plasma per cambiare il mondo.

Urania Jumbo n. 16 (60): Ancillary Sword di Ann Leckie
Breq è un soldato che un tempo è stato una nave da guerra. In passato arma di conquista in grado di controllare migliaia di menti, ora ha un solo corpo e serve l’imperatore. Al comando di una nuova nave e di un equipaggio problematico, a Breq viene ordinato di raggiungere la stazione di Athoek per proteggere la famiglia di un luogotenente che una volta conosceva. Una volta, perché lo ha ucciso a sangue freddo…

Omaggio a Lovecraft (2020) | Gli Archivi di Uruk


Oggi  il 130simo anniversario della nascita di HP Lovecraft. Molti omaggi in rete, ma tra quelli che mi sono sembrati più significativi ho scelto quello di Lucius Etruscus: un blogtour celebrativo. Auguri, Solitario.

La seconda Guerra Fredda | ThrillerMagazine


Su ThrillerMagazine la segnalazione di La seconda guerra fredda, saggio di Federico Rampini che analizza alcune particolarità del nostro tempo e delle sue dinamiche. La quarta:

È cominciata la seconda guerra fredda. Sarà profondamente diversa dalla prima. Cambieranno molte cose per tutti noi, nella sfida tra America e Cina nessuno potrà rimanere neutrale. L’economia e la finanza, la scienza e la tecnologia, i valori politici e la cultura, ogni terreno sarà investito dal nuovo conflitto. Dobbiamo smettere di parlare di globalizzazione come se fosse irreversibile: la sua ritirata è cominciata. A quindici anni dai suoi best-seller Il secolo cinese e L’impero di Cindia, Federico Rampini torna ad attaccare gli stereotipi, ci costringe a rivedere i luoghi comuni, ci apre gli occhi. Il mondo è cambiato molto più di quanto gli occidentali si rendano conto.

Il tramonto del secolo americano e la possibile transizione al secolo cinese bruciano le tappe. Ci siamo distratti mentre la Cina subiva una metamorfosi sconvolgente: ci ha sorpassati nelle tecnologie più avanzate, punta alla supremazia nell’intelligenza artificiale e nelle innovazioni digitali. È all’avanguardia nella modernità ma rimane un regime autoritario, ancora più duro e nazionalista sotto Xi Jinping. Unendo Confucio e la meritocrazia, teorizza la superiorità del suo modello politico, e la crisi delle liberaldemocrazie sembra darle ragione. L’Italia è terreno di conquista per le Nuove Vie della Seta. In Africa è in corso un’invasione cinese di portata storica.

Due imperi, uno declinante e l’altro in ascesa, scivolano verso lo scontro. L’America si è convinta che, «ora o mai più», la Cina va fermata. Chi sta in mezzo, come gli europei, rimarrà stritolato? Nessuno è attrezzato ad affrontare la tempesta in arrivo. Neppure i leader delle due superpotenze hanno un’idea chiara sulle prossime puntate di questa storia, sul punto di arrivo finale. Mettono in moto forze che loro stessi non sapranno dominare fino in fondo.

Pochi anni fa le due superpotenze sembravano diventate quasi una cosa sola, tanta era la simbiosi tra la fabbrica del mondo (cinese) e il suo mercato di sbocco (americano). Quell’epoca si è chiusa e non tornerà. Sta succedendo ciò che molti esperti consideravano impossibile. I dazi sono stati solo l’acceleratore di un divorzio che cambierà le mappe del nostro futuro. Trump può subire l’impeachment o perdere le elezioni nel 2020 ma i democratici che lo sfidano sono diventati ancora più intransigenti con Pechino. La resa dei conti precipita a tutti i livelli. Questo libro è una guida e un manuale di sopravvivenza nel mondo nuovo che ci attende.

Iulia. Storia di un’imperatrice (Piemme 2019) | Gli Archivi di Uruk


Da Lucius Etruscus questa segnalazione a un romanzo storico, ambientato nel periodo storico dellla decadenza non troppo accentuata dell’Impero Romano. Parliamo di Iulia. Storia di un’imperatrice, di Santiago Posteguillo. Di seguito la sinossi e l’incipit. Inutile dirvi che sono assai intrigato dall’opera…

197 d.C. È notte fonda quando Elio Galeno, medico personale della famiglia imperiale, decide di scrivere una pagina importante del suo diario. I segreti che conosce, le cose che ha visto, le battaglie cui ha assistito in anni e anni di vicinanza con le persone più potenti dell’impero: tutto viene registrato nel suo diario. Ma c’è una persona in particolare la cui storia Galeno vuole scrivere: Iulia Domna. La donna che passò, in soli dieci anni, dall’essere una sconosciuta adolescente nelle sconfinate province orientali a diventare augusta imperatrice, in un cursus honorum che nessuna donna ha mai potuto vantare nella storia dell’impero.
Educata nel modo più raffinato, amante della poesia e della filosofia, sposa di Settimio Severo imperator, madre di Caracalla, fu mater senatus et patriae (un titolo che non fu concesso neppure a Livia, moglie di Augusto), a consacrazione del suo posto speciale nelle gerarchie del potere imperiale. Ma non solo: Iulia, l’imperatrice filosofa, ebbe anche molti nemici, e dovette lottare sempre per proteggere se stessa e la sua famiglia.
Molto più che semplicemente «la prima first lady della storia», Iulia Domna è la grande figura al centro di questo romanzo speciale, che non solo ci immerge nel mondo romano che abbiamo imparato ad amare nelle pagine di Santiago Posteguillo, ma ci dà anche qualcosa di nuovo: un personaggio femminile incredibilmente forte, universale e potente. La storia romana non è mai stata così vicina.

“Roma, 950 ab urbe condita
Il mio nome è Elio Galeno, educato a Pergamo e ad Alessandria. Per anni sono stato il medico della famiglia imperiale di Roma e testimone di molte vicende degne di nota durante la mia lunga vita. Di fatto, ho presenziato alla caduta di una stirpe di imperatori e all’ascesa di un’altra. Ho accompagnato le legioni di Roma in varie campagne contro i barbari, nel Nord, oltre il Reno e il Danubio, e perfino nelle remote terre dell’Oriente. Ho assistito a ben due cruente guerre civili, allo spargimento di molto sangue durante i combattimenti tenutisi sia negli anfiteatri di mezzo mondo che in un’infinità di campi di battaglia. Infine, la mia più terribile esperienza è stata senz’altro la scoperta degli effetti devastanti della peste. Ciononostante, nella mia vita ho avuto anche la fortuna di partecipare ad accadimenti di tutt’altra rilevanza. Gli storici ufficiali dell’impero e coloro che si occupano di trascrivere i fatti salienti della vita degli uomini illustri riporteranno senz’altro ognuno di questi eventi, affinché essi permangano nella memoria collettiva, per i posteri. Eppure, mi resta un dubbio: e Iulia? Qualcuno ricorderà la sua storia? In appena dieci anni Iulia passò dall’essere un’adolescente sconosciuta proveniente dalla città di Emesa, nel Sud della Siria, all’augusta imperatrice di Roma che riuscì a realizzare un cursus honorum senza pari.
Per quanto riguarda me, lei ha deciso di assegnarmi, per gratitudine o per merito, un incarico eccezionale: ho scelto dunque di raccontare la sua storia dal principio, o almeno dal momento in cui Iulia giunse a Roma. Purtroppo, io non possiedo né la sensibilità né la conoscenza delle parole proprie di un poeta, o di un autore di teatro popolare, e seppure io abbia scritto molto, l’ho sempre fatto solo su temi di medicina, piante e decotti, anatomia, malattie e medicazioni. Era inevitabile che, in una tale circostanza, sorgesse in me un problema che mai prima di allora il mio intelletto aveva considerato: in che modo narrare la storia di una persona? Seguendo una successione cronologica o un ordine di tematiche affini?
Confesso che cimentarmi in un argomento a me del tutto ignoto mi fece sentire smarrito per diversi mesi”.

Il dolore di essere Masoch 2 | nonquelmarlowe


Seconda parte di una trilogia di post – che originariamente era un corposo articolo, qui e qui le altre sezioni – che Lucius Etruscus ha scritto quasi due anni fa sulla correlazione tra masochismo e le sue innumerevoli relazioni nell’arte, letteratura, cinematografia e non solo. Un estratto significativo, ma da non trascurare nulla di ciò che Lucius ha analizzato.

Fa caldo nel deserto egiziano del 300 dopo Cristo, dalla cui sabbia rovente fuoriesce un cenobita: che sia un delizioso rimando alla futura saga filmica di Hellraiser e ai suoi cenobiti infernali? Ovviamente no, è semplicemente il nome di un uomo che si è ritirato a vivere in una piccola comunità religiosa. Ma Pafnuzio non è più un cenobita, il suo percorso non seguirà le orme del futuro Sant’Agostino, perché Pafnuzio è impazzito della più folle delle pazzie: Pafnuzio si è innamorato, e si è innamorato di Taide. Una peccatrice. Peggio: un’attrice.

Questa storia ce la racconta nel 1890, con ancora Sacher-Masoch in vita, il grande romanziere Anatole France in uno dei suoi capolavori forse oggi più dimenticati: Taide (Thaïs). Pafnuzio non prova amore per Taide, prova passione, ossessione («Sai tu che cosa vedevo in questo manoscritto dettato dal più grave degli stoici? Precetti di virtù forse e crude massime? No. Vedevo sull’austero papiro danzare mille e mille piccole Taidi»), follia, totale perdita di qualsiasi ragionamento logico a causa di amore (od ossessione amorosa), e quando per la prima volta vede la donna a teatro recitare nel ruolo di Polissena, in una versione dell’Iliade, France non trova miglior modo di descrivere il piacere che prova Pafnuzio:

«Il dolore era bello sul viso di Taide.»

È la descrizione di un’ottima prova attoriale nel ruolo di Polissena? France ci sta raccontando che Pafnuzio giudica Taide un’ottima attrice capace di ben rappresentare il dolore di un personaggio? O forse ha trovato un modo potente per ricordarci che il desiderio può passare anche per il dolore? Siamo nel 1890, vent’anni dopo la celebre opera di Sacher-Masoch, ed è ormai chiaro quel messaggio che un altro francese, Pascal Laugier, ha dovuto ricordarci nel 2008, con il film Martyrs: l’agonia porta all’estasi tipica dei santi, a quegli occhi volti al Cielo di chi vede martirizzata la propria carne. È un rapporto inscindibile fra spiritualità ed agonia che porta a ben altre considerazioni, perché non solo nell’estasi mistico-dolorosa si roteano gli occhi. France lascia sotto traccia qualcosa che Sacher-Masoch fa intendere in modo più preponderante: al divino si arriva anche con l’orgasmo, la cui mimica facciale è indistinguibile dall’agonia.

Taide diventerà santa, sia per la Chiesa cattolica che ortodossa, ma per ora si limita a fingere quel dolore che Pafnuzio avverte in tutt’altro modo, cioè come orgasmo. Ed è un’altra egiziana, molto più avanti nel tempo, che farà impazzire un altro uomo religioso: Esmeralda, uno dei tantissimi personaggi del romanzo corale Notre-Dame de Paris (1831) di Victor Hugo. (Classico della narrativa mondiale che non ha nulla a che vedere con le biasimevoli riduzioni che ne sono state tratte per il cinema, o peggio per l’infanzia.)

Curatori moderni ci spiegano in nota che Esmeralda in realtà viene chiamata “egiziana” perché all’epoca si è convinti che quella sia la patria degli zingari, ma è una precisazione del tutto inutile e che soprattutto rischia di spezzare il collegamento che Hugo crea con i deserti da cui è nata la religione: quel culto che viene accantonato da Claude Frollo, arcidiacono di Notre-Dame. È lui che, anticipando la scena della Taide di France, dimentica ogni insegnamento religioso quando fissa la bruna sedicenne Esmeralda danzare, mentre altri la paragonano a una ninfa o a una dea. Il peccato è negli occhi di chi guarda, così come il dolore è nel cuore di chi lo brama

The Nefilim

Fields Of The Nephilim

AppartenendoMI

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AERIA VIRTUS

"L'unico uccello che osa beccare un'aquila è il corvo. Si siede sulla schiena e ne morde il collo. Tuttavia l'aquila non risponde, nè lotta con il corvo, non spreca tempo nè energia. Semplicemente apre le sue ali e inizia ad alzarsi piu'in alto nei cieli. Piu' alto è il volo, piu' è difficile respirare per il corvo che cade per mancanza di ossigeno".

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Sanguinarie Principesse

E del viaggio nulla mi resta se non quella nostalgia. (N. Hikmet)

Cavallette neanche tanto Criptiche

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Colui che non riesce a trovare spazio per gli altri manca di comprensione, e a chi manca di comprensione tutti risultano estranei.- Zhuāngzǐ

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