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Archivio per Luigi Milani

Il colore venuto dallo spazio – False percezioni


Sul blog di Luigi Milani è segnalata una sua recensione a Color Out of Space, il film di Richard Stanley che ha scodellato, è il caso di dire visto il suo lungo purgatorio dal mondo del Cinema, dopo lustri di inattività. Vi incollo alcuni passi del buon Luis:

Il colore venuto dallo spazio, film distribuito in Italia direttamente nel circuito home video, segna il ritorno dietro la macchina da presa del talentuoso Richard Stanley, a trent’anni anni dal discreto Hardware e a più di venti dal sofferto L’isola perduta.
Ebbene, possiamo affermare che la rentrée, nonostante l’impresa non fosse delle più agevoli, sia stata di segno più che positivo, vista la qualità complessiva dell’opera. Oltretutto dobbiamo ammettere che adattare il racconto originario del 1927 firmato dal celebre Solitario di Providence era impresa affatto facile.
Stanley, al quale evidentemente la lontananza dal set non ha inficiato le qualità registiche, riesce infatti nell’intento, dando vita a un film visionario, di grande impatto emotivo, specie nelle sequenze finali, dal gusto scopertamente lisergico.

La sceneggiatura segue abbastanza fedelmente la successione degli eventi narrati da H.P. Lovecraft, pur con gli inevitabili, seppur discreti, adattamenti alla contemporaneità. Alludiamo all’utilizzo di smartphone o all’ossessiva presenza, in stile Cronemberg per intenderci, della televisione, strumento di pseudo-evasione al quale si affida uno degli sventurati protagonisti del film, un Nicholas Cage — passatemi il termine — “scazzato” come non mai nel ruolo dell’improbabile capofamiglia Gardner.
L’attore adotta un profilo recitativo destrutturato in tutta la prima parte del film, forse per meglio caratterizzare il successivo, definitivo tracollo mentale. Uno stato nel quale sprofonda alle prese con le vicende incredibili e devastanti che colpiscono il terreno su cui sorge l’abitazione della famiglia in seguito alla caduta di un misterioso meteorite.

A livello puramente visivo, come già accennato, il film funziona bene: quando assistiamo alle orribili mutazioni umane e animali, i connessi momenti gore risultano molto coinvolgenti ed efficaci, anch’essi per molti versi di stampo “cronemberghiano”.
Notevole anche l’uso sapiente del colore e dell’effettistica. A dispetto del budget non certo stellare, diciamo da B movie di lusso (pare sui 6 milioni di dollari), il regista mostra di saper utilizzare bene le risorse, dando vita a una trasposizione più che dignitosa.

Castelli maledetti – False percezioni


Sul blog di Luigi Milani la segnalazione di un’antologia di racconti cui il buon Luis ha partecipato accanto ad altri nomi del Fantastico italiano: Castelli maledetti, edito da NeroPress. Ecco cos’è il libro:

Il castello è da sempre, nell’immaginario comune, un luogo pieno di suggestioni. Che si tratti di un edificio magnifico, simbolo di potere e di supremazia, o che siano rovine da cui si levano inquietanti lamenti notturni, il castello rappresenta un posto ideale in cui ambientare racconti ammantati di orrore e mistero. Ed è ciò che hanno fatto gli undici autori di questa raccolta, accompagnati per mano dalla prefazione di Angelo Marenzana, anche curatore dell’antologia. Tra queste pagine si alternano crudeltà e torture, vendette e gelosie, oscure presenze e feroci sacrifici.

Hanno partecipato tra gli altri: Danilo Arona, Maico Morellini, Laura Scaramozzino, Beppe Roncari e Flavia Imperi.

Un’intervista – False percezioni


Sul blog di Luigi Milani è disponibile una videointervista che Roberto Russo di Graphe gli ha fatto in questi giorni, per il lancio di un’iniziativa editoriale natalizia. Vi lascio alla gioia di rivedere il buon Luis in ottima forma, dopo tempo di oblio visivo 🙂

Lo strano caso dello studio in verde | False percezioni


Segnalazione per Luigi Milani, presa dal suo blog: è appena uscito per DelosDigital Lo strano caso dello studio in verde, crime scritto a quattro mani con Alexia Bianchini. La quarta:

Daniele Bizzarri, tormentato scrittore di bestseller con gravi trascorsi di droga e alcolismo, dopo essere miracolosamente scampato ai fatti narrati nel romanzo breve Il libro maledetto (Odissea Digital, 2018) si trova coinvolto suo malgrado nelle indagini sulla morte del suo psichiatra, il professor Caledon. Per uno strano scherzo del destino l’artista rivestirà il ruolo del Dottor Watson, celebre aiutante del grande Sherlock Holmes, in un crescendo di mistero e tensione che lo condurranno di nuovo in territori da lui purtroppo già battuti. Quelli dell’orrore e della follia.

Da tuffarsi nella lettura, riemergendo piacevolmente deliziati dalla prosa…

Led Zeppelin. Tutti gli album. Tutte le canzoni | False percezioni


Sul blog di Luigi Milani la segnalazione del libro finale sui Led Zeppelin, Tutti gli album, tutte le canzoni, a cura di Martin Popoff. Un estratto:

Onestamente credevo fosse difficile, se non impossibile, rivelare ancora oggi qualcosa di nuovo sulla storia del gruppo, ma mi sbagliavo. Il volume in questione rivela tutto, ma proprio tutto, su ogni singolo brano inciso dagli Zeppelin nella loro strepitosa carriera.

Certo, può essere considerato un testo – diciamo pure il testo definitivo – per fan sfegatati del complesso, e anzi è certamente così. Eppure il lavoro di Popoff è interessante anche come ricostruzione del periodo storico, davvero irripetibile, attraversato dalla band di Jimmy Page e Robert Plant. E l’imponente apparato fotografico del volume vale da solo l’acquisto del volume. Per chi volesse approfondire, trovate la recensione completa qui.

Kurt, sei ancora con noi | False percezioni


Sul blog di Luigi Milani, la segnalazione di un ricordo triste, venticinque anni fa veniva ritrovato il corpo senza vita di Kurt Cobain, leader dei Nirvana. Luigi lo segnala anche per tornare su due sue pubblicazioni, direttamente correlate al fatto, descritte qui sotto.

L’8 aprile 1994 il corpo senza vita di Kurt Cobain viene ritrovato nella serra accanto al garage della sua casa, nei pressi di Seattle. Il medico legale daterà la morte a tre giorni prima, al 5 aprile. Causa del decesso un colpo di fucile. Dunque si sarebbe trattato di suicidio. Tuttavia quella morte, oltre a sconvolgere il mondo della musica, lascia dietro di sé molti, forse troppi, interrogativi.

La vicenda dello scomparso leader dei Nirvana anni fa m’indusse a dedicargli un corposo romanzo, Nessun Futuro, di recente ristampato da Dunwich Edizioni. In seguito, incoraggiato dai tanti che, bontà loro, reclamavano un sequel a quella storia, ho scritto il romanzo breve L’isola senza morte (Nero Press Edizioni). L’opera, oltre a chiarire diversi punti rimasti in sospeso nel primo libro, narra una nuova vicenda, che ha sempre per protagonista una misteriosa rockstar ufficialmente deceduta molti anni prima…

Le collane “defunte” di Kipple Officina Libraria | False percezioni


Dal blog di Luigi Milani rimbalzo un suggerimento riguardo le collane dismesse di KippleOfficinaLibraria dove, tra le varie cose, potrete reperire alcuni numeri ormai introvabili di NeXT, anche il mitico e prezioso numero 0.

Un consiglio (dis)interessato, se, come me, amate la migliore narrativa  di genere e, al contrario, aborrite la letteratura “usa e getta” da mediastore o ipermercato: affacciatevi sul sito di Kipple Officina Libraria.

Oltre alle consuete novità pubblicate nel corso degli ultimi, frenetici anni, tutte di livello a dir poco stellare, potrete trovare delle vere e proprie perle nella sezione collane “defunte”.

Il nome della sezione, l’ammetto, suona un po’ da “necro-bibliofili”, ma posso assicurarvi che i testi in questione sono vivi e vegeti. Dunque non abbiate timore ad avvicinarli (e acquistarli, ovviamente)!

Addio a Mario Marenco | False percezioni


Mi associo alla tristezza espressa da Luigi Milani per la morte di Mario Marenco, che chi ha la mia età non può non ricordare per i suoi funambolismi fanciulleschi e per la sua verve unica, espressa accanto a veri maestri dell’ironia, della sagacia, del dissacrante, ovvero la banda di Alto Gradimento, la trasmissione radiofonica dei primi ’70 di Renzo Arbore e Gianni Boncompagni, che è poi sbarcata in televisione e ha caratterizzato l’alternative colto e divertente, genere ormai dimenticato e, dai più, completamente sconosciuto. Un abbraccio a Mario e a tutta la banda, un abbraccio all’intelligenza che sembra essere sfumata da lungo tempo ormai.

Friday for Future: l’importanza della Biomimetica | False percezioni


Luigi Milani segnala sul suo blog un importante saggio, da lui curato, sui temi della Biomimetica (l’ispirazione dalla natura del design, della sostenibilità ambientale e sociale, nonché delle problematiche legate al ciclo produttivo, dalla sua fase iniziale, la progettazione, sino al suo esito finale, spesso poco o nient’affatto sostenibile).

L’opera s’intitola Biomimetica, La lezione della natura, ed è in uscita per CiEsse Edizioni.

L’opera riserva inoltre particolare attenzione alle tematiche, di stringente attualità, delle fonti energetiche alternative e del riciclo dei prodotti di scarto delle attività produttive e della normale vita quotidiana. L’approccio è volutamente colloquiale, nell’intento di rendere l’accesso a questi argomenti più accattivante e coinvolgente, pur nel pieno rispetto formale della correttezza terminologica e dell’attendibilità scientifica.

Il dolore negato | Un saggio da leggere e su cui riflettere


Recensione a cura di Luigi Milani al libro Il dolore negato, di Pier Luigi Gallucci, che indaga l’argomento della dipartita degli animali domestici, coloro che hanno condiviso con noi una porzione intima di vita particolarmente intesa, anime di casa che sono entrate in profonda sintonia con noi, quel noi familiare e privato, particolareggiato, intenso, vicino all’amore struggente. Un estratto della recensione:

Il trapasso è un tema che fa paura a tutti noi, inutile girarci attorno. Uomini e donne civilizzati degli anni Duemila, tendiamo addirittura a negare la morte quando sono le persone a morire – si legga in proposito anche l’illuminante saggio La morte si fa social di Davide Sisto, di recente recensito sul blog GraphoMania – ma nel caso degli animali giungiamo perfino a ignorarla, a “far finta di niente”.

Ma come si può restare indifferenti quando si viene privati di un amico con il quale abbiamo scambiato affetto, emozioni, esperienze, con il quale in una parola abbiamo condiviso una parte del nostro transito terrestre? Eppure, nella nostra società disumanizzata, la morte di un animale è considerata da molti una perdita di scarsa rilevanza, e manifestare le nostre più che legittime reazioni a tale evento luttuoso è visto come un comportamento esagerato, quasi ridicolo.

«Era solo un gatto» o «Era solo un cane» sono frasi che suonano alle nostre orecchie come una cinica banalizzazione della situazione di autentica sofferenza che invece viviamo. Perché, sottolinea Gallucci, la fine della relazione con un animale domestico è analoga, sul piano psicologico, alla scomparsa di una persona cara. In altre parole, dobbiamo poter elaborare il lutto, compiendo un percorso doloroso ma necessario, che richiede necessariamente del tempo. Dobbiamo lasciar decantare l’evento, senza sforzarci, peraltro inutilmente, di ignorare il dolore e tutto quel ventaglio di reazioni che non è bene reprimere, pena il penoso prolungamento della nostra sofferenza.

C’è poi un altro aspetto evidenziato con acutezza nel saggio, la mancanza di una ritualità codificata per celebrare il distacco, a differenza di quanto avviene in occasione della morte delle persone a noi care. Starà dunque a noi adoperarci per trovare delle forme rituali atte a ricordare, e perché no, anche a commemorare, l’animale scomparso. Il libro illustra bene le possibilità a nostra disposizione al fine di riuscire a creare una sorta di rito, che possa aiutarci ad accettare la dura realtà dell’addio al nostro amato animale.

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