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Archivio per Luigia Sorrentino

Il “realismo arricchito” nella ricerca letteraria di Giovanni Agnoloni | Poesia, di Luigia Sorrentino


Bella e forbita intervista a Giovanni Agnoloni da parte di Luigia Sorrentino, sul blog poetico di RaiNews. Eccone uno stralcio:

Forse la sua narrazione è anche una chiave di accesso a un’altra dimensione di realismo. È corretta questa espressione?

È proprio questo il punto. A me piace palare di “realismo arricchito”, che è un’espressione che fa un po’ il verso (ribaltandone la portata) a un’altra in voga nel milieu tecnologico, ovvero “realtà aumentata”. Quest’ultima sta a indicare l’effetto prodotto da alcuni dispositivi e software che inseriscono in immagini del mondo reale figure virtuali, che finiscono per interagire con la percezione della realtà, come per esempio è accaduto con un ben noto giochino diffuso sugli smartphone tempo fa, e che per fortuna mi pare aver già esaurito la sua folata modaiola. Io parlo di qualcosa di ben diverso: “realismo arricchito” è una forma letteraria di percezione del mondo in cui viviamo, ma còlto, per così dire, in una chiave inconsueta. Penso ad esempio all’introduzione di elementi surreali, come – nel mio nuovo romanzo L’ultimo angolo di mondo finito – gli ologrammi-copia, che sono riproduzioni impalpabili ma identiche di ogni singolo individuo, che lo seguono ovunque suggerendogli sempre la cosa migliore per lui. Sono stati creati dai signori del Sistema tecnologico per rendere le persone isolate le une dalle altre, appagate di se stesse in una sorta di koros, e di vera e propria ybris (tracotanza), postmoderni, funzionali anche a compiere determinate scelte commerciali e politiche. Fantascienza? No, solo “esagerazione” – in chiave espressionistica – di qualcosa che, sia pur non esattamente così, esiste già: non solo, intendo dire, l’uso della tecnologia olografica, che per esempio in campo architettonico viene già applicata, ma soprattutto il fatto che la Rete tende a costruire identità falsate, spesso per diretta volontà dei soggetti interessati, che cercano di offrire un’immagine di sé migliore o più intrigante della realtà, o per induzione di un sistema di omologazione nella corsa all’apparenza, che è indotto da abitudini pigre e ripetitive, consistenti nell’imitare passivamente quello che fanno gli altri. Il risultato è l’appannamento delle facoltà critiche e il venir meno del presupposto essenziale della vera Conoscenza, che è appunto la conoscenza di sé. Uscire leggermente dagli schemi di un realismo “fotografico” per trovare, in queste sue versioni alterate, uno spunto per riscoprire se stessi e il mondo al di fuori delle finte verità preconfezionate e “di moda”, è opera di forte realismo.

Questa è solo una delle domande che Luigia ha posto a Giovanni, che scavano nella sua complessa struttura artistica per estrapolarne l’uomo, l’anima empatica e spontanea che Agnoloni possiede, anzi è.

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“INIZIO E FINE”, DI LUIGIA SORRENTINO | La poesia e lo spirito


Su LaPoesiaELoSpirito una bella recensione di Giovanni “Kosmos” Agnoloni a Inizio e fine, silloge di Luigia Sorrentino che, devo dire, mi ha ammaliato con le sue liriche. Ringrazio Giovanni per avermi reso palese questa poetessa, che conoscevo solo di nome.

Le liriche di Luigia Sorrentino raccolte in Inizio e fine sono impregnate dell’intensa verità e dell’inequivocabile puntura di significato dei sogni più nascosti, quelli più difficili da decifrare, ma dove, se ci entri, afferri, come un insetto colto al volo, un’irrefutabile risposta. Al tempo stesso, ogni parola delinea una molteplicità di percorsi, creando così reticoli di immagini che sembrano diffondersi ad alone intorno ai versi. Quasi che ognuna di esse fosse il precipitato di tutta una costellazione di possibilità rimaste inespresse, e pur tuttavia presenti.

per tutta l’estate gli alberi piansero
sangue vischioso
l’occulto si era disciolto sulla corteccia
bruna

venne a renderci omaggio
l’opacità delle cose ultime

l’ultima stagione ci lasciò
in un’angoscia secca
eravamo caduti nell’ordine
della fine

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