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Archivio per Lukha B. Kremo

Korchin: romanzo sull’odio di un uomo costretto a fare il pirata


Pochi giorni fa avevo dato l’annuncio dell’uscita del romanzo finalista al Premio Odissea Korchin e l’odio, di Lukha B. Kremo per i tipi DelosDigital; un post della NazioneOscura, di cui Kremo è il presidente, affonda di più la conoscenza delle tematiche della storia che l’editore di KippleOfficinaLibraria ha prodotto.

Un pirata tutto nero che per casa ha solo il ciel… chi vi ricorda? Capitan Harlock, e appunto a questo personaggio s’ispira il romanzo che approfondisce la psicologia di Korchin. Un romanzo che usa il pretesto della fantascienza per scavare nell’animo del capitano oscuro, con un vendetta che lo morde dall’interno.

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Korchin, il pirata di Pulphagus® | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di Korchin e l’odio, romanzo di Lukha B. Kremo ambientato nel medesimo universo sublunare che gli ha permesso di vincere il Premio Urania e non solo, e che ora gli ha consentito di essere finalista al Premio Odissea.

Vincitore del Premio Urania qualche anno fa con Pulphagus® Fango nei cieli, Lukha B. Kremo ha rischiato di vincere anche il Premio Odissea e di nuovo con un romanzo ambientato nello stesso universo: Korchin e l’odio. Poi alla fine le cose sono andate diversamente, ma il romanzo strameritava la pubblicazione, ed eccolo oggi nella collana Odissea Digital Fantascienza in versione ebook. Più in là uscirà, probabilmente, una versione stampata in tiratura limitata.

Dopo il romanzo Pulphagus® Fango dei cieli, vincitore del Premio Urania, e la serie Pulphagus® L’inferno dei cieli, Lukha B. Kremo torna nel pittoresco e incredibile universo con un’avventura ancora più appassionante. Tutto gira attorno a Korchin, pirata spaziale avvolto dal mistero e dalla leggenda, ex gringo di Pulphagus®, l’asteroide orbitante attorno alla luna usato per lo smaltimento dei rifiuti. Korchin ha un’unica missione, un’unica ragione di vita: costruire la sua vendetta nei confronti di coloro che hanno ucciso Arianna, la donna amata trasformata in Golem.

Fantastica cavalcata nella fantasia più sfrenata, eccellenza di una saga vasta e dal respiro epico; istantanee da un futuro probabile, terribilmente probabile.

Pulphagus® e il raggio della morte | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione del terz’ultimo capitolo dei racconti ambientanti nel mondo di Pulphagus®, il romanzo di Lukha B. Kremo vincitore del Premio Urania 2015. Il racconto in questione, sempre edito da DelosDigital, s’intitola Il raggio della morte; qui l’editore Silvio Sosio fa una panoramica di questo mondo e del racconto in particolare.

Nel mondo creato da Lukha B. Kremo le parole si pagano. Ci sono parole di uso comune gratuite, altre che costano pochi centesimi, altre molto più care. Il simbolo “®” per esempio indica le parole registrate a dominio pubblico: per pronunciarle occorre pagare dai cinquanta ai cento crediti a lettera. Per dire Pulphagus, insomma, ci va via un piccolo capitale.

Pulphagus è un asteroide minerario, posizionato in orbita attorno alla Luna, dove vige un po’ la legge del più forte. A questa ambientazione Lukha Kremo ha dedicato il romanzo Pulphagus® Fango dei cieli che ha vinto il Premio Urania, lo splendido romanzo Korchin e l’odio, finalista al premio Odissea e in uscita la prossima settimana, e questa appassionante serie che arriva oggi al settimo episodio. Le copertine sono di Ksenja Laginja.

Sinossi: Raskal confessa di aver ucciso i capi di Pulphagus® e consegna loro l’occhio di Hadu per lo scanner, rivelando che la CalcaTerra™ ha deciso di sterilizzare l’asteroide, riempiendolo di gas infiammabile, e di colpire Base Soros con il THEL™. Così Kemata e Mirea decidono di prendere il controllo del THEL™ e fargli colpire il cargo nel momento in cui immette i gas per far esplodere Pulphagus®.

Proprio nel momento in cui tutti si aspettano l’esplosione del planetoide, avviene qualcosa d’imprevedibile.

Kremo denuncia la Costituzione Caotica: è anticostituzionale | NAZIONE OSCURA CAOTICA


[Letto su NazioneOscura‘s blog]

Il presidente Lukha B. Kremo, dopo il delirante annuncio del Ministro italiano di Qualcosa Luigi Di Maio di non votare il testo del Decreto Fiscale che lui stesso ha contribuito a redarre, perché “toccato da una manina”, non vuole essere da meno e taccia la Costituzione Oscura Caotica di anticostituzionalità.

Kipple presenta i vincitori del Premio Kipple Reloaded e Short Kipple 2018: Come ladro di notte, di Mauro Antonio Miglieruolo Cronotopo, di Raul Ciannella | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Kipple Officina Libraria è lieta di presentare i vincitori dei suoi due contest dedicati ai romanzi e ai racconti di Fantascienza e Fantastico in generale.

Il vincitore del Premio Kipple 2018 è: nessuno! No, non è l’Ulisse che Polifemo invocò senza conoscerlo nell’Odissea, intendiamo proprio dire che quest’anno non c’è nessun vincitore per il Premio Kipple. Purtroppo, alla giuria del Premio nessun lavoro è sembrato capace di suscitare quel sense of wonder richiesto ai partecipanti del contest.
Perciò, udite udite, per correttezza nei riguardi dei partecipanti e dei lettori affezionati di Kipple, abbiamo indetto il Premio Kipple Reloaded, un premio aperiodico assegnato a un romanzo in lingua italiana che a nostro avviso ha segnato l’immaginario della science-fiction italiana di questi ultimi decenni.
Detto ciò, il vincitore del Premio Kipple Reloaded è risultato Mauro Antonio Miglieruolo, che col suo Come ladro di notte ha saputo evocare nelle torbide menti dei redattori Kipple il senso del meraviglioso, la vertigine del Futuro e la distopia dei nostri tempi, che viviamo senza rendercene conto. L’uscita è soltanto in cartaceo, arricchita dalle presentazioni di Giuseppe Lippi e Franco Ricciaridello.

Il Premio Kipple Reloaded nasce da un’esigenza, una necessità scaturita dal Premio Kipple, che dal 2008 ogni anno premia il miglior romanzo inedito di quella particolare narrativa di fantascienza e non disdegna contaminazioni con l’horror, il noir, il weird e in generale con tutto ciò che è la grande narrativa fantastica. Ovvero, la quintessenza del Premio Kipple è l’esigenza stessa di trovare e mantenere una via originale, quindi “viva”, di questa narrativa in Italia. L’obiettivo non è perciò “stare sul solco della fantascienza classica”, naturalmente, ma nemmeno quello di “sperimentare senza una solida impalcatura”. Queste “fondamenta” poggiano, secondo noi, sulla “letteratura del pensiero”, ovvero su quella forma di narrativa che avverte la necessità di trasmettere idee. Che siano sociali, filosofiche, spirituali, artistiche, psicologiche, politiche o ecologiche è indifferente. Non esiste una ricetta unica, ma esiste la più o meno forte consapevolezza del lettore, che sente “arrivare” il pensiero, pervaderlo e che lo lascia, a fine libro, con un cambiamento effettivo nella mente.
Il Kipple Reloaded vuole premiare quei romanzi di letteratura fantastica del recente passato (degli ultimi cinquant’anni circa al massimo), che secondo noi realizzano bene questo concetto.

Il Premio Short Kipple 2018 è stato assegnato a un nome nuovo come autore di fantascienza, ma già impegnato in articoli e traduzioni, Raul Ciannella, che col suo Cronotopo ha convinto la redazione Kipple, meravigliandola con i suoi svolazzi e lapislazzuli quantici. L’uscita è soltanto in ebook.

Sinossi

Mauro Antonio Miglieruolo, Come ladro di notte

Un capolavoro di space opera apocalittica e sociale, forse il primo del suo genere in Italia, ancora abbastanza sottovalutato, che affronta tutte le tematiche che sono care a noi di Kipple: quella sociale e politica, unita a quella spirituale e religiosa; la parodia della burocrazia, che vela minacce terribili sotto forma di ossequiose lettere formali; il dileggio del potere, di sedicenti grandi uomini che sembrano vorticare nella tempesta come burattini; la mise-en-scène dell’alta società intrisa di lascivia, la stessa presente in tutti i personaggi (uomini e donne) e strettamente legata al proprio ruolo, cui non scampa nemmeno il ligio protagonista Zanzotto. Infine, la parodia di un secondo avvento di Cristo o di un nuovo profeta (Elio) completa l’immensa giostra transgalattica, in cui tutti combattono, odiano, amano e desiderano, ma in cui nessuno (nemmeno un presunto Dio) riesce a opporsi all’inerzia immensa di un Universo che sembra ignorare l’Uomo.

Raul Ciannella, Cronotopo

Incastonati negli obblighi di una multinazionale dell’epoca quantistica, degli operatori di terminali quantici elaborano la via di fuga dagli obblighi e dagli strozzamenti procedurali di un’epoca che oggi non è soltanto vagheggiata. Quale potrà essere la via di fuga di una realtà ancora da collassare? Raul Ciannella disegna il prossimo incubo con una perfezione e fantasia degna del miglior Rudy Rucker.

Estratti

Mauro Antonio Miglieruolo, Come ladro di notte

Alcuni soldati trascinavano faticosamente un cannone lungo il selciato, scostando ingombri di ogni genere. Erano una decina, eppure non riusciva loro di percorrere più di venti metri al minuto. Nonostante i guanti a qualcuno la lunga fibra di plastica aveva fatto uscire sangue da un solco sul palmo.
– Oooooh! Orza! OOOOOOH! Orza!
Violenti strappi e l’arma scorreva sulle pesanti guide destinate a un traino che non c’era.
La bocca di fuoco era uno scherzo, sottile come la canna di un fucile a proiettili esplosivi, non più lunga di quaranta centimetri, poggiava però sul pesante meccanismo di puntamento, ora fracassato, davanti agli schermi di piombo.
Zanzotto accorse urlando.
– Pazzi, incoscienti, inserite le barre di controllo! – Quelle mani con un principio di piaga tremarono. – Volete far saltare il quartiere?
Un partigiano gigantesco, un energumeno con la testa bendata: – Non ne sappiamo niente, Commissario – disse, – l’abbiamo preso alla retroguardia della polizia che abbandonava la città.
Zanzotto era chino sullo strumento a manipolare, a considerare. – È ridotto molto male. – Poi: – Può servire.
I partigiani si scambiarono radiosi sorrisi di compiacimento.
– Stavate correndo il rischio di rovinarlo. Non si può fare tutto da soli; si chiede aiuto… vi mando una cinquantina di uomini. E fate piano.
Dalla via Cernaia al Palazzo degli Etologi c’erano seicento metri buoni da percorrere. Nello spazio dei primi cento Zanzotto aveva fatto porre alte barricate per difendersi dalle eventuali sortite degli Etologisti. Grandi pannelli di legno servivano a nascondere i movimenti delle truppe. Dalla via Cernaia al Palazzo degli Etologi non esisteva uno straccio di riparo. Solo selciato e lampade sospese.
L’ingresso del palazzo era chiuso da un largo portone di acciaio che i difensori non avrebbero dato il tempo di minare. Le finestre più basse, ben difese, a cinque metri da terra. Sul retro, il fiume e franchi tiratori sull’altra sponda per prevenire gli Etologisti nello squaglio segreto, insalutati ospiti.

Raul Ciannella, Cronotopo

È accaduto ieri.
Ero in ufficio, naturalmente. Lavoro, anzi lavoravo (non mi sono ancora abituato a usare il passato) in un ampio open space ventilato artificialmente, al ventunesimo piano di un parallelepipedo di cristallo nel reparto immissione dati della DataTekh. La mia unità è… era costituita da quattro impiegati (me compreso) più una unit manager: Jazz_Mina, collezionista di campioncini di profumo.
Come le altre quaranta unità del nostro reparto, eravamo disposti frontalmente, a due a due, lungo un tavolo rettangolare in melamina similnoce adiacente alla parete esterna del piano. Uno dei lati corti del tavolo collimava quasi perfettamente con il davanzale dell’enorme vetrata dell’open space. Non so perché mi soffermo su questi dettagli triviali di design e architettura. Forse perché non ho mai capito cosa avesse spinto la DataTekh a far costruire un edificio con quei finestroni così problematici. L’eccessiva luce solare che filtrava rendeva infatti difficoltosa, specialmente in condizioni di cielo terso, la visualizzazione dei monitor, oltre a produrre calore in eccesso. Questo sostenevano gli EP (esperti in produttività) della DataTekh, che mantenevano sempre attivo il filtro oscurante e impostavano l’aria condizionata ben al di sotto della temperatura ambiente. Un accorgimento dispendioso sia dal punto di vista economico, sia energetico, ma che era bilanciato, dicevano, da un sostanzioso incremento generale delle prestazioni lavorative. Per qualche tempo girò anche la voce che volessero oscurare la vetrata, una voce diffusa forse da qualche ambizioso unit manager. Ma l’idea venne scartata categoricamente dagli EP: mancava di armonicità e influiva negativamente sulla psiche degli impiegati.
Jazz_Mina non era ambiziosa e infatti era di nuovo in ritardo, mentre già da qualche minuto procedevamo a velocità di crociera nell’immissione dei dati, rispettando con ampi margini il piano di lavoro. Nessuno conosceva la natura e il significato dei dati che immettevamo, ma questo era irrilevante per il corretto svolgimento delle mansioni, anzi addirittura controproducente.

Gli autori

Mauro Antonio Miglieruolo è nato a Grotteria, Reggio Calabria il 6 aprile 1942, ma dal 1952 ha sempre vissuto a Roma, escluso un breve intervallo di due anni e un mese, da agosto 1963 a settembre 1965 trascorso a Belluno, come impiegato dell’INPS. Scrive fantascienza da quando ha memoria. Nel 2007 ha vinto il Premio Italia con il romanzo Assurdo Virtuale (Perseo Libri). Lino Aldani e Ugo Malaguti hanno riconosciuto in lui lo scrittore “più impegnato della fantascienza italiana, il rivoluzionario che nella sua narrativa ha sempre davanti agli occhi l’ideale utopico di un mondo diverso in cui tutti possono essere redenti.” Luigi Petruzzelli riconosce in Miglieruolo “che forse è il più anticonformista degli autori di fantascienza italiani” e che la relativa scarsezza della sua produzione “è compensata da uno stile in cui nessuna parola è lasciata al caso.” Per Giuseppe Lippi “Miglieruolo vanta una immaginazione di prim’ordine, l’ingrediente base di tutta la fantascienza”.

Raul Ciannella è dottorando in teoria letteraria e letteratura comparata presso l’Università Autonoma di Barcellona, con specializzazione in letteratura fantastica e fantascienza. Nato a Milano, prima di planare sulla capitale catalana ha vissuto a Dublino, dove ha studiato arte drammatica e a Roma dove ha conseguito un diploma in regia cinematografica. Sta preparando una tesi sulla scrittrice di fantascienza, curatrice e traduttrice Roberta Rambelli, di cui ha pubblicato un ampio articolo sulla rivista accademica Altre Modernità. Ha tradotto vari autori dall’inglese, dallo spagnolo e dal catalano e attualmente sta ultimando per Future Fiction un’antologia di scrittori spagnoli e centroamericani.
In qualità di autore, suoi racconti sono apparsi nell’antologia del fantastico italiano underground (Il Foglio, 2006), sul blog peruviano Revista Alienation e sulla rivista Mamut che co-dirige dal 2015, anche se, in generale, preferisce che rimangano chiusi nel suo cassetto digitale. Questo è il suo primo racconto di fantascienza.

Le collane

Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali. Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

Capsule è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai piccoli capolavori del Fantastico e della SF prettamente italiana, contraddistinti dalla rapidità di lettura e dalla qualità unita alla fruibilità, dove il basso costo di copertina rende le proposte editoriali imperdibili.

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Mauro Antonio Miglieruolo | Come Ladro di notte
Copertina di LBK
Presentazione di Giuseppe Lippi e Franco Ricciardiello

Kipple Officina Libraria
Collana Avatar — Formato cartaceo — Pag. 192 – € 15.00 — ISBN 978-88-98953-96-7

Link

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Raul Ciannella| Cronotopo
Copertina di Simone N.

Kipple Officina Libraria
Collana Capsule — Formato ePub e Mobi — Pag. 26 – € 0.95 — ISBN 978-88-98953-97-4

Link

Esce l’ultimo numero di Flush.art (n. 7), Arte e morte contemporanea | NAZIONE OSCURA CAOTICA


[Letto su NazioneOscura‘s blog]

Esce il settimo e ultimo numero numero di Flush-art – Arte e morte contemporanea, l’irriverente e scioccante appuntamento con la morte in diretta mediatica con il mondo.
Scarica gratuitamente

Vedi Flush.art 7
Vedi/scarica gli arretrati.
Vedi/scarica/acquista tutte le pubblicazioni di Arte Orrenda-Nasty Art.

Lucenti, una traccia fossile di Uduvicio Atanagi | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Uduvicio Atanagi non esiste.
Gliel’ho detto di persona, lo giuro. Alla persona che mi si presentò con quel nome. Come recita la sua stessa biografia “Le opere di Uduvicio Atanagi sono state pubblicate tutte con diversi pseudonimi rendendo impossibile ricondurre i suoi lavori a un individuo preciso”.
Appunto. Non esisti, dicevo. E questa persona mi guardava con interesse, senza smentirmi, un po’ sorridendo alla strana situazione e un po’ riflettendo, proprio come se avessi pienamente ragione.
Chissà chi è Uduvicio? Il bambino “con i capelli corvini a padellina” o “il mostro che scompare e si cela, un mostro senza forma e con tutte le forme, un mostro di terra e di fango, un mostro che dorme per un miliardo di anni…”
E quindi: importa davvero? Certo che non era lui, nessuno è Uduvicio Atanagi, e lo siamo tutti. Tutti i bambini terrorizzati che siamo stati, circondati da un mondo ancestrale, ostile, oscuro e pregno di sospiri maligni, di luci che traversavano le nostre camerette, di genitori buoni che scomparivano, di amici che somigliavano a nemici, di amori che somigliavano a guerre.
Perché in fondo “siamo ricordi sbiaditi, lo siamo in ogni sospiro, in ogni patetico slancio, in ogni lacrima, in ogni risata. Siamo solo spettri che si riflettono nel nostro sangue sparso a terra, nella terra, scura, che se ne imbeve.”
E allora “Lucenti” – che è la famiglia che dà il nome alla tenuta che non produce, l’incolto cronico come fosse ostaggio di forze maligne – è anche la luce splendente che si staglia nel buio, ma che ne prende parte, lo “Shining” della follia che percorre tutti i (non) personaggi di questa (non) storia, il denominatore di un romanzo di de/formazione, un libro che non si lascia leggere, ma inghiottisce il lettore e lo conduce con sé sottoterra, nel fango, nel disturbo rabbioso dei personaggi, degli uomini-bestia, della prepotenza che non è ingiustizia, ma realtà, inconsistente, ma unico baluardo contro il nulla eterno.
Ora vi dico che se questa serie di personalità continueranno a scrivere e accompagneranno questo stile stupendo e lucente indagando ancora le trame oscure della vita, avremo uno degli scrittori più importanti dell’epoca. Non so quale.
Ma voi non esistete. E non leggerete mai questo libro, nonostante sia edito da Eris Edizioni e illustrato col cuore di tenebra dal buon akaB.

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