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Archivio per Lutto

Una piccolissima morte – Francesca Del Moro


Ho avuto il piacere di leggere integralmente la silloge Una piccolissima morte, di Francesca Del Moro, in cui un impalpabile lutto aleggia nelle frasi, nelle immagini, nei racconti di un legame rescisso traumaticamente, con dolore, senza possibilità di recupero; un lutto, come dicevo, senza dimensione perché non ne ha, ogni lutto è un brusco cambio di esistenza.

Lasciatevi avvolgere dalle volute oscure e doloranti, lasciatevi ammaliare dal pianto irrefrenabile della fine, sarà una morte molto piccola quella che proverete ma, davvero, vi servirà per le dipartite più grandi.

Il libretto è edito da EdizioniFolli, ed è stato tirato in rigorosa edizione limitata a 100 copie.

Una voglia adunca
di morire
il dito che mi scava
nel sesso che hai disabitato.

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Un mondo senza Ursula Le Guin | Fantascienza.com


Ursula Le Guin è andata via da poche ore. Ce ne danno notizia in molti; della nostra galassia, Fantascienza.com ce ne dà un concreto segnale, insieme a FantasyMagazine. Che altro dire di una donna, di un’artista, di una scrittrice che pensava molto bene con la testa, se non che la salutiamo e che la portiamo nei nostri cuori, racconti, pensieri, modi di vita? Dispiace, molto.

A chi mi ha dato questo bellissimo premio, grazie. Dal cuore. Alla mia famiglia, ai miei agenti, ai miei editor dico: sappiate che se sono qui è anche merito vostro, e questo premio è tanto vostro quanto mio. E mi piace l’idea di accettarlo e condividerlo con tutti quegli scrittori che sono stati esclusi dalla letteratura così a lungo, i miei colleghi autori di fantasy e fantascienza, scrittori dell’immaginazione, che per cinquant’anni hanno visto questi bei premi andare ai cosiddetti “realisti”. Sono in arrivo tempi duri, e avremo bisogno delle voci di scrittori capaci di vedere alternative al modo in cui viviamo ora, capaci di vedere, al di là di una società stretta dalla paura e dall’ossessione tecnologica, altri modi di essere, e immaginare persino nuove basi per la speranza. Abbiamo bisogno di scrittori che si ricordino la libertà. Poeti, visionari, realisti di una realtà più grande.

Roma perde la sua voce più bella, Lando Fiorini | Luigi Milani


Come segnala il buon Luigi Milani, due giorni fa è morto Lando Fiorini, cantore folk di una Roma andata, scomparsa, evaporata nei meandri di una Storia a volte inedita a volte ripetuta; a Lando è legato il ricordo del brano Cento campane, sigla di chiusura del serial TV Il segno del comando, qualcosa di molto weird che andò in onda quasi cinquant’anni fa sulla TV italiana (l’unica rete di allora). Mi basta ciò per ricordarlo e salutarlo, con affetto.

Those Who Walk Away – The Infected Mass | Neural


[Letto su Neural]

Il sound-artista canadese Matthew Patton, aka Those Who Walk Away, non ha scelto per caso un simile moniker, e a giudicare dalla maestosa e cupa seriosità delle armonie dipanate in The Infected Mass il riferimento non ha nemmeno a che fare con qualcosa d’ironico o particolarmente leggero. Quello che immediatamente ci colpisce è infatti un respiro sordo ­– non sappiamo se ricostruito ad arte o frutto di field recording – come di un aereo in volo, al quale sono aggiunti trattamenti polifonici in strati sovrapposti, dipanati in arie classiche da quintetto d’archi, in un continuum chiesastico ed elegiaco ma anche inquietante, irrisolto e senza speranza. Si tratta in realtà – lo scopriamo solo successivamente – d’un lutto di famiglia e allo stesso tempo d’un incidente aereo, della tragedia insomma che ha coinvolto un’intera comunità. A rafforzare questo contorto storytelling fa capolino nell’artwork, in maniera altrettanto sinistra, una sezione orizzontale di un aereo, proprio quello dell’incidente, con la precisa indicazione dei posti a sedere e dell’effetto dell’impatto che ha causato più linee di rottura nella carlinga. Non è finita: nella traccia numero tre dell’album, “First Partially Recollected Conversation” è la voce del pilota stesso, estrapolata dalla scatola nera, ad essere oggetto di raggelanti trattamenti sonori, voci che poi ricompaiono in registrazioni differenti anche nella traccia numero cinque. Ammette anche Patton – e non saremo certo noi a voler giudicare l’adeguatezza d’un simile approccio poetico – che “c’è qualcosa di molto genuino e allo stesso tempo molto sbagliato” in quello che lui ha messo insieme, un’opera che per lo stesso autore è profondamente disturbante, una musica piena di fantasmi e di ossessione, che straborda auditivamente per eccesso di saturazione e senso d’angoscia. Dei melodici ed aspri passaggi questa volta non sottolineeremmo il minimalismo e nemmeno l’appartenenza a stilemi contemporary classical, perché nella concezione dell’opera non sembra l’appartenenza a una qualche enclave di genere a guidare l’ispirazione. Sembra una necessità piuttosto, svincolata da effetti precisi, a costringere all’espressione di un simile e così manifesto dolore che infetta ogni cosa ma dà vita a una composizione di lancinante crudezza. Patton ricorda in tale maniera il fratello deceduto e a noi non resta che chinare il capo.

Rossano


È stato brevissimo. Ti auguro buon viaggio ❤

Gli uomini della Legione | Sherlock Magazine


Su Sherlock Magazine la segnalazione del prossimo Segretissimo, dedicato a Sergio Altieri, che ne è stato l’animatore per lunghi anni. Ecco dunque in edicola Gli uomini della Legione a cura di Franco Forte. Che ne scrive, di Sergio, così, e tutti noi che lo abbiamo apprezzato e amato, non possiamo far altro che sottoscrivere:

Proprio nei giorni in cui stavamo chiudendo questo libro per mandarlo in stampa, è accaduto un fatto terribile, che mi ha segnato personalmente e ha toccato tutto il mondo della spy story e della letteratura italiana. È scomparso uno dei pilastri della narrativa d’azione del nostro paese, Sergio “Alan D.” Altieri, che è stato comandante in capo di Segretissimo dal 2005 al 2011, quando mi ha passato il testimone. Se n’è andato un grande uomo, ma soprattutto uno scrittore straordinario, che con i suoi personaggi e le sue visioni profetiche sugli scenari di tensione internazionale ha saputo intrattenere un pubblico vastissimo. In questa antologia riproponiamo un suo racconto sistemato e rivisitato per l’occasione, e a fine anno Sergio avrebbe dovuto farci un immenso regalo: una nuova avventura dello Sniper, con il romanzo inedito Corpi nella corrente, quinto titolo delle avventure di Russell Brendan Kane, che tutti i lettori di Segretissimo conoscono bene. Con la precisione che lo contraddistingueva (non per niente era ingegnere di formazione), Sergio aveva già scalettato il romanzo, e ci eravamo sentiti poco prima della sua scomparsa per discutere degli ultimi dettagli della trama, dopodiché sarebbe stato pronto a tuffarsi in un’estate bollente di scrittura ad alta tensione, per fare avere a tutti noi una nuova, adrenalinica storia con il personaggio che è sempre stato nemesi di tutta la sua narrativa. Purtroppo questo non accadrà più, ma se mi sarà possibile cercherò di condividere con tutti i suoi lettori almeno il dettagliato piano dell’opera che aveva impostato, per poter gustare ancora una volta il tratto deciso della prosa di Altieri e respirare le atmosfere cariche di azione e cordite tipiche delle missioni dello Sniper.

Ho avuto modo di esprimere il mio cordoglio per questa perdita in varie sedi, ma ci tenevo a farlo anche qui, perché quello che pubblichiamo in apertura di questa antologia è l’ultimo racconto di Sergio a cui abbiamo lavorato insieme, e in qualche modo è anche il suo – migliore – biglietto di addio a noi della redazione di Segretissimo e a tutti voi lettori.

Detto questo, come lo stesso Sergio avrebbe voluto, the show must go on, e dunque propongo di seguito la mia introduzione al volume come l’avevo scritta prima della morte di Altieri, per commemorare attraverso la narrativa di qualità la scomparsa di un grande compagno di vita e di lavoro. Adiós, amigo…

Un premio dedicato ad Alan D. Altieri | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione del prossimo Premio Altieri, che sarà indetto da Segretissimo e di cui ancora non si sa molto. Ma, al momento, questo basta per ricordare Sergio, per provare a tappare quest’enorme voragine emotiva.

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