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Archivio per Lutto

In ricordo di Sergio Altieri


Ricordo lo sconcerto di un anno fa, lo sbigottimento, il rimanere senza parole. Lo so, l’anniversario era ieri, ma come si fa a razionalizzare una cosa così apocalittica, lui che era il maestro delle apocalissi? Sei sempre nei miei pensieri, ti evoco ogni volta possibile, e ti piango assieme a tutti quelli che ti hanno voluto bene e apprezzato (l’intero mondo che sa sentire e pensare).

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Liminal Personae #1: Joachim


VerdeRivista chiude. O forse no. Ma forse sì. E se fosse solo un’operazione di marketing? Be’, intanto beccatevi la presunta ultima puntata: a presto?

È arrivato il momento di decretare chiusa una storia unica e irripetibile. Questa storia, la nostra storia. Verde, lo sapete, è stata fondata nell’aprile 2012 da Pierluca D’Antuono, ma è nata molto prima, almeno nel 2009, dagli sforzi congiunti del nostro Commissario e di Sonia Manduzio, aka, non è più un mistero, S.H. Palmer (qui un rapido ripasso). Che nel giorno in cui annunciamo la fine di Verde, torna sulle nostre pagine con una nuova rubrica, illustrata da E.P/ VI VI VI.

L’apocalisse zombie secondo Alan D. Altieri | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com un’altra segnalazione volta a tenere vivo il ricordo di Sergio Altieri, uomo e letterato, amico e artista profondamente conficcato nei nostri cuori, a meno di un anno dalla scomparsa. Parliamo di Cold zero, per Delos Digital:

Oggi esce nella collana Titani, in volume unico, Cold Zero, il romanzo che aveva inaugurato la collana. Più avanti verrà riproposto anche il secondo, Dark Zero, che l’aveva chiusa. Una buona occasione per assaporare il gusto dell’apocalisse. Almeno finché resta nell’ambito della fantascienza; quando entrerà in quello della storia vedremo…

Sinossi

Siamo in cima… “all’ultima montagna della terra.” Una remota stazione di sorveglianza di un sistema governativo di controllo delle comunicazioni. Turni noiosi in un luogo isolato. Fino a quando dal mondo esterno cominciano ad arrivare notizie sempre più agghiaccianti. Fino a quando, un luogo dopo l’altro, un continente dopo l’altro, “la spina viene staccata”, arrivando infine alla condizione “Cold Zero”: il collasso totale di tutte le tele-comunicazioni. Il Morbo si è diffuso, e il mondo sta collassando. Così, mentre il genere umano si avventa a divorare se stesso, mentre le città bruciano, le strutture cedono e la civiltà si disgrega, per gli uomini e le donne sulla montagna si pone il più terribile dei dilemmi. Restare e osservare, oppure andare e sopravvivere? Saranno Korvin, Red-Eye, Jester e Doc, nomadi di un’Apocalisse annunciata, a compiere la scelta definitiva. Perché se l’inferno non va dalla montagna, allora sarà la montagna a sfidare l’inferno.

L’universo senza Stephen Hawking | Fantascienza.com


Mi associo al lutto, e faccio mie le parole di Silvio Sosio, su Fantascienza.com. Be’, la vita continua in qualche altro universo, parallelo o trasversale. A presto, Stephen

Una vita vissuta di borrowed time, di tempo preso a prestito da quando, a 21 anni, gli venne diagnosticato il morbo di Gehrig e pochi mesi di vita. Senza la possibilità di muoversi e, dal 1985, senza la capacità di parlare a causa di tracheotomia a cui fu sottoposto per salvarlo da una polmonite, Stephen Hawking è riuscito contro ogni avversità a dare un contributo inestimabile alla scienza e all’umanità.

Hawking era un astrofisico. Il settore di ricerca nel quale ha dato il maggiore contributo è stato lo studio dei buchi neri. Di ciò che accade all’interno dei buchi neri, dove la gravità infinita crea una singolarità; di ciò che accade ai suoi limiti, dove le particelle e le antiparticelle che si creano nello spazio vengono separate, con creazione di materia – la radiazione Hawking – e con il conseguente apporto di antimateria al buco nero e la sua lenta ma inevitabile evaporazione. E l’applicazione di queste conoscenze alla storia dell’universo, dando un contributo determinante alla teoria del Big Bang.

Hawking si è battuto per i diritti dei disabili, ha difeso il sistema sanitario pubblico del Regno Unito; ha lanciato l’iniziativa Global Goals che ha coinvolto numerose celebrità per combattere povertà, ingiustizia e cambiamento climatico. Ha espresso anche opinioni che riguardano temi spesso trattati dalla fantascienza, mettendo in guardia dallo sviluppo incontrollato di intelligenze artificiali e sui pericoli di un contatto con civiltà extraterrestri.

Ha anche partecipato, nella parte di sé stesso, a un episodio di Star Trek The Next Generation, Descent (l’ultimo della sesta stagione) e a vari episodi di The Big Bang Theory. Il suo saggio A Brief History of Time (Dal Big Bang ai buchi neri) è uno dei libri di divulgazione che hanno venduto di più di tutti i tempi, anche in Italia.

Una piccolissima morte – Francesca Del Moro


Ho avuto il piacere di leggere integralmente la silloge Una piccolissima morte, di Francesca Del Moro, in cui un impalpabile lutto aleggia nelle frasi, nelle immagini, nei racconti di un legame rescisso traumaticamente, con dolore, senza possibilità di recupero; un lutto, come dicevo, senza dimensione perché non ne ha, ogni lutto è un brusco cambio di esistenza.

Lasciatevi avvolgere dalle volute oscure e doloranti, lasciatevi ammaliare dal pianto irrefrenabile della fine, sarà una morte molto piccola quella che proverete ma, davvero, vi servirà per le dipartite più grandi.

Il libretto è edito da EdizioniFolli, ed è stato tirato in rigorosa edizione limitata a 100 copie.

Una voglia adunca
di morire
il dito che mi scava
nel sesso che hai disabitato.

Un mondo senza Ursula Le Guin | Fantascienza.com


Ursula Le Guin è andata via da poche ore. Ce ne danno notizia in molti; della nostra galassia, Fantascienza.com ce ne dà un concreto segnale, insieme a FantasyMagazine. Che altro dire di una donna, di un’artista, di una scrittrice che pensava molto bene con la testa, se non che la salutiamo e che la portiamo nei nostri cuori, racconti, pensieri, modi di vita? Dispiace, molto.

A chi mi ha dato questo bellissimo premio, grazie. Dal cuore. Alla mia famiglia, ai miei agenti, ai miei editor dico: sappiate che se sono qui è anche merito vostro, e questo premio è tanto vostro quanto mio. E mi piace l’idea di accettarlo e condividerlo con tutti quegli scrittori che sono stati esclusi dalla letteratura così a lungo, i miei colleghi autori di fantasy e fantascienza, scrittori dell’immaginazione, che per cinquant’anni hanno visto questi bei premi andare ai cosiddetti “realisti”. Sono in arrivo tempi duri, e avremo bisogno delle voci di scrittori capaci di vedere alternative al modo in cui viviamo ora, capaci di vedere, al di là di una società stretta dalla paura e dall’ossessione tecnologica, altri modi di essere, e immaginare persino nuove basi per la speranza. Abbiamo bisogno di scrittori che si ricordino la libertà. Poeti, visionari, realisti di una realtà più grande.

Roma perde la sua voce più bella, Lando Fiorini | Luigi Milani


Come segnala il buon Luigi Milani, due giorni fa è morto Lando Fiorini, cantore folk di una Roma andata, scomparsa, evaporata nei meandri di una Storia a volte inedita a volte ripetuta; a Lando è legato il ricordo del brano Cento campane, sigla di chiusura del serial TV Il segno del comando, qualcosa di molto weird che andò in onda quasi cinquant’anni fa sulla TV italiana (l’unica rete di allora). Mi basta ciò per ricordarlo e salutarlo, con affetto.

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Il Caos dentro

...che genera una stella danzante

Aquilone di pensieri

And into the fields I go to lose my mind and find my soul

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E’ un’illusione che le foto si facciano con la macchina… si fanno con gli occhi, con il cuore, con la testa. (Henri Cartier-Bresson)

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I tesori di Amleta

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