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Archivio per Lutto

Metatron Omega – Ad Lucem


Il lutto si propaga lungo le linee emotive del cordoglio.

Machina amniotica – Cittadino – videoclip 2oo2


Machina Amniotica ricorda Ennio Morricone mixando la sua musica reinterpretata con un altro gran pezzo filmico italiano dei ’70, Elio Petri e il suo Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto. Ciao Ennio…

Harmonica men


Il suono oscuro di un’epoca risuona nell’aria, nella mente, nella conquista dell’abisso d’insondabile nero. Quella crudeltà inumana che disegna dignità fetide negli universi incarnati.

Il cielo sintetico


Quando le sensazioni sembrano modificate dal risveglio, quando le semplicità sono soltanto sinonimo di degrado, quando apri gli occhi e il cielo è ambrato di una tinta sintetica – tu affondi nell’oblio della tua coscienza.

Ammutolito nel disabitato


Ti rischiari di un barlume di lutto ed è tutto quello che riesci a dire dentro, quando fuori è tutto arido e ogni immagine si compone di meccaniche fini a se stesse.

Harlan Ellison, o l’immaginazione al potere – Quaderni d’Altri Tempi


Giovanni De Matteo è impegnato su più fronti, ma non ha mai perso occasione per raccontare ciò che più lo ha impressionato nella sua sensibilità da autore, o da lettore, o da cultore del genere SF/fantastico. Me ne accorgo colpevolmente solo ora, ma su QuaderniAltriTempi Giovanni ha narrato la fascinazione per Harlan Ellison, in un articolo uscito poco dopo la morte dell’autore statunitense, due anni fa.

Non era un tipo facile (cfr. Doctorow, 2018), ma dalle testimonianze di affetto che stanno circolando in seguito all’inattesa notizia della sua scomparsa, emerge il profilo di un mastino che sapeva farsi amare malgrado gli eccessi di un carattere indomabile. Sono diventati proverbiali i suoi scontri e le sue citazioni in giudizio. Suonano quindi un po’ come un dispetto i necrologi che lo presentano fin dai titoli come “Sci-Fi Writer” (Dragan, 2018), “Legend of Science Fiction” (Koseluk, 2018) o “Science Fiction Writer” (Sandomir, 2018), essendo nota da tempo la sua avversione alle etichette.
Con le sue storie Ellison ha spaziato a tutto campo nei territori dell’immaginario, dalla fantascienza al weird, passando per il fantasy e l’horror, la crime fiction e la letteratura erotica, senza risparmiarsi quello che potremmo chiamare senza troppi giri di parole mainstream: la sua pretesa di essere riconosciuto come scrittore tout court, ribadita in diverse occasioni, era più che giustificata dalla versatilità e dall’innegabile valore letterario della sua scrittura. Anche per questo in un’epoca in cui l’etichetta di “speculative fiction” viene appiccicata un po’ dappertutto, forse pochi l’avrebbero meritata più di lui.

La vita di Harlan Ellison si mischia spesso con l’alone di leggenda che ammantava il personaggio, con il risultato di rendere pressoché indistinguibili i fatti dalle invenzioni. Scappato di casa innumerevoli volte da bambino, bullizzato dai compagni di scuola, Ellison fondò nel 1949 il Cleveland Science Fiction Club. Si cimentò in diversi lavori: pescatore di tonni in Texas, bracciante in Louisiana, trasportatore di nitroglicerina in North Carolina, venditore porta a porta, libraio, nonché attore presso la compagnia teatrale della sua città.
Tra il 1951 e il 1953 frequentò per diciotto mesi la Ohio State University, prima di essere espulso per aver preso a pugni un professore che si era rifiutato di riconoscere il suo talento di scrittore: per i successivi vent’anni o giù di lì, Ellison gli avrebbe fatto recapitare una copia di ogni suo lavoro dato alle stampe.
Nel 1955 si trasferì a New York, andando a vivere nella stessa pensione in cui alloggiava anche Robert Silverberg: accomunati dalla passione per la fantascienza, i due strinsero amicizia e Silverberg chiamò con il suo nome uno dei personaggi del suo romanzo d’esordio, il juvenile Revolt on Alpha C uscito proprio quell’anno (cfr. Silverberg, 1960). Nei successivi due anni Ellison pubblicò un centinaio tra articoli e racconti. Intenzionato a fare ricerca sul campo per una storia sulle gang di strada, si unì anche alla banda dei Barons di Brooklyn: l’esperienza gli servirà da ispirazione per Web of the City, il suo romanzo d’esordio, pubblicato inizialmente con il titolo di Rumble nel 1958.
Tra il 1957 e il 1959 prestò servizio nell’esercito, dopodiché si trasferì a Chicago dove lavorò come giornalista nella redazione di Rogue, rivista per uomini concorrente di Playboy, che poteva vantare numerosi autori di fantascienza (Alfred Bester, Damon Knight, Robert Bloch, Fredric Brown) tra le file dei suoi collaboratori, insieme a firme del calibro di Graham Greene e Hunter S. Thompson. Spostatosi a Los Angeles, nel 1962 Ellison fu assunto dalla Disney e riuscì a farsi licenziare il primo giorno di lavoro, quando Roy Disney in persona lo sentì scherzare sui suoi progetti di realizzare prima o poi un film porno su un’orgia tra i personaggi della compagnia.

Alan D. Altieri: un Uomo, un mito. | Contorni di Noir


Siamo nel momento in cui ricordiamo Sergio Altieri, proprio ieri è sucita per KippleOfficinaLibraria l’antologia Cronache dell’Armageddon, e un altro bellissimo modo per ricordarlo è far parlare chi lo ha conosciuto, come fa il sito ContornidiNoir. Un estratto dalle memorie di ognuno dei tanti amici e scrittori che aveva sotto la sua capace ala protettrice:

GIOVANNI DE MATTEO
Le voci del Lupo
La prima volta che ho sentito la voce di Sergio Altieri è stata per telefono. Era un pomeriggio romano di giugno, anno 2007. Un numero sconosciuto, una voce tonante che irrompe dall’altro capo della linea per presentarsi come l’editor delle collane da edicola Mondadori e annunciarmi che con il romanzo Post Mortem avevo vinto il Premio Urania. Una di quelle telefonate che ti cambiano la vita.
Sergio non poteva saperlo, ma io e lui ci conoscevamo da tempo.
Non solo perché lo avevo intervistato, sotto pseudonimo, pochi anni prima per il mio blog di allora. Fin dal primo racconto che avevo letto, lo straordinario La sindrome di Wolverton ospitato sulle pagine di Robot, lo avevo eletto tra i miei modelli e ne avevo divorato i romanzi. La lettura del primo volume della trilogia di Magdeburg, L’Eretico, mi aveva mesmerizzato.
Nel corso della nostra frequentazione succedutasi a quella telefonata, e scandita da innumerevoli altre, da presentazioni e incontri in giro per l’Italia, ho avuto la fortuna di conoscerlo meglio, ammirandolo anche per la sua inesauribile dedizione agli altri: se nei suoi libri Sergio “Alan D.” Altieri metteva a fuoco la distruzione del mondo, nella vita reale era animato da un altrettanto infaticabile spirito da aggregatore e costruttore di comunità.
Conteneva moltitudini: tutte le voci dei suoi protagonisti vibravano in lui, ma nessuna di loro poteva trasmettere la totalità del loro artefice. Nella sua immensità, per quanto ben delineato, ogni singolo personaggio resta un’eco del suo creatore, ma continuando ad ascoltarlo è impossibile non riconoscere l’inconfondibile timbro di Alan D., un maestro, un amico e una leggenda.

FRANCO FORTE
Un amico e un fratello
Custodisco nel cuore Sergio “Alan D.” Altieri, un amico, un fratello, un maestro di scrittura e di vita. Una delle persone più generose che io abbia mai conosciuto.
Lo conobbi grazie a mio padre. Nel 1982 mi porse un libro dicendo: “Vuoi fare lo scrittore? Impara il mestiere dagli americani.” Si trattava di “Città oscura” di Alan D. Altieri.
Sergio in qualche modo l’aveva fregato, facendogli credere di essere americano. D’altra parte, lui è sempre stato un autore molto anglosassone: nella sostanza, nella tecnica, nel modo di prenderti per i capelli e trascinarti in una storia. Divorai “Città oscura” e cercai di saperne di più sul suo autore. Quasi quindici anni dopo l’incontrai di persona e lui divenne il mio maestro di scrittura.
Le nostre carriere si sono incrociate più volte, finché un giorno, nel 2010, mi disse, con una luce di tristezza negli occhi: “Ehi, bro, che ne diresti di sostituirmi alla direzione delle collane Mondadori? Sono stanco”. Quella stanchezza era dovuta all’impossibilità di scardinare la diffidenza dei lettori italiani verso gli autori nazionali. Ci aveva provato con la collana “Epix”, che avrebbe dovuto approfondire il weird; oppure con “Il Giallo Mondadori presenta”, che avrebbe dovuto lanciare nuovi giallisti italiani. Niente da fare.
Tutto troppo in anticipo sui tempi. Il weird oggi è di moda, all’epoca non se lo filava nessuno. I giallisti italiani ora sono i più venduti, ma quando ci ha provato lui erano mosche bianche.
Dunque in alto i calici e brindiamo a Sergio “Alan D.” Altieri. Che era più avanti di tutti.

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Ciao a Marco Raimondo | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Ieri, 07 aprile 2020, si è spento Marco Raimondo. Marco era un amico, un poeta, un traduttore e un Connettivista. Abbiamo lavorato, collaborato tanto insieme; ci siamo scambiati idee, progetti, abbiamo condiviso parole e ci siamo accapigliati sulle migliori scelte di traduzione. Marco era attento, accurato, sensibile alla poesia, refrattario alla retorica e bramoso di vita.
Molti erano i progetti su cui stavamo discutendo insieme, se sarà possibile li porteremo avanti realizzando il desiderio di Marco di vederli pubblicati. Per noi e per i suoi lettori.

Marco Raimondo ha collaborato con Kipple Officina Libraria in questi volumi:
🗸 Concetti Spaziali, Oltre. Silloge Connettivista – 2011
🗸 DNAbyss. Sua personale raccolta poetica. VersiGuasti 06 – 2016
🗸 Decadere nell’eterno. Trittico decadente. VersiGuasti 15 – 2019 (traduzione)
🗸 Numinose Lapidi di Holly Walrath. Versi Guasti 17 – 2020 (traduzione).

Vorremmo salutare Marco nell’unico modo in cui lui avrebbe apprezzato. Senza alcuna retorica ma con la sua grande passione. Lo vorremmo fare condividendo alcune sue poesie raccolte nella silloge DNAbyss.

Con le sue parole lo salutiamo.

Vale atque vale, Marco.

*

aspetto un contatto tra superfiCarni
a placare l’orrore per anse di non-esistenza
vorrei imporre:
vita ≠ lento svanire

*

fuggire il mio involuCoRpO
-uno tra infiniti arti-
Agamia: attraversate pareti ormai troppo strette
ciò che resta è faglia tra roccEsistenze

*

incubo d’un utero di braccia
-dita / sguardi / bocche / capelliche
m’avvolge d’altre carni
-labbra su palpebrepoi
comMeato

*

concepimento della decomposizione in una Grave.danza
(riprodutTombale)

*

scarnificato da venti di desolazione, mummie sgretolate
deambulacrando tra corridoi d’ossa
-femori sormontati da baciniinginocchiato
in sale cripto-mediastiniche disseccate
-peristasi di gabbie toracicheosteo-
Templiomi

*

Vuoto: fatale decompressione a inorganiche tranquillità

Ciao a Giacomo Caruso…


Quando una persona splendida, che hai frequentato in luoghi frequentati insieme, se ne va nel momento di massimo splendore, è una tragedia immane. Giacomo Caruso non c’è più, stroncato stamani dal Covid, e tutto l’entourage del caffè letterario Mangiaparole di Roma lo ricorda e lo piange.

Non ho davvero altre parole, il dispiacere è enorme. Ciao Giacomo, averti visto poche settimane fa in un caso che è diventato un epitaffio mi lascia ancora più sbigottito. Mi stringo ai suoi cari, e a tutti i numerosi amici che aveva.

Morto Genesis P-Orridge, padre della scena industrial con i Throbbing Gristle – la Repubblica


Su Repubblica l’addio a Genesis P-Orridge, l’artista morto ieri all’età di 70 anni che fondò i Throbbing Gristle e gli Psychic Tv, momenti storici, creativi e totalmente alternativi della scena musicale della seconda metà ’70, quella che ha dato vita all’Industrial e allo sperimentalismo più alieno da qualsiasi forma di aderenza allo standard popolare. Così scrive il quotidiano romano, e io non posso che aderire e ricordare l’artista totale che ha indicato la strada dei nostri tempi; bye, Genesis

Addio all’artista multimediale e musicista inglese Genesis P-Orridge che, con la moglie Jacqueline Mary Breyer, alias Lady Jaye, scomparsa nel 2007, si era fatto alfiere della pandroginia, radicale visione-progetto di riscrittura dell’identità e di superamento dei generi sessuali, pioniere del gender fluid (si riferiva a se stesso sempre come un ‘lui-lei’).

Nato il 22 febbraio 1950 a Manchester come Neil Andrew Megson (cambiò legalmente nome in Genesis P-Orridge nel 1971), è stato performer estremo (con i gruppi Exploding Galaxy/Transmedia Exploration e COUM Transmissions), indagatore degli stati alterati di coscienza e fondatore del Thee Temple ov Psychick Youth. Al tempo stesso l’anti-rockstar divenne un’icona post punk, passando dalla musica psichedelica all’acid house, e un protagonista del nascente genere musicale ‘industrial’ con le band Throbbing Gristle e Psychic Tv. Era una leggenda dell’ambiente underground mondiale, etichettato come “sabotatore di civiltà” dal Parlamento britannico, tanto da costringerlo a lasciare Londra per trasferirsi a New York.

Nel 1976 Genesis P-Orridge creò i Throbbing Gristle con Cosey Fanni Tutti, Chris Carter e Peter Christopherson, gruppo fondatore e punto di riferimento della corrente musicale industrial. Nel 1981, dopo lo scioglimento dei Throbbing Gristle, fondò assieme a Peter Christopherson gli Psychic Tv, con i quali si è dedicato alla musica psichedelica e poi alla musica elettronica e all’acid house.

L’amore totalizzante di Genesis P-Orridge per la moglie Jacqueline Breyer, che aveva assunto il nome d’arte di Lady Jaye, portò la coppia a forzare le barriere imposte dai generi sessuali alla ricerca dell’unione in un unico essere umano, il ‘pandrogino’, un progetto ‘politico e romantico’. Per fondersi in una sola persona di genere indefinito, la coppia ricorse anche alla chirurgia estetica. Ora le ‘Trasmissioni’ sono giunte alla fine.

Dreams of Dark Angels

The blog of fantasy writer Storm Constantine

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Letteratura, cinema, storia dell'horror

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“Siamo l’esperimento di controllo, il pianeta cui nessuno si è interessato, il luogo dove nessuno è mai intervenuto. Un mondo di calibratura decaduto. (…) La Terra è un argomento di lezione per gli apprendisti dei.” Carl Sagan

AI MARGINI DEL CAOS

un blog di Franco Ricciardiello

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Protolettere, interpunzioni grafiche e belle speranze

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Almeno un film al giorno, come il caffè.

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Remember! Once warmth was without fire.

L'edera

e le altre poesie in ordine sparso by MerMer

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- GIORNALE POP -

Per informarsi su fumetti, film, serie tv, cartoni, musica e tutto ciò che è pop

Inchiostro e Sanguenero

È impossibile non comunicare. (Primo assioma della comunicazione. Scuola di Palo Alto)

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“Quando siamo calmi e pieni di saggezza, ci accorgiamo che solo le cose nobili e grandi hanno un’esistenza assoluta e duratura, mentre le piccole paure e i piccoli pensieri sono solo l’ombra della realtà.” (H. D. Thoreau)

L'occhio del cineasta

La community italiana del cinema

La Sindrome del Colibrì

The more you know, the less you fear (Chris Hadfield)

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Il Bistrot dei Libri

"Un libro ben scelto ti salva da qualsiasi cosa, persino da te stesso" Daniel Pennac

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E’ un’illusione che le foto si facciano con la macchina… si fanno con gli occhi, con il cuore, con la testa. (Henri Cartier-Bresson)

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Laudabunt alii claram Rhodon aut Mytilenem...

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