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NeXT Hyper Obscure

Archivio per Mappe

The Masquerade of Emptiness


Mappe di realtà alternative o quantiche.

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Forma Urbis (Parte IV) | ilcantooscuro


Incipit ineccepibile, da urlo, quello che Alessio Brugnoli fa sul suo blog parlando di Roma antica e coinvolgendo, così, i massimi sistemi dell’illusione del reale. Come fa? Così:

La mappa non è il territorio e il nome non è la cosa designata è una frase di Alfred Korzybski, su cui Batheson ha costruito una profonda riflessione sul fatto che sia il nostro cervello, con le sue euristiche e il suo background di esperienze personali e di cultura condivisa nel contesto sociale in cui si vive, a costruire le immagini che noi crediamo di “percepire”.

Frase che può essere anche letta in un contesto assai più ristretto: la cartografia non è una rappresentazione approssimata, per motivi geometrici, del territorio, ma anche uno strumento tramite cui una società rappresenta sé e la sua percezione del Mondo. Ogni mappa non è neutrale, ma sottintende un sistema di principi e di valori, consci e inconsci. Come esempio, pensiamo alla proiezione di Mercatore; benché l’olandese abbia concepito la sua proiezione come strumento pratico per la navigazione, creando una mappa conforme che mantiene gli angoli del globo terrestre, ideale per evidenziare la giusta direzione della bussola, inconsciamente, con il fatto di porre l’Europa al centro del mondo, distorcendo al contempo l’apparente distribuzione delle masse terrestri, così che i due terzi della superficie del globo sembrano trovarsi alle alte latitudini, ha creato una gerarchia simbolica e visiva, ponendo noi al di sopra degli altri.

Balmora


Tratti di tipologie UrbanFantasy, in complessa ricognizione semantica.

Stadtlandschaft Rom – Ein 360-Grad-Panorama von Friedrich Loos


Una vista panoramica di Roma, stile GoogleMaps. Solo che parliamo del 1850. Una vertigine assoluta! Grazie ad Alessio “Galessio” Brugnoli.

Enjoy!

A Quiet Desert Failure, be patient, the desert is coming | Neural


[Letto su Neural.it]

Sii paziente, il deserto sta arrivando. Ogni anno l’umanità perde circa sette milioni di ettari di terreno fertile grazie all’avanzamento delle aree desertiche del mondo, fenomeno noto come desertificazione. Le maggiori cause, oltre ai cambiamenti climatici, vanno sicuramente individuate nei comportamenti antropici quali pascoli eccessivi, tecniche agricole inadatte, disboscamento, inquinamento… Il Sahara, con i suoi oltre 9 milioni di chilometri quadrati di estensione, è il deserto caldo più grande del mondo e l’artista Guido Segni (ennesimo nome d’arte dell’italiano Clemente Pestelli) ha deciso di mapparlo tutto. Ovviamente non è lui a fare “il lavoro sporco”, ma un instancabile bot che ogni 30 minuti, oramai da qualche tempo, posta su una pagina Tumblr un’immagine del deserto proveniente dai database di Google Maps. La performance, che collezionerà un milione di campionature del deserto del Sahara, è incentrata sul meccanismo di produzione e riempimento dei luoghi di riferimento fisici di internet (i data center) con informazioni apparentemente inutili e avrà una durata di circa 50 anni, un tempo decisamente esteso per un’opera d’arte digitale. Nessuno può sapere se il server di Google, l’archivio Tumblr, la stessa rete Internet o gli spettatori vivranno abbastanza per vederne la fine. Si può sfruttare l’attesa notando un per nulla velato binomio “abuso della tecnologia”/“desertificazione” che suona come una forte, terribile, già risolta accusa. Un fallimento, appunto. Il deserto.

Kipple.it: Tutta la storia della fantascienza in un disegno


Altro splendido post di Roberto Bommarito, su KippleBlog. Questa volta, Roberto segnala un curioso e splendido tentativo di ricondurre tutta la produzione SF a una mappa-disegno. Ecco il testo del post ed ecco il disegno stesso.

La definizione inglese science fiction è vecchia quasi di un secolo. Fu Hugo Gernsback, l’editore e scrittore nato a Lussemburgo e naturalizzato statunitense, a chiamare il genere scientific fiction nel 1926. Da scientific fiction il passo al più scorrevole science fiction fu molto breve. Oggi gli anglosassoni usano l’abbreviazione Sci-Fi, che bisogna ammettere è ancora più immediata.
La fantascienza nel tempo non ha solo trovato spazio anche in altri canali artistici, come quello cinematografico, ma è cresciuta enormemente, suddividendosi in decine di sottogeneri, tanto che il termine science fiction è diventato un umbrella term (termine ombrello), ovvero un’etichetta che racchiude molte altre definizioni. Tante, ma di sicuro non troppe per chiunque ami la fantascienza. Si rischia però comunque di fare confusione. 
Come fare ordine, quindi?
Forse un modo c’è. Con un disegno. Cliccando su questo link potrete infatti ammirare una “Zork map” (ingrandita) che mostra tutti i sottogeneri – sia letterari che cinematografici e televisivi – della fantascienza.

Coming


Ho chiuso gli occhi al sole e ho visto la mappa che mi conduceva al luogo – ogni luogo conduce a Lei. Le vie lucenti di buio s’intrecciano e hanno un’unica fase terminale, filamenti di erbe che narrano un delirio inumano che non posso ignorare non voglio ignorare mentre la voce si dipana attraverso vie nervose del Sistema Complesso Olografico: ho destrutturato ancora la realtà, ho sentito il richiamo le Sue effusioni i continui inviti alla Sua casa.

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