HyperHouse

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Archivio per Mariano Equizzi

The Amazing Universe of the Psychotrons! by Komplex Live Cinema Group


Non c’è nessun game-over e non c’è alcuno da uccidere, però infiniti segreti saranno rivelati.
Benvenuti a “O’Psy Town”, dove il senso comune viene disconosciuto e gli Psychotrons blateranti vi daranno rime…”.

Questo breve abstract illustra “The Amazing Universe of Psychotrons!”, un’avventura videogame “punta&clicca + drag&drop” con dialoghi strani e personaggi surreali che parlano in rime rappate.

Il videogame è un infinito scenario pieno di segreti di controculture, dalla “CHIESA DI BOB” al #Discordianesimo, giungendo anche alla trilogia degli “Illuminati”.
L’agente Plotkin, un vero e proprio #Slenderman, è il protagonista della scena e va aiutato nella raccolta dei neuroni persi dal cervello di uno scienziato pazzo, il professor Edgar Pavlita, le cui ossessioni personali sono diventate entità incarnate: gli Psychotrons – affrontarli non è facile.
Questo è solo il primo videogame, ed è raggiungibile cliccando su https://komplex-live-cinema-group.itch.io/the-amazing-universe-if-the-psychotrons; il nonsense contenuto nella piattaforma, come sottolineano i creatori, nasconde segreti iniziatici di logge innominabili, non è depressivo, non v’è nulla cui sparare e non è “SpaceInvaders”. Se doveste pensare di essere nel mondo dei MontyPython, be’, gli autori stessi non potranno darvi torto…

Disponibile su Windows, macOS, Linux, Android.

Future Film Festival: gli eventi – ed effetti – speciali della 22esima edizione | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione del dettaglio del prossimo “Future Film Festival”, che si svolgerà a Bologna dal 21 al 25 settembre e a Modena dal 30 settembre al 2 ottobre. Tra le varie situazioni, mi sembra molto situazionista il contributo di Komplex; eccone il dettaglio (che si staglia sull’ampia offerta di pellicole e iconografie varie e intriganti):

Tra le sorprese del festival anche una chicca tecnologica: O’Psy Town in Komplexscope, creato da Komplex, offre un’esperienza interattiva molto particolare in momenti “random” e imprevedibili prima delle proiezioni. Il pubblico viene invitato, mediante un QR Code, a partecipare a un gioco VR, e scoprire, attraverso lo schermo del suo smartphone, un piccolo mondo alternativo ricco di personaggi. Storie e design sono di Mariano Equizzi, la musica e sound design di Paolo Bigazzi Alderigi, il digital video di Luca Liggio. (A Bologna e Modena, tutti i giorni a sorpresa).

O’Psy Town in Komplexscope – Future Film Festival


Nell’ambito del FutureFilmFestival che ho referenziato qui, un evento continuo che si svolgerà in quell’ambito è O’Psy Town, un interessante approccio alla fruizione delle immagini che diventano interattive in un modo nuovo; estraggo dalla pagina del festival:

In sala cinematografica con il cellulare acceso? Si! Basta gattini e like e TikTok: lo smartphone diventa parte del magico luogo del cinema e dello schermo. Komplex, dal 2013 attivo nella creazione di ARventure negli spazi urbani, condivide con il Future Film Festival una rivoluzione. La sala diventa sorgente, attivatore di una esperienza VR interattiva per gli smartphone dei presenti. Quando? Scopritelo venendo in sala ogni giorno, a tutte le ore! Prima delle proiezioni apparirà un messaggio, un video che orienta il pubblico nella scoperta di un mondo parallelo, vicoli di una città invisibile popolata da presenze e segni, criptici ed enigmatici. È in parte un gioco dove lo spettatore guidato da un grande QRcode sullo schermo del cinema apre una porta di un mondo parallelo nel suo smartphone. E come in tutti gli adventure c’è un easter-egg che va scoperto. Credits Komplex e’ composto da Mariano Equizzi (storie e design), Paolo Bigazzi Alderigi (musica e sound design) e Luca Liggio (digital video). La voce che ascolterete nel video è di Paolo Maria Congi della celebre compagnia di teatro contemporaneo Versus di Roma – http://www.kompex.city

ConnettiVRse, una passeggiata nel connettivismo


È nato ConnettiVRse, un’installazione di Mariano Equizzi fruibile sulla piattaforma SPOKE della MozillaFoundation, che racconta cos’è stato e cos’è effettivamente il Connettivismo. Dalla pagina HyperHouse dedicata all’installazione VR, incollo l’intero programma sensoriale:

Cos’è stato il connettivismo e cos’è tutt’ora è argomento di discussione da oltre tre lustri; cos’è ora, in particolare, sembra più chiaro: è un collettivo sempre aperto di autori che continua a indagare il continuum, affinando gli strumenti sviluppati dal 2004 a oggi in cui, ogni interprete, segue la propria particolare via e costruisce la sua poetica, il suo istinto, la sua peculiare visione del mondo.
Se vogliamo, invece, capire cos’è stato il connettivismo, dagli inizi fino a un certo punto della sua evoluzione, ci può tornare utile fare un giro virtuale nel ConnettiVRse, un allestimento teatrale virtuale che di fatto musealizza le attività dei primi connettivisti e permette l’interazione tra tutti coloro che, in quel momento, stanno visitando l’installazione in Rete – un po’ come succede quando si fruiscono le esposizioni reali, fisiche, nelle gallerie o padiglioni dove si parla con gli altri spettatori.
ConnettiVRse è una creazione di Mariano Equizzi, membro di Komplex; sulla piattaforma hubs di Mozilla ha realizzato un intero padiglione, aperto a tutti anche in gruppo e affacciato sullo spazio siderale, in cui attraverso vari corridoi, salite, discese, quadri, musica, reading, video (con Lisa Di Vita e Iacopo Ricciotti che fanno il verso a Zaffiro e Acciaio in Zona Tortona a Milano) e citazioni, vengono mappati i notevoli contenuti che il Movimento ha sempre perseguito dal 2004 fino ad almeno il 2014, momento del decennale che ha coinciso con l’affinamento degli obiettivi del collettivo e che ha portato a nuovi sviluppi, come Il Kaso Kremo.
La fruizione di tutto l’allestimento richiederà un nutrito numero di minuti e sarà necessario dotarsi di poche risorse tecniche: un computer anche non da gamer, tastiera, mouse (il visore VR è opzionale) e, usando il mouse e la tastiera (frecce o WASD) per muoversi come in un videogioco, si potrà assorbire tutto l’impianto narrativo e ideologico del connettivismo.
In ultimo, è davvero consigliato cercare l’accesso sullo spazio siderale e affacciarsi sulla passerella esterna ai padiglioni: la poesia che vi sorprenderà sarà davvero unica.

Ci vediamo lì?

Voyager 1, risolto il problema dei dati misteriosi | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com gli sviluppi del viaggio della Voyager I, indagati tra l’altro dalla sfrenata fantasia di una manciata di ottimi autori per l’instant anthology But the telemetry data, uscita per DelosDigital nella collana che curo, non-aligned objects.

Voyager I è tornato a parlare in modo comprensibile. All’inizio di quest’anno la sonda, che è stata lanciata più di quarant’anni fa e si trova ormai oltre l’eliopausa, nello spazio interstellare, aveva cominciato a trasmettere dati senza senso. La cosa aveva destato molto interesse e suscitato anche ipotesi stravaganti o creative, in ogni caso gli ingegneri della NASA, più pragmatici, ci hanno lavorato e scoperto, e successivamente riparato, l’inghippo. Voyager aveva cominciato a elaborare i dati da trasmettere usando un computer da tempo non più funzionante, che corrompeva i dati stessi. È bastato “dire” a Voyager di ridirigere i dati su un computer funzionante e tutto è tornato a posto. Resta da capire come mai di punto in bianco la sonda ha deciso di tornare a usare un computer tagliato fuori da anni; è possibile, suppongono gli ingegneri, che abbia ricevuto un comando “corrotto” che è stato interpretato male.

Buon viaggio, Voyager.

Cosa ci sta dicendo Voyager 1? | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione dell’uscita del quarto numero di “non-aligned objects”, la collana anarcopunk che curo per DelosDigital in cui trovano spazio testi non allineati col pensare comune, né come ideologia e nemmeno come tipo di narrativa fantastica; è il momento di But the telemetry data, instant anthology nata dalla constatazione che la sonda Voyager 1, l’oggetto umano più lontano nel cosmo, da poche settimane sta trasmettendo dati incongruenti, eppure corretti. Ecco la quarta:

La sonda Voyager 1 percorre la frontiera spaziale e ogni secondo la espande oltre l’eliopausa; in ultimo, l’oggetto ha preso a trasmettere dati incongruenti, ma cosa vorranno dire? Saranno forse i segnali di un luogo inaspettato e immisurabile o l’espressione di una forma dimensionale sconosciuta, oppure cos’altro ancora?
Sei autori – Lukha B. KremoFranco RicciardielloPeeGee DanielFabio BelsantiSilvio Sosio e Mariano Equizzi – si sono misurati col tema generando suggestioni e ponendo la frontiera fantascientifica un po’ più in : lasciate tracce per il vostro ritorno, non perdetevi.

L’ebook è acquistabile sul DelosStore e in ogni altro store online al prezzo di 3,99€.

 

Albergare


Torme di forme allergiche alla complessità inumana albergano nelle stanze dei grimori psichici.

Evangelisti’s RACHE. Il film – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine la segnalazione, nel solco del ricordo di Valerio Evangelisti, del film RACHE che Mariano Equizzi trasse anni fa dalle vicende narrate nella saga dell’inquisitore Eymerich, credo l’opera più famosa di Valerio. Per l’occasione, l’omaggio consistente nella libera fruizione del film durerà una settimana – potrete vederlo cliccando qui – e come corollario che devasta di dolore per la perdita di Valerio, vi lascio al commento di Nico Gallo e al caustico editoriale di Mariano, che centra perfettamente ciò che la lucidità di Evangelisti aveva già evidenziato da almeno trent’anni.

Nico Gallo: R.A.C.H.E. è un gruppo paramilitare, terroristico, economico-finanziario e religioso che ha le sue radici nella caduta del Terzo Reich e di cui riprende una parte del progetto politico configurandosi come un’oscura forza rosso-bruna. R.A.C.H.E. è in conflitto nelle aree ai margini dell’Unione Europea con Euroforce, una struttura comandata dalla Banca Europea. Ieri erano i Balcani, oggi è in Ucraina che conflitti tra capitalisti e oligarchi sono combattuti da mercenari, volontari, professionisti, consigli di amministrazione e giornalisti. Nell’immaginario minuziosamente creato da Evangelisti il punto più avanzato della filosofia della distruzione è l’entrata in campo dei poliploidi, mostri idioti ibridi e mutanti, usati in guerra come pura carne da macello. Un’arma capace di provocare l’orrore negli stessi spietati mercenari che alternano i loro contratti con entrambe le fazioni. Mariano Equizzi in un’intervista ha detto: “RACHE è piuttosto radicale… se non conosci l’opera di Evangelisti, i riferimenti continui soprattutto alla saga di Eymerich, non riesci a tenere il filo, non puoi tenere il filo, eppure proprio questa massa di informazioni mai completa sembra essere la forza del lavoro che vuole violentare continuamente le conoscenze dello spettatore e lasciargli profonde zone d’ombra: è un attacco psichico più che un film”.

Mariano Equizzi racconta come lui e Valerio sono arrivati alla realizzazione del film. Era il 1998 e Valerio vide il mio primo film Syrena; Gianni Canova era mio insegnante al Centro sperimentale di Roma, dirigeva DUEL e Valerio scrisse quatro colonne da cui, insieme con le segnalazioni su www.fantascienza.com, nacque il “caso” Syrena. Nel 2002 dopo il Premio Italia allo strano “Ginevra Report”, io PaoloLuca decidemmo di fare RACHE, perché sapevamo da fonti reali che l’Inquisitore in Italia e non solo era un contenuto proibito, non gradito dalle ChiesE (plurale). Di fatto fermarono persino Del Toro nel metterci mano – l’ordine dei Domenicani non è un associazione sportiva.
RACHE è il nostro mondo e vivendo io nei Balcani da qualche tempo, e lavorando anche con rumeni, vi dico che Valerio ha scritto una macchina di senso e subconscio più vera di Don Matteo e dei film di brizziemartani (non è un refuso, è un genere). Con Valerio nel 1999 facemmo AgentZ e lui era lo scrittore che stava dietro i genocidi della storia, una mano non alla Eco ma alla Evangelisti e con una dose di Ironia (iron è ferro) che oggi manca a troppe cose.
Lo presentammo al Future FIlm Festival del 1999. Mettemmo quindi in cantiere RACHE e fu impegnativo, così per completarlo accettai di fare un film non particolarmente bello, ma avevo bisogno di soldi per RACHE.
Fu nel 2006 che comprammo i diritti, una cifra non piccola, per Gorica Tu sia Maledetta, che è il primo racconto di fantascienza di Valerio. Levate fantascienza e lasciate Report di Valerio. Fra i miei strani incontri avevo un professore di criminologia in legge (1989) che a lezione ci raccontata cose particolari e fra queste cose c’erano i POLIPLOIDI, non li chiamava così e non nascevano da vasche, ma venivano usati come schiavi nelle miniere di diamanti in Sud Africa. Quando nel 1995 lessi Valerio capii che non era “uno” “”scrittore””, era il nostro ORWELL e per questo RACHE su tutto andava fatto. Trovammo una finestra creativa nel Festival della Fantascienza di Trieste e anche con loro e la buona volontà del loro presidente (Daniele Terzoli) e di alcuni membri della loro bella associazione (Thomas Lenardi, Marina Bonfanti, Lorenzo Acquaviva – che interpretò anche Da Costa) organizzammo le riprese a Trieste, città che ha delle risonanze storiche potenti: girammo nella base delle SS, da tempo un museo aperto al pubblico. Trovammo dove ambientare l’impianto Kerlovac della RACHE, la Ferriera di Servola. Un anno di post produzione giorno e notte, Paolo costruì un fronte sonoro e musicale connesso con l’esperienza della musica industriale, potreste anche sentirlo in radio e capireste tutto lo stesso. Luca organizzò una tecnica di montaggio che simulava la pagina di Valerio in cui in tre paragrafi ti porta in tre posti diversi, dove succedono cose tre cose diverse in un succedersi di catastrofi senza spazi.
Da diverse settimane stiamo costruendo una strada per una serie e stavamo lavorando al solito giro delle sette chiese; giro che facemmo anche quando nel 2006 vincemmo l’Angel Award a Tokyo, insieme con la partecipazione al Tokyo Film Festival. Il premio fu deciso poco prima da Ichihiro Kadokawa in persona che ci chiese una prova da Samurai: “Trovami in Italia uno come me, un coproduttore del mio calibro.” Caro Ichihiro, non esiste in Italia uno come te che ha visto la bomba H, che ha creato un impero dalle ceneri delle bombe americane e fatto emergere “Gamera la tartaruga di fuoco” che regge il mondo e salva i bambini. In cento anni, tranne Valerio, non abbiamo prodotto creatori di mondi.
Nelle motivazioni circa il premio dissero che erano colpiti dal fatto che era un Resident Evil con una solida base letteraria; è piuttosto una base storica su cui un genio della letteratura ha lavorato tutta la sua vita. Il vero guaio è che siamo dentro i libri di Valerio, non fuori.

DMF – Intervista a Mariano Equizzi


Questa breve intervista a Mariano Equizzi svela le possibilità dei media espressivi, che si compenetrano tra loro e generano nuove possibilità di fruizione, nuove arti tecnologiche.
Seguitela fino in fondo

Evangelisti’s RACHE di Mariano Equizzi: riesumazioni cyberpunk | Postdigitale


Sul blog di Simone Arcagni considerazioni di qualche anno fa su uno dei lavori più celebri di Mariano Equizzi, RACHE, un film basato sull’universo fortemente distopico di Valerio Evangelisti, contenuto nella saga dell’inquisitore Eymerich. Ecco qualche passo:

Ecco finalmente RACHE di Mariano Equizzi! O meglio bisognerebbe dire, ecco “di nuovo” finalmente RACHE di Mariano Equizzi! Dopo dieci anni dalla sua realizzazione, questo piccolo gioiello di cyberpunk italiano viene finalmente messo online. Non me lo ricordavo, avevo dei ricordi vaghi, mi ricordavo l’impatto musicale, il delirio narrativo, mi ricordavo Valerio Evangelisti (scrittore che amo!), gli effetti speciali, la declinazione dell’action che tocca percorsi complottistici e tanto tanto amore per le tecnologie.
Ho sentito Mariano e abbiamo fatto una chiacchierata a proposito di questa “riesumazione”… eccovela!

RACHE è un film di 10 anni fa, mi ricordo quando lo giravi a Trieste, mi mandavi foto, un teaser, erano corpuscoli sparsi di un progetto quasi folle… ora ritorna? Perché ora?

“Lo abbiamo tenuto nascosto per quasi dieci anni, ma quando lo abbiamo finito e abbiamo conseguito l’Angel Award in Italia calò il gelo. Valerio Evangelisti sembrava il nemico numero uno del cinema italiano. Quando abbiamo visto l’ISIS, l’Ucraina, Ebola allora ci siamo detti: ora.”

RACHE è piuttosto radicale, se non conosci l’opera di Evangelisti, i riferimenti continui soprattutto alla saga di Eymerich, non riesci a tenere il filo, non puoi tenere il filo, eppure proprio questa massa di informazioni mai complete sembra essere la forza del lavoro che vuole violentare continuamente le conoscenze dello spettatore e lasciargli profonde zone d’ombra: è un attacco psichico più che un film.

“Si, Evangelisti’s RACHE è radicale, non si cura dei personaggi ma li fotografa nel maelstrom della Storia, quel tritacarne che riecheggia molto bene il The Wall di Alan Parker. Che importanza ha il percorso drammatico se è l’apocalisse il finale? Lavorandoci per oltre sei mesi alla postproduzione abbiamo capito che l’essenziale era offrire al fruitore la sensazione della lettura di Valerio Evangelisti; quel roller coaster che ti resetta il cervello e lo apre a considerazioni e visioni antipodali rispetto al sonno profondo che i media spesso ci inoculano.”

RACHE non nasce per il web eppure è sicuramente – almeno oggi – un prodotto dannatamente per il web… è virale, si coniuga con i video dei terroristi, con le notizie crude, cruente e spettacolarizzate di Vice, nasce per essere visto più volte, scavato a fondo dai fan, fatto circolare, merito delle tue intuizioni ma anche di questa invenzione letteraria.

“La RACHE è tutto e si nasconde nell’impossibilità dei media di immaginare l’impossibile. In una conferenza Antonio Caronia disse che era la più felice creazione letteraria Italiana. È un portmanteau in cui spingere a forza l’intero orrore globale che adesso viviamo. La RACHE per me è L’ISIS, è una creatura del potere e delle ‘ragioni’ storiche che si moltiplica diventa nazione e terrore puro e può essere ogni cosa poiché in essa si cela l’inganno di Philip K. Dick, e Valerio potrebbe essere The Man in High Castle. Valerio Evangelisti è il nostro Orwell, ma decenni di brizzi martani parenti muccini zaloni e zelig ci hanno fatto scordare che siamo il paese di Salò, che a mio parere è il vero antesignano di Eyes Wide Shut. l’Amnesia è il male più atroce, l’amnesia uccide la civiltà.”

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