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Archivio per Mario Gazzola

Arriva Strane visioni 2. Il meglio del Premio Hypnos! | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione della seconda antologia della Hypnos dedicata ai racconti che negli ultimi tre anni hanno partecipato al Premio Hypnos. Ecco la sinossi dell’opera che suscita davvero molto interesse:

Chi è il misterioso selezionatore che si aggira sulle impervie vette delle Dolomiti? Per quale motivo chiunque decida di dondolarsi su di una innocua altalena muore in preda a un terrore indicibile? Può l’idilliaca esistenza di una famiglia modello essere sconvolta da un grazioso gatto bianco? Quale antica leggenda soggiace alla Fiera delle Spose di Uniria? Perché i pesci e le creature del mare al largo di un paradiso tropicale si stanno suicidando in massa? Che cosa lega il grande escapista Harry Houdini al più famoso autore del mistero, Arthur Conan Doyle? Ma soprattutto… che cos’è un pappagufo?

Questi sono solamente alcuni interrogativi che si celano nei diciotto racconti riuniti in questa antologia che raccoglie il meglio delle ultime tre edizioni del Premio Hypnos, concorso dedicato alla narrativa weird e fantastica. Diciotto dardi acuminati che arrivano a colpire nel profondo, quando uno meno se l’aspetta. Un volume che è anche strumento indispensabile per capire l’evoluzione dello scenario della narrativa “strana” in Italia, sulle orme di quel genere weird che sempre più si sta affermando a livello internazionale.

Molti nomi noti, tra i quali segnalo Francesco Corigliano, Fabio Lastrucci, Nicola Lombardi, Denise Bresci, Alain Voudì, Uduvicio Atanagi, Mario Gazzola.

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I partecipanti all’antologia stranoweird “La Prima Frontiera”


In anteprima ecco a voi il cast stellare della nuova antologia NewWeird La Prima Frontiera, di cui sono orgoglioso curatore, che assieme a KippleOfficinaLibraria presenterò a Stranimondi. Scrivevo così, due mesi fa:

Da pochi giorni ho terminato di lavorare sulla curatela di una nuova antologia, uno strano weird con ambientazioni non umane, poste oltre le dimensioni del conosciuto e totalmente distanti dall’antropocentrismo imperante, in uscita nel prossimo autunno. Il progetto esplora cosa può spaventare l’inumano, lo strano, il diverso; nomi meravigliosi, molto importanti, sono coinvolti nel progetto.

Per me e per tutta la redazione Kipple è stato un grande privilegio leggere i racconti degli autori coinvolti. Sono certo che questo New Weird, non antropocentrico, vi terrà incollati al libro/eReader.

GLI AUTORI
Hanno partecipato, in ordine sparso: Luigi Musolino, Alessandro Forlani, PeeGee Daniel, Mario Gazzola, Giovanna Repetto, Lukha B. Kremo, Uduvicio Atanagi, Domenico Mastrapasqua, Irene Drago, Roberto Furlani, Giovanni De Matteo, Matt Briar, Federica Leonardi, Alex Tonelli, Maico Morellini, Linda De Santi, Marco Milani, Marco Moretti, Ksenja Laginja. Accanto a questi grandi nomi della narrativa fantastica italiana, sono presenti due guest star eccezionali: Danilo Arona e Bruce Sterling (nella traduzione di Salvatore Proietti). La copertina sarà a cura di Ksenja Laginja.

LA PRIMA FRONTIERA vi attende!

Prog wave n° 2: teiere volanti in Italia | PostHuman


Su PostHuman il seguito di un fortunato articolo che tracciava le linee comunicanti tra Prog, Metal, Punk, psichedelia, oscurità e quant’altro; parliamo ovviamente di eventi sonori che esplodevano già allora nello Stivale e che ora si confermano potentemente. Ecco uno stralcio dell’articolo a firma del sempre valido Mario Gazzola.

Torniamo oggi sull’argomento con un servizio-sequel, notando che in una serie di dischi recenti quelle aree di contatto si sono assai più che rafforzate: dischi che tra l’altro sono tutti usciti in Italia – epicentro del genere prog a livello mondiale, pare – e vedono un’interessantissima collaborazione fra musicisti italiani e nomi cult di diverse stagioni del rock internazionale, a conferma della non subalternità del rock alternativo dello Stivale. E voi pensavate che non ci fosse più niente da scoprire nella musica del 2000?!
Buoni ascolti estivi.

Quelle ballerine stregate baccanti | PostHuman


Su PostHuman Mario Gazzola confeziona un articolo molto ben strutturato tra la pellicola Climax di Gaspar Noé (ispirata anche a Dario Argento), il saggio Uomo diventa Lupo di Robert Eisler, e il Suspiria di Luca Guadagnino, analizzato da me.

Questo è l’incipit della mia analisi su Suspiria:

Suspiria è un’opera pervasa dal senso lurido e opprimente del Nazismo; di quello magico, di quello che a fatica viene riconosciuto come fondante di buona parte della inumana dottrina sociale ed economica attuale. Sbocciato circa cento anni fa, si ramificava nella società tedesca – ma non solo – partendo dai culti ancestrali delle antiche terre barbare centroeuropee, credenze che furono coltivate fin dal XVIII secolo per contrastare l’Illuminismo che scacciava via i culti irrazionali di un tempo lontanissimo, immemore, razionalmente mai esistito, frastagliati ricordi mitologici di teoremi risibili così balzani da provocare oggi un’ilarità irrefrenabile. Quell’accozzaglia di credenze ed epopee generò un mostro così spaventoso che a tutt’oggi la stessa parola che ne è nata, nazismo, produce un disgusto tale, una folle paura e rivoltante reazione da essere diventato un tabù semantico che Guadagnino, nelle sue manifestazioni più occulte, guarda dritto in faccia ed esorcizza usandone gli stessi percorsi magici.

L’incipit onnicomprensivo, invece, dell’analisi di Mario è questo:

Nei giorni scorsi è riapparso sugli schermi milanesi (prima in originale al Cinema Beltrade, poi doppiato anche all’UCI) Climax di Gaspar Noé, film che avevamo già recensito dopo il passaggio al Milano Film Festival, accostandolo al tedesco Luz, magari arbitrariamente (in quanto visti nello stesso contesto) ma forse significativamente, trattandosi quest’ultimo di un originale film di possessione.

Nessuna strega, nessuna invasione demoniaca nella controversa pellicola del provocatorio regista francese (anche se all’inizio uno dei ballerini parla di una “strana atmosfera” nella scuola della festa, legata forse a “strani rituali… sacrifici…”), se non l’invasamento causato da una sostanza psichedelica (presumibilmente Lsd) nella sangria bevuta dai ballerini di Climax durante una festa che quindi degenererà in un autentico sabba non privo di spargimenti di sangue “laicamente sacrificale” (tra cui quello del figlio della coreografa, alla fine suicida per senso di colpa) e orge da moderne baccanti di varia sessualità.

Non sono pochi ormai gli articoli (ad es. QUI) che hanno accostato lo psycho trip di Noé al classico Suspiria, che peraltro compare fra le Vhs accatastate sul lato destro dello schermo tv su cui scorrono le interviste coi ballerini protagonisti all’inizio di Climax, che peraltro al capolavoro di Argento erige un manifesto omaggio, nei violenti quadri monocromi ipersaturi in rosso e verde per rendere lo straniamento percettivo dei moderni danzatori “invasati” dallo stupefacente a liberare i propri lati reconditi meno presentabili (rabbia, violenza, omosessualità, incesto etc.).

Ma cosa c’entra una banda di ballerini drogati con una congrega di streghe celata dietro la rispettabilità di un’austera scuola di danza? Ce lo spiega il saggio Uomo diventa Lupo di Robert Eisler (Adelphi, 2019), osservando che i comportamenti dal Medioevo cristiano bollati come “stregoneria” in realtà affondano le loro radici nei selvaggi rituali orfici delle baccanti greche (da cui l’omonima tragedia di Euripide) o degli Isawiyya marocchini: “nel 1929 riuscii a dimostrare l’identità fra questo rito berbero e le orge bacchiche delle menadi o ‘donne furiose’, ricoperte di pelli di lince, di leopardo e di volpe (…); esse facevano a pezzi e divoravano crudi cerbiatti, capretti, agnelli, serpenti, pesci e perfino fanciulli”. “Come aveva realmente luogo l’orgia estatica degli accoppiamenti fra le ‘donne furiose’ e i maschi (…) ‘bevitori di vino’ (…) chiamati anche satiri, vale a dire uomini itifallici (…)” (pg 36). E “Solo dopo essersi saziati con il sangue e la carne delle loro vittime animali i cacciatori potevano accoppiarsi al termine di danze erotiche selvaggiamente eccitanti” (ibidem, nota 112, Baccanali, pg 152-3).

Pertanto, se la stregoneria antropologicamente non è che la persistenza di ataviche memorie di questi rituali della fertilità pagani ancestrali, e accettiamo che il rave scatenato a base di musica tribal-elettronica e sostanze psicotrope al posto del vino ne sia la rivisitazione moderna, ecco saldato il legame fra due situazioni narrative apparentemente distanti fra loro.

Wonderland, Mario Gazzola – Puntata del 07/06/2019 su RaiPlay


Su RaiPlay è possibile vedere la puntata di Wonderland andata in odna ieri sera con Mario Gazzola ed Ernesto Assante ospiti speciali, a parlare del loro meraviglioso FantaRock. Buona visione 🙂

FantaRock vince il Premio Vegetti nella sezione Saggio e Stormachine nella sezione Romanzo


Come da risultati ufficiali del Premio Vegetti 2019, Mario Gazzola ed Ernesto Assante si aggiudicano la relativa sezione Saggio di Fantascienza con l’opera Fantarock, monumentale lavoro di ricerca delle connessioni tra il Rock e l’immaginario, e le opere, fantascientifiche uscito con Arcana. Ai due ragazzi va tutto il mio plauso, i complimenti dell’intera squadra coinvolta nel progetto molto ben coadiuvata dai capitani, un’investigazione per niente banale su ciò che costituisce l’interazione tra due mondi, complessi di loro, immaginifici e a lunghissimo raggio, in grado di rivestire tutto il mondo del Fantastico di un’aura magnifica e surreale, iconica e iconoclasta.

Sempre nell’ambito del Premio Vegetti 2019, segnalo pure la strameritata vittoria di Franci Conforti nella sezione Romanzo di Fantascienza, con Stormachine, libro uscito con DelosDigital; Franci è una grande e lo dimostra in ogni occasione, mi complimento con lei per la sua creatività e capacità, adoro la sua prosa.

Da Vinci’s Spirit, Prog Music Experience | Venerdì 17 maggio 2019


Venerdì 17 maggio, alle ore 20.00, Mario Gazzola presenterà a Milano, assieme a Max Gasperini della Black Widow, un’esibizione di quattro gruppi Prog, nel cinquecentesimo anniversario della morte di Leonardo Da Vinci. La segnalazione dell’evento è qui.

Venerdì 17 maggio, a partire dalle ore 20,00, il “FIM – Salone della Formazione e dell’Innovazione Musicale” saluterà l’edizione 2019 regalando al pubblico milanese un’esperienza musicale dal sapore misterioso ed enigmatico quanto lo spirito del Progressive Rock.

Sul prestigioso palcoscenico dell’Auditorium Testori di Palazzo Lombardia, a rendere omaggio al genio di Leonardo, quattro band: Universal Totem Orchestra, FEM, Macchina Pneumatica e Silver Key che si esibiranno dal vivo in un concerto ad ingresso libero e gratuito.

La direzione artistica dell’evento è affidata a Massimo Gasperini, label manager della Black Widow Records, nota casa discografica partner del FIM, che dedica la maggior parte del suo catalogo al Rock Progressivo.

“Durante lo spettacolo, la musica prog sarà il commento sonoro perfetto per i misteriosi e affascinanti disegni leonardeschi che saranno proiettati alle spalle del palco dell’Auditorium Testori. L’atmosfera che ne verrà fuori – dice Massimo Gasperini, direttore artistico della serata – sarà magica”.

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