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Archivio per Michele Nigro

Un’intervista per RecensioneLibro.it | Nigricante


Sul blog di Michele Nigro c’è la segnalazione a una sua intervista realizzata per esplorare il mondo della sua silloge, Nessuno nasce pulito. L’intera chiacchierata è qui.

… Cosa vorresti che i lettori riuscissero a comprendere leggendo le tue parole? Quale segno vorresti lasciare in loro?

Purtroppo, leggendo alcune recensioni, ho notato che stanno passando soprattutto le idee di un disagio critico nei confronti della società e di una malinconica revisione del passato personale da parte di un autore per certi versi “sconfitto”, e che non può fare altro che registrare le varie forme sotto cui si manifesta tale sconfitta. Evidentemente, a una lettura superficiale, questo è il mood prevalente che ne esce fuori, creato dalle parole che ho scelto di usare, e me ne assumo tutta la responsabilità. In realtà “Nessuno nasce pulito” vuole essere una dichiarazione di guerra, un voler fissare dei confini assertivi, oltre i quali poter urlare al mondo: “Da qui non mi muovo! Queste sono le mie conquiste umane, le mie esperienze e queste parole sono la mia terra!”. Non pretendo di lasciare segni: se un solo verso di una mia poesia induce alla riflessione e trasporta il lettore, anche per pochi istanti, in una dimensione altra, ho già raggiunto il mio obiettivo. Come ho scritto in Aspirazione, una poesia che non fa parte della raccolta, vorrei che i miei versi fossero: “… parentesi tra gli orrori del mondo / oasi di riflessione per cuore di donna / silenzio pulsante di senso…”…

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Nessuno nasce pulito, Michele Nigro. Trama e recensione | Le Notti Bianche


Recensione e intervista a Michele Nigro per la sua raccolta poetica Nessuno nasce pulito. Su LeNottiBianche. Un estratto:

Evelina Murgia Quando una persona scrive, in particolare quando si tratta di poesie o alcune categorie di romanzi, si percepisce in qualche modo la figura dell’autore nelle sue emozioni e nei suoi pensieri, per questo mi incuriosisce sempre sapere qual è stato il motivo o i motivi che ti hanno portato a scrivere queste poesie.
Inoltre mi piacerebbe sapere il fine (se c’è), delle tue poesie e come mai la scelta del titolo di cui ho una mia idea, ma vorrei sentire la tua motivazione.

Michele Nigro Ho deciso di dare vita a questa che io amo definire una “raccolta di formazione” (così come esistono i romanzi di formazione) perché sentivo l’esigenza di dover “congelare” le mie poesie esperienziali in un unico corpo (dopo un’accurata cernita e un editing necessario): si tratta, come certamente avrai notato, di poesie che a volte sono diverse come stile le une dalle altre perché appartengono a periodi differenti della mia vita.
Periodi che ho volutamente mescolato tra di loro per non lasciare tracce temporali da seguire. Ho voluto quindi riunire i primi periodi, quelli della “formazione” appunto, della mia avventura in qualità di “scrittore di poesie” (non voglio usare il termine “poeta” perché mi sento, onestamente, ancora in cammino verso una poetica da definire e quindi preferisco considerarmi più “sperimentatore della parola” che Poeta!).

Il motivo che mi ha portato a scrivere questi componimenti non è mai lo stesso, pur essendoci una ricerca appassionata di fondo: infatti uno dei miei maggiori assilli è quello di non voler dimenticare, dopo aver concepito una poesia, l’immagine, la motivazione, l’idea intorno alla quale i versi sono andati a coagularsi pian piano.

C’è sempre un “nucleo”, fosse anche un solo verso, un mezzo verso o anche una sillaba, intorno al quale si condensa la struttura del componimento. Ecco, ricordare quel nucleo nel tempo è la mia “fissazione”: anche se la complessità della struttura sembrerebbe ricoprire quel nucleo, un vero poeta non dovrebbe mai dimenticare anche dopo decenni la natura di quel punto di partenza, il perché dell’esistenza di quel verso e di quella poesia. Altrimenti diventa sfogo momentaneo!

Intervistando Michele Nigro, a cura di Davide Morelli | N I G R I C A N T E


Sul blog di Michele Nigro la segnalazione di una bella intervista che gli è stata fatta, in cui affronta parecchi temi del mondo editoriale e autoriale italiano.

“… Cosa ne pensi della neoavanguardia? Secondo te ha esaurito la sua funzione o a tuo avviso ha ancora modo di esistere?

Credo che ci sia ancora tantissimo bisogno di una ricerca neoavanguardista, senza per questo ricadere nella parodia e nel non-senso: certi sperimentalismi esagerati furono necessari in quelle epoche in cui si avvertiva l’esigenza di rompere determinati schemi linguistici; schemi evidentemente riconducibili anche a livello sociale, culturale, politico, religioso. Oggi che si fa un gran parlare di “analfabetismo funzionale” forse sarebbe neo-neoavanguardista la riscoperta della normalità; gli schemi linguistici non solo sono stati dissacrati, di più, sono stati annullati, rasi al suolo da un’ipertrofia di dati – a cui tutti contribuiamo – che ha disarmato il significante (e di conseguenza ha impoverito il significato delle parole). Bisognerebbe ricominciare dai fonemi, dalla scrittura a penna, dalla lettura, dal gusto delle parole. Dal silenzio. La non scrittura potrebbe essere il titolo provocatorio del punto primo di un ipotetico manifesto neo-neoavanguardista del XXI secolo.

Nostra Signora degli Alieni | N I G R I C A N T E


Sul blog di Michele “DottoreInNiente” Nigro la segnalazione di una sua partecipazione all’antologia Nostra Signora degli Alieni, curata da Walter Catalano e Gian Filippo Pizzo. I miei complimenti a Michele, well done!

È in uscita l’antologia Nostra Signora degli Alieni contenente, tra gli altri, un mio vecchio racconto – “The Padre P.I.O. Show” – scritto durante il periodo in cui leggevo e a volte tentavo di scrivere fantascienza (o, come in questo caso, fantareligione da me ribattezzata all’epoca “rel-fi” ovvero religion fiction) e che sottotitolai ironicamente “un caso di malasantità”. Oggi non mi appartiene più questo tipo di sperimentalismo scritturale legato al genere fantascientifico, perché nel frattempo sono mutate le passioni letterarie, le ricerche e gli esperimenti che ne conseguono, ma è sempre divertente assistere a questi rigurgiti editoriali “postumi”.

ODRZ legge “Limbo” (da “Nessuno nasce pulito”) | N I G R I C A N T E


Sul blog di Michele “DottoreInNiente” Nigro è apparsa la segnalazione di una rivisitazione di una sua poesia da parte degli ODRZ; lascio alle sue parole e al video sottostante la descrizione minuziosa del tutto. Bravi, tutti.

Rispondendo all’appello “Leggi una poesia: in regalo una copia del libro…”, lanciato tempo fa su questo blog e su altri social, il gruppo musicale Industrial Noise degli ODRZ ha allestito un video reading, in perfetto stile noise music, della poesia “Limbo” tratta dalla raccolta “Nessuno nasce pulito” (ed. nugae 2.0) pubblicata nel 2016.

È sempre interessante, oltre che emozionante, assistere alla reinterpretazione artistica e alla decostruzione mediale di un proprio componimento: infatti ad essere “messi in discussione” non sono le singole parole o i versi che compongono la poesia, che restano sostanzialmente invariati, bensì i supporti comunicativi classici della poesia. Non più solo lettura lineare ma rimodulazione in chiave futurista del testo: il differente ritmo dei versi, il tono della voce adulterato dagli strumenti, la ripetizione di alcune parole (a volte anche gridate!) come a volerle sottolineare e incidere nell’acciaio, il tutto su un tappeto sonoro “rumoroso”.

Grazie ODRZ per questa esperienza!

ODRZ53

ODRZ interpretano Limbo, poesia di Michele Nigro tratta dalla sua raccolta Nessuno Nasce Pulito. Avvolti in un ambiente industriale e accompagnati da una colonna sonora cupamente incantatrice, ODRZ affrontano il testo esprimendosi in una intrigante visione schizofrenica, sottolineando alcuni passaggi in maniera ipnotica. Un Limbo assoluto.

Musiche: ODRZ

Regia: Edoardo Deluca

“La Guerra dei Mondi” ai tempi delle fake news | N I G R I C A N T E


Sul blog di Michele “DottoreInNiente” Nigro una speculazione sulle notizie fake e sulle dinamiche innescate dai paradigmi che si costruiscono in giro per il reale. Un estratto:

Scrive pessimisticamente Jean Baudrillard (nella foto sotto) in Cyberfilosofia, riferendosi all’attuale crisi del reale: “La realtà poteva sorpassare la finzione: era il segno più sicuro del possibile gioco al rialzo dell’immagi­nario. Ma il reale non può sorpassare il modello, di cui non è che l’alibi. L’immaginario era l’alibi del reale, in un mondo dominato dal principio di realtà. Oggi è il reale che è diventato l’alibi del modello, in un universo retto dal principio di simulazione. Ed è paradossalmente il reale che è diventato oggi la nostra vera utopia – ma è un’utopia che non appartiene più all’ordine del possibile, perché non si può che sognarne come un oggetto perduto.” Le false notizie sono un altro esempio di simulazione.

“Le stanze di carta” recensisce “Nessuno nasce pulito”, a cura di Ilaria Cino | N I G R I C A N T E


Una recensione a Nessuno nasce pulito, la silloge di Michele “DottoreInNiente” Nigro, è uscita sul sito Le stanze di carta.

“…L’esperienza esistenziale è assunta come luogo di partenza per altri luoghi, epifanie e corrispondenze che dimostrano come il poeta sia prima un uomo impegnato nella conquista della sua umanità, per poter abbracciare vedute più ampie sulla modernità e i suoi fenomeni; e dove l’autore mostra quello sguardo modesto, vicino ai crepuscolari, che non ha alcuna pretesa di voler inscatolare concetti e soluzioni (cambio punto di vista) ma solo di esserne il testimone (sono un invito al viaggio). La dialettica tra l’io poetico e il mondo si connota, infatti, come un parlare a voce alta, come un filosofare pratico e svelto sulla vita che stimola in chi legge un riflettere…”.

Un sapore intriso di poesia, e di torpore sul palato…

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La differenza tra prosa e poesia è che la prosa dice poco e ci mette molto tempo, la poesia dice molto in pochissimo tempo. C. Bukowski

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