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Archivio per Mondadori

“Tutto il potere ai fascisti”. La marcia su Roma (28 ottobre 1922) – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine il dettaglio dei mesi che precedettero la “Marcia su Roma” e ciò che successe dopo, con tutta la propaganda che Mussolini seppe ordire, menzogne e aggiustamenti e indecisioni, nonché crimini, che avvennero cento anni fa. Da L’insurrezione fascista. Storia e mito della marcia su Roma, di Mimmo Franzinelli, Mondadori. Un estratto:

Il 28 ottobre del 1922, la decisione di Vittorio Emanuele III di Savoia di revocare lo stato d’assedio – predisposto il giorno prima, seppur precipitosamente, dal fragile e dimissionario governo Facta – apre le porte di Roma alle colonne degli squadristi fascisti che, da Santa Marinella, Tivoli, Monterotondo e sotto il coordinamento del Comando del quadrumvirato posto a Perugia, stanno marciando in direzione della capitale, dove di seguito entreranno indisturbate. È la “marcia su Roma”, che consegna il governo e il paese nelle mani di Benito Mussolini e che fa del “28 ottobre” il giorno inaugurale dell’Era Fascista, ricordato, celebrato e magnificato dal regime per oltre vent’anni. In quei giorni di fine ottobre di esattamente cento anni fa, squadristi e fascisti si convincono di aver portato a termine un’impresa rivoluzionaria, la “rivoluzione delle camicie nere”; il nuovo capo del governo e duce del fascismo dà inizio all’abile opera di costruzione del “mito del 28 ottobre”, al fine di propagandare l’idea della sua infallibile capacità demiurgica di pianificare e realizzare la conquista rivoluzionaria del potere. Le sinistre, già sbaragliate e ridotte ai minimi termini dalla reazione squadrista del “biennio nero” – che va dall’insuccesso dell’occupazione delle fabbriche (fine estate 1920) al fallimento dello “sciopero legalitario” (agosto 1922) – a cui si aggiungono contrapposizioni settarie e divisioni interne, assistono attonite al trionfo mussoliniano, incapaci di coglierne ed interpretarne appieno le conseguenze, ossia l’irrevocabilità del cambiamento politico intervenuto. I liberali, già avvezzi a dialogare con fascisti e nazionalisti, come nel caso del giolittiano “blocco nazionale” del ’21, ancora si illudono di “normalizzare” il fascismo all’interno di un governo conservatore di coalizione, che inutilmente Giolitti e Salandra aspirano a guidare, finendo travolti dall’astuzia tattica e dalla spregiudicatezza politica di Mussolini. I popolari si allineano alle posizioni della Chiesa, che osserva con interesse la crescita dell’argine antisocialista eretto dal Pnf e ne apprezza l’abbandono delle posizioni anticlericali della prima ora. Quello che si forma il 30 ottobre 1922 e che aggiunge a fascisti e nazionalisti i liberali, i democratici e i popolari è un governo di coalizione nato da un colpo di stato, che poco più di due anni dopo, a partire dal 3 gennaio 1925, Mussolini trasformerà in un regime a partito unico e in una dittatura totalitaria, che solo la catastrofe del secondo conflitto mondiale riuscirà ad abbattere. A monte di tutto questo si pone la “marcia su Roma”, atto inaugurale e mito fondativo del fascismo regime.

Di questi argomenti si occupa l’ultimo lavoro di Mimmo Franzinelli, L’insurrezione fascista. Storia e mito della marcia su Roma, recentemente pubblicato nella collana Le Scie di Mondadori. Nei primi tre dei sette capitoli in cui il libro si articola, Franzinelli tratteggia, in modo necessariamente sintetico, ma egualmente rigoroso ed efficace, il quadro storico-politico, economico e sociale complessivo entro il quale collocare le vicende delle cruciali giornate di fine ottobre 1922 e lo fa prestando attenzione soprattutto agli aspetti del fascismo che maggiormente incisero sulla decisione di tentare la presa del potere attraverso la marcia sulla capitale. È lo squadrismo antisocialista e antiproletario la componente assolutamente essenziale e decisiva che dà identità e sostanza al fascismo delle origini, a tal punto da essere inteso non solo dai vari Farinacci, Ricci, Grandi, Balbo, ecc. – che comandano localmente le squadre d’azione e che dalla loro brutalità traggono forza e potere – ma anche da Mussolini stesso, come consustanziale al fascismo, sia quando esso si presenta ancora come movimento politico, sia quando, nell’autunno del ’21, assume la forma di partito, un “partito armato” che dalle squadre trae spinta propulsiva e con esse costituisce un tutt’uno inscindibile. Leggi il seguito di questo post »

Lex: fino alla fine | ThrillerMagazine


Su ThrillerMagazine la segnalazione di un Segretissimo particolare, scritto da un vecchio amico di lettere: Errico Passaro; Lex. Ecco la quarta:

Teatro operativo: Giappone. Copertura: avvocato di uno studio legale specializzato in contratti internazionali. Obiettivo: sventare un piano finalizzato a carpire tecnologia strategica della Difesa italiana. È la nuova missione di Victor Stasi per conto di LEX, sottoagenzia dei servizi segreti fuori dal controllo istituzionale. Un temuto non-ente di cui l’opinione pubblica non è a conoscenza: non dovrebbe esistere, eppure esiste. Un braccio violento della legge munito di superpoteri. Là dove gli altri non possono spingersi entra in gioco LEX, a fronteggiare questa volta magnati nipponici e membri della Yakuza. E, più in profondità, un nemico inafferrabile come la Loggia, oscuro connubio di politica e finanza che si ramifica ed espande in ogni paese reclutando uomini senza volto, professionisti dell’inganno. Dietro i grattacieli ipermoderni della Tokyo notturna, pulsante di colori fluorescenti, si cela un mondo regolato da valori antichi e spietati. Victor dovrà tenerlo bene a mente, nella terra del Sol Levante che non dimentica e non perdona.

Dossier Cthulhu | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la recensione ai tre romanzi apocrifi su Sherlock Holmes che interagisce col pantheon lovecraftiano, romanzi scritti da James Lovegrove ed editi in Italia da Giallo Mondadori. Un estratto:

Non si contano i mash-up con protagonista Sherlock Holmes. Il più famoso detective della storia della letteratura ha incontrato un gran numero di personaggi: da Fu Manchu a Dracula, passando per il dottor Jekyll.
Nella maggior parte dei casi, pur essendo letture più che godibili, l’incontro tra due personaggi vede inevitabilmente prevalere il punto di vista di uno rispetto all’altro. Non è il caso del Dossier Cthulhu, capace di rendere giustizia sia alla prodigiosa capacità deduttiva del detective creato da Sir Arthur Conan Doyle sia agli inesplicabili orrori che regolano l’universo ideato da H.P. Lovecraft. Ma quello in cui Lovegrove riesce con particolare bravura è piegare al suo racconto la storia letteraria di Sherlock Holmes. Profondo conoscitore dell’opera di Conan Doyle, l’autore ha una giustificazione per ogni piccola sbavatura al canone. Riscrive, come in un puzzle, i dettagli che occorrono a rendere credibile la sua storia. Senza la minima forzatura, Sherlock Holmes cede all’occulto senza però perdere il suo ferreo razionalismo. Lo stesso succede agli altri personaggi creati da Conan Doyle che vengono trasferiti in un mondo del tutto inedito, senza che per questo smettano di essere riconoscibili.

Strigarium i delitti del noce | SherlockMagazine


Su SherlockMagazine la recensione di Fabio Lotti a Strigarium, i delitti del noce, romanzo di Luigi Boccia e Nicola Lombardi uscito per “Il Giallo Mondadori” di questo mese. Un estratto:

Non la faccio lunga. Data la variegata complessità del libro, butto giù all’impronta le sensazioni ricavate dalla lettura. Trattasi di un excursus storico delineato con grande perizia in stretta alchimia con la creatività, la fantasia e l’immaginazione. Un impasto bene amalgamato di verità e finzione, voci, ombre, mistero, visioni, sussurri, fremiti, paura, riti diabolici, stregoneria e il marcio che si annida anche in certi ambienti della chiesa. Passaggi veloci da una situazione all’altra, capitoletti brevi alternati a certi più lunghi, alternanza anche di luoghi e personaggi delineati con tocchi sapienti tali da restare impressi nella memoria. E poi la ricerca del famoso Noce, l’Oracolo delle streghe, la lotta per l’Oracolo, la cerimonia dell’Oracolo, un libro ritrovato, lo Stregarium, davvero importante, un messaggio lasciato dall’impiccato e altri decisivi tasselli tutti tesi a formare il quadro sempre meglio delineato dentro un’atmosfera inquietante e brividosa.
Comunque per Flaviano, dopo aver parlato con chi di dovere e osservato attentamente gli ambienti in cui si sono svolti certi fatti, bisogna entrare nei sotterranei del monastero. E’ qui che, secondo il suo intuito, scopriremo la verità. Ma quale?…

Una piacevolissima lettura.

Strigarium: i delitti del noce | SherlockMagazine


Su SherlockMagazine la segnalazione di Strigarium: i delitti del noce, romanzo a quattro mani di Luigi Boccia e Nicola Lombardi, uscito questo mese per Il Giallo Mondadori. La quarta:

Anno Domini 1678. Luoghi impervi e selvaggi circondano la città di Benevento. Dominio dei lupi e dei briganti, e di un culto pagano in adorazione di un turpe albero di noce cui vengono tributati sacrifici di natura diabolica. Qui la superstizione è profonda come il buio, e chi possiede studio e disciplina non crede nelle fole e nelle storie popolari, che proliferano dove alligna la malattia mortale dell’ignoranza. Ma è meglio non attardarsi in questi boschi quando cala la notte. Ne è consapevole Flaviano Altobrandini, inviato dal pontefice con il suo assistente Jacopo da Cornedo a indagare su un massacro di frati e sugli innumerevoli casi di bambini rapiti. Come primo passo si dovrà procedere all’interrogatorio di una giovane pagana che, rinchiusa nelle carceri, nemmeno le torture dell’Inquisizione hanno indotto a parlare. Tuttavia sul cammino investigativo di messer Flaviano si frapporranno il suicidio di un religioso avvenuto in circostanze sospette e il rinvenimento di un oscuro manoscritto. Elementi forse collegati in un unico disegno, dimostrazione plastica del fatto che, quanto più l’uomo vuole elevarsi verso la luce, tanto più tende verso l’abisso.

Oscar Mondadori Vault presenta “I miti di Cthulhu” | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di I miti di Cthulhu, opera di Alberto Breccia e HPLovecraft in uscita per Oscar Mondadori Vault che indaga approfonditamente il mondo autoriale del Solitario, un libro fatto di incubi e visioni, capace di abbagliare squarciando l’oscurità racchiusa nel cosmo e nel cuore dell’uomo.

Il perturbante universo nato dalla fantasia di H.P. Lovecraft trova la sua perfetta traduzione visiva nel magistrale bianco e nero di Alberto Breccia. Un capolavoro della nona arte che dalla prima uscita, nel 1974, non smette di affascinare e inquietare i lettori. Una pietra miliare del fumetto internazionale, assente dalle librerie italiane.
Solo il maestro argentino ha saputo rendere figurativamente l’orrore di Lovecraft, dando ai mostri innominabili dello scrittore di Providence delle forme instabili e inafferrabili, così come emergevano dai racconti. Un libro maledetto quello di queste storie in cui Breccia ha messo a frutto tutte le tecniche possibili del disegno. Maledetto perché introvabile, maledetto perché mai stampato nel modo giusto.
Questa è la prima edizione completa dell’intero ciclo, stampato con i criteri di un libro d’arte: riproduzione dagli originali (tranne per una storia le cui tavole sono ormai perdute), stampa in due toni di grigio per dare più profondità al disegno, utilizzo della modalità retino stocastico, lo stesso della stampa d’arte.

Il Professionista: obiettivo sconosciuto | ThrillerMagazine


Su ThrillerMagazine la segnalazione dell’ultimo romanzo del purtroppo compianto Stefano Di Marino, che appare ora nella collana Segretissimo di Mondadori.

Chance Renard ricorda chi è e, soprattutto, ricorda chi ha causato il gravissimo trauma che per mesi gli ha cancellato la memoria. Ora cerca vendetta, ma per compierla deve rivivere una drammatica missione in una Hong Kong agitata dai disordini sociali e ancora sconvolta dagli effetti della pandemia. Il suo obiettivo è la definitiva distruzione di Vorachek, il capo delle operazioni del Progetto Loki. Ma è davvero così? Seguendo una traccia che lo porta in Africa, in Ungheria e nell’arcipelago delle Ebridi, il Professionista si trova una volta di più a intrecciare una guerra personale con una complessa vicenda nella quale il suo stesso nemico deve combattere per la sopravvivenza all’interno della sua organizzazione. Tra alleati vecchi e nuovi, Chance si inoltra in un territorio infido dove, prima della fine, lo aspetta una rivelazione in grado di sovvertire ogni pronostico.

Killer Elite: bersaglio di notte | ThrillerMagazine


Su ThrillerMagazine la segnalazione dell’uscita di Killer Elite: bersaglio di notte, romanzo di Stefano Di Marino uscito per Segretissimo di Mondadori. La quarta e l’incipit del romanzo:

Max Costello, l’Eliminatore noto come Mezzanotte, segue una pista che lo porta nel Myanmar sconvolto dalla guerra civile. Il suo obiettivo: scoprire la verità sul complotto che ha scatenato un conflitto interno all’Aquila, organizzazione criminale globale più potente di qualsiasi servizio segreto. Presto la traccia lo guida fino a Istanbul dove Iris, la Mediatrice, ricopre un ruolo fondamentale per il controllo di un gruppo commerciale legato all’organizzazione. Al di là di ogni previsione si trova alleato di Patrizia Manni, la poliziotta dell’Interpol che gli dà la caccia. Patrizia conduce da Stoccolma alla Turchia un’inchiesta che la costringerà a una scelta difficile. Contro di loro si schierano l’Angelo, anima nera dell’Aquila, e una squadra di infallibili sicari.

Tredici Familiae romane, ai tempi del massimo splendore dell’impero, videro qual era la Strada e scelsero di agire. Crearono un regno sotterraneo del quale scrissero le regole nel fuoco. Per riconoscersi scelsero il simbolo delle legioni; l’Aquila. Quando l’impero crollò, si dispersero, scomparvero nei monasteri, celarono i loro volti, stabilirono alleanze con i pagani, alimentarono i barbari e armarono gli infedeli. Sostennero la Chiesa senza che questa se ne rendesse conto e, quando tornarono i regni, ne furono gli oscuri burattinai.
Per secoli l’Aquila ha dominato il mondo sotterraneo, corrompendo, minacciando, eliminando ogni avversario. Ammassando enormi fortune. Ha creato vincoli e legami che nessuno osa sciogliere o tradire. La sua forza risiede nell’invisibilità. Grandi potenze, servizi segreti e forze di polizia ne ignorano l’esistenza. La malavita si inchina senza fiatare.
Al vertice ci sono Senatori e Strateghi, seguono poi categorie di uomini e donne che servono un fine senza conoscerne l’esatta natura.
Per far rispettare le regole furono creati gli Eliminatori. Assassini addestrati, implacabili e infallibili.
Tra questi ce n’è uno di cui tutti sussurrano, ma che nessuno ha mai visto. Una leggenda oscura.
Un uomo chiamato Mezzanotte.

Holmes e i diavoli del Sussex | SherlockMagazine


Su SherlockMagazine la segnalazione di un apocrifo holmesiano, con l’intreccio lovecraftiano che a me piace tanto… Holmes e i diavoli del Sussex, di James Lovegrove, in uscita per Giallo Mondadori Sherlock; la quarta:

Alle opere letterarie del dottor Watson il mondo intero deve la convinzione che un’atmosfera di quiete e serenità, tutt’al più venata di malinconia, pervada il ritiro di Sherlock Holmes nella campagna del Sussex. Ma l’immagine bucolica del meritato riposo dell’investigatore, dedito all’apicoltura e alla redazione di monografie nel suo podere sul mare, risulta lontanissima dal vero. È l’autunno del 1910 e tre lustri sono passati da un epico scontro con entità ultraterrene che si protrae sotto la superficie delle cose, riaffiorando per occasionali schermaglie. Al fido biografo del detective non riesce troppo difficile camuffare, nei resoconti delle indagini che tanto appassionano i suoi lettori, certi risvolti soprannaturali che, se divulgati, sconvolgerebbero la nazione. Il suo indiscusso talento di narratore non saprebbe tuttavia celare sotto parvenze ordinarie gli eventi che si preparano nella cittadina di Newford. Da secoli si racconta che là creature anfibie emergano di notte dall’acqua per aggirarsi in cerca di prede, e la scomparsa di tre giovani donne sembra suffragare il folclore locale, tanto che Holmes non esita a vestire ancora una volta i panni del paladino della ragione in vista della battaglia finale contro un’empia divinità. Perché alle soglie di un conflitto catastrofico tra le potenze europee è da tempo scoppiata un’altra guerra. Una guerra infernale. Una guerra cosmica.

Sherlock Holmes – Indagini fuori Londra | SherlockMagazine


Su SherlockMagazine la segnalazione della terza antologia, in uscita per Giallo Mondadori, di apocrifi sherlockiani, a cura di Luigi Pachì. Il titolo della pubblicazione è Sherlock Holmes – Indadigini fuori Londra; questa è la quarta.

Il salotto al 221B di Baker Street e le nebbiose vie della metropoli,le austere dimore aristocratiche, i sordidi tuguri dei bassifondi. Sono gli scenari impressi nell’immaginario collettivo per ogni avventura di Sherlock Holmes che si rispetti. Eppure esiste materia degna della sua attenzione anche nel mondo esterno, oltre i confini della capitale. Qui Holmes non risolverà casi comodamente seduto nella sua poltrona, davanti al camino scoppiettante. Al mattino la signora Hudson non servirà una sostanziosa colazione, per la gioia del dottor Watson. E l’ispettore Lestrade non offrirà il suo maldestro contributo proponendo come di consueto soluzioni errate. In questi luoghi lontani, dal Lake District alle Highlands, da Parigi a Davos fino alla Toscana, tra una battuta di caccia nella campagna inglese e un viaggio a bordo di un treno di lusso, ogni procedura investigativa apparirà più ardua, ogni mistero più fitto, proprio perché mancheranno i punti di riferimento e tutto sembrerà nuovo e inaspettato. Ma il grande segugio sa bene che a qualsiasi latitudine i meccanismi del crimine non cambiano, edunque il suo metodo per analizzarli si dimostrerà efficace come nei più familiari ambienti londinesi. Leggere per credere.

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