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Archivio per Mondadori

Non solo Dune: ecco il drago di Frank Herbert | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di un’uscita editoriale per Urania Mondadori in libreria: Esperimenti e catastrofi, un compendio di romanzi di Frank Herbert, l’autore di Dune. La quarta:

La folle utopia di uno scienziato creatore di una civiltà tanto perfetta quanto mostruosa. Un mondo arido e velenoso, palcoscenico di un esperimento psicologico planetario. La sete di vendetta di un genio impazzito che diffonde sulla Terra un virus in grado di sterminare la specie umana. Dal creatore del mondo di Dune, tre romanzi apocalittici sui limiti che l’uomo non dovrebbe mai superare. All’interno: L’alveare di Hellstrom, Esperimento Dosadi e Il morbo bianco; i tre romanzi mettono in scena scenari apocalittici ed esplorano i temi come la sopravvivenza umana, la religione e i limiti che la scienza non dovrebbe oltrepassare. I protagonisti dei tre romanzi mettono in atto progetti ambiziosi e pericolosi in un mondo dove distinguere “buoni” e “cattivi” è sempre più arduo.

Una nota personale: non posso che gioire per queste continue uscite editoriali di Urania in libreria in formati maxi, ne giova tutto il genere e tutto ciò grazie alla lungimiranza di Franco Forte e di tutta la sua redazione. Great!

Questo passato potrebbe diventare il nostro futuro? | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di Electric state, romanzo atipico a metà strada tra un libro, una graphic novel e un fumetto, di Simon Stålenhag.

Electric State è un’opera affascinante, un romanzo illustrato in cui l’arte introduce in modo mirabile la narrazione. Le immagini mostrano delle istantanee di viaggio che prendono subito il sopravvento sul testo fornendo un punto di partenza visivo all’immaginazione del lettore. Simon Stålenhag è stato in grado di far lavorare insieme figure e parole in modo diverso da quello che è possibile trovare in un comune libro illustrato o in un graphic novel. Il risultato raggiunto dall’artista è ben superiore alla semplice somma delle sue parti: una corposa raccolta di cartoline postapocalittiche oltremodo coinvolgente. La storia è intrigante e trasmette un senso di spaesamento e mistero che cattura l’attenzione e descrive perfettamente ciò che si vede. Il testo è rarefatto, più una cronaca che un romanzo propriamente strutturato e probabilmente senza le immagini non sarebbe stato altrettanto efficace. La trama e la caratterizzazione, estremamente sottili, funzionano evocando impressioni e risposte emotive in chi le osserva, presentando, al tempo stesso, i retroscena di quel mondo morente. I disegni di Stålenhag, ispirati all’arte paesaggistica e faunistica dei più importanti pittori svedesi (Gunnar Brusewitz, Lars Johnsson) e americani (Edward Hopper, Andrew Wyeth), riprendono la concept art futuristica e fantascientifica di artisti cinematrografici del calibro di Syd Mead (Blade Runner, Tron, Aliens, Star Trek) e Ralph McQuarrie (Guerre stellari, Galactica, E.T., Cocoon). Nel 2019, Electric State è entrato, a buon diritto, nella rosa dei finalisti agli Arthur C. Clarke e Locus Awards, non riuscendo, sfortunatamente, ad aggiudicarsi alcun premio.

Il testo racconta il viaggio della giovane Michelle e di Skip il suo robot, mentre si dirigono a ovest verso la costa del Pacifico, attraversando un’America ucronica lacerata dalla guerra civile e dagli orpelli di una realtà virtuale militare autodistruttiva. Lungo il loro percorso s’imbattono in colossali navi da guerra che si profilano all’orizzonte come irraggiungibili vette metalliche e in decine di cadaveri d’individui a tal punto dipendenti dalla VR da essere morti ancora connessi ai loro visori. Ambientata nell’America degli anni Novanta, la storia mescola nostalgia e fantascienza in un cocktail accattivante. La visione di un 1997 alternativo e postapocalittico, che descrive e ripercorre luoghi ed eventi tra il deserto del Mojave e la California, è inquietante. Le parole si susseguono alle immagini correndo su due tracce. La prima è una sorta di cronaca dei principali avvenimenti riguardanti gli Stati Uniti in quei terribili anni: la nascita di una nuova tecnologia chiamata Sentre, sviluppata dai militari per combattere una guerra sanguinosa e il suo successivo utilizzo nel settore dell’intrattenimento con effetti irreversibili e devastanti per la popolazione. L’altra traccia, quanto mai coinvolgente, è un diario di viaggio: la storia di Michelle, una ragazza di 19 anni che, con un fucile da caccia, un’auto rubata e un piccolo robot, cerca di farsi strada attraverso un mondo sconvolto, in declino e totalmente militarizzato. Intende dirigersi verso San Francisco, o ciò che ne rimane, per recuperare qualcosa o qualcuno che per lei è molto importante. Michelle racconta il suo percorso a tappe, poche centinaia di parole alla volta, registrando minuziosamente le proprie sensazioni, impressioni ed emozioni. Lentamente il suo passato, le ragioni del viaggio, il rapporto con il robot che l’accompagna, si sciolgono in voci e immagini ormai quasi completamente dimenticate.

Quattro chiacchiere su Bas | ThrillerMagazine


Su ThrillerMagazine un’intervista a Stefano Di Marino e al suo ultimo L’amante di Pietra, Giallo Mondadori di un personaggio seriale, che già ho amato: Bas. Un estratto:

L’idea di scrivere gialli mi solleticava da parecchio. In realtà ho cominciato seriamente a considerarla intorno alla metà degli anni 2000. Già da parecchio però ero appassionato di due formule narrative tipicamente italiane in questo filone che non ha (o non si pensa che abbia) una declinazione nostrana. Per dirla tutta, come anche dicevo in una introduzione al volume antologico del Giallo Mondadori Il mio vizio è una stanza chiusa (2009), ritengo che la radice del giallo italiano (non il nero che è cosa differente) abbia una radice più cinematografica e televisiva che letteraria.

Per inciso di gialli in Italia se ne è sempre scritti ma pochi hanno avuto la forza di attirare un grande pubblico, appassionandolo e perché no?, spaventandolo. Al cinema invece siamo stati maestri. Il genere che si chiamava Italian Giallo che ha radici negli anni ’60 (La ragazza che sapeva troppo) e ha raggiunto una sua piena maturità con Dario Argento ma anche con i lavori di tanti bravi artigiani del cinema, da Sergio Martino a Umberto Lenzi ad Aldo Lado solo per citare quelli che ho conosciuto di persona (ciao Aldo!) ha fatto scuola nel mondo.

Da anni ne ero un cultore e con la diffusione di VHS e DVD ne sono diventato anche raccoglitore. E insieme a quei film ho recuperato anche una serie di sceneggiati italiani degli anni ’70, che è più o meno lo stesso periodo dei film argentiani ma, considerando che era un prodotto TV, si trattava di storie dove la suspense aveva la meglio sul sangue. Tutte cose interessantissime e molto “italiane”.

Se per esempio guardo gli sceneggiati che il mio amico Biagio Proietti riscriveva dai teleplay di Durbridge, non posso fare a meno di notare una vena creativa italiana che ci fa solo onore. Con quegli spettacoli ero cresciuto e, anche se fino ad allora mi ero orientato verso l’avventura, sentivo una pulsione a cimentarmi in quel campo. Mi rincresce dirlo ma l’editore che avevo ai tempi per la libreria rifiutò tutti i progetti, compreso Gangland (e poi abbiamo visto come è andata), e anche questo non lo volle neanche leggere dicendo… che ero in grado di parlare delle nuove tecniche di combattimento ma una storia di suspense non avevo le capacità di raccontarla. Ok, volevano farmi fuori e colpivano dove faceva male. Io però incassavo bene.

Continuai a nutrirmi di tutte le storie che potevo con l’idea che qualcosa poi sarebbe germinato. Il palazzo dalle cinque porte è stato concepito intorno al 2007 come prima ipotesi. Poi l’ho effettivamente scritto nel 2008 e l’ho tenuto lì per diverso tempo perché non riuscivo a farmi leggere da nessuno. Per prima cosa avevo stabilito una regola. L’eroe sarebbe stato diverso dal Professionista. E di certo non un commissario. Volevo un personaggio carismatico, affascinante che piacesse al pubblico del Giallo che, per esperienza, so prevalentemente femminile. L’immagine la costruii su un eroe dei fumetti francesi che leggevo in quegli anni, ma era una immagine iconica. Alto, distinto con una mosca di barba. Un uomo colto e raffinato, non un legionario. Decisi che non avrebbe sparato mai neanche un colpo.

Dal 12 novembre in libreria i tre volumi di Titan EYMERICH, il ciclo completo e annotato dell’inquisitore – Eymerich.com


Da oggi sono disponibili in libreria i volumi che raccolgono i romanzi sull’inquisitore Eymerich, saga scritta dal magister Valerio Evangelisti; l’editore è ovviamente Mondadori! Dal sito di Evangelisti copio e incollo:

In tre lussuosi volumi l’intero ciclo di Eymerich, composto da tredici romanzi (vi è stato aggiunto Metallo urlante, per il racconto Venom), a cura di Alberto Sebastiani. Questa la presentazione dell’editore:

Nicolas Eymerich, l’inquisitore generale d’Aragona creato dalla penna di Valerio Evangelisti e protagonista di un ciclo di romanzi che fondono fantascienza, poliziesco, thriller, romanzo storico, gotico e horror, è un integralista determinato a reprimere quanto si oppone all’unico ordine che ritiene concepibile, quello della Chiesa. Lo fa con ogni mezzo, ed è pronto a distruggere tutto ciò che non si omologa alla sua visione del mondo. Non vuole sconfiggere i suoi avversari – si tratti di creature mostruose fantastiche, come zombie, golem o lupi mannari, oppure di ribelli all’ideologia, gli eretici. Vuole annientarli. E con loro eliminare il ricordo, ogni traccia della loro esistenza, cancellare i loro simboli, bruciare i loro libri. Eymerich conosce bene il dettato del Grande Fratello orwelliano secondo cui «chi controlla il passato controlla il futuro, chi controlla il presente controlla il passato». E anch’egli vuole imporre il proprio immaginario, la propria visione del mondo su ogni pensiero divergente. La Storia sembra dargli ragione. Eppure la disobbedienza persiste.

Con l’occasione, Mondadori ripubblica a sé anche Metallo urlante, un caposaldo della letteratura fantastica italiana.

In libreria in autunno il nuovo romanzo di Valerio Evangelisti: 1849. I GUERRIERI DELLA LIBERTA’ – Eymerich.com


Sul sito di Valerio Evangelisti la segnalazione dell’imminente suo nuovo romanzo in uscita: 1849, i guerrieri della libertà. Di cosa si tratta?

Pochi lo sanno ma nell’autunno del 1848 gio­vani in ogni parte d’Italia lasciarono lavoro e famiglie e si misero in marcia, destinazione Roma. Andavano a difendere l’insurrezione popolare che da lì a pochi mesi avrebbe vi­sto nascere la Repubblica Romana, crocevia di idee democratiche e diritti civili quasi im­pensabili per la società del tempo. La quotidianità di quella manciata di mesi fu però molto lontana dalla retorica con cui certa Storiografia oggi li restituisce.

Le strade in cui si batterono Mazzini, Gari­baldi e Mameli erano ingombre di spazza­tura e povertà, e con l’arrivo dei volontari si gonfiarono di grandi afflati e ancor più gra­tuiti assassini. A cavalcare la rivolta ci fu­rono in pari misura eroi e banditi, visiona­ri e faccendieri, gente di pistola, di mano e di coltello ma anche tante persone semplici, sprovveduti idealisti che rischiarono la vita inconsapevoli del ruolo che stavano avendo nella Storia. Proprio come Folco, immaginario panettie­re che arriva a Roma alla vigilia dei tumul­ti e diventa testimone di ogni più turpe ne­fandezza l’uomo sia capace ma anche di ogni suo più elevato slancio. E così, mentre fuori dalla città tuonano i cannoni della re­staurazione, e il passato cerca di soffocare il presente per disinnescare il futuro, Folco si rende conto che, pur non capendo fino in fondo quel che succede intorno a lui, respi­ra un’aria nuova, la sensazione, mai prova­ta, di fare parte di qualcosa di pulito…

Diamine, non vedo l’ora di leggerlo, sto davvero friggendo d’impazienza.

Strani Mondi, il Millemondi tutto italiano di Urania | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com, nell’ambito del numero 209 di Delos, c’è da leggere lo special dedicato all’Urania Strani Mondi, antologia di SF italiana, con un breve riassunto dei racconti presenti; inoltre, la bella intervista a Franco Forte, editor della collana e sostenitore dell’iniziativa, aiuta a vedere gli orizzonti futuri della SF italica, con Mondadori in prima linea per la promozione del genere e degli autori che, forse, hanno acquisito il giusto senso di professionalità. Un estratto dall’intervista a Forte:

Come e quando è nata l’idea di realizzare quest’antologia?

Da tempo sto cercando di dare sostegno alla narrativa italiana di fantascienza, pubblicando i nostri autori quando mi è possibile (in Urania e non solo), cercando di puntare alla qualità come “grimaldello” per scardinare la diffidenza verso gli scrittori del nostro paese da parte dei lettori di science fiction (soprattutto quelli di Urania). Il primo tentativo di un certo spessore in questo senso l’avevo fatto nel 1998, quando insieme a Giuseppe Lippi mi occupai di curare il primo Millemondi tutto italiano. Da allora di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia, e dunque mi sembrava arrivato il momento di riproporre quell’esperimento nell’ambito di Urania, non tanto per fare l’ennesima antologia di nostri autori, quanto per cercare di porre le basi per qualcosa di duraturo, che possa diventare un appuntamento di valore per tutti gli appassionati. La mia intenzione, infatti, è quella di dare vita a una raccolta annuale di racconti di fantascienza italiani nell’ambito di Urania (sul Millemondi, o magari su Urania Jumbo, che mi darebbe la possibilità di pubblicare un numero maggio di autori… ma questo lo vedremo in corso d’opera), pubblicando gli scrittori che mi sembrano in grado di proporre le storie più interessanti e al passo con i tempi.

Come è cambiata, a tuo avviso, la fantascienza italiana, dall’uscita di quel primo Millemondi tutto italiano (intitolato “Strani Giorni”)?

Direi che è maturata molto. E soprattutto è uscita dal piccolo ghetto formato dai soliti quattro amici che si pubblicavano incensandosi a vicenda e che litigavano per ogni sciocchezza con gli altri gruppetti in cui tutto il mondo del fandom era suddiviso. Adesso si è più aperti verso i “colleghi”, si provano di continuo nuove strade, si sta raggiungendo una maturità stilistica e strutturale, nelle opere che si scrivono, che mi ricorda il percorso fatto qualche lustro fa dagli autori di giallo, che lavorando bene tutti insieme sono riusciti a sdoganarsi e liberarsi dalle ghettizzazioni, per arrivare oggi a essere gli autori più venduti e celebrati. Chissà, magari fra qualche anno toccherà agli autori di fantascienza…

I Miti di Cthulhu: in arrivo il volume sui precursori e continuatori dei miti


Su HorrorMagazine la segnalazione del prossimo arrivo in libreria di  I Miti di Cthulhu, tomo Mondadori dedicato al Solitario e ai suoi precursori ed eredi, visto che la caratteristica della pubblicazione è proprio l’indagine sul prima, durante e dopo Lovecraft.

Molti i nomi coinvolti nel volume, tra questi cito liberamente E.A. Poe, Ambrose Bierce, Algernon Blackwood, Arthur Machen, Lovecraft stesso, Clark Ashton Smith, Robert Bloch, Ramsey Campbell, Colin Wilson, Giulio Leoni, Errico Passaro e tanti altri; un libro imperdibile, da avere senza se e  senza ma.

Delitti al museo: intervista agli autori | SherlockMagazine


Su SherlockMagazine l’intervista agli autori di Delitti al museo, Giallo Mondadori di questo mese, con al suo interno racconti di autori del calibro di Stefano Di Marino. Incollo qui sotto la parte di Stefano:

Torna Bas Salieri, il ricercatore dell’occulto nato nel 2014 dal romanzo Il Palazzo dalle cinque porte: con tre romanzi e due racconti, quanto ti sei affezionato a questo tuo nuovo personaggio?

Moltissimo, perché era un esperimento, la voglia di creare un personaggio che fosse l’antitesi di Chance Renard, il Professionista. Uno che non doveva sparare neanche un colpo, un raffinato, un seduttore. E poi ne è uscita una serie di successo.

In quale mistero troveremo, stavolta, Bas Salieri?

In questa avventura siamo sempre in Italia, a Napoli, chiaramente in un ambiente che richiama il meglio dell’Italian Giallo con una sfumatura più moderna e un pizzico di perversione. E, nel 2020, ci aspetta il romanzo lungo L’amante di pietra dove veramente ne vedrete di incredibili.

Intanto in edicola “Segretissimo Special” presenta una tua storica antologia: Professional Gun. Come la presenteresti a chi non ha avuto il piacere di conoscerla all’epoca?

Un volume da collezione. Presenta non solo tutta la varietà di temi che si trovano nel Professionista ma anche di più. Sono tre romanzi brevi e tre racconti. In particolare ne Il luparo ho avuto modo di scrivere un vero noir tropicale, con una sfida tra due killer che un po’ mi ricorda molti polar francesi che ho amato moltissimo. Poi c’è l’inedito, Vulkan, che è un omaggio allo Sniper di Sergio Altieri che qui è associato al Professionista in una battaglia nelle Filippine.

Ma sei attivo anche in altri campi…

Sì, lo confesso. Ho una grandissima passione per il cinema e le arti marziali per cui mi sono lanciato in una nuova versione della mia guida al cinema di arti marziali, che riprende un po’ Dragons Forever da tempo esaurito. La Guida al cinema di arti marziali arriva sino ai giorni nostri e alle ultime tendenze. ed è illustratissima. una chicca per appassionati, targata Odoya.

Delitti al museo | ThrillerMagazine


Su ThrillerMagazine la recensione al Giallo Mondadori di questo mese, che contiene un po’ di racconti che m’intrigano, su tutti quello di Stefano Di Marino, che reinterpreta ancora Bas Salieri, già letto nel Palazzo dalle cinque porte. Un estratto:

Ovvero al museo archeologico nazionale di Napoli…

Mann-Hunter di Romano De Marco

Napoli, 29 agosto 2018. Una bella coppia: il colonnello Salvatore “Sacha” De Rosa e la fidanzata Ludovica Mazzotta di Milano, insegnante di storia dell’arte. In visita al museo archeologico nazionale. Colpo d’arma da fuoco e urla assordanti. Un uomo ucciso, ovvero Rudolph Schenker di Berlino. Caccia all’assassino con l’aiuto del Vicequestore Esposito. Tutto si concluderà nella sala numismatica. Bello il museo ma la pizza è sempre la pizza. Parola di Salvatore. Movimento, sorriso e ironia.

Il fauno di cenere di Stefano Di Marino

Qui ritroviamo un personaggio caro allo scrittore e ai lettori, ovvero Sebastiano “Bas” Salieri, ricercatore dell’occulto. Chiamato a Napoli da un suo amico per una questione delicata e ritrovato morto sgozzato nella sua villa, ovvero all’interno di una sorta di cripta “rifugio delle passioni segrete” del medesimo e di sua moglie che viene accusata dell’omicidio. Indagine affascinante e brividosa (con il contributo telefonico dell’assistente Zaira) tra riti sacrificali, sesso bizzarro, passaggi segreti e una importante statuetta bruciata. Ma ciò che sembra non è.

L’odore del disprezzo di Andrea Franco

Napoli 1846. Subito l’odore del disprezzo che emana dall’uomo che si autoaccusa dell’omicidio. E’ ciò che “sente” monsignore Attilio Verzi dotato di questa particolare “dono”. Un assassinio avvenuto al museo archeologico della città con un grosso pugnale risalente al 1 secolo dopo Cristo. Tutto sembra facile. Troppo facile. Il colpevole c’è già. Ma per Attilio Verzi qualcosa non quadra…Un viaggio all’interno dell’uomo e sul senso della vita.

Il rovescio della medaglia | ThrillerMagazine


Su ThrillerMagazine la segnalazione dei 90 anni del Giallo Mondadori, compleanno festeggiato con una riedizione di un romanzo di Ellery Queen che comparve nel 1953 come numero 1 della neonata collana Serie Gialla, allora edita da Garzanti. Auguri, Giallo Mondadori!

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