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Chris Shape ft. Su Eko – Bela Lugosi’s Dead (Official Video)


Una cover di un famosissimo brano gothic per rendere omaggio a un famosissimo film chic & dark, il desiderio che prende vita in forme morboelettriche.

The End, Blue Sky Studios saluta e se ne va | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione di un addio che la dice lunga sulla rapacità del Mercato, ed è un simbolico segnale contro le distopie aziendali delle multinazionali, covi di predoni rapaci: ne parla Emanuele Manco.

Negli ultimi giorni di Blue Sky Studios, un piccolo team di artisti si è riunito per realizzare un ultimo cortometraggio. In The End, scopriremo finalmente se lo scoiattolo Scrat, mascotte di Blue Sky, riuscirà ad afferrare e mangiare la sua ghianda, inseguita dai tempi del primo film prodotto da Blue Sky, L’Era Glaciale, del 2002.
Blue Sky Studios, nata come divisione della 20th Century Animation, è stata chiusa dopo l’acquisizione della Fox da parte della Disney. Era riuscita nella sua breve storia a competere con la Disney con i film delle saghe de L’Era Glaciale e Rio, tra gli altri. Quest’ultimo corto è stato presentato dagli animatori con la seguente chiosa: “Questo corto è un addio, un commiato alle nostre condizioni”.

Doctor Strange: il film di Sam Raimi sarà vietato ai minori di 13 anni | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di qualcosa che non è nelle mie corde – storie sui supereroi – che però ha alcuni passaggi sul trascendente che mi sembrano davvero niente male: parliamo del film Doctor Strange nel Multiverso della Follia, di Sam Raimi, interpretato da Benedict Cumberbatch. Vi lascio al trailer:

Stati di allucinazione – Axis ✵ Mundi


Su AxisMundi un lungo articolo che analizza il film “Stati di allucinazione”, di Ken Russell, in cui il protagonista era William Hurt, recentemente scomparso. Vi lascio a un estratto che chiarisce bene verso quale parte si è indagato:

Ispirato alla vita del ricercatore e psichiatra statunitense John LilllyAltered States racconta la storia del professore di medicina Eddie Jessup (William Hurt), che insieme al collega e amico Arthur conduce alcuni esperimenti sugli stati alterati di coscienza usando una vasca di deprivazione sensoriale, ovvero un ambiente isolato che gli permetta di ottenere la completa assenza di percezioni esterne: isolando ogni elemento di distrazione Eddie intende compiere un viaggio esplorativo negli abissi della propria coscienza e del proprio traumatico passato. Nel frattempo, durante una festa a casa da Arthur, quest’ultimo gli presenta Emily (Blair Brown), una studiosa di medicina molto rinomata nel suo ambiente che diventerà, dopo qualche resistenza iniziale, sua moglie. Eddie però è troppo preso dalle sue ricerche e, dopo due anni di matrimonio e altrettanti figli, i due si separano. Nel frattempo Eddie incontra un altro collega che lo invita a prendere parte alle sue ricerche in Messico, dove da qualche anno ha iniziato a studiare a livello scientifico l’utilizzo di alcuni funghi allucinogeni da parte degli sciamani della zona, discendenti dagli antichi Toltechi, i quali si dicono convinti che tale utilizzo possa conferire agli assuntori la capacità di perlustrare a fondo la propria coscienza e di scandagliare una sorta di memoria ancestrale collettiva. Partito alla volta delle giungle mesoamericane, Eddie prova sulla sua pelle l’esperienza psichedelica e la sua vita cambia per sempre. Una volta ritornato in patria, entusiasta dell’esperienza occorsagli, continua i suoi esperimenti assumendo la droga all’interno della vasca di deprivazione sensoriale, spinto dalla convinzione che gli atomi di ogni singolo essere umano abbiano in realtà milioni di anni e che ogni singolo individuo abbia insita dentro la propria coscienza l’intera storia ancestrale del cosmo, dal Big Bang ad oggi.

Questi esperimenti tuttavia si spingono troppo oltre e durante uno di questi qualcosa va storto: Eddie viene estratto esanime nella vasca di deprivazione sensoriale da Arthur e per quattro ore, a causa di un’improvvisa afasia, non riesce a pronunciare una singola parola. Le lastre dimostreranno poi che per la durata dell’esperimento la sua struttura genetica era mutata momentaneamente — precisamente aveva sviluppato in modo inspiegabile una sacca laringea, atavismo tipico dei primati. I suoi colleghi pensano che qualcosa di terribile si stia manifestando e fanno di tutto per porre fine agli esperimenti, ma Eddie prosegue imperterrito le sue ricerche nottetempo per aggirare i loro controlli. Durante l’ennesimo esperimento si trasforma addirittura in un primate e, dopo aver ucciso una capra e una guardia notturna dello zoo cittadino, si addormenta in una gabbia per poi risvegliarsi nudo e con pochi confusi ricordi la mattina successiva. È chiaro a tutti che Eddie si è spinto troppo oltre e che, continuando i suoi esperimenti, rischia di mettere in serio pericolo la sua stessa vita. Nel mezzo dell’ennesimo esperimento egli si trasfigura addirittura nella “materia prima” del cosmo, cioè nel cosiddetto protoplasma, sperimentando traumaticamente una completa disintegrazione della propria individualità: in una visione totalizzante e terrifica egli vede il Caos supremo — e terribile nella sua abnormità — dell’universo al momento iniziale del Big Bang e capta un grido di disperazione proveniente dagli abissi cosmici che gli fa comprendere come solo l’amore possa dare un senso a una realtà altrimenti vacua e priva di significato. Il film si conclude con l’immagine di Eddie e la moglie Emily riappacificati e uniti in un abbraccio cosmico.

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Fields Of The Nephilim guitar demo – DawnRazor, Elyzium style + Aleister Crowley “At Sea” live, rare


Come sarebbe una rivisitazione dello stile dei vecchi FieldsNephilim? Qualcosa del genere, probabilmente, con l’addizione di Hardware, the movie

La lista dei 20 film più inquietanti di tutti i tempi, secondo Reddit | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di una curiosa classifica: i 20 film più inquietanti di tutti i tempi, secondo Reddit. Molti titoli famosi, vi anticipo che ci sono pellicole conosciute e altre meno, ma v’invito a spulciare l’elenco come le carte a una partita di poker.

Voyage of Time – Il cammino della vita | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la recensione a Voyage of Time, film di Terrence Malick sulla genesi della vita e del ruolo che gli elementi hanno avuto, mettendo in infimo ordine l’apporto umano. Un passo della rece:

L’opera priva di dialogo se non per una sporadica voce over di commento affidata a Cate Blanchett, è la versione estesa della terza macrosequenza, quella dedicata alla cosmogonia dal big bang alla scomparsa dei dinosauri, di The Tree of life.

Voyage of Time – Il cammino della vita mostra, attraverso sequenze che fondono in maniera lirica ed emozionante immagini reali e digitali, l’evoluzione dell’universo, dal formarsi della vita sulla Terra fino alla comparsa dell’uomo. Malick parte dal macro con sequenze straordinarie di ammassi di materia stellare che diedero origine alle galassie, ma anche il micro mostrando batteri ed esseri cellulari che, in un brodo primordiale, diedero inizio alla vita sul nostro pianeta. Da qui l’evoluzione che ha portato i pesci a lasciare gli oceani e imparare a respirare, l’estinzione dei dinosauri e la nascita del l’uomo sapiens. A scandire l’incedere dell’evoluzione una voce narrante, una sorta di flusso di coscienza che continua incessantemente la sua invocazione (“Oh, life… Ear my voice”) rivolta a una Madre/Natura, capace di divorare se stessa per dare la vita. Estraneo da questo processo sembra invece l’uomo moderno e Malick usa alcune riprese in bassa definizione in formato non panoramico, di cerimonie, riti e lavoro, come una sorta di contrappunto alle stupende immagini della creazione.

Media-Trek » Blog Archive » “Occhiali neri”, il nuovo film di Dario Argento


Sul blog Repubblica di Ernesto Assante, Mario Gazzola scrive una critica ragionata a Occhiali neri, il nuovo film di Dario Argento. Un estratto:

Ecco, a queste origini ruspanti ma genuine è ritornato Argento con Occhiali Neri, storia di una bella escort (ancora una donna sensuale e “peccatrice”) che diventa cieca per un incidente, causato dal killer di una sua collega che continuerà a braccarla, mentre lei può contare solo sull’aiuto di un bambino cinese, rimasto orfano nello stesso incidente. La buona notizia per i fan del Maestro del brivido romano, è che il film – nonostante un’orribile locandina anni ’80 che evoca piuttosto Risky Business con Tom Cruise – non è brutto come i precedenti La Terza Madre e Dracula 3D, che han messo a dura prova la fede dei cultori (incluso il sottoscritto): la trama sta in piedi, almeno fino a un finale piuttosto spiccio e sciatto, la recitazione della protagonista Ilenia Pastorelli è credibile: già David per l’interpretazione della sciroccata Alessia in Lo chiamavano Jeeg Robot è molto convincente nel rendere le difficoltà di una persona che è cieca da poco tempo e deve imparare a muoversi in un mondo buio. Anche la figlia Asia, nel film istruttrice per non vedenti e amica della protagonista, è più misurata e credibile di come temevamo.
La notizia cattiva è che se si assume che un thriller debba anzitutto far paura, Occhiali Neri ne fa assai poca, rivelandosi piuttosto avaro non solo nell’effusione di emoglobina, ma anche in quella complessiva messa in scena grandiosa, espressionista e psichedelica dell’omicidio e della morte in cui Argento è (stato?) Maestro riconosciuto: quei quadri monocromatici in rosso o in blu ipersaturi, sferzati dalle musiche indimenticabili dei Goblin o di Keith Emerson, qui latitano quasi completamente. S’era letto in un’intervista che Argento afferma di aver sviluppato la storia una ventina d’anni fa, in un periodo in cui aveva “fatto pace coi propri fantasmi”, per cui il suo nuovo film contiene per la prima volta “anche un po’ di tenerezza” (cioè il rapporto fra la donna e il bambino). Che sia questo il motivo, un budget di produzione palesemente all’osso o la presenza nella filiera produttiva di Rai Cinema, Canal+, Cine+ e Sky, e che quindi eros e gore siano stati trattenuti in vista di una più agevole distribuzione televisiva, comunque il film manca un po’ di quella “griffe argentiana” che gli horroristi hardcore s’aspetterebbero dal Maestro, nonostante qualche frizzo autocitazionista (il cattivo sbranato dal cane, come il cieco Flavio Bucci in Suspiria, o le serpi nell’acqua della palude che minacciano Diana e Chin in fuga, versione più economica dell’immersione della Giorgi nella cisterna di Inferno). Diciamo che forse Occhiali Neri si avvicina più alle produzioni per la tv tipo La porta sul buio.

Evangelisti’s RACHE di Mariano Equizzi: riesumazioni cyberpunk | Postdigitale


Sul blog di Simone Arcagni considerazioni di qualche anno fa su uno dei lavori più celebri di Mariano Equizzi, RACHE, un film basato sull’universo fortemente distopico di Valerio Evangelisti, contenuto nella saga dell’inquisitore Eymerich. Ecco qualche passo:

Ecco finalmente RACHE di Mariano Equizzi! O meglio bisognerebbe dire, ecco “di nuovo” finalmente RACHE di Mariano Equizzi! Dopo dieci anni dalla sua realizzazione, questo piccolo gioiello di cyberpunk italiano viene finalmente messo online. Non me lo ricordavo, avevo dei ricordi vaghi, mi ricordavo l’impatto musicale, il delirio narrativo, mi ricordavo Valerio Evangelisti (scrittore che amo!), gli effetti speciali, la declinazione dell’action che tocca percorsi complottistici e tanto tanto amore per le tecnologie.
Ho sentito Mariano e abbiamo fatto una chiacchierata a proposito di questa “riesumazione”… eccovela!

RACHE è un film di 10 anni fa, mi ricordo quando lo giravi a Trieste, mi mandavi foto, un teaser, erano corpuscoli sparsi di un progetto quasi folle… ora ritorna? Perché ora?

“Lo abbiamo tenuto nascosto per quasi dieci anni, ma quando lo abbiamo finito e abbiamo conseguito l’Angel Award in Italia calò il gelo. Valerio Evangelisti sembrava il nemico numero uno del cinema italiano. Quando abbiamo visto l’ISIS, l’Ucraina, Ebola allora ci siamo detti: ora.”

RACHE è piuttosto radicale, se non conosci l’opera di Evangelisti, i riferimenti continui soprattutto alla saga di Eymerich, non riesci a tenere il filo, non puoi tenere il filo, eppure proprio questa massa di informazioni mai complete sembra essere la forza del lavoro che vuole violentare continuamente le conoscenze dello spettatore e lasciargli profonde zone d’ombra: è un attacco psichico più che un film.

“Si, Evangelisti’s RACHE è radicale, non si cura dei personaggi ma li fotografa nel maelstrom della Storia, quel tritacarne che riecheggia molto bene il The Wall di Alan Parker. Che importanza ha il percorso drammatico se è l’apocalisse il finale? Lavorandoci per oltre sei mesi alla postproduzione abbiamo capito che l’essenziale era offrire al fruitore la sensazione della lettura di Valerio Evangelisti; quel roller coaster che ti resetta il cervello e lo apre a considerazioni e visioni antipodali rispetto al sonno profondo che i media spesso ci inoculano.”

RACHE non nasce per il web eppure è sicuramente – almeno oggi – un prodotto dannatamente per il web… è virale, si coniuga con i video dei terroristi, con le notizie crude, cruente e spettacolarizzate di Vice, nasce per essere visto più volte, scavato a fondo dai fan, fatto circolare, merito delle tue intuizioni ma anche di questa invenzione letteraria.

“La RACHE è tutto e si nasconde nell’impossibilità dei media di immaginare l’impossibile. In una conferenza Antonio Caronia disse che era la più felice creazione letteraria Italiana. È un portmanteau in cui spingere a forza l’intero orrore globale che adesso viviamo. La RACHE per me è L’ISIS, è una creatura del potere e delle ‘ragioni’ storiche che si moltiplica diventa nazione e terrore puro e può essere ogni cosa poiché in essa si cela l’inganno di Philip K. Dick, e Valerio potrebbe essere The Man in High Castle. Valerio Evangelisti è il nostro Orwell, ma decenni di brizzi martani parenti muccini zaloni e zelig ci hanno fatto scordare che siamo il paese di Salò, che a mio parere è il vero antesignano di Eyes Wide Shut. l’Amnesia è il male più atroce, l’amnesia uccide la civiltà.”

Macelleria Mobile di Mezzanotte – Death Was Last to Enter the Nightclub


Il germe del desiderio s’insinua tra le pieghe del crepuscolo e del video.

Rebus Sic Stantibus

Timeo Danaos et dona ferentes

Fantastici Stonati

Ci vuole molta fantasia per essere all'altezza della realtà

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The Paltry Sum

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Ovvero come superare l'ombra, la curva della luna, il limite delle stelle (again)

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"L'unico uccello che osa beccare un'aquila è il corvo. Si siede sulla schiena e ne morde il collo. Tuttavia l'aquila non risponde, nè lotta con il corvo, non spreca tempo nè energia. Semplicemente apre le sue ali e inizia ad alzarsi piu'in alto nei cieli. Piu' alto è il volo, piu' è difficile respirare per il corvo che cade per mancanza di ossigeno".

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