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Crimes of the Future, fantascienza che apre la mente | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com, nell’ambito di Delos238, due servizi che riguardano l’ultima fatica di David CronenbergCrimes of the Future – e la sua opera, la sua visione SF d’avanguardia. Gli articoli li trovate qui e qui, vi lascio comunque a un piccolo estratto, che è un’intervista:

A otto anni dal suo ultimo film, il Maestro David Cronenberg torna dietro la macchina da presa con il film Crimes of the Future, in cui riflette ancora una volta su un tema a lui caro: la mutazione del corpo umano e la reazione della società.
La pellicola è ambientata in un futuro imprecisato, in cui i disastrosi effetti dell’inquinamento e dei cambiamenti climatici hanno modificato il corpo degli esseri umani, adesso in grado di attuare continue mutazioni. L’ex chirurga Caprice (Léa Seydoux) sfrutta la capacità del suo compagno Saul Tenser (Viggo Mortensen) di sviluppare nuovi organi per realizzare delle performance artistiche di rimozione chirurgica, in cui la coppia mostra pubblicamente la metamorfosi interna dell’uomo. Questi spettacoli d’avanguardia attirano l’attenzione di Timlin (Kristen Stewart), investigatrice del Registro Nazionale degli Organi, ma anche di un sospetto gruppo sovversivo il cui scopo è portare l’umanità al prossimo stadio evolutivo.

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Crimes Of The Future – il ritorno di Cronenberg al body horror @ PostHuman


Mario Gazzola su PostHuman recensisce Crimes Of The Future, la nuova fatica di David Cronenberg. Ed è un brivido leggere certe impressioni, per alcuni maestri il tempo sembra davvero non passare mai e anzi, divengono ancora più espressivi, ancora più maestri. Un estratto:

Organi tumorali mutanti, mangiatori di plastica e glaciali performance di body art: dopo l’erotizzazione del video e delle macchine, ora “è la chirurgia il nuovo sesso” nell’ultimo plumbeo capolavoro del Canadese che “installa porte nel futuro”.
Non facile scrivere qualcosa d’intelligente all’altezza di un film cupo e geniale come Crimes Of The Future, filosoficamente lucido quanto visionario sul futuro della nostra specie, come da sempre è il miglior Cronenberg, autore di una filmografia straordinariamente coerente e compatta, anche nelle sue evoluzioni dal body horror (praticamente sua invenzione) ai mostri dei media, della psiche, dai soggetti originali a monumentali riduzioni letterarie e ritorno.

Crimes Of The Future è infatti summa e superamento di eXistenZ, (le porte corporee per il gioco virtuale), Crash da Ballard (il sesso “macchinale”) e su tutti del burroughsiano Naked Lunch: le macchine organiche, il cospirazionismo paranoico dove tutti sono agenti di qualche bizzarra fazione politica.
Persino gli esterni squallidi girati la scorsa estate in un’Interzona di anonimi vicoli ateniesi, fra relitti navali e graffiti urbani, dove ormai non si deambula per comprare una dose di paradiso artificiale o sesso a buon mercato, ma per farsi incidere la pelle. Esterni che ben dimostrano come si possa ricreare un’ambientazione autenticamente minimal-dystopic-cyberpunk anche con gli angoli marginali del nostro mondo mediterraneo e non solo con grattacieli luccicanti.

Del resto, qual migliore set per una storia in cui una frangia d’umanità mutata si scopre in grado di nutrirsi orgogliosamente di plastica – ossia degli scarti della nostra civiltà in procinto di sommergerci – mentre il protagonista Saul Tenser (Viggo Mortensen) passa quasi per un “conservatore” dato che non nasconde il fastidio che gli crea la spontanea generazione di nuovi organi tumorali da parte del suo corpo. Organi che poi si fa rimuovere dall’ex chirurga Caprice (Léa Seydoux) tramite un avveniristico macchinario biotecnologico che pare sbucato da un incubo di Giger, facendo dell’atto estreme performance di body art che ben avrebbero potuto ispirare dei seguiti dell’Outside di Bowie.

Pur essendo una star riconosciuta e coccolata, Saul rifiuta d’arrendersi all’inesorabilità della mutazione della specie umana professata invece da Lang (Scott Speedman), padre del bambino Brecken, il primo nato con la capacità di digerire la plastica ereditata geneticamente senza mutazioni. Bambino ucciso all’inizio del film dalla madre Djuna (Lihi Kornowsky), che non lo riconosce più come “umano”.
Lang ora vuole da Saul un’autopsia-performance del figlio morto, per alzare i riflettori del mondo sulla sua fazione plastivora, mentre la “Nuova Buoncostume” per cui il performer è agente sotto copertura vuole assolutamente arrestare l’azione degli apostoli di quest’evoluzione umana neogastrica.

La sensazione è che – al di là del cupo gelo in cui ti lascia – questo sia IL film del presente, che renderà insignificante qualunque altro film per i prossimi dieci anni. Vedetelo alla svelta quando (da domani) farà capolino nelle sale italiane (distribuito da Lucky Red), perché prevediamo che non resterà in circolazione a lungo. Ma resterà a lungo in chi lo seguirà con la necessaria partecipazione “performativa”.

Crimes of the Future | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la recensione a Crimes of the Future, il nuovo film di David Cronenberg. Eccola:

Crimes of the Future è un film complesso. È carnale e tenero, è crudele e speranzoso, è sofferenza senza dolore. Crimes of the Future è un’idea, una provocazione che scivola sotto la pelle e arriva fino alla testa. Crimes of the Future è un film che solo David Cronenberg poteva realizzare.

Così come annunciato dal titolo, il film si apre mettendo in scena un crimine. In un futuro non troppo lontano, in una casa consumata dal tempo, un ragazzino entra in un bagno e inizia a divorare un cestino di plastica. La madre, dopo aver assistito alla scena, soffoca il ragazzino con un cuscino. Pochi minuti, in cui si compie un doppio tradimento al corpo umano.
Dopo la scena di apertura, la storia emerge lentamente e apprendiamo che la specie umana sta mutando, o evolvendo, a seconda dei punti di vista. Nuovi organi crescono spontaneamente, altri vengono impiantati per vezzo. Perché nel futuro disegnato da Cronenberg la chirurgia non è più dolore, perché il dolore non esiste. E in mancanza di esso viene meno una sorta di “sistema di avvertimento”, l’umanità è andata oltre la sua condizione di fragilità, di debolezza, ma allo stesso tempo non può più individuare il limite oltre il quale viene compromessa la sua forza. Oltrepassata questa linea di demarcazione non è più possibile tornare indietro.
Ha inizio così un’indagine sul corpo umano, su come la carne influenza la politica, il progresso e la tecnologia. Cronenberg ci mostra un universo che gli è proprio, fatto di bisturi, appendici, interiora, un universo che è pulsione ed erotismo, è occasione mancata e desiderio inappagato. Un universo che appartiene alle macchine quanto agli uomini, perché le macchine sono vive, organiche, in simbiosi con la specie umana. E in questo forse Cronenberg commette l’ingenuità di utilizzare un’estetica che è un rimando alle sue opere precedenti, apparendo così colpevole non di autoreferenzialità ma piuttosto di autocompiacimento. Ma il film non è solo body horror, è thriller e noir, è una storia d’amore bizzarra e toccante in cui Léa Seydoux emerge in tutta la sua sensuale bellezza. Non per ultimo, Crimes of the Future è una parabola ecologica diversa da tutte le altre, è un racconto sul comportamento umano che non è soggetto a moralismi. Qui non sono i sensi di colpa a perseguitare, ma gli errori commessi.
Crimes of the Future è fantascienza chirurgica che vede nel disastro ambientale l’ultimo e più stupido crimine dell’umanità. Un film forse un po’ troppo verboso, che avrebbe avuto bisogno di più tempo per esprimersi appieno, ma è un film che tra occhi suturati e sventramenti d’autore si rivela profetico, uno sguardo sul futuro non del pianeta, ma dell’umanità. Un film dunque allarmante più che spaventoso in cui, come nella realtà, la classe politica è sempre più incapace di affrontare il cambiamento. Ma quello che Cronenberg ci mostra non è la fine. Allontanandosi dalla visione che troppi autori sembrano condividere, il regista si interroga sulla capacità di adattamento, sulla risposta del corpo all’ambiente esterno mutato. La visione di Cronenberg è evoluzione, è speranza, perché se anche la chirurgia è il nuovo sesso, non è il sesso a governa il mondo di Cronenberg, ma la morte e il desiderio di sfuggirle.

Crimes of the Future non è un film perfetto, ma uno dei pochi ancora in grado di stupire, di lanciare un messaggio potente, uno dei pochi film capace di elevare l’horror a performance d’avanguardia.

Gérard Depardieu è Maigret | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione di Maigret, film ispirato al celebre personaggio di Geroge Simenon, interpretato da Gérard Depardieu; in fondo potete vedere il trailer.

Maigret indaga sulla morte di una giovane ragazza. Non c’è niente che la identifichi, nessuno sembra conoscerla o ricordarla.
Durante le indagini Maigret incontra una delinquente, che somiglia stranamente alla vittima, e risveglia in lui il ricordo di un’altra scomparsa, più antica e più intima.

Chris Shape ft. Su Eko – Bela Lugosi’s Dead (Official Video)


Una cover di un famosissimo brano gothic per rendere omaggio a un famosissimo film chic & dark, il desiderio che prende vita in forme morboelettriche.

The End, Blue Sky Studios saluta e se ne va | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione di un addio che la dice lunga sulla rapacità del Mercato, ed è un simbolico segnale contro le distopie aziendali delle multinazionali, covi di predoni rapaci: ne parla Emanuele Manco.

Negli ultimi giorni di Blue Sky Studios, un piccolo team di artisti si è riunito per realizzare un ultimo cortometraggio. In The End, scopriremo finalmente se lo scoiattolo Scrat, mascotte di Blue Sky, riuscirà ad afferrare e mangiare la sua ghianda, inseguita dai tempi del primo film prodotto da Blue Sky, L’Era Glaciale, del 2002.
Blue Sky Studios, nata come divisione della 20th Century Animation, è stata chiusa dopo l’acquisizione della Fox da parte della Disney. Era riuscita nella sua breve storia a competere con la Disney con i film delle saghe de L’Era Glaciale e Rio, tra gli altri. Quest’ultimo corto è stato presentato dagli animatori con la seguente chiosa: “Questo corto è un addio, un commiato alle nostre condizioni”.

Doctor Strange: il film di Sam Raimi sarà vietato ai minori di 13 anni | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di qualcosa che non è nelle mie corde – storie sui supereroi – che però ha alcuni passaggi sul trascendente che mi sembrano davvero niente male: parliamo del film Doctor Strange nel Multiverso della Follia, di Sam Raimi, interpretato da Benedict Cumberbatch. Vi lascio al trailer:

Stati di allucinazione – Axis ✵ Mundi


Su AxisMundi un lungo articolo che analizza il film “Stati di allucinazione”, di Ken Russell, in cui il protagonista era William Hurt, recentemente scomparso. Vi lascio a un estratto che chiarisce bene verso quale parte si è indagato:

Ispirato alla vita del ricercatore e psichiatra statunitense John LilllyAltered States racconta la storia del professore di medicina Eddie Jessup (William Hurt), che insieme al collega e amico Arthur conduce alcuni esperimenti sugli stati alterati di coscienza usando una vasca di deprivazione sensoriale, ovvero un ambiente isolato che gli permetta di ottenere la completa assenza di percezioni esterne: isolando ogni elemento di distrazione Eddie intende compiere un viaggio esplorativo negli abissi della propria coscienza e del proprio traumatico passato. Nel frattempo, durante una festa a casa da Arthur, quest’ultimo gli presenta Emily (Blair Brown), una studiosa di medicina molto rinomata nel suo ambiente che diventerà, dopo qualche resistenza iniziale, sua moglie. Eddie però è troppo preso dalle sue ricerche e, dopo due anni di matrimonio e altrettanti figli, i due si separano. Nel frattempo Eddie incontra un altro collega che lo invita a prendere parte alle sue ricerche in Messico, dove da qualche anno ha iniziato a studiare a livello scientifico l’utilizzo di alcuni funghi allucinogeni da parte degli sciamani della zona, discendenti dagli antichi Toltechi, i quali si dicono convinti che tale utilizzo possa conferire agli assuntori la capacità di perlustrare a fondo la propria coscienza e di scandagliare una sorta di memoria ancestrale collettiva. Partito alla volta delle giungle mesoamericane, Eddie prova sulla sua pelle l’esperienza psichedelica e la sua vita cambia per sempre. Una volta ritornato in patria, entusiasta dell’esperienza occorsagli, continua i suoi esperimenti assumendo la droga all’interno della vasca di deprivazione sensoriale, spinto dalla convinzione che gli atomi di ogni singolo essere umano abbiano in realtà milioni di anni e che ogni singolo individuo abbia insita dentro la propria coscienza l’intera storia ancestrale del cosmo, dal Big Bang ad oggi.

Questi esperimenti tuttavia si spingono troppo oltre e durante uno di questi qualcosa va storto: Eddie viene estratto esanime nella vasca di deprivazione sensoriale da Arthur e per quattro ore, a causa di un’improvvisa afasia, non riesce a pronunciare una singola parola. Le lastre dimostreranno poi che per la durata dell’esperimento la sua struttura genetica era mutata momentaneamente — precisamente aveva sviluppato in modo inspiegabile una sacca laringea, atavismo tipico dei primati. I suoi colleghi pensano che qualcosa di terribile si stia manifestando e fanno di tutto per porre fine agli esperimenti, ma Eddie prosegue imperterrito le sue ricerche nottetempo per aggirare i loro controlli. Durante l’ennesimo esperimento si trasforma addirittura in un primate e, dopo aver ucciso una capra e una guardia notturna dello zoo cittadino, si addormenta in una gabbia per poi risvegliarsi nudo e con pochi confusi ricordi la mattina successiva. È chiaro a tutti che Eddie si è spinto troppo oltre e che, continuando i suoi esperimenti, rischia di mettere in serio pericolo la sua stessa vita. Nel mezzo dell’ennesimo esperimento egli si trasfigura addirittura nella “materia prima” del cosmo, cioè nel cosiddetto protoplasma, sperimentando traumaticamente una completa disintegrazione della propria individualità: in una visione totalizzante e terrifica egli vede il Caos supremo — e terribile nella sua abnormità — dell’universo al momento iniziale del Big Bang e capta un grido di disperazione proveniente dagli abissi cosmici che gli fa comprendere come solo l’amore possa dare un senso a una realtà altrimenti vacua e priva di significato. Il film si conclude con l’immagine di Eddie e la moglie Emily riappacificati e uniti in un abbraccio cosmico.

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Fields Of The Nephilim guitar demo – DawnRazor, Elyzium style + Aleister Crowley “At Sea” live, rare


Come sarebbe una rivisitazione dello stile dei vecchi FieldsNephilim? Qualcosa del genere, probabilmente, con l’addizione di Hardware, the movie

La lista dei 20 film più inquietanti di tutti i tempi, secondo Reddit | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di una curiosa classifica: i 20 film più inquietanti di tutti i tempi, secondo Reddit. Molti titoli famosi, vi anticipo che ci sono pellicole conosciute e altre meno, ma v’invito a spulciare l’elenco come le carte a una partita di poker.

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