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ROGER WATERS: US + THEM – IL FILM AL CINEMA IN ITALIA AD OTTOBRE | PINK FLOYD ITALIA


Su PinkFloydItalia la segnalazione dell’uscita del tour Us+Them, di Roger Waters, in forma di film: solo per il 7-8 e 9 ottobre, la pellicola sarà nelle sale cinematografiche. Ecco il dettaglio:

Roger Waters, co-fondatore, forza creativa e autore delle canzoni dei Pink Floyd, presenta il suo attesissimo film, Us + Them, caratterizzato da una produzione visiva all’avanguardia e da un sound mozzafiato in questo imperdibile evento cinematografico.

Girato ad Amsterdam nella tappa europea del suo tour, il film sarà l’occasione per tutti i fan dell’artista per rivivere in 4K e Dolby Atmos la potenza di quell’eccezionale live, riascoltando canzoni dei suoi leggendari album dei Pink Floyd (The Dark Side of the Moon, The Wall, Animals, Wish You Were Here) e dal suo ultimo album, Is This The Life We Really Want?.

Waters collabora ancora una volta con Sean Evans, visionario regista del acclamato Roger Waters The Wall, per offrire questo film creativo e pionieristico che ispira con la sua musica potente e il messaggio di diritti umani, libertà e amore.

Il fiom arriverà nelle sale italiane il 7, 8 e 9 OTTOBRE 2019 – Biglietti in vendita dal 17 luglio – Tutte le info e le sale a breve su www.nexodigital.it.

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Mademoiselle: il film di Park Chan-Wook arriverà nelle sale italiane ad agosto | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di Mademoiselle, nuovo film di Park Chan-Wook, regista coreano di OldBoy che è pronto a impressionare di nuovo gli spettatori con questa sua ultima fatica; la sinossi e il trailer:

Ispirato al romanzo Ladra di Sarah Waters, Mademoiselle racconta un’elaborata truffa sentimentale e una storia d’amore estrema. Nella Corea degli anni ’30, durante l’occupazione giapponese, Sook-hee viene assunta come ancella di un’ereditiera giapponese che vive in una grande tenuta di campagna con il prepotente zio. L’ancella nasconde però un segreto: è una borseggiatrice. Reclutata da un truffatore che si finge un conte giapponese, Sook-hee deve aiutarlo a sedurre la signora per convincerla a fuggire con lui, derubarla delle sue ricchezze e rinchiuderla in un manicomio.

 

Quelle ballerine stregate baccanti | PostHuman


Su PostHuman Mario Gazzola confeziona un articolo molto ben strutturato tra la pellicola Climax di Gaspar Noé (ispirata anche a Dario Argento), il saggio Uomo diventa Lupo di Robert Eisler, e il Suspiria di Luca Guadagnino, analizzato da me.

Questo è l’incipit della mia analisi su Suspiria:

Suspiria è un’opera pervasa dal senso lurido e opprimente del Nazismo; di quello magico, di quello che a fatica viene riconosciuto come fondante di buona parte della inumana dottrina sociale ed economica attuale. Sbocciato circa cento anni fa, si ramificava nella società tedesca – ma non solo – partendo dai culti ancestrali delle antiche terre barbare centroeuropee, credenze che furono coltivate fin dal XVIII secolo per contrastare l’Illuminismo che scacciava via i culti irrazionali di un tempo lontanissimo, immemore, razionalmente mai esistito, frastagliati ricordi mitologici di teoremi risibili così balzani da provocare oggi un’ilarità irrefrenabile. Quell’accozzaglia di credenze ed epopee generò un mostro così spaventoso che a tutt’oggi la stessa parola che ne è nata, nazismo, produce un disgusto tale, una folle paura e rivoltante reazione da essere diventato un tabù semantico che Guadagnino, nelle sue manifestazioni più occulte, guarda dritto in faccia ed esorcizza usandone gli stessi percorsi magici.

L’incipit onnicomprensivo, invece, dell’analisi di Mario è questo:

Nei giorni scorsi è riapparso sugli schermi milanesi (prima in originale al Cinema Beltrade, poi doppiato anche all’UCI) Climax di Gaspar Noé, film che avevamo già recensito dopo il passaggio al Milano Film Festival, accostandolo al tedesco Luz, magari arbitrariamente (in quanto visti nello stesso contesto) ma forse significativamente, trattandosi quest’ultimo di un originale film di possessione.

Nessuna strega, nessuna invasione demoniaca nella controversa pellicola del provocatorio regista francese (anche se all’inizio uno dei ballerini parla di una “strana atmosfera” nella scuola della festa, legata forse a “strani rituali… sacrifici…”), se non l’invasamento causato da una sostanza psichedelica (presumibilmente Lsd) nella sangria bevuta dai ballerini di Climax durante una festa che quindi degenererà in un autentico sabba non privo di spargimenti di sangue “laicamente sacrificale” (tra cui quello del figlio della coreografa, alla fine suicida per senso di colpa) e orge da moderne baccanti di varia sessualità.

Non sono pochi ormai gli articoli (ad es. QUI) che hanno accostato lo psycho trip di Noé al classico Suspiria, che peraltro compare fra le Vhs accatastate sul lato destro dello schermo tv su cui scorrono le interviste coi ballerini protagonisti all’inizio di Climax, che peraltro al capolavoro di Argento erige un manifesto omaggio, nei violenti quadri monocromi ipersaturi in rosso e verde per rendere lo straniamento percettivo dei moderni danzatori “invasati” dallo stupefacente a liberare i propri lati reconditi meno presentabili (rabbia, violenza, omosessualità, incesto etc.).

Ma cosa c’entra una banda di ballerini drogati con una congrega di streghe celata dietro la rispettabilità di un’austera scuola di danza? Ce lo spiega il saggio Uomo diventa Lupo di Robert Eisler (Adelphi, 2019), osservando che i comportamenti dal Medioevo cristiano bollati come “stregoneria” in realtà affondano le loro radici nei selvaggi rituali orfici delle baccanti greche (da cui l’omonima tragedia di Euripide) o degli Isawiyya marocchini: “nel 1929 riuscii a dimostrare l’identità fra questo rito berbero e le orge bacchiche delle menadi o ‘donne furiose’, ricoperte di pelli di lince, di leopardo e di volpe (…); esse facevano a pezzi e divoravano crudi cerbiatti, capretti, agnelli, serpenti, pesci e perfino fanciulli”. “Come aveva realmente luogo l’orgia estatica degli accoppiamenti fra le ‘donne furiose’ e i maschi (…) ‘bevitori di vino’ (…) chiamati anche satiri, vale a dire uomini itifallici (…)” (pg 36). E “Solo dopo essersi saziati con il sangue e la carne delle loro vittime animali i cacciatori potevano accoppiarsi al termine di danze erotiche selvaggiamente eccitanti” (ibidem, nota 112, Baccanali, pg 152-3).

Pertanto, se la stregoneria antropologicamente non è che la persistenza di ataviche memorie di questi rituali della fertilità pagani ancestrali, e accettiamo che il rave scatenato a base di musica tribal-elettronica e sostanze psicotrope al posto del vino ne sia la rivisitazione moderna, ecco saldato il legame fra due situazioni narrative apparentemente distanti fra loro.

Terminator: Destino Oscuro, il teaser trailer del nuovo film con Linda Hamilton e Arnold Schwarzenegger | KippleBlog


Su KippleBlog il teaser trailer del prossimo Terminator: fulminante, da non perdere. NoWords

Filmhorror.com – La regista di “The Babadook” torna ad agosto con “The Nightingale”!


Da FilmHorror prendo la segnalazione di questo horror, assai intrigante e sciamanico: The Nightingale, di Jennifer Kent.

Tasmania, 1825: la giovane Claire assiste all’uccisione di suo marito e del figlio da parte di un ufficiale dell’esercito inglese e di altri soldati. Invece di aspettare una giustizia che non verrà mai, con l’aiuto di Billy, una guida aborigena, inizia a percorrere le terre selvagge dell’isola in cerca di vendetta.

Gli zombi del capitale. La “galera infame” della xenofobia in Go Home – A casa loro – Carmilla on line


Da CarmillaOnLine un nuovo rilievo – che prende spunto dal film Go Home – A casa loro, di Luna Gualano – dell’infinita identificazione tra zombie ed emarginati, un parallelismo assai evidente che da tempo annette questo tipo di immaginario horror all’analisi del sociale e dell’economia contemporanei.

Il diffuso odio per i migranti, per i ‘diversi’, per gli stranieri si muove in modo cieco e meccanico come una massa di zombi. La xenofobia e il razzismo rappresentano perciò dinamiche sociali scaturite dalla struttura capitalista, la quale, proprio come uno zombi – un essere bulimico che non mangia per nutrirsi ma per ripetere in modo pressoché infinito il suo atto – produce un consumo di merce finalizzato alla ripetizione del consumo stesso. L’odio razziale, quindi, è un meccanismo cieco, generato dagli scarti della società capitalistica, una sorta di malattia che si diffonde per contagio.

Sempre più spesso m’interrogo su come uscire da quest’impasse planetaria che, fortunatamente morti e sepolti da tempo, Thatcher e Reagan continuavano a postulare come inevitabile, ineluttabile, l’unica via da percorrere. Il Liberismo va combattuto con la Cultura, fino a trovare la strada per un nuovo tipo di mentalità e socialità che preveda la cooperazione, non la competizione. È davvero tutto un problema di Cultura, che manca? Lo spero, forse una soluzione semplice è ciò che davvero ci serve…

Il Mito di Amityville | ThrillerMagazine


Su ThrillerMagazine la segnalazione di Il Mito di Amityville, saggio di Lucius Etruscus sul mito cinematografico di Amityville che compie quarant’anni – qui invece uno spinoff dell’argomento, trattato sempre dal buon Lucius.

«Qualunque cosa si aggiri qua dentro, credo si tratti di una forza del tutto negativa»: con questo responso, Lorraine Warren dà il via ad una lunga carriera da demonologa insieme a suo marito Ed. La frase è stata pronunciata all’interno della casa in 112 Ocean Avenue che ormai viene indicata semplicemente con il nome della località in cui si trova: Amityville.

Sono passati quarant’anni dall’uscita del film Amityville Horror (1979) ma il Mito in esso raccontato non solo non è invecchiato di un giorno, ma è cresciuto a dismisura, malgrado la qualità delle opere ad esso collegate crolli verticalmente con gli anni Duemila. Per festeggiare questo anniversario è il momento di intraprendere un viaggio attraverso libri-inchiesta inediti in Italia e una panoramica su ben diciotto film che si riferiscono dichiaratamente alla casa di Amityville e al suo “mistero”: tale ovviamente solo per chi ci vuole credere.

Attraverso traduzioni esclusive di testi inediti e recensioni dissacranti di film – anch’essi a volte inediti – siete tutti invitati alla scoperta di uno dei miti moderni meno consistenti eppure più ricchi di opere derivate.

Inchiostro e Sanguenero

È impossibile non comunicare. (Primo assioma della comunicazione. Scuola di Palo Alto)

Stregherie

“Quando siamo calmi e pieni di saggezza, ci accorgiamo che solo le cose nobili e grandi hanno un’esistenza assoluta e duratura, mentre le piccole paure e i piccoli pensieri sono solo l’ombra della realtà.” (H. D. Thoreau)

L'occhio del cineasta

La porta su un'altra dimensione

La Sindrome del Colibrì

The more you know, the less you fear (Chris Hadfield)

Terracqueo

multa paucis

Il maestro dei sogni

"Tutti siamo fatti della stessa sostanza dei sogni"

Il Bistrot dei Libri

"Un libro ben scelto ti salva da qualsiasi cosa, persino da te stesso" Daniel Pennac

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