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Delitti al museo: intervista agli autori | SherlockMagazine


Su SherlockMagazine l’intervista agli autori di Delitti al museo, Giallo Mondadori di questo mese, con al suo interno racconti di autori del calibro di Stefano Di Marino. Incollo qui sotto la parte di Stefano:

Torna Bas Salieri, il ricercatore dell’occulto nato nel 2014 dal romanzo Il Palazzo dalle cinque porte: con tre romanzi e due racconti, quanto ti sei affezionato a questo tuo nuovo personaggio?

Moltissimo, perché era un esperimento, la voglia di creare un personaggio che fosse l’antitesi di Chance Renard, il Professionista. Uno che non doveva sparare neanche un colpo, un raffinato, un seduttore. E poi ne è uscita una serie di successo.

In quale mistero troveremo, stavolta, Bas Salieri?

In questa avventura siamo sempre in Italia, a Napoli, chiaramente in un ambiente che richiama il meglio dell’Italian Giallo con una sfumatura più moderna e un pizzico di perversione. E, nel 2020, ci aspetta il romanzo lungo L’amante di pietra dove veramente ne vedrete di incredibili.

Intanto in edicola “Segretissimo Special” presenta una tua storica antologia: Professional Gun. Come la presenteresti a chi non ha avuto il piacere di conoscerla all’epoca?

Un volume da collezione. Presenta non solo tutta la varietà di temi che si trovano nel Professionista ma anche di più. Sono tre romanzi brevi e tre racconti. In particolare ne Il luparo ho avuto modo di scrivere un vero noir tropicale, con una sfida tra due killer che un po’ mi ricorda molti polar francesi che ho amato moltissimo. Poi c’è l’inedito, Vulkan, che è un omaggio allo Sniper di Sergio Altieri che qui è associato al Professionista in una battaglia nelle Filippine.

Ma sei attivo anche in altri campi…

Sì, lo confesso. Ho una grandissima passione per il cinema e le arti marziali per cui mi sono lanciato in una nuova versione della mia guida al cinema di arti marziali, che riprende un po’ Dragons Forever da tempo esaurito. La Guida al cinema di arti marziali arriva sino ai giorni nostri e alle ultime tendenze. ed è illustratissima. una chicca per appassionati, targata Odoya.

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Delitti al museo | ThrillerMagazine


Su ThrillerMagazine la recensione al Giallo Mondadori di questo mese, che contiene un po’ di racconti che m’intrigano, su tutti quello di Stefano Di Marino, che reinterpreta ancora Bas Salieri, già letto nel Palazzo dalle cinque porte. Un estratto:

Ovvero al museo archeologico nazionale di Napoli…

Mann-Hunter di Romano De Marco

Napoli, 29 agosto 2018. Una bella coppia: il colonnello Salvatore “Sacha” De Rosa e la fidanzata Ludovica Mazzotta di Milano, insegnante di storia dell’arte. In visita al museo archeologico nazionale. Colpo d’arma da fuoco e urla assordanti. Un uomo ucciso, ovvero Rudolph Schenker di Berlino. Caccia all’assassino con l’aiuto del Vicequestore Esposito. Tutto si concluderà nella sala numismatica. Bello il museo ma la pizza è sempre la pizza. Parola di Salvatore. Movimento, sorriso e ironia.

Il fauno di cenere di Stefano Di Marino

Qui ritroviamo un personaggio caro allo scrittore e ai lettori, ovvero Sebastiano “Bas” Salieri, ricercatore dell’occulto. Chiamato a Napoli da un suo amico per una questione delicata e ritrovato morto sgozzato nella sua villa, ovvero all’interno di una sorta di cripta “rifugio delle passioni segrete” del medesimo e di sua moglie che viene accusata dell’omicidio. Indagine affascinante e brividosa (con il contributo telefonico dell’assistente Zaira) tra riti sacrificali, sesso bizzarro, passaggi segreti e una importante statuetta bruciata. Ma ciò che sembra non è.

L’odore del disprezzo di Andrea Franco

Napoli 1846. Subito l’odore del disprezzo che emana dall’uomo che si autoaccusa dell’omicidio. E’ ciò che “sente” monsignore Attilio Verzi dotato di questa particolare “dono”. Un assassinio avvenuto al museo archeologico della città con un grosso pugnale risalente al 1 secolo dopo Cristo. Tutto sembra facile. Troppo facile. Il colpevole c’è già. Ma per Attilio Verzi qualcosa non quadra…Un viaggio all’interno dell’uomo e sul senso della vita.

Graphomania recensisce L’ira della Medusa | False percezioni


Sul blog di Luigi Milani la segnalazione a una recensione del suo L’ira della Medusa, uscito per DelosDigital. Eccone un estratto:

L’ira della Medusa è un buon racconto lungo, che mescola temi di attualità con suggestioni di antiche mitologie e più di un tocco lovecraftiano. Sin da subito si percepisce un senso di straniamento in questo racconto: ci troviamo in una Napoli che sembra uscita da un’Apocalisse. Una Napoli dove il problema dei rifiuti è giunto alla sua estrema dimensione, ma scopriamo ben presto che c’è un motivo per tutto questo. E tale motivo coinvolge antiche divinità e culti ormai dimenticati.

Un senso di inquietudine pervade tutto il racconto, lo stesso protagonista non riesce più a distinguere fra sogno e realtà.

Lo stile è abbastanza scorrevole, senza fronzoli eccessivi, ma in grado di trasmettere una sensazione di freddo strisciante, di qualcosa che sta per arrivare e che non porterà nulla di buono. A proposito dei temi d’attualità trattati, talvolta i giudizi vengono spinti all’estremo, ma la cosa è funzionale all’estremismo della situazione in cui Napoli viene calata.

Alla fine della lettura L’ira della Medusa vi lascerà addosso una strana sensazione di inquietudine.

L’ira della Medusa | False percezioni


Dal blog di Luigi Milani la segnalazione di una sua nuova pubblicazione, L’ira della Medusa, racconto uscito per DelosDigital. Intrigante la quarta:

In una Napoli assediata dai rifiuti, Livio, malandato giornalista, rischia la vita alle prese con antichi riti di stampo dionisiaco e sacrifici umani. Una donna sfuggente e pericolosa sembra aiutarlo, ma l’orrore è in agguato: il destino della razza umana è forse segnato?

Da leggerlo tutto d’un fiato.

Karma City Blues, di Giovanni De Matteo – Recensione


Karma City Blues è un’altra incursione nel complesso mondo della Napoli dei decenni 50/60 di quest’inizio millennio, postumano e pregno di Kipple. Uno sforzo immaginativo a circa mezzo secolo da qui che Giovanni De Matteo compie da almeno un decennio, il cui risultato si misura in due romanzi, uno dei quali vincitore del Premio Urania 2006, più altre sortite effettuate nel medesimo universo usando media anche diversi, come il fumetto.

In Karma City, che potremmo definire come uno spin-off – perché qui la Polizia psicografica partenopea, attrice dei primi due romanzi con le indagini post morte del commissario Briganti, non c’entra direttamente – troviamo il protagonista Rico che esce da una biennale prigionia criogenica, comminatagli per dei motivi che comprenderemo meglio leggendo il libro. Per inquadrare maggiormente ciò che vi sto raccontando, vi allego la sinossi dell’opera:

Napoli, 2069. Il criminale informatico Rico viene risvegliato dal criosonno penitenziario per indebolire l’egemonia delle compagnie indiane. Ma Rico ha le sue ossessioni: indagare sul tradimento che lo ha condotto in prigione e ritrovare la sua amata Rulah. Su uno sfondo napoletano del terzo millennio, generato da commistioni etniche, contorsioni criminali e quotidianità tecnologiche, dove su tutto incombe la Barriera che tiene lontano il kipple e abitata dal Popolo alato dei nibbi, Rico dovrà venire a capo della sua ricerca, ma scoprirà l’esistenza di qualcosa molto più grande di lui.

De Matteo sa come intrigare con una storia complessa, dove oscure commistioni sociali si generano in una futuribile e babelica metropoli, mediterranea, che non può evitare di contaminarsi ancora di più con ogni etnia postumana immaginabile, compresa quelle sintetica; il linguaggio che Giovanni usa e le immagini che riempiono il romanzo sono gelide stilettate di realtà, la visione delle torbide trame che si sviluppano nella Napoli già plausibile adesso sono degne del miglior Richard Morgan, di Dashiell Hammett, di William Gibson e di tutta la cordate del genere HardBoiled. La capacità di De Matteo, però, di pennellare un quadro originale e al contempo classico, con le indagini post morte che Rico farà qualche volta pur non essendo legato agli ambienti investigativi della Polizia, aiuteranno a delineare nel lettore un incubo livido di pervasività digitale e di terribile degrado morale, dove i boss delle corporazioni della malavita locale e le multinazionali voraci – come solo loro sanno essere – sembreranno il compendio di un’apocalisse di perdizione, dove nemmeno nella morte sarà possibile trovare la giusta pace; non subito, almeno.

Chi sa scavare il Presente, con gli occhi del Futuro e con la consapevolezza del Passato, sa bene quanto ci sia di non visto oltre la cortina del contemporaneo; al sordido squallore di una vita che gran parte dei protagonisti di questo romanzo e dell’intero universo post Singolarità sembrano vivere, tetro e svuotato di ogni valore, si sovrappone l’atavica speranza di un’esistenza migliore, miraggio che li anima perché nati nei bassifondi di Napoli, marchiati dal peccato originale di una metropoli che arranca senza riuscire a migliorarsi. Potrà mai esistere una trascendenza illuminata che allontani dal fango del kipple le povere vite di quei derelitti, che hanno avuto l’unica colpa di non ritrovarsi dalla parte delle terribili mafie e multinazionali? Per avere un principio di risposta, leggete Karma City Blues

La Napoli dei Guardiani di Maurizio De Giovanni | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine l’intervista a Maurizio De Giovanni, autore partenopeo che ha fatto del Poliziesco e del Noir la sua bandiera, ma che non disdegna affatto Fantastico e SF, come dimostra nell’intervista annunciando un suo lavoro dedicato alla Fantarcheologia; e poi la chiosa della chiacchierata, lo confesso, è la cosa che mi è piaciuta più di tutte, e io la sposo in toto, perché la penserei come lui se solo potessi vivere dei miei scritti:

Cosa fai quando vuoi staccare da tutto e riposarti? Perché considerando la vita che fai penso che ne avrai bisogno, e parecchio.

Uno che ha la fortuna di poter vivere raccontando storie, mentre la gente si alza alle cinque del mattino per andare a lavorare, non ha il diritto di essere stanco secondo me. Quando posso, dormo. E leggo, ovviamente. Ma quello posso farlo anche in viaggio, no?

anche-ombre

percorsi ombreggiati, riflessioni esauste, alcooliche, liberatorie

There was a vision…

… of an outstanding and individual concept, which would last for many years hence.

Giacomo Ferraiuolo

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