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Archivio per Nazismo

Bifo | Santarcangelo Festival 2050


Direi che non c’è molto altro da aggiungere. Bifo, in una recente intervista:

Nei suoi libri sostiene che il sentimento più diffuso tra le generazioni di trenta-quarantenni di oggi è l’umiliazione. Sono d’accordo. Ci sentiamo frustrati dal non essere all’altezza dell’idea che avevamo di noi stessi, del destino speciale a cui eravamo certi di avere diritto se ce l’avessimo messa tutta. Chi ci ha convinti che bastava l’impegno e una volontà di ferro per conquistare il nostro posto al sole nel mondo? Chi ci ha convinti che se non troviamo quel posto non valiamo niente?

Quelli che ci hanno convinto del fatto che la libertà d’impresa, la competizione e la meritocrazia siano valori positivi. Si è trattato di un inganno criminale, che ci ha disarmato di fronte all’attacco che il neoliberismo ha condotto contro la civiltà sociale.

In che senso?

Dal punto di vista evolutivo, il neoliberismo ha prodotto effetti che sono peggiori di quelli che aveva prodotto il nazismo, ha lavorato più nel profondo, ha preparato una catastrofe che può essere peggiore. Ora tutti cominciano a capire che la promessa neoliberista è una trappola. Io ho insegnato fino a tre anni fa, e fino ad allora ho sempre sostenuto che l’epoca in cui viviamo è spaventosa da un punto di vista etico, estetico, esistenziale, che ci son stati tempi peggiori per freddo e per fame (almeno nella nostra parte del mondo), ma dal punto di vista dell’umiliazione mai abbiamo sofferto come oggi. Tuttavia, fino a quando insegnavo e fino a quando ho scritto Futurability (Verso 2017 e in Italia Nero 2018, ndr) ero convinto che la Storia non si fosse ancora chiusa, che permanesse una possibilità di riscatto che si giocava tutta sul terreno del rapporto tra tecnologia e organizzazione sociale e culturale, e che quella porta potesse essere riaperta da una riattivazione politica e poetica (cioè psichica) del corpo collettivo. Ora non lo credo più.

L’ECOLOGISMO DAL NAZISMO ALL’ESTREMA DESTRA ATTUALE | GiornalePOP


Su GiornalePOP un interessante excursus storico dell’Ecologismo, nato come esaltazione dei valori conservatori della Destra, ultranazionalisti e cristiani e celebrato dal Nazismo, per esempio, in un fiorire di condanne al progresso scientifico, alle visioni progressiste e a tutto quello che concerne l’idea di Futuro.
Ovviamente, la trasversalità dell’idea di preservazione dell’Ambiente non può essere appannaggio di una sola ideologia e nascono così, nel tempo, distinguo e contaminazioni ben espresse nell’articolo e soprattutto dalla chiosa, che vi riporto qui sotto:

L’ecologismo è una battaglia che per tali ambienti non è né di destra né di sinistra, ma che ha nel trasversalismo uno dei suoi elementi fondanti: “I verdi”, spiega il politico Alexander Langer nel 1984, in occasione dell’assemblea nazionale di Firenze per presentare le liste verdi che debutteranno alle amministrative dell’anno successivo, “dovranno costituirsi come terzo polo, come altro rispetto alla canalizzazione corrente della dialettica politica italiana”, il tutto in una fase non ancora dominata dal bipolarismo. Il minimo comune denominatore che favorirà a livello europeo un dialogo, e non un’infiltrazione, con l’ambientalismo verde è l’antiliberalismo, già all’epoca un’ideologia unilaterale, e la critica alla relativa mercantilizzazione dei rapporti sociali contro “l’impero della futilità e l’umiliazione della politica, ridotta a variante indipendente delle strategie dei più influenti operatori dei mercati finanziari” (M. Tarchi), per la difesa della qualità della vita, unico terreno possibile per il rilancio di un’alternativa.

Questo non può che coniugarsi col comunitarismo solidarista e identitarista, con il localismo, per “opporre alla dittatura del mercato il modello di una società della sobrietà, legata ai valori autentici dell’uomo” (M. Tarchi), divenendo uno degli assi portanti delle ‘nuove sintesi’ proposte dal progetto neodestro. Il localismo, il regionalismo, l’identitarismo, non diventano solo un ponte di dialogo con gli ambienti nazional-populisti, ma il modo per sposare la nozione di decrescita sostenibile che “parte dalla semplicissima constatazione che non può esserci crescita infinita in uno spazio finito”, dato che il pianeta, le risorse naturali e la biosfera hanno dei limiti.
L’idea stessa della decrescita deve necessariamente condurre, secondo de Benoist, a un superamento delle vecchie scissioni politiche che porti come conseguenze a “inevitabili convergenze” tra una “sinistra socialista”, che sia in grado di abbandonare il “progressismo”, e una destra che abbia saputo rompere con “l’autoritarismo, la metafisica della soggettività e la logica del profitto”.

Meme-swarm e Microtrading, di Franco “Bifo” Berardi | NAZIONE OSCURA CAOTICA


Sul blog della NazioneOscura un folgorante articolo di BiFo (Franco Berardi) che analizza il sistema politico-sociale-finanziario attuale identificando, univocamente e senza tema di smentita, qual è il germe del sistema liberista e il trucco da esso utilizzato affinché si fosse arrivati a un paradigma in eterna crescita, un modello virtuale assolutamente innaturale, antientropico, di cui continueremo a lungo a pagarne le conseguenze, visti gli sviluppi del sistema in questi giorni, proprio a casa nostra. Vi lascio ad alcuni estratti delle considerazioni di Franco:

Traduciamo un articolo di Franco “Bifo” Berardi, apparso il 4 febbraio 2021 su “Ill Will“, che ringraziamo: qui il link dell’originale in inglese.

Con l’inizio del secondo anno dell’Era della Pandemia, la battaglia finale tra l’umanità e il capitalismo sfrenato sta diventando brutta: il cappio si sta stringendo intorno al nostro collo.
La privatizzazione di tutto è stata la tendenza generale degli ultimi quarant’anni. L’11 settembre 1973, un assassino nazista sostenuto da Henry Kissinger rovesciò Salvador Allende e prese il potere in Cile, uccidendo trentamila militanti di sinistra. Da allora, l’economia è stata sottomessa ai sostenitori di Chicago della ricerca illimitata del profitto, con il suo programmatico taglio dei salari dei lavoratori. Così iniziò l’era duratura del Neoliberalismo, premessa della dottrina hitleriana della selezione naturale.

Nel primo mese dell’Anno 2 dell’Era della Pandemia, la Silicon Valley mette in scena il suo colpo finale: il Presidente degli Stati Uniti d’America (lo stesso che Dorsey e Zuckerberg avevano servito quando era un vincitore) viene privato del suo diritto di parola. Lo stesso mese, Big Pharma prende il controllo della vita della maggior parte della specie umana, riaffermando il privilegio coloniale della razza bianca di predatori sul Sud globale: il nazionalismo dei vaccini annuncia la sua intenzione di frantumare completamente un ordine geopolitico già traballante.
I segni del caos sono ovunque: una democrazia liberale in dissolvenza è incapace di fermare la diffusione della guerra civile globale a bassa intensità tra le sue identità conflittuali. Più recentemente, una nuova sequenza caotica è emersa nel campo della finanza, mostrando segni di diventare potenzialmente un fattore permanente di instabilità.

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Arditi – To the folk (part II)


La voce della dittatura feroce, infame, disumana fino all’inumano.

Mondare le teorie errate


Buttare via la chiave per mondare i deliri insussistenti, le scorciatoie ideologiche che portano dritte all’errore: la psichedelia, lo sciamanesimo, non possono essere i percorsi corretti per chi erra a destra.

È morto il politologo Giorgio Galli – la Repubblica


Su Repubblica la notizia della morte di Giorgio Galli, politologo e profondo conoscitore delle manovre occulte che si agitano nelle motivazioni sociopoliticoeconomiche mondiali – cito, una su tutte, il suo saggio Hitler e il nazismo magico. Estrapolo un passo assai illuminante dal necrologio del quotidiano, sapendo già a cosa sarebbe andato a parare il buon Giorgio; e voi, l’avete già capito?

Ha collaborato con riviste come Panorama e Linus e, studioso prolifico, ha firmato moltissime pubblicazioni spaziando dalla politica italiana del dopoguerra al nazismo, passando da Hitler a Giulio Andreotti, fino ai temi legati alla più stretta attualità. Fra i titoli dei suoi lavori “Storia dei partiti politici europei”, “Partiti politici italiani (1943-2004)”, “Mezzo secolo di Dc”, “Esoterismo e politica”. Era da poco uscito per Oaks editrice il suo saggio “Hitler e l’esoterismo”.

Aveva recentemente consegnato un intervento destinato al primo numero del 2021 della rivista legata all’istituto Civica sulle minacce alla democrazia rappresentativa. Sempre per la Kaos edizioni aveva pubblicato da poco anche “L’anticapitalismo imperfetto”. A dare la notizia della scomparsa di Galli è stato l’amico Mario Caligiuri con il quale il politologo aveva firmato proprio quest’anno “Il potere che sta conquistando il mondo. Le multinazionali dei Paesi senza democrazia”, pubblicato da Rubbettino. Nel libro gli autori analizzavano il ruolo delle multinazionali approfondendo i rapporti con i fondi sovrani e la criminalità, i paradisi fiscali e la politica energetica.

H.ø.s.t – Festung Oberschlessien


Il suono interiore della morte gelida, del buio disincarnato, delle volontà inumane.

Horror Story presenta “Gli dei lumaca” | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di un ebook edito di Alessandro Pedretta edito da DelosDigital, collana HorrorStory: Gli dei lumaca. La quarta:

Alcuni medici chirurghi provenienti da diverse zone d’Europa si ritrovano accomunati dalla stessa idea: creare l’Uomo Nuovo. Inizialmente cominciano a operare sugli animali, cercando di creare ibridi che possano elargire l’input per le loro operazioni future. Poi si dedicano alle operazioni sui malati mentali, finché il tutto prenderà una piega sorprendente e inaspettata.

La notte della svastica, distopia nazista d’anteguerra | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di La notte della svastica, romanzo distopico – o ucronico? – del 1937 scritto da Katherine Burdekin. La quarta, che è notevole, e che centra perfettamente molte delle caratteristiche magicosacrali del Nazismo e del culto che tuttora sopravvive ovunque:

Prima del Racconto dell’ancella di Margaret Atwood, prima di Philip K. Dick, c’era La notte della svastica. Pubblicato nel 1937 racconta una storia che era ancora tutta da scrivere proiettandoci in un mondo in cui i nazisti hanno vinto e creato un impero, la donna è ridotta a una macchina finalizzata a procreare soldati, memoria e identità personali demoni da distruggere.

Il Nazismo ha trionfato. Settecento anni dopo il pianeta si trova diviso in due soli potenti domini: l’impero tedesco e l’impero giapponese. E nella parte tedesca si trova aggiogato a un’assurda religione, imposta dall’abolizione della memoria e nata dall’oblio di ogni scienza e tecnologia, arte, letteratura e filosofia. Il nuovo Credo ha deificato Hitler, trasformato in un dio mitologico, «non nato da grembo di donna, ma esploso dalla testa del padre suo, Dio del Tuono». Un mondo brutalizzato e brutale, ritornato a una specie di feudalesimo mistico, di cui le prime vittime, che non si possono del tutto eliminare, sono le donne. Eppure qualcuno, nella lunga notte dei secoli, è riuscito a custodire un barlume della memoria (un libro, una fotografia), estremo antidoto, ultimo riparo contro l’annichilimento dell’umano.La notte della svastica fu scritto, incredibilmente, nel 1937, cioè prima della Seconda guerra mondiale e prima dell’alleanza bellica tra il Giappone e la Germania. Immagina e prevede l’una e l’altra. E comprende del Nazismo un carattere che verrà rilevato decenni dopo: il legame strutturale tra il totalitarismo e il misticismo irrazionale. Ma è forse il tema del rapporto tra biologia e potere, tra violenza e sessualità, quello che emerge in modo più inquietante dalle pagine di questa scrittrice: la riduzione della donna ad una macchina finalizzata a procreare soldati, il disprezzo misogino, la distruzione di memoria e identità personali anticipano e piantano le radici della futura fantascienza femminista (alla Atwood, per esempio). Dietro le sue spalle ci sono Wells, Huxley e le altre ucronie e distopie. E prima del 1984 di George Orwell (che uscirà nel 1948) inscena gli effetti di una società in cui la Storia è stata abolita.

Pubblicato da Sellerio, il libro sarà presentato questo questo venerdì alle 18 da Franco Ricciardiello e dal curatore Domenico Gallo al Museo Leone, a Vercelli.

L’ipotesi del tempo fantasma | OggiScienza


Su OggiScienza la segnalazione di una strampalata teoria riguardo un certo periodo storico, che si sostiene essere stato aggiunto arbitrariamente per introdurre fatti storici in realtà mai avvenuti. Vi lascio alle note dell’articolo, ombre di teorie riconducibili al background pseudoscientifico che circolavano in Germania a cavallo del 1800-1900, prima dell’avvento del nazismo…

Secondo una teoria proposta in tempi relativamente recenti, il periodo compreso tra il 614 e il 911 d.C. sarebbe stato inserito in maniera artificiosa nella cronologia degli eventi storici. La storia sarebbe stata riscritta per introdurci un lasso di tempo di ben 297 anni, ricco di fatti che, in base a questa idea, non sarebbero mai accaduti. Oggi vivremmo nel XIX secolo, il Muro di Berlino sarebbe crollato il 9 novembre 1692 e l’attacco alle Torri Gemelle sarebbe avvenuto l’11 settembre 1704. Una simile mistificazione del calendario sarebbe stata opera di Ottone III di Sassonia, imperatore del Sacro romano impero dal 996 al 1002 (secondo la storia ufficiale), assieme a Papa Silvestro II (vissuto fino al 1002) e, con buona probabilità, Costantino VII, Imperatore d’Oriente (905 – 959). I tre autori di questa modifica deliberata avrebbero agito per trovarsi in carica allo scoccare del fatidico anno 1000, indicato come l’inizio del settimo giorno del mondo, in base a un’interpretazione dell’incedere dei sette giorni della creazione.

La formulazione dell’”Ipotesi del tempo fantasma” è merito di Heribert Illig, studioso bavarese nato nel 1947, che a partire dagli anni ‘90 ha pubblicato le sue idee in libri e articoli come “Das erfundene Mittelalter: Die grösste Zeitfälschung der Geschichte” (“Il Medioevo inventato: la più grande falsificazione della storia”) e “Hat Karl der Große je gelebt?” (“Carlo Magno è mai vissuto?”). Nei primi anni della sua carriera da storico, Illig pubblicò varie proposte di revisione della cronologia dell’Antico Egitto e delle epoche preistoriche. Il suo percorso di ricerca fu influenzato dal lavoro di Immanuel Velikovsky, intellettuale secondo cui la Terra avrebbe subito catastrofiche collisioni con altri pianeti (Venere e Marte, nello specifico) nonché promotore di una nuova cronologia degli avvenimenti dell’antico Egitto, della Grecia, di Israele e, in generale, del Vicino Oriente. Heribert Illig fu infatti un membro attivo di un’associazione di studiosi che seguivano le teorie catastrofiste e revisioniste proposte da Velikovsky. Il nome dell’associazione, attiva tra il 1982 e il 1988, era Gesellschaft zur Rekonstruktion der Menschheits und Naturgeschichte (“Società per la ricostruzione delle storia umana e naturale”).

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"Scrivete quel che volete scrivere, questo è ciò che conta; e se conti per secoli o per ore, nessuno può dirlo." Faccio mio l'insegnamento di Virginia Woolf rifugiandomi in una "stanza", un posto intimo dove dar libero sfogo - attraverso la scrittura - alle mie suggestioni culturali, riflessioni e libere associazioni.

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