HyperHouse

NeXT Hyper Obscure

Archivio per Neil Gaiman

Robot 88 guarda all’oriente | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione del nuovo numero di Robot, l’88. Molta, moltissima carne al fuoco; ecco l’abstract:

Secondo gli osservatori più attenti la fantascienza del futuro non verrà (o non verrà solo) dall’Occidente ma anche e forse soprattutto dall’Oriente. Alcuni paesi come la Cina addirittura investono nella fantascienza, la promuovono, la insegnano nelle scuole. Su Robot abbiamo avuto diversi autori cinesi o cino-americani, questa volta un’autrice giapponese e una malese (che vive a Londra) con due splendidi esempi di come si possa combinare il fantastico tradizionale orientale con la fantascienza più pura. Fumio Takano racconta una storia di esperimenti di fisica nucleare e Zen Cho propone un racconto (premio Hugo) che parla di creature davvero aliene.

Tornando in Italia abbiamo una parata di grandissimi autori italiani: Dario Tonani col suo Mondo9, Franco Ricciardiello, Lanfranco Fabriani (sì, con il suo UCCI) e due tra le più promettenti nuove voci che stanno dando vita alla nuova età d’oro del fantastico italiano. Poi parliamo di nuove tendenze con Sandro Pergameno, di una grande autrice poco valorizzata con Salvatore Proietti, di una colonna del fantastico italiano con Gianfranco de Turris, di Good Omens e intervistiamo una grande artista: Galen Dara.

Zona 42 traduce Stella Benson | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di un nuovo lavoro per Zona42, la casa editrice di Giorgio Raffaelli che tanto buon materiale ha tirato fuori in questi pochi anni di esistenza. In questo caso parliamo di Stella Benson e del suo Viver soli; la quarta:

Questo non è un vero libro. Non ha a che fare con persone vere né dovrebbe essere letto da persone vere. Al mondo ci sono così tanti libri veri che sono stati scritti a beneficio delle persone vere, e tanti ancora ne saranno scritti, che non credo che un piccolo libro strano come questo, scritto per una minoranza di persone incline alla magia, possa essere considerato una minaccia.

Sarah Brown vive una vita tranquilla nella Londra nel 1918. Nonostante la guerra si dà da fare lavorando per un co- mitato di beneficenza. La magia entra improvvisa e inaspettata nella sua vita quando una strega la invita a trasferirsi in una nuova dimora: La Casa del Viver Soli. Nella sua stanza ai confini del mondo magico Sarah Brown avrà modo di conoscere e frequentare streghe, maghi, draghi e manici di scopa volanti.

Proposto da Zona 42 a cento anni esatti dalla prima pubblicazione, Viver soli è un piccolo gioiello che anticipa il tipo di letteratura fantastica portato al successo da Terry Pratchett e Neil Gaiman. Un romanzo in cui il dramma della grande guerra si stempera nell’umorismo e nell’invenzione magica, in una Londra dove comuni mortali e mondo fatato condividono strade ed esistenze.

La petizione per cancellare Good Omens è più ridicola di quanto ci si aspetti | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com un gustoso articolo di Silvio Sosio, che rende un bel po’ palese cosa significhi essere fondamentalista religioso – in questo caso fondamentalista cristiano. Tra le mie risate, vi incollo il testo:

Una serie televisiva nella quali la moralità e la legge della natura non esistono, un deciso passo verso lo sdoganamento del satanismo, che viene mostrato attraente e normale. C’è di più: Dio ha la voce di una donna, l’Anticristo viene raffigurato come un ragazzino che tutto sommato non vuole davvero distruggere il mondo, angeli e demoni fanno amicizia e ci sono pure delle suore sataniche. Per non parlare dei Quattro Cavalieri dell’Apocalisse, raffigurati, orrore, come motociclisti.

Questa mostruosità, l’avrete già capito (va be’, era anche scritto nel titolo), altro non è che Good Omens, serie tv tratta da un romanzo di Neil Gaiman e Terry Pratchett, rimasto peraltro sugli scaffali delle librerie per quasi trent’anni senza che il mondo venisse distrutto dalle fiamme dell’inferno. Ma si sa, le serie tv di successo attraggono interesse, dei poveri di spirito o dei cercatori di pubblicità, vedetela come preferite. Così la “Società americana per la difesa della Tradizione, della Famiglia e della Proprietà”, roba che fino a qualche tempo fa sarebbe sembrata un’esagerazione tutta americana, ma ormai abbiamo imparato a conoscere anche qui cose molto simili, ha lanciato una petizione per abolirla.

Al momento in cui scriviamo hanno già firmato oltre ventimila persone. Ma, appunto, c’è un dettaglio, che avrebbe divertito certamente Pratchett, e che siamo sicuri diverte altrettanto Gaiman:

La petizione si intitola “Tell Netflix cancel blasphemous Good Omens Series”, ed è indirizzata, appunto, a Netflix. Peccato che la serie non sia su Netflix ma su Amazon Prime Video.

PS No, la url non ve la diamo, scusate. Non intendiamo promuovere queste cose neanche per sbaglio.

Urania in edicola: la lavanderia torna in campo | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione dell’Urania di questo mese, un’altra puntata della saga della Lavanderia di Charles Stross: Il Memorandum Fuller.

Il ciclo della Lavanderia, cospicuo corpus letterario dell’autore inglese Charles David George Stross, è difficilmente definibile o catalogabile. Scrivere storie che abbiano come tema i Miti di Cthulhu non è certo strano, dopotutto da sempre H.P. Lovecraft fu affiancato da un congruo gruppo di scrittori che contribuirono a definire creature, geografia e pseudobiblia di questo universo.

Un autore moderno che ha scelto i Miti come sfonde per una sua storia è Neil Gaiman che, con il racconto premio Hugo Uno studio in smeraldo (A Study in Emerald, 2003), ha immaginato un mondo dominato dai Grandi Antichi. Al contrario la Lavanderia, l’organizzazione segreta inglese immaginata da Stross, lavora per impedire un destino del genere, ma i suoi metodi sono decisamente non convenzionali.

Le entità maligne desiderose di succhiare i nostri cervelli vivono in universi alternativi, che possono entrare in contatto con il nostro attraverso videogiochi, mediante le diapositive di una presentazione o particolari accorgimenti matematici e informatici. Gli uomini della Lavanderia sono un mix di geek e di agenti alla 007, soffocati dalla burocrazia e dall’ufficio personale, la demonologia è una scienza esatta e guardare un salvaschermo può essere molto pericoloso.

Davvero una strana miscela tra gli orrori lovecraftiani, le spy story della migliore tradizione britannica, l’informatica più o meno avanzata, il tutto condito dallo stile ironico tipico di Stross.

La quarta: “I panni sporchi si lavano in casa…” giusto? Sbagliato, in certi casi l’unica che può metterci una pezza – soprattutto quando si rischiano squarci nel “tessuto” della realtà – è la Lavanderia, agenzia investigativa occulta e sovrannazionale esperta nel dirimere i casi soprannaturali più spinosi, dalle invasioni aliene agli incubi dei Grandi Antichi di lovecraftiana memoria. Avevamo lasciato Bob Howard, demonologo esperto di informatica, a godersi il meritato riposo dopo gli sconvolgenti avvenimenti narrati in Progetto Jennifer (Urania n. 1658 e n. 1659), secondo volume della trilogia della Lavanderia. Purtroppo, non c’è riposo che tenga quando gli apostoli di un culto fanatico, con l’aiuto di agenti russi e antichi demoni, hanno in progetto di risvegliare una spiacevole entità nota nell’ambiente con il nome di “Divoratore di Anime”. Bob deve tornare sul campo, inseguendo le elusive tracce del Memorandum Fuller, scomparso nel nulla insieme al suo capo, sospettato di tradimento nei confronti dell’agenzia e dell’intera umanità. Riuscirà il nostro eroe a scagionare il proprio capo e, già che c’è, anche a evitare la fine del mondo?

Tra fantasy, fantastico e weird: indagine sul “Novo Sconcertante Italico” | L’indiscreto


Su L’indiscreto un’indagine approfondita sul nuovo Fantastico italiano, in particolare sulle connessioni che si sono instaurate nel genere tra Fantasy, Horror e Weird; in alcuni passi riconosco la tensione che è anche mia nel contaminare il reale col fantastico, riconoscere nel cosiddetto vissuto i germi di qualcosa di terrificante, di lovecraftiano (che è l’agente più potente di contaminazione che il mondo abbia mai espresso) e da lì far risalire all’attuale sistema economico mondiale l’ombra dei Grandi Antichi che gravano su noi: dove finisce il reale e inizia il fantastico? Esiste questa cesura? Pare non sia l’unico a pensarlo, e tutto ciò è connettivismo puro, in fondo

Il tema del nuovo peso che il fantastico esercita nella letteratura contemporanea, ha sicuramente due declinazioni: la prima è di natura politica; è significativo che se avete letto il recente 108 metri di Prunetti, il suo romanzo sugli anni da lavoratore precario in Inghilterra che completa il precedente Amianto, la storia della morte di suo padre come operaio, e che al pari dell’altro è un romanzo di formazione assolutamente realistico, l’oscuro padrone, l’ultimo misterioso e tenebroso imprenditore che controlla tutti gli altri contro i quali Prunetti si affanna e combatte, è nientemeno che lo Chtulhu di Lovecraft, all’interno di un romanzo che a parte questo punto di fuga e la comparsa del fantasma di Margaret Thatcher resta appunto un romanzo che continueremmo a definire realistico. Eppure solo quell’immagine della letteratura horror sembra permettergli di poter esprimere certe cose, anche da un punto di vista della contestazione sociale, e ribadisco che questa dimensione contestatrice del fantastico mi pare davvero importante. L’ultima dimensione cui volevo accennare è che secondo me questo tema della rilevanza dello sconfinamento, il fatto che i romanzi contemporanei non si basino più su un’unica finestra a partire dalla quale affacciarsi sul mondo esterno o interiore (fantastica o realistica che sia…) ma che ci sia bisogno contemporaneamente di più linguaggi per dire un’unica esperienza (e non esperienze diverse) è sicuramente legata alla nuova riflessione sul sacro che la società contemporanea sta ponendosi e attraversando piú o meno consapevolmente, visto la gran quantità di scorie e detriti mitologici che comunque ci portiamo dietro, come direbbe Eliade. Basti ricordare i saggi di Hillman su Pan e il ritorno degli Dei, ma anche L’elogio del politeismo di Bettini, che mi ha suscitato questa riflessione: in fondo, potremmo dire che anche il monoteismo letterario è giovane come il monoteismo teologico. È come se tale recente visione univoca della realtà e della sua resa narrativa sia stata nuovamente messa in discussione e si senta la necessità di superare quello sguardo per cui la realtà era solo un grande complesso razionale, una concezione propria sia di certo aristotelismo cristiano sia poi di un molto meccanicismo illuminista e poi positivista. Gli dèi si sono presi la loro rivincita. C’è bisogno di recuperare una percezione della realtà diversa. Non una sola finestra ma tante finestre, non questo o quel genere ma magari evocare tutti gli sguardi possibili e osservare lo stesso fenomeno con gli occhi e le immagini di Zola e Lovecraft. Credo non sia affatto un caso che in un romanzo fra i più famosi del Weird, ossia American Gods di Neil Gaiman, la vicenda si apra con il protagonista Shadow (Jung docet), che ha un sogno in aereo nel quale gli compare un bufalo divino, un bufalo-uomo che parla, e gli dice “Credi, disse la voce tonante, se vuoi sopravvivere devi credere”. Questa per me è chiaramente una scena metaletteraria, un’immagine con cui Gaiman sta descrivendo un intero orizzonte di senso, una chiave di lettura della sua opera e forse del mondo. “‘Credere? Credere a cosa?’ L’uomo bufalo fissò Shadow e si issò enorme con occhi di bragia, aprì la bocca che all’interno era rossa per via del fuoco che bruciava dentro, sottoterra. ‘A tutto.’ Ruggì.” Ecco. Siamo passati dal credere in Dio, al credere in niente, al credere a tutto».

Miti del Nord di Neil Gaiman arriva in libreria | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione di Miti del Nord di Neil Gaiman, che arriva in libreria.

Odino il supremo, saggio, audace e astuto; Thor, suo figlio, incredibilmente forte ma non certo il più intelligente fra gli dèi; e Loki, figlio di un gigante, fratello di sangue di Odino, insuperabile e scaltrissimo manipolatore. Sono alcuni dei protagonisti che animano il nuovo libro di Neil Gaiman: noto per essersi ispirato spesso ai miti dell’antichità nel creare universi e personaggi fantastici, questa volta Gaiman ci offre una formidabile riscrittura dei grandi miti del Nord. Lungo un arco narrativo che inizia con la genesi dei nove leggendari mondi, ripercorriamo le avventure e le gesta di dèi, nani e giganti.

Tra i racconti più avventurosi ci sono quello di Thor, che, per riprendersi il martello che gli è stato rubato, è costretto a travestirsi da donna, un’impresa non da poco considerando la sua barba e il suo sconfinato appetito; o quello di Kvasir – il più saggio fra gli dèi – il cui sangue viene trasformato in un idromele che colma di poesia chi lo assaggia. Il finale del libro invece è dedicato a Ragnarok, il giorno del giudizio, il crepuscolo degli dèi, ma anche la nascita di un nuovo tempo e nuovi popoli.

Brillante e divertente, Miti del Nord è una magistrale carrellata del pantheon scandinavo e della bizzarra natura degli dèi: ferocemente competitivi, capricciosi, predisposti all’inganno e a farsi governare dalle passioni. Un universo antico, ricco e affascinante a cui la penna vibrante di Gaiman è in grado di infondere una vita nuova e decisamente attuale.

A conferma, quindi, della passione che Gaiman ha per il pantheon degli dèi norreni, questo lavoro imperdibile traccia una linea di bellezza e rimpianto per il paganesimo, getta una luce umana sulle divinità che, perciò, si rendono più vicini a noi. O noi a loro?

American Gods – 1. Le ombre | Fantasymagazine


Su Fantasymagazine la segnalazione del riadattamento a fumetti di una parte di tre di American Gods, il celebre romanzo di Neil Gaiman.

Come si evince dalla sinossi e dalle immagini diffuse, questa versione è proprio l’adattamento a fumetti della serie, e porta la firma dello stesso Neil Gaiman in collaborazione con P. Craig Russell e Scott Hampton.

Arte Macabra

per gli amanti del macabro e del grottesco nell'arte moderna

CineFatti

Almeno un film al giorno, come il caffè.

Alessandro Rolfini

Be Different...Be Free !!

Pmespeak's Blog

Remember! Once warmth was without fire.

L'edera

e le altre poesie in ordine sparso by MerMer

My Mad Dreams

Sognatore è chi trova la sua via alla luce della luna... punito perché vede l'alba prima degli altri. [Oscar Wilde]

anche-ombre

percorsi ombreggiati, riflessioni esauste, alcooliche, liberatorie

There was a vision…

… of an outstanding and individual concept, which would last for many years hence.

Giacomo Ferraiuolo

Avevo un sogno e l'ho realizzato.

- GIORNALE POP -

Per informarsi su fumetti, film, serie tv, cartoni, musica e tutto ciò che è pop

Inchiostro e Sanguenero

È impossibile non comunicare. (Primo assioma della comunicazione. Scuola di Palo Alto)

Stregherie

“Quando siamo calmi e pieni di saggezza, ci accorgiamo che solo le cose nobili e grandi hanno un’esistenza assoluta e duratura, mentre le piccole paure e i piccoli pensieri sono solo l’ombra della realtà.” (H. D. Thoreau)

L'occhio del cineasta

La porta su un'altra dimensione

La Sindrome del Colibrì

The more you know, the less you fear (Chris Hadfield)

Terracqueo

MultaPaucis

Il maestro dei sogni

"Tutti siamo fatti della stessa sostanza dei sogni"

Il Bistrot dei Libri

"Un libro ben scelto ti salva da qualsiasi cosa, persino da te stesso" Daniel Pennac

Astro Orientamenti

Ri Orientarsi, alla ricerca del nostro baricentro interiore

Fantasy al Kilo

L'osteria del Fantasy e Sci-Fi

Medio Oriente e Dintorni

Storie, cultura e sport dal Medio Oriente e e Dintorni

Gli Archivi di Uruk

Database di genere in italiano

ˈGŌSTRAK

In Absentia Lucis Tenebrae Vincunt

PostScripts

Il Blog di Francesca Sabatini

Rosa Frullo

Rosa Frullo. Ua poetessa ,tra Spleen, Horror e Masochismo

BREAKFAST COMICS

Best Comics & Graphic Novels / I fumetti da leggere almeno una volta nella vita. Sponsored by CSBNO

La Via del Caos

Cambiare il modo di vedere il mondo per migliorare sé stessi

Aquilone di pensieri

And into the fields I go to lose my mind and find my soul

3... 2... 1... Clic!

E’ un’illusione che le foto si facciano con la macchina… si fanno con gli occhi, con il cuore, con la testa. (Henri Cartier-Bresson)

B-Movie Zone

recensioni di film horror, thriller, gialli, poliziotteschi, sci-fi, exploitation, erotika

I tesori di Amleta

Qualcosa appare e scompare tra tanto buio e luce

VOCI DAI BORGHI

Laudabunt alii claram Rhodon aut Mytilenem...

Duplex Ride

electronic music & video

di Ruderi e di Scrittura

Storie della trazione popolare italiana

ORME SVELATE

la condivisione del dolore è un dono di amore da parte di chi lo fa e di chi lo riceve

francesca del moro

La differenza tra prosa e poesia è che la prosa dice poco e ci mette molto tempo, la poesia dice molto in pochissimo tempo. C. Bukowski

Istanze & Fantasmi

poesie seminate, di Martina Campi

Astro-Sirio

Astra inclinant non necessitant

The Twittering Machine

Racconti di fantascienza (e altro) di Piero Schiavo Campo

Quel cinema invisibile...

Cinema was made to reunite the Visible and the Invisible

Il Calamaio Elettrico

Versi di Mauro De Candia e influenze varie

ON THE ROAD

Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, altrimenti diventa un ostacolo che impedisce di andare avanti

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: