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Archivio per Nephilim

Delos Digital presenta “Cabal – Il principe dell’eresia” | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione del romanzo di Claudio Votini, Cabal – Il principe dell’eresia. Al di là del romanzo stesso, mi interessa notare che il mito dei Nephilim torna spesso, un po’ ovunque, e ciò ha delle sue valenze esoteriche notevoli, come tenere in vita Cthulhu nel suo regno di non morte, da cui comanda tutto il nostro mondo apparentemente reale.

I Nephilim, l’antico nemico che più di quattrocento anni fa ha quasi distrutto l’equilibrio delle forze che reggono il mondo occulto, è tornato. A guidarne le fila, Arion, l’Eresiarca sconfitto durante la Crociata Nera, stende la sua mano di cenere e fiamme su Roma, proprio dove il potere del Sacro Ordine è più forte, in attesa del giorno dell’avvento in cui potrà finalmente compiere il suo destino.
Remilia ha donato a Sonia la Magia delle Sfere, rendendola di fatto la sua apprendista, decisa più che mai a dimostrare a Kael la sua determinazione. Che questa possa bastare per tornare da ciò che la attende è tuttavia qualcosa che neppure i sogni degli Haraim possono svelare.

Kael, Laurent, Gridia, Kai, Ylena e Bala, ognuno di questi Mydian ha usato il tempo concesso dall’Eresiarca per prepararsi al meglio, ignari di cosa li attende nel sottosuolo di Roma, là dove niente sembra più avere senso e l’inferno pianta le sue radici strangolando la realtà in un incubo senza fine.

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Le occorrenze occulte tra Evangelisti, Arona, i Nephilim…


La stilizzazione del personaggio Pantera, nel ciclo omonimo di Valerio Evangelisti; un nephilim con l’iconografia della band FieldsoftheNephilim e di Demoniaca, con tutte le arti magiche da Palo Mayombe, altro crossover con Danilo Arona. Amo questi intrecci occulti che portano alla sinestesia dei significati. Amo il personaggio Pantera

Guardiani sospesi


I Guardiani sono sospesi sul vuoto estinto delle dimensioni, incastonati negli iati dei continuum viventi; il loro pensiero è radiazione di fondo, vive ovunque nell’eterno presente che comprime.

Ready


Riscrivi i tuoi debiti psichici in un alfabeto enochiano, usando lessici surreali e inumani: sei pronto!

Nell’epica di Gilgamesh, essere umani significa abbandonare lo stato animale | L’INDISCRETO


Su L’Indiscreto la segnalazione della scoperta di un ulteriore frammento mesopotamico dell’epopea di Gilgamesh, il primo libro fantastico della storia umana, redatto un po’ di millenni nella Mezzaluna Fertile. Un estratto dall’articolo, che sembra dare dignità all’uomo che si sente realizzato attraverso la trascendenza dell’amore, delle esperienze umane, della pienezza spirituale di sé:

L’ultima scoperta è un piccolo frammento trascurato nell’archivio del museo della Cornell University di New York, identificato da Alexandra Kleinerman e Alhena Gadotti e pubblicato da Andrew George nel 2018. All’inizio il frammento non sembra un granché: sedici linee spezzate, la maggior parte delle quali già note. Ma lavorando sul testo, George notò qualcosa di strano. La tavoletta sembrava conservare parti sia della versione Babilonese Antica che della versione Babilonese standard, ma in una sequenza che non si adattava alla struttura della storia come era stata compresa fino ad allora.

Il frammento proviene dalla scena in cui Shamhat seduce Enkidu e fa sesso con lui per una settimana. Prima del 2018, gli studiosi credevano che la scena esistesse sia in una versione Babilonese Antica che in una versione Babilonese standard, che dava resoconti leggermente diversi dello stesso episodio: Shamhat seduce Enkidu, fanno sesso per una settimana e Shamhat invita Enkidu a Uruk. Le due scene non sono identiche, ma le differenze potrebbero essere spiegate come il risultato dei cambiamenti dovuti alla traduzione dal Babilonese Antico al Babilonese standard. Tuttavia, il nuovo frammento sfida questa interpretazione. Un lato della tavoletta si sovrappone alla versione standard, l’altro alla versione in babilonese antico. In breve, le due scene non possono essere versioni diverse dello stesso episodio: la storia comprendeva due episodi molto simili, uno dopo l’altro.

Secondo George, sia la versione in Babilonese Antico che quella in babilonese standard funzionavano così: Shamhat seduce Enkidu, fanno sesso per una settimana, e Shamhat invita Enkidu a venire a Uruk. I due parlano poi di Gilgamesh e dei suoi sogni profetici. Poi fanno sesso per un’altra settimana, e Shamhat invita di nuovo Enkidu a Uruk. Leggi il seguito di questo post »

Il Demiurgo e la possibilità positiva: plasmazione – A X I S m u n d i


Su AxisMundi un lungo ma interessantissimo trattato sui demoni, sui nephilim, sul concetto di demiurgo, le trasversali associazioni e atti creativi tra quest’entità. Un estratto:

Come ebbe modo di notare anche Ugo Bianchi, nel Mito il riferimento a “Zeus” molto spesso è del tutto generico e quindi può riguardare accadimenti anteriori al suo effettivo avvento; ciò, riteniamo, secondo una trasposizione analoga a quella dei “Figli di Dio”, che nel Genesi appaiono appena nel sesto capitolo, ma purtuttavia, come abbiamo visto, potrebbero rappresentare (anche) fatti ben precedenti. Mircea Eliade ricorda anche altri miti, di origine mesopotamica, nei quali la materia prima della quale sarà poi costituito l’uomo è, pure qui, di natura demoniaca: è il caso del sangue di Kingu, che anticamente era stato uno dei primi Dei celesti ma poi era divenuto il capo della fazione dei Demoni, e la cui analogia alla figura del Lucifero caduto ci sembra quindi piuttosto chiara.

Ora però il Demiurgo estrinseca l’aspetto “positivo” e pienamente conforme al Principio, apparendo come un suo mero strumento per la creazione antropo-cosmica: in tale visuale corrisponde a Ruach, il soffio divino (assimilabile anche all’indù Hamsa, mitico cigno-veicolo di Brahma e sul quale torneremo più avanti) che, agendo sulla materia primordiale, costruisce l’Adam Ha-Rishon immortale, “principio” di quello che più tardi sarà l’uomo sensibile. Ma la presenza dell’anzidetto elemento materiale, pone ora l’intervento demiurgico al livello della manifestazione che, per utilizzare le categorie guénoniane, è quello “formale” o “individuale”, ancorché secondo noi, ancora “sottile” e non grossolano: prendendo a modello l’Androgine bisessuato, viene quindi plasmato il sottostante Adamo del secondo capitolo del Genesi, il quale, non a caso, Leopold Ziegler ricorda essere ancora «unico della sua specie e non accoppiato».

Per Titus Burckhardt questo «soffio vitale», esso stesso costituito di materia sottile, appartiene al mondo intermedio posto tra Cielo e Terra, “vento” che – associato anche al Mercurio – nel proprio ventre porta il “germe” spirituale: rispetto al Principio trascendente ricopre quindi una funzione passiva e ricettiva, esattamente come riceve ed “assume” l’immagine androginica. In tale prospettiva, Evola segnala come in ambito gnostico il mondo del Demiurgo rivesta infatti carattere femminile (più sopra avevamo accennato alle caratteristiche di Sofia-Zoe) di cui la “mercurialità” è senz’altro un carattere distintivo. Ma il mondo animico – “serpentino” – può assumere, a seconda del punto di vista dal quale lo si considera, gli attributi dell’Essenza o quelli della Sostanza il che, come ricorda Guénon, gli conferisce una parvenza di “duplice natura”; e, quindi, la potenza demiurgica appare anche, nello stesso momento, attiva e formatrice in rapporto al complesso della sottostante manifestazione formale in tutte le sue estensioni.

Tale concetto, in merito al particolare caso dell’antropogenesi, è probabilmente riassunto dall’idea, sempre originante dalle correnti gnostiche, che il Demiurgo creò sia il corpo umano, sia la sua forma sottile, indicata come Psyché. Quindi, per questa sua posizione intermedia e per quel complesso gioco di rifrazioni e sovrapposizioni funzionali già accennato, è il Demiurgo stesso in qualche modo a rappresentare l’Anima del ternario composto dalla sovrastante immagine archetipica androginica, che simboleggia lo “Spirito”, e dal sottostante Adamo terrestre che ne è il “Corpo”; come dicevamo, però, questo “corpo” consta di un elemento sostanziale che nell’Adam Ha-Rishon viene definito “polvere” sottile e che non può ancora corrispondere a quello attuale e solidificato.

Esce The City’s Return, di Sandro Battisti, per la collana SpinOff | KippleBlog


Un’uscita che mi riguarda. [Letto su KippleBlog]

Kipple Officina Libraria presenta The City’s Return, nuova, potente incursione nel mondo dell’Impero Connettivo dal creatore della saga Sandro Battisti, Premio Urania 2014.
L’autore esplora, definendone gli sfuggenti confini, quella che sembra un’illusione maturata all’interno del territorio imperiale; lo fa richiamando sottilmente i massimi esponenti di un mondo che appare onirico e rarefatto, attraversato dalle venature verbali che assumono i contorni di un sogno sciamanico olografico.
La collana Spin-off è dedicata alla diffusione di storie ambientate nell’Impero Connettivo – creazione connettivista che narra gli eventi di un Impero Postumano con forti similitudini a quello Romano – in cui lo Stato governa sullo spazio e sul tempo sotto il dominio psichico di un alieno, un Nephilim.

Sinossi

L’Impero Connettivo, Stato che come l’Impero Romano domina sullo spazio, ma anche sul tempo, è divenuto un’entità politica divisa in due: la prima metà è votata alle politiche più materiali, mentre l’altra sembra aspirare alla trascendenza; alla prima fa capo il funzionario postumano Sillax, mentre la seconda continua a far riferimento all’alieno nephilim Totka_II.
Efrem è compresso nei meandri di una città imperiale che incarna visceralmente l’illusione massima dello spazio e del tempo; i suoi cittadini, le figure di riferimento che devono far rispettare l’ordine pubblico, non esprimono un senso diverso dallo smarrimento che Efrem vive costantemente, la sua impressione di evanescenza e di alienità dalle vicende del luogo va di pari passo con l’illusione di un senso sfuggente di appartenenza: dov’è situato il punto di discontinuità tra l’esistenza interiore ed esteriore? Efrem è in attesa di un segnale…

Estratto

La confusione lo segnava. Efrem non riconosceva i luoghi, o meglio, aveva troppe chiavi di cognizione per ogni singola location, non sapeva a quale situazione appartenesse e così gli si confondevano i contesti.
Ogni volta che entrava nei territori dove ora si trovava maturava convinzioni di percezioni, gli si disponevano dentro animosità interiori di pura dislocazione e il suono che aveva in sé risuonava fino all’esterno della pelle, mostrandogli ectoplasmi estemporanei, vivi di energia senziente: la sua.
– Ha perso qualcosa?
Una guardia imperiale di prossimità, dotata di cingoli rutilanti, guadagnava rapidamente i suoi pressi, fagocitando lo spazio che prima li divideva. Il protocollo che egli usava per comunicare era uno standard misto di tecnologia booleana e frammenti di liberismi neofuzzy, qualcosa che risultava simile a slang provinciali lontani unità energetiche dal dominio culturale di Totka_II.
– No, agente, osservo soltanto.
– Posso aiutarla, se le occorre – la puntigliosità della guardia diveniva subito fastidiosa, il poliziotto manifestava la sua tossicità caratteriale come veleno a contatto.
– M’indichi soltanto il cardo e il decumano, per favore…
Durante quell’interlocutorio, la necessità di concentrarsi sul luogo assumeva per Efrem i connotati di un quadro astratto e astrale, realtà illuminanti improvvisamente significative al pari di una conoscenza memetica, una supernova illuminante quadranti estesi di cielo siderale. Doveva liberarsi dell’entità militare fastidiosa e petulante, ottusa, ma non sembrava una cosa facile.
– Ho qui il database di tutti gli abitanti della sobolla localizzata, aggiornato a tre minuti. Posso indicarle dove abita anche l’ultimo arrivato.
Efrem soffiava via l’insofferenza per quello sceriffo reazionario.
– No, le ripeto, non cerco nessuno. Seguo soltanto i miei sensi maggiorati dal momento siderale. – Si girò di 180 gradi, come per focalizzare un particolare che l’aveva colpito, o per troncare la comunicazione.
Gli istanti di silenzio si susseguirono in fasi significative, la guardia stava elaborando oltre le sue possibilità strutturali l’immagine del momento siderale suggerita da Efrem, un overflow cognitivo era in atto e il costrutto ideale che ne risultava doveva apparire allo sbirro sbilenco e tarlato. Poi si pronunciò, nel momento esatto in cui realizzò di aver fatto passare troppo tempo.
– Voleva sapere dove sono il cardo e il decumano?
Sono un postumano. Da un numero incalcolabile di anni terrestri, quello che ero biologicamente si è evoluto nell’essenza di ciò che sono. Ma chi sono adesso mi è sconosciuto. So al servizio di chi opero e per cosa lavoro. Eppure, ignoro dove tutto ha avuto inizio.

La quarta

La perfezione di un’esistenza lineare si stravolge quando il caos quantico di più livelli di esistenza si mescola nel contemporaneo, mistificando ogni percezione di sé e dell’esogeno. Chi potrà definirsi a ragione vivo, quanti potranno fregiarsi di quello status particolare di autoconsapevolezza vibrante?

L’autore

Sandro Battisti. Il suo esordio è del 1993 con il racconto Il gioco pubblicato da Stampa Alternativa.
Tra i primi blogger attivi in Italia, noto in rete con lo pseudonimo di “Zoon”, nel 2004 è stato uno dei fondatori del movimento letterario connettivista. A partire dal 2004 si è dedicato allo sviluppo di uno scenario comune a molti suoi lavori successivi, noto come “Impero Connettivo” (uno Stato modellato sull’esempio dell’Impero romano il cui il dominio si estende su spazio e tempo, governato da una stirpe di alieni semieterni), dapprima con racconti apparsi inizialmente su NeXT, la fanzine del movimento, e con il fumetto Florian, successivamente in due romanzi: PtaxGhu6, scritto in collaborazione con Marco Milani (2010), e Olonomico (2012).
Ha vinto il Premio Urania 2014 e il Premio Vegetti 2017 con il romanzo L’impero restaurato.

La collana

La collana Spin-off è dedicata alla diffusione di storie ambientate nell’Impero Connettivo – creazione connettivista che narra gli eventi di un Impero Postumano con forti similitudini a quello Romano – in cui lo Stato governa sullo spazio e sul tempo sotto il comando di un alieno, un Nephilim. La valuta monetaria in vigore è l’informazione, mentre l’Imperatore di stirpe aliena Totka_II governa con le sue capacità occulte sull’evoluzione tecnologica dell’umanità: i postumani.

Sandro Battisti | The City’s Return
Kipple Officina Libraria
Collana Spin-off — Formato ePub e Mobi — Pag. 12 – € 0.95 — ISBN 978-88-98953-99-8

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