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Archivio per Nino Martino

Trinacria Station, ecco la fantascienza siciliana | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione dell’uscita, per DelosDigital, dell’ultima antologia di Gian Filippo Pizzo, con Emanuele Manco che ha chiuso l’opera dopo la scomparsa dell’antologista fantastico più completo d’Italia: Trinacria Station. La quarta:

La tradizione della fantascienza in Sicilia ha solide basi e ricchissime espressioni, che attraversano le generazioni e le province. Dai racconti fantascientifici di Luigi Capuana alle prime esperienze di fanzine, a Palermo con Astralia – proprio curata da Gian Filippo Pizzo – e Intercom fino alla più recente, catanese Fondazione SF. In questa antologia Gian Filippo Pizzo ha raccolto testi di quasi tutti i più riconosciuti autori dell’isola, residenti o emigrati. Ne viene fuori in quadro variegato che testimonia la ricchezza e la vitalità di un genere non sempre facile ma sempre affascinante.

L’ansia della comunicazione @ Nino Martino


Nino Martino è stato a StraniMondi di quest’anno uno dei relatori del panel “Verba Aliena”:

Cosa accade quando l’alieno è veramente alieno? Quando confrontarsi con lui/esso/loro diventa un mettere in discussioni le basi stesse della nostra percezione del mondo? È possibile una comunicazione con l’alienità radicale, e quanto questo può insegnarci/trasformarci? La fantascienza può provare a immaginarlo.

Quello che segue è parte del suo intervento, che Nino ha riportato su carta elettronica; vi lascio alle suggestioni che suscita, invitandovi a un profondo ripensamento di ciò che è umano, e quindi ritenuto superiore, con ciò che viene ritenuto di più basso grado, perché potreste sbagliarvi.

Io sono un umano e ho l’ansia della comunicazione. Non c’è niente da ridere. Noi umani abbiamo un vantaggio enorme sulle altre specie di vita terrestri: sappiamo comunicare fra noi, ci tramandiamo esperienze, sappiamo tradurre in simboli i versi che facciamo con la bocca, abbiamo elaborato teorie simboliche sulla realtà come la matematica e la fisica e scriviamo formule e altri leggono, imparano, costruiscono questa bellissima società pensante.
Come dite? Anche le altre specie di vita sanno comunicare? Beh, sì, un pochettino, mica tanto. Ho visto aironi maschi corteggiare aironi femmine con un rituale che equivale a comunicarle che è lei che piace proprio a lui e che quindi se volesse… Ma è poca roba. Non sanno parlare, non sanno scrivere, non sanno leggere. Noi invece sì.
E mi viene l’ansia della comunicazione. Se vi incontro e vi conosco emetto suoni, gesticolo, comunico. E mi viene l’ansia. Parlare, dire, comunicare. Anche voi comunicate con me. Poi se ci vediamo al bar facciamo chiasso, tanta è la comunicazione verbale.
Entriamo in un biblioteca e ci sono file e file di volumi che contengono informazioni su ogni cosa. Io leggo di tutto, mi informo di tutto. C’è un flusso costante di informazione tra me e voi. Dalla finestra guardo in strada e vedo scorrere macchine e ogni automobile ha persone a bordo, che a volte parlano tra di loro, a volte siedono rigide senza dire niente. Ma anche questa corrente continua di auto che porta persone da un posto all’altro di fatto porta informazione, ciascuno di loro si sposta per parlare, per fare, per collegarsi a un ufficio dove comunicare i propri bisogni e dove un addetto comunicherà che se la devono scordare quella cosa che chiedono. Oppure fornisce fogli su fogli, che vanno riempiti di simboli, di comunicazione, di informazioni.
Una vera e propria ossessione, lo so. La specie umana tutta ha l’ansia della comunicazione. E quando ci guardiamo intorno e vediamo animali, cani, gatti, subito cerchiamo di comunicare con loro. Il cane scodinzola. Noi gli parliamo, gli diciamo a cuccia, seduto, dammi la zampa. Lui lo fa! Ecco, abbiamo comunicato, lui è felice e noi siamo felici. Con il gatto è un po’ più difficile, se lui non vuole, ma questa è un’altra storia.
Le vere rivoluzioni, come ebbe modo di dire Franci Conforti, sono i salti nei mezzi di comunicazione. Dallo scalpello faticosissimo sulla pietra agli ssd, a internet, a…
Ok, mi fermo. Anzi no.
Quando abbiamo incominciato a capire quanto sarebbe strano che solo in un minuscolo e insignificante pianeta di un piccole sole giallo-verde di una media galassia di una supergalassia di una rete di galassie si fosse sviluppata la vita, ci è venuta subito l’ansia. Se c’è altra vita fuori della nostra terrestre bisogna subito comunicare. Abbiamo subito messo in piedi un’organizzazione il METI (Messaging ExtraTerrestrial Intelligence), la controparte “attiva” del SETI, che si occupa di comunicare con forme di intelligenza aliena. Abbiamo persino lanciato un messaggio verso la stella GJ273 perché pare che abbia un pianeta abitabile (abitabile?! E che vuol dire? Abitabile da chi?). Un nostro vicino: solo 12,4 anni-luce (la luce per andare da noi a lì impiega solo una quindicina d’anni, insomma è dietro l’angolo).
Il messaggio è scritto in linguaggio matematico, considerato universale. Se c’è una specie intelligente sicuramente la matematica la sa. Sapere la matematica, scrivere di formule matematiche, esaltarsi davanti alla bellezza del Π è sintomo di intelligenza. Come? Non sapete molta matematica? Be’, sì ci sono diversi gradi di intelligenza, lo so… Ma se sono alieni e sono in grado di recepire il nostro segnale sono intelligenti e capiranno che da un’altra parte dell’universo esistono degli intelligenti come loro e che come loro hanno l’ansia del comunicare.

 

È uscito il nuovo numero di Un’ambigua Utopia, rivista di critica marx/z/iana | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione del nuovo numero di “Un’ambigua utopia”, la rivista di critica critica marx/z/iana che affonda le sue origini negli anni ’70, quando il clima politico era molto più infuocato di ora; però, però, l’ideologia ha trovato modo carsico di arrivare fino ai nostri giorni e, pure se la redazione non è più quella di decenni fa, è sempre ben posizionata sui temi politici di discussione.

Chiamarla fanzine ormai è decisamente difficile: Un’Ambigua Utopia numero 12 è lontana anni luce dai primi numeri ciclostilati degli anni settanta. Stampata tutta a colori, 112 pagine eleganti, grande formato e carta patinata, la “rivista di critica marx/z/iana” è un prodotto di alta qualità e non solo graficamente: basta scorrere il sommario dove si trovano nomi come quelli di Laura Coci Roberto Del Piano, tra i principali animatori di questa incarnazione della rivista, e quelli di Nico Gallo, di Davide Del Popolo RioloNino Martino Judith Merrill per la narrativa, di Gino Andrea Carosini con un bel fumetto tratto da Fredric Brown.

Il tema del numero è “Le identità”, trattato attraverso diversi punti di vista. Insomma, a prendere il mano il fascicolo viene proprio da dire “uau”.
Il numero può essere ordinato tramite il sito unambiguautopia.it/modulo-prenotazione-n-12/.

 

Kipple Officina Libraria (e il sottoscritto) a StraniMondi 2022 – reminder


Vi ricordo, per chi potrà e vorrà, i due appuntamenti di oggi che mi vedranno coinvolto a StraniMondi, la manifestazione del Fantastico in svolgimento a Milano, come da spiegone sotto 🙂

[Letto su KippleBlog]

Kipple Officina Libraria sarà presente anche quest’anno a StraniMondi, la manifestazione del Fantastico per autori, editori, operatori del settore e soprattutto lettori, amanti della cultura di genere, entusiasti sostenitori della necessità di una nicchia immaginifica sempre più vasta e feconda, che si svolgerà l’8 e il 9 ottobre a Milano.

La nostra casa editrice sarà protagonista del panel in programma per domenica 9 ottobre alle 14.30 dal titolo “I Premi Kipple, poesie lunari e Volontà trasgressive: i nuovi percorsi scifi & weird di Kipple Officina Libraria”, in cui saranno presenti l’editore Lukha B. Kremo, Sandro Battisti, Paolo Di Orazio, Marco Scarlatti e Andrea Cattaneo; passate a trovarci allo stand, saremo lì per tutto il weekend della manifestazione.

Ci vediamo lì, alla “Casa dei Giochi” in via Sant’Uguzzone 8, Milano?

PS – Sarò presente anche, sempre domenica 9 ma alle 11.20, al panel “Verba aliena” in compagnia di Nino Martino, Elena di Fazio, Franci Conforti, Giovanna Repetto e Mario Pesce (moderatore) dal seguente abstract:
Cosa accade quando l’alieno è veramente alieno? Quando confrontarsi con lui/esso/loro diventa un mettere in discussioni le basi stesse della nostra percezione del mondo? È possibile una comunicazione con l’alienità radicale, e quanto questo può insegnarci/trasformarci? La fantascienza può provare ad immaginarlo.

Kipple Officina Libraria (e il sottoscritto) a StraniMondi 2022


[Letto su KippleBlog]

Kipple Officina Libraria sarà presente anche quest’anno a StraniMondi, la manifestazione del Fantastico per autori, editori, operatori del settore e soprattutto lettori, amanti della cultura di genere, entusiasti sostenitori della necessità di una nicchia immaginifica sempre più vasta e feconda, che si svolgerà l’8 e il 9 ottobre a Milano.

La nostra casa editrice sarà protagonista del panel in programma per domenica 9 ottobre alle 14.30 dal titolo “I Premi Kipple, poesie lunari e Volontà trasgressive: i nuovi percorsi scifi & weird di Kipple Officina Libraria”, in cui saranno presenti l’editore Lukha B. Kremo, Sandro Battisti, Paolo Di Orazio, Marco Scarlatti e Andrea Cattaneo; passate a trovarci allo stand, saremo lì per tutto il weekend della manifestazione.

Ci vediamo lì, alla “Casa dei Giochi” in via Sant’Uguzzone 8, Milano?

PS – Sarò presente anche, sempre domenica 9 ma alle 11.20, al panel “Verba aliena” in compagnia di Nino Martino, Elena di Fazio, Franci Conforti, Giovanna Repetto e Mario Pesce (moderatore) dal seguente abstract:
Cosa accade quando l’alieno è veramente alieno? Quando confrontarsi con lui/esso/loro diventa un mettere in discussioni le basi stesse della nostra percezione del mondo? È possibile una comunicazione con l’alienità radicale, e quanto questo può insegnarci/trasformarci? La fantascienza può provare ad immaginarlo.

Nino Martino questa volta è solarpunk | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di A coloro che verranno, interessante racconto lungo di Nino Martino che si colloca un po’ ai margini del SolarPunk ed edito da DelosDigital. La quarta:

Malgrado la profonda crisi dei combustibili fossili, il capitalismo industriale non si arrenderà senza combattere: cercherà di manipolare l’opinione pubblica tramite un ambientalismo di facciata, per distogliere l’attenzione dall’impatto della produzione sull’ecologia del pianeta. In particolare, una rete di “villaggi solariani” molto simile a una setta new age è la copertura di facciata che dovrebbe distogliere l’attenzione dall’attività predatoria dell’industria che la sponsorizza. Il capofila di questi eco villaggi, il Sole nascente, sorge vicino Arbatax sulla costa orientale della Sardegna ed è di non facile accesso. Oltre a dedicarsi a lavori agricoli, i suoi abitanti coltivano un’erba con poteri allucinogeni. In un albergo poco distante arriva un turista da Parigi: Mateo Koné, nativo del Mali, che si è liberato con la Grande Rivolta dalla dipendenza economica nei confronti dell’Occidente. Ha con sé un’intelligenza artificiale dalle capacità prodigiose, nascosta dietro le sembianze di un innocente zainetto da passeggio, ed è in contatto con la Rete della Scienza, organizzazione che combatte il greenwashing e che si appoggia sulla struttura della colonia lunare. Riuscirà a smascherare Ravi, il gran maestro dell’ecovillaggio? E Anna, la receptionist dell’albergo, che ruolo ha in questa operazione?

Blu è il colore del tempo, il terzo romanzo di Nino Martino | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione del terzo romanzo di Nino MartinoBlu è il colore del tempo, parte finale di un ciclo ambientato nello spazio e nella vita che vi si annida. La sinossi:

Tornano Roberto, Yang, Joseph e gli altri dell’equipaggio di esploratori spaziali che abbiamo conosciuto nel romanzo Errore di prospettiva. Ma questa volta la loro missione non è alla ricerca di materie prime per l’industria terrestre, ma – grazie a un ricco finanziatore – la ricerca di altre civiltà galattiche. Che non mancheranno di presentarsi ma, come già accaduto nel primo romanzo, il loro essere aliene costituirà un ostacolo non indifferente alla reciproca comprensione. Sarà l’arrivo inaspettato di un’altra forma di intelligenza a offrire l’aiuto necessario a superare barriere inaccessibili per gli esseri umani.
Da Nino Martino, autore del bestseller Errore di prospettiva e vincitore del Premio Odissea con Irene, un nuovo sguardo affascinato sul mistero della vita nell’universo.

Franci Conforti e il Premio Odissea 2020 – Associazione World SF Italia


Sul sito della WorldSF Italia è stata pubblicata una bella intervista di Filippo Radogna a Franci Conforti, fresca covincitrice con il suo romanzo Eden del Premio Odissea 2020. Uno stralcio della chiacchierata.

L’approccio di Franci Conforti con la scrittura e con la lettura è a tutto tondo: fantastico, scientifico e politico – sociale, dei diritti e della tutela della persona e dell’ambiente (è molto sensibile al movimento ecologista che rimane uno dei suoi cavalli di battaglia). Biologa, autrice di romanzi e racconti di fantascienza molto apprezzati, giornalista professionista, è docente all’Accademia di Belle arti di Milano, città dove vive da molti anni dopo essersi trasferita dal Cairo, la capitale dell’Egitto, dove è nata. Legge di tutto e adora i manuali e i saggi scientifici, colleziona libri e conchiglie, ama la conversazione e le uscite notturne, i giochi di ruolo e gli animali (ha passato la vita tra gli husky), sogna di viaggiare anche se è sempre in giro per lavoro, è sposata, ha un figlio, ascolta musica di vario genere, ha praticato vari sport dal nuoto, alla vela, allo sci sino all’equitazione e oggi quando ha tempo trae giovamento da lunghe e riflessive camminate (rigorosamente con la mascherina).

Per prima cosa mi sembra giusto farti i complimenti per la nuova vittoria al Premio Odissea 2020 -ex aequo con Nino Martino- con il romanzo, in pubblicazione da Delos, “Eden”. Avevi già vinto nel 2016, te lo aspettavi?
La verità? Sono profondamente pessimista, è una difesa dalle disillusioni. Quindi no, non me lo aspettavo; mi vietavo di sperarlo e anche di pensarlo. È stata una grande gioia. Grazie a Delos e a chi ha letto i nostri lavori.

La scorsa volta trionfasti con “Spettri e altre vittime di mia cugina Matilde” (Delos Digital) un testo urban fantasy con spettri e storie di misteri, un omaggio a Dino Buzzati. Come mai proprio all’autore de “Il deserto dei Tartari”, cosa ti accomuna a lui?
È uno degli scrittori che porto sempre con me. Anzi, è l’unico che Spettri vive con me. Anni fa scoprii che la casa in cui abito è stata sua. Qui ha scritto proprio “Il deserto dei Tartari” che hai appena citato e il suo fantasma infesta la mia cucina. Una presenza critica, sia chiaro. Mi guarda perplesso, abbassando gli angoli della bocca. Ha da ridire sulla qualità del mio lavoro, non sul genere. La fantascienza gli piace. Per il resto credo avrebbe preferito una convivente diversa. Che so, una donna di mondo o una cultista di Osiride. Avere me la considera un po’ una sfiga. Però, qualche giorno fa è stato il suo compleanno (il 16 ottobre) e come sempre abbiamo festeggiato. Luci soffuse, candele, un buon bicchiere. Sono le serate in cui si fa pace.

Nino Martino | Yamila


Le frasi in suoni sono potenti, travalicano ogni bandiera e linguaggio e diventano poderosi bastioni umorali, emanazioni dirette del Nulla senziente.

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