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Archivio per Paganism

MARS – A Wooden Idol (Pagan Folk, ‘The Seeker’, 2017) FolkWorld


L’essenza dell’inconosciuto primordiale istintivo, cose dimenticate e vive

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Ariccia, paese dei Manii – Nemora


Su Nemora un articolo di approfondimento sui Castelli Romani e le sue radici antropologiche, legate a doppio filo coi miti pagani e le empatie energetiche di luoghi senza dubbio profondi e oscuri.

Ariccia è una cittadina molto antica, costellata di elementi che ne esaltano la lunga storia.
Il Santuario di Santa Maria di Galloro, Palazzo Chigi, il celebre Ponte ottocentesco, la Via Appia Antica. Le tracce dell’arcaica Aricia si riscontrano nella toponomastica archeologica, nel cuore più sensibile e vetusto dell’eredità pagana, parliamo del Tempio di Diana Nemorense, detto anche – per l’appunto – Santurario di Diana Aricina, e del bosco sacro che lo circonda, noto come nemus aricino.
Attraversando il Ponte di Ariccia si ha l’impressione di valicare un crocevia di forze remote e potenti: da una parte si staglia Monte Cavo, con le vestigia del Tempio di Giove Laziale, dall’altra abbiamo Vallericcia, dove un tempo si trovava l’omonimo lago vulcanico (laddove il monumentale Emissario del Lago di Nemi sfogava le acque drenate dallo Specchio di Diana) e, guardando ancora oltre, si dipana l’azzurra la vastità del Mar Tirreno.
Nonostante la gloria che circonda le vestigia di questa località, per lungo tempo la popolazione dei paesi più o meno limitrofi ha ritenuto ritenuto che Ariccia fosse infestata da mostri.

Esaltazioni post


Mi siedo e cerco di esperire una scelta arcaica elevata, esperienze segnalate radioattivamente col Radon simboleggiano estasi arcaiche e dionisiache, movimenti dell’esaltazione postsciamanica.

Technochrist


Le simbologie si schierano in un contesto stordente.

Tre preghiere romane – La misura delle cose


Sul blog La misura delle cose un post articolato che riesuma, o meglio storicizza (e purtroppo ce n’è bisogno) la spiritualità per noi pagana dei tempi arcaici di Roma, di quei tempi repubblicani; lo fa attraverso tre preghiere perlopiù appartenenti ai culti privati in cui si evidenzia una dignità e una forza interiore che oggi ci è sconosciuta, persi come siamo nelle supplichevoli e umili esortazioni del noioso culto cristiano.

A Roma i sacerdoti erano organizzati in confraternite o collegia, divisi in base alle attività e ai compiti a cui erano preposti; durante le cerimonie innalzavano agli dèi inni e preghiere per propiziarne la benevolenza. Accanto al culto pubblico, del quale erano destinatarie le maggiori (pochissime) divinità, esisteva un culto privato, una “religione domestica” che celebrava entità extraumane e spiriti degli antenati preposti alla protezione della casa, della famiglia e delle attività che attorno a queste si svolgevano.

“Lari, aiutateci! Né pestilenza né rovina, o Marte, lascia dilagare tra il popolo! Sii sazio, o feroce Marte, salta sulla soglia, fermati là, là! I Semoni, alternativamente, li chiamerà tutti a riunione; aiutaci, Marte! Trionfo!”

Gods Atop Olympus


Un soffio di Paganesimo, a respirare altre empatie lontane dal disgusto.

Le radici pagane della rivoluzione biopolitica. | L’indiscreto


Su L’indiscreto un articolo di Riccardo Campa che riprende le idee espresse nel suo La rivincita del paganesimo, uscito un po’ di tempo fa per i tipi di D Editore. Il focus, questa volta, è sulla biologia e la nuova politica che ne deriverà, ovviamente il tutto è assai interessante e da divorare.

Oggi la Chiesa cattolica e i partiti conservatori insistono sul fatto che le radici dell’Europa sono cristiane. Insistono anche ossessivamente sul fatto che c’è un’unica bioetica “vera” ed è quella cristiana. Detta bioetica proibisce o limita fortemente un numero elevato di pratiche biomediche (aborto, eutanasia, eugenetica, procreazione artificiale, fecondazione eterologa, terapie geniche, cure con staminali embrionali, modifica della linea germinale, ecc.). Ma, allora, come si spiega la rivoluzione biopolitica in atto? Se è in atto una rivoluzione, è plausibile che ci sia un’altra irresistibile forza etica e spirituale che spinge in quella direzione.

Naturalmente i cristiani respingono questa tesi, ritenendo di avere il monopolio della spiritualità. Sostengono infatti che è Mammona, l’interesse, il denaro a spingere in quella direzione. Ma che si tratti di una lettura parziale e di comodo è piuttosto evidente. Anche l’aspetto “commerciale” esige una spiegazione. Perché ci sono tanti acquirenti di soluzioni biomediche? Perché si vogliono figli sani e non malati? Perché si vuole rallentare il proprio invecchiamento? Perché si affrontano con mezzi tecnici le malattie e le menomazioni? Perché si usano rimedi farmacologici per agire sulla propria psiche? Perché si cerca di migliorare innanzitutto questo mondo, la propria esistenza terrena, il proprio corpo, e si guarda con timore alla morte?

«Perché tutto questo è in vendita»: non è una risposta soddisfacente. Ci sono migliaia di prodotti che sono stati proposti sul mercato e poi ritirati perché non hanno suscitato sufficiente interesse.

Qualcuno risponde semplicemente: perché è il buon senso che ci dice che è preferibile essere sani, intelligenti, belli, forti, giovani e longevi, piuttosto che malati, stupidi, brutti, deboli, vecchi e moribondi. C’è qualcosa di vero in questo. Ma nemmeno questa è una risposta completa. Se la tradizione mistica giudeo-cristiana, che qualcuno vorrebbe egemonica in Europa e America, ci trasmette un messaggio del tutto diverso – volto a rivalutare la sofferenza e la carità in vista di un premio post mortem – donde deriva questo buon senso terrestre, questa etica alternativa?

Basta scavare ancora più indietro nella tradizione occidentale e si scopre che le radici della rivoluzione biopolitica sono proprio nel paganesimo europeo. Una tradizione millenaria che il cristianesimo ha inizialmente cercato di estirpare e, poi, nel Basso Medioevo e nel Rinascimento, di riassorbire parzialmente, nella speranza di poterne trarre qualche frutto. Sennonché, nella Modernità, la tradizione pagana è sfuggita del tutto al controllo della Chiesa ed è riemersa prepotentemente, diventando di nuovo egemonica. Se non nelle forme, almeno nei contenuti più profondi e autentici.

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