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Archivio per Pazuzu

Il ritorno di Pazuzu | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la recensione a una nuova pubblicazione del maestro Danilo Arona: Il ritorno di Pazuzu, racconto lungo sulla celebre entità mesopotamica. Un estratto:

Fin dall’inizio, leggendo il titolo di questo ebook, la mia memoria è andata alle prime immagini del film Esorcista del 1973 di William Friedkin, dove un preoccupato Padre Lankester Merrin ritrova un statuetta del suddetto demone assiro/babilonese, che in questo modo si rivela come il suo pericoloso antagonista. Questa scena è entrata nella storia del cinema horror e costituisce il vero punto di partenza del racconto.
Nella mitologia babilonese, Pazuzu è rappresentato come una figura alata con fattezze metà umane e metà animali, un muso di leone o di cane; è il signore di tutte le malattie, ma è anche una figura ambigua, che può anche dominare altri demoni. Danilo Arona recupera tutti questi aspetti della tradizione antica.

Inizia la sua narrazione nel 2008 e ritorna a quel significativo 1973, in un racconto nel racconto, che ci riporta negli anni ’70. La vivida descrizione che fa del periodo mi ha ricordato alcuni film di genere di quegli anni. Prosegue mischiando l’horror alla storia più recente, e tutto poi si incastra in un mosaico quasi perfetto.

 

 

Come una malattia – Blatty e il demone (1) [Il Superstite 404] | | CorriereAl


Articoli sempre interessanti quelli che propone Danilo Arona, questa volta si parla di Pazuzu, l’Esorcista e William Peter Blatty. Parte 1…

Ho lavorato molto su Blatty durante il 2016, avendo presentato il libro L’esorcista in due workshop a esternarne il valore in quanto testo esemplare da tener presente come (inarrivabile) modello per i neofiti scrittori di horror. Dovendo scegliere una “monografia” non ho avuto dubbi di sorta: L’esorcista è un esempio sublime di struttura (prologo in un Altrove – Iraq – e crescendo emozionale e cronologico in un contesto quotidiano, per metà una camera da letto…), corroborato da un tessuto “fantastico per esitazione” in cui viene inserito anche, quasi per rafforzare la connotazione realistica, il personaggio chiave della letteratura poliziesca, l’ispettore di polizia. Quel William Kinderman che tornerà in Gemini Killer, testo di derivazione per L’esorcista III, in un ruolo centrale per una nuova indagine ai confini del reale. Per evitare la trappola di quella che Laura Grimaldi definisce “romanzo a cinepresa fissa”, Blatty arricchisce, dinamizza la trama con sostanziosi flashback (il senso di colpa di padre Karras nei confronti della madre morta in casa di riposo), storie parallele (l’amicizia cinefiliaca tra padre Dyer e Kinderman), suggestivi esterni di Georgetown e sottotracce mitologiche (il demone Pazuzu, l’antico nemico che attende l’arrivo di Merrin accucciato dentro il corpo e la mente di Regan). Raramente l’effetto fantastico / horror è stato così efficace, così “invadente” da bucare il reale quotidiano, costringendoci a ricordare che il primo, basilare, principio di un horror riuscito – di quegli e di questi anni – è la verosimiglianza, la credibilità nei confronti di un evento per quanto sia quest’ultimo razionalmente non credibile. Plausibilità rafforzata dall’aver Blatty lavorato per tutti gli anni Sessanta nel campo della commedia brillante, soprattutto con Blake Edwards, affinando l’arte discorsiva soprattutto nel demandare ai dialoghi, fitti e serrati, quasi modellati “alla Hawks”, motivazioni e situazioni di solito “raccontate” dal regista. È anche grazie a questa tecnica di affabulazione “trasversale”, trasferita all’horror, che L’esorcista vanta una forza di penetrazione che un critico americano, Roger Elbert, così sintetizzò: «Questo film è un assalto frontale.»

Blatty / Pazuzu – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine un bell’articolo di Danilo Arona dedicato a William Blatty, il creatore del romanzo L’esorcista. Danilo esplora il mondo di questo demone mesopotamico confrontando il romanzo con le pellicole da lì nate, accennando alle seminali suggestioni moderne che l’evocazione (è proprio il caso di dirlo) del demone sumero ha generato tramite Blatty.

Se mai ci fossero delle conclusioni da tirare (ammessa e non concessa la liceità dell’operazione) per quel che riguarda il senso filosofico dell’horror in senso stretto, la prima reciterebbe che il Mostro senza l’uomo semplicemente non esiste  o se c’è è ridicolo. È ovvio, il mostro si accuccia quasi sempre dentro l’uomo (come Mister Hyde, antesignano di Stevenson), oppure è l’uomo  stesso che lo crea, come il dottor Frankenstein. Alla fine persino il Diavolo sarebbe una produzione umana (nello stesso Esorcista la prima manifestazione del demone, Capitan Howdy  – Capitan Gaio nel doppiaggio italiano – metaforizza l’assente e lontano padre di Regan, Howard). Dracula non esisterebbe senza Van Helsing. Gli spettri di Quint e Miss Jessell non esisterebbero senza l’istitutrice. E potremmo andare avanti così ancora per molte righe.

Blatty però evita, da subito, il principio di causa/effetto, spesso precorritore di banalità concettuali. A tre pagine dall’inizio del libro, annunciato solo da un formicolio “appena percettibile” sulla nuca di Merrin, il Male entra in scena e non è affatto un prodotto dell’uomo, se non nella sua ingannevole forma iconica di manufatto da appendere al collo:

«Era una pietra verde, la testa del demone Pazuzu, simbolo del vento di sud-ovest. Suo dominio era la la malattia, qualsiasi condizione patologica. La testa era forata. Il proprietario dell’amuleto lo aveva portato al collo come uno scudo protettivo.»

Tanto celebre è questo passo che si poteva pure evitare di riportarlo. Ma ho scelto di farlo per rimandare da un lato la memoria di ciascuno al magistrale incipit archeologico iracheno del film e dall’altro per ricordare un un particolare non da poco: che nel film il demone Pazuzu mai è nominato – per quanto “visto” – , mentre nel libro lo è con una certa precisione come abbiamo appena riscontrato.

Una scelta rigorosa. Pazuzu è il Male, un Male antico quasi in senso lovecraftiano, un male che contamina e che fa ammalare, e  a suo modo L’esorcista è configurabile pure come un medical thriller. Alla stregua di un virus mutaforma, Pazuzu si nasconde e si modifica: da Capitan Howdy a Legione, da diavolo fornicatore a madre defunta di Karras. Una scelta che rimanda alla primaria ispirazione di Blatty.

In una fase particolare e stressante della sua vita, lo scrittore non era forse in grado di fronteggiare l’irruzione nel suo inconscio di contenuti archetipici. Vide una grande statua simile a un demone e ne restò colpito al punto da iniziare subito un’elaborazione mentale al suo riguardo. Quando scoprì la vera immagine di Pazuzu in un libro dei “Padri del Deserto”, considerò immediatamente di avere trovato il “contenuto” per quella “forma” psicoide, ed ecco così nascere il personaggio, niente affatto frutto di fantasia, che “Merrin ha già fronteggiato in un precedente esorcismo avvenuto in Africa”. Un demone sfuggente e irraggiungibile, con il quale ogni tentativo di dialogo è destinato a fallire. Perché alla fine si tratta di un’alterità disumana che opera un attacco incomprensibile all’umano raziocinio. Come abbiamo già scritto, il Male.

Le ali della creazione


Le ali della creazione psichica e metafisica.

Esce l’edizione cartacea de Il volo di Pazuzu, di Mauro D’Angelo | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

È uscita la versione cartacea de Il volo di Pazuzu, il volume di Mauro D’Angelo che completa la trilogia legata a Lilith e Pazuzu; in coverquest’ultima parte si esplorano le potenzialità di questi culti dalla potenza spaventosa, di una complessità inumana che va compresa, sapientemente guidata e resa fluida, pena la propria perdizione intima.

La quarta

Pazuzu è un’antichissima divinità mesopotamica che accompagna da sempre l’umanità. Visto spesso come un’entità maligna, Pazuzu ha altre accezioni cui dobbiamo far riferimento e la maestria di Mauro D’angelo nello spiegare la tecnica di evocazione, nello svelare cos’è quest’energia e come si lega alle nostre esistenze, getta una luce particolare e intensa su ciò che è occulto e vive attorno a noi.

Mauro D’Angelo, Il volo di Pazuzu
Prefazione di Danilo Arona

Kipple Officina Libraria

Collana eXoth — Formato Cartaceo — Pag. 138 — 16.99€ – ISBN 978-88-98953-59-2
Collana eXoth — Formato ePub e Mobi — Pag. 103 — 3.95€ – ISBN 978-88-98953-58-5

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Esce Il volo di Pazuzu, di Mauro D’Angelo | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Esce oggi per Kipple Officina Libraria la versione definitiva in ebook de Il volo di Pazuzu, il volume di Mauro D’Angelo che completa la trilogia legata a Lilith e Pazuzu; in coverquest’ultima parte si esplorano le potenzialità di questi culti dalla potenza spaventosa, di una complessità inumana che va compresa, sapientemente guidata e resa fluida, pena la propria perdizione intima.
Il volume esce in formato digitale nell’ambito della collana esoterica eXoth, un contenitore che porta nuove e profonde sorprese agli adepti delle scienze occulte.

Un estratto

Un Dio non può far altro che vivere nei cieli, in alto. Da un Dio ci si aspetta protezione, giustizia, severità e fermezza. Un Dio deve intervenire quando i fedeli ne implorano l’intervento, quale che sia il motivo. Un Dio non può essere un infimo demone, né un maestoso messaggero. Un Dio abita i cuori e i ricordi degli uomini nei quali ha impresso il suo antico retaggio. Un Dio scorre come acqua trasparente attraverso il tempo che per lui non ha alcun valore. Serpeggia tra le ere influenzando le scelte di coloro che sono capaci di comprenderne il linguaggio. Un Dio può perdere delle battaglie, ma lascia sempre e immancabilmente il segno del suo passaggio. Un Dio pensa e si comporta da Dio e alle volte, consapevolmente, lascia che gli uomini non credano che lui possa farlo come e molto meglio di loro stessi. Un Dio non vive in un solo luogo, seppure i luoghi ne serbino più o meno atavica memoria. Un Dio dispone che la Propria immagine possa in essa contenere, per chi sappia scaldarla tramite devozione pura e subliminale, la natura stessa dell’oggetto che lo rappresenta. Un Dio è “un Dio” e non DIO.
I Suoi fedeli lo pregano come “O MIO SIGNORE”, dichiarando implicitamente che la loro fervente invocazione è rivolta a colui il quale essi stessi qualificano in quanto tale… e così è d’altronde.

Nikola Tesla

La quarta

Pazuzu è un’antichissima divinità mesopotamica che accompagna da sempre l’umanità. Visto spesso come un’entità maligna, Pazuzu ha altre accezioni cui dobbiamo far riferimento e la maestria di Mauro D’angelo nello spiegare la tecnica di evocazione, nello svelare cos’è quest’energia e come si lega alle nostre esistenze, getta una luce particolare e intensa su ciò che è occulto e vive attorno a noi.

L’Autore

Mauro D’Angelo è autore e produttore artistico. Inizia la sua avventura nel mondo dello spettacolo nel 1979, lavorando per la RCA. Negli anni collabora con prestigiosi artisti quali Sergio Endrigo, Umberto Bindi, Filipponio, Marco Luberti, Claudio Simonetti, Le Orme, Red Canzian, Carlo Marrale, Gazebo, Federica Camba, Equipe 84, Mario Venuti, Piero Mazzocchetti, Righeira, Patrizia Laquidara, Skiantos, Stadio, Riccardo Fogli, Eugenio Finardi, Tony Canto, Africa Unite, Rita Forte, Arisa, e altri. Fonda con Roberto Grillo, (Direttore artistico per Polygram, EMI, Sony) una delle prime etichette indipendenti italiane, la “Supple Productions”, che si distingue per dinamismo e innovazione delle proposte, nonché per la presenza e la partecipazione alle maggiori rassegne nazionali del settore. Dalla collaborazione con Franco Califano, e i suoi amici più stretti, nasce nel tempo un “Diario di bordo” che prende forma nel testo incluso nel libro “Avevo cominciato con la parola Amore”. È autore della trilogia sul mito di Lilith e divulgatore della sua filosofia di pensiero denominata “Spiritualismo Subliminale”.

La collana eXoth

eXoth è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata agli studi del mondo esoterico e dell’occulto. Un contenitore di eccellenze filosofiche e medianiche, di esperimenti e astrazioni che spostano continuamente il confine del Reale e del Possibile. È l’altro lato delle nuove scienze Fisiche applicate alle antichissime scuole mistiche, in cui ogni aspetto della vita assume sembianze trascendenti e inumane.

Mauro D’Angelo, Il volo di Pazuzu
Prefazione di Danilo Arona

Kipple Officina Libraria

Collana eXoth — Formato ePub e Mobi — Pag. 103 — 3.95€ – ISBN 978-88-98953-58-5

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Nero paura, rosso sangue: intervista a Danilo Arona, l’eclettico genio della narrativa fantastica Italiana | Kipple Officina Libraria


Su KippleBlog una bella intervista a Danilo Arona, gran cerimoniere del Fantsatico_Horror_Mistico_Occulto italiano. Un estratto della chiacchierata:

A parte i tanti romanzi, un’importante parte della tua produzione di autore include i saggi. Kipple Officina Libraria ha avuto l’onore di pubblicare L’ombra del dio alato reperibile qui. Ti andrebbe di parlarcene?

L’ombra del dio alato nasce alla fine degli anni ’90 del secolo scorso a seguito di una serie di trattative, innaffiate da ottimi vini bianchi, tra Marco Tropea e me. Marco allora, con la sua stupenda casa editrice, aveva anche una collana dedicata ai “misteri antichi” in cui passavano autori come Michael Baigent, Roger Sabbah, Richard Leigh e altri, ovvero semplificando, indagini avvincenti sugli albori della civiltà tra archeologia, leggende e presunte verità. Io, da sempre appassionato agli enigmi dell’antichissima Mesopotamia – ma non nego la folgorazione subita dal prologo antologico de L’esorcista di William Friedkin – gli proposi una sorta di indagine “alla Indiana Jones della tastiera” sul demoniaco assiro-babilonese attorno al quale intravedevo di far confluire i punti di vista delle discipline più disparate: criptozoologia, mitologie, archeologia, antropologia, pseudo storia alla Zecharia Sitchin, clipeologia, ma anche le intuizioni quantiche di Lovecraft e Graham Hancock, senza dimenticare cinema, letteratura, ufologia e i rettiliani di David Icke. Presentato così, faceva sorridere – anzi, Marco proprio ci sghignazzò… – ma non so come lo convinsi che tutte queste prospettive raccontano la stessa storia, ovvero che la storia dell’umanità e del nostro pianeta è fortemente influenzata dai demoni (e spero che si capisca che non mi riferisco affatto a quelli dell’inferno cattolico…). Pazuzu come focus di tanta indagine ce l’avevo già ben in mente, ma mi guardai bene dallo svelarlo a Marco, altrimenti sarebbe stata la fine di un’amicizia che, al di là del gioco delle parti, era e resta autentica e autenticamente vissuta. Peraltro devo confessare che l’idea di un tomo a 360° su quella pipistrellesca creatura che negli anni ’70 faceva vomitare Regan MacNeil la mitica pappa verde pareva una follia anche a me. Eppure ne scaturirono quasi 400 cartelle – Marco un po’ me ne tagliò… – perché durante la mia indagine, non compiuta soltanto e troppo facilmente utilizzando la Rete, scoprivo collegamenti e riferimenti sconcertanti di ogni tipo, come la presenza di Pazuzu in epoche e luoghi lontanissimi dall’Iraq avanti Cristo o, addirittura, la sua iconicità usata da certi, anche segretissimi, gruppi rituali. È un testo che ancora oggi, in ossequio al suo titolo, proietta la sua ombra sul presente, grazie anche all’ottima riedizione, integrale e aggiornata, da parte degli amici di Kipple, con un manipolo di fan sempre più fitto e una serie di agganci importanti e significativi. Penso soprattutto alla stupenda installazione Suillaku di Roberto Cuoghi, tenutasi al Castello di Rivoli nel 2008 e ci cui ho raccontato qui: http://www.carmillaonline.com/2008/08/15/suillakku-quando-pazuzu-vol/, che ho personalmente vissuto come un colossale esperimento magico con una portata vibrazionale assoluta (Alessandro Defilippi che la visitò con me dovette uscire dalla sala dopo pochi secondi, e stiamo parlando di uno psicanalista junghiano – oltre che straordinario scrittore – che con le Forme del Profondo ci lavora, ma forse proprio per questo…) e che ha permesso al demone di librare le sue ali sopra Torino. Nel mio immaginario Pazuzu è spesso presente come personaggio. In due racconti a lui dedicati (Jay.rtf e Il ritorno di Jay), in un romanzo fantasy di Yon Kasarai e in più di una comparsata qua e là. Ma non sono operazioni a tavolino, lui arriva quando deve arrivare…

“L’Esorcista” diventerà una serie tv. Friedkin: “Bene e male, facce della stessa medaglia” – Cinema – Spettacoli – Repubblica.it


Su Repubblica.it la notizia del meme di Pazuzu che si espande: da film, con sequel e prequel, diventerà una serie TV con alla guida, probabilmente, lo stesso regista del primo film. William Friedkin. Il male, contro il male, continua a esercitare il suo influsso per dirci che noi umani siamo davvero ben misera cosa.

Il ritorno di Robin Furman, l’uomo che parlò con Pazuzu (1) – Carmilla on line ® | Kipple Officina Libraria


[Letto su KippleBlog]

Su CarmillaOnLine, a firma di Danilo Arona, un bell’articolo che mostra il contenuto di un capitolo de L’ombra del dio alato, saggio che lo stesso Danilo ha dedicato a Pazuzu, il demone mesopotamico che ha attraversato tutte le ere dell’umanità.

Vi consigliamo caldamente la lettura del post carmilliano, dà un’idea parecchio precisa di uno dei tanti argomenti occulti e connettivisti (nel senso di connessione tra tutte le culture, scienze e suggestioni) contenuti nell’importante saggio di Arona. Un piccolo assaggio del post qui sotto, dopo i dati riepilogativi della pubblicazione:

Danilo Arona, L’ombra del dio alato
Prefazione di Mauro D’Angelo,
Kipple Officina Libraria
Collana eXoth — Formato ePub e Mobi — Pag. 265 — 3.99€
ISBN 978-88-98953-02-8

Psicologo nonché psichiatra, allora sulla quarantina, Furman era stato interpellato al telefono da un uomo che sosteneva che la moglie era “posseduta”. La donna nottetempo si dimenava sul letto come in preda alle convulsioni, urlava in preda al terrore e rovesciava gli occhi. Furman, in compagnia di due giovani, Janice e Andrew (medici con specializzazione in psicologia che erano pure fidanzati), si recò all’abitazione del richiedente aiuto, una lussuosa villa alla periferia di Grimsby. L’uomo, barbuto, agitato e sudato, si chiamava Tom e condusse il terzetto attraverso corridoi che ostentavano discreta ricchezza ma pure equilibrio e razionalità. La coppia, Tom e Hilary, non aveva bambini.

Dirigendosi verso la camera da letto, Tom spiegò a Furman che i disturbi di Hilary erano in atto da un po’ di tempo. Sulle prime ambedue si era sperato in qualcosa di passeggero, alla stregua di un virus influenzale. Ma Hilary peggiorava vistosamente e più di una volta aveva agito come in preda a una trance. Nel timore che la moglie finisse rinchiusa in qualche istituto, Tom aveva preferito attendere. E soprattutto proporre il caso a persone più qualificate dei medici ufficiali per capire i risvolti di quel caso fuori dagli schemi.

Nella stanza da letto Furman aveva scoperto una graziosa donna tra i trentacinque e i quarant’anni, in camicia da notte, distesa sulla schiena e intenta a guardare il soffitto con aria assente, per nulla sollecitata dalle presenze del marito e del team di medici.

Furman si presentò con tono cordiale e la reazione di Hilary fu un bel Vaffanculo, stronzo. Io sto benissimo!, eruttato con voce roca e aliena che il marito disconosceva con angoscia. A tutti i presenti tornò alla mente L’esorcista di William Friedkin. Nessuno ancora poteva immaginare che quel film non era affatto estraneo agli eventi.

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Definitiva riconfigurazione


Trovo i tuoi reconditi desideri racchiusi in una continua deflagrazione dell’avida compressione psichica; sogno la definitiva immensa riconfigurazione di me.

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E del viaggio nulla mi resta se non quella nostalgia. (N. Hikmet)

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CARTESENSIBILI

Colui che non riesce a trovare spazio per gli altri manca di comprensione, e a chi manca di comprensione tutti risultano estranei.- Zhuāngzǐ

ADESSO-DOPO

SCIVOLO.

J. Iobiz

Scrittore. In realtà, sono solo un personaggio di fantasia, ma di quale fantasia non ricordo più

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Enjoyable Information. Focused or Not.

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"Scrivete quel che volete scrivere, questo è ciò che conta; e se conti per secoli o per ore, nessuno può dirlo." Faccio mio l'insegnamento di Virginia Woolf rifugiandomi in una "stanza", un posto intimo dove dar libero sfogo - attraverso la scrittura - alle mie suggestioni culturali, riflessioni e libere associazioni.

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