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Übermensch di Davide Del Popolo Riolo (Delos, 2018) – Valis


Pee Gee Daniel, già vincitore del Premio Kipple, recensisce l’ultimo romanzo di Davide Del Popolo Riolo, altro vincitore del Premio Kipple; parliamo di Übermensch, per l’editore Delos Digital, la recensione è qui. Un estratto:

Il pauroso scenario di un mondo governato e tenuto in ordine dai nazisti è ben reso. La trama viene arricchita da intrighi spionistici e momenti di un’amara riflessione sulle sorti di ebrei e dissidenti sotto l’avanzata totalitaria. Anche se il punto forte del libro resta il personaggio eponimo, che non ci viene mai presentato sfacciatamente, ma attraverso un sapiente gioco di suspense, cadenzando l’intero racconto con la sua presenza/assenza. Resta a voi gustarvelo attraverso questa lettura rapida e appagante.

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Lankenauta | Il manuale del baffi


Su Lankenauta una bella recensione a Il manuale del baffi, opera di PeeGee Daniel successiva al suo Premio Kipple. Un estratto:

Se la commistione di colte citazioni e sfottò, in questo caso dedicati ai cultori dell’ombreggiatura pelosa, forse non apparirà del tutto inedita dalle parti della letteratura umoristica,  ben altro discorso con quelle parti del libro che mostrano al meglio lo stile disinvolto e l’incontenibile fantasia di Pee Gee Daniel. Ci riferiamo ai raccontini, nonché agli sviluppi alternativi di miti senza tempo; che tra l’altro ricordano le vicissitudini fiabesche e irrefrenabili di “Un’infilata di onesti accidenti” (2016). Ovvero un Don Giovanni parecchio rivisitato che, una volta sprofondato all’Inferno, scopre cosa voglia dire “un buon diavolo”; e soprattutto cosa significhi vivere (da morti) privi di quelle pelosità che non sono soltanto estetica e vanità ma piuttosto efficaci strumenti, capaci di assorbire e ricreare le più recenti godurie. Oppure ancora “I baffi del Maharaja”, una sorta di fiaba straziante e cattivissima che ancora una volta mette in scena quelli che sono veri e propri “accidenti”; e tra l’altro nemmeno “onesti”.

Distopia Salvini | KippleBlog


Un racconto di PeeGeeDaniel comparve circa due anni fa su KippleBlog. Riproporlo ora sembra attualità, ed è questa la magia del Fantastico, della distopia, quando si parla di un mondo che non c’è e che invece, è proprio dietro le righe

Fa un caldo porco da quelle parti, in balia di quel sole cocente, quaranta e passa gradi centigradi e un tasso d’umidità nell’aria che pare di bere dalle narici, mica di respirare. Poi, ammassati tutti quanti là dentro, come tante bestie, sotto un tetto di lamiera che si arroventa già ai primi albori e trattiene il calore fino a notte fonda per irradiarlo durante l’intera giornata contro le teste madide di chi ci sta sotto.

Ci ristagna un fetore di ascelle rancide, misto ad aliti corrotti dall’eccessivo consumo di piatti a base di soffritti all’aglio e al puzzo di piedi mal lavati. Ma la cosa in assoluto peggiore, da questo punto di vista, sono le zaffate cariche di odore di urina che di tanto in tanto si levano dagli angoli dello stanzone (sfornito di cessi chimici), verso cui gli occupanti corrono ogni qual volta si vedano costretti a liberare la vescica.

Lui sta lì, piazzato in mezzo a due cristoni dai capelli biondo-rossicci, la pelle che neppure quel gran sole sempre incazzatissimo è riuscito ad abbronzare, ma ha reso paonazza e lucida come il budello di un wurstel cotto troppo a lungo che sia lì lì per scoppiare. Uno dev’essere un crucco, l’altro uno slavo. Borbottano, ogni tanto gli cade uno sguardo di sufficienza su di lui, messo tra loro come Cristo tra i ladroni. Lui zitto. Inghiotte a vuoto e guarda avanti, verso il fondo semibuio del locale. Ogni tanto si asciuga la fronte marcia di sudore con la manica della camicia ormai molle come una bustina da tè usata, resa quasi trasparente dall’abbondante traspirazione.[]

Workshop di Lukha B. Kremo al FIPILI Horror Festival di Livorno – 28 e 29 aprile | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Segnaliamo un workshop al FIPILI Horror Festival, in svolgimento a Livorno dal 28 al 30 aprile (qui il programma completo), che vedrà impegnato il nostro editore Lukha B. Kremo:

Workshop letterario per gli amanti della fantascienza, a cura del Premio Urania 2015 Lukha B. Kremo: “Scrivere un racconto di fantascienza” è un seminario che si svilupperà nelle prime due giornate del festival, il 28 e 29 aprile 2018, dalle ore 15 alle 18 presso Asili Notturni (Nuovo Teatro Delle Commedie), in via Terreni, Livorno.

Primo giorno – 28 aprile

* Fantascienza, distopia, cyberpunk, steampunk: generi e sottogeneri della letteratura fantastica
* Impostare una storia e progettarne la lunghezza
* Elementi della narrazione: personaggi, dialoghi, scene
* Errori da evitare, infodump, sperimentalismi, antiscientificità
* Sviluppare un proprio stile narrativo
* Presentazione di “Pulphagus®: Fango del cieli” romanzo vincitore del premio URANIA 2015
* Presentazione di “Freakshow” di P.G. Daniel (con la presenza dell’autore).

Per il giorno successivo verrà assegnato il compito della prima stesura di un racconto di fantascienza

Secondo giorno – 29 aprile

* Analisi ed editing professionale di alcuni testi a scelta tra i partecipanti
* Suggerimenti di presentazione di testi alle case editrici e ai concorsi ed errori da evitare
* Analisi di alcuni brani di fantascienza noti e suggerimenti di lettura dei migliori autori di fantascienza mondiali
* Presentazione di Linda De Santis, premio URANIA SHORT 2017 (con la presenza dell’autrice).

Costi:
2 moduli 15 euro
1 modulo 10 euro

Info: fipilihorrorfestival@gmail.com

Scemo chi vota | KippleBlog


Su KippleBlog un post di Pee Gee Daniel che mette in relazione le recenti votazioni politiche e Italo Calvino coi freaks, argomento e titolo che ha permesso a Daniel di vincere il Premio Kipple di pochi anni fa. Come? Vi lascio un suo piccolo spunto:

Gli «abitatori d’un mondo nascosto», come ha modo di definirli, romanticamente, l’autore (Calvino, parlando degli scrutatori di seggio – ndr). Freaks che, se altrove (in Europa e nel Nuovo Mondo) venivano da sempre esibiti in pubbliche piazze, fiere, circhi e show appositamente concepiti, sfruttati sì, ma con la possibilità di ritagliarsi un loro spazio sociale ed economico, in Italia, più specificamente nella porzione di territorio che si estende intorno alla Divina Provvidenza, ci si sbrigava invece a recludere in una detenzione che facesse scontare loro la pena di essere nati diversi: «era il segreto delle famiglie e dei paesi, era anche (ma non solo) la campagna povera col suo sangue avvilito, i suoi connubi incestuosi nel buio delle stalle, il Piemonte disperato che sempre stringe dappresso il Piemonte efficiente e rigoroso, era anche (ma non solo) la fine delle razze quando nel plasma si tirano le somme di tutti i mali dimenticati d’ignoti predecessori, la lue taciuta come una colpa, l’ubriachezza solo paradiso (ma non solo, ma non solo), era il rischio d’uno sbaglio che la materia di cui è fatta la specie umana corre ogni volta che si riproduce, il rischio (prevedibile del resto in base al calcolo delle probabilità come nei giochi di fortuna) che si moltiplica per il numero delle insidie nuove, i virus, i veleni, le radiazioni dell’uranio… il caso che governa la generazione umana che si dice umana proprio perché avviene a caso…»

Lankenauta | Un’infilata di onesti accidenti


Su Lankenauta la recensione a Un’infilata di onesti accidenti, di PeeGeeDaniel, già Premio Kipple di due anni fa.

Strade nuove che in “Un’infilata di onesti accidenti” mostrano un autore a briglia sciolta, dotato di una fantasia fuori del comune e capace ridicolizzare senza soluzione di continuità la megalomania umana, che ha sempre molto a che fare con la meschineria. Per non parlare della sfida insensata alle leggi di natura, scorrere del tempo compreso, da parte di personaggi non hanno capito nulla dei loro limiti e dei loro simili. I luoghi e i tempi di queste vicende così grottesche non sono ben definite ma, scrivendo di “pennacchi” e di “re”, si può pensare proprio alle epoche raccontate da Giambattista Basile – forse anche uno degli ispiratori di Pee Gee Daniel – che, tra l’altro, aveva destinato il suo “Lo cunto de li cunti” a un pubblico adulto.

“Un’infilata di onesti accidenti”, pur ambientato in epoca remota, mettendo nel mirino dettagli apparentemente insignificanti ma che poi scatenano reazioni a catena, fa pensare anche a qualche teoria più moderna e in particolare al “battito d’ali di una farfalla che può provocare un uragano dall’altra parte del mondo” (come sappiamo il modello di Lorenz risale al XX secolo). In “Il prima e il poi” sfortunato e rimbambito protagonista è infatti uno studentello proveniente da Magonza e presto ribattezzato come messer Bengentili in quanto destinatario di incredibili gentilezze e generosità da parte degli abitanti di Piccoloborgo. Infatti: “Ben gentili! – non faceva che ripetere. Ben gentili!” (pp. 17). Cosa era successo poco prima? Un araldo, che prima di entrare nel paese aveva insozzato di unto la sua pergamena, si era tolto d’impaccio interpretando malamente il messaggio dell’amministrazione centrale: quel tanto da far apparire lo squattrinato studentello come un potente inviato governativo. E quindi, per arruffianarsi il supposto dignitario di palazzo, i piccoloborghesi si scatenano in salamelecchi e generosissimi doni. Esattamente il contrario del trattamento riservato al “funzionario ritardatario”, l’autentico inviato del Valvassore, alias “messer chevergogna”. L’epilogo non sarà dei migliori per Messer Bengentili, che pure avrà il tempo di ringraziare coloro che gli hanno scorciato – in maniera decisamente poco ortodossa – il naso, “quell’appendice che gli cresceva spropositatamente in mezzo agli occhi e che, sin dalle più tenera età, aveva sempre rappresentato un grave motivo di cruccio e di rammarico. Ora come ora, sentendosela così ben scorciata, non poté che ringraziare calorosamente gli artefici di quell’abbellimento: ‘Ben gentili! Ben gentili! Ben gentili!’…” (pp.33).

FREAKSHOW di Pee Gee Daniels | Recensione apparsa su Iyezine – KippleBlog


Su Iyezine è apparsa una bella recensione a FreakShow, il romanzo di Pee Gee Daniel che ha vinto il premio Kipple 2016; eccone un corposo estratto, perché la critica è organica e ha bisogno di spazio per dispiegarsi:

Il circo itinerante Korallo’s gira nella spazio per proporre il suo spettacolo. La ciurma diretta da Korallo, anima e boss di questa attività, è formata da un popolo selezionato di freak, esseri deformi e fenomenali, questi monstrum nell’accezione latina: dei prodigi, esseri fenomenali, portentosi, eccezionali. Una specie di Corte dei Miracoli futuristica ma in grottesca salsa d’antan da circo di fine ottocento. In questa marmaglia dedita allo spettacolo da circo affiorano nani, giganti dalla forza brutale, donne grassissime e uomini stecco, sorelle siamesi, donne barbute, uomini focomelici, ragazzi microcefali, la tipica dotazione fenomenologica di un buon circo stile Barnum.

Ma Pee Gee Daniel, l’autore di questo romanzo edito da Kipple nella collana Avatar , romanzo vincitore del Premio Kipple 2016, ci trasporta tra gli accadimenti di questa strampalata truppa di freak in un’epoca diversa da quella che ci si potrebbe aspettare, in città che hanno tutto l’aspetto di quelle odierne ma su cui scorre trasversale una serie di riferimenti che ci fanno capire che siamo in un mondo infinito, nel quale l’uomo è riuscito a viaggiare nello spazio e a colonizzare altri pianeti. Dunque questa ambientazione superkitsch, ambigua e di un nobilissimo trash, tra surreale in salsa fine secolo e trama spaziale, fa acquistare al libro una stravagante e interessantissima peculiarità. Come in maniera sopraffina contaminare i generi, insomma, come aggiungere verve a un adattamento che così compare duplice (o triplice, ad infinitum), e che vagamente traveste il racconto di un’atmosfera stile Steampunk, e poi grottesca, e ironica, totalmente visionaria.

Questa storia è assolutamente da leggere perché riesce a creare un connubio singolare di atmosfere e ambientazioni e generi, con un linguaggio ricercato che anch’esso sembra attingere da un certo genere di romanzo di fine secolo, con richiami a squisite interpretazioni della lingua che sì all’inizio sembra inceppare un poco la lettura per la sua voluta ricercatezza ma che poi si fa godibilissima divenendo a tutti gli effetti una caratteristica inscindibile al racconto. Giallo, humor, fantascienza, amalgamati da una narrazione istruita e nozionistica: ecco un pacchetto esclusivo da non lasciarsi scappare.

Sinossi

Su un lontano avamposto spaziale sul satellite Europa, viene ad allietare la popolazione il circo Korallo, costituito da singolarità bizzarre, un freak show dove creature deformi si agitano per strappare un sorriso, un moto di riprovazione, uno sbigottimento in cambio di pochi spiccioli equivalenti al biglietto d’ingresso. A risvegliare la deprimente situazione, nasce tra gli artisti un improvviso credo religioso: Uincio Uancio, che salverà tutti i freak del circo per portarli nel paradiso degli sgorbi. Sarà vero? Chi è questo messia che si profila tra gli infelici malformi? L’entusiasmo che infetta ogni artista del Korallo è coinvolgente e attraversa le lande siderali del mondo di frontiera in cui vi troverete con loro.

Pee Gee Daniel | Freakshow
Copertina di Ksenja Laginja

Kipple Officina Libraria
Collana Avatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 208 – € 1.95 — ISBN 978-88-98953-67-7
Collana Avatar — Formato cartaceo — Pag. 200 – € 15.00 — ISBN 978-88-98953-68-4

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