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Archivio per Poesia

WALKING IN THE AIR | GUSTAVO FERREIRA


Un momento indefinito di poesia, sospesa, lungo le precipitazioni della bellezza. Al di là delle banalità del periodo.

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Futurologia della Vita Quotidiana. Transhumanist Age: libri Asino Rosso | Nigricante


Sul blog di Michele Nigro la segnalazione di una sua partecipazione a una pubblicazione dell’Asino Rosso, di Roberto Guerra, poesia, narrativa, saggi sociologici in area transumanista: Futurologia della Vita Quotidiana. Dall’intro di Antonio Saccoccio e Roberto Guerra:

Il transumanesimo o nuova futurologia scientifica è sempre più in primo piano nel dibattito contemporaneo, un movimento anche in certo senso liquido internazionale: dai pionieri americani Max More, Natasha Vita More, Nick Bostrom, agli stessi Aubrey de Grey, Martine Rothblatt, David Orban, James Hughes, Ilia Stambler, agli italiani Riccardo Campa, Stefano Vaj, Emmanuele J. Pilia, Giulio Prisco, Roberto Manzocco, Antonio Saccoccio, Giancarlo Stile, David De Biasi, “Estropico” a nomi quali gli stessi Larry Page di Google, Raymond Kurzweil (Google e Nasa) e tanti altri (inclusi scrittori di fantascienza o fantasy quali William Gibson, Bruce Sterling, Robert J. Sawyer, gli italiani stessi Sandro Battisti e Francesco Verso. In questo eBook, focus è una visione del transumanesimo forse atipica o comunque non chiaramente percepita se non lateralmente o singolarmente dagli addetti ai lavori e dal percepito culturale attuale: un futuribile complesso essenzialmente storico culturale e anche in certa misura pop. Tra gli autori infatti alcuni transumanisti e futuristi italiani (con ‘importante presenza “special guest” del Transumanista attualmente e probabilmente più noto ai media anche europei, ovvero l’americano Zoltan Istvan), alcuni scrittori di fantascienza, ma anche scrittori o artisti semplicemente futuribili a modo loro, attivisti insomma o semplici simpatizzanti.

Presentazione e reading di Macerie – 16 dicembre a Trieste | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Sabato 16 dicembre alle 18.30, a Trieste presso il Knulp Bar di Via Madonna del mare 7a, verrà presentata la silloge Macerie, di Laura Accerboni, edita da KippleOfficinaLibraria. Sarà presente il curatore della collana VersiGuasti, Alex Tonelli, che curerà anche la Mostra del collettivo SpiceLapis, illustratrici dell’opera della Accerboni, e il successivo reading. Qui l’evento Facebook.

MACERIE, LAURA ACCERBONI
KIPPLE OFFICINA LIBRARIA, 2017
Il dialogo eterno e il dolore.

L’arte di Anselm Kiefer, la poesia di Laura Accerboni e le immagini di otto illustratrici: un percorso senza interruzione d’ispirazione.

La COPERTINA del volume, ed immagine utilizzata nella grafica, è di Ksenja Laginja.

La quarta

Un’idea si è composta lentamente, stratificandosi di emozione in emozione durante le ripetute letture di questi versi, una sensazione che si è fatta strada sillaba dopo sillaba, aldilà dell’apparente contenuto dei testi, oltre il suono e il significato. Un’emozione che solo si sa afferrare e vagamente descrivere: le poesie di Laura Accerboni sono materiche, fatte di densa sostanza e non di parole. Di sassi e polvere, di radici e piante, di lacrime e calce, di corpi.

La collana VersiGuasti

VersiGuasti è la collana di Kipple Officina Libraria diretta da Alex Tonelli interamente dedicata alla poesia e alla letteratura lirica in versione digitale, alla costante ricerca di connessioni e poetiche appartenenti al Connettivismo e non solo.

Laura Accerboni, Poesie
Introduzione: Alex Tonelli
Illustrazioni interne: collettivo SpiceLapis (Francesca Macor, Mavi D’Andrea, Michela Borean, Patrizia Loccardi, Sara Zanello, Silvia Di Natale e Serena Giacchetta).
Copertina: Ksenja Laginja

Kipple Officina Libraria – Collana Versi Guasti – Pag. 39 – 0,95€
Formato ePub e Mobi – ISBN 978-88-98953-84-4

Link

Strani giorni: Mescolanze


Ecco la poesia con cui Ettore Fobo è giunto finalista al Concorso Internazionale “Città di San Giuliano Milanese” Il Picchio 2017, nella sezione “Giuseppe Ungaretti”, per poesie a tema libero. La riporto perché mi ha conquistato, e quindi qui faccio ancora i miei complimenti a Ettore.

Mescolanze

Qui si viene per adorare un segno
per ardere senza nome nelle variazioni cromatiche dell’erba.
Questo verde che albeggia sotto l’azzurro dissonante.
Questa quercia che possiede la mia infanzia resa musica
di foglie agitate dal vento.
Qui si viene per dimorare nell’incertezza
di una parola che esplora lo spazio
lasciato incautamente libero dal silenzio.
Questo verde è un segno di un pittore fiammingo
lasciato spegnersi nel gelo,
sotto un grigio che ha divorato l’azzurro,
dove si mischiano le bufere e inizia il canto.

Ordo Eqvitvm Solis – This Is The Way


Il senso di poesia che mi pervade, chiudendo gli occhi come se fossero gonfi, mentre scendo negli abissi del sublime.

Intervista per LucaniArt Magazine | MicheleNigro


Un’altra intervista a Michele “DottoreInNiente” Nigro, segnalata sul suo blog. Un estratto:

Una seconda cosa che mi incuriosisce è la mutazione nello stile, nel modo di scrivere e nelle tematiche affrontate. Ossia il tuo linguaggio si è fatto più scarno, senza tanti orpelli. Si è affilato come una lancia pronta a colpire. Chi vorresti colpire e come mai?

Sì, hai ragione e ti assicuro che vorrei scarnificarlo ancora di più, ma per ora va bene così. Come accennavo nella precedente risposta, e come tu m’insegni, il poeta non è un essere fortunato raggiunto sulla terra da un raggio di luce miracolistico in conseguenza del quale comincia a verseggiare, ma è il protagonista (nella maggior parte dei casi inconsapevole) della propria evoluzione neurolinguistica, frutto del tempo, delle esperienze, delle continue sollecitazioni genetiche e fenomeniche, delle letture, dell’addensarsi della conoscenza o, meglio, della non conoscenza… Protagonista umano, biologico, mortale, anche se nel fare poesia rivela il suo lato laicamente “divino”. Non so se ho trovato uno stile mio, o se un domani sarà lo stile a trovare me: di sicuro so che non cerco nulla, non desidero niente, non aderisco a un manifesto, non costringo la materia a una scuola o a una forma, non c’è uno sforzo logico (almeno nella fase preliminare, “sporca”, del poetare) ma aspetto, ascolto, soprattutto mi ascolto, annoto nel silenzio tutto quello che l’anima mi suggerisce di conservare perché sa che ne vale la pena. Quando il verso funziona e soddisfa il tuo ritmo interiore, lo senti; anche se in seguito non piacerà al lettore. Sono contento che si noti questa “affilatura” ma ti assicuro che, volendo fare un paragone tra le poesie della raccolta e quelle pubblicate successivamente sul mio blog “Nigricante”, trovo queste ultime molto più scarne e affilate, più aderenti al mio status neurolinguistico attuale: segno che l’evoluzione, verso un’affilatura che si assesti intorno a uno stile tutto mio, è in atto. Ma la strada è lunga…

Le tematiche sono quelle tipiche dell’esistenza: l’amore, la morte, la solitudine, la condizione sociale, la sensualità, il passato che spinge per farsi ricordare, la spiritualità, la natura, la musica… Come dice Brunori Sas in un suo brano: “… Canzoni che parlano d’amore / perché alla fine, dai, di che altro vuoi parlare?…” E si parla d’amore anche quando non lo si nomina e sembra che il tema della poesia sia un altro. Amore in senso lato, sotto varie forme. Chi voglio colpire? Nessuno, te l’assicuro: spesso dietro un j’accuse o una sentenza disperata si nasconde l’esigenza di ricordare a se stessi le cose che contano e di confermare quella piccola sapienza privata creata da eventi non storici. Non pretendo di trascinare anime, di convincere, perché sono troppo occupato a salvare me stesso; però se un lettore si mette a riflettere dopo aver letto un mio verso, e me lo confessa, non posso non essere soddisfatto…”

Per leggere l’intera intervista: qui

InversionI | GeNeTiC SinapSyS v3.0


Un testo di Oblio, sul suo blog: ineffabile e sintetico, riuscito.

Di traverso

Ci crederesti
che quella polpa
nasconda ossa ?

Eppure sta nella trachea
a strozzare la parola
in un mandala d’Onan.

Occhi sbarrati
nei mesmerici voli di una mosca
aruspice di carcasse e feretri.

Frattali impotenti
privi d’entropia.

Compulsione tassidermica;
e così sia.

>>>RIMESCOLA<<<

Compulsione frattale.

Occhi sbarrati nello strozzare la parola. La mosca, a seguito di mesmerici voli, posa l’ala sull’aurispice cantilenante.
Così sia, Coitus Interruptus tra carcasse e feretri, impotente. Eppure sta entropia bloccata nella trachea, nascosta d’ossa e polpa e cartilagine tassidermica. Ci crederesti, figlio d’Onan?

N I G R I C A N T E

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Michele Valente |Blog

Blogger e studente di Comunicazione e ricerca sociale. Scrivo di geopolitica, diritto e tematiche ambientali, attraverso un'ottica globale sulla società europea ed internazionale.

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