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Esce Krokodil, di Dimitri Ruggeri, per la collana VersiGuasti | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Kipple Officina Libraria presenta, nella collana VersiGuasti, Krokodil, di Dimitri Ruggeri, poeta che ha fatto della contraddizione il suo vessillo. Che il gioco di antinomie sia alla base della sua poetica, Dimitri Ruggeri non lo nasconde certamente al lettore: basti pensare alla poesia che dà il titolo alla raccolta, “Krokodil”. Si tratta di un urlato Pater Monster in cui si invoca la brevità e la liberazione dal bene, “Sed libera nos a bonis”, in un aperto, solo apparentemente blasfemo Pater Noster al contrario, preghiera di una religione che ha nel Krokodil la sua santa eucaristia.

La bella introduzione è opera di Alex Tonelli, la copertina è realizzata da Francesca Macor ed è presente anche una breve premessa dell’autore.

Dall’introduzione

Paradossi, contraddizioni create dalla fantasia dell’autore che non hanno solo l’obiettivo di sbalzare il lettore dalle sue quotidiane certezze, dalla sua visione del mondo ordinata e sensata, ma che appaiono voler nascondere qualcosa di ulteriore, un rimando a un significato ermetico che si dà, quasi freudianamente, nel farsi inganno, nel farsi confusione.
Come un sogno, il cui contenuto manifesto è un’accozzaglia di immagini collegate da logiche impazzite ma che svela, se interpretato nel profondo, un significato latente, segreto e inconfessabile, così anche la poesia di Dimitri Ruggeri appare costruita nel disordine per volutamente nascondere, ingannare e nel farlo, ecco l’antinomia delle antinomie!, svelare, rendere evidente, palesare ciò che era nascosto. Urlarlo e indicarlo: eccolo! È qui!

La quarta

La poesia di Dimitri Ruggeri è composta da un intricato e caotico sistema di antinomie, vere e proprie contraddizioni che si inseguono e rincorrono, che rimbalzano l’una sull’altra; la sua poesia è un perenne scontro di placche tettoniche che formano e deformano i continenti della sua narrativa, un ingarbugliato macchinario di calamite che si attraggono e si scansano in un gioco di perenne indecisione.
Nelle poesie che compongono questa raccolta Krokodil il lettore troverà giochi di contrasto al limite del non-sense, accostamenti spiazzanti e imprevedibili, un marchingegno volutamente costruito per non trovare un significato finale pacificato (o forse sì?). A ogni immagine ecco che ne arriva subito una nuova, contraddittoria e opposta a disarcionare il lettore dalle sue credenze e dalle sue pallide convinzioni.

L’autore

Dimitri Ruggeri (1976, Avezzano) è un poeta e performer vocale orientato sperimentalmente alla “poesia di reportage” (V. Esposito), di cui può essere considerato il pioniere (B. De Feis – Oubliette Magazine). È membro permanente del World Poetry Movement che ha sede a Medellin (Colombia). Ha viaggiato in più di settanta paesi nel mondo. Consegue la maturità presso il Liceo G.B. Benedetti di Venezia come allievo della Scuola Navale F. Morosini e la laurea presso l’Università La Sapienza di Roma.
Si sono occupati dei suoi lavori Alessandro Fo, Lello Voce, Claudio Pozzani, Vittoriano Esposito, Giovanna Mulas, Maurizio Cucchi, Cinzia TH Torrini e tanti altri. Nel 2006 è stato ospite del programma RAI (Futura) Miss Poesia. Tra i diversi progetti cui ha partecipato si segnala Media Education for peace in Libano nel 2007, in collaborazione con The Blog TV.
È autore delle raccolte poetiche Parole di grano (2007), Carnem Levare, Il Cammino (2008) [DVD Libro e Cortometraggio], Il Marinaio di Saigon (2013), che ha vinto il Premio Mioesordio della critica (Gruppo Editoriale L’Espresso), Status d’amore [CD Libro e audiolibro] (2010), Soda caustica (2014) [Libro e Videopoesia], del racconto-reportage Chiodi e Getsemani, versus Gerusalemme (2010) e del racconto La fuga (2015). È autore inoltre di diverse video poesie.
È ideatore del Poetry Blog SlamContemPoetry (2015), unico in Italia dedicato interamente alla diffusione della spoken word poetry, del progetto Biennale Marsica (2010) per la valorizzazione dei borghi e spazi in disuso, del portale di arte e cultura POPact [Eventi ad Arte] (2008) e del Poetry Blog Poeti d’Abruzzo. Nel 2010 ha introdotto per la prima volta in Abruzzo il Poetry Slam e nel 2016 la prima volta in Molise.

La collana VersiGuasti

VersiGuasti è la collana di Kipple Officina Libraria diretta da Alex Tonelli interamente dedicata alla poesia e alla letteratura lirica in versione digitale, alla costante ricerca di connessioni e poetiche appartenenti al Connettivismo e non solo.

Dimitri Ruggeri, Krokodil
Introduzione: Alex Tonelli
Copertina: Francesca Macor

Kipple Officina Libraria – Collana Versi Guasti – Pag. 34 – 0.95€
Formato ePub e Mobi – ISBN 978-88-98953-95-0

Link:

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Lankenauta – Essere Transitivo


Su Lankenauta una recensione di Ettore Fobo alla silloge di Emanuela Ceddia, Essere Transitivo. Si parla di versi incisivi, un’onda di piacere interiore e di complessa essenza acuta.

Ceddia racconta metamorfosi: “Sono io./ E ho pinne di pesce/ Ho branchie e sangue d’abisso”, fino a diventare mare, fino a ritornare a essere “cava creatura amniotica/iniziale”; cerca di sfuggire al troppo, di svuotarsi, utilizzando con felice parsimonia le allitterazioni, qualche rima, spesso interna al verso e neologismi, che sono perlopiù parole fuse insieme, “Varcobaleno”, per esempio. Ci sono anche sonetti molto belli.

Rispondendo a qualche domanda di Roberta Canu… | N I G R I C A N T E


Sul blog di Michele Nigro è referenziata un’interessante intervista che gli è stata fatta recentemente; estrapolo un brano per far comprendere il tono della chiacchierata.

Come nascono le tue opere? Ovvero da dove prendi ispirazione.

Anche quando scrivo “fantasie”, quelle appartenenti alla cosiddetta letteratura non mimetica, la fonte principale d’ispirazione resta sempre “la vita” reale: quella personale, quella degli altri, quella passata e addirittura quella futura. In un racconto è più facile allestire una “struttura” capace di mantenere in piedi i vari elementi esistenziali che poi “spacciamo” per cose capitate ai personaggi. Nel mio ultimo racconto lungo, per esempio, in uscita su StreetLib Stores (sia in ebook che in cartaceo), pubblicato per le “edizioni nugae 2.0” e intitolato “Call Center – reloaded”, attingo a piene mani da passate esperienze lavorative personali anche se alla fine la storia prende una “piega fantasy” con timide sfumature noir. Nel Novecento era definito “realismo magico”…

Con la poesia non si può “barare”: anche se nel verso non scendi nei particolari, non descrivi, non fai nomi e non ti riferisci a fatti riconoscibili, sei genuinamente te stesso, sei più vero e concreto anche se tutto sembra più effimero e impalpabile; sei l’essenza del tuo stare al mondo. In realtà non siamo noi a prendere ispirazione; non decidiamo niente: è l’ispirazione che “sceglie” qual è il momento migliore per realizzarsi in noi. Quando non abbiamo ispirazione non è perché essa non c’è; è solo che in quel momento non teniamo aperti i canali giusti affinché si manifesti. Forzarla produce solo cose mediocri: è inutile stare ore davanti a un foglio o una tela; meglio uscire, fare altro, lasciarsi trovare dalla parola… (continua)

Poême Électronique Vol. 3 (a Roma) – Rassegna di poesia e musica


Il secondo appuntamento con la terza edizione di Poême électronique – Rassegna di poesia e musica elettronica curata da Ksenja Laginja si svolgerà venerdì 2 marzo alle ore 19.00, presso l’HulaHoop Club di Roma, Via L.F. De Magistris 91/93. Reading di Lucianna Argentino, Stefania Di Lino, e uno speciale momento con Bibbia d’asfalto – Poesia Urbana e Autostradale insieme ad Annamaria Giannini e Redent Enzo Lomanno. A unire queste voci ci sarà Stefano Bertoli con le sue sperimentazioni elettromusicali. Emanuela Risso sarà la testimone del bellissimo spazio genovese Kowalski, dove tre anni fa iniziò questa avventura di Poême électronique. Ci vediamo lì?

Intervista ad Alex Tonelli | i cannibali della parola


Su SlamContempoetry è apparsa una bella intervista ad Alex Tonelli, nell’ambito della poesia e dell’attività poetica che oggi è possibile svolgere in Italia. Un estratto:

Pensi che oggi si dia abbastanza attenzione alla valorizzazione e alla divulgazione della poesia? In passato ci sono stati importanti trasmissione come L’Aquilone su RAI 1 mentre oggi non ci sono programmi ad hoc. Cosa può fare ancora la TV? I talent possono essere “validi” sostituti?

A mio parere la poesia sta riscoprendo un momento di interesse importante che coinvolge anche il pubblico non di nicchia. Mi sembra di osservare una positiva proliferazione di iniziative, non solo editoriali, a favore della poesia: riviste, collane, case editrici dedicate. Lo vedo da lettore e da curatore di una collana di poesia in ebook, Versi Guasti edita dalla Kipple Officina Libraria. Vi è un interesse nuovo spinto anche da voci contemporanee più mainstream e fuori dagli stilemi classicheggianti di certa dotta poesia. Si può leggere ora in libreria autori come Strand, come Simic, come Szymborska e altri che hanno il potere di rendere attuale la voce poetica.
Non credo che un contest modello “X Factor” possa aggiungere molto alla poesia, forse si potrebbe tentare di dedicare una serata televisiva a fenomeni interessanti come gli Slam poetici. Qui a Trieste se ne tiene uno annuale ben organizzato da Christian Sinicco e dai suoi collaboratori che racconta al pubblico triestino le nuove esperienze poetiche italiane e internazionali.

A tuo avviso la poesia letta ad alta voce può essere più efficace di quella che resta nel libro? Come ci si può riappropriare della collettività? Del pubblico?

Domanda annosa. Io personalmente leggo la poesia in silenzio con una matita per sottolineare, trovare collegamenti, cercare di approfondire il significato. È vero però che la poesia è essenzialmente suono e musica e dunque leggerla ad alta voce le restituisce questo valore. Ecco, forse le due cose dovrebbero andare insieme, una lettura profonda in solitudine, e un ascolto musicale in pubblico.

Il valore delle parole di Alex è sempre elevato; conoscendolo e conoscendo la sua modestia e signorilità, ciò che racconta diventa un momento esteso di bellezza e musicalità, convintamente prossima alla rivelazione.

Una piccolissima morte – Francesca Del Moro


Ho avuto il piacere di leggere integralmente la silloge Una piccolissima morte, di Francesca Del Moro, in cui un impalpabile lutto aleggia nelle frasi, nelle immagini, nei racconti di un legame rescisso traumaticamente, con dolore, senza possibilità di recupero; un lutto, come dicevo, senza dimensione perché non ne ha, ogni lutto è un brusco cambio di esistenza.

Lasciatevi avvolgere dalle volute oscure e doloranti, lasciatevi ammaliare dal pianto irrefrenabile della fine, sarà una morte molto piccola quella che proverete ma, davvero, vi servirà per le dipartite più grandi.

Il libretto è edito da EdizioniFolli, ed è stato tirato in rigorosa edizione limitata a 100 copie.

Una voglia adunca
di morire
il dito che mi scava
nel sesso che hai disabitato.

“Intervista a Michele Nigro”, a cura di Roberto Guerra (versione ‘small’ per Neofuturismo) | N I G R I C A N T E


Roberto Guerra intervista Michele Nigro. Poesia e Transumanesimo; sul blog di Nigro, ovviamente.

Michele, il tuo ultimo libro (ebook e cartaceo) s’intitola “Nessuno nasce pulito”, un approfondimento?

Si tratta di una raccolta di poesie “prelevate” da vari periodi; ne è venuto fuori un excursus poetico piuttosto eterogeneo dal punto di vista stilistico: avevo bisogno di raggruppare in un unico prodotto, per difenderle prima di tutto dalla mia dimenticanza, poesie appartenenti a differenti momenti dell’esistenza. Io l’ho definita webpoetry perché inizialmente la mia poesia è stata pubblicata sul web, sul mio blog “Nigricante” (quasi sempre dopo un preventivo stazionamento sull’insostituibile carta); solo in seguito è avvenuto il passaggio finale nell’oggetto “libro”. Si sente tanto parlare del cosiddetto “contatto erede”, un essere umano volenteroso che, dopo la nostra dipartita da questo mondo, dovrebbe preoccuparsi di gestire il social networking lasciato incustodito per cause di forza maggiore; oppure in ambito transumanista si sta ipotizzando da molti anni l’opportunità di compiere un Mind Uploading, ovvero un trasferimento di quella che convenzionalmente chiamiamo “mente” su un supporto non biologico in grado di interagire con l’ambiente esterno all’indomani della morte del corpo (e quindi del cervello) che la conteneva. Cos’è un libro se non un “erede” del nostro pensiero, un supporto a cui affidare una parte del nostro linguaggio per contrastare l’oblio?…”

Duplex Ride

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ORME SVELATE

la condivisione del dolore è un dono di amore da parte di chi lo fa e di chi lo riceve

Flavio Torba

Scrittore con predilezione per l'horror.

francesca del moro

La differenza tra prosa e poesia è che la prosa dice poco e ci mette molto tempo, la poesia dice molto in pochissimo tempo. C. Bukowski

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poesie seminate, di Martina Campi

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