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Archivio per Poppy Z. Brite

MOLOTOV MAGAZINE – Numero 2


Ecco l’annuncio ufficiale: sono nella redazione di MolotovMagazine, la rivista di Alessandro Manzetti edita dalla sua Independent Legions dedicata alla letteratura, cultura e cinema dark fantasy, horror e weird. Da questo numero 2 cercherò di raccontare in prosa e in articoli il limite scomodo della weird/SF, generi visti attraverso il mio personalissimo filtro espresso nella rubrica “DarkSpace”: in questo numero, quindi, articolo di presentazione e un mio racconto imperiale inedito.

Contenuti: Racconti horror, weird e dark fantasy di grandi autori internazionali: Poppy Z. Brite, Richard Christian Matheson, David J. Schow, Brian Keene, Cody Goodfellow, Pryia Sharma e Thersa Matsuura. (tutti inediti in lingua italiana); Fumetto One Shot (25 tavole in bianco e nero), inedito, ‘Frank Spirito’, numero zero dell’omonima serie di fumetti in uscita in albi regolari nel 2021, sceneggiato da Alessandro Manzetti e illustrato da Stefano Cardoselli; Interviste a grandi protagonisti internazionali: Stephen Jones, Jonathan Maberry e Craig Spector; Racconti del Premio Bancarella Matteo Strukul (pulp), del Premio Urania Sandro Battisti (fantascienza) e di Stefano Fantelli (weird/horror); Strisce a fumetti ‘Detective Morgan Delikatessen’ e ‘Jack lo Sfruttatore’ di Manzetti & Cardoselli; Anteprima a colori della graphic novel ‘Io Sono Leggenda’; Articoli, rubriche tematiche, poesia dark, tra cui la poesia inedita in italiano ‘Apache Witch’ di Joe R. Lansdale, artworks, fumetto, cinema, games e tanto altro. Formato 21×29, interni in bianco e nero, 200 pagine.
Uscita: Novembre 2020.

Thomas Ligotti: Nato nella paura – Ver Sacrum


Su VerSacrum una recensione di Cesare Buttaboni a Nato nella paura, saggio di Thomas Ligotti che getta luce sulla sua anima. Un estratto, che cita insieme i tre personali maggiori autori weird di sempre (non è un caso):

“Probabilmente, il fattore più importante tra quelli che mi hanno avvicinato alla scrittura in generale è l’esaurimento a cui accennavo prima. È successo nell’agosto del 1970, per colpa del consumo massiccio di droga e alcol, che in ogni caso hanno fatto solo da catalizzatori a un destino che prima o poi mi sarebbe toccato, ipersensibile e lunatico com’ero. Prima non mi interessava né leggere né scrivere, sebbene a scuola riuscissi bene in entrambe le cose; dopo, leggere e scrivere è diventato l’unico modo in cui riuscivo ad alterare il mio stato mentale senza avere paura, o perlomeno quella paura estrema, di perdere completamente il senno. La mia malattia si chiama agorafobia; in parte è ereditaria e continuo a sperimentarne i sintomi, tra i quali gli attacchi di panico e un generico senso di irrealtà.”

Questo è un estratto significativo di un’intervista che potete trovare nel recente volume di Thomas Ligotti Nato nella paura pubblicato da Il Saggiatore (editore che sta facendo conoscere Ligotti nel nostro paese mentre le edizioni Elatra rimangono ancora troppo di nicchia). Finalmente il lettore italiano ha la possibilità di farsi un’idea del vissuto sofferto di questo controverso scrittore. Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando Poppy Z. Brite scrisse la celebre domanda “Are You Out There, Thomas Ligotti?”. Oggi anche grazie alla serie True Detective il suo nome è stato sdoganato. Da queste pagine emerge la sua particolare concezione del weird e della vita. Lettore compulsivo, almeno fino a un certo punto della sua esistenza, della letteratura horror più oscura Ligotti resta fondamentalmente legato a Poe e Lovecraft e lontano da Stephen King (chi pensa che sia invidioso del successo di Stephen King è completamente fuori strada). Il volume è diviso in 4 parti: la prima parte Incubi incantatori copre il periodo dal 1988 al 1991, la successiva Questo carrozzone di carne si svolge nel triennio 2000-2003, Una demenza necessaria contiene interviste effettuate nell’arco temporale 2004-2011 e infine troviamo il capitolo che dà il titolo a questo libro ovvero Nato nella paura racchiuso nel biennio 2011-2013. Leggendo queste interviste si possono ricavare alcune informazioni interessanti: ne viene fuori la figura di un cultore di maestri del fantastico come Arthur Machen e Algernon Blackwood, anche se fu Shirley Jackson a farlo appassionare alla narrativa weird con il suo romanzo L’incubo di Hill House, Ligotti essendo un grande fan del film di Robert Wise.

Independent Legions presenta “Colpevole ma pazza” | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione Colpevole ma pazza, prima edizione italiana del diario/saggio autobiografico di Poppy Z. Brite edito da Independent Legions. Un estratto dal post:

A metà strada tra un folle diario e un saggio autobiografico, il libro comprende 23 scritti di nonfiction e diaristici, affascinanti e stravaganti, riguardanti il mondo dell’autrice, dedicati a eterogenei argomenti e sviluppati con un approccio diretto estremamente originale, che consentono di entrare a contatto diretto con l’animo, la sensibilità, le esperienze, le ispirazioni, le disillusioni, la cultura underground degli anni ’90, e la visione della vita e di se stessa di una delle più grandi interpreti della narrativa horror e dark moderna.

Tra i contenuti:

– la formazione e le fonti di ispirazione, attraverso mini-saggi sulla letteratura e poesia horror, dark e mainstream moderna, con approfondimenti su William S. Burroughs (in R.I.P.), Peter Straub, i poeti maledetti, tra Rimbaud e Wilde, e altri grandi autori;
– la bellezza e decadenza della città natale, New Orleans (in Sur le Decadence) cuore di tutte le più note opere dell’autrice;
– un ritratto espressionista (in Mardi Gras) della propria giovinezza;
– la cultura dark e transgender riportata tramite l’esperienza diretta dell’autrice;
– un diario di viaggio (in Depraved in Dublin) con meta Dublino, in compagnia di un amico transessuale;
– scritti provocatori di fantasia, tra i quali un’immaginaria storia d’amore tra John Lennon e Paul Mc Cartney;
– resoconti sul sesso, sul tema ‘gender’ e la lotta contro la dipendenza, gli orrori dell’assistenza sanitaria moderna e il panico del caos;
– articoli scritti per la celebre rivista Cemetery Dance sulla narrativa horror e dark, e tanto altro.

Tra i contenuti extra i racconti Xenofobia, Mancanza e L’Ultimo Desiderio tradotti da Alessandro Manzetti e Daniele Bonfanti.

Nottuario, l’universo oscuro di Ligotti | Posthuman


Su PostHuman un bell’articolo di Mario “Black M” Gazzola che indaga l’universo di Thomas Ligotti e lo mette in relazione con HP Lovecraft, in un delirio weird che fa sempre bene, oltreché esser colto. Un estratto del corposo e sempre preciso excursus di Mario, sempre affilato e ben documentato, oltre che di buon gusto:

Alla fine è arrivato anche il momento di Thomas Ligotti: fino a pochissimo tempo fa autore “per pochi”, che nulla ha fatto per farsi conoscere, men che meno trasformarsi in “personaggio” (come deve fare oggi uno scrittore per vendere), della sua vita si sa pochissimo, di foto sue ne circoleranno in rete tre o quattro al massimo (una la vedete qui a lato) e non certo di quelle che fan pensare a una glam star, ma del resto neanche a un tenebroso poète maudit. Tanto che la postfazione di Poppy Z. Brite alla sua antologia The Nightmare Factory del 1996 s’intitolava Are you out there, Thomas Ligotti?.

Mistero ben custodito come i suoi racconti oscuri e raffinati quanto spesso eterei e criptici, Ligotti è rimasto autore per pochi ancor più nel nostro Paese, dove per anni non è stato disponibile in italiano che la raccolta I Canti di un Sognatore Morto edita da Elara, più qualche racconto tradotto dalla rivista Hypnos e le versioni a fumetti de La Fabbrica degli Incubi.

Tutto cambia nel 2014, quando scoppia il caso True Detective: lo sceneggiatore Nic Pizzolatto (che ha peraltro disseminato la prima serie di citazioni goth del Re Giallo, come la capanna nel bosco chiamata “Carcosa”, per cui il libro di Robert W. Chambers è stato prontamente ristampato da Vallardi, nonostante l’edizione di Hypnos già disponibile) riconosce d’essersi ispirato a Ligotti per alcuni dialoghi. In realtà l’enfant gaté di Hollywood non ha preso dai racconti dello scrittore di Detroit (impossibili da filmare), bensì dal saggio filosofico La Cospirazione contro la Razza Umana (edita dal Saggiatore) per nutrire i dialoghi ultra nihilisti del detective Rust Cohle (Matthew McConaughey), effettivamente uno dei punti di forza drammaturgici della (bellissima) prima stagione della serie.

Inizia così la riscoperta di Ligotti: Il Saggiatore pubblica in italiano l’antologia di racconti Teatro Grottesco e poco dopo il citato saggio (che altrimenti mai avrebbe visto la luce nella nostra lingua), mentre Elara risponde con una terza antologia, Lo Scriba Macabro, per la gioia degli amanti del weird gotico moderno. Amanti che oggi possono ulteriormente esultare per l’uscita – sempre dal Saggiatore, tradotta da Luca Fusari e sempre illustrata da un’inquietante copertina freaky dell’artista/performer francese Olivier De Sagazan (in apertura) – di Nottuario, in originale del 1994, quarta antologia di racconti ligottiani in italiano: racconti che confermano la definizione del loro autore come del più autentico epigono di H.P. Lovecraft che la letteratura contemporanea ci abbia sinora offerto.

Cos’è infatti la “lovecraftianità”, quest’impalpabile caratteristica più spesso evocata a riferimento di tanti narratori dell’orrore sovrannaturale che realmente corrisposta? Secondo me si tratta di una componente in realtà assai fuori moda dello scrivere, antimoderna, per niente “pulp” e perciò anche minimamente cinematografica (a dispetto dei molti film ispirati ad HPL, su cui contiamo di tornare in futuro): oggi la trama di un horror (su carta o pellicola) prevede in genere parecchia azione e punta tutto sul colpo di scena per farci saltare sulla sedia. In Lovecraft quasi mai: il Solitario riduce al minimo l’azione, non ci sono inseguimenti né lotte col mostro, che il più delle volte non viene nemmeno descritto, fedele alla sua storica massima sulla paura dell’ignoto. L’orrore in HPL sta nella conoscenza, nella consapevolezza che può farci impazzire di cosa ignoravamo si celasse dietro le apparenze del mondo come lo conoscevamo prima.

Danze Eretiche – Volume 1 | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di una nuova uscita per IndependentLegions, la creatura editoriale di Alessandro Manzetti rivolta verso il nuovo horror. Versioni imperdibili di un incubo dai nuovi risvolti.

Danze Eretiche -Volume 1 è una raccolta di racconti horror di alcuni dei più grandi interpreti dello splatterpunk mondiale e nazionale pubblicata da  Independent Legions Publishing e curata da Alessandro Manzetti.

Contiene i racconti, mai pubblicati in lingua italiana: Un Buon Posto Segreto di Richard Laymon, Risvegli di Poppy Z. Brite e Carousel Raiser di Paolo Di Orazio.

Sinossi: Tre diverse interpretazioni dell’horror moderno; George è un ragazzino che si trasferisce in un nuovo quartiere, e tenta in tutti i modi di fare amicizia con un paio di ragazzi più grandi, Rick e Jim, che gli faranno conoscere il loro posto segreto, un sottopassaggio che si trasformerà, per tutti, in un orribile teatro di inquietanti vicende di sangue; Suko sbarca a Los Angeles dalla sua Bangkok, dopo anni di risparmi, frequenta i bar e locali gay della città e incontra Justin, l’uomo alto e biondo che lo coinvolgerà nei più profondi recessi della deviazione umana e post-umana; Nel Nuovo Mondo, nella ottocentesca New Orleans, sbarca il Branzini Medical Show con la sua carovana di mostri, freaks e creature deformi che saranno i protagonisti di un incredibile e raccapricciante spettacolo della natura corrotta dal seme di Satana.

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