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Archivio per Positivismo

Codice da interpetare


Quando forzi la situazione esplicata, i frammenti di codice malevolo dal punto di vista positivista imperversano sempre sulla scena del tuo reale, determinando l’imponderabile. O il caso.

I tanti filoni del Transumanesimo – L’INDISCRETO


Su L’Indiscreto un articolo di Giuseppe Vatinno che fa il punto della filosofia del Transumanesimo; l’incipit:

Cosa è il Transumanesimo?

Negli ultimi anni sempre più spesso si sente parlare di Transumanesimo o Transumanismo o H+, (Humanity plus, Umanità potenziata). Nel 2014 è persino apparso in Italia come traccia alla prova d’esame della maturità, eppure nonostante questa visibilità mediatica ancora non è chiaro cosa sia e cosa si proponga.
Una premessa è indispensabile: l’argomento è vastissimo e non si può esaurire in un articolo, quindi lo scopo che mi propongo è fornire un’idea di massima e fare una ricognizione culturale, rimandando poi a una bibliografia per un approfondimento.  Nella sua essenza e semplificando, il discorso sul Transumanesimo ruota attorno alla tecnologia e sulle sue profonde implicazioni sociali.

La domanda che si pone è se questo secolo sarà  l’era della Tecnosofia, ovvero quanto la tecnologia saprà farsi filosofia e diventare un valore attivo, al pari di una religione o di un credo politico.
L’H+ è un sistema e una prassi filosofica che si basa sull’idea che la tecnologia possa e debba migliorare l’esistenza degli esseri umani. La sua “missione” è quella di utilizzare la tecnologia per espandere le capacità umane, avere menti migliori, corpi migliori e più longevi; in pratica si tratta di realizzare il concetto di “eudomonistica”, che è la scienza della massimizzazione della felicità. In questo senso il transumanesimo può essere considerato una filiazione della filosofia edonista.

L’H+ ha la sua base ideologica – e non potrebbe essere altrimenti- nella Silicon Valley, negli USA, l’avamposto tecnologico più avanzato dell’Occidente. È molto apprezzato dai giganti del Web come Google, Facebook e Twitter, ma visto anche con sospetto dalle Chiese e altri credi. Alla base di H+ vi è una visione illuminista e razionale dell’esistenza, irrobustita dai valori filosofici del pragmatismo anglosassone. Dunque il Transumanesimo, il cui termine significa superare l’orizzonte umano, è figlio dell’Umanesimo. Pensatori come Pico della Mirandola, Marsilio Ficino e Niccolò Cusano sono i suoi antesignani. Lo spirito della Encyclopédie di Diderot e D’Alembert lo informa, il Positivismo lo rafforza, il Pragmatismo proattivo lo rende attivo nella società.
Lo spirito H+ è affine allo spirito dei lumi, da cui riprende valori come la sete di conoscenza e di cambiamento, la lotta contro l’irrazionalità, l’ignoranza e la superstizione.

Per giungere al suo sviluppo moderno, diciamo pure alla sua fondazione più o meno ufficiale, dobbiamo arrivare agli anni ’80 dello scorso secolo, presso l’Università di California di Los Angeles dove studiava “Fm2030”, al secolo Fereidoun M. Esfandiary, di origini persiane e figlio di un diplomatico dell’Onu.  Esfandiary insegnò all’Università della California, a Los Angeles.
Il termine “Transumanesimo” era stato in realtà utilizzato per la prima volta nel 1957 da Julian Sorell Huxley, fratello del noto scrittore Aldous, un biologo scozzese che lo utilizzava in una sua innovativa teoria dell’evoluzione psico-sociale. Nel 1991 viene fondato in California l’Extropy Institute, a opera del filosofo britannico Max O’Connor che poi si farà chiamare Max “More”, cioè “Più”, in omaggio alla nuova filosofia del potenziamento. Nel 1998 il filosofo svedese Nick Bostrom (Università di Oxford) – famoso per la sua teoria della simulazione – fonda la World Transhumanistic Association (WTA). L’attuale credo tecnologico del H+ è sintetizzato nell’acronimo BINC e cioè Bio – Info – Nano – Cogno a indicare l’interesse rispettivamente per la Biologia, l’Informatica, le Nanotecnologie e l’aspetto Cognitivo. Al suo interno l’H+ è caratterizzato da diverse aree. Vediamone alcune…

Percorsi neurali


Sposti i tuoi percorsi neurali su piste cognitive che sembrano collegare l’assoluto col nulla, ma quando ti metti ad analizzarle bene ti accorgi che parli di una complessità inesistente, il caso caotico registra i suoi record insensati alla logica positivista del tuo mondo.

Perfezionamenti positivisti


Il refolo penetra nei meandri oscuri di un’idea, mostrando il disfacimento di ogni altro perfezionamento positivista.

Ridefinizioni positiviste


Risolvere ogni istanza con soluzioni strettamente irregimentate dal tuo genio. Che non è il genius loci.

Il caos sottotraccia


Cresce invisa a ogni logica addomesticata, poi nel momento della sua esplosione biologica diviene invisibile, si nasconde come un meme nei meandri di ogni follia razionalista.

Ingegnerie positiviste


Potrei mostrare olografie di un sensorio inutile per poterne poi avere feedback strutturali, elaborazioni da ingegneria positivista che poi servirebbe a nulla, soltanto a rendere sterili le mie ore.

Incertezze e indeterminazione


Il riverbero psichico è una sensazione di sublime incertezza, movimenti che obliano la sicurezza positivista per lasciare il passo all’indeterminazione quantica.

Tecniche di studio


Lasciami su queste rive diluite di nulla, affinché possa poi divenire un complesso emozionale che vive di sole esperienze ineffabili, come se il mistero si risolva soltanto aumentando lo studio positivista.

Il dio della logica: la vita di Kurt Gödel raccontata da Piergiorgio Odifreddi


Su Fantascienza.com la segnalazione di un libro di Piergiorgio Oddifreddi dal titolo  Il dio della logica. Vita geniale di Kurt Gödel, matematico della filosofia. Lascio le parole a Emanuele Manco che, nel suo post, spiega assai bene il contenuto di questo testo meraviglioso che, nella sua logica, distrugge le certezze fallaci dei Positivisti.

Oddifreddi si prefigge lo scopo di raccontare in un saggio divulgativo l’importanza della figura di Kurt Gödel, forse ancora sconosciuto a chi non sia un matematico. Una figura chiave dell’intera storia della matematica, perché ha scardinato la fiducia dei matematici dei primi del ‘900 che tutto potesse avere una dimostrazione scoprendo che nei sistemi matematici potevano esistere congetture vere ma non dimostrabili. La sua scoperta è esplicitata nella formulazione dei Teoremi di Incompletezza:

1) In ogni sistema matematico esistono proposizioni delle quali non è possibile dimostrare la verità e/o la falsità.

2) Nessun sistema coerente contenente l’aritmetica può essere utilizzato per provare la sua stessa coerenza.

Con l’esposizione della sua scoperta durante l’esposizione della sua tesi di laurea nel 1928, Gödel scardinò gli obiettivi del Congresso internazionale dei matematici alla Sorbona di Parigi nell’agosto del 1900, nel quale David Hilbert aveva lanciato il suo “programma”, ossia ventitré problemi irrisolti della matematica che era certo potessero essere risolti entro la fine del ventesimo secolo. Hilbert era in realtà certo che tutto potesse dimostrato dalla matematica e che Ogni problema matematico definito deve necessariamente essere suscettibile di una soluzione esatta (…) In matematica la parola ignorabimus non esiste.

Quello che Gödel dimostrò e che non era detto che a quei problemi, come a tanti altri problemi della matematica, sarebbe stato possibile trovare una dimostrazione, sia della loro verità che della loro falsità.

Le scoperte di Gödel ispirarono e spronarono tanti matematici, perché la sostanza dei suoi teoremi non era la negazione della matematica, ma solo la dimostrazione che la matematica non si riduce alla mera deduzione e dimostrazione di teoremi a partire da assiomi.

Tra i tanti matematici che, presa coscienza della incompletezza della matematica ci fu anche Alan Turing che, formalizzando la sua macchina calcolatrice, scoprì che, analogamente alle proposizioni indimostrabili, esistevano programmi che neanche la sua macchina è in grado di calcolare, arrivando a formulare una dimostrazione dei Teoremi di Incompletezza che utilizzasse la sua macchina universale. E quanto sia importante la Macchina di Turing lo sappiamo benissimo, visto che il dispositivo sul quale state leggendo questo articolo è una moderna applicazione dei principi teorici di questa macchina.

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