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Archivio per Premio Kipple

Il Paradiso degli Orchi: Freakshow | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Su IlParadisoDegliOrchi è apparsa una bella recensione al Premio Kipple 2016, FreakShow, di Pee Gee Daniel. Eccone un estratto:

Il piacere comincia dalla copertina, con il fascino ipnotico della straordinaria illustrazione di Ksenja Laginja. E per chi ha scelto il formato cartaceo il piacere continua al tatto (ah, il contatto fisico col libro!) con quella consistenza opaca, quasi gommosa, che pare qualità intrinseca all’immagine della chioma polipoide. Una copertina irresistibile.

Poi c’è la bella sorpresa del linguaggio. Linguaggio color seppia, antichizzato, col sapore della Belle Époque, costruito sapientemente sulla lingua antica depurata dalla pletora e recuperata nella cerimoniosa fluidità. Operazione raffinata e precisa dall’effetto piacevolissimo. Ben si addice allo spirito del tempo dei baracconi e del circo Barnum, e di quel capolavoro di Tod Browning che è Freaks (1932).

Proiettata di duecento anni nel futuro, e non avendo trovato competitori alieni, l’umanità ha colonizzato tutto il possibile nel sistema solare, diffondendo il proprio bagaglio di pregi e virtù senza che nulla cambiasse. Allevatori e contadini, i coloni sono quanto di più tradizionale esista, pur vivendo su lune e pianeti terraformati con opportune bonifiche. In particolare a Demopolis, cittadina di Europa (il ben noto satellite di Giove) la vita trascorre nella più noiosa e antiquata routine. Così, quale provvidenziale forma di distrazione e svago, è ben gradito l’arrivo del Circo Korallo con le sue attrazioni. Non si tratta di numeri acrobatici, quanto del tipico ottocentesco carrozzone degli scherzi di natura: il nano, le gemelle siamesi separate solo dalla vita in su, l’uomo tricheco, l’uomo mezzobusto, la donna barbuta, la donna cannone, l’uomo stecco e gli idioti sapienti. A cui si aggiungono personaggi più “normali” come il ventriloquo, il super forzuto e il mangiatore di prede vive, tutte abilità talmente mostruose da non sfigurare in mezzo agli altri fenomeni. Lo spettacolo ha grande successo perché, da che mondo è mondo, il “normale” ha bisogno del “diverso” per provare una svariata gamma di emozioni. L’orrore, per sentirsi rassicurati dall’essere nella norma. La pietà, per sentirsi più buoni. Il disprezzo, per sentirsi protetti. Così la sfilata della brava gente davanti ai baracconi dei fenomeni offre ai fenomeni stessi una bella carrellata delle miserie umane. A orchestrare il tutto c’è l’astuto impresario Korallo, che nella sua identità di sfruttatore/benefattore si fa interprete di tutta l’umana ambiguità. Così ogni giorno lo spettacolo ricomincia.

Sinossi

Su un lontano avamposto spaziale sul satellite Europa, viene ad allietare la popolazione il circo Korallo, costituito da singolarità bizzarre, un freak show dove creature deformi si agitano per strappare un sorriso, un moto di riprovazione, uno sbigottimento in cambio di pochi spiccioli equivalenti al biglietto d’ingresso. A risvegliare la deprimente situazione, nasce tra gli artisti un improvviso credo religioso: Uincio Uancio, che salverà tutti i freak del circo per portarli nel paradiso degli sgorbi. Sarà vero? Chi è questo messia che si profila tra gli infelici malformi? L’entusiasmo che infetta ogni artista del Korallo è coinvolgente e attraversa le lande siderali del mondo di frontiera in cui vi troverete con loro.

Pee Gee Daniel | Freakshow
Copertina di Ksenja Laginja

Kipple Officina Libraria
Collana Avatar — Formato cartaceo — Pag. 200 – € 15.00 — ISBN 978-88-98953-68-4
Collana Avatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 208 – € 1.95 — ISBN 978-88-98953-67-7

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Il più grande freakologo di tutti i tempi | KippleBlog


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Erano cent’anni ieri che nasceva uno dei massimi campioni della critica letteraria americana: Leslie Fiedler.

Qui non lo ricorderemo per i suggestivi saggi ispirati alla letteratura nazionale, bensì per un secondo filone, non meno ricco di acume e di trovate esegetiche.

Nel 1978 Fiedler diede infatti alle stampe Freaks: un libro seminale quanto e forse più delle sue produzioni accademiche, ma dalle tematiche ovviamente inaspettate e per certi versi strabilianti, visto che il grande studioso presta qui tutta la sua capacità interpretativa alla conoscenza, all’approfondimento e alla piena comprensione del conturbante mondo dei mostri umani.

Una disamina diacronica e interdisciplinare che, attraverso documentazioni scritte, pubblicistica, arte, spunti di antropologia e psicologia, riesce a restituire il rapporto odiosamato, di orrore e di attrazione, di approccio e di respingimento che da sempre lega i normodotati ai malnati.

Vedete, nonostante l’argomento risulti per certi versi osceno (anzi, nel senso etimologico di obscaenus, ossia “da tenere fuori dalla scena, da nascondere” i freaks hanno rappresentato per lungo tempo l’oscenità par excellence), molte delle più chiare menti del pensiero occidentale ragionarono nel corso dei secoli sulle deformità umane (da Aristotele di Stagira a Michel de Montaigne): mai nessuno lo fece con l’occhio lucido, incantato e, al contempo, compassionevole del grande Leslie Aaron Fiedler.

È questo che fa di lui il più grande e completo studioso di storture (o bizzarrie) umane e che ce lo rende – a noi irriducibili appassionati di una materia tanto squinternata – come una sorta di grande padre putativo.

Una ventina di anni dopo farà il paio col saggio La tirannia del normale (pubblicato in Italia da Donzelli). È in questo secondo saggio che sviscererà appieno la sua inquieta, spregiudicata poetica (oppure – come si esprimerebbe un filosofo – il suo protrettico): «In tutta la mia carriera di critico sono stato ossessionato dalla figura dello Straniero, dell’Outsider, dell’Altro. Mi sono concentrato, per così dire, sui miti del Negro, dell’Ebreo e dell’Indiano. Più di recente però mi sono reso conto che per tutti noi che possiamo pensarci come “normali” esiste un Altro irriducibile. Si tratta, ovviamente, del Mostro. Quelle creature anomale sono state per tanto tempo messe in mostra nelle fiere e nei circhi, e hanno strappato brividi di disgusto o di piacere a un ampio pubblico, ben più ampio di quello che prova le stesse reazioni di fronte alla lettura di Moby Dick

Chi voglia perdersi in una lettura sinottica tra i testi fiedleriani e il romanzo Freakshow, giusto per rendersi conto di quanta influenza abbia subito quest’ultimo dai primi, non ha che da cliccare qui!

Imminente la scadenza del Premio Kipple 2017 | Kipple Officina Libraria


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Vi ricordiamo che alla fine di questo mese, il 31 marzo, scadranno i termini per la partecipazione al Premio Kipple, concorso riservato ai romanzi di Fantascienza, Narrativa di anticipazione, Neo-noir (thriller e new weird) e Horror. Come da tradizione, il vincitore verrà pubblicato in cartaceo ed ebook. Qui sotto i passi salienti del bando: affrettatevi!

1) Sono ammesse solo le opere in lingua italiana inedite, mai pubblicate su carta, digitale e sul WEB, neppure parzialmente. I romanzi devono avere la lunghezza minima di 100 cartelle dattiloscritte e massima di 400 cartelle (per cartella s’intende, all’incirca, una pagina da 60 battute di 30 righe, cioè 1800 caratteri spazi inclusi).

2) Il contenuto deve essere SOLO ed ESCLUSIVAMENTE fantastico. Non saranno ammesse opere di fantasy o urban fantasy.

GENERI LETTERARI AMMESSI:
– Fantascienza (hard science-fiction, post-cyberpunk, steampunk)
– Narrativa di anticipazione
– Neo-noir (thriller e new weird)
– Horror

Testi di qualsiasi altra natura NON verranno presi in considerazione.

3) È possibile partecipare con più opere.

QUOTA DI PARTECIPAZIONE
La quota di partecipazione è di 15 € perogni racconto, da accreditare entro il 31 marzo 2017
su:

I) conto corrente postale n° 43103274 con causale “Premio Kipple 2017”

II) tramite bonifico con le coordinate bancarie:
IBAN IT95W 07601 01600 000043103274 intestato a Gianluca Cremoni
con causale “Premio Kipple 2017”

III) tramite pagamento paypal: kol@kipple.it

SCADENZA
La scadenza è fissata per il
31 marzo 2017 (compreso).

4) I racconti devono essere spediti in allegato all’indirizzo:kol@kipple.it
indicando nell’oggetto dell’e-mail “Premio Kipple 2017”.

Nel corpo della mail dovrà essere presente: il Titolo (o i titoli) dell’opera, l’Autore e la dicitura: “dichiaro che l’opera allegata non deriva da plagio e di essere in possesso di tutti i diritti ad esso connessi; ai sensi del d.lgs. 30 giugno 2003 n.196”, “acconsento al trattamento dei dati personali da me forniti”.

In allegato dovrà esserci il testo salvato come “titolo opera” di “nome autore” (con nome dell’autore, il titolo dell’opera e un indirizzo email sul frontespizio della prima pagina) e deve essere presentato SOLO in formato elettronico .doc, .rtf, .odt o .docx e, sempre in allegato, la ricevuta del pagamento.

5)Il vincitore del Premio avrà diritto alla pubblicazione del romanzo in formato CARTACEO distribuito su Amazon in opzione “ondemand” e sulle librerie online, e in versione DIGITALE su tutti i portali online quali Kobobooks, IBS, Mediaworld, Unilibro, LaFeltrinelli, Biblet, Bol, Bookrepublic, ecc., su Amazon IT, US, UK, DE, FR, ES, JP, CA, IN, MX, e AppleStore (iTunes).

L’autore riceverà un regolare contratto editoriale entro la fine del 2017.

Per chi fosse ancora indeciso, uno sguardo al palmarés potrà forse aiutare:

2008 – I signori del Malsem, di Biancamaria Massaro (disponibile in cartaceo ed ebook)
2009 – Ultima pelle, di Alberto Cola (disponibile in cartaceo ed ebook)
2010 – La pesatura dell’anima, di Clelia Farris (disponibile in cartaceo)
2011 – Il canto oscuro, di Alessio Brugnoli (disponibile in cartaceo ed ebook)
2012 – I negromanti, di Alessandro Forlani (pubblicato da Urania)
2013 – L’era della dissonanza, di Matteo Barbieri (disponibile in cartaceo ed ebook)
2014 – Lithica, di Alessio Brugnoli (disponibile in cartaceo ed ebook), e Black Blade di Marco Milani (disponibile in cartaceo ed ebook)
2015 – Non ci sono dei oltre il tempo, di Davide Del Popolo Riolo (disponibile in cartaceo ed ebook)
2016 – Freakshow, di Luigi Straneo Pee Gee Daniel (disponibile in cartaceo ed ebook)

Recensione al Premio Kipple 2016 – Freakshow, di Pee Gee Daniel | Kipple Officina Libraria


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Bella recensione su Amazon al Premio Kipple 2016, Freakshow, di Pee Gee Daniel, a cura di Massimo Tivoli:

Romanzo vincitore del premio Kipple 2016 non tradisce le aspettative del lettore. L’autore narra in modo ricercato e pittoresco l’avventura del circo Korallo. Su un avamposto spaziale del satellite Europa giunge un singolare baraccone di strani artisti: il Freak Show. Artisti per necessità e non per vocazione, i membri del Freak Show fanno sfoggio delle loro più raccapriccianti deformazioni per pochi spiccioli. Ma la speranza di un messia dei Freak, Uincio Uancio, inizia a diffondersi tra i reietti sociali che animano il Freak Show. La quotidianità dell’abominevole circo e la vita dei suoi mostri umani verrà stravolta quando Uincio Uancio, da mera speranza, si tramuterà in autentica realtà. Una storia di cinismo, diversità, riscatto sociale, ipocrisia, duro realismo, narrata con toni talvolta sarcastici e ironici, talvolta cinici e spietati, abbracciando una carrellata di differenti punti di vista, e regalando al lettore una storia travolgente da leggere tutta di un fiato. Un ritmo dinamico che tiene il lettore costantemente immerso nella vicenda e nell’intricata sequenza di eventi che la caratterizza, fino alla scoperta del mistero che si cela dietro il messia dei Freak. Rivelazione che lascia il lettore sorpreso e che suggella definitivamente l’indiscusso valore narrativo dell’opera dell’autore.

In breve, vi ricordiamo le note salienti di quest’opera che sta già cominciando, dopo pochi giorni dall’uscita, a suscitare parecchi consensi:

Nel Sistema Solare, nei pressi del satellite Europa, uno strano carrozzone si aggira per allietare la vita grama dei coloni: è il Circo Korallo, composto da una masnada di freak che cercano di sbarcare il lunario come possono. La prospettiva di un riscatto sovrannaturale animerà improvvisamente l’intera comitiva dei fenomeni da baraccone e ogni cosa non sarà più come prima.
Pungente ironia e precisione nel trasportare il lettore su quel mondo lontano, che potrebbe essere stato o essere ancora il nostro terrestre, delineano uno scenario tragicomico dove il possibile è esattamente ciò che avviene anche nelle nostre esistenze; Desolation Road, l’opera scritta da Ian McDonald, è la prossima verosimile fermata di un treno che passa per i luoghi attraversati dal Circo Korallo.

Pee Gee Daniel | Freakshow
Copertina di Ksenja Laginja

Kipple Officina Libraria
Collana Avatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 208 – € 1.95 — ISBN 978-88-98953-67-7
Collana Avatar — Formato cartaceo — Pag. 200 – € 15.00 — ISBN 978-88-98953-68-4

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IL BARACCONE DEI FENOMENI di Pee Gee Daniel | Tibereide | Kipple Officina Libraria


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A corredo del proprio romanzo Freakshow, vincitore del Premio Kipple 2016, Pee Gee Daniel ha scritto un articolo riguardante l’argomento, uscito su Tibereide. Si tratta di un excursus storico della vicenda dei freaks, dei fenomeni da baraccone e della loro semantica, utile per inquadrare il romanzo vincitore del Premio Kipple 2016:

Nel Sistema Solare, nei pressi del satellite Europa, uno strano carrozzone si aggira per allietare la vita grama dei coloni: è il Circo Korallo, composto da una masnada di freak che cercano di sbarcare il lunario come possono. La prospettiva di un riscatto sovrannaturale animerà improvvisamente l’intera comitiva dei fenomeni da baraccone e ogni cosa non sarà più come prima.
Pungente ironia e precisione nel trasportare il lettore su quel mondo lontano, che potrebbe essere stato o essere ancora il nostro terrestre, delineano uno scenario tragicomico dove il possibile è esattamente ciò che avviene anche nelle nostre esistenze; Desolation Road, l’opera scritta da Ian McDonald, è la prossima verosimile fermata di un treno che passa per i luoghi attraversati dal Circo Korallo.

Pee Gee Daniel | Freakshow
Copertina di Ksenja Laginja

Kipple Officina Libraria
Collana Avatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 208 – € 1.95 — ISBN 978-88-98953-67-7
Collana Avatar — Formato cartaceo — Pag. 200 – € 15.00 — ISBN 978-88-98953-68-4

Ecco un estratto dal post dell’autore, con significativi brani; buona lettura!

Il circo equestre affonda le proprie origini nell’Antica Roma, allorché i Cesari, per dimostrare l’incessante espansione imperialistica dell’Urbe, facevano esibire di fronte a un pubblico ammirato, composto dai residenti della Capitale del mondo, animali esotici provenienti dalle remote terre dappoco conquistate: leoni, tigri, elefanti, giraffe, struzzi, marsupiali, scimmie. Possiamo ben immaginare lo stupore che si doveva venir a creare a tale vista in quella gente abituata tutt’al più a vedere polli, cani, gatti, maiali e buoi e, male che andasse, a incontrare in percorsi fuorivia cinghiali e lupi.

Ebbene, molti secoli dopo, nel pieno dell’attività circense americana, laddove lo show è sempre, per definizione, bigger than life, si pensò bene di affiancare ai soliti, rodati, secolari numeri qualcosa di più emozionante e raccapricciante insieme: il lucrativo giro degli spettacoli di intrattenimento più popolari, capeggiato da quel geniaccio privo di scrupoli di Phineas T. Barnum, decise di affiancare all’abituale esotismo animale un tipo di esotismo riferito invece all’umano. Se da sempre si era tentato di calamitare la curiosità della gente abbindolando e i bambini e il fanciullino serbato dentro i loro genitori con esemplari di bestie fuori dal comune, ora si tentava la medesima operazione con un ulteriore scarto morale: esibendo cioè esseri umani più o meno consenzienti soggetti a tante e tali patologie e tare psico-fisiche da risultare mostri a tutti gli effetti, capaci di suscitare un misto di sgomento e morboso interesse nello spettatore.

Si tratta dei freaks, sventurati cui la natura o, talora, la vita hanno tirato più di uno scherzo mancino, rendendoli personaggi deformati sino all’inverosimile: donne scimmia, uomini lupo, fratelli siamesi, uomini a tre gambe, individui capaci di roteare la testa di un completo angolo piatto, nani, giganti, superciccioni, uomini scheletro, focomelici, ritardati con teste a punta, ermafroditi, bruttoni e sgorbi vari.

Il pubblico fece la fila per secoli pur di vederli, occhi negli occhi, e provare un’emozione ambivalente che mai era capitata loro quando assistevano ad animali anche stranissimi messi in parata, poiché in questo caso, per quanto si potesse faticare a crederlo, le stranezze che essi contemplavano erano loro fratelli, figli di umani assolutamente rispondenti alla norma e alla media generali, usciti fuori però, chissà se per un castigo divino o per un semplice malfunzionamento organico, più simili a incubi viventi che a persone propriamente intese.

Una situazione come quella descritta ha fin da subito fatto sorgere un cruciale dilemma: è accettabile che qualcuno si arroghi il diritto di far soldi su infelici pari a costoro? Che d’altra parte si scontrava con la constatazione che questa fosse l’unica via percorribile perché persone in quelle condizioni potessero sentirsi in qualche maniera realizzate e divenire socialmente accettabili, spesso ricche e autonome. Un risultato del tutto impensabile se i loro destini non si fossero incrociati, prima o poi, con quelli di un qualche ciarlatano convinto di poter monetizzare i loro gravi handicap.

Esce l’edizione cartacea del vincitore Premio Kipple 2016 – Freakshow | KippleBlog


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Esce oggi l’edizione cartacea del Premio Kipple 2015, quel Freakshow di Pee Gee Daniel che tanto successo sta riscuotendo. L’opera è acquistabile in cartaceo direttamente su Amazon al prezzo di 15.00€.
Eccovi i dati salienti della pubblicazione, riportati già nel post di presentazione di qualche giorno fa: cosa aspettate a prenderlo?

* * *

Kipple Officina Libraria presenta con orgoglio il Premio Kipple 2016, Freakshow di Pee Gee Daniel, pseudonimo di Pierluigi Straneo. La pubblicazione, come di consueto avviene per i vincitori del Premio Kipple, è edita sia in formato digitale che in cartaceo; l’incantevole copertina è dell’artista grafica Ksenja coverLaginja.

Nel Sistema Solare, nei pressi del satellite Europa, uno strano carrozzone si aggira per allietare la vita grama dei coloni: è il Circo Korallo, composto da una masnada di freak che cercano di sbarcare il lunario come possono. La prospettiva di un riscatto sovrannaturale animerà improvvisamente l’intera comitiva dei fenomeni da baraccone e ogni cosa non sarà più come prima.
Pungente ironia e precisione nel trasportare il lettore su quel mondo lontano, che potrebbe essere stato o essere ancora il nostro terrestre, delineano uno scenario tragicomico dove il possibile è esattamente ciò che avviene anche nelle nostre esistenze; Desolation Road, l’opera scritta da Ian McDonald, è la prossima verosimile fermata di un treno che passa per i luoghi attraversati dal Circo Korallo.

Sinossi

Su un lontano avamposto spaziale sul satellite Europa, viene ad allietare la popolazione il circo Korallo, costituito da singolarità bizzarre, un freak show dove creature deformi si agitano per strappare un sorriso, un moto di riprovazione, uno sbigottimento in cambio di pochi spiccioli equivalenti al biglietto d’ingresso. A risvegliare la deprimente situazione, nasce tra gli artisti un improvviso credo religioso: Uincio Uancio, che salverà tutti i freak del circo per portarli nel paradiso degli sgorbi. Sarà vero? Chi è questo messia che si profila tra gli infelici malformi? L’entusiasmo che infetta ogni artista del Korallo è coinvolgente e attraversa le lande siderali del mondo di frontiera in cui vi troverete con loro.

Estratto

L’antro sulle prime è semioscuro, almeno sinché gli occhi non ci si abituano e le pupille non finiscono di dilatarsi.
Tira un freschino umido e malsano. C’è un sentore pungente nell’aria, come quello di una scatola di esche vive lasciata aperta sul tavolo della cucina.
Appena entrati la scena pare angusta, ma è solo assenza di un’illuminazione soddisfacente, perché a ben guardare ci si accorge che l’andito del carnival act o freakshow o baracconata, o comunque la si intenda chiamare, risulta in realtà di tutto rispetto. Qualche centinaio di metri quadrati calpestabili, senza dubbio.
Avanzando di qualche passo si capisce che quel che impedisce alla vista di prendere le giuste misure è la pesante istallazione che occupa l’esatto centro geometrico di quella ampia sala ricavata dal perimetro del tendone traslucido. Una specie di gabbia, sormontata da un cucuzzolo a baldacchino, si direbbe, il cui contenuto tuttavia rimane incerto, per come la struttura è montata: in modo, cioè, da voltare le spalle al visitatore e svelare il proprio contenuto solo alla conclusione del giro.
Si prosegue lungo un corridoio di luce, fornita da vecchie lampade a beccuccio. Agevolando la curvatura interna del padiglione, lo sguardo inizia a raccogliere i primi accenni di show. Con un po’ di fatica si riesce a dettagliare qualche forma di vita che si muove laggiù: finalmente le tanto attese attrazioni!
Ogni freak è distinto e separato dal collega. Ognuno di loro sta al proprio posto, dentro una specie di edicola circondata da tendaggi e passamanerie, un tantino soprelevata rispetto ai curiosi che passano là sotto in lenta processione per ficcanasare. Le attrazioni sono giustapposte l’una all’altra secondo una logica che vorrebbe alternare lo stordimento all’esilarazione, la bruttezza al buffo, il raccapriccio alla sensualità, così da rendere l’impatto quanto meno traumatizzante possibile. Un gioco che mira a suscitare e sopire in un lasso di tempo al fulmicotone le più differenti sensazioni umane, soppiantandole di volta in volta ad arte l’una con l’altra.
Lo spettatore è già da subito irretito: un guazzabuglio di sentimenti ed emozioni scombussola il suo animo. Quel che vede non dimenticherà, come ha profetizzato Korallo. Quel che vede ha già visto, inconsapevolmente, rintanato di tra gli anfratti più angosciati del proprio subconscio. Dentro gli incubi più atroci o nelle agonie di una febbre quartana cui fatalmente sopravvisse in tenera età. Quella visione incarnata e tangibile di un’immaginazione spaventosa e sin’allora ritenuta poco plausibile lo prende alla gola, lo scazzotta diretta alla bocca dello stomaco.
Lo spettatore è piegato, sfranto, sfinito, e malgrado ciò non può smettere di guardare: ipnotizzato, incantato, in piena trance. Vediamo chi di voialtri abbasserà per primo lo sguardo, come un pavido coniglio, ora che si fa sul serio e ci disponiamo a dar sfoggio delle creature più notevoli tra quelle che affollano il Circo Korallo.

L’autore

Pee Gee Daniel. Nom de plume di Pierluigi Straneo, è nato a Torino 40 anni fa, ha due figli, una laurea in filosofia. Nella vita è stato impiegato, magazziniere, aiuto-camionista, poliziotto, responsabile di sale-giochi, sale-scommesse, sale-slot, barista bibliotecario, copy-writer. Ha pubblicato i romanzi Gigi il bastardo (& le sue 5 morti), Montag, Il politico, Golena, Lo scommettitore, Leucotea, Sulle tracce della Ci**gna Voltaica, Twins, Ingrid e Riccione, La Gru, Il lungo sentiero dai mattoni dorati, e-piGraphe e il saggio Il riso e il comico. Un excursus filosofico, Montag.
Scrive per Endoxa, Mimesis Ed., ‘900 Letterario, Tibereide, Reader for blind.
Insieme al musicista Fabio Zuffanti è autore del musical Cogli l’attimo. Insieme all’attore Omid Maleknia organizza da tre anni Spettacolo d’evasione con i detenuti del carcere alessandrino “Cantiello e Gaeta” nella veste di cabarettisti.

La collana

Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali. Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

Pee Gee Daniel | Freakshow
Copertina di Ksenja Laginja

Kipple Officina Libraria
Collana Avatar — Formato cartaceo — Pag. 200 – € 15.00 — ISBN 978-88-98953-68-4
Collana Avatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 208 – € 1.95 — ISBN 978-88-98953-67-7

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Kipple presenta il Premio Kipple 2016 – Freakshow, di Pee Gee Daniel | Kipple Officina Libraria


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Kipple Officina Libraria presenta con orgoglio il Premio Kipple 2016, Freakshow di Pee Gee Daniel, pseudonimo di Pierluigi Straneo; l’incantevole copertina è dell’artista grafica Ksenja coverLaginja.

Nel Sistema Solare, nei pressi del satellite Europa, uno strano carrozzone si aggira per allietare la vita grama dei coloni: è il Circo Korallo, composto da una masnada di freak che cercano di sbarcare il lunario come possono. La prospettiva di un riscatto sovrannaturale animerà improvvisamente l’intera comitiva dei fenomeni da baraccone e ogni cosa non sarà più come prima.
Pungente ironia e precisione nel trasportare il lettore su quel mondo lontano, che potrebbe essere stato o essere ancora il nostro terrestre, delineano uno scenario tragicomico dove il possibile è esattamente ciò che avviene anche nelle nostre esistenze; Desolation Road, l’opera scritta da Ian McDonald, è la prossima verosimile fermata di un treno che passa per i luoghi attraversati dal Circo Korallo.

Sinossi

Su un lontano avamposto spaziale sul satellite Europa, viene ad allietare la popolazione il circo Korallo, costituito da singolarità bizzarre, un freak show dove creature deformi si agitano per strappare un sorriso, un moto di riprovazione, uno sbigottimento in cambio di pochi spiccioli equivalenti al biglietto d’ingresso. A risvegliare la deprimente situazione, nasce tra gli artisti un improvviso credo religioso: Uincio Uancio, che salverà tutti i freak del circo per portarli nel paradiso degli sgorbi. Sarà vero? Chi è questo messia che si profila tra gli infelici malformi? L’entusiasmo che infetta ogni artista del Korallo è coinvolgente e attraversa le lande siderali del mondo di frontiera in cui vi troverete con loro.

Estratto

L’antro sulle prime è semioscuro, almeno sinché gli occhi non ci si abituano e le pupille non finiscono di dilatarsi.
Tira un freschino umido e malsano. C’è un sentore pungente nell’aria, come quello di una scatola di esche vive lasciata aperta sul tavolo della cucina.
Appena entrati la scena pare angusta, ma è solo assenza di un’illuminazione soddisfacente, perché a ben guardare ci si accorge che l’andito del carnival act o freakshow o baracconata, o comunque la si intenda chiamare, risulta in realtà di tutto rispetto. Qualche centinaio di metri quadrati calpestabili, senza dubbio.
Avanzando di qualche passo si capisce che quel che impedisce alla vista di prendere le giuste misure è la pesante istallazione che occupa l’esatto centro geometrico di quella ampia sala ricavata dal perimetro del tendone traslucido. Una specie di gabbia, sormontata da un cucuzzolo a baldacchino, si direbbe, il cui contenuto tuttavia rimane incerto, per come la struttura è montata: in modo, cioè, da voltare le spalle al visitatore e svelare il proprio contenuto solo alla conclusione del giro.
Si prosegue lungo un corridoio di luce, fornita da vecchie lampade a beccuccio. Agevolando la curvatura interna del padiglione, lo sguardo inizia a raccogliere i primi accenni di show. Con un po’ di fatica si riesce a dettagliare qualche forma di vita che si muove laggiù: finalmente le tanto attese attrazioni!
Ogni freak è distinto e separato dal collega. Ognuno di loro sta al proprio posto, dentro una specie di edicola circondata da tendaggi e passamanerie, un tantino soprelevata rispetto ai curiosi che passano là sotto in lenta processione per ficcanasare. Le attrazioni sono giustapposte l’una all’altra secondo una logica che vorrebbe alternare lo stordimento all’esilarazione, la bruttezza al buffo, il raccapriccio alla sensualità, così da rendere l’impatto quanto meno traumatizzante possibile. Un gioco che mira a suscitare e sopire in un lasso di tempo al fulmicotone le più differenti sensazioni umane, soppiantandole di volta in volta ad arte l’una con l’altra.
Lo spettatore è già da subito irretito: un guazzabuglio di sentimenti ed emozioni scombussola il suo animo. Quel che vede non dimenticherà, come ha profetizzato Korallo. Quel che vede ha già visto, inconsapevolmente, rintanato di tra gli anfratti più angosciati del proprio subconscio. Dentro gli incubi più atroci o nelle agonie di una febbre quartana cui fatalmente sopravvisse in tenera età. Quella visione incarnata e tangibile di un’immaginazione spaventosa e sin’allora ritenuta poco plausibile lo prende alla gola, lo scazzotta diretta alla bocca dello stomaco.
Lo spettatore è piegato, sfranto, sfinito, e malgrado ciò non può smettere di guardare: ipnotizzato, incantato, in piena trance. Vediamo chi di voialtri abbasserà per primo lo sguardo, come un pavido coniglio, ora che si fa sul serio e ci disponiamo a dar sfoggio delle creature più notevoli tra quelle che affollano il Circo Korallo.

L’autore

Pee Gee Daniel. Nom de plume di Pierluigi Straneo, è nato a Torino 40 anni fa, ha due figli, una laurea in filosofia. Nella vita è stato impiegato, magazziniere, aiuto-camionista, poliziotto, responsabile di sale-giochi, sale-scommesse, sale-slot, barista bibliotecario, copy-writer. Ha pubblicato i romanzi Gigi il bastardo (& le sue 5 morti), Montag, Il politico, Golena, Lo scommettitore, Leucotea, Sulle tracce della Ci**gna Voltaica, Twins, Ingrid e Riccione, La Gru, Il lungo sentiero dai mattoni dorati, e-piGraphe e il saggio Il riso e il comico. Un excursus filosofico, Montag.
Scrive per Endoxa, Mimesis Ed., ‘900 Letterario, Tibereide, Reader for blind.
Insieme al musicista Fabio Zuffanti è autore del musical Cogli l’attimo. Insieme all’attore Omid Maleknia organizza da tre anni Spettacolo d’evasione con i detenuti del carcere alessandrino “Cantiello e Gaeta” nella veste di cabarettisti.

La collana

Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali. Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

Pee Gee Daniel | Freakshow
Copertina di Ksenja Laginja

Kipple Officina Libraria
Collana Avatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 208 – € 1.95 — ISBN 978-88-98953-67-7

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