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Archivio per Proteste

Ken Loach scrive agli operai della Fiac: “Restate forti” – la Repubblica


Questa è la lettera che Ken Loach ha scritto agli operai Fiac di Pontecchio Marconi, in provincia di Bologna, che da settimane sono in presidio davanti ai cancelli per evitare il trasferimento a Torino. Come riporta Repubblica, l’artista inglese invita alla lotta perché è uno strumento importante per raggiungere l’uguaglianza; delegittimarla non è mai una buona cosa: nessun datore di lavoro ti darà mai spontaneamente quello che ti spetta, nessuno di essi ti farà mai riflettere attentamente sulla tua condizione di sottomesso.

La sola chiesa che illumina – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine, in un contesto più ampio e in qualche modo – forse – pertinente, ho trovato questo pensiero di Guy Debord, che riporto qui sotto:

A proposito di distruzione e creazione. In Les situationnistes et les nouvelles formes d’action dans la politique et l’art, che segnava l’apertura del fronte di lotta “artistico” dei situazionisti, Guy Debord si chiedeva: “quale omaggio più grande a Van Gogh che prendere in ostaggio i quadri di una mostra e chiedere la liberazione dei prigionieri politici? Quale uso migliore dell’arte del passato per renderla ancora più viva se non impadronirsi delle opere dei musei e portarle sulle barricate?”.
Ma si sa – tranne che in pochi casi – purtroppo oggi l’immaginazione e la creatività non battono più lo stesso tempo della rivolta e della ribellione.

Ecco, sta tutto lì il senso di potente libertà creativa che dovrebbe contraddistinguere un artista da un mestierante…

ROGER WATERS: “TWO SUNS IN THE SUNSET” | PINK FLOYD ITALIA


Su PinkFloydItalia la segnalazione di una nuova cover di se stesso di Roger Waters, che reinterpreta Two suns in the sunset, ovvero l’ultima song che ha suonato nei Pink Floyd – un titolo che ora sa d’incredibile preveggenza.

“Ho avuto l’idea di realizzare un album di tutte le canzoni che abbiamo fatto come bis durante il tour di “Us & Them”. Abbiamo fatto prima “Mother”. Ho dovuto farlo da ‘remoto’ a causa di Covid 19. “Two Suns in The Sunset” è la seconda. Spero vi piaccia. Io la adoro. Che band meravigliosa sono.

Con Amore
R.

PS. Il fatto che permettiamo alle armi nucleari di esistere in un mondo controllato da sociopatici squilibrati è, di per sé, una disposizione squilibrata. Siamo in tanti, sono in pochi. Potremmo semplicemente dire di no a tutta la follia MAD (mutuamente assicurata distruzione). Ha senso zero ed è potenzialmente omicidio“.

MAGNETICA Ars Lab – SonoraVirùs


Riflessioni sonore e sociali di attualità violenta, distopica e di lotta, in giro per il mondo.

Civil War – Carmilla on line


Cosa si muove nel mondo. Dalla nostra inviata di CarmillaOnLine, Alessandra Daniele.

Gli USA bruciano, e stavolta non è un film.
L’ennesimo efferato omicidio d’un afroamericano, George Floyd, assassinato da poliziotti bianchi è stato il detonatore, ma l’esplosivo s’accumula da secoli, e il catastrofico decorso della pandemia di Covid-19 – già oltre 100.000 morti e 40 milioni di disoccupati – ne è diventato parte integrante.
Donald Trump, sempre più rabbioso e grottesco, s’aggrappa ancora ai tipici rampini della destra, l’esercito – che però gli sfugge – e la Bibbia, sperando che lo stato d’assedio e il clima da seconda guerra civile distragga l’opinione pubblica dalle sue colpe nella gestione criminale della pandemia, e spaventi abbastanza la cosiddetta maggioranza silenziosa da consegnargli una rielezione che vede altrimenti diventare ogni giorno più improbabile.
In realtà gli eventi precipitano così velocemente e con tale violenza da far sembrare velleitario e preistorico ogni calcolo politico di stampo tradizionale.
Dal suo bunker presidenziale Trump ha minacciato i manifestanti twittando “Se si avvicineranno, troveranno i cani più feroci mai visti”. Si riferiva a se stesso e ai suoi soci. Cani da guardia del capitale, arrivati alla Casa Bianca anche grazie al voto di fin troppi appartenenti alle classi sfruttate, che però la prossima volta difficilmente rifaranno lo stesso errore.
La rabbia sociale cresce in tutto il mondo, e supera ormai anche la paura del virus.
Le piazze tornano a riempirsi, ed è un contagio che nessuna mascherina sembra più in grado di fermare.

Cindytalk – 19.4326° N, 99.1332° W (161068)’ | Les Horribles Travailleurs


Brano parte di una complilation politica, dedicata alla Black Lives Matter Foundation Inc che, nelle esatte parole di Cindytalk, l’autore del pezzo, is a global organization in the US, UK, and Canada, whose mission is to eradicate white supremacy and build local power to intervene in violence inflicted on Black communities by the state and vigilantes. By combating and countering acts of violence, creating space for Black imagination and innovation, and centering Black joy, we are winning immediate improvements in our lives.

Sarebbe già sufficiente questo, ma la musica che Cinder Flame sa sempre evocare è una costante che attraversa la mia vita, da almeno 35 anni – il mio avatar è sul primo disco dei Cindytalk, Camouflage heart

Il momento è propizio


Quando saluti si spargono le spore dell’empatia, e dipenderà solo da te se queste saranno positive o deleterie: poniti in un modo limpido e aperto, lascia decantare la furberia, e ogni cosa scorrerà sincera e lontana dai profitti.

La crepa nel muro


Un posto rivelato è come la coscienza che si apre dopo un pensiero illuminante e fugace. Dopo, nulla è più come prima.

A poco, a poco Apocalisse! | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione di A poco, a poco Apocalisse!, libro per ragazzi scritto da BiFo – Franco Berardi  – adatto a suscitare nelle nuove generazioni la voglia di un futuro migliori, visti i tempi che stiamo vivendo.

A poco, a poco Apocalisse! è un libro speciale, un libro poetico e prezioso – come una canzone rap – realizzato per le migliaia di ragazzi e ragazze che hanno riempito le piazze italiane ed europee, lottando contro i cambiamenti climatici, per il pianeta Terra.

Una poesia per la fine del mondo dedicato alle ragazze e ai ragazzi ma soprattutto una guida per il nuovo mondo che verrà. Un mondo tutto da reinventare. Il primo libro per ragazzi di Franco Berardi Bifo – un mix di poesia e rivolta – è un testo concepito per sorprendere e sconvolgere i ragazzi e (anche) i loro genitori.

La pandemia, la crisi ambientale, un futuro sempre più precario, le guerre che aumentano di intensità e accerchiano l’Europa, il pianeta che ci sfugge dalle mani.

A poco, a poco Apocalisse! è un grido di dolore – un avvertimento – e contemporaneamente è la proposta di un cambiamento – uno slittamento nel modo di vedere le cose –  o forse, è una versione inedita del futuro che ci attende. Un punto di vista inedito sulla crisi di futuro che attraversa tutto il nostro pianeta.

Economia di guerra / 2: ancora sulla centralità del lavoro e del necessario conflitto che l’accompagna – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine continua l’analisi di Sandro Moiso sulle strategie degli Stati e delle grandi entità economiche mondiali per uscire dalla crisi. Saranno nuovi tempi? In un certo senso sì, ma non sembra proprio un miglioramento rispetto a prima, bensì un radicale peggioramento, se mai fosse stato possibile; e si sa, al peggio non v’è mai fine – un sistema chiuso e complesso può solo peggiorare, è l’entropia a dirlo.

Come afferma Frank M. Snowden, storico americano della medicina, nel suo Epidemics and Society: non è vero che le malattie infettive “siano eventi casuali che capricciosamente e senza avvertimento affliggono le società”. Piuttosto è vero che “ogni società produce le sue vulnerabilità specifiche. Studiarle significa capirne strutture sociali, standard di vita, priorità politiche”.

Gli elementi che potrebbero aiutare a definire il campo per un intervento immediato, concreto e condivisibile a livello di massa sono già molti. Sono compresi nelle parole, nelle promesse fasulle e nei provvedimenti che i governi e i loro padroni, nazionali e internazionali, stanno esplicitando, come si affermava all’inizio, sotto gli occhi di tutti. Una lunga sequenza di leggi, prevaricazioni, distruzioni e violenze che costituiscono la trama della più lunga crime story mai raccontata.
Ancora una volta è inutile, infatti, cercare l’ordito nascosto o segreto della realtà, basta saperla osservare e ascoltare, oppure semplicemente leggere, following the money.

Per esempio, nella “Convenzione in tema di anticipazione sociale in favore dei lavoratori destinatari dei trattamenti di integrazione al reddito di cui agli Artt. da 19 a 22 del DL N. 18/2020” concordata il 30 marzo 2020 a Roma, alla presenza del Ministro del lavoro e delle politiche sociali tra Associazione Bancaria Italiana (ABI), l’ Alleanza delle Cooperative Italiane, tutte le maggiori associazioni imprenditoriali e confederazioni sindacali.

Il tema è sostanzialmente quello della cassa integrazione ordinaria o in deroga. Provvedimenti da sempre destinati a ricadere economicamente sulle spalle dello Stato, degli imprenditori e dell’INPS, ma che grazie a questo accordo, in piena crisi economica (di cui la pandemia da coronavirus costituisce un’aggravante ma non l’unica origine), potrebbe ricadere direttamente sulle spalle dei lavoratori che la vorranno o dovranno richiederla.

Se già la cassa integrazione comporta sempre e comunque un costo per i lavoratori, consistendo mediamente in un 80% del salario, a partire da questo accordo la stessa si trasforma in una sorta di prestito che viene accordato ai lavoratori in attesa che sia l’INPS a ripianarlo e a provvedere ai successivi pagamenti, ma il cui costo iniziale ricadrà interamente sui dipendenti coinvolti, a differenza della cassa integrazione comunemente intesa che prevede, in caso di ritardo delle prestazioni dell’INPS, che il costo iniziale ricada sugli oneri delle imprese che, di fatto, sono costrette ad anticipare per qualche mese gli stipendi parziali pagati dall’ente previdenziale.
Come si può leggere nel testo della Convenzione, invece:

Al fine di fruire dell’anticipazione oggetto della presente Convenzione, i/le lavoratori/trici […] dovranno presentare la domanda ad una delle Banche che ne danno applicazione […]
Il/la lavoratore/trice e/o il datore di lavoro informeranno tempestivamente la Banca interessata circa l’esito della domanda di trattamento di integrazione salariale per l’emergenza Covid-19.
In caso di mancato accoglimento della richiesta di integrazione salariale […] qualora non sia intervenuto il pagamento da parte dell’INPS, la Banca potrà richiedere l’importo dell’intero debito relativo all’anticipazione al/la lavoratore/trice che provvederà ad estinguerlo entro trenta giorni dalla richiesta.
Nei casi della anticipazione del trattamento di integrazione salariale da parte della Banca, quest’ultima, in caso di inadempimento del lavoratore, […] comunicherà al datore di lavoro il saldo a debito del conto corrente dedicato.
In tal caso, a fronte dell’inadempimento del lavoratore, il datore di lavoro verserà su tale conto corrente gli emolumenti spettanti al lavoratore, anche a titolo di TFR o sue anticipazioni, fino alla concorrenza del debito. Il lavoratore darà preventiva autorizzazione al proprio datore di lavoro […] in via prioritaria rispetto a qualsiasi altro vincolo eventualmente già presente evitando che sia il datore di lavoro a dover regolare i criteri di prevalenza tra i diversi impegni presenti, nei limiti delle disposizioni di legge.

La Convenzione con le banche non è un inedito, è già stata usata nel 2008/2009 e se la pratica di cassa non va in porto l’impresa è comunque obbligata a pagare le mensilità al lavoratore, che può così restituire gli anticipi versati dalla banca. La Convenzione è un accordo astratto, ma agli sportelli (persino di due filiali diverse dello stesso gruppo) possono nascere piccoli ricatti o fraintendimenti che il lavoratore, di solito inesperto, può non saper gestire – tipo l’obbligo di aprire una posizione permanente in quella banca, al di là del conto corrente e a termine della Convenzione. Inoltre:

“«L’accordo con l’Abi parla di un’istruttoria di merito creditizio nei confronti del lavoratore. Ma questa previsione rischia di essere un problema per chi ha un finanziamento in corso e magari non sia riuscito a pagare qualche rata di credito al consumo», spiega Roberto Cunsolo, consigliere dell’Ordine nazionale dei commercialisti. Tanto basta, infatti, per essere segnalati alla Centrale rischi finanziari (Crif) e di conseguenza vedersi rifiutare l’anticipo degli ammortizzatori.
L’argomento non è da poco visto che il governo nei provvedimenti adottati finora non ha previsto lo stop alle rate per i piccoli prestiti.” (qui)

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