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Television – Marquee Moon


Aveva quel tocco protopunk, e tutta l’atmosfera che lasciava respirare dai suoni ricordava la semplicità newyorchese, i riflessi di glam, e altre cose ancora da venire su un letto di paranoia alla IggyPop… Insomma, Tom Verlaine se n’è andato, lasciando a noi un molto più che onesto ricordo di sé; ciao ragasso ❤

Magnetica Ars Lab + Carmine Mangone, “Nessuna pietà” ‹ POCHI AMICI * MOLTO AMORE :: Il blog di Carmine Mangone | POCHI AMICI * MOLTO AMORE :: Il blog di Carmine Mangone


Sul blog di Carmine Mangone la notizia di una sua collaborazione con “Magnetica Ars Lab” (Arnaldo Pontis), in poche parole un manipolo di amici che adoro e che seguo che hanno deciso di collaborare ancora una volta. Un ottimo auspicio per il prossimo anno!
Vi lascio alle bellissime sonorità, epica che monta insieme alla visione distopica e anarcopunk di ognuno di noi.

Io sono e resto un anarchico, ma non credo all’anarchia. Non ripongo infatti alcuna fiducia nella società umana, neanche in un’ipotetica, futuribile società anarchica.
All’interno del mondo, nell’immediata fruizione della mia presenza, io sono e resto per il branco dei pari, la comunità degli egoisti, la falange spartana degli amanti. Concepisco e pratico l’amicizia, non la solidarietà. Provo affetto e tenerezza per i viventi, ma non faccio della vita un valore. Non esiste alcun valore per chi nega le rappresentazioni sociali del mondo. Neanche l’amore e la poesia possono stabilire una misura. Ogni cosa muore. Ogni cosa dev’essere strappata senza posa alla morte. La potenza è il movimento inarrestabile della materia che si ricombina. Nel vorticare dei mondi, siamo sempre in piena origine. Ogni cosa vive, ogni cosa ambisce a continuare il movimento, anche le pietre, anche i buchi neri della tenerezza. Io sono vivo, sono niente, sono un niente che rinfocola il tutto. La mia testa abbraccia la materia del cosmo affermando la continuità di tutte le cose. Il senso non esiste. Io esisto al di fuori del senso. Sono già morto, sarò sempre vivo. Nessuna pietà per la pietà.

Recensioni sentimentali: C.S.I.,“Linea Gotica” – Rockol


Una non recensione, di quelle che piacciono a me: Linea gotica, dei CSI, su Rockol.

“Linea Gotica” per me ha sempre simboleggiato un viaggio. Lo era il disco precedente, una necessaria fuga dallo sgretolamento delle certezze. Lo sarebbe stato il disco successivo, per andare a riscoprire nella lontana Mongolia il bisogno di ritornare a casa.
In questo album di mezzo, invece, siamo scaraventati brutalmente nel cuore dell’Europa squarciata e stuprata dalla guerra e dall’odio cieco e fratricida. La partenza è nei Balcani, a piedi in una Sarajevo che brucia in cupe vampe. Il cammino prosegue spedito attraversando resistenze partigiane, lotte tra il divino e la carne, il bisogno di essenziale. Il punk filo-sovietico del decennio precedente si spoglia dei canoni e dei cliché, la batteria, quando non assente, rimane in penombra. L’elettricità plumbea e minimale delle chitarre di Zamboni e Canali riverbera le lacerazioni di un momento storico doloroso. Il basso di Maroccolo dirige il Consorzio con le sue linee eleganti e commoventi. Ferretti Giovanni Lindo, voce di quei miei anni, narra gli spasmi di questo tempo detestabile, scorteccia le parole aride e secche col suo salmodiare, più sussurrato e armonioso che d’abitudine. Inarrivabile la sua scrittura, la sua visione, in questo disco. Ricordo che sovente mi limitavo a leggerne il libretto, dove i testi veri e propri dei brani sono inframmezzati da pensieri e storie, esegesi ai significati che ne aggiungevano altri.

“E ti vengo a cercare” di Battiato, col maestro che si palesa umilmente sul finale, è la purezza che persevera tra i cumuli di macerie: la più bella cover della storia della musica italiana.  Un quarto di secolo dopo, i tempi sono forse ancora più detestabili, ma ho dalla mia l’esperienza di chi sa che anche l’infelicità può essere preziosa. Da quel chiostro soleggiato ho portato con me “Irata” e Pasolini, la voce rassicurante di Ginevra Di Marco ad ammorbidire le parole, le rose, le spine, i cavalli, tanti cavalli, i comandanti, i monaci e la mia fascinazione infinita.

Un anno di “non-aligned objects”


È passato già un anno dalla pubblicazione di Death Economy, riedizione in digitale del saggio al vetriolo che Sergio Altieri pubblicò un po’ di anni fa sulle pagine di CarmillaOnLine; quel testo fu il primo numero della collana non-aligned objects, contenitore che curo per i tipi di DelosDigital al cui interno trova posto narrativa e saggistica non allineata, anarcopunk di questo tipo:

“La collana si propone come contenitore atipico, una scatola non allineata al pensare comune, alla sensibilità corrente, al modo e all’estetica che in questo scorcio temporale domina il mondo con orrende ombre politicoeconomiche che si allungano su esso”.

Cosa raccontava Sergio? Ecco la quarta:

La riedizione di un saggio di Alan D. Altieri di dieci anni fa, ideologico, lucido, tagliente, che è senza mezzi termini di parte, ma che per questo è in grado di sciogliere le illusioni di un mondo iperliberista che fa del profitto, del guadagno infinito, dello sfruttamento delle risorse vegetali, minerali, antropiche e animali l’unica sua vera bandiera, che sventola all’impossibile vento della crescita infinita.

L’ebook è sul DelosStore e sugli altri negozi online al prezzo di 4,99€; si festeggia così il primo anno di collana, che ha visto la pubblicazione di ben cinque numeri e con altre proposte già in cantiere, rigorosamente non allineate.

Public Image Ltd.- Careering


Il volto meno viscerale del punk.

«Una visione antica del mondo»: Ferretti e Zamboni di nuovo insieme | Rolling Stone Italia


Su RollingStone una bella intervista – strutturata – a Giovanni Lindo Ferretti e Massimo Zamboni, il cuore dei CCCP e CSI, in vista di un riavvicinamento che lascia speranze creative per il futuro. Vi lascio a stralci della chiacchierata – concordo sulla chiosa, la mia stessa visione:

Che Ferretti sia un fervente cattolico è noto, ma è evidente che in queste sue asserzioni si cela un’ode al mistero dell’universo che non è difficile condividere e che al di là dell’aspetto religioso rappresenta un altro punto in comune con Zamboni. «Nella mia famiglia, a differenza che in quella profondamente religiosa di Giovanni, la fede era qualcosa da praticare la domenica, un obbligo che come tutti gli obblighi ho fatto presto a dimenticare», dice l’ex chitarrista dei CCCP/CSI. «Ciononostante intendo perfettamente quanto scritto da Giovanni in Óra: anche mia nonna recitava le orazioni la sera, e poi come si fa a essere materialisti in un luogo come questo? Nella natura c’è una dimensione di mistero che comunque intuisco e su cui non c’è nulla da dire o da indagare: non amo la presunzione di chi pensa di sapere cosa regola il mondo, né credo che le leggi fisiche possano svelarci l’ordine delle cose; preferisco osservare l’universo con lo sguardo degli animali, con accettazione».

L’essere umano non è il centro, né il padrone del mondo, è il nocciolo per entrambi. «Non siamo niente, siamo un pulviscolo», commenta Zamboni. «Non è un caso» sostiene Ferretti «che più di 25 anni fa anche Massimo, che era un cittadino a tutti gli effetti, ha cambiato vita trasferendosi in collina, né lo è che ci stiamo rifrequentando: è venuto a trovarmi ieri e guarda che libro mi ha regalato, Germogli della terra di Knut Hamsun, è perfetto!».

Quanto a un’eventuale rinascita dei CCCP, Zamboni dichiara: «Una cosa che non so ancora se appartiene a Giovanni, ma sicuramente appartiene a me, è quella di tornare nei luoghi. Sono tornato a Villa Pirondini, dove registrammo Epica Etica Etnica Pathos, l’ultimo disco dei CCCP. Sono tornato in Mongolia, dove nacque quel Tabula rasa elettrificata che ci valse un primo posto in classifica e un successo cui non eravamo preparati. Voglio tornare di nuovo a Mostar, altro pezzo di storia della band, una città colpita dalla guerra in Bosnia che mi ha lasciato una cosa che ho cercato di descrivere nel mio disco del 2008 L’inerme è l’imbattibile, e cioè l’idea di disastro completo in cui tutte le coordinate umane saltano: la solidarietà, ma anche il senso dell’essere uomini e dell’appartenenza, se questa vuol dire armarsi e uccidere uno che magari era tuo vicino di casa fino al giorno prima. E che mi ha portato a considerare la grandissima forza di coloro che sono riusciti a non armarsi, anche a costo di diventare nemici per la propria stessa parte, visto che in guerra la diserzione non è tollerabile per nessuno: 13, 14 anni dopo la fine del conflitto mi sembravano gli unici che avevano conservato una dignità e che non avevano nulla da nascondere».

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YouTG.NET – È morta Christina Moser, l’altra metà dei Krisma


Arnaldo Pontis dà notizia della morte di Christina Moser, che col marito Maurizio Arcieri (morto qualche anno fa) hanno costituito per lunghissimo tempo il duo dei Krisma, sperimentatori elettropunk e newwave indimenticati e rimpianti. Un estratto dall’articolo, con in coda un loro video rivisitato dai Machina Amniotica di Arnaldo, insieme hanno collaborato più volte:

È morta all’età di 70 anni Christina Moser, cantante e compositrice di origine svizzera del duo new wave/synth pop Krisma, che formava insieme al marito Maurizio Arcieri, scomparso nel 2015. Moser e Arcieri, come riporta RumoreMag, si sono conosciuti nel 1966 e hanno formato i Chrisma, un acronimo nato dall’unione delle prime lettere dei loro nomi. Il gruppo nel 1980 è stato rinominato Krisma. Con loro, per un breve periodo nel 1980 si unì anche il noto compositore tedesco Hans Zimmer.

Il primo brano dei Chrisma  dal titolo Amore, prodotto da Niko Papathanassiou – fratello di Vangelis – è presentato al Festivalbar 1976. Il primo album arriverà nel 1977, Chinese Restaurant e tre anni dopo, dopo il cambio di nome e per la prima volta come Krisma,  la pubblicazione del loro terzo lavoro, Cathode Mamma. Un disco importante e seminale nello scenario della musica elettronica del tempo, osannato dalla critica musicale italiana e internazionale. A cui faranno seguito numerosi altri dischi di altissimo livello sonoro. In totale i Krisma  pubblicheranno dieci album in studio spaziando dalla new wave al synth pop e all’elettronica di stampo più techno sempre con uno spirito irriverente e un’attitudine punk che rendeva i loro lavori immediatamente riconoscibili nel panorama musicale italiano. I Krisma sono stati, a detta dei molti estimatori, una delle coppie musicali più provocatrici e allo stesso tempo pionieristiche e di avanguardia degli anni ’80, con un sound potente frutto della loro costante ricerca di sonorità elettroniche particolari e di matrice mitteleuropea delle quali loro, come ben pochi altri alle nostre latitudini, riuscivano a intuire le potenzialità.  Sonorità che sono, ancora oggi a distanza di tanti anni, moderne e attuali e che hanno costituito il vero e proprio marchio di fabbrica di un gruppo musicale rimpianto da molti fan.

Killing Joke – Live The Tube 25/1/85


Dalle profondità di un tempo ormai abissale, i Killing Joke raccontano ancora il postpunk più oscuro e verace, memore ancora della lezione punk.

Alla fine i Pink Floyd si sono accordati sulla ristampa di ‘Animals’, con una nuova copertina | Rolling Stone Italia


I Pink Floyd – quelli che sono rimasti vivi – pubblicheranno a settembre il remix di Animals, il leggendario album del ’77 che ha ancora carte da giocare, sia a livello sonoro che di contenuti, attualissimi; RollingStone ne parla qui:

Come suggerisce il titolo completo, Animals 2018 Remix è stato remixato nel 2018 da James Guthrie. Nonostante siano passati quattro anni, la pubblicazione della nuova versione non era stata ancora annunciata apparentemente per i contrasti tra Roger Waters, autore principale del concept ispirato alla Fattoria degli animali di George Orwell, e David Gilmour sulle note di copertina del giornalista Mark Blake (ne abbiamo scritto qui), liner notes che Waters ha poi pubblicato sul suo sito. Contrasti che evidentemente devono essere stati in qualche modo messi alle spalle.

La ristampa sarà accompagnata da un booklet di 32 pagine con fotografie e immagini tratte dal tour e da una copertina aggiornata, come accaduto in passato per The Dark Side of the Moon.

Public Image Limited – This Is Not A Love Song (Official Video)


Genio punk e in grado di tirarsi fuori dalle sabbie mobili del genere, dove la ripetitività è dietro l’angolo.

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La Poesia è tutto ciò che ti muore dentro e che tu, non sai dove seppellire. ( Isabel De Santis)

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"Scrivete quel che volete scrivere, questo è ciò che conta; e se conti per secoli o per ore, nessuno può dirlo." Faccio mio l'insegnamento di Virginia Woolf rifugiandomi in una "stanza", un posto intimo dove dar libero sfogo - attraverso la scrittura - alle mie suggestioni culturali, riflessioni e libere associazioni.

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