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Terminator: Destino Oscuro, il teaser trailer del nuovo film con Linda Hamilton e Arnold Schwarzenegger | KippleBlog


Su KippleBlog il teaser trailer del prossimo Terminator: fulminante, da non perdere. NoWords

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Intervista al Collettivo Italiano Fantascienza | KippleBlog


Su KippleBlog un’interessante intervista al Collettivo Italiano Fantascienza, a opera di Roberto Bommarito che ha posto domande agli aderenti del gruppo, capitanato da Linda De Santis e Simonetta Olivo, al cui interno militano esponenti conosciuti come lo stesso Bommarito, Roberto Furlani, Piero Schiavo Campo, Emiliano Moramonte. In bocca al lupo, ragazzi!

Simonetta Olivo: Nell’agosto del 2017, quando ho scoperto con mia gran sorpresa di essere finalista per il Premio Urania Short, ho avuto la fortunata idea di contattare gli altri autori arrivati in finale e di proporre loro uno spazio virtuale dove potersi conoscere prima della proclamazione del vincitore. Abbiamo cominciato a scambiarci visioni, opinioni e racconti, ed è stato subito chiaro che se fossimo riusciti a uscire da un’ottica competitiva quell’incontro poteva diventare un valore. Nell’ottobre del 2017 molti di noi si sono incontrati di persona alla manifestazione Stranimondi a Milano, sede della premiazione. Lo scambio a distanza era stato così intenso e sincero che quell’incontro, per alcuni, è stato come fra amici di vecchia data. Così la proclamazione della vincitrice Linda De Santi è divenuta un’occasione di festa per tutti, sfociata in una cena in cui abbiamo cominciato a parlare di progettualità. Via dalle intense giornate milanesi il gruppo ha continuato a condividere idee e materiali, finché una sera Linda mi ha chiesto che cosa ne pensassi di proporre agli altri membri del gruppo la scrittura di un’antologia di racconti. Alla proposta, il momento forse più emozionante di questo lavoro: un coro di sì. Del gruppo e del progetto si è appassionato anche Piero Schiavo Campo, rapito dal Collettivo e non più liberato dopo un giro di antichi caffè e bettole a Trieste, città che accoglie ben quattro membri del gruppo, fra cui l’ultima acquisizione, Roberto Furlani, acquisito dopo tre giorni di intensa partecipazione alle nostre attività nell’ambito dell’ultimo ritrovo a Stranimondi, secondo il detto del nostro Lorenzo Davia, che “per entrare nel CIF bisogna aver pascolato le vacche assieme”, a sottolineare che si tratta di un gruppo di persone con legami di amicizia e fiducia. La caratteristica principale del gruppo è l’approccio fortemente cooperativo, a fronte di un mondo spesso mosso dalla competizione. I dieci racconti della nostra antologia Atterraggio in Italia sono stati letti e revisionati da ognuno degli autori, con uno spirito di collaborazione e attenzione reciproca che ancora oggi non smette di sorprenderci.
Ci siamo dati il nome di Collettivo Italiano Fantascienza per mettere l’accento proprio sull’idea cooperativa che ci ispira e sullo scenario culturale in cui ci muoviamo – quello della fantascienza italiana. Non si tratta quindi di una prospettiva di identità nazionale: uno di noi, Roberto Bommarito, è ad esempio cittadino di Malta, nuovi membri potrebbero provenire da ogni Paese del mondo e scrivere anche in lingue diverse dall’italiano. Il logo che abbiamo scelto, opera del grafico Lorenzo Nicoletti,vuole rappresentare l’entanglement quantistico, per affinità con il concetto che esprime: pur nella distanza fisica fra i membri del Collettivo, esistono un’influenza reciproca e un contatto umano che va oltre il quotidiano visibile.

È possibile partecipare alle attività del CIF?

Emiliano Moramonte: Al momento no. Stiamo valutando le linee d’azione per aprire, in un prossimo futuro, a una possibile collaborazione con altri autori. Attualmente il Collettivo sta definendo una propria impostazione progettuale e lo farà attraverso iniziative legate al gruppo originario degli autori che lo hanno fondato. Ma sia ben chiaro: il CIF non è un clan, né una setta e neanche un club esclusivo, bensì un laboratorio letterario, o più semplicemente, un gruppo di persone che hanno deciso di crescere insieme nella comune passione per la scrittura, attraverso un bellissimo rapporto d’amicizia e collaborazione. Ovviamente tutto ciò richiede un tempo “tecnico” per maturare, ragion per cui, abbiamo deciso di accogliere (ove esistano le condizioni), non più di un nuovo membro all’anno.

Finalmente: Atterraggio in Italia | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di una nuova antologia a opera del Collettivo Italiano Fantascienza, in cui Linda De Santi e Simonetta Oliva capitanano una squadra di giovani – e meno – scrittori SF nostrani (giovani non significa senza esperienza). Tra i partecipanti, anche Roberto Bommarito, Alessandro Napolitano, Piero Schiavo Campo. Ecco la quarta:

La sfida di questa raccolta è quella di scrivere fantascienza sfruttando le opportunità che uno scenario come l’Italia offre per questo genere narrativo.

Atterraggio in Italia racconta non tanto un’Italia del futuro (visto che alcune delle storie contenute in questo volume potrebbero accadere già oggi, in quello che viene chiamato “futuro istantaneo”), ma un’Italia fantascientifica, in cui l’interrogativo è posto su cosa accadrebbe se il nostro paese diventasse, all’improvviso, il palcoscenico su cui si muovono e prendono forma i temi della fantascienza: se, quindi, l’Italia diventasse terra di atterraggio di dischi volanti, per citare e al tempo stesso smentire la nota affermazione attribuita a Carlo Fruttero, per cui sarebbe difficile immaginare un disco volante che atterri su Lucca.

Classifiche Kipple 2018 | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Ecco le consuete classifiche di vendita di Kipple Officina Libraria:

il libro cartaceo più venduto è stato: Aleppo c’è, l’antologia di poesie a cura della redazione del Collettivo di scrittura Bibbia d’Asfalto – BdA,, il cui ricavato va a supporto di Medici Senza Frontiere. Gli eBook più venduti sono stati invece:

1 – Trans Human Express di Lukha B. Kremo
2 – Gli occhi dell’anti-Dio di Lukha B. Kremo
3 – Intervista ad Amedeo Balbi a cura di Roberto Bommarito, Alessandro Napolitano, Marzio Mereggia
4 – Uironda di Luigi Musolino
5 – Il buio dentro di Richard Laymon e altri.

Complimenti a tutti gli autori e curatori coinvolti!

Electric Sheep Comics al Festival Culturale del Fumetto 2018: intervista a Filippo Ferrucci | KippleBlog


Su KippleBlog una bella intervista, da parte di Roberto Bommarito, a Filippo Ferrucci dell’Electric Sheep Comics. Uno stralcio.

Tu sei l’ideatore de La Bio-Armatura Z. Ti andrebbe di parlarcene?

Grazie, molto volentieri, anche perché è stata davvero una faticaccia portarlo a termine! Come dicevamo è articolato in 5 storie autoconclusive e indipendenti, cioè con ambientazioni e protagonisti diversi. Per poter rendere al meglio l’atmosfera e la narrazione delle singole avventure, abbiamo deciso di affidare ognuna di esse ad un disegnatore differente. I ragazzi, inoltre, hanno dovuto cercare di modificare il proprio stile “usuale” proprio per avvicinarsi il più possibile allo spirito del capitolo che era stato loro assegnato e questo, come tu sai, non è affatto semplice. A prima vista, potrebbe quindi sembrare un’opera “schizofrenica” o la raccolta di 5 storie appartenenti a mondi narrativi disgiunti (una parla di ninja, una di corse automobilistiche, un’altra di una tribù di donne guerriere…). Invece, un leitmotiv, un’intersezione, un elemento di continuità c’è! Ed è rappresentato da un personaggio – il Dr. Warui-Haji del sottotitolo – che ricorre ora come protagonista, ora come comparsa. In definitiva la Bio-Armatura Z parla delle peregrinazioni che questi si trova ad affrontare per raggiungere i suoi scopi, secondo il paradigma per cui, anche nello stesso “tempo”, luoghi distanti presentano tecnologie, usi e costumi molto diversi. In due parole si tratta di un piccolo esperimento sia dal punto di vista grafico che da quello narrativo, dove le due prospettive dovrebbero sostenersi a vicenda per creare un qualcosa di organico e coerente, nonostante le sfaccettate fonti di ispirazione e suggestioni… Speriamo vivamente di esserci riusciti, ah ah ah! Sul sito di ESC è comunque possibile reperire qualche informazione più dettagliata sul volume.

Komplex, 29 A Tekno Tale | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Komplex 29 è una short weird tale sul potere della musica e sulle manipolazioni dei poteri occulti attraverso tecnologie esotiche e stravaganti e nasce come esperienza urbana in Realtá Aumentata presso i Cantieri Culturali della Zisa di Palermo. Seguito di Komplex 28, Komplex 29 ha ancora una volta la magica voce di Enrico Di Troia (James Woods in Italia). Il video è raggiugibile cliccando qui. Per più informazioni è possibile invece visitare il sito Komplex, Live Cinema Group.

La poesia delle immagini dentro e fuori la rete: intervista a Denise Gafa, artista e influencer maltese | KippleBlog


Roberto Bommarito intervista, sul blog Kipple, Denise Gafa, artista e influencer maltese. Sentite cosa ha da dirci.

Ciao Denise, è un piacere averti ospite qui sulle pagine virtuali di Kipple Officina Libraria. In questa intervista affronteremo diversi temi, fra cui l’esprimere se stessi, i social media e l’arte. A Malta sei molto popolare; ma per tutti quelli che leggeranno quest’intervista in Italia, ti andrebbe di iniziare presentandoti?

Sono semplicemente una ragazza maltese cresciuta in un villaggio di pescatori. Ho cominciato fin da giovane a lavorare con i miei genitori, vendendo pesce! Ho provato a proseguire gli studi ma l’indipendenza e il lavoro erano diventati una parte molto importante della mia vita – e ne ero contenta! Poi, più avanti, ho cominciato a tatuarmi, creandomi inconsapevolmente un’immagine che mi ha portato a diventare “popolare”. Eppure non mi sento diversa da qualsiasi altra ragazza.

Com’è iniziata la tua passione per i tatuaggi e cosa rappresentano per te?

Ero ancora adolescente quando mi sono fatta fare il mio primo tatuaggio. Lo feci solo per farlo, per apparire “cool”. Ricordo ancora come subito dopo averlo fatto mi feci un bel giro attorno al porto del villaggio, mostrandolo a tutti nel caso non l’avessero ancora notato. Poi me ne feci fare un secondo e un terzo e diventò presto una specie di abitudine. Alcuni dei miei tatuaggi rappresentano la mia famiglia o obiettivi che ho ottenuto nella mia vita. Ma la maggior parte di questi sono creature mitologiche, animali e scene che mi piacciono particolarmente.

La gente tende spesso ad avere opinioni diverse quando si tratta di definire cosa sia arte e che cosa no. Alcune persone, ad esempio, potrebbero dire che i tatuaggi non sono una vera forma d’arte, visto che nella maggior parte dei casi vengono fatti per ragioni estetiche o perché sono “trendy”. A questi cosa risponderesti?

La gente che dice che i tatuaggi non sono una forma d’arte, non hanno idea di che cosa sia l’arte. Normalmente ignoro questo genere di mentalità. Penso che sia possibile riconoscere l’arte in tutto. Qualsiasi cosa che ti colpisce esteticamente o che ti tocca nel profondo è una forma d’arte. Non deve necessariamente essere appesa a un muro o dipinta con dei pennelli. L’arte si esprime attraverso tantissime forme diverse. È il modo come una modella sfila orgogliosamente sulla passerella. È nella bella melodia creata da un gruppo musicale a cappella o nelle forme simmetriche disegnate nel cielo da uno stormo di uccelli. Se solo la gente aprisse un po’ più gli occhi.

L'occhio del cineasta

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