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Archivio per Roma

Degradi sonori


Nel crash di un’applicazione olofonica il suono che ne deriva è prossimo al segnale mono, istinti lasciati proliferare in una periferia degradata e degradante di nonsense surreale.

Voci notturne, un capolavoro televisivo dimenticato – 20contrari


Leggo sul blog 20contrari un interessante intervento che non conoscevo di Davide Pulici, uscito su Nocturno, riguardo la serie TV di venticinque anni fa Voci Notturne, di Pupi Avati. Ve la incollo qui sotto, perché è una definizione sottile e vasta, che ben rappresenta l’anima di questo sconosciuto serial di altri tempi, che rimanda spesso a Il segno del comando ma che ha il pregio di essere notevolmente più credibile.

Voci notturne rappresenta, ancora oggi, l’apice di un certo universo avatiano ‘a latere’ della sua filmografia ufficiale, quello del gotico avatiano: e in esso, il grande regista bolognese concentrò il distillato più puro e ossessionante del proprio immaginario fantastico-esoterico, tanto vero e sentito da essere ancora oggi pienamente inquietante e terrificante..() Avati scrisse ‘Voci notturne’ partendo proprio dall’enigma dell’esistenza di Fulcanelli , intessendo intorno a questo nucleo primario una stratificata, labirintica e coltissima serie di trame e sottotrame che mescolavano religioni classiche e musicologie antiche, telefonate dall’aldilà e scandali politici allora come oggi in voga, oscuri segreti della seconda guerra mondiale e Olocausto con fenomenologia delle sette new age”.

Come una terrazza


La sorpresa di alcune icone animate si attiva sulle mie connessioni epiteliali, un corpo limitato come una terrazza sul Circo Massimo.

Talk&Dialoghi / Giorgio Barberio Corsetti dialoga con Valerio Mattioli


Lunga videointervista a Valerio Mattioli, che racconta il suo Remoria. Come posso non sentire mio tutto ciò?

Fantasmagoria: fantasmi nella rete | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione di una web-series nata durante il lockdown: Fantasmagoria. Eccone una breve descrizione e la prima puntata:

Fantasmagoria è una serie docu-fiction di impianto fortemente narrativo che mira a sviscerare delle leggende urbane italiane analizzandole in una maniera particolare, usando espedienti narrativi e visivi, avvicinando così il prodotto alla reale definizione di fantasmagoria del vocabolario, ovvero: un rapido susseguirsi di immagini, suoni, colori, oggetti, azioni che colpiscono vivamente i sensi e la fantasia. La modalità documentaristica permette di unire la didattica alla fascinazione rendendo l’approccio storico di facile assimilazione per lo spettatore. Alessio Giorgi è videomaker da oltre 23 anni e quando ha cominciato a pubblicare su YouTube faceva qualcosa che in Italia ancora non faceva nessuno, ovvero recensire film dell’orrore. Oggi il suo canale ha superato il milione di visualizzazioni e la sua missione è quella di far scoprire alle nuove generazioni piccole grandi perle cinematografiche del passato, utilizzando un linguaggio semplice e alla mano.

L’idea di recuperare il folklore italiano è poco battuta ed è solitamente retaggio di pessimi scrittori da bancarella ma Fantasmagoria affronta l’eredità della tradizione gotica con un diverso punto di vista, macabro si, ma anche analitico, cercando di impedire la scomparsa di alcune incredibili leggende popolari della nostra penisola.

Verso il Circo Massimo


Sublimi pensieri in una salsa intrigante di suggestioni e annunci weird, quando la luna si erge lassù fino a coprire di chiarore immemore i resti di una civiltà bimillenaria.

L’ultimo discorso di Costantino XI – TRIBUNUS


Il 29 maggio del 1453 cade Costantinopoli, l’ultimo baluardo di Roma – anche se la caduta finale è a Trebisonda, ultimo avamposto bizantino dotato di un suo Protettorato, non sotto il regno dell’imperatore bizantino, nel 1462. Qui è disponibile il discorso finale che l’imperatore legittimo Costantino XI fece il 28 maggio, la sera, poche ore prima della disfatta.

Dopo più di 2.200 anni, il nome di Roma cadde definitivamente e fu consegnato alla Storia. Nel sangue, ovviamente, come tutti gli eventi salienti di quell’impero.

“Nobilissimi capitani, illustri demarchi e generali, valorosi commilitoni e tutti voi miei onorevoli e fedeli sudditi!

Sapete bene che l’ora è giunta: il nemico della nostra fede vorrebbe opprimerci ancora più crudelmente dalla terra e dal mare con ogni mezzo a sua disposizione, per paralizzarci se potrà, come un serpente in procinto di sputare veleno; ha fretta di divorarci, come un leone selvaggio.

Per questa ragione vi scongiuro di combattere da uomini con cuori coraggiosi, come avete già fatto fino ad oggi, i nemici della nostra fede.
Io affido nelle vostre mani questa illustre e rinomata città, Regina delle Città e vostra patria.

Sapete bene, fratelli, che condividiamo quattro ragioni per le quali preferiamo la morte alla sopravvivenza: primo, la nostra fede e devozione; secondo, la nostra patria; terzo, l’imperatore, unto dal Signore; e quarto, i nostri parenti e amici.
Bene, fratelli, se dobbiamo combattere per una di queste ragioni, sarà ancora più degno morire per tutte e quattro.

Se Dio concederà la vittoria agli infedeli a causa dei miei peccati, metteremmo a rischio le nostre vite per la santa fede, che Cristo ci ha donato con il suo sangue. Questa è la causa più importante per la quale combattere. Quale profitto c’è nel guadagnare l’intero mondo e nel perdere la propria anima?
In secondo luogo, saremmo privati di una così rinomata patria, insieme alla nostra libertà.
Terzo, perderemmo un impero una volta conosciuto ma oggi umiliato, piccolo ed esausto, e sarebbe governato da tiranno e un uomo empio.
Quarto, saremmo separati dai nostri carissimi figli, mogli, parenti…”.

Remoria, capitale del Cyberpunk – Carlo Valeri – Medium


Su Medium.com una breve recensione a Remoria, di Valerio Mattioli, metasaggioromanzo che mi ha davvero aperto universi insperati.

Che cos’è Remoria? È il negativo occulto di Roma, la sua anti-storia, il rimosso che emerge come un rigurgito e preme verso la superficie della città fondata da Romolo. L’autore Valerio Mattioli, classe 1978, ha scritto per Blow Up, Vice, Prismo, Il Tascabile. Già autore di Superonda. Storia segreta della musica italiana (Baldini & Castoldi 2016), ha firmato saggi sul Manifesto accelerazionista di Alex Williams e Nick Srnicek, ma soprattutto a lui si deve la prima pubblicazione in Italia di Realismo capitalista di Mark Fisher, per la casa editrice Nero di cui lo stesso Mattioli è editor.

Il GRA come ouroboros: l’anello dell’occulto, tempo ciclico (e parallelo), senza inizio né fine che contiene e risucchia il quadrato geometrico di Romulia. Accelerazione, velocità, auto-annientamento. Credo, senza mezzi termini, che Remoria. La città invertita (edito da minimum fax) sia un libro epocale, e anche superbamente generazionale nel modo in cui racconta (e crea) gli stimoli percettivi, culturali degli anni ’90, cioè la generazione del sottoscritto e dello stesso Mattioli, mettendola in comunicazione con quella della controcultura del ‘77.

Mattioli rilegge la borgatasfera e la sua storia: il “sacerdote” Pasolini che apre il sabba per poi essere risucchiato dall’Accademia e dalla gentrificazione (le gigantografie dei lounge bar al Pigneto le conosciamo bene, giusto?). E poi l’eroina certo, quella posthippie e tardoromantica raccontata da Claudio Caligari in Amore tossico, (anno 1983, location: Ostia) e quella onirica in bianco e nero del Nico D’Alessandria de L’imperatore di Roma (anno 1987, location: le rovine di Roma). C’è l’iperstizione del geniale demiurgo Stefano Tamburini (1955–1986) con i suoi esperimenti grafici e il suo Rank Xerox, il coatto sintetico che anticipa il futuro e i soggetti sociali dei decenni che seguirono.

EXCITER’S – Fate (Official Video)


Alla ricerca del bosco sacro…

Happy birthday, Roma! – FOLLOWING HADRIAN


Oggi è il compleanno di Roma – 2.773 anni di splendore storico, anche se in realtà Roma era già Roma prima ancora di essere stata fondata, come ha appurato l’archeologia (grazie, Andrea Carandini). Su FollowingHadrian, quindi, un post celebrativo e alcune altre nozioni che riguardano la festa di Roma collocato nel periodo adrianeo. Un estratto (in inglese).

Rome has its origins on the Palatine. According to the myth, the Palatine Hill was the location of the cave, known as the Lupercal, where Romulus and Remus were found by the she-wolf Lupa that kept them alive. Archaeologists have traced evidence of hut villages on the western edge of the Palatine Hill dating back to between the 9th and 7th century BC, approximating the time when the city of Rome was founded.

The ancient Romans celebrated the founding of their city every April 21 during the festival of Palilia. This festival was originally aimed at cleansing both sheep and shepherds in honour of Pales, the goddess of shepherds, but was later associated with the founding of Rome. The connection between these two characters of the festival is evident as the founders of the city, Romulus and Remus, grew up to be shepherds like their adoptive father, Faustulus.

Dreams of Dark Angels

The blog of fantasy writer Storm Constantine

Bagatelle

Quisquilie, bagatelle, pinzillacchere...

HORROR CULTURA

Letteratura, cinema, storia dell'horror

Fuliggine

“The books gave Matilda a comforting message: You are not alone." Roald Dahl

Oui Magazine

Per me cultura significa creazione di vita. (Cesare Zavattini)

Nerxes.com

– Daily writings | for thoughtful & reflective moments.

Eleonora Zaupa • Writer Space

Una finestra per un altro mondo. Un mondo che vi farà sognare, o...

Through the Wormhole

“Siamo l’esperimento di controllo, il pianeta cui nessuno si è interessato, il luogo dove nessuno è mai intervenuto. Un mondo di calibratura decaduto. (…) La Terra è un argomento di lezione per gli apprendisti dei.” Carl Sagan

AI MARGINI DEL CAOS

un blog di Franco Ricciardiello

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È impossibile non comunicare. (Primo assioma della comunicazione. Scuola di Palo Alto)

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“Quando siamo calmi e pieni di saggezza, ci accorgiamo che solo le cose nobili e grandi hanno un’esistenza assoluta e duratura, mentre le piccole paure e i piccoli pensieri sono solo l’ombra della realtà.” (H. D. Thoreau)

L'occhio del cineasta

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VOCI DAI BORGHI

Laudabunt alii claram Rhodon aut Mytilenem...

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