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Archivio per Roma

Roma perde la sua voce più bella, Lando Fiorini | Luigi Milani


Come segnala il buon Luigi Milani, due giorni fa è morto Lando Fiorini, cantore folk di una Roma andata, scomparsa, evaporata nei meandri di una Storia a volte inedita a volte ripetuta; a Lando è legato il ricordo del brano Cento campane, sigla di chiusura del serial TV Il segno del comando, qualcosa di molto weird che andò in onda quasi cinquant’anni fa sulla TV italiana (l’unica rete di allora). Mi basta ciò per ricordarlo e salutarlo, con affetto.

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ROGER WATERS: A LUGLIO IL TOUR OUTDOOR “US+THEM” A LUCCA E ROMA! | PINK FLOYD ITALIA


Su PinkFloydItalia l’annuncio di altre due date per Roger Waters, in Italia, outdoor; ecco il post:

A seguito dell’enorme successo delle date indoor, Roger Waters porta in Italia le -per ora- due uniche date europee all’aperto oltre alla data di Hyde Park del suo monumentale tour, US+THEM!

11 Luglio | Lucca Summer Festival | Mura Storiche
14 Luglio | Rock in Roma | Circo Massimo

Le prevendite partiranno Giovedì 14 Dicembre sul sito di TicketOne e su quello di D’Alessandro & Galli.

Gli ascoltatori di Virgin Radio avranno la possibilità di accedere a una pre-sale dalle 9 di lunedì 11 dicembre. Considerando la rapidità con cui sono andate sold out le sei date di aprile occorrerà arrivare puntuali all’appuntamento con il «click day».

Qui i dettagli delle due date da “ilsole24ore“:

Prima tappa al «Lucca Summer Festival», nell’area adiacente alle Mura Storiche, dove a settembre scorso si sono esibiti i Rolling Stones, non senza qualche polemica. Stavolta, da quanto si apprede, la capienza dovrebbe essere di circa 45mila persone, contro le 55mila del concerto di Jagger e soci. Quella della location toscana non è stata affatto una scelta casuale: c’è un indirizzo preciso da parte di Waters, affascinato dal collegamento tra le Mura cinquecentenarie che avrà al fianco del palcoscenico e The Wall, la sua opera meglio conosciuta, i cui brani avranno una parte fondamentale nella scaletta di questo show che vedrà il musicista inglese interpretare tutti i grandi classici del repertorio floydiano assieme ai brani del nuovo album Is This The Life We Really Want?, nel Bel Paese al centro di un curioso caso giudiziario per accuse di presunto plagio da parte dell’artista Emilio Igrò.

Anche la location del Circo Massimo ha precedenti importanti con il rock, considerando che ci hanno suonato di recente ancora i Rolling Stones e Bruce Springsteen. La data segnerà il ritorno di Waters a Roma a cinque anni di distanza dalla rappresentazione di The Wall allo Stadio Olimpico. In questo caso gli spettatori ammessi saranno 50mila.
Il format live del Desert Trip, portato in Italia da D’Alessandro & Galli, prevede elementi di altissima spettacolarità, a partire da un palco innovativo che riproduce la Battersea Power Station di Londra che evoca la storica copertina di Animals, capolavoro dell’ultima fase floydiana dell’artista. Agli effetti speciali che vedono, tra le altre cose, il leggendario maiale volare sopra tutto il pubblico e un aereo da guerra schiantarsi contro il palcoscenico, si aggiunge un sistema di amplificazione avanguardistico che regalerà al pubblico un’esperienza impattante.

Their Mortal Remains, la Mostra floydiana, a Roma dal 19 gennaio | Repubblica.it


Come riportato da Repubblica, dal 19 gennaio sarà possibile visitare a Roma, presso la struttura M.A.C.Ro in via Nizza, la mostra Their Mortal Remains, dedicata ai Pink Floyd, già visitata a Londra da 4000mila persone. Al vernissage sarà presente Nick Mason e forse anche Roger Waters; presto altre news e qui un video della presentazione della Mostra avvenuta ieri 29 novembre presso il Campidoglio, presente Mason stesso.

Scale storiche


Si rispecchiano in te i momenti espansi della Luna, quando il lucore diviene spettrale e la distanza si rapprende sulle scale della Storia.

San Polieucto | ilcantooscuro


Un condensato di Storia romana, imperiale, bizantina, relativamente al primo periodo del Crisitanesimo quando ancora era mischiato all’Impero Romano d’Occidente e sarebbe rimasto legato per un millennio a quello d’Oriente. Un estratto dal blog di Alessio Brugnoli.

La basilica di San Polieucto era un’antica chiesa di Costantinopoli, eretta inizialmente da Eudocia, moglie di Teodosio II, santa e pessima poetessa, per custodire il cranio dell’omonimo martire, soldato della XII Legio Fulminata stanziata a Melitene, in Armenia, ucciso sotto l’imperatore Decio (249-251) attorno al 250, sia per la sua fede cristiana, sia per la sua opposizione alle complesse regole della burocrazia imperiale: si narra infatti che all’ennesimo modulo da compilare in triplice per ottenere il libellus, certificato che attestava il rispetto degli antichi culti e quindi la fedeltà a Roma, abbia cominciato a insultare e fare gestacci ai funzionari preposti.

Essendo Eudocia, nonostante la sua spropositata ricchezza, anche alquanto tirchia e avendo quindi lesinato sui materiali e sulla manodopera, la chiesa crollò in poco tempo: così la nipote Anicia, figlia dell’inutile imperatore d’Occidente Olibrio, decise di ricostruirla.

Il motivo era semplice: Anicia, come discendente di Teodosio, riteneva che il marito Areobindo meritasse la porpora imperiale: il fatto che lui non fosse d’accordo, quando nel 512, la plebe di Costantinopoli, in rivolta contro la politica religiosa e le tasse di Anastasio I, lo andò a prendere a casa per incoronarlo,  lui si diede alla macchia, per non avere rogne, era un particolare insignificante.

Ambizione sempre frustrata: così, quando Anastasio nominò Giustino, un soldato tanto valoroso, quanto ignorante,  Anicia la prese sul personale: per cui divenne lo scopo primario della sua vita dimostrare come la famiglia imperiale fosse costituita da caproni privi del minimo buon gusto, cosa che, tra l’altro provocò numerosi mal di testa e complessi di inferiorità al povero Giustiniano.

L’Eusebio che non era Eusebio | ilcantooscuro


Dal blog di Alessio Brugnoli un vivace resoconto storico dei primi cristiani, primi intesi subito dopo aver preso il potere imperiale, ai tempi successivi a Costantino I. Leggete, fatevi una cultura, altro che carità e benevolenza…

Tornando al nostro Eusebio era ariano e trattò con papa Liberio per convincerlo ad accettare i risultati del concilio di Sirmio, in cui i vescovi amici dell’imperatore Costanzo II ribaltarono le conclusioni del concilio di Nicea: proprio questa vicenda potrebbe essere stata distorta dalla tradizione, portando alla creazione dell’Eusebio santo.

Il suo omonimo, infatti, era un personaggio assai poco raccomandabile. Nascose il testamento di Costantino, preparando poi quella specie di notte dei lunghi coltelli, in cui gran parte membri maschili della dinastia costantiniana e degli alti funzionari imperiali che potevano aspirare al trono, furono sterminati. Organizzò il colpo di stato contro l’imperatore Costanzo Gallo.

Si arricchì impossessandosi delle proprietà di coloro che erano messi a morte per essere stati accusati di tradimento. Nel 355, secondo quanto racconta Ammiano Marcellino, Eusebio e il prefetto del pretorio Volusiano Lampadio utilizzarono una spugna per alterare una lettera inviata dal magister militum Claudio Silvano ad alcuni suoi amici a Roma; la lettera corrotta suggeriva che Silvano stesse provando a guadagnarsi supporto in città per un colpo di Stato, e, sebbene gli amici di Silvano riuscissero a respingere le accuse, il magister militum, all’oscuro dell’assoluzione, si ribellò e venne sconfitto.

Così Eusebio poté impadronirsi delle sue immense proprietà, comprese le domus all’Esquilino. Nel 359 fece richiamare il generale romano Ursicino e lo fece sostituire nella carica di magister equitum da Sabiniano, solo perché questi si era rifiutato di regalargli un palazzo ad Antiochia.

Come un uomo del genere potesse andare d’accordo con Costanzo II è un mistero. L’imperatore non era un grande generale come suo padre Costantino. Aborriva le guerre. Ma aveva un grande senso del proprio dovere e si sentiva l’erede del grande genitore per cui,con tutte le cautele e senza arrischiare mai oltre misura, combatteva con coraggio e sacrificio.

Forse la causa di ciò era nei difetti di Costanzo: l’essere senza calore umano, taciturno,malinconico, che nascondeva dietro a una maschera di superbia e arroganza la sua insicurezza e la paura di non essere all’altezza del suo genitore. Questo lo rendeva sensibilissimo alle adulazioni, ne aveva bisogno come l’aria per avere una sorta di rassicurazione per se stesso e per il proprio operato. Ed Eusebio eccelleva in quest’arte, diventando per dieci anni il vero padrone dell’Impero, tanto che Ammiano Marcellino sarcasticamente scrisse che Costanzo godeva di un certo credito presso Eusebio.

Giulio Cesare secondo Franco Forte


Su FantasyMagazine e HorrorMagazine la segnalazione (sul primo link c’è l’intervista) della seconda e forse ultima puntata di Giulio Cesare visto e romanzato da Franco Forte, un viaggio tra la Storia, la Mitologia e l’Ucronia.

Personalmente, noto che sempre più autori, e di calibro sempre più grosso, scelgono di ambientare le loro storie fantastiche o SF nel mondo antico della Classicità romana, cogliendo la possibilità di differenziarsi dai colleghi esteri proprio sfruttando la peculiarità unica della storia di Roma, un Futuro senza un glorioso Passato non può reggersi sulle sue gambe e in Italia, per motivi prettamente storici e perché viviamo in mezzo alle vestigia classiche e non solo, possiamo farlo meglio che altrove.

Giulio Cesare non è morto, durante la congiura delle Idi di marzo. Stanco della vita fatta di intrighi politici, corruzione e continui scontri con i senatori della Curia, ha inscenato la propria morte insieme a Bruto. E dopo essere scomparso dalla vita politica di Roma, è tornato al comando di un manipolo di uomini ben addestrati e pronti a tutto, la Legio Caesaris, con l’intento di esplorare le terre oltre i confini dell’impero per scoprire ricchezze e tesori, sottomettere le popolazioni barbare e, soprattutto, carpire il segreto della vita eterna.
Perché Cesare ha uno scopo ben preciso in mente, ed è deciso a raggiungerlo: vuole tornare trionfalmente a Roma per fare piazza pulita dei suoi nemici e regnare come imperatore assoluto. Per sempre.
Dopo la sua finta morte, perciò, si è imbarcato con la Legio Caesaris verso i regni degli dei del nord, alla ricerca della mitica isola di Thule, per confrontarsi con le creature eterne che governano il segreto dell’immortalità e strapparglielo con la forza. Lo scontro epico che lo ha visto impegnato insieme a Cicerone, Bruto, Spartaco e gli altri coraggiosi che hanno voluto seguirlo in quell’avventura, si è risolto in una cocente sconfitta. Ma Cesare non è uomo che si arrende tanto facilmente. Capisce che l’unico modo per conquistare la vita eterna è scendere nell’Averno, il regno delle tenebre, e tuffarsi nelle acque del fiume Stige, che rendono immortali. Ma come raggiungerlo? Secondo le più antiche credenze, lo Stige non è altro che il nome con cui un tempo si indicava il Nilo.
Decide così di intraprendere, sotto la guida esperta e ammaliante della regina Cleopatra, una difficile spedizione per risalire le acque del grande fiume, arrivare fino alla sorgente, individuare l’ingresso all’Averno e conquistarsi il diritto di immergersi nello Stige, combattendo contro gli dei e le terribili creature che popolano il regno degli inferi.

* * *

E così, Gaio Giulio Cesare torna a vivere un’avventura a cavallo tra Storia, Mito e leggenda…

È quello che cerco di fare con questa serie di romanzi che ambisce a riunire in un unico contenitore tutte le mie esperienze professionali come scrittore: il fantastico, lo storico e la mitologia. Non è un esercizio semplice, posso garantirlo, ma di certo mi ha fatto divertire moltissimo durante la sua realizzazione.

In questo caso, nel libro “Cesare il conquistatore” che fa seguito al primo, “Cesare l’immortale”, non si parla solo di mitologia greca o romana.

Esatto. Quello che ho cercato di fare è stato unire al patrimonio mitologico dell’antica Grecia e dell’antica Roma, quello altrettanto affascinante e misterioso dell’antico Egitto, scoprendo analogie davvero straordinarie, che mi hanno consentito di “giocare” un po’ con la fantasia e incrociarli per dare al mio protagonista, Giulio Cesare, una nuova meta di grande fascino verso cui dirigersi, nella sua ossessiva ricerca del segreto dell’immortalità.

francesca del moro

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