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Archivio per Roma

J.R.R. Tolkien e la caduta di Artù – A X I S m u n d i


Su AxisMundi un trattato su J.R.R. Tolkien e la sua poetica incompiuta, in questo imperniata su Artù, un altro tassello – dopo quello inserito da Kipple – che sviscera gli aspetti poco conosciuti del grande romanziere inglese, creatori di mondi unici.

Probabilmente mai come in questo periodo, in Italia, si era parlato di John Ronald Reuel Tolkien. Dalla nuova traduzione prevista per Il Signore degli Anelli, all’uscita del film biografico sulla figura del professore, fino alla serie tv targata Amazon dal budget stellare ma ancora in fase embrionale, la figura di Tolkien occupa un ruolo centrale nel panorama odierno.

Eppure, ci sono ancora molte sue opere che non hanno raggiunto il grande pubblico, rimanendo di dominio di pochi. Una di queste è sicuramente La caduta di Artù, poema allitterativo rimasto incompiuto e pubblicato postumo nel 2013 dalla HarperCollins. Come di consueto, l’edizione è curata dal figlio maggiore di J.R.R., Christopher, il quale ha messo assieme il materiale del padre (comprese le bozze), arricchendolo con contributi notevolmente interessanti. Nel corso di questa trattazione faremo spesso riferimento a questo apparato critico, al fine di inquadrare l’opera tolkieniana nello spazio e nel tempo.

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Pink Floyd – Crumbling Land (full mix) 1969 legendado


Brano poco conosciuto dei Floyd, preso dalla colonna sonora di Zabriskie Point. Ed è meraviglioso – registrato a Roma, fine ’69.

La legione perduta (Piemme 2019) | Gli Archivi di Uruk


Il buon Lucius Etruscus segnala questo romanzo storico, che m’intriga un bel po’: La legione perduta, di Santiago Posteguillo. Eccovi la quarta – sono già immerso nel periodo traianeo, sì sì…

È il 53 a. C. e Roma guarda il mondo non più da dominatrice incontrastata, ma da uno soltanto dei luoghi di potere: altri imperi, in lande lontane, sono sorti, e ormai si estendono quanto e più di lei. Ma l’Oriente, così vicino, è una tentazione troppo ghiotta per chi è assetato di potere. È così che il console Crasso decide di attraversare l’Eufrate, per portare ancora una volta il nome di Roma oltre i confini e rinnovare la sua grandezza. E, in realtà, per il proprio personale tornaconto: come molti uomini di potere, la sua ambizione è entrare nella storia.
Ma la battaglia di Carre, sanguinosa e violenta, pone fine a ogni sogno di espansione: Crasso scapperà da vile, e del suo esercito non si saprà più nulla.
Centocinquant’anni dopo la sconfitta di Carre, e l’incredibile vicenda della legione perduta, a tenere le redini di Roma è un uomo di tutt’altra pasta. Marco Ulpio Traiano. E il sogno è ancora vivo: la conquista dell’Oriente. È così che Traiano darà inizio alla più grande campagna militare che Roma abbia mai intrapreso. E che non potrà che passare alla storia…
Il nuovo capitolo della grande saga di Traiano è un lungo, incredibile viaggio attraverso un passato che, nonostante l’immensa lontananza, ci è molto più vicino di quanto possiamo immaginare.

IL MARCHESE CASATI STAMPA DAVA LA MOGLIE A TUTTI


Su GiornalePop il resoconto – anche parecchio piccante – di una storia di mezzo secolo fa relativa al marchese Casati e alla sua signora, tragicamente conclusasi a Roma alla fine dell’estate del ’70. Cose da ricchi, sì, ma anche perversioni nate probabilmente da problemi fisici. Il morboso è sempre dietro l’angolo… Un estratto:

Camillo Casati Stampa incontra per la prima volta Anna Fallarino nel 1958 a Cannes, sulla Costa Azzurra, in una situazione piuttosto movimentata. Durante una serata mondana, un noto playboy, dopo aver a lungo corteggiato Anna Fallarino, le posa una mano sulla spalla nuda. Il marito Giuseppe Drommi lo diffida dal continuare con quell’atteggiamento troppo confidenziale e poi, vedendosi ignorato, gli sferra un pugno. Quando il playboy lo colpisce a sua volta, il marchese Casati Stampa si scaglia verso il molestatore tempestandolo di pugni. Da lì si scatena un’immensa rissa che coinvolge tutti i presenti. Rapito dalla bellezza della donna che ha difeso dall’arrogante playboy, il marchese ne diventa subito l’amante. Siccome il divorzio non è ancora previsto dalla legge italiana, sborsa volentieri un miliardo di lire per ottenere l’annullamento del matrimonio con Letizia Izzo dalla Sacra Rota vaticana. La Izzo non si godraà i cospicui alimenti ottenuti dall’ex marito, perché morirà poco dopo di cancro.

Da parte sua, Anna ottiene facilmente l’annullamento del matrimonio con Drommi, sempre dalla Sacra Rota, perché i due non hanno figli.
Camillo Casati Stampa e Anna Fallarino si sposano appena possibile, nel 1959. Solo durante il viaggio di nozze il marchese spiega alla moglie di avere gusti molto particolari. Anna dapprima lo guarda sbigottita. Poi, con un sorriso, gli fa intendere che non le dispiace l’idea: se il marito ama guardare, lei adora esibire il corpo. La prima notte viene consumata in tre sotto la doccia della camera di un lussuoso albergo. Il terzo è un cameriere, che per la sua prestazione ottiene una lauta mancia.

Passano gli anni e il marchese continua a scegliere dei bei giovani che paga per avere rapporti con la moglie, mentre lui si limita a scattare qualche foto ricordo. Un gioco tra adulti consenzienti. I due partecipano a un’intensa vita mondana, non si perdono una prima alla Scala di Milano, ma è sempre la trasgressione ad appagarli maggiormente. “Al mare con Anna ho inventato un nuovo gioco”, scrive nel diario il marchese Casati, “l’ho fatta rotolare sulla sabbia, poi ho chiamato due avieri per farle togliere i granelli con la lingua”. “Mi piace quando lei è a letto con un altro”, scrive in un’altra pagina, “sento di amarla ancora di più”. Queste poche frasi sono il massimo che possiamo pubblicare del diario fin troppo particolareggiato del marchese, dove viene descritta la moglie mentre ha rapporti con giovani pagati fino a trentamila lire. Anche se lo farebbero sicuramente gratis, con una donna così bella.

Il Primo Re: La nascita dell’impero più grande del mondo – L’occhio del cineasta


Su L’occhio del cineasta una recensione, che condivido, a Il primo Re, di Matteo Rovere, film che racconta da un punto di vista inusuale la vicenda di Romolo e Remo, e della fondazione di Roma. Un estratto:

Il primo Re è un lungometraggio violento, crudo e con una forte vena realistica, nei termine in cui si può parlare di realismo essendo un mito. Il film grazie a un andamento lento, a dei dialoghi in latino (o meglio in un protolatino ricostruito appositamente per l’opera di Rovere), ai costumi e al trucco riesce a restituire perfetta un mondo, un’umanità, un tempo e uno spazio storico ormai del tutto persi, facendo immergere completamente lo spettatore in questa atmosfera.

Un film difficilissimo da realizzare: per ricostruire l’ambientazione, i costumi e la lingua, Matteo Rovere ha consultato degli esperti di archeologia e di latino; un set che ha richiesto grandi attrezzature, trucchi, effetti, un luogo incontaminato dove girare che ha richiesto un lavoro di ricerca di mesi e mesi; e un grandissimo sforzo fisico agli attori che hanno dovuto
recitare sotto la pioggia, al freddo, mezzi nudi e coperti di fango, e che hanno dovuto prepararsi anche fisicamente per realizzare i vari combattimenti. Risultato? Un lavoro eccellente.

La storia riesce a narrare in maniera chiara ed esplicita un dramma in maniera spirituale mostrando la vita e la fragilità dell’uomo, ponendo domande che da sempre lo hanno
accompagnato, sulle paure e sulle speranze, un film sul passato ma che è da questo punto di vista anche contemporaneo: ancora oggi (e forse oggi più che mai) viviamo i loro stessi dubbi le loro stesse fragilità, siamo come tanti Remo disillusi e cinici.

Ogni mito ha il proprio insegnamento e quello che possiamo trarre da questo capolavoro ce lo offre l’esempio di Romolo: infatti è lui quello fragile, ingenuo, debole, credente ma che alla fine ha la forza di uccidere il fratello (le paure e i dubbi) e fondare Roma.

In libreria in autunno il nuovo romanzo di Valerio Evangelisti: 1849. I GUERRIERI DELLA LIBERTA’ – Eymerich.com


Sul sito di Valerio Evangelisti la segnalazione dell’imminente suo nuovo romanzo in uscita: 1849, i guerrieri della libertà. Di cosa si tratta?

Pochi lo sanno ma nell’autunno del 1848 gio­vani in ogni parte d’Italia lasciarono lavoro e famiglie e si misero in marcia, destinazione Roma. Andavano a difendere l’insurrezione popolare che da lì a pochi mesi avrebbe vi­sto nascere la Repubblica Romana, crocevia di idee democratiche e diritti civili quasi im­pensabili per la società del tempo. La quotidianità di quella manciata di mesi fu però molto lontana dalla retorica con cui certa Storiografia oggi li restituisce.

Le strade in cui si batterono Mazzini, Gari­baldi e Mameli erano ingombre di spazza­tura e povertà, e con l’arrivo dei volontari si gonfiarono di grandi afflati e ancor più gra­tuiti assassini. A cavalcare la rivolta ci fu­rono in pari misura eroi e banditi, visiona­ri e faccendieri, gente di pistola, di mano e di coltello ma anche tante persone semplici, sprovveduti idealisti che rischiarono la vita inconsapevoli del ruolo che stavano avendo nella Storia. Proprio come Folco, immaginario panettie­re che arriva a Roma alla vigilia dei tumul­ti e diventa testimone di ogni più turpe ne­fandezza l’uomo sia capace ma anche di ogni suo più elevato slancio. E così, mentre fuori dalla città tuonano i cannoni della re­staurazione, e il passato cerca di soffocare il presente per disinnescare il futuro, Folco si rende conto che, pur non capendo fino in fondo quel che succede intorno a lui, respi­ra un’aria nuova, la sensazione, mai prova­ta, di fare parte di qualcosa di pulito…

Diamine, non vedo l’ora di leggerlo, sto davvero friggendo d’impazienza.

Nick Mason’s Saucerful of Secrets – Astronomy Domine live @ Cavea Auditorium Roma 16.07.2019


Splendore psichedelico siderale.

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Sognatore è chi trova la sua via alla luce della luna... punito perché vede l'alba prima degli altri. [Oscar Wilde]

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… of an outstanding and individual concept, which would last for many years hence.

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