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Archivio per Romantico

Swallow the Sun – Cathedral Walls


Un interessante esperimento di ballad romantica, o decadente, che fa da contorno a un core black metal. Mentre la tristezza prende l’anima e il cielo…

11min – Snow | Neural


[Letto su Neural]

Non è un’indicazione temporale quella insita nel nome di questo duo. 11 altri non è che il moniker di Jiyeon Kim, artista sonoro e pianista al quale s’aggiunge il batterista Sangyong Min, musicista altrettanto talentuoso e preparato. Le sonorità di Snow s’imprimono in maniera tipicamente improvvisativa, fervide di venature un po’ jazzy e delicate armonie d’insieme che danno vita a sequenze ariose ma sempre controllatissime, senza che nessun singolo strumento prevarichi mai sull’altro. È proprio il flusso complessivo dei passaggi messi in opera a conferire al suono caratterizzazioni distintive, fitte d’un lavoro all’unisono, un po’ d’antan e free form, che fa leva soprattutto sulle assonanze e sulle sintonie di ritmi, contando sempre sulla relazione e l’incontro di stilemi convergenti. Le atmosfere sono quindi sempre gentili e ovattate, nessun contrasto è ricercato ad arte, nessuna alternanza oppositiva entra a far capolino nel catalogo del duo, che infonde grazia e misuratezza di gusto formalistico, senza alcun clamore, riassorbendo all’interno del proprio linguaggio tutta la maestria della scuola free form più eterea e simbiotica. Jiyeon vanta in passato anche sperimentazioni e pratiche creative con field recording, mentre di Sangyong Min non è dato sapere altro – oltre ad essere un ingegnere del suono – e viste le scarse informazioni online e una certa reticenza della distribuzione Gruenrekorder, pensiamo che comunque il fatto di venire da Seul ancora comporti una certa difficoltà di comunicazione e precisa conoscenza delle specifiche scene di nicchia. Anche cercare informazioni sull’etichetta, la Weather Music, non ha portato ad alcun risultato, è quindi abbastanza arduo comprendere a fondo il contesto specifico dal quale le cinque tracce presentate prendono le mosse. Vi basti sapere allora che l’ascolto è gradevolissimo, rilassato e meditativo e anche il remix, pur se molto simile all’originale, forse diversamente tagliato in postproduzione e con qualche ulteriore variazione, un po’ ci conferma l’eclettismo del progetto, in bilico fra approcci contigui ma differenti. Date un’occhiata anche all’elegante video teaser diretto da Mihye Cha, girato principalmente in bianco e nero e ambientato in spazi agresti, con protagonisti gli stessi due musicisti. L’aplomb è certamente sperimentale, derivativo d’una wave romantico-concettuale, trasognata e postmoderna.

Nero Press Edizioni presenta “Le leggende del castello nero” | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di una raccolta di racconti gotici a firma di Ugo Iginio Tarchetti, uno degli esponenti di punta della Scapigliatura milanese, romantici dell’Italia dell’800.

Nero Press Edizioni presenta la raccolta Le leggende del castello nero (e altri racconti) di Iginio Ugo Tarchetti che racchiude l’essenza della narrativa gotica italiana di quel movimento controverso che fu la Scapigliatura. Citando dalla prefazione di Luigi Bonaro:

la scrittura di Tarchetti si configurerebbe come un racconto del perturbante, volta alla ricerca del macabro, del demoniaco e dell’orrido, esplora la scomposizione estrema della carne e dello spirito, le nevrosi nascoste e attraverso visioni fantastiche estreme alla maniera degli scrittori teutonici contemporanei.

All’interno del volume sono contenuti i racconti Le leggende del castello nero, I Fatali, La lettera U, Un osso di morto, Storia di una gamba, Il lago delle tre lamprede. Queste storie gotiche di Iginio Ugo Tarchetti sono restituite all’attualità linguistica attraverso un editing critico ragionato che lascia intatto il testo originario, rendendolo tuttavia più moderno, fluido e fruibile ai lettori di oggi.

PoetiAmo – Silvio Raffo


Silvio Raffo è un poeta, un artista, un autore, un traduttore, un esteta e un cultore dei letterati del tempo romantico, ma anche un estimatore di artisti dei tempi più recenti, chi lo conosce sa in quali performance ama prodursi davanti a un pubblico di amici e, al contempo, di poeti. Potete ammirarlo qui in questo piccolo show che mette in luce tutte le sue doti di intrattenitore colto e perfettamente calato nella parte dell’intrattenitore cui nulla sfugge, perché nulla ignora.

The Eden House – Butterflies


Magnificamente gothic, le promesse romantiche si avverano spesso.

Offering to Vellamo the Water Goddess


Il vento porta i lapislazzuli di argento oscuro, a redimere gli abissi di male incarnato.

The Lighthouse: il trailer del film di Robert Eggers | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine il trailer di The Lighthouse, film horror fantasy scritto e diretto da Robert Eggers.

Ambientato in una remota isola del New England nel 1890, The Lighthouse racconta di due guardiani del faro che conducono una vita isolata dal resto del mondo. La solitudine si trasformerà presto in ossessione e violenza psicologica dell’uno nei confronti dell’altro.

Come potrete vedere dalle immagini, il gusto del Fantastico e del Romantico è molto forte, è una pellicola in bianco e nero che ha il sapore di altri tempi.

Woyzeck, quattro racconti fantastici adattatati da Dino Battaglia | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione di un libro che è un po’ la quintessenza del Fantastico: Woyzeck, tavole disegnate da Dino Battaglia, ispirate a racconti di E.T.A. Hoffmann, Adelbert von Chamisso e Georg Büchner. La quarta:

Quattro personaggi, appartenenti a quattro diversi racconti del genere fantastico del grande Romanticismo tedesco, scritti dalle penne di Hoffmann, von Chamisso e Büchner. Quattro personaggi diventati per caso protagonisti di vicende all’insegna dell’orrore e del bizzarro.

L’imperdibile ottava uscita della collana Dino Battaglia, nella quale la forza rivelatrice delle chine del grande autore veneziano e i suoi straordinari chiaroscuri ci racconteranno di un mercante di occhi attraverso cui poter entrare in contatto con una visione celestiale; dei misteri di una casa disabitata e del suo letale richiamo; dei tormenti nella mente del povero Woyzeck e infine di un uomo che baratterà la ricchezza eterna per… la sua ombra.

Decadere nell’eterno. Trittico decadente David P. Barnitz, Eric S. Stenbock e Algernon C. Swinburne | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Kipple Officina Libraria è lieta di presentare un’opera inusuale eppure moderna, che contiene quello che potremmo definire un inganno, poiché i tre autori presentati sono considerati come se fossero poeti contemporanei, forse sconosciuti ma ascoltati e letti per caso per la loro prima volta: David P. Barnitz, Eric S. Stenbock e Algernon C. Swinburne presentano, perciò, grazie alla riscoperta di Marco Raimondo, Decadere nell’eterno. Trittico decadente.
Poeti lontani nel tempo, scandalosi, maledetti o forse poeti di una contemporaneità non detta in quest’epoca nostra così inautentica? Tre morti abbiamo letto, tre modi di eternare attraverso la morte: in Barnitz era la bellezza dell’amata, in Stenbock l’amore stesso e in Swinburne la brama e il desiderio, la passione erotica. Tre poeti che hanno avuto il maledetto coraggio di raccontare il loro decadente desiderio di eternità, qualunque questa fosse, qualunque cosa volesse significare.
La magistrale introduzione è del curatore di collana Alex Tonelli e la traduzione è di Marco Raimondo; la copertina è Oh, What’s That in the Hollow…?, olio su tela di Edward Robert Hughes.

Dall’introduzione

In questo nuovo VersoGuasto, grazie al prezioso lavoro di riscoperta e traduzione di Marco Raimondo (già autore del volume sesto di questa collana, DNAbyss), abbiamo cercato di compiere un’operazione di archeologia poetica. O meglio, abbiamo voluto scavare fra pile di libri ammassati nello scorrere del tempo e impolverati di quella sostanza biancastra, che il tempo lascia al suo passare sino a estrarre tre antichi tomi, tre volumi probabilmente dimenticati per aprirli nuovamente ai nostri occhi di lettori.
Chiediamo a chi si appresta a queste pagine di condividere il nostro inganno, mio e di Marco Raimondo, e di considerare i tre autori presentati come se fossero poeti contemporanei, forse sconosciuti ma ascoltati e letti per caso, qui presentati per la loro prima volta. Che sia questo VersoGuasto un debutto, il debutto di tre poeti decadenti di fine Ottocento: poeti lontani nel tempo, scandalosi, maledetti o forse poeti di una contemporaneità non detta in quest’epoca nostra così inautentica? Tre poeti che hanno avuto il maledetto coraggio di raccontare il loro decadente desiderio di eternità, qualunque questa fosse, qualunque cosa volesse significare.

La quarta

Abbiamo cercato di compiere un’operazione di archeologia poetica. O meglio, abbiamo voluto scavare fra pile di libri ammassati che il tempo lascia al suo passare sino a estrarre tre antichi tomi, tre volumi probabilmente dimenticati: le poesie di David P. Barnitz, Eric S. Stenbock e Algernon C. Swinburne, tre poeti decadentisti, letti come se fossero poeti contemporanei, forse sconosciuti ma ascoltati e letti per caso, qui presentati per la loro prima volta.

Gli autori

David Park Barnitz nacque nel 1878 a Wheeling, West Virginia e morì nel 1901 per patologia cardiaca congenita.
Eric Stanislaus Stenbock (Conte) nacque nel 1860 a Cheltenham, Inghilterra e morì nel 1895 di cirrosi epatica.
Algernon Charles Swinburne nacque 1837 a Londra, Inghilterra e morì nel 1909.

Il curatore e traduttore

Marco Raimondo nasce nel 1988 in provincia di Torino. È fortemente affascinato dalle contraddizioni dell’umano; s’interessa di biotecnologia e dei lati oscuri del progresso, di nuove forme di comunicazione, studio e conservazione di antiche tradizioni gnostiche e dualiste.

La collana VersiGuasti

VersiGuasti è la collana di Kipple Officina Libraria diretta da Alex Tonelli interamente dedicata alla poesia e alla letteratura lirica in versione digitale, alla costante ricerca di connessioni e poetiche appartenenti al Connettivismo e non solo.

David P. Barnitz, Eric S. Stenbock e Algernon C. Swinburne, Decadere nell’eterno. Trittico decadente
Introduzione: Alex Tonelli
Copertina: Edward Robert Hughes
Cura e traduzione: Marco Raimondo

Kipple Officina Libraria – Collana Versi Guasti – Pag. 54 – 0.95€
Formato ePub e Mobi – ISBN 978-88-32179-03-3

Link:

Il Romanticismo e la nascita del Fantasy | L’indiscreto


Su L’indiscreto una lunga digressione sul Romanticismo e sull’impatto che ha avuto anche in Italia nell’800 e la genesi che ha causato nel Fantasy.

La situazione italiana è particolare come lo è il suo rapporto in generale col Romanticismo. Le due grandi voci letterarie del nostro inizio ‘800, Manzoni e Leopardi, rispondono infatti in modi diversi e parimenti complessi agli stimoli della cultura loro contemporanea, apportandovi elementi che sono al tempo stesso eredità precedenti (settecentesche e classiciste) oppure complesse anticipazioni. Ciò si riflette anche nella loro valutazione e nel loro impiego del fantastico.

Intendendo la vocazione poetica come una chiamata sempre più esigente al servizio del  “Santo Ver”, Manzoni guarda con profondo interesse alla rinnovata attenzione romantica per la storia nazionale, ma non alla predilezione per il folklore e l’immaginario. In una celebre lettera al D’Azeglio (meritoriamente ripresa da Mazza Galanti in una sua importante riflessione sul “weird” italiano su “Not”) egli infatti riduceva il fantastico a un “non so qual guazzabuglio di streghe, di spettri, un disordine sistematico, una ricerca stravagante, un’abiura in termini del senso comune”. Tuttavia, la sua stessa penna pare ironicamente tradire e ribaltare tale condanna senza appello, dal momento che il lettore accorto avrà notato la presenza di quel “guazzabuglio”, termine che spiccherà poi in altra e ben più celebre pagina manzoniana:  il Capitolo X de I Promessi Sposi, dedicato alla Monaca di Monza e nel quale il cuore umano di ieri, oggi e sempre viene definito appunto un “guazzabuglio”. Quasi a suggerire inconsciamente che forse sono proprio quelle tumultuose immagini apparentemente incoerenti a riflettere davvero l’animo umano, ben oltre diverse e piú rigide e rassicuranti cornici concettuali e rappresentative.

Anche in questo contesto Giacomo Leopardi risulta radicalmente “altro”. La sua riflessione e la sua scrittura comprende e assimila molti stimoli della cultura a cavallo tra i due secoli, e al tempo stesso la critica e supera. Ateo e materialista, attribuisce alla verità e alla ragione l’ingrata responsabilità di aver reso gli europei dei barbari privi di ogni entusiasmo. Cantore del “caro imaginar”, a differenza dei romantici egli non crede affatto che i nostri sogni e speranze contengano un’eco della nostra natura divina e immortale, ma siano solo illusioni necessarie al vivere. Un tempo l’universo ci parlava con ninfe e fauni, nella gloriosa adolescenza della nostra specie, ma ormai abbiamo addentato l’albero della conoscenza e abbiamo scoperto che il mitico dialogo era solo il monologo di un bambino con i suoi amici immaginari. Questa straziante e siderale lucidità, e la radicale differenza dall’orizzonte spirituale circostante, si riflette anche nella più importante scena “fantastica” della sua opera, il dialogo post-umano nelle Operette Morali tra un folletto e uno gnomo, dove i due spiritelli conversano amabilmente, come due gentiluomini al café, tra gelati e riviste, della scomparsa del genere umano. Anche Puck faceva nuovamente capolino in conclusione di Sogno d’una notte di mezza estate, solamente che stavolta palco e platea sono vuoti. Attori e spettatori sono tutti morti. Estinti i sognatori, restano i sogni con cui popolavamo un universo che credevamo fatto in nostro onore.

Dreams of Dark Angels

The blog of fantasy writer Storm Constantine

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Una finestra per un altro mondo. Un mondo che vi farà sognare, o...

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“Siamo l’esperimento di controllo, il pianeta cui nessuno si è interessato, il luogo dove nessuno è mai intervenuto. Un mondo di calibratura decaduto. (…) La Terra è un argomento di lezione per gli apprendisti dei.” Carl Sagan

AI MARGINI DEL CAOS

un blog di Franco Ricciardiello

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“Quando siamo calmi e pieni di saggezza, ci accorgiamo che solo le cose nobili e grandi hanno un’esistenza assoluta e duratura, mentre le piccole paure e i piccoli pensieri sono solo l’ombra della realtà.” (H. D. Thoreau)

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