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Archivio per Sciamanesimo

Gli incontri ravvicinati di Ian Watson | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione del nuovo Urania a firma di Ian Watson. Intrigante la quarta:

Un ragazzo in bicicletta. Un disco volante. Tre “ufonauti”. E un’indagine da cui tutto prende avvio. Niente sembra come appare, e tutto è pronto a riservare nuove sorprese ai protagonisti di questo romanzo che brilla per acume e originalità. Ma che cos’è il “Vuoto”? E da dove arrivano gli UFO, se mai sia possibile dimostrare che esistono davvero? Su questi piani molteplici si muovono i protagonisti del romanzo, seguendo le trovate intelligenti di un autore che, secondo il grande J.G. Ballard, è stato “il più interessante, anzi il solo, scrittore di idee della fantascienza inglese”.

Reminiscenze sciamaniche sullo sfondo alla maniera di Graham Hancock, e tanta fantasia che si muove sul filo dell’attenzione.

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L’accesso all’Altro Mondo nella tradizione sciamanica, nel folklore e nelle “abduction” – A X I S m u n d i


Su AxisMundi una bella trattazione sulle sparizioni moderne per opera degli alieni e le sparizioni dei secoli scorsi che si attribuivano alle fate, agli gnomi e al popolo fatato, territorio folkloristico ben esplorato da Sciamani, di Graham Hancock. Un estratto:

Abbiamo già visto come sia le persone rapite dai Fairies che quelle prelevate dagli alieni nei moderni resoconti di abduction vengano condotti o accedano a luoghi ‘altri’, difficilmente ubicabili nel nostro mondo fisico. A Fairyland, il mirabolante paese delle fate, si accede attraverso portali invisibili all’interno di colline, montagne, tumuli funerari, laghi e via dicendo. Secondo le testimonianze di chi afferma di avere sperimentato le abduction, si viene come “risucchiati” da un fascio di luce che prosegue in una sorta di “tunnel” interdimensionale che conduce il rapito al luogo designato, che appare spesso come una stanza asettica con una luce diffusa o una grotta sotterranea. In ciò si può subito sottolineare un punto di contatto con la tradizione sciamanica: durante la trance, lo sciamano accede a mondi ‘altri’ (i cieli o gli inferi), cui giunge entrando in un “foro” o in un “tunnel”, apparentemente visibile a lui solo; e in questi ambienti ‘altri’ egli si relaziona con entità/spiriti che hanno molto in comune con i membri del «piccolo popolo» o con i supposti occupanti delle «navicelle aliene».

È bene precisare ancora una volta il fatto che il viaggio sciamanico non avviene corporalmente  con quello che nel precedente saggio abbiamo definito corpo o veicolo fisico  bensì in spirito, con il solo «corpo astrale». È questo «doppio astrale» che visita i reami degli spiriti durante le peregrinazioni sciamaniche, così come  abbiamo appurato  è ugualmente il «corpo astrale» a visitare Fairyland nei resoconti del folklore europeo. Allo stesso modo, abbiamo visto che anche streghe e benandanti compivano i propri voli unicamente in spirito, e quindi giungevano ai sabba o al «prato di Josefat» abbandonando temporaneamente il corpo fisico nel nostro mondo, dove giaceva addormentato profondamente come in uno stato di trance sciamanica.

Vortex As Gods Fall Demo – Nordic Pagan Ritual Music


Loro chiamano. Lo hanno sempre fatto. Il loro abisso non ha tempo né spazio.

Richieste inevase


Le richieste si annidano sui rami di una considerazione spicciola, mediata da coscienze ma dimentica delle interazioni sciamaniche dirette.

L’energia di Yule


L’empatia di una trascendenza psichica guida mentre tutto vibra, dentro e fuori, nell’equilibrio instabile e infinito come il presente, a vedere l’energia vibrare di luminescenza inumana. L’approccio giusto è quello sciamanico.

Excalibur nel Cocito: esisteva un fantasy nel Medioevo? | L’indiscreto


Un saggio corposo sulla questione fantastica del Medioevo, sulle sue opere letterarie e sulla suggestione che ne è discesa e che si è sviluppata nel Fantastico moderno, abbinato alle istanze antropologiche dei miti delle Fate, del Cristianesimo e del codice cavalleresco che ne è derivato. Insomma, un bel guazzabuglio che è da studiare attentamente, perché è molto interessante. Un estratto da L’Indiscreto:

“Profondo è il pozzo del passato. O non dovremmo dirlo imperscrutabile?” Si chiedeva Thomas Mann. Ogni sguardo gettato alle nostre spalle, alla ricerca di storie singole o collettive, gli pareva rivelare solo un’infinita distesa di colline. Non importa quanto avanti ti spingi, la salita successiva ne rivela sempre altre, e poi altre ancora.

È così anche per la storia dei generi letterari, forse. Alcune nostre modalità di raccontare il mondo probabilmente coincidono con la nostra stessa comparsa come stirpe biologica. Persino i nostri racconti più antichi si appellano sempre ad altre fonti, a tradizioni precedenti. Secondo quanto narrano le antiche storie… è così che inizia il Racconto del Cavaliere di Chaucer. Romeo e Giulietta era già contenuto in Ovidio, il vero Ur-Faust non è la precedente stesura dello stesso Goethe, ma un coacervi di motivi e immagini che risale ad Alberto Magno, senza per questo arrestare il moto controcorrente, sempre indietro, verso una fonte invisibile. Borges scrisse che in fondo raccontiamo sempre (solo?) alcune storie. E in parte ciò è vero anche del modo in cui le raccontiamo, in quale orizzonte immaginativo le collochiamo. Perché i generi letterari sono ben più d’una trama o una ambientazione (ciò è vero solo dei prodotti peggiori). Sono una possibilità dello sguardo.

La vendetta di Ötzi, al cinema un film racconta l’uomo del Similaun – Repubblica.it


Su Repubblica la segnalazione del film Iceman, che narra le vicende romanzate di Ötzi, l’uomo del Paleolitico ritrovato mummificato sui ghiacci alpini circa venticinque anni fa, sciamano, e che tra l’altro ha dato il la al mio ultimo romanzo Lisergico, nel limbo creativo da almeno venticinque anni.

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Blogger e studente di Comunicazione e ricerca sociale. Scrivo di geopolitica, diritto e tematiche ambientali, attraverso un'ottica globale sulla società europea ed internazionale.

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