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Archivio per Silvio Sosio

Kipple Officina Libraria @ Fantascienza.con onlive – sabato 5 dicembre


[Letto su KippleBlog]

Domani 5 dicembre la redazione Kipple sarà ospite alla trasmissione live in streaming di Silvio Sosio dove si parlerà, tra le altre cose, di CapitalPunk, il romanzo di Lorenzo Davia finalista dell’ultimo Premio Urania e recentemente pubblicato da Kipple. Sarà presente anche Carmine Treanni per parlare di Delos e della sua antologia Mondi paralleli, che raccoglie il meglio della produzione SF italiana dell’anno scorso. Ma cos’è Capitalpunk?

In un mondo dove il Capitalismo è l’unica religione, la risorsa postumana Captain Capitalism si batte per il trionfo del Libero Mercato.
Ma tra gli Esuberi e i disoccupati sorge una nuova minaccia: Democrazy, che conosce i più oscuri segreti dell’economia mondiale. L’elemento destabilizzante dà l’avvio a una carrellata di eventi, personaggi e supereroi che immergono la storia in un immaginario pop capitalistico a tratti delirante e spassoso.

Lorenzo Davia ha trovato una ricetta per destrutturare il nostro modo di vivere, il mondo governato dal capitale, le sue regole, i suoi assunti, le sue disumanizzazioni e i risvolti più deliranti che ci sembrano la normalità: lo ha fatto per mezzo dell’ironia, con le salaci immagini dei rapporti umani retti dal Libero Mercato e la vertigine di quello che può essere la società del futuro dove il capitale getta le sue fondamenta.

Per seguire e commentare in diretta la trasmissione è possibile andare sulla pagina Facebook di Fantascienza.com o sul canale YouTube dedicato, dove sarà anche possibile rivedere la puntata in differita una volta terminata.

Ecco Innsmouth, la collana di narrativa weird italiana da Delos Digital | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di una nuova collana editoriale per Delos Digital: “Innsmouth”. Vi lascio la descrizione impeccabile fatta da Silvio Sosio:

Cos’è il weird? Domanda alla quale è difficile dare una risposta, come è sempre difficile, per la verità, definire i generi letterari. Se però quando diciamo “fantascienza” o “fantasy” un’idea più o meno ce la facciamo, col weird è un po’ più difficile. Giuseppe Lippi lo identificò come quell’area del fantastico che non è fantascienza, non è fantasy e non è horror. In generale possiamo definire il weird come la narrativa dell’inquietante, del mistero non naturale. Possiamo portare come esempi le storie di Lovecraft, ma anche gli episodi di Ai confini della realtà, o i romanzi di China Mièville.

Per chi ama questo tipo di storie, stimolanti, inquietanti senza eccedere nell’orrore puro, da oggi è in vendita una nuova collana di ebook Delos Digital, intitolata Innsmouth. Curata da Luigi Pachì avrà inizialmente periodicità settimanale e proporrà storie di autori italiani ma non solo. Racconti e racconti lunghi, qualche volta romanzi brevi. Storie, come sempre, acquistabili a prezzi molto bassi e leggibili in un’oretta o anche meno.

Il primo intrigante numero della collana è stato scritto da Enrico Luceri, Chiudere il giro:

Giacomo Dionisi è un giovane e affermato ricercatore della facoltà di Lettere Moderne all’università di Bologna. La sua competenza nel campo della letteratura fantastica dell’800 gli ha procurato riconoscimenti prestigiosi e la fama di intellettuale dalla mente logica e rigorosa, priva di pregiudizi, vivace e curiosa. Forse troppo curiosa. Perché durante una vacanza solitaria e fuori stagione in una remota e sconosciuta valle dell’Umbria, Giacomo si avventura in un’escursione fino a una a casa diroccata, perseguitata da una macabra leggenda. Perché lì visse nel secolo precedente un ricco nobiluomo ossessionato da pratiche negromantiche, che scomparve all’improvviso durante una notte. Giacomo esplora la casa e scopre una biblioteca di testi esoterici murata un secolo prima, e s’immerge nella lettura. Nel frattempo, il crepuscolo cala all’improvviso e lui è costretto a trattenersi in quella spelonca. Poco male, ha viveri, acqua e il suo sacco a pelo. Avrà il coraggio di sopportare gli eventi di quella notte? La voce di un vecchio che mormora cantilene in una lingua misteriosa, il rumore ossessionante di una mola che affila un coltello, e il pianto di una ragazza lo tormentano, rischiando di farlo impazzire e svelando poco a poco il segreto di quella leggenda raccapricciante. Ma Giacomo è deciso ad applicare il suo rigoroso metodo scientifico anche in questa circostanza, e intende risolvere il mistero, e “chiudere il giro”, a ogni costo. Anche quello della sua stessa vita. Un racconto ispirato alla filmografia di genere di Pupi Avati, dove gli echi delle “fole contadine” rappresentano l’atmosfera e l’ambientazione adatta a creare una suspense sottile priva di “effetti speciali” ma non per questo meno inquietante.

IL KASO KREMO


Nell’estate scorsa, sul blog della NazioneOscuraKaotica sono andati online una serie di filmati e post in cui raccontavo le varie fasi del rapimento di Lukha B. Kremo, in cui presto si mischiavano eventi inesplicabili con evidenze sconvolgenti. Il tutto era stato raggruppato sotto il tag WhereIsKremo, e ora è uscito il film completo.
Il Kaso Kremo, scritto e diretto da Mariano Equizzi, in cui mi racconto apertamente, sconvolto dal rapimento di Lukha B. Kremo.
Per me, un’esperienza molto coinvolgente, un continuo concentrarsi sugli eventi e sulle implicazioni del Kaso.

WhereIsKremo | NAZIONE OSCURA CAOTICA


Come detto qui e qui, sul blog della NazioneOscuraKaotica – e su FB – è stato possibile seguire le fasi del rapimento di Lukha B. Kremo, avvenuto in questi giorni roventi di luglio e che ora ha visto finalmente il ritorno del Nostro a casa, dopo peripezie varie che sono passate dal pagamento di un riscatto stratosferico (6 milioni di Euro) fino alla rivelazione di particolari inediti della creatività di Kremo che io stesso ignoravo – e forse è stato proprio per questo che sono diventato il referente dei rapitori?

Grande è stato il clamore suscitato dal rapimento, ma ora che tutto sembra essersi felicemente conclusosi incollo qui sotto la mia partecipazione al Fantascienza.com OnLive #3 di sabato scorso, a partire dal minuto 47 circa, dove ho praticamente annunciato in diretta l’imminente liberazione del Presidente della Nazione Oscura Kaotica, nonché editore di KippleOfficinaLibraria.

Pensiero stocastico, 51 leggendari articoli da Delos Science Fiction | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di Pensiero stocastico, una raccolta di articoli – 51, ovvero tutti – scritti da Roberto Quaglia su Delos, nel corso degli anni. Una vera chicca da leccarsi i baffi, per chi conosce l’autore, e se non lo conoscete non perdete tempo 😉

Il contenuto di questo libro è vera e propria ricerca: ricerca dell’uscita, l’uscita dal luogo comune, dal modo normale di vedere le cose, l’uscita dai preconcetti, dai modelli di ragionamento imposti dalla cultura o dai media. Un flusso libero di pensieri che seguono le linee della speculazione più tipica della migliore fantascienza, conditi col gusto per il bizzarro e il curioso. Alcuni passi possono far rabbrividire o scandalizzare. Nulla di strano; il gioco è quello di uscire dagli schemi, di cercare di porsi da punti di vista diversi, da prospettive nuove, quasi aliene. E guardare cosa ne viene fuori. E spesso, attraverso divagazioni e ragionamenti strani e a volte apparentemente inconcludenti, salta fuori la gemma, l’idea illuminante, quella trovata che ti fa rileggere la frase per capirla meglio, sollevare gli occhi dal libro e dire: «wow!». Questo libro raccoglie cinquantuno articoli pubblicati tra il 1995 e il 2004 sulla rivista Delos Science Fiction nella rubrica Pensiero Stocastico. Leggerlo può essere un’ottima occasione per cambiare la propria visione del mondo.
Robert Sheckley diceva che per troppo tempo Roberto Quaglia non è stato famoso. Non è ancora troppo tardi per cambiare questo stato di cose.
Con una prefazione di Silvio Sosio.

12 epidemie della fantascienza | Fantascienza.com


Sulle pagine di Fantascienza.com potete leggere un articolo di Silvio Sosio, che prende le misure all’epidemia influenzale che sta esplodendo anche qui in Italia e che è stata ampiamente esplorata, in passato, da fior di romanzi di fantascienza e non solo. Direi che incollare interamente il pensiero di Silvio potrebbe aiutare a non cadere nel panico e a conservare sempre un minimo di lucidità razionale. Male non fa…

In questi giorni qui a Milano sembra un po’ di vivere nel prequel di The Walking Dead. Scuole chiuse, coprifuoco alle sei, cinema, teatri chiusi, settimana della moda saltata, supermercati presi d’assalto e letteralmente svuotati.

Il pericolo del Coronavirus è serio e non va sottovalutato, ma forse il clima da apocalisse imminente è leggermente eccessivo. L’80% delle persone che contraggono il CorVid19 soffrono solo di una lieve forma influenzale. Un po’ di febbre, un po’ di tosse; dopo qualche giorno guariscono. Solo il 15% presenta complicanze che, in qualche caso, soprattutto a fronte di preesistenti problemi, portano anche alla morte. Non cerchiamo di sminuire un problema che chiaramente è grave, soprattutto per la grande contagiosità del virus, ed è evidente che se il 2,5% in termini assoluti sembra un numero piccolo, quando è applicato su centinaia di migliaia di contagiati, come avviene in Cina, alza il numero delle vittime in modo spaventoso. Ma siamo a numeri molto lontani dalle grandi epidemie della storia, come la Spagnola, che esattamente un secolo fa uccise cento milioni di persone, con una mortalità del 20% dei contagiati.

La fantascienza e il fantastico hanno spesso utilizzato grandi epidemie, spesso più come giustificazione per descrivere un mondo post apocalittico che per raccontare realmente l’epidemia. Vi proponiamo alcuni esempi famosi, sperando che queste storie portate all’eccesso aiutino a capire che la situazione non è così neanche lontanamente drammatica come quella raccontata.

A Milano c’è il giorno della distopia: Distopian Day | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di un festival del distopico. A Milano, il 21 marzo: il Distopian Day; questo il programma:

Ore 10:30 Eroine Distopiche e Femminismo
Le protagoniste di ieri e di oggi nelle storie distopiche: cosa è cambiato? Il ruolo della donna dalla società alle righe: una storia ancora aperta.
Partecipano: Giulia Abbate (editor e scrittrice di “Manuale di Scrittura di Fantascienza”, edito da Odoya), Liliana Marchesi (fondatrice di Leggere Distopico e autrice di Cavie, edito da La Corte), Michela Monti (autrice di 83500, edito da Triskell Edizioni) e Federica Amadori (autrice di Amari spicchi d’arancia, edito da Le Mezzelane Casa Editrice).

Ore 14:00 Premiazione dei vincitori del Dystopian Contest.

Ore 14:30 EDITORIA. La parola agli esperti.
Esperti del settore a confronto, per rispondere alle curiosità dei lettori.
Partecipano: Delos Veronesi (autore di Winter, edito da Watson Edizioni), Leonardo Di Lascia (fondatore di ThrillerNord e agente letterario), Chiara Reali (traduttrice), Masa Facchini (Capo-redattore presso Acheron Books), Silvio Sosio (Editore Delos Digital), Giorgio Raffaelli e Marco Scarabelli (Editori Zona42).

Ore 17:00 Distopia letteraria e Storia contemporanea
Il nostro presente attraverso i romanzi distopici. Quanta realtà c’è nella letteratura Distopica?
Partecipano: Elisabetta Di Minico (saggista e ricercatrice, autrice di Il futuro in bilico, edito da Meltemi Editore), Valentina Romanzi (dottoranda in letteratura angloamericana), Daniela Ruggero (autrice di Nectunia, edito da Dark Edizioni), Dario Tonani (autore di Naila di Mondo9, edito da Mondadori), Diego Tonini (autore di Niente di umano all’orizzonte, edito da Scatole Parlanti).

Nel corso della giornata ci saranno diversi momenti in cui poter incontrare gli autori, sia per farsi autografare i libri che per chiacchierare con loro. Oltre ai panel principali (sala presentazioni) ci saranno infatti altre tematiche che verranno affrontate insieme alle blogger ufficiali dell’evento nelle dirette de “L’autore in vetrina” (spazio libreria). Parleremo di Cose dell’altro mondo, Distopia oggi e Inquinamento Distopico.

Altri autori presenti: Ilaria PasquaLorenzo SartoriSimone Colombo, Marta Leandra Mandelli, Giovanni Magistrelli, Maria Carla Mantovani, Dario Degliumoni.

Robot 88 guarda all’oriente | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione del nuovo numero di Robot, l’88. Molta, moltissima carne al fuoco; ecco l’abstract:

Secondo gli osservatori più attenti la fantascienza del futuro non verrà (o non verrà solo) dall’Occidente ma anche e forse soprattutto dall’Oriente. Alcuni paesi come la Cina addirittura investono nella fantascienza, la promuovono, la insegnano nelle scuole. Su Robot abbiamo avuto diversi autori cinesi o cino-americani, questa volta un’autrice giapponese e una malese (che vive a Londra) con due splendidi esempi di come si possa combinare il fantastico tradizionale orientale con la fantascienza più pura. Fumio Takano racconta una storia di esperimenti di fisica nucleare e Zen Cho propone un racconto (premio Hugo) che parla di creature davvero aliene.

Tornando in Italia abbiamo una parata di grandissimi autori italiani: Dario Tonani col suo Mondo9, Franco Ricciardiello, Lanfranco Fabriani (sì, con il suo UCCI) e due tra le più promettenti nuove voci che stanno dando vita alla nuova età d’oro del fantastico italiano. Poi parliamo di nuove tendenze con Sandro Pergameno, di una grande autrice poco valorizzata con Salvatore Proietti, di una colonna del fantastico italiano con Gianfranco de Turris, di Good Omens e intervistiamo una grande artista: Galen Dara.

Ultimi giorni per acquistare! – Nelle edicole Strani Mondi, un’antologia che farà storia | Fantascienza.com


ULTIMI GIORNI IN EDICOLA!

Su Fantascienza.com la segnalazione dell’Urania Millemondi di luglio, intitolato StraniMondi. Una raccolta di 17 autori e 15 racconti che segnano lo stato d’avanzamento della SF nostrana; a bordo mi trovo in ottima compagnia di molta crema attuale fantascientifica, come Lukha B. Kremo, Giulia Abbate ed Elena Di Fazio, Franci Conforti, Davide Del Popolo Riolo, Nicola Fantini, Clelia Farris, Lorenzo Fontana e Andrea Tortoreto, Maico Morellini, Piero Schiavo Campo, Dario Tonani, Claudio Vastano, Alessandro Vietti, Alain Voudì. L’iniziativa di Franco Forte, con la cover di Franco Brambilla e l’appendice di Silvio Sosio, testimonia l’impegno editoriale di chi crede nel genere, cui ognuno di noi autori coinvolti ha cercato di rispondere il più professionalmente possibile. Ora la parola passa a voi lettori, calatevi numerosi in questo strano mondo che vi aspetta, composito e tentacolare: è un momento importante per il genere, chi può risponda! Grazie a tutti, coinvolti editoriali e lettori.

Nell’articolo di Fantascienza.com sono riportati gli incipit di ogni racconto; qui sotto potete leggere parte del mio, ambientato nel metamondo Impero Connettivo. Permettetemi di vibrare di gioia…

La visione di una vallata rocciosa si aprì improvvisa sotto di lui. Il plenipotenziario Sillax si trovò impreparato nel gestire la vertigine di luce che lo abbacinò con violenza: la schermatura ionica della cabina di pilotaggio dell’Apostata non bastò a proteggere lui e l’equipaggio e vibrò di bassa frequenza per alcuni istanti, mentre Sillax se ne restava impettito in plancia. Non poté fare a meno di ammirare, per qualche fuggevole istante, la selvaggia suggestione del panorama desertico sottostante e poi, più in là, lo spazioporto che si apriva al loro attracco: sedici dimensioni quantiche erano avvolte in un lago di collasso frattalizzato e l’orizzonte si rincorreva nei suoi impianti craniali per istanti successivi, collazionati in landscape di matematica esoterica. Il vettore imperiale, l’Apostata, era uscito dalle officine dell’imperatore Totka_II e utilizzava la tecnica a induzione olografica, raffinata tecnologia all’avanguardia, anche se non così esasperata come ci si sarebbe aspettati da uno Stato di tale potenza, esteso su ogni magnificazione dell’illusorio reale. L’olografia, in un momento assai prossimo alla singolarità postumana, appariva come un esotismo tecnologico improbabile; ai tempi dell’Impero Connettivo, invece, era assurta a ostentazione tecnologica dell’élite governativa, un’estetica desueta da nomenklatura Soviet.
Mentre i pensieri degli impegni governativi occupavano gran parte della sua attenzione, Sillax si accorse che un meraviglioso senso di solitudine lo stava sopraffacendo: con il fiato interrotto, si stava lasciando rapire dall’impervia intensità del deserto di sabbia e luce, avvertibile ben oltre il trasudo degli schermi ionizzati. Le parole gli morirono in gola, il fascino della sopraffazione psichica che provò per qualche istante gli fece ripercorrere le gioie di lui bambino mentre con la madre, ancora entrambi umani in un ecumene già vasto di postumani, osservava le giostre disegnare giochi da baraccone. Erano spassosi e pregni di trucchi da realtà virtuale da quattro soldi, che però avevano il gran pregio di divertirlo e renderlo curioso, inestimabile risorsa mentale per un futuro che non avrebbe mai immaginato, ma nemmeno sospettato, di longevità.
«Potente, siamo in prossimità dello spazioporto, la prego di accomodarsi nella nicchia di decelerazione.»

Nelle edicole Strani Mondi, un’antologia che farà storia | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione dell’Urania Millemondi di luglio, intitolato StraniMondi. Una raccolta di 17 autori e 15 racconti che segnano lo stato d’avanzamento della SF nostrana; a bordo mi trovo in ottima compagnia di molta crema attuale fantascientifica, come Lukha B. Kremo, Giulia Abbate ed Elena Di Fazio, Franci Conforti, Davide Del Popolo Riolo, Nicola Fantini, Clelia Farris, Lorenzo Fontana e Andrea Tortoreto, Maico Morellini, Piero Schiavo Campo, Dario Tonani, Claudio Vastano, Alessandro Vietti, Alain Voudì. L’iniziativa di Franco Forte, con la cover di Franco Brambilla e l’appendice di Silvio Sosio, testimonia l’impegno editoriale di chi crede nel genere, cui ognuno di noi autori coinvolti ha cercato di rispondere il più professionalmente possibile. Ora la parola passa a voi lettori, calatevi numerosi in questo strano mondo che vi aspetta, composito e tentacolare: è un momento importante per il genere, chi può risponda! Grazie a tutti, coinvolti editoriali e lettori.

Nell’articolo di Fantascienza.com sono riportati gli incipit di ogni racconto; qui sotto potete leggere parte del mio, ambientato nel metamondo Impero Connettivo. Permettetemi di vibrare di gioia…

La visione di una vallata rocciosa si aprì improvvisa sotto di lui. Il plenipotenziario Sillax si trovò impreparato nel gestire la vertigine di luce che lo abbacinò con violenza: la schermatura ionica della cabina di pilotaggio dell’Apostata non bastò a proteggere lui e l’equipaggio e vibrò di bassa frequenza per alcuni istanti, mentre Sillax se ne restava impettito in plancia. Non poté fare a meno di ammirare, per qualche fuggevole istante, la selvaggia suggestione del panorama desertico sottostante e poi, più in là, lo spazioporto che si apriva al loro attracco: sedici dimensioni quantiche erano avvolte in un lago di collasso frattalizzato e l’orizzonte si rincorreva nei suoi impianti craniali per istanti successivi, collazionati in landscape di matematica esoterica. Il vettore imperiale, l’Apostata, era uscito dalle officine dell’imperatore Totka_II e utilizzava la tecnica a induzione olografica, raffinata tecnologia all’avanguardia, anche se non così esasperata come ci si sarebbe aspettati da uno Stato di tale potenza, esteso su ogni magnificazione dell’illusorio reale. L’olografia, in un momento assai prossimo alla singolarità postumana, appariva come un esotismo tecnologico improbabile; ai tempi dell’Impero Connettivo, invece, era assurta a ostentazione tecnologica dell’élite governativa, un’estetica desueta da nomenklatura Soviet.
Mentre i pensieri degli impegni governativi occupavano gran parte della sua attenzione, Sillax si accorse che un meraviglioso senso di solitudine lo stava sopraffacendo: con il fiato interrotto, si stava lasciando rapire dall’impervia intensità del deserto di sabbia e luce, avvertibile ben oltre il trasudo degli schermi ionizzati. Le parole gli morirono in gola, il fascino della sopraffazione psichica che provò per qualche istante gli fece ripercorrere le gioie di lui bambino mentre con la madre, ancora entrambi umani in un ecumene già vasto di postumani, osservava le giostre disegnare giochi da baraccone. Erano spassosi e pregni di trucchi da realtà virtuale da quattro soldi, che però avevano il gran pregio di divertirlo e renderlo curioso, inestimabile risorsa mentale per un futuro che non avrebbe mai immaginato, ma nemmeno sospettato, di longevità.
«Potente, siamo in prossimità dello spazioporto, la prego di accomodarsi nella nicchia di decelerazione.»

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Scrittore. In realtà, sono solo un personaggio di fantasia, ma di quale fantasia non ricordo più

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"Scrivete quel che volete scrivere, questo è ciò che conta; e se conti per secoli o per ore, nessuno può dirlo." Faccio mio l'insegnamento di Virginia Woolf rifugiandomi in una "stanza", un posto intimo dove dar libero sfogo - attraverso la scrittura - alle mie suggestioni culturali, riflessioni e libere associazioni.

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