HyperHouse

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Archivio per Simon Balestrazzi

LoopKlängeNoise by Magnetica Ars Lab and Maurizio Bianchi MB


 

Promo di un po’ di tempo fa per un lavoro che conosco bene solo oggi: LoopKlängeNoise – verses without words (2013) music by Magnetica Ars Lab and Maurizio Bianchi MB (extract from the album: LoopKlängeNoise – verses without words, 2013 – www.magnetica.org). Un paio di recensioni in giro per la Rete per questo disco sublime, in oscillazione perenne tra Industrial e Dark Ambient: qui e qui (dell’amico di vecchia data, mai troppo citato, Carmine Mangone). Disco da non perdere, per nessun motivo, per nessuna errata congiuntura dell’energia cosmica (grazie, Arnaldo).

Le Forbici di Manitù & Friends – Tinnitus Tales | Neural


[Letto su Neural]

Il tinnitus – in italiano acufene – è comunemente descritto come un ronzio nelle orecchie, ma può anche suonare come un più pronunciato brontolio, oppure manifestarsi sotto forma di sensazioni auditive puntiformi (click), sibili o ronzii. Molti celebri musicisti (Pete Townshend, Ludwig Van Beethoven, Trent Reznor, Andy Partridge) ma spesso anche dj (Ed Rush, Optical, Jimmy Savile, Roger Sanchez) hanno sofferto di questa patologia, che pare essere particolarmente fastidiosa tanto da influire sulla qualità della vita del soggetto che ne è affetto. Eppure il tinnitus non è da considerare una malattia, quanto una condizione che può derivare da differenti e molteplici cause. È un fenomeno soggettivo e come tale non ci sono protocolli scientifici che possano misurarlo oggettivamente. Su tale forma di disturbo – e menomazione che inficerebbe un ascolto “perfetto” – nell’ambiente dell’industria musicale e dello show business si è sempre mantenuto un certo silenzio, forse anche in ragione del fatto che, nella sua forma cronica e allo stato attuale delle conoscenze mediche, tale disfunzione non è curabile e che nessuno fra musicisti e performer avrebbe mai piacere nell’apparire fortemente “limitato” rispetto allo specifico percepire della propria distintiva arte. Manitù Rossi e Vittore Baroni (da tempo affetto da tinnitus) hanno lavorato per cinque anni a questo triplo album concept (un vinile 10” e due cd) e l’apporto in termini di collaborazioni – sono oltre cinquanta fra musicisti, gruppi e artisti visivi internazionali, i soggetti coinvolti – è sostanzioso, a tal punto da poter presentare l’uscita (ma non senza un pizzico d’ironia) come un “progetto audio educativo”, condiviso fra amici vecchi e nuovi (Simon Balestrazzi, Gianluca Becuzzi, Eraldo Bernocchi, Teho Teardo, Økapi, per citarne solo alcuni di italiani, o Nigel Ayers, Gen Ken Montgomery, Neuropa, Rod Summers, sul versante delle collaborazione d’oltralpe). I brani sono perlopiù ispirati all’argomento e il loro scopo è infondere una certa empatia su questa oltremodo bizzarra alterazione funzionale oppure sono versioni di canzoni delle Forbici o versioni strumentali, intese come tracce di “mascheramento” di tale fastidio. Insomma, Tinnitus Tales è un outing oneself strepitoso, ma allo stesso tempo testimonia di una pratica di condivisione che coinvolge da più versanti tutta una comunità. Un documento prezioso e magistralmente apparecchiato nella sua confezione discografica.

Candor Chasma, esce il nuovo disco: Il Dipinto Ucciso | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di un nuovo disco per Simon Balestrazzi che mette in musica le suggestioni di una vecchia pubblicazione di Paolo Di Orazio: Il dipinto ucciso.

Dalla sua pagina Facebook, Simon Balestrazzi, protagonista della musica elettronica e post-industrial  internazionale, annuncia l’uscita del nuovo album della formazione Candor Chasma, che lo vede affiancato da Corrado Alfieri.

L’album Il dipinto ucciso è  tratto dal romanzo di Paolo Di Orazio, edito nel 1993 da Granata Press. Il disco propone nove pezzi, i cui titoli sono gli stessi dei capitoli principali del libro, che scompongono il romanzo e lo ripropongono in una distorta versione musicale, suggestiva e cupa. Un viaggio contorto che unisce psichedelia e tensione.

Il disco è illustrato proprio da Paolo Di Orazio che ha arricchito l’opera con dei disegni originali! Da questo sito è già  possibile ascoltare alcuni  estratti e prenotare il cd, in uscita in 200  copie.  Buon ascolto!

Deison & Mingle – Everything Collapse | Neural


[Letto su Neural.it]

Ai moniker di Deison & Mingle corrispondono due italiani, l’udinese Cristiano Deison e il mantovano Andrea Gastaldello, autori che conosciutisi su un social network hanno poi cominciato a collaborare a distanza, forti evidentemente d’un background comune, fortificato infine dalla scelta di avere al mastering finale un altro sperimentatore autoctono, Simon Balestrazzi, certo non nuovo ai suoni di ricerca e alle tematiche acusmatiche-ambientali. Le atmosfere che ci avvolgono all’ascolto di Everything Collapse – e con un titolo del genere non potrebbe essere altrimenti – risultano abbastanza cavernose, oniriche, fratturate da field recording, infarcite da inviluppi ricorrenti e notturne visioni, non estranee a trasalimenti romanticheggianti e malinconici seppure venati da lievi glitch e minimalismi astratti. La citazione per gli Swans, gruppo celeberrimo dell’era no wave, ancora attivo e in qualche modo “responsabile” dell’incontro degli autori, arriva soltanto alla fine, grazie a una ghost track dove fa capolino la voce di Daniele Santagiuliana, cover di “Failure”, brano della seconda metà degli anni novanta composto da Michael Gira, a sua volta musicista ancora in carriera e dalle venature dark ambient e drone. L’attenzione per i dettagli è minuziosa e anche il puntualissimo lavoro di artwork di Rev Laboratories (emanazione del grafico olandese e produttore Bas Mantel) restituisce appieno la passione in gioco, subito colta dalla crew della Aagoo, una label che ama particolarmente le commistioni parecchio lavorate, ricolme di più influenze, pulsioni e tecniche compositive.

T.A.C. Tomografia Assiale Computerizzata: Chaosphere | Ver Sacrum


Su VerSacrum.com la segnalazione dell’uscita di un disco dei T.A.C., di Simon Balestrazzi, band Dark-Industrial italiana storica e seminale che della sperimentazione pura ha fatto la sua bandiera. Riporto qui sotto il post integrale.

La Old Europa Cafe pubblica in un’edizione limitata di 300 copie Chaosphere, quello che è da considerare il disco perduto dei T.A.C., il seguito ideale e concettuale di Apotropaismo (Old Europa Cafe – 1997) registrato 15 anni fa a New York e mai pubblicato fino ad ora. I T.A.C. sono uno dei più grandi gruppi italiani in ambito di musica dark-industrial, sperimentale e esoterica: il gruppo, originario di Parma,  è attivo fin dagli anni ’80 con album essenziali come Ouvrez vos auditifs canaux. Col tempo sono diventati una creatura del solo Simon Balestrazzi, figura carismatica con un solido background che spazia dal Krautrock fino alla musica d’avanguardia e elettronica . Molto interessante e creativa è stata la fase della loro carriera nei ‘90 in cui i T.A.C. unirono le forze con i Kirlian Camera di Angelo Bergamini (a tutti gli effetti un membro del gruppo in quel periodo così come Simon Balestrazzi lo era dei Kirlian Camera) dando alle stampe autentici capolavori oscuri e rituali come A Circle of Limbs, Hypnotischer Eden, La nouvelle art du Deuil e il citato Apotropaismo. Chaosphere è un album astratto, cosmico e surreale, ispirato a Solaris e Stalker di Tarkovskij. Nell’album, composto da 10 tracce, vengono  utilizzati synth analogici e archeologici come l’ARP Odyssey e il mitico VCS3, uno strumento che ha fatto la storia e la gloria di nomi come il primo Klaus Schulze e i primi Tangerine Dream, e in effetti la musica, isolazionista, oscura, elettronica e fantascientifica, attinge alle sperimentazioni di questi artisti come del grande Edward Artemiev (il compositore russo che firmò la colonna sonora di Solaris) immergendo l’ascoltatore in una spirale sonora avvolgente che rievoca lo spirito di una pietra miliare come Zeit. “The Sluggish Larvae of an Antique Syntax” , con il suo misticismo elettronico che evoca  paesaggi interiori indefiniti e oceani extraterrestri, è una traccia quieta e minacciosa. La cosmica “Nodal Points”,  l’avanguardistica “As It Is” e la dark-ambinet “Collision” ben rappresentano il mood di Chaosphere,  ideale colonna sonora di scrittori di fantascienza come Arthur Clarke, J.G.Ballard, Stanislaw Lem e Arkadi e Boris Strugatzki. “This Language of Flesh and Blood”, con le sue frequenze e pulsazioni elettroniche e “Crystalliza”, con i suoi sibili e rumorismi, chiudono quest’incubo introspettivo e metafisico. Onore alla Old Europa Cafe per aver rispolverato dall’oblio cosmico quest’imperdibile perla aliena sepolta in qualche pianeta sconosciuto.

Hermetic Brotherhood Of Lux-Or + Simon Balestrazzi w/ Masks of Ottana’s Carnival – Boes, Merdules, Sa Ilonzana (o “Sa Filonzana”)


Il rito è intenso, potente e oscuro, anche nella luce. Fatti trasportare, non domandare altro…

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poesie seminate, di Martina Campi

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Quel cinema invisibile...

Cinema was made to reunite the Visible and the Invisible

Il Calamaio Elettrico

Versi di Mauro De Candia e influenze varie

ON THE ROAD

Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, altrimenti diventa un ostacolo che impedisce di andare avanti

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