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Archivio per Soundcloud

Mads Emil Nielsen + Katja Gretzinger + Nicola Ratti – Framework 3 | Neural


[Letto su Neural]

Terzo capitolo su Arbitrary della serie lanciata da Mads Emil Nielsen, Framework, un progetto focalizzato su partiture grafiche aperte e disegnate a mano e che include traduzioni soggettive del compositore danese. Nielsen, che è cresciuto in una famiglia di architetti, sembra naturalmente attratto dall’idea di sonificare intuitivamente un’immagine, così come gli viene altrettanto spontaneo concepire il lavoro creativo come un procedimento di scambio e confronto collettivo. Per l’occasione questa volta Nielsen chiama a collaborare al progetto Katja Gretzinger e Nicola Ratti, la prima una graphic designer che ha tradotto in una serie di annotazioni visive la musica realizzata, il secondo musicista e a sua volta architetto, coinvolto nel creare reinterpretazioni sonore della partitura grafica. Gretzinger ha sviluppato vari simboli, forme e strutture, come punti, barre, pallini 3D, motivi irregolari, “sciami” e motivi regolari (tratteggi verticali). Questi sono stati combinati con materiali illustrati trovati e ritagli di vecchie stampe e sono stati stratificati con grandi forme geometriche, che definiscono il carattere individuale di ciascuna delle tre parti. La risultante partitura grafica di 18 pagine è inclusa nella pubblicazione sotto forma di fogli stampati in risografia. Ratti ha reinterpretato le partiture basate sulle immagini come una selezione di elementi sonori posizionati in un’area tridimensionale, che ha visualizzato come lo spazio tra il compositore-artista e gli altoparlanti. Tre composizioni quindi sono di Mads Emil Nielsen, altrettante sono quelle preparate da Nicola Ratti, il primo ha un approccio maggiormente elettronico e dalle strutture difformi, in perenne mutamento, l’altro, che è anche noto per essere stato dal 2007 al 2013 chitarrista nei Ronin, gruppo rock italiano di una certa fama, mantiene un registro più posato ed elegiaco, seppure minimalista, confermando la sua profonda attenzione al rapporto tra suono e spazio e nel creare delle strutture e delle successioni di eventi autonomi singolarmente ma complessi nel loro insieme. L’ascolto dell’album, registrato al mitico EMS (Elektronmusikstudion) di Stoccolma, è piacevolissimo, ricco di sorprese e momenti di gran qualità musicale.

Equal Stones / Death Star – Harbinger


Lascio scivolare via i miei dubbi, ho solo una raffinazione interiore da operare nel surreale inarrivabile a fronte delle migliaia e migliaia possibili.

Alva Noto – Xerrox Vol.4 | Neural


[Letto su Neural]

Quarta e penultima uscita per Alva Noto della serie Xerrox, partita nel 2007, un progetto che nell’insieme è basato sul concetto di replica digitale del materiale di partenza, sulla manipolazione dei dati, utilizzando un metodo di riproduzione idealmente continuo e senza fine. In questo caso le evoluzioni sonore, a differenza delle precedenti uscite, non sono campioni estratti da fonti esterne o frammenti di registrazioni. I paesaggi sonori delineati sembrano invece far riferimento a una narrazione decisamente cinematografica, s’imprimono più avvolgenti e ambientali del solito, assolutamente nitidi ed esenti da glitch troppo insisti. L’accuratezza stilistica del maestro rimane tuttavia quella consueta, un’elettronica fluida vergata da ondate energetiche di trattamenti effettati e ipnotiche ripetizioni seriali. L’ambientazione è coinvolgente, meticolosa nell’organizzazione di qualsiasi pattern, siderale e ultra dettagliata, a tratti anche quietista, sebbene in sottofondo sempre serpeggi una certa inquietudine, una grana armonica ed emotiva che ci riporta alla stessa essenza degli iniziali successi del maestro tedesco, artista e compositore che mai incede, nella sua misurata sobrietà e delicatezza, nel dipanare tracce poco impressive, rilassate o eccessivamente manieriste. Insomma, siamo di fronte a una musica ambient di taglio piuttosto classico, moderna e minimalista, che non potendo puntare sulla novità d’un tale approccio, leviga certi estremismi e mantiene una visione però inappuntabile, che non volgarizzi l’aspetto cinematico d’una siffatta vocazione. Carsten Nicolai ha segnato in queste ultime due decadi nuovi orizzonti musicali e incarnato il modello concettuale di quello che un sound artist debba essere e fare. Anche se i glitch e le interferenze quasi impercettibili adesso sono presenti in minor misura rimane solida una tecnica, una metodologia che nei tagli e nella ripetizione trova la sua estetica, adesso corroborata da forme più smussate, organizzante in un flusso molto sognante e raffinato.

Various Artists – Next City Sounds: Interfaces | Neural


[Letto su Neural]

Nell’ambito della ventesima edizione del Kamuna, evento musicale oramai ricorrente nella programmazione del Karlsruhe Museum, il 4 agosto 2018 si sono svolte tre differenti in-situ performances. Le sedi scelte sono state la sala progetti ßpace, lo spazio Halo ARS e la zona pedonale Kaiserstraße, connessa allo Zentrum für Kunst und Medientechnologie (ZKM ) tramite un flusso di dati audio in uscita. Il primo di questi spazi è stato affidato al sound artist Lasse-Marc Rieek, che ha presentato in tempo reale field recording piuttosto naturalistiche, assieme a suoni registrati, in un mix abbastanza ipervivido e per niente quietista. L’altra sala, gestita direttamente dagli artisti, nella zona est di Karlsruhe, è stata utilizzata per il live di Lintu + Røyk, un duo che si è esibito con sintetizzatori modulari proponendo una musica elettronica piuttosto cruda e sperimentale. Nella zona pedonale di Kaiserstraße hanno operato invece quelli di KITeratur, con una esibizione partecipativa, “SYNONiMUS”, mentre il No Input Ensemble si è esibito nel sottospazio dello ZKM sotto il cubo blu. Tutti questi vari imput sonori sono stati convogliati allo ZKM, rielaborati e utilizzati come in un mosaico in una installazione sonora di Yannick Hofmann, Marco Kempf, Ben Miller, Sebastian Schottke e Dan Wilcox. Il concetto a monte non è certo nuovo in campo sperimentale se pensiamo alle anticipazioni della postavanguardia teatrale italiana di fine anni settanta, alle teorizzazioni su La Cirrà del Teatro e alle performance trasmesse via fm radio da diversi spazi romani luogo d’interventi artistici e poi diffuse al Beat 72. La città in se stessa è un grande palcoscenico e lo è soprattutto nel caso dei suoi suoni, che non sono letteralmente solo quello che ascoltiamo per strada, ma anche i suoi immaginari, le maniere degli artisti che queste città abitano. Tutta questa complessa progettualità arriva adesso a noi nella forma di un cd audio della Gruenrekorder, a testimonianza di un’azione sostenuta da un programma di finanziamento dell’UE, Europa creativa. Una unica traccia di sessanta minuti, dove confluisce tutto questo audio-sperimentalismo può essere ardua per molti ma al contrario – per chi è avvezzo a queste scene – è la scelta giusta per testimoniare d’un simile conglomerato d’esperienze, in una maniera anche fuzzy e disincagliata da precisi sottogeneri di ricerca, restituendo le molte sfaccettature e l’attitudine ricombinatoria di certe esperienze.

Dj Renigade – In The Matter Of Stars [In A State Of Virus Wave]


Nell’universo dronico, a soffiare sull’abisso siderale.

HUMMING [SKR – MÄLA.2020] di SOKAR(ADHOC_live/MÄLA)


Piani di ascolto ammortizzati dalle idee surreali.

Devin7 | You Are The Devil In Disguise


Sulla barca siderale, in criosospensione…

Memento – Whisper Me


Intimo, come il senso di dispiacere per la transizione pregna di nostalgia.

Corvus Covina – Night Scan


Filamenti di una visione olistica, senza tempo.

Anders Monrad – Apophenia Cloud Travel Apparatus | Neural


[Letto su Neural]

Non è reticente Anders Monrad sulle combinazioni in parte bizzarre intervenute nella gestazione del suo terzo album. “Queste tracce si basano su suoni prolungati creati nel mio iniziale tentativo di programmare un sintetizzatore granulare in Pure Data. Utilizzando questo sintetizzatore sono inavvertitamente incappato in un tipico “errore da principiante”, basando la “funzione scroll” (che legge i file audio preregistrati a varie velocità) su un oggetto “control”, piuttosto che su un oggetto “dsp”, causando una discrepanza tra i dati di controllo (che trasmettono in una “risoluzione più grossolana”) e l’attuale algoritmo basato su dsp (che funziona da flussi continui di dati)”. Paradossalmente gli effetti di questi slittamenti temporali sulle sequenze sonore impresse da Monrad non erano del tutto inservibili ed esibivano un certo fascino ipnotico, particolarmente discreto nel caso di suoni molto dilatati. L’errore di funzione dava origine a una specie di balbettio, un glitch nella struttura ritmica che Monrad ha sfruttato per la prima volta nel 2014, in un progetto di sound design per la mostra intitolata appunto Apophenia Cloud Travel Apparatus, installazione implementata dall’artista visivo Jacob Tækker a Overgaden nella galleria Cph. Un malfunzionamento non voluto ha innestato quindi un più compiuto e controllato esperimento estetico e musicale. Il passo successivo è stato naturalmente quello di riadattare le stesse sonorità a questo tipo di tecnica. Il risultato sono state sei tracce differenti e oltre al seminale sintetizzatore granulare, Monrad ha anche utilizzato i suoni di altri due sintetizzatori, sviluppati espressamente per questa particolare ricerca. Questi suoni aggiuntivi sono presenti sulla traccia 2 e sulla traccia 4 (così come sulla traccia 6, “Σ k k = 1”, che consiste nella somma di tutte le altre 5 tracce sovrapposte). Le trame sono nel complesso piuttosto eteree e siderali, con un’impronta space piuttosto accentuata, anche se le atmosfere sono mantenute abbastanza astratte e concettuali. Il vinile blu trasparente nel qual arriva l’edizione forse vuole essere un omaggio a quella seminale mostra di Jacob Tækker, autore altrettanto sci-fi ed evocatore di realtà alternative. L’LP è pubblicato dalla BIN di Jonas Olesen, compositore danese coordinatore del programma di educazione musicale Nordic Sound Art.

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